my name is adil

 

 

Un film per le scuole. Dal 24 ottobre 2017 al cinema.

Un film che parla al cuore delle persone.

Una storia straordinaria che offre uno sguardo intimo sui temi di diritto allo studio
(negato e poi riconquistato), di integrazione e riscoperta della propria identità.

 

dal 24 ottobre 2017 al cinema

 

Da quest’anno, oltre agli eventi live, Unisona propone alle scuole e al grande pubblico film indipendenti di qualità. È il caso di “MY NAME IS ADIL”. 

 

Adil odia le pecore. Perché per badare al gregge di famiglia non può nemmeno studiare e giocare a calcio con gli altri bambini. E se un agnello si perde, sono botte.

Dove vive lui non c’è asfalto né televisione. Vede un lampione accendersi per la prima volta a 12 anni.

Quando dal Marocco arriva a Milano, a soli 13 anni, vuole diventare elettricista.

E ci riesce.

Poi si mette in testa di diventare regista per raccontare in un film la sua storia.

E ci riesce.

 

My Name is Adil è un film coinvolgente, in grado di offrire una prospettiva originale sui temi del diritto allo studio, del dialogo interculturale, dell’accoglienza e della riscoperta della propria identità.

 

Uscita ufficiale al cinema il 24-25-26 ottobre 2017

Le scuole potranno richiedere, attraverso il sito www.unisonacinema.it/mynameisadil, una proiezione matinée . Ingresso matinée: € 5,00

 

Un film fatto con pochi mezzi. Partito dal nulla, ha viaggiato per i Festival in giro per il mondo e puntualmente è arrivato al cuore dello spettatore.

My name is Adil è un film unico che è riuscito nell’impresa.

Realizzato con 2 macchine fotografiche racconta la vera storia di chi ha deciso di cambiare il proprio destino attraverso l’unica via possibile: sé stessi. 

 

I registi di My Name is Adil, hanno scelto di utilizzare la lingua originale (sottotitolata in italiano), per preservare l’intensità espressiva della voce autentica del protagonista, Adil Azzab.

 

“per come è nato questo film, che è un esempio di come l’arte e i diritti umani siano motori di integrazione e cambiamento;
e per la sua realizzazione, un racconto sulla possibilità di cercare un nuovo futuro, senza dimenticare le proprie radici.” 
Amnesty International Italia

 

IL FILM - SINOSSI

Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi. Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene, però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità.

Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo mondo: l’Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami.

Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo paese, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

Il film, realizzato a budget zero e prodotto in modo indipendente grazie a un crowdfunding che può vantare l’endorsement di Gabriele Salvatores, ha la forza del racconto intorno al fuoco e porta lo spettatore dentro al fenomeno della migrazione e della fatica di far convivere, dentro se stessi, la cultura d’origine e quella del paese di accoglienza. In “My name is Adil”, girato tra il Marocco e l’Italia, si intrecciano episodi delle tre fasi principali della vita del protagonista: il bambino-pastore affamato di istruzione e di futuro; l’adolescente che si confronta con un mondo sconosciuto; l’adulto che ritorna nel paese d’origine, guardandolo con occhi nuovi. Il film offre un’occasione di riflessione su cosa significhi emigrare, dal punto di vista di un bambino che diventa ragazzo e poi uomo, a cavallo di due paesi e due culture.

 

premi e riconoscimenti

Vincitore prix des Cine Clubs: Tangier international Film festival

Vincitore della sezione “Open Frontiers” - Ventotene Filmfestival

Vincitore della sezione “Best Arabic Movie” - Alexandria Mediterranean Filmfestival

Vincitore della sezione “Migration and coexistence” - Religion Today Filmfestival di Trento

Vincitore come “Best Feature Film” - Miami Indipendent Festival - Monthly edition

 

Guarda il trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=HxivnOL7bwM

 

SCHEDA TECNICA DEL FILM

Regia: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene

Soggetto: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene, Gabrio Rognoni, Roberta Villa

Sceneggiatura: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene

Montaggio: Magda Rezene

Musiche originali: Rolando Marchesini

Voci e testi: Alessandra Ravizza

Suono in presa diretta: Rolando Marchesini

Aiuto regia in Marocco: Mohamed Atiq

Color Correction: Gabriele Cipolla

Genere: Biografico

Durata: 74’

Nazionalità: Italiana

Location: Italia - Marocco

Lingua: Film in lingua originale (arabo) sottotitolato in italiano

 

Prodotto da: Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene, Gabrio Rognoni, Roberta Villa

Distribuito da: Unisona Live Cinema

Con il patrocinio di: Amnesty International, Emergency, Associazione Sulleregole

 

CAST

Husam Azzab: Adil 8 anni

Hamid Azzab: Adil 13 anni

Adil Azzab: Se stesso

Hassan Azzab: Migliore amico di Adil 25 anni

Zilali Azzab: Zio di Adil

Mohamed Atiq: L’elettricista

Ali Tatawi: Nonno di Adil

Hanan Filali: Madre di Adil 

Aicha Badraoui: Donna in furgone

 

Note di produzione

Attori
Tutti non professionisti, con la partecipazione del fratello minore di Adil, Hamid Azzab, nella parte del protagonista a 13 anni

Finanziamenti
Crowdfunding e il contributo di professionisti del settore che hanno creduto nella validità del progetto

Shooting 

Da febbraio 2013 a dicembre 2015

Dotazione tecnica per le riprese
2 macchine fotografiche e 2 cavalletti …e basta!

Produzione
Imagine Factory

La storia che c’è dietro
La realizzazione del film, a budget zero e prodotto in modo indipendente, è una storia nella storia: Adil Azzab, immigrato dal Marocco quando aveva 13 anni, e Magda Rezene, nata in Italia da genitori eritrei, si incontrano in un Centro di Aggregazione Giovanile milanese, prima come utenti e poi come volontari. Nel 2011 i due giovani vengono coinvolti come accompagnatori in un campus di formazione rivolto ad adolescenti in condizioni di svantaggio, l’obiettivo del corso è di fornire conoscenze multimediali e valorizzare la propria storia tramite la fotografia e il videomaking. Adil e Magda scoprono così la passione per il cinema e la fotografia. La sera, Adil racconta come è arrivato in Italia: il suo modo di narrare, diretto e vissuto, colpisce Andrea Pellizzer, professionista della comunicazione in veste di formatore del campus. Nasce così l’idea di realizzare un lungometraggio sulle difficoltà dell’emigrazione dalla prospettiva di un ragazzino.

Adil e Magda partono per il Marocco: è la prima volta che il giovane torna nella sua terra

d’origine dopo tanto tempo. Sulla base del montaggio di quel primo girato, parte un crowdfunding: “Sarebbe la prima volta che un ragazzo che non sa niente di cinema arriva in un altro paese, impara a fare un film e racconta la sua storia”.

Con queste parole Gabriele Salvatores, interpellato dai due giovani aspiranti registi, sostiene il progetto del film indipendente “My name is Adil” ancor prima del primo ciak ufficiale. Con i fondi raccolti, l’associazione Imagine Factory, fondata per proseguire il lavoro con gli adolescenti attraverso gli strumenti della multimedialità, mette insieme una crew e il film si fa, con l’aggiunta di Andrea Pellizzer alla regia. Quella di “My name is Adil”, e del progetto che ha permesso di realizzarlo, è una storia unica ed esemplare insieme, che ci parla della capacità di credere nei propri sogni, del significato dell’accoglienza e delle possibilità generative dell’incontro con gli altri.

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