Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 63

The Fighter

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    “Che dire di mio fratello? Mi ha insegnato tutto quello che so. Non posso farcela senza di lui”.

    Micky Ward

    Inspirato ad una storia vera, il commovente ritorno dell’improbabile eroe della box, Micky Ward e di Dicky Eklund, due fratelli che devono affrontarsi come avversari per potersi riunire in combattimento, e vincere un campionato terribilmente difficile, rafforzando così i loro legami familiari.

    La storia inizia con Dicky, un uomo che è l’orgoglio dell’ intera cittadina - in passato ha combattuto contro Sugar Ray Leonard - ora caduto in disgrazia.

    Nel frattempo, suo fratello Micky è diventato a sua volta un puglie, la sua carriera è appena agli esordi ed è gestita dalla madre Alice.

    Nonostante il suo impressionante gancio sinistro, Micky continua a perdere sul ring.

    L’ultimo combattimento affrontato da Micky finisce quasi per ammazzarlo, e a quel punto viene persuaso dalla sua ragazza, Charlene, a tentare qualcosa di estremo: dividersi dalla sua famiglia, perseguire i suoi interessi e allenarsi senza l’inquieto fratello.

    Fino a che, a Micky non viene offerta l’opportunità di una vita: combattere per il titolo. Ma presto Micky capisce che avrà bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere. Sfidando tutti i pessimisti, Micky cercherà di redimersi e di riportare al suo angolo del ring Dicky, Charlene, Alice e l’intera famiglia Ward/Eklund.

    Riuscirà così ad ottenere una serie di vittorie sorprendenti. E così, dal nulla, Micky diventerà un campione, conosciuto da tutti per la sua lealtà e la sua determinazione.

    “The Fighter è una storia che parla della famiglia, dell’amore, dei rapporti e del superamento delle avversità. E’ una storia tanto potente quanto eccitante”, spiega Mark Wahlberg, che si è allenato intensamente per diversi anni per riuscire ad ottenere il fisico necessario, ma anche per essere pronto emotivamente per il ruolo di Micky Ward. “David O. Russell aveva una visione chiara di questa sceneggiatura, di questo mondo e delle persone che lo abitano. E noi abbiamo realizzato esattamente quella visione”.

  • Genere: drammatico
  • Regia: David O. Russell
  • Titolo Originale: The Fighter
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione: David Hoberman, Todd Lieberman, Ryan Kavanaugh
  • Data di uscita al cinema: 4 marzo 2011
  • Durata: 118’
  • Sceneggiatura: Scott Silver, Paul Tamasy, Eric Johnson
  • Direttore della Fotografia: Hoyte Van Hoytema
  • Montaggio: Pamela Martin
  • Scenografia: Judy Becker
  • Costumi: Mark Bridges
  • Attori: Mark Wahlberg, Christian Bale, Amy Adams, Melissa Leo
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

    DALLA STRADA ALLO SCHERMO: LA STORIA

    La storia del difficile cammino verso il successo di Micky Ward, e della sua inaspettata trasformazione in una leggenda dello sport, aveva tutte le caratteristiche per diventare una fiaba realistica e commovente, e molti tra coloro che ne avevano sentito parlare avevano notato che si trattava di una vicenda perfetta per un adattamento cinematografico.

    Ma riuscire a portare questa storia sul grande schermo avrebbe richiesto grande passione, devozione e impegno da parte di tutto il team di filmmakers.

    Quello che entusiasmava i produttori Todd Lieberman e David Hoberman era il fatto che la storia descriveva anche quel legame invincibile che c’è tra fratelli e il tentativo di una famiglia di redimersi.

    Questi elementi rendevano la storia estremamente interessante. “Abbiamo deciso di occuparci di The Fighter quando gli sceneggiatori Paul Tamasy e Eric Johnson ci hanno mostrato un DVD di 15 minuti sulla vita di Dicky Eklund e Micky Ward”, spiega Hoberman. “Quando il mio socio Todd ed io lo abbiamo visto, siamo scoppiati in lacrime.

    E’ una storia che parla del superamento delle avversità, della redenzione: è il tipo di materiale che ci piace. Gli abbiamo chiesto immediatamente se potevamo diventare loro partner in questo progetto e loro hanno accettato”.

