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Vado a scuola

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Già insignito del logo Unesco e acquistato per l’Italia da Academy Two, narra la toccante storia di quattro bambini, provenienti da angoli del pianeta differenti, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza.
    Dalle savane pericolose del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell'Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell'India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, questi bambini sono uniti dalla stessa ricerca, dallo stesso sogno.
    Quasi istintivamente sanno che il loro benessere, anzi la loro sopravvivenza, dipenderà dalla conoscenza e dall'istruzione scolastica.
    Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sono gli eroi di Vado a scuola, un film che intreccia la storia di quattro alunni costretti ad affrontare innumerevoli ostacoli, spesso pericolosi - distanze enormi da attraversare, serpenti, elefanti, ma anche banditi – per raggiungere la scuola.

    Se l'accesso all'istruzione è solo una formalità nel mondo occidentale, altrove può trasformarsi in vero e proprio viaggio che richiede sforzi e sacrifici...
    Quattro destini che si intrecciano, quattro storie piene di speranza, accomunate da una incrollabile fiducia sul futuro e da una contagiosa joie de vivre.
    Il film racconta di Jackson 10 anni, che abita in Kenya e percorre, mattina e sera, quindici chilometri in mezzo alla savana e agli animali selvaggi e di Zahira 11 anni, che vive nelle aspre montagne dell'Atlante marocchino e che percorre una giornata di faticoso cammino per raggiungere la scuola con le sue due amiche. Il film segue Samuel, 11 anni, che ogni giorno viaggia in India per otto chilometri, anche se non ha l'uso delle gambe, spinto nella sua carrozzina dai due fratelli minori e Carlito, 11 anni, che attraversa le pianure della Patagonia per oltre venticinque chilometri, portando con se la sua sorellina.

    Il film di Pascal Plisson racconta il viaggio di iniziazione che cambierà le loro vite per sempre.
     

  • Regia: Pascal Plisson
  • Distribuzione: Academy TWO
  • Produzione: Barthélémy Fougea
  • Data di uscita al cinema: 26 settembre 2013
  • Durata: 75 min.
  • Sceneggiatura: Marie Claire Javoy e Pascal Plisson
  • Direttore della Fotografia: Simon Watel
  • Montaggio: Sarah Anderson Sylvie Lager
  • Attori: Jackson SAIKONG, Salome SAIKONG, Samuel J. ESTHER, Gabriel J. ESTHER, Emmanuel J. ESTHER, Zahira BADI, Noura AZAGGAGH, Zineb ELKABLI, Carlito JANEZ, Micaela JANEZ
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     
    I protagonisti

    JACKSON 
    Laikipia - Kenya

    Ogni mattina Jackson, 10 anni, mette a rischio la propria vita, viaggiando per più di quindici chilometri, da casa a scuola. Due ore di arduo cammino, durante le quali scavalca colline, corre attraverso i crinali delle montagne, si avventura nelle foreste, cammina attraverso i letti asciutti dei fiumi e prosegue percorrendo le enormi distese della savana, popolate da animali selvaggi.
    Situata sulla cima di una collina, la Soi Oudo School ha circa 300 allievi.  È una istituzione governativa, con risorse estremamente limitate e non è dotata di acqua potabile, così ogni studente deve portare con se tre litri d’acqua e la legna per il fuoco. Il pranzo non è garantito, non sempre il governo da abbastanza soldi alle scuole per comprare il cibo e i bambini spesso arrivano e ripartono da scuola con lo stomaco vuoto.
    Pericolosissimi elefanti, iene, serpenti e talvolta anche dei banditi, costringono Jackson a cambiare tragitto costantemente, con il rischio di arrivare in ritardo. In questa regione, sono già stati uccisi dagli elefanti cinque bambini in un anno, lungo la strada per andare a scuola. Suo padre non possiede bestiame e questo fa di Jackson uno dei bambini più poveri della scuola. Ma nonostante tutti gli ostacoli che egli deve superare, Jackson non ha mai perso il suo buon umore. Come un suo insegnante ci racconta, egli è uno studente che ama le sfide, straordinariamente intelligente, capo della sua classe e capitano della squadra di football.
    Jackson non percorre il suo cammino verso la scuola da solo. Ogni giorno lui prende la sua sorellina Laila per mano e la guida attraverso i pericoli.
    Pronto a rischiare la sua vita, ogni volta che lascia casa sua con l’obiettivo di imparare, la sua ambizione è vincere una borsa di studio, così che un giorno potrà andare al college.
    Jackson sogna di essere così istruito da poter ottenere un buon lavoro e riscattare la sua famiglia dalla povertà. Nel suo sguardo possiamo vedere quello stesso barlume che notiamo negli occhi degli altri bambini che provengono dagli angoli più remoti del mondo, pronti a scavalcare le montagne pur di assicurarsi una istruzione.

