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Gomorra

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Potere, soldi e sangue. Questi sono i “valori” con i quali gli abitanti della provincia di Napoli e Caserta, devono scontrarsi ogni giorno.

    Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra, e solo i più fortunati possono pensare di condurre una vita “normale”. Cinque vicende s’intrecciano in questo paesaggio violento, un mondo spietato, apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra.

    Don Ciro è il sottomarino. Paga le famiglie dei detenuti affiliati al suo clan, che comanda incontrastato il territorio. Scaltro, discreto, svolge il suo compito senza mai immischiarsi. Ma quando questo potere si sfalda non sa più da chi deve prendere ordini e deve pensare alla propria sopravvivenza.

    Totò ha tredici anni e non vede l’ora di diventare grande. Così, gradino dopo gradino, fa il suo apprendistato nella scuola della vita, finché un giorno si trova a dover prendere una decisione, una scelta dalla quale non potrà tornare indietro.

    Marco e Ciro credono di vivere in un film di Brian de Palma, ma sono solo due cani sciolti che con le loro bravate disturbano la routine degli affari del “sistema”.

    Roberto si è laureato e ha voglia di lavorare. Franco gli offre una grande opportunità, un lavoro sicuro e con grandi prospettive di guadagno: un lavoro nel campo dei rifiuti tossici. Un lavoro troppo scomodo per la coscienza di Roberto.

    Pasquale è un sarto eccellente che lavora grazie agli appalti delle case d’alta moda in una piccola fabbrica a nero. La concorrenza cinese gli propone di insegnare i segreti del mestiere ai suoi operai. Sedotto e gratificato dalla richiesta, accetta, compromettendo la propria vita.

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Matteo Garrone
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: Fandango
  • Data di uscita al cinema: 2008
  • Durata: 135 minuti
  • Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano
  • Direttore della Fotografia: Marco Onorato
  • Montaggio: Marco Spoletini
  • Scenografia: Paolo Bonfini
  • Costumi: Alessandra Cardini
  • Attori: Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Salvatore Abruzzese , Carmine Paternoster, Maria Nazionale
  • Approfondimenti:


    L’IMPERO CRIMINALE

    Le mafie italiane sono una holding che semina guerra. Si contano 10.000 morti in trent’anni. Le vittime del conflitto israelo-palestinese a partire dalla prima Intifada, secondo le stime ufficiali, si assommano a una cifra inferiore.

    Sono anche l’impresa più potente d’Italia e uno dei pilastri dell’economia europea: un giro d’affari di 150 miliardi di euro l’anno.

    Tutto il gruppo Fiat, nel mondo, fattura 58 miliardi di euro.

    Negli ultimi trent’anni la camorra ha ucciso quattromila persone, più di ogni altra organizzazione criminale o terroristica.

    Più dell’Ira, più dell’Eta, più del terrorismo islamico, più di Cosa Nostra.

    I numerosi clan che la compongono si suddividono il territorio a densissima popolazione che comprende le province di Napoli e Caserta, estendendo ogni giorno i confini di un regno smisurato e invisibile su cui esercitano un controllo senza pari.

    La camorra non guadagna solo col traffico di droga e di armi o con le estorsioni, ma fa affari in qualunque settore: edilizia, turismo, tessile, trasporti, carburanti, distribuzione alimentare, supermercati, ristoranti, negozi, cinema, banche.

    Gli immensi proventi di queste attività illecite vengono poi reinvestiti in numerose attività legali, che si estendono ben oltre i confini nazionali da Taiwan ad Aberdeen.

    La camorra ha persino acquistato azioni per la ricostruzione delle Torri Gemelle a New York.

    Conta migliaia di affiliati che appartengono ad ogni classe sociale. Medici, imprenditori, chimici, ingegneri, operai edili, netturbini, psicologi, salumieri, sarti, braccianti. Assolda anche bambini, che impiega come spacciatori, vedette, fattorini e persino come soldati che facilmente da adolescenti diverranno killer.

    Le mafie in Italia contano – secondo la Procura Nazionale antimafia – su un esercito di circa 25.000 affiliati per circa 200.000 diretti fiancheggiatori.

    Grazie ai suoi prezzi concorrenziali, la camorra ha conquistato il monopolio del traffico dei rifiuti tossici. Per oltre trent’anni molte imprese del nord e centro Italia, con l’aiuto di mediatori legati alle imprese di camorra, hanno sepolto i loro rifiuti tossici nel sud Italia, avvelenando terreni agricoli e favorendo la crescita esponenziale dei casi di tumore. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati, diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, quasi il doppio della montagna più alta della terra, l’Everest, alto 8850 metri.

    Nel settore della moda, la camorra gestisce la produzione dei capi contraffatti, ma contribuisce pure alla manifattura di una parte ufficiale del “Made in Italy” più prestigioso attraverso una capillare rete di fabbriche a nero che dipendono dal credito dei clan.

    Scampia, periferia a nord di Napoli, è considerata la piazza a cielo aperto più grande del mondo, ogni giorno il guadagno di un unico clan con la droga è di 500.000 euro al giorno. Qui è scoppiata una faida all’interno di uno dei clan egemoni che dal febbraio del 2004 ha generato decine e decine di morti in poche settimane.

    Le vicende a cui assisterete si ispirano a fatti realmente accaduti e che continuano ad accadere nei quartieri napoletani come Scampia e nelle zone del Casertano. Lì, come in altri luoghi, la vita di migliaia di uomini e donne, molti dei quali giovani, è condizionata dal potere criminale e dalla sua violenza

  • Spunti di Riflessione:


    1) Wolfgang Goethe, in un incontro fra Mefistofele e Faust, parla dell’“ineluttabilità del male”. Se questo ragionamento è valido per il demonio che vuole “impadronirsi” di un’anima, ritenete sia valida per tutti coloro che agiscono in “Gomorra”, coscienti o incoscienti che siano del male che commettono? Oppure, ove questi si fossero trovati dalla nascita, in una situazione diversa, siete dell’opinione che, forse, non avrebbero fatto parte del mondo “ineluttabile” di “vinti” in cui sono nati e stanno vivendo? Soma e gene a confronto. Commentate.

    2) Quanto, secondo voi, è stato difficile rendere in immagini, parole, rumori, suoni e musica un testo, scritto verbalmente, già “visivo di per sé”, come quello di Saviano?

    3) Matteo Garrone, il regista, è anche co-sceneggiatore, con Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Massimo Gaudioso, del film. Co-sceneggiare, e dopo dirigere, un’opera filmica per un autore è una facilitazione nel lavoro o un impegno più coinvolgente e difficile?

    4) Trarre da un libro un film è in genere piuttosto difficoltoso perché, il passaggio dal codice verbale scritto al codice audiovisivo, richiede notevoli condizionamenti. Se avete letto “Gomorra” di Roberto Saviano, ritenete che il film risponda in tutto o in parte al testo scritto?

    5) Molti scrittori che vedono i loro libri trasformati in opere audiovisive, ritengono necessario accettare modifiche purché rimanga intatto “lo spirito” del loro testo. Altri chiedono maggior rispetto per la loro opera e altri ancora si disconoscono dal film, tratto dal loro scritto. Quanto secondo voi “colui che scrive” può accettare condizionamenti o non riconoscersi, attraverso un codice diverso, in ciò che “vede”?

    6) Roberto Saviano non ha collaborato alla sceneggiatura di Gomorra, come, al contrario, hanno fatto molti scrittori. Secondo voi, quanto lo sceneggiare un film, tratto da un proprio libro, dà all’autore la consapevolezza che molto di “ciò che ha scritto” rimanga in “ciò che rivedrà?

    7) La camorra (Campania), la mafia (Sicilia), la ‘ndrangheta (Calabria) e la sacra corona unita (Puglia) sono termini specificatamente usati in Italia. La parola mafia ha invece oltrepassato i nostri confini: oggi c’è la mafia russa, la mafia cinese, ecc. Perché questa diffusione? Approfondite l’argomento sia storicamente che sociologicamente.

    8) La camorra, di cui parlano Saviano e Garrone, è estesa soprattutto nelle provincie di Napoli e di Caserta. E’ divisa in clan con un capo, i suoi luogotenenti, la cosiddetta manovalanza e tutti coloro che, in veste diversa, collaborino con i vertici. Il tradimento al clan è punito con la morte, ormai (e prima era diverso) non solo per il colpevole ma anche per i membri della sua famiglia. Quanto queste forme di rispetto per i familiari (soprattutto donne e bambini) è venuto a mancare e non solo tra i camorristi? Effettuate ricerche in merito.

    9) La lotta all’interno di un clan (e il mondo animale insegna) inizia quando qualcuno che ambisce al potere, pone in discussione la figura del “capo”. E’ quanto viene narrato da Saviano e da Garrone: la lotta nel clan tra i vecchi capi e i giovani scissionisti. Questo scontro che coinvolge completamente un quartiere rende vittime e colpevoli, sia pur con modalità diverse, tutti coloro che vi abitano. Perché? E come?

    10) I personaggi principali:

    a) Totò e (pur se in un solo momento del film) Simone: due ragazzi che, ineluttabilmente, hanno la consapevolezza che tra loro ci sarà guerra. Non sanno e, soprattutto, non possono e non vogliono fuggire dall’orribile realtà che vivono. Quando e come questa realtà coinvolge Totò?

    b) Don Ciro, l’uomo che, a nome del clan, distribuisce e preleva denaro. E il contabile del Male e prova a non farsi coinvolgere fino a che… Quando i suoi “non voler vedere” e “non voler sentire” si infrangono di fronte al pericolo, alla vergogna e al dolore?

    c) Maria, la donna condannata a morte contro le vecchie regole camorristiche e mafiose, perché il figlio ha tradito, viene uccisa per un suo eccesso di fiducia verso colui che crede un amico. Quanto la “fiducia” nell’altro ha valore in un mondo come quello di Gomorra?

    d) Franco, un faccendiere che lavora nel campo dei rifiuti tossici, vendendo spazi della Campania per accogliere e nascondere veleno, consapevole che quello che fa porterà alla morte centinaia di persone e che coinvolge freddamente un gruppo di bambini in un lavoro, abbandonato dagli adulti. Egli è forse la rappresentazione più fredda e cinica di tutta la storia. Siete d’accordo? Commentate.

    e) Roberto, collaboratore di Franco che lo abbandona, nel momento in cui si rende conto che è un avvelenatore di uomini e, nell’andarsene, gli dice: “Per salvare un uomo a Mestre, uccidi un’intera famiglia a Mondragone”. La risposta di Franco è tremenda nella sua spietatezza. Commentate.

    f) Pasquale, il sarto, l’unico oltre a Roberto che ha il coraggio di abbandonare un mondo crudele e malefico. E’ il personaggio che, forse fa più tenerezza. Siete d’accordo? Esprimete la vostra opinione in merito.

    g) Iavarone, il datore di lavoro di Pasquale che è la chiara dimostrazione dei potenti tentacoli della mafia attraverso l’usura. Iavarone è una vittima o un carnefice oppure vittima e carnefice insieme?

    Gomorra - spunti di riflessione

    h) Xian e i suoi cinesi ovvero l’evidenziazione di un enorme mondo di lavoro sommerso in Italia, legato ai falsi delle “griffe” più famose, riprodotte in serie. Effettuate ricerche in merito.

    i) Marco e Ciro, due giovani che pensano di essere invincibili, di avere il mondo in mano e che cadono vittime degli adulti non conoscendo il motto shakespeariano “la sicurezza è il peggior pericolo”. Commentate.

    j) Zì’ Bernardino, mafioso, potente e terrorizzante che, prima non vuole la morte di Marco e Ciro per non “svergognare il suo clan davanti al quartiere, uccidendo due ragazzi ma che poi alle sue regole… Zì Bernardino è forse la persona che, nella storia mette più timore e che, per come è descritto visivamente, provoca una sensazione di nausea. Qual è la vostra opinione in merito?

    11) C’è una scena in “Gomorra” in cui davanti a un padre morente una famiglia vende a Franco la propria terra per avvelenarla. La trattativa fa rabbrividire come fa rabbrividire l’omicidio di Marco e Ciro e… Commentate inserendo nella vostra disamina altre scene che vi hanno coinvolto negativamente.

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