    Aggiunge Lieberman: “Credo di aver visto quel DVD almeno cinquecento volte. E’ stato di grande ispirazione conoscere la storia di questi due fratelli e di tutte le avversità che riescono a superare nel corso degli anni. Secondo noi questa vicenda conteneva un misto di dramma, redenzione e amore fraterno”.

    La storia ci ha messo tre anni per arrivare sullo schermo, e ha richiesto un grande spirito di combattimento da parte dei filmmakers.

    Era molto tempo che Mark Wahlberg desiderava fare un film su Micky Ward e Dicky Eklund. Hoberman e Lieberman erano molto eccitati all’idea di lavorare assieme a Wahlberg e al regista David O. Russell.

    “Era chiaro che sarebbe stato perfetto per il ruolo di Micky Ward”, racconta Hoberman. Aggiunge Lieberman: “Dal momento che abbiamo iniziato a pensare a questa storia, sapevamo già che Mark era molto interessato al ruolo di Micky. Micky era sempre stato uno dei suoi eroi e Mark conosceva questa storia alla perfezione”.

    Il regista aveva già lavorato due volte assieme a Wahlberg in passato, come nel caso dell’acclamato thriller di guerra, Three Kings. Tutti erano molto emozionati all’idea di vedere come Russell sarebbe riuscito ad amalgamare il dramma sportivo con il ritratto di una famiglia, in The Fighter.

    “La cosa straordinaria di David è che ha una grande passione per tutto ciò che fa e non ha paura di innamorarsi di idee, delle persone e delle cose. Credo sia questo che lo rende un regista eccezionale”, racconta Hoberman. “Conosco David da un paio di anni ed era da un po’ che desideravamo lavorare assieme. Non appena mi sono seduto a discutere con lui, ho visto ed ho sentito la sua passione per questo film”, commenta il produttore Ryan Kavanaugh.

    E aggiunge, “Voleva usare un approccio molto artistico ma capiva anche che si trattava di una storia commerciale. Gli abbiamo detto di mantenere un cuore e un’anima, ma anche che avevamo bisogno di dare al film un tocco alla ‘Rocky’. E lui ci ha dato tutto ciò che volevamo”.

    Aggiunge Lieberman: “David ha conferito a questo materiale grande charme e senso dello humour. Capiva che questi personaggi, nonostante i loro difetti, sono divertenti e simpatici, e ci ha aiutato a portare tutto questo sullo schermo”.

    Russell vedeva The Fighter anche come una storia d’amore. Ha affrontato questa vicenda non solo come la storia dei fratelli Micky e Dicky, ma anche il tentativo da parte di Micky di far riconciliare la sua famiglia con la donna che ama, ed ha messo l’elemento di Charlene e della famiglia al centro della narrazione.

    “The Fighter parla di persone estremamente umane, troppo umane, come chiunque di noi”, racconta. “Questa è la migliore tipologia di personaggi cinematografici che si possa avere. I personaggi di Lowell sono molto autentici. Lowell è una particolarissima cittadina di operai vicino a Boston e questa famiglia è una delle più importanti di questa località. Hanno uno stile di vita molto particolare. La madre è una forza della natura, con i suoi capelli tinti di biondo, con la sigaretta e il bicchiere sempre in mano; è lei che gestisce la carriera dei figli, da oltre vent’anni. Poi c’è Dicky, che è il più grande eroe di Lowell dai tempi di Jack Kerouac. Dicky è un ragazzo carismatico, gentile, ma anche piuttosto insolente. E poi c’è suo fratello minore, Micky, che è disciplinato e tranquillo e non riesce a trovare il modo di separarsi dalla sua famiglia. Prosegue: “Volevamo raccontare la storia di queste persone e del loro mondo. Per certi versi sono commoventi, per certi altri versi sono esilaranti, ma comunque, sono sempre molto, molto realistici”.

    Per scrivere le prime versioni della sceneggiatura, gli sceneggiatori Paul Tamasy, (che è anche produttore del film), ed Eric Johnson, (che è anche produttore esecutivo), hanno trascorso molto tempo a Lowell, intervistando tutti coloro che erano collegati alla storia: ossia una buona parte della comunità. Sin dagli anni ’20, Lowel era stata uno dei maggiori centri manifatturieri dell’East Coast, ma poi la città ha vissuto un periodo di grande crisi, durante il quale tutte le sue industrie avevano iniziato a chiudere.