    ZAHIRA
    Hight Atlas – Marocco
    Zahira è una ragazza che vive nel cuore della Imil Valley, nel villaggio berbero di Douar Tinghrine. Suo padre, Hassan lavora sull’Oukaimeden e non ritorna a casa durante i giorni di mercato. Sua madre Fatima, si prende cura della casa, degli animali e coltiva pinoli. Anche i nonni di Zaira vivono con loro. Una grande affetto e affiatamento unisce la famiglia.
    Sempre sorridente, felice e determinata Zahira, ha due fratelli e quattro sorelle. La più giovane frequenta la scuola del villaggio. I suoi fratelli sono riusciti a continuare a studiare fino alle scuole superiori, ma questa stessa opportunità non è stata concessa alle sorelle più grandi, le quali lavorano a casa aiutando la madre nelle faccende quotidiane o si sono già sposate a tredici anni.
    Tra i suoi fratelli e le sue sorelle, Zahira spicca, è l’orgoglio e la gioia della sua famiglia. È sempre stata una degli studenti migliori della sua classe. Zahira è piena di speranze e si entusiasma all’idea di raggiungere il suo sogno di diventare una donna poliziotto. Attraverso l’istruzione, vuole cambiare il suo destino. Indossare un’uniforme, punire quelli che armano i bambini, difendere i diritti delle donne, questo è il sogno di Zahira. Ella sa esattamente cosa vuole, ed è determinata ad ottenerlo. La scuola è la sola strada per raggiungere i suoi obiettivi.
    Ogni lunedi, Zahira si prepara ad andare alla Junior School ad Asni. Deve lasciare la sua casa e la sua famiglia per l’intera settimana, Asni è troppo lontana per andare e tornare in giornata. Durante la settimana lei vive in un alloggio per studenti, con Chtou che è quasi una seconda madre per lei.
    La giornata di Zahira inizia all’alba, il suo è un viaggio lungo e pericoloso. Il momento dei saluti è sempre triste, è molto duro per Zahira separarsi dalla propria madre, ma durante il tragitto, dall’altro lato del fiume, ella incontra le sue compagne di scuola
    Zineb e Noura, e questo la fa sentire meno triste, non è la sola che sta facendo sacrifici per il suo futuro!
    Le tre amiche iniziano le loro tre ore di cammino attraverso le montagne; dopo aver attraversato il fiume si dirigono verso Tizi, poi camminano i restanti chilometri verso Imlil, dove prendono un pulmino per Asni.
    All’età di 11 anni, è Zahira che motiva le sue amiche quando il viaggio sembra essere troppo lungo o difficoltoso. Sembra che nulla possa affievolire il suo buon umore e la sua determinazione.

    SAMUEL
    Bay of Bengal - India

    Dopo aver contratto la poliomelite, il dodicenne Samuel non è più riuscito a camminare, ma la sua sete di sapere è così forte, che niente può impedirgli di andare a scuola. Proveniente da una famiglia poverissima di pescatori, lui e suoi due fratelli posseggono uno straordinario coraggio. Loro vivono in India, nel sud Madurai, in un minuscolo villaggio vicino lo Sri Lanka. I due fratelli minori di Samuel sono stati i primi ad andare a scuola. Ma il desiderio di Samuel di imparare era così grande, che suo padre ha costruito per lui una sedia a rotelle, così che anche lui possa andare con loro.
    Da allora, ogni mattina, Emmanuel e Gabriel partono per la scuola, con il loro fratello maggiore. Samuel si è rivelato essere immediatamente un eccellente studente, dotato di humour e immaginazione. Piace a tutti e tutti sanno che è pronto a fare qualsiasi cosa pur di raggiungere il suo obiettivo. Egli vuole diventare un dottore e aiutare gli altri bambini che hanno sofferto per la poliomelite come lui.
    Ogni mattina, Samuel, Emmanuel e Gabriel si alzano all’alba e partono da casa per la scuola, lontana otto chilometri. La strada è un vero percorso di guerra, pieno di insidie, che richiede da parte dei ragazzi, un enorme sforzo psichico, coraggio e una volontà di ferro. Il viaggio è lungo e pieno di difficoltà e per raggiungere la scuola, Emanuel e Gabriel spingono, tirano e trascinano la sedia a rotelle di Samuel per più di un’ora, lungo un percorso estremamente impegnativo.
    Problemi meccanici con la sedia, piogge scroscianti, caduta di massi, sabbie insidiose, buche, il fiume in piena e fitte foreste, sono solo alcuni degli ostacoli che devono affrontare per arrivare a scuola in tempo.
    Prima di partire, per arrivare puliti e ordinati, i tre ragazzi mettono le loro uniformi in un sacco di plastica, la scuola fornisce una uniforme per studente ogni anno, e prima di arrivare, di nascosto, si cambiano e si accertano che i loro capelli siano a posto.
    Qualunque siano le condizioni, i motivi o gli obiettivi, lo sbalorditivo sforzo di Emmanuel e Gabriel, per accompagnare, tutti i giorni, il loro fratello maggiore a scuola, rimane straordinario e ineguagliabile.

