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Triage

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “Triage”, scritto e diretto dal vincitore dell'Oscar Danis Tanovic, è tratto dall'omonimo romanzo del ex corrispondente estero Scott Anderson, che ha seguito le guerre in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia. Mark, un fotoreporter in zone belliche inviato in Kurdistan, torna a casa senza l'amico e collega David.

    Col passare del tempo, diventa chiaro che Mark conosce il segreto che si cela dietro alla sparizione di David.

    Mark e David sono dei fotografi esperti in battaglia che riprendono le immagini belliche del Kurdistan.

    Mark è molto ambizioso e vuole seguire ancora il conflitto per alcuni giorni in cerca dell'inquadratura perfetta, ma David ne ha avuto abbastanza dello sporco, della mancanza di speranze e della violenza, tanto da tornare a casa dalla moglie incinta Diane.

    Mark, ferito gravemente, finisce in un ospedale locale nelle caverne di Harir, dove in precedenza era stato testimone e aveva registrato il dottor Talzani che giocava a fare Dio.

    Talzani infatti deve combattere contro tutte le probabilità in questo ospedale di collina, decidendo il destino dei suoi pazienti con delle etichette colorate: giallo per offrire loro delle cure e blu per chi invece è destinato a morte sicura.

    Le cose ora sono cambiate e Mark è diventato un paziente sofferente, che è disperato mentre la sua vita è in bilico, fino a quando non viene sollevato dall'etichetta gialla del dottor Talzani.

    Quando Mark torna ferito e insanguinato a casa rimane scioccato, ma inizialmente non troppo preoccupato alla scoperta che David non è tornato.

    La moglie di Mark, Elena, è preoccupata per entrambi.

    Mark è esausto, disorientato e incapace di tornare alla vecchia vita di Dublino. A peggiorare le cose, il fatto di zoppicare in maniera più pronunciata. Osservando le fotografie scattate in Kurdistan, lui nota una strana figura sullo sfondo.

    Quando Elena torna nel loro appartamento, lo trova svenuto sul pavimento. In ospedale, i dottori giungono alla conclusione che la sua incapacità di camminare è un problema psicologico e che è necessario l'aiuto di uno psichiatra.

    Così, Elena non ha altra possibilità se non quella di rivolgersi a suo nonno, che non sente da tempo, Joaquin, responsabile della 'purificazione' dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola. Joaquin immediatamente incomincia a svelare le radici dei problemi di Mark, rivelando una scioccante verità.

  • Genere: Drammatico - Thriller
  • Regia: Danis Tanovic
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: Asap Films Parallel Films Tornasol Films Castafiore Films
  • Data di uscita al cinema: 27 novembre 2009
  • Durata: 96'
  • Sceneggiatura: Danis Tanovic
  • Direttore della Fotografia: Seamus Deasy
  • Montaggio: Francesca Calvelli, Gareth Young
  • Scenografia: Derek Wallace
  • Costumi: Lorna Marie Mugan
  • Attori: Colin Farrell, Paz Vega, Christopher Lee, Kelly Reilly, Jamie Sives, Branko Djuric
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:
     
    Danis Tanovic – Sceneggiatore/regista

    Quando Tanovic è stato contattato nel 2002 per sceneggiare e dirigere "Triage", lui ha accettato di realizzare questo lavoro solo perché, avendo da poco terminato “No Man’s Land”, era intonizzato sulle storie di guerra, nonostante ‘Triage’ sia decisamente qualcosa in più di una semplice storia bellica. Tuttavia, un anno più tardi era praticamente impossibile mettere da parte il progetto. Così, Tanovic ha detto all’autore di “Triage” Scott Anderson che il “libro lo faceva sentire a casa” e che dopo aver scritto la prima versione della sceneggiatura credeva assolutamente che la persona adatta a dirigere “Triage” “dovesse avere l’esperienza bellica che avevo io”.

    “’Triage’ è una storia complessa. Come sopravvivere alla guerra, quelli che sono tornati e quelli che non ce l’hanno fatta, tentare di ascoltare di più le persone. Amo i reporter di guerra perché sono diversi, non cercano di essere degli eroi, ma si preoccupano per gli altri… e allo stesso tempo sono dei cinici. ‘Triage’ parla di amore, sicuramente una questione fondamentale in questo film. Ritengo che l’amore mi abbia fatto tornare me stesso, dopo che sono uscito dalla guerra in Bosnia e mi sono sentito uno zombie per anni. Poi, ho incontrato mia moglie e per la prima volta ho desiderato qualcosa. Ritengo che lo stesso avvenga con Mark.

    Lui diventa uno zombie e si sente più vivo in Kurdistan di quanto non lo sia a Dublino, cosa che comprendo perfettamente”.

    “Avevamo un cast magnifico”, sostiene Tanovic e "grazie a loro ho veramente apprezzato questo film". Per quanto riguarda Colin, "il momento in cui è entrato nella stanza, selvaggio e calmo, io sapevo che sarebbe stato perfetto. E' stata un'esperienza magnifica lavorare con lui, perché mi ha posto tante domande che mi sono piaciute". Paz "aveva l'energia e la presenza necessarie per il ruolo di Elena. E' un personaggio forte, ma io avevo bisogno anche di tenerezza". Per Kelly, "lei aveva una sorta di tristezza nel suo sguardo e questo ha funzionato bene con Colin e Paz". Branko Djuric invece "aveva un volto magnifico e ha imparato a parlare inglese per questo ruolo". Infine, Christopher Lee "era perfetto per il ruolo di Joaquin, lui ha veramente una presenza notevole".

    "Presumo di potermi identificare con Mark e David perché conoscevo la gioia che si prova quando le riprese scorrono perfette, non c'è nulla di paragonabile. Ma se dobbiamo trovare un messaggio in questo film o in uno di quelli che io ho girato, è che qualsiasi cosa è meglio di un conflitto".

    Colin Farrell – Mark Colin

    sostiene che la sceneggiatura, scritta da Danis Tanovic, sia stata "un'ottima lettura dall'inizio alla fine" e lo abbia portato a interrogarsi sulla 'vocazione che il personaggio di Mark e il suo migliore amico David hanno per questo lavoro come fotoreporter. "La linea tra là fuori e qui diventa decisamente incerta e Mark non deve partire per stare in guerra. Mi sono calato bene in questo aspetto".

    Colin era consapevole che con una pellicola come "Triage" "sarebbero sorte tante domande interessanti, come la ragione per cui compiono queste azioni e l'effetto di esse sulle loro vite". Per avere una buona comprensione del personaggio, l'attore ha studiato libri fotografici di guerra e ha osservato dei documentari bellici, mentre è rimasto sorpreso da "come si possa rimanere facilmente dipendenti dopo poche settimane". Nelle ricerche per il ruolo lui descrive il tentativo di "trovare Mark" immaginando come questo personaggio fosse molto più intenso di David. Nel leggere la sceneggiatura, ha visto Mark emergere dalle caverne di Harrir dimagrito e smorto, mentre tornato a Dublino il fardello psicologico a cui è sottoposto si manifesta con una notevole perdita di peso. Farrell sostiene che "il libro parla di Mark come di una persona ai limiti dello scheletrico quando arriva a casa e quindi io sono stato felice di vedere che le mie riflessioni sul percorso che i personaggi attraversano fossero identiche a quelle che aveva pensato Scott Anderson".

    La vita di Mark è divisa praticamente in due, ma quello che avviene in Kurdistan crea un maggiore equilibrio tra questi due mondi, che a un certo punto si fondono, tanto che la linea di separazione che li divideva viene cancellata".

    Farrell è d'accordo nel ritenere che soltanto qualcuno che ha vissuto veramente la guerra come Danis potesse dirigere una pellicola come "Triage". "Danis comprende la guerra e a livello intellettuale lui ne capisce la causa. Per comprendere veramente l'effetto della guerra devi trovartici in mezzo e Danis c'è stato". Come regista, "Danis è un uomo veramente generoso, tanto da spingersi a consentire a me e Jamie di raffinare bene la conscenza della lingua, considerando che l'inglese ovviamente non è la sua madrelingua".

    Ci sono molti messaggi che emergono da questo film, come l'amore, questa grande forza redentrice. "Per i suoi obblighi matrimoniali Mark deve raccontare la verità, ma è l'amore che ha creato la crisi, l'amore verso il suo amico".

    Danis non ha mai perso la sua umanità, anche perché in quel caso si rischia di andare oltre ogni possibilità di redenzione. Sapevo che lui aveva incontrato sua moglie quando era ancora pazzo per le battaglie, anche se la guerra era ormai finita e lui ne era uscito fuori".

    La pellicola è stata girata in Spagna e a Dublino. "Amo Dublino, è la mia casa, ma il fatto di trovarmi in patria e lavorare mi ha lasciato un po' scombussolato! E' stata una gioia collaborare con il cast e la troupe. Christopher Lee è un gentleman della vecchia scuola, mi ricorda mio nonno. Ma è altissimo, come uno si aspetta che sia! Ha una voce potentissima e una presenza fisica incredibile".

    Jamie Sives – David Jamie

    sostiene che “il personaggio di Colin è il miglior amico di David e per questo in qualche modo Mark mi ha convinto a seguirlo in queste zone di guerra, quindi io sono fondamentalmente un pesce fuor d'acqua. In confronto a Mark, non mi trovo veramente a mio agio, tanto che preferirei stare a casa a fotografare delle cose graziose!".

    Per capire meglio il senso del ruolo, Jamie ha cercato di ‘entrare nella zona' osservando dei documentari e dei film di guerra. Jamie ha trovato che questa attività "ti rende molto umile, quando vedi fin dove arrivano queste persone per raccontare una storia, in particolare i fotoreporter, che devono trovarsi più vicini all'azione di un giornalista".

    "Io avevo già visto 'No Man's Land'", sostiene Jamie, "quindi ero consapevole del lavoro di Danis. Come regista, Danis è un tipo intelligente, che ha ogni scena già montata nella sua testa. Inoltre, è un regista di attori, lui si preoccupa veramente dei suoi interpreti". Per quanto riguarda il lavoro con Colin Farrell, Jamie sostiene che "Colin è un magnifico essere umano, molto riflessivo e sensibile, che è stato veramente generoso sia a livello professionale che personale. Posso solo parlarne bene".

    Per quanto riguarda il messaggio del film, Jamie sostiene che "la sceneggiatura parla di molte cose, come la sopravvivenza, l'amore e il senso di colpa, il tutto mentre sullo sfondo c'è la guerra. Ritengo che in qualche modo catturi la sopravvivenza dello spirito umano e non si può essere più poetici di così".

    Branko Djuric – Dottor Talzani

    Nel descrivere il personaggio del dottor Talzani, Branko rivela semplicemente che "lui è Dio. Nelle sue mani, ha il destino delle persone e questo è stato decisamente il ruolo più complicato della mia vita".

    Branko sostiene di "avere molte esperienze legate alla guerra serba, nel periodo 1993-94. Io ero lì e quando penso al mio personaggio del dottor Talzani, ritorno sempre con la memoria ai dottori impegnati in conflitti bellici. Ho un amico che è dottore in Serbia e penso sempre a lui. Non c'è una persona precisa come il dottor Talzani, ma molti che gli assomigliano, anche se nessuno sa cosa provi veramente dentro di sé".

    Avendo già lavorato con Danis in diverse occasioni, tra cui "No Man's Land", Branko parla di Danis come "del regista più geniale che abbia mai incontrato!". ù

    Christopher Lee – Joaquin Morales Lee

    ha accettato di interpretare il ruolo di Joaquin Morales dopo aver incontrato Danis a una cena di gala. "Ho scoperto che lui aveva fatto un film meraviglioso chiamato 'No Man's Land', che poi ho visto e che era un'opera cinematografica notevole". "Ho pensato che fosse una storia interessante, così come lo era stata la festa e ho notato che parlavo più in questo film che in qualsiasi altro che abbia mai fatto!". Nel descrivere il suo personaggio, Lee dice "che ha fondato un istituto psichiatrico che prende il suo nome e in cui ha trattato diverse persone che molti descriverebbero come autori di crimini orribili".

    Per quanto riguarda Tanovic, Lee dice semplicemente che "Danis sa esattamente cosa significhi la guerra e lo stesso vale per me. E' assolutamente certo di quello che vuole. Io penso sempre che se interpreto il personaggio nel modo in cui è scritto e tu come sceneggiatore e regista sei soddisfatto, io non mi metterò a discutere. Tutti rispettiamo il suo giudizio".

    Lee definisce Colin "un attore veramente bravo, assolutamente dedicato in quello che fa. Ha una personalità enorme e una forza che io amo in un attore".

    Nel descrivere il suo personaggio, Lee dice "che ha fondato un istituto psichiatrico che prende il suo nome e in cui ha trattato diverse persone che molti descriverebbero come autori di crimini orribili". Per quanto riguarda Tanovic, Lee dice semplicemente che "Danis sa esattamente cosa significhi la guerra e lo stesso vale per me. E' assolutamente certo di quello che vuole. Io penso sempre che se interpreto il personaggio nel modo in cui è scritto e tu come sceneggiatore e regista sei soddisfatto, io non mi metterò a discutere. Tutti rispettiamo il suo giudizio".

    Lee definisce Colin "un attore veramente bravo, assolutamente dedicato in quello che fa. Ha una personalità enorme e una forza che io amo in un attore".

    Il Kurdistan e il suo popolo

    I curdi, abitanti in una terra di confine, e tradizionalmente ostili ad Armeni (a nord) e a Persiani e poi Parti (a est), furono spesso e volentieri alleati o protetti dei Romani dal I secolo a.C.. Una fonte cristiana siriaca del IV secolo chiama la regione Beth Qardu (casa dei curdi): fu cristianizzata non più tardi del IV secolo ed ebbe un proprio vescovo almeno dal 424.

    I curdi furono islamizzati già nel VII secolo e formarono emirati semi-indipendenti; in seguito alla battaglia di Cialdiran (1514) il Kurdistan fu diviso fra l'Impero Ottomano e l'Iran dei Safavidi: questa divisione fu formalizzata nel Trattato di Zuhab o Trattato di Qasr-i-Shirin (1639).

    La questione territoriale curda risale almeno alla fine dell'Impero Ottomano il quale già ridimensionato col Trattato di Londra del 1913 che concludeva le guerre balcaniche, alla fine della prima guerra mondiale con il Trattato di Sèvres dell'agosto 1920 si trovò ridotto ad un modesto Stato entro i limiti di parte della penisola anatolica, privato di tutti i territori arabi e della sovranità sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Con esso la Grecia guadagnava le città di Adrianopoli e Smirne, da cui i Greci furono allontanati nel 1923. Il Trattato, inoltre, prevedeva ampie tutele per le minoranze nazionali (armene e curde) presenti in Turchia e, ai suoi art. 62 - 64, garantiva ai curdi la possibilità di ottenere l'indipendenza all'interno di uno Stato i cui confini sarebbero stati definiti da una commissione della Società delle Nazioni designata ad hoc. Il Trattato ebbe quattro firmatari per conto del governo ottomano ma non venne ratificato dal Parlamento Ottomano poiché questo era stato precedentemente abolito il 18 marzo 1920. Esso ricevette il sostegno del Sultano Mehmet VI ma fu invece fortemente osteggiato dal "Padre dei turchi", Mustafa Kemal Pasha (Ataturk), già vincitore della Battaglia di Gallipoli, il quale vinse la Guerra Turca d'Indipendenza (1920-1923) e costrinse le ex potenze alleate a tornare al tavolo negoziale. Le parti firmarono e ratificarono un nuovo Trattato a Losanna nel luglio 1923, che cancellava ogni concessione ai curdi, agli armeni e ai greci. Lo storico territorio curdo si trovò diviso fra diversi nuovi stati.

    Nel 1945 si forma, con l'appoggio dell'Unione Sovietica, il partito democratico curdo. Il 22 gennaio 1946, in territorio iraniano, viene proclamata la formazione di una repubblica popolare curda, con capitale Mahabad. Con il ritiro delle forze sovietiche, le truppe iraniane riconquistano il territorio, condannando a morte i vertici politici, compreso il Presidente Qazi Mohammed.

    I Paesi dove essi risiedono non sono ovviamente disposti in molte occasioni a rinunciare a parte del loro territorio e hanno spesso negato l'esistenza di una identità nazionale (e quindi politica) curda. In assenza di normali processi politici, i nazionalisti curdi hanno spesso ricorso alla forza delle armi. Lo scontro è spesso violento e si sono segnalati atti terroristici e di guerriglia da parte curda, seguiti da feroci repressioni (ad es. il bombardamento di Halabja con armi chimiche da parte dell'esercito iracheno di Saddam Hussein). Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) in Turchia, il Partito Democratico Curdo (KDP) e la Unione Patriottica del Kurdistan (KPU) in Iraq, il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano ed il Partito per la Libertà del Kurdistan (PJAK) in Iran sono gruppi terroristici ben equipaggiati ed addestrati finanziati direttamente o indirettamente dagli USA dislocati in Iraq ed alcuni Paesi europei. Grande quantita' di denaro, infatti, fluiscono in conti correnti bancari turchi generalmente a prestanome.

    Dietro la definizione geografica si nasconde uno dei luoghi più ricchi di petrolio al mondo, generando intorno ad esso forti interessi economici, tra cui l'invasione americana in Iraq. A seguito delle due guerre del golfo (1990-1991 e 2003) e dell'invasione statunitense in Iraq, la questione dei curdi si inserisce nel quadro delle strategie da seguire per ottenere il controllo del territorio e delle sue preziose risorse. All'inizio gli Stati Uniti sembravano non ostili all'indipendenza del nord iracheno con capitale a Kirkuk, sperando che passasse sotto la loro "tutela", ma (anche in seguito alle pressioni dell'alleata Turchia) hanno accettato, come del resto gli stessi curdi iracheni, un Iraq federale con la capitale a Bagdad, in cui la regione curda non ha ancora ottenuto le città petrolifere di Kirkuk e di Mossul. I curdi non cederanno e sarà ancora guerra.

  • Spunti di Riflessione:
     
    di L.D.F.

    1) Mark e David, sono due esperti fotografi, divenuti, come il grandissimo Robert Capa, corrispondenti di guerra. Tra i due il momento di rottura nel loro rapporto di amicizia avviene quando David, oramai stanco di battaglie, uccisioni, dolore e sangue, vuole tornare, al contrario di Mark che cerca ancora di scattare la foto che gli farà vincere il premio Pulitzer. Qual è la vostra opinione? Siete più d’accordo con David e con Mark?

    2) Nella domanda precedente, abbiamo citato il nome di Robert Capa. Effettuate ricerche su questo grande fotografo, grandissimo inviato di guerra su quasi tutti i palcoscenici bellici del secolo XX.

    3) Dove, come e da chi Mark viene ferito? Quanto conta questo tragico momento nel successivo deterioramento della sua situazione psicologica?

    4) Dopo essere stato ferito, Mark viene ricoverato in un ospedale da campo, in pieno settore bellico, nascosto in una grande grotta. Lì conosce il dott. Talzani. Cosa accade al loro primo incontro e perché dopo Mark teme ancora di più per la sua vita?