    A quei tempi la boxe divenne un’occasione di sfogo per molti dei giovani della città, e il ring divenne uno degli ultimi luoghi dove i giovani potevano sperare di sfondare.

    “C’erano qualcosa come 30 centri per la boxe a Lowell”, spiega Johnson. “La boxe era vista come un mezzo per ottenere una vita migliore e uscire dalla povertà. Dopo la chiusura delle fabbriche ci furono anni di disoccupazione e la boxe divenne una grande opportunità”.

    Tamasy nota che la famiglia Ward/Eklund rappresentava a quei tempi la famiglia di Lowell per eccellenza. “Sono molto rappresentativi della città, per il modo in cui erano strettamente legati tra di loro e per il fatto che erano fermamente convinti che la famiglia fosse un’ancora”, racconta.

    Dopo che Johnson e Tamasy ebbero pronta una prima bozza della sceneggiatura, Russell continuò a lavorare assieme allo sceneggiatore Scott Silver, autore della sceneggiatura del film 8 Mile, con Eminem.

    Man mano che la produzione del film si avvicinava sempre più, appariva chiara a Russell la necessità di coinvolgere l’intera famiglia Ward/Eklund, oltre che la città di Lowell, nella produzione del film; perché grazie ad essi sarebbe stato possibile conferire un maggiore livello di realismo alla storia. “Volevamo rispettare l’identità di quelle persone e, allo stesso tempo, rimanere fedeli alla storia”, riflette Russell, “e loro ci hanno fornito grande ispirazione”.

    Micky Ward parla di Russell: “Sin dall’inizio ci ha detto che voleva rimanere il più fedele possibile a questa storia. Ascoltava me e Dicky e non ha mai temuto di provare qualcosa di nuovo”.

    IRISH THUNDER: MARK WAHLBERG E’ MICKY WARD

    Quando è arrivato il momento di scegliere l’attore che avrebbe interpretato Micky Ward – il pugile perdente, soprannominato “Irish Thunder” dopo una sorprendente sequela di match da lui vinti – non c’era alcun dubbio riguardo al fatto che Mark Wahlberg avrebbe interpretato il ruolo.

    Era da tanto, infatti, che Wahlberg voleva fare un film sui fratelli Micky Ward e Dicky Eklund, e infatti in passato aveva già contattato i due con l’idea di fare un film.

    In The Fighter, Wahlberg figura anche in veste di produttore. Molto tempo prima che il film ottenesse il via libera, Wahlberg aveva già iniziato ad allenarsi strenuamente per questo ruolo.

    Per tre anni, ha portato con sé il suo allenatore, che lo ha seguito nel corso di tutti gli altri progetti cinematografici a cui l’attore ha partecipato, aiutandolo ad allenarsi costantemente.

    “Spesso ciò significava alzarsi alle quattro di mattina”, racconta, “andare in palestra per due ore, fare la doccia, e poi recitare in un altro film”.

    Il produttore Ryan Kavanaugh aggiunge, “Mark ha dimostrato un’incredibile passione per questo film, per molti, molti anni. Mark ci credeva profondamente ed è diventato Micky Ward in tutti i sensi”.

    Bo Cleary ha fatto lavorare Wahlberg con dei veri sparring partners.

    Wahlberg riassume così la sua esperienza: “Ogni giorno vivevo e respiravo la boxe. Sapevano quali fossero le aspettative di Micky, e anche le mie erano altrettanto alte. Volevo risultare credibile da ogni punto di vista, anche da quello della boxe. Non volevo dovermi affidare al montaggio e alle coreografie”.

    Il risultato è che quando sono iniziate le riprese, Wahlberg aveva raggiunto la condizione fisica dei pugili professionisti.

    “Mark è entrato dentro Micky”, racconta David O. Russell. “Si muoveva come lui, si vestiva come lui ed ha ricreato il suo stile pugilistico alla perfezione. Ma la cosa più importante è che lo ha compreso appieno. Proprio come Micky, anche la famiglia di Mark ne ha passate tante. Come Micky, anche lui non si arrende mai. Ha la sua stessa intensità. Si tratta di un’intensità molto calma e inquietante, e quando scoppia è estremamente potente”.

    Prosegue: “Mark è stato un vero combattente, è stato anche in prigione diverse volte in passato, perciò ha portato con sé una grande dose di realismo. Mark ha elevato molto il livello grazie all’enorme impegno che ha messo in questo ruolo. E grazie a lui anche tutti gli altri si sono impegnati molto, partendo dal truccatore fino ad arrivare al regista”.

    Il vero Micky Ward era emozionato all’idea che un attore del carisma e della bravura di Wahlberg avrebbe interpretato il suo ruolo.

    “Mi piace anche il fatto che sia un normalissimo ragazzo di Dorchester e che conosca la mia storia. Anche lui viene dalla strada”, conclude Ward.

    Ward, vincitore del titolo Mondiale del 2000 contro Shea Neary, e vincitore di due “Fights of the Year” per aver battuto Arturo Gatti e di un “Fight of the Year” per aver battuto Emanuel Burton, racconta di essere stato molto impressionato dal grande impegno dimostrato da Wahlberg nella preparazione del ruolo.

    “Si è impegnato moltissimo”, racconta Ward. “Grazie alla sua perseveranza e al suo impegno, Mark ha aiutato moltissimo la realizzazione di questo film. Non so come ringraziarlo per questo”. Ma soprattutto, Ward è rimasto colpito dall’impegno dimostrato da Wahlberg nell’ottenere la forma fisica necessaria e imparare tutte le particolari tecniche della boxe utilizzate da Ward.

    “E’ riuscito a ricreare tutte le mie mosse sul ring”, lo elogia Ward. “Io ho l’abitudine di darmi un colpo sulla testa e poi sferro il mio gancio sinistro al fegato, e credo che Mark abbia fatto male a più di uno dei suoi sparring partners in palestra, nel tentativo di imparare lo stesso movimento”.

    Ward ha anche condiviso il ring con Wahlberg in occasione di qualche incontro di allenamento.

    “Colpisce molto forte e sa come far male”, afferma Ward dell’uomo che ha imparato ad emulare il suo stile. “Mi ha osservato fin troppo bene! Il giorno dopo ero sempre pieno di lividi”.

    HARD KNOCKS: CHRISTIAN BALE E’ DICKY EKLUND

    Se Wahlberg sembrava predestinato ad interpretare il ruolo di Micky Ward, bisognava ancora trovare il giusto interprete per tenergli testa nel ruolo di Dicky Eklund.

    David O. Russell e Mark Wahlberg erano entrambi d’accordo sul fatto che bisognasse trovare un attore di straordinaria abilità, qualcuno capace di arrivare al cuore di un personaggio complicato, affascinante, divertente, di grande talento, che però è anche un eroe distrutto, e in cerca di redenzione.

    Dicky era un personaggio caratterizzato da molti livelli.

    Come pugile, era conosciuto per la sua tenacia di ferro, la sua strategia e la sua incredibile velocità.

    Tra gli amici di Lowell, era famoso per il suo carisma, per il suo senso dello humour e per la sua gentilezza.

    Per le strade, era prigioniero di una vita violenta fatta di dipendenze, che alla fine lo hanno fatto finire in prigione con una condanna dai 10 ai 15 anni.

    Christian Bale, famoso per la sua capacità di penetrare i suoi personaggi - dal tenebroso supereroe Batman in Il Cavaliere Oscuro a John Conner in Terminator Salvation - è stato capace di conferire tutte queste qualità alla sua performance.

    “Avevo visto Christian fare cose piuttosto stupefacenti dal punto di vista fisico ed emozionale, come attore”, racconta Wahlberg.

    “Pensavo che sarebbe stato perfetto”, racconta Wahlberg . “Christian era perfetto perché è uno di quegli attori camaleonti in grado di trasformare completamente se stesso”, racconta Russell. “Ha trascorso molto tempo assieme al vero Dicky Eklund, ed è diventato lui”.