    CARLITO
    Patagonia – Argentina

    Carlito non è come gli altri studenti. Ogni mattina l’undicenne si alza all’alba e cavalca, per più di venticinque chilometri, sulle montagne e per i vasti ripiani della Patagonia. Non ha scelta, la sua scuola è in una altra valle, dall’altro parte della montagna. Suo padre Gilberto gli ha comprato un mulo quando lui aveva 6 anni, ed è con questo mulo che il giovane Carlito faceva il suo lungo viaggio quotidiano verso la scuola. 
    Poi, quando Carlito ha compiuto 10 anni, Gilberto gli ha regalato un cavallo, Chiverito, uno straordinario compagno di viaggio. Quest’anno, Carlito ha un altro compagno di viaggio, la sorellina Micaela. Avendo solo 6 anni, Micaela è troppo giovane per andare a scuola da sola, ma il prossimo anno, Carlito non frequenterà più la scuola di Chaos Mala e Micaela dovrà fare il suo percorso a cavallo da sola.
    Figlio di un pastore, Carlito vive nel cuore remoto della Cordigliera delle Ande, con suo padre, sua madre Nelida e sua sorella. È una famiglia molto unita, che ha costruito la propria casa in mezzo alla natura selvaggia, in una valle isolata dal resto del mondo, una piccola abitazione di appena 20 metri quadrati. I bambini sono il vero centro della famiglia, e ogni cosa è fatta in modo che loro possano crescere e diventare grandi in un ambiente di armonia e amore. Carlito è il più grande e le speranze della famiglia sono riposte su di lui. Ama la scuola, imparare e essere istruito.
    Il viaggio di Carlito per andare a scuola è una vera impresa, e ogni giorno è una nuova avventura. Grazie a Chiverito egli può attraversare ogni tipo di percorso, canyon, colline, pianure e fiumi, e affrontare ogni sorta di condizione climatica.
    Esiste uno straordinario legame tra il ragazzo e l’animale.
    La maggior parte dei bambini dell’età di Carlito, che vivono in posti isolati, sperano, grazie allo studio, di poter un giorno lasciare la propria famiglia, la loro cultura, la loro terra.
    Carlito vorrebbe diventare un veterinario, ma non vorrebbe lasciare la sua casa per nessuna ragione al mondo, piuttosto il contrario.
    Il suo sogno è imparare una professione e riuscire a praticarla a casa sua, nella sua terra. Egli vuole rimanere, vivere e lavorare con la sua famiglia. Diventare un veterinario, sentirsi al sicuro, ma anche imparare cose nuove e aiutare a migliorare la qualità di vita dei pastori…


    Intervista con PASCAL PLISSON

    Vado a scuola nasce da un incontro straordinario che mi ha colpito profondamente. 
    Ero nel Nord del Kenya, nei pressi del lago Magadi, alla ricerca di luoghi per un film.  Eravamo scesi dalla macchina per poter osservare meglio. Era una giornata molto calda, il termometro segnava 35 gradi e c’era un sole accecante. Ho intravisto alcune strane forme in lontananza. Era impossibile sapere se fossero zebre o qualche altra specie di animali o esseri umani. Camminavano dritti verso di noi e quando si sono avvicinati mi sono accorto che erano tre giovani guerrieri Masai.  Conosco bene la tribù dei Masai e notai immediatamente le strane cartelle di tela che portavano sulle loro spalle. Mi hanno poi spiegato che erano le borse per la scuola, che avevano lasciato la casa prima dell'alba e che avevano corso per due ore per arrivare a scuola dietro la collina, oltre il lago.  Il più giovane mi ha mostrato con orgoglio la sua lavagnetta di ardesia e una penna.  Si muovevano in fretta perché non volevano arrivare in ritardo a scuola...
    Ho viaggiato per molto tempo, in lungo e in largo, ho incontrato un sacco di ragazzi, ovunque in tutto il mondo, a lato delle strade, nella savana, nelle foreste, ma fino a quel giorno non conoscevo gli sforzi che questi bambini compiono per poter accedere alla conoscenza. Questo incontro mi ha commosso molto profondamente.  Forse perché ho lasciato la scuola presto per viaggiare in tutto il mondo. Forse perché mi sono reso conto che avrei potuto e dovuto proseguire gli studi e che sarebbe stato così facile per me continuare ad andare a scuola ma ho deciso, invece, di non farlo. Quando penso che le mie figlie si lamentano tutte le mattine perché devono andare a scuola e invece tanti bambini che ho incontrato rischiano la loro vita per farlo, mi stupisco.  L'istruzione è fondamentale, la scuola è una benedizione. 
    Questi giovani Masai hanno rinunciato ad esser guerrieri pur di andare a scuola.  Volevo fare un film su questi bambini.

    QUELLI CHE INTRAPRENDONO IL CAMMINO
    Ci siamo resi conto che questi bambini, non solo lottano per andare a scuola, ma sono molto consapevoli della loro situazione e sono coscienti del fatto che la scuola ha un ruolo fondamentale per il loro futuro.
    Per tanti bambini la ragione principale per cui vanno a scuola non è imparare ma talvolta, frequentare la scuola, è  la loro unica possibilità di mangiare almeno una volta al giorno.
    Abbiamo ottenuