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Alza la Testa

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    Mero è un operaio specializzato in un cantiere nautico e un "single father". Suo figlio Lorenzo - nato da una relazione con una ragazza albanese - è la sua unica ragione di vita. Il sogno di Mero è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. Per questa ragione lo allena con severità maniacale in un vecchio magazzino adibito a palestra, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita.

    Di fatto però quello che ha costruito intorno al figlio è un mondo chiuso, in cui le giornate si scandiscono tutte uguali tra il lavoro, la scuola, gli allenamenti, le serate passate con gli amici del cantiere che sono diventati una specie di famiglia. Un mondo intriso di rimpianti, di complicità maschili e diffidenza verso tutto ciò che è nuovo e diverso.

    L'equilibrio di questo rapporto "esclusivo" però non è destinato a durare. Denisa, la madre del ragazzo si ripresenta; sta per tornare in Albania e vuole che il figlio la segua. Mero sa che tra poco Lorenzo compirà diciotto anni e potrà scegliere con chi stare ma allontana lo stesso con forza la donna.

    Nel frattempo i successi sportivi di Lorenzo attirano l'attenzione degli addetti ai lavori; un allenatore più esperto e potente di Mero mette gli occhi sul ragazzo. Lo avvicina mettendo ulteriormente in discussione il loro rapporto: "cosa può insegnare Mero a quel ragazzo se ha alle spalle solo insuccessi? Meglio passare la mano a qualcun altro, qualcuno in grado di gestire al meglio quel talento".

    Per Mero è un altro brutto colpo. Le cose precipitano definitivamente quando Lorenzo inizia una relazione con Ana, una giovane romena, con cui fa l'amore per la prima volta e nella quale ritrova parte di quelle radici che il padre gli ha sempre negato. In quella ragazzina emaciata Mero rivede materializzarsi gli errori del suo passato e invece di comprendere attacca. Affronta Lorenzo e ne nasce un litigio. Per la prima volta in vita sua Lorenzo alza la voce e Mero alza le mani. Lorenzo fugge via e nella stessa notte ha un incidente. A vegliarlo in ospedale c'è il solo Mero che non riesce a credere alle parole del medico; Lorenzo è in stato di morte cerebrale.

    Quando gli viene chiesto il consenso per l'espianto del cuore, Mero risponde come in trance. Passano giorni di disperazione e solitudine. Ora che ha perso tutto gli resta solo una cosa di suo figlio: quel muscolo ancora vivo che batte nel petto di qualcun altro. E l'unica cosa che gli sembra possa restituire un senso ai giorni vuoti è di mettersi in cerca di quel cuore. Dopo aver passato gran parte della sua vita su barche tirate a riva è giunto il momento di viaggiare.

    Ora ha di nuovo uno scopo. Ha un nome e un indirizzo ed è con quelli che si mette in viaggio. Un viaggio lungo che lo porterà lontano, fino ad un incontro straordinario e inaspettato che lo metterà nuovamente alla prova.

  • Genere: Drammatico
  • Regia: ALESSANDRO ANGELINI
  • Titolo Originale: Alza la Testa
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Produzione: DONATELLA BOTTI
  • Data di uscita al cinema: 2009
  • Durata: 86 minuti
  • Sceneggiatura: ALESSANDRO ANGELINI, ANGELO CARBONE, FRANCESCA MARCIANO
  • Direttore della Fotografia: ARNALDO CATINARI
  • Montaggio: MASSIMO FIOCCHI
  • Scenografia: ALESSANDRO MARRAZZO
  • Costumi: DANIELA CIANCIO
  • Attori: SERGIO CASTELLITTO, GABRIELE CAMPANELLI, GIORGIO COLANGELI, ANITA KRAVOS, DUCCIO CAMERINI, AUGUSTO FORNARI, PIA LANCIOTTI, GABRIEL SPAHIU, LAURA ILIE
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:


    NOTE DI REGIA

    Mi piacciono i personaggi con la "ruggine addosso", quelli in credito con la propria vita perché convinti di aver incassato meno del dovuto e perciò sempre sul punto di esplodere. Mi piace la loro energia, quel modo che hanno di dannarsi per provare a rimettere a posto le cose. Antonio Mero è così. Tenta costantemente di riscattarsi, prima attraverso i successi sportivi di suo figlio, poi cercando la persona che ne ha ricevuto il cuore e infine prendendosi cura di una sconosciuta.

    Nel gesto che segna il finale del film, un atto di ribellione alla morte, irrazionale ma per certi versi lucido, c'è tutto il suo percorso umano, il viaggio che finalmente lo rende capace di riconoscere "l'altro", che gli permette di riscattare i suoi errori e lenire, almeno in parte, il dolore per la perdita del figlio. In qualche modo "Alza la testa" è la storia di una caduta e resurrezione. Credo che la forza e il riscatto del personaggio di Mero risiedano nella sua purezza, nel vivere ogni situazione senza filtri o calcoli, nell'ostinazione che rappresenta il suo pregio più grande e al tempo stesso la ragione di tutte le sue sventure.

    Dietro l'attenzione maniacale per la carriera agonistica del figlio, dietro i continui richiami al ragazzo perché impari a "prendersi cura di sé, sempre" c'è la paura di rimanere solo e la lezione appresa da sconfitto; nessun avversario può stenderti come la vita. Non ha un carattere facile Mero. Non è simpatico, non è aperto agli altri, è pieno di contraddizioni- costruisce barche ma è ancorato al suo dialetto e alle sue convinzioni- è piuttosto un eroe tragico in quanto artefice inconsapevole del proprio destino, eppure è un personaggio pieno d'energia e umanità, per il quale non si riesce a non provare affetto.

    Sergio Castellitto gli ha trasmesso forza e vitalità non comuni rendendo con precisione gli improvvisi cambi d'umore di chi vive da sempre con l'idea di dover recuperare terreno. Ha saputo mostrare tutta l'asprezza di un uomo tradito alla vita, il suo disagio, l'inadeguatezza, ma anche il suo bisogno di andare avanti, di tornare a sognare, la necessità fisica di un abbraccio. Nel grigio inverno del Nord, straniero tra gente che parla lingue dure e incomprensibili, Mero deve accettare di non aver nulla in comune con la persona che ha ricevuto il cuore di suo figlio. Se aveva pensato che attraverso questa avrebbe mantenuto vivo il ricordo di Lorenzo si sbagliava, nessuno potrebbe essere più lontano dal ragazzo di quanto non lo sia Sonia.

    Sonia ha bisogni e necessità per le quali Mero non è preparato e alle quali non sa far fronte; la sola cosa che hanno in comune lui e quella figura fragile, chiusa in se stessa è il fatto di essere soli. Se Denisa, Ana, Radu vengono da un paese straniero, Sonia, come e più di Lorenzo, porta nel dna la sua diversità e il bisogno di essere accolta, accettata. Anche lei come Mero si è impegnata in un viaggio ma interiore; verso un corpo che sente più suo, verso un aspetto più familiare.

    "Alza la testa" ha una costruzione anarchica; nella narrazione i generi si mescolano. Ai toni da commedia dell'inizio succedono quelli del racconto di formazione (padre e figlio, la boxe come sport ma anche come metafora) per proseguire con quelli più introspettivi, propri del dramma, che poi si sciolgono nell'atto finale. Penso che questa contaminazione dei generi sia la vera scommessa del film e insieme la sua ricchezza. Volevo che il film avesse un percorso sinuoso, incerto, imprevisto. Per questo motivo la figura che nella seconda parte del film è centrale, quella di Sonia, di fatto risulta essere un tramite attraverso cui Mero conclude la sua parabola.

    Seguendo il cuore del figlio, Mero si allontana da casa, si smarrisce, tocca il suo fondo di essere umano ma poi, ancora una volta, trova la forza di aggrapparsi alle corde e rimettersi in piedi. Lo fa separandosi da quel cuore che ha allenato per anni, quasi restituendogli la libertà che aveva negato a Lorenzo. Lo fa ricongiungendo un neonato a sua madre, una donna senza nome venuta a cercare una vita migliore, così come Denisa anni prima e in parte facendo pace con se stesso.

  • Spunti di Riflessione:


    di LDF:
    1. I latini operavano una distinzione tra il "luctus iustus" e il "luctus iniustus". Il primo era legato al fatto naturale (purtroppo non sempre) che il genitore premorisse al figlio; il secondo al fatto che fosse un figlio ad andarsene prima del padre. Secondo la vostra opinione, questa definizione latina che, comunque, prevede una perdita definitiva è saggia oppure ...? Esprimete la vostra opinione in merito.
    2. Quante famiglie si sono frantumate e si autodistruggono con il passare degli anni, lasciando i figli soli, pur avendo entrambi i genitori? Per Lorenzo, il figliolo di Antonio Mero, il protagonista del film, la situazione è stata diversa fin dall'inizio. Perché? A) Perché Mero, pur volendola, era incapace di gestirla? B) Perché Mero non voleva una famiglia? C) Perché tra Mero italiano e Denisa albanese non c'era nulla in comune? D) Oppure perché....?
    3. E' normale che un padre single come Antonio trasferisca, nel suo figliolo quasi con prepotenza, tutti i suoi sogni smarriti e le sue speranze vane? Quanto ritenete che Lorenzo sia condizionato dal genitore?
    4. Mero, forse, non si rende di quanto il figlio sopporti il suo atteggiamento, perché il ragazzo non lo dà a vedere. Il figliolo si comporta così per affetto verso il genitore che, in lui, cerca la realizzazione di ciò che egli avrebbe voluto essere o perché, è incapace di reagire?
    5. Antonio vive la sua vita con i suoi compagni di lavoro, chiuso ad ogni esperienza esterna, anzi sembra che egli diffidi da tutto ciò che è al di fuori del suo piccolo mondo. Secondo voi, perché?
    6. Qual è la reazione di Mero quando ricompare Denisa, la madre albanese del ragazzo che egli scaccia con violenza non volendo che il figlio la incontri? Questa sua azione è determinata dal fatto che la donna venga a scombussolare il suo piccolo regno oppure dalla consapevolezza che Lorenzo, fra poco diciottenne, potrebbe seguire la madre spontaneamente?
    7. E qual è la reazione di Lorenzo quando dopo tanti anni incontra la madre?
    8. Come reagisce Antonio quando un allenatore di pugilato, molto più esperto di lui e interessato alla carriera di Lorenzo, lo pone di fronte al fatto che egli, durante la sua poco esaltante carriera nella boxe, ha subito solo insuccessi e che nulla può fare per il figliolo?
    9. Quanto Ana, una giovane rumena, con cui Lorenzo imbastisce la prima relazione amorosa della sua vita, conta nel litigio che avviene tra padre e figlio appena Mero viene messo al corrente del rapporto tra i due?
    10. Nello scoppiare del litigio di cui parliamo nella domanda precedente, è determinante il rapporto affettivo del ragazzo o il fatto che egli chiede al padre perché la madre non sia con loro oppure il timore che Mero ha che il figlio, come è accaduto a lui, perda i suoi (di Lorenzo o di Mero o di tutti e due?) sogni?
    11. Antonio, in ospedale davanti al capezzale del figlio, in stato di morte cerebrale, è cosciente nel momento in cui gli chiedono l'autorizzazione a procedere all'espianto degli organi di Lorenzo?
    12. Antonio, dopo la morte del figlio, solo e disperato, ha dentro di sé una sola unica consapevolezza: quella di dover cercare chi ha nel petto, il cuore di Lorenzo. Ma quel cuore ormai di chi è? Del suo figliolo scomparso o di colui (o colei) che ne ha avuto l'impianto?
    13. Antonio da un amico che lavora all'ospedale dove è morto Lorenzo, ha il nome della persona cui è stato trapiantato il cuore del figlio. Perché la va a cercare, lasciando lavoro ed amici?
    14. Mero cerca un Igor ma...trova Sonia. Le sue reazioni alla scoperta sono molteplici. Dalla rabbia al dolore, dalla disperazione al rifiuto di accettare la situazione. E ci sono momenti in cui egli mette paura a chi gli sta di fronte perché sembra impazzito. Secondo voi a quale fatto in particolare attribuite la reazione di Antonio? E qualsiasi sia la vostra opinione in merito site d'accordo oppure no sul suo atteggiamento?
    15. Quando Mero, dopo le prime reazioni si ferma a ragionare è giusto, secondo voi, che vada a ricercare Sonia per...?
    16. Ricordate la scena in cui Sonia nuota nella piscina e Antonio le dà indicazioni mentre sta fuori della vetrata? Quali sentimenti vi ha ispirato questa situazione?
    17. Quando Sonia pone Antonio di fronte a una gran brutta situazione egli l'aiuta: per Sonia o per il cuore che ella porta in petto?
    18. Per aiutare Sonia Mero la manda via e rimane solo con un camion da cui provengono colpi attutiti. Quale era il compito di Sonia per liberarsi di un impegno e di un debito che le gravavano sulle spalle?
    19. Quale istinto spinge Antonio ad aprire la parte posteriore del camion? Cosa (o chi) trova? E qual è la sua reazione?
    20. Quale significato date al momento filmico in cui Mero prende un bimbo dalla nurserie e lo appoggia al petto della giovanissimi madre morente?
    21. Perché nell'ultima scena del film Antonio Mero, finalmente, ride?
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