    5) Talzani è definito da Scott Anderson, autore del libro dal medesimo titolo da cui è tratto il film “un uomo che si crede Dio”. Perché?

    6) E’ chiaro che Talzani, il medico che nella domanda precedente si affermi, creda essere Dio, debba prendere decisioni spesso tragiche che coinvolgano gli uomini, affidati alle sue cure, applicando il cosiddetto “Triage”. Qual è il significato di questa parola, riferito all’attività di medici che operano in zone di guerra?

    7) Talzani, l’uomo che ha in mano la vita e la morte dei suoi pazienti, convive, dentro di sé, con la tragicità della situazione, soffrendone, oppure, per sopravvivere, è divenuto freddo e distaccato oppure è talmente amorale da non condividere il dolore degli altri, decidendo per essi senza alcun coinvolgimento emotivo?

    8) Per ogni ferito che entra nel suo ospedale Talzani ne decide il destino. Applica sul petto degli uomini etichette diversamente colorate. Gialla e allora il ferito viene curato e blu quando il paziente deve essere lasciato morire. Non trovate quanto questa selezione sia piena di implicazioni di carattere etico che porta alla seguente domanda: Talzani salva solo i pazienti che è sicuro sopravvivano e lascia gli altri, anche quelli che avrebbero un minimo di possibilità di sopravvivenza, a morire perché non c’è tempo o perché dedicarsi a loro sarebbe troppo lungo o perché mancano medicine o… Commentate.

    9) Mark ha l’etichetta gialla quindi si salva e torna a casa ma non è più lo stesso. Forse perché scopre che David non è tornato oppure per quanto ha visto in Kurdistan soprattutto nel momento in cui viene ferito oppure per lo choc provocato in lui nell’ospedale di Talzani quando ha visto quanto sia facile decidere della vita e della morte di un uomo?

    10) E’ certo che a Mark, nel momento del ferimento è accaduto qualcosa. Ma cosa è avvenuto da stravolgerlo così nel corpo e nell’anima?

    11) Mentre David e Mark erano sui campi di guerra, a Dublino nelle loro case, c’erano due donne in attesa: Elena, la moglie di Mark e Diana, la compagna di David in attesa di un figlio. Diana ed Elena sono due donne forti, del resto la loro decisione di stare accanto a uomini che “vivono” di guerra è indicativo. Quando e perché una delle due cede?

    12) Quali ricordi ci sono nel cervello di Mark e quali nel suo cuore al punto che egli, tornato a casa peggiora, dimagrisce sempre più e fatica a camminare?

    13) Quale diagnosi fanno i medici dell’ospedale di Dublino, in cui Mark viene ricoverato dopo che Elena lo ha trovato svenuto per terra nella loro casa? Mark ora non cammina più. E allora?

    14) E’ per la diagnosi dei medici di cui parliamo nella domanda precedente che Elena decide di rivolgersi a suo nonno, Joaquin Morales? Perché la nipote cerca il suo aiuto e quale attività svolge Morales al punto che Elena pensa egli possa aiutare Mark?

    15) Morales si è occupato del “recupero” dei criminali di guerra che hanno operato durante la guerra civile spagnola del ’36 – ’39. Molti di loro (come tutti i criminali di guerra in tutti i conflitti di tutti i tempi) hanno compiuto azioni orrende. Secondo la vostra opinione c’è una possibilità di recupero di questi esseri umani che di umano hanno avuto ben poco in molte loro azioni? Esprimete la vostra opinione in merito.

    16) Quando Morales comprende che, nella paralisi di Mark, c’è una sorta di autopunizione per qualcosa, accaduto in Kurdistan e che egli ha rimosso?

    17) Quanto la situazione psicologica di Mark cede quando, osservando una sua fotografia scattata in Kurdistan, egli nota una strana figura nello sfondo?

    18) E’ da quella foto e da quell’uomo lontano nella foto che Morales parte per portare Mark alla guarigione?

    19) E David?

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