    “Christian ha visto il materiale e gli è subito piaciuto”, ricorda David Hoberman. “Voleva davvero impegnarsi in questo ruolo, e sapevamo che era questo quello che ci voleva per raccontare la storia di Dicky”.

    Dicky Eklund e Micky Ward erano altrettanto soddisfatti della scelta.

    “Quando Christian ha accettato di far parte del film, Dicky era così felice”, ricorda Ward. “Se aveste conosciuto Dicky e aveste visto Christian, avreste pensato che si trattava della stessa persona. E’ stato incredibile”.

    Bale era attratto dal mondo interiore di Eklund, fatto sia di demoni che di grande charme, e non vedeva l’ora di conoscerlo.

    “Dicky è un personaggio incredibile”, spiega “Ero molto felice di poterlo conoscere. Aveva un talento straordinario, e non credo che lo apprezzasse appieno, ma era anche una persona attratta dagli estremi. Aveva degli alti e dei bassi. Dicky aveva un talento naturale, era capace di bere tutta la notte e poi di saltare sul ring la mattina successiva, ma dopo un po’ è un tipo di vita che ti distrugge, e lui non ha mai potuto sviluppare pienamente il suo potenziale. Avrebbe potuto essere un grande campione. Comunque ha sempre avuto un gran cuore”.

    “Questi due fratelli erano ai due opposti”, racconta. “Micky era una persona che pensava solo a lavorare duramente ed era estremamente disciplinato. Erano talmente agli antipodi che Micky ha lavorato come guardia carceraria nella stessa prigione in cui è stato rinchiuso Dicky. Eppure erano molto uniti. Avevano un gran bisogno l’uno dell’altro. Hanno fatto dei percorsi molto diversi nella loro vita, ma alla fine non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto senza il reciproco aiuto”.

    Bale ha iniziato a prepararsi per il ruolo iniziando dall’aspetto fisico, dimagrendo di quasi 12 chili e mettendo su un corpo molto muscoloso.

    Anche lui ha iniziato a fare dei seri allenamenti di boxe, lavorando con il vero Dicky Eklund per apprendere le sue mosse caratteristiche.

    Bale, che è un esordiente nel campo della boxe, racconta di come abbia imparato a pensare come un pugile.

    “Sul ring, devi imparare a calmare la mente, bisogna evitare di combattere in modo animalesco. Bisogna calmarsi e abbassare il ritmo cardiaco, ma una volta che inizi ad allenarti è un qualcosa che crea una vera e proprio dipendenza”, ammette Bale.

    Bale ha trascorso sempre più tempo assieme a Dicky mentre si preparava per il ruolo.

    “All’inizio ero preoccupato che sarebbe stata dura averlo con noi sul set, ma poi non è stato affatto così”, racconta Bale. “Non sopporterei in silenzio di vedere qualcuno che interpreta me stesso, invece Dicky lo ha fatto, si fidava di come lo avrei interpretato”.

    Micky Ward racconta di essere rimasto colpito nel vedere come sia stato interpretato suo fratello.

    “Si intuiva quanto impegno Christian avesse profuso nell’interpretazione del personaggio”, racconta Ward. “Guardava Dicky e lo studiava. Non diceva molto. Christian non è una persona di molte parole. Credo faccia tutto nella sua mente, ma è riuscito a penetrare a fondo nel ruolo. Credo che interpreti Dicky meglio di Dicky stesso. E’ stato davvero divertente da guardare”.

    Tutti sul set sono rimasti colpiti vedendo il modo in cui Bale ha dato vita al ruolo di Dicky, specialmente nel suo rapporto con Wahlberg.

    Racconta Todd Lieberman: “Christian ha ricreato i movimenti di Dicky alla perfezione, il modo in cui parla, e poi l’alchimia che ha con Mark non è molto diversa da quella che avevano Micky e Dicky nella vita reale. Il risultato finale è qualcosa di stupefacente. Interpreta il ruolo di una persona che ha molti difetti, che ha un grande talento innato e che essenzialmente getta tutto via a causa delle droghe. E poi nel tentativo di redimersi, capisce che il suo rapporto con il fratello è ben più importante delle sue aspirazioni e dei suoi obbiettivi. E’ qualcosa di molto potente”.

    Per David O. Russell, una delle cose più importanti era riuscire a catturare il modo in cui Dicky è sempre stata una figura centrale nella città di Lowell, qualcuno che quasi tutti conoscevano, ammiravano e avevano a cuore e Bale, racconta, è riuscito a dar vita a tutto ciò.

    “Christian è una persona molto tranquilla, ma nell’interpretazione di Dicky, è riuscito a diventare un tipo molto intenso a cui piace parlare con la gente ovunque si trovi. Dicky è amico di quasi ogni abitante di Lowell. E’ come un sindaco. E Christian si è trasformato in lui”.

    AL LATO DEL RING: RICREARE I VERI COMBATTIMENTI DI MICKY WARD

    The Fighter è sia una storia familiare che una storia di boxe, e David O. Russell era intenzionato a catturare l’agonia e l’estasi degli storici incontri di boxe di Micky, nella maniera più viscerale e realistica possibile.

    Non voleva né romanticizzare “la dolce scienza” della boxe, né coreografare eccessivamente i combattimenti, ma renderli realistici, al pari dei documentari.

    E non è stato certo un compito facile, perché il film è stato girato molto rapidamente, in soli 33 giorni, ma Russell racconta che questo non ha fatto altro che aiutare a elevare il livello di attenzione e di intensità.

    Alla fine, tutte le scene che si svolgono sul ring sono state girate in un paio di giorni, all’inizio della produzione.

    Poiché i tre principali combattimenti che appaiono nel film, originariamente sono andati in onda sulla HBO, i filmmakers hanno deciso di chiamare una vera truppe della HBO per fare dei filmati con le stesse tecniche che la HBO generalmente utilizza per filmare i popolari combattimenti che trasmettono sulla loro rete.

    (Un quarto combattimento è stato girato in maniera meno eclatante, senza le telecamere della HBO).

    Mark Wahlberg racconta che una delle ragioni per cui il loro piano ha funzionato è che all’inizio delle riprese, lui era nella sua condizione fisica migliore.

    Successivamente, ha iniziato a mettere su peso per girare la parte del film in cui Micky è più robusto, ma l’elemento più importante delle scene di boxe, secondo Wahlberg, era dare al pubblico il senso del coraggio fisico di Micky Ward e del suo incredibile gancio sinistro, che sbucava dal nulla, proprio quando sembrava che Micky fosse definitivamente battuto.

    “Volevo che il film avesse alcune delle scene di boxe più realistiche mai viste sullo schermo. E’ questo il mio obbiettivo”, racconta Wahlberg, che confessa di aver visto ogni singolo incontro di Micky Ward “almeno un centinaio di volte”.

    L’attore non si è mai risparmiato durante le riprese del film. “Volevamo ricreare i veri combattimenti, perciò abbiamo preparato alcune coreografie, ma per rendere il tutto più reale volevamo che alcuni dei colpi fossero veri”, e confessa. “Ci sono state delle volte in cui non ci picchiavamo davvero, ma altre volte in cui le prendevamo sul serio”.

    Wahlberg ha perfezionato le mosse per le quali Ward era celebre: come quella in cui abbraccia l’avversario e poi lo manda a tappeto con dei colpi al corpo precisi e mirati.

    “Volevamo catturare tutto ciò che rendeva Micky così atipico”, racconta Russell. “Ci sono molti pochi pugili che riescono a mettere al tappeto l’avversario con dei colpi al corpo come i suoi. Aveva uno stile molto particolare, che rappresentava molto bene la sua personalità”.

    “Abbiamo studiato i nastri dei combattimenti e abbiamo lavorato per imparare tutte le mosse, per perdere o mettere su peso, e in sostanza per assomigliare il più possibile ai ragazzi che stavamo interpretando”, spiega Molinari.

    Nel film, nel ruolo di se stesso, troviamo anche la leggenda della boxe Sugar Ray Leonard, e Mark Wahlberg non ci ha messo molto a convincerlo a partecipare.

    “L’ho semplicemente chiamato e gli ho detto ‘Ray, ho bisogno di te,” racconta Wahlberg. “Tutti dicevano che non avremmo mai avuto il vero Sugar Ray nel film e che avremmo dovuto cercare qualcuno più giovane. E io dicevo che Sugar Ray sembra ancora un venticinquenne!” “Volevamo che il pubblico potesse avvertire il sudore”, conclude il regista. “Non volevamo fare un film stilizzato. Volevamo che sembrasse reale”.

  • Spunti di Riflessione:

    di Marco Patrizi

    1) Avete già avuto modo di sentir parlare della storia di Micky Ward? Cosa sapete di lui?

    2) Contestualizzate la narrazione nello spazio e nel tempo

    3) Con quali scene si apre il film? Come viene presentata la cittadina di Lowell, Massachussetts?

    4) Lowell si trova a pochi kilometri da Boston, capitale e principale centro economico e culturale del Massacchussets. A causa di una forte carestia che colpì L’Irlanda verso la fine del XIX secolo, l’intero stato fu meta di un massiccio flusso migratorio che inevitabilmente ne andò ad alterare l’assetto etnico ed economico. Trovate attinenza tra i fatti storici e la realtà in cui vivono i fratelli Micky e Dicky? Quale appare essere la classe sociale predominante a Lowell?

    5) Operate uno spaccato dei caratteri di Micky e Dicky; in cosa si somigliano e in cosa invece differiscono totalmente i due fratelli?

    6) Quali cenni vengono dati sul passato di Dicky durante la narrazione?

    7) E’ immediatamente chiara la natura dell’interesse delle telecamere della HBO nei confronti di Dicky?

    8) Due fratelli ma con cognomi diversi: quale spiegazione viene data? Cosa suggerisce questo sulla famiglia Ward/Edlund?

    9) Come viene visto il fratello di Micky dai cittadini di Lowell?

    10) Micky si trova intrappolato in una rete fatta di controllo da parte della sua famiglia. Chi gli permette di aprire gli occhi e decidere autonomamente ciò che è meglio per lui?

    11) Riflettete sul rapporto che intercorre tra i due fratelli. Cosa provano l’uno per l’altro?

    12) Quale grave problema affligge Dicky? In che maniera questo concorre a creare una spaccatura tra lui e il fratello? Come verrò sanata tale spaccatura?

    13) Che impatto ha sulla popolazione di Lowell il primo fallimento di Micky?

    14) Quale compromesso riguardante le persone che gli stavano intorno permette a Micky di proseguire nei suoi ultimi incontri per raggiungere la vetta?

    15) Quali pensate siano i fattori che rendono un uomo un punto di riferimento, un idolo, una speranza per gli altri? Come mai, in questo particolare caso, Micky Ward diventa l’idolo di Lowell e di tutto il Massacchussets?

    16) Riflettete sul rapporto tra Micky e la sua famiglia. Le persone intorno a lui agiscono sempre ed esclusivamente per il suo bene?

    17) In quale momento viene sanata la frattura che per lungo tempo ha separato i due fratelli?

    18) Micky Ward; “The Irish Thunder” (il tuono irlandese), “The Left Hook From Hell” (il gancio sinistro dall’inferno), questi alcuni dei soprannomi che il pugile si è guadagnato nel corso della sua carriera. La sua gente, la bassa classe operaia, discendente di immigrati irlandesi (come lui stesso del resto), lo considera tutt’ora un simbolo di forza e speranza. La musica popolare ne decanta la gloria: i Dropkick Murphys, gruppo musicale di Boston, hanno dedicato al pugile un intero album. Micky Ward non era uno sportivo qualunque: riflettete sulle origini di un successo così radicato nel cuore della sua gente.

    19) Vi trovate d’accordo con la scelta dei filmmakers di affidare a Mark Whalberg e Christian Bale i ruoli dei due fratelli? Se no, quali altri artisti suggerireste?

    20) Ritenete meritati i successi ottenuti dal film agli Academy Awards e non solo? 21) Sapreste individuare parti del film che, secondo voi, non sono state sviluppate nella giusta maniera? Se si, quali? Come interverreste e quali modifiche apportereste? 22) Operate una riflessione sull’utilizzo della colonna sonora: qual è il primo momento nel film in cui viene utilizzata? Cosa lo rende particolarmente rilevante?

Letto 6197 volte

Video

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi

A un metro da te (23 Apr 2019)
Il primo Re (23 Apr 2019)
Remi (23 Apr 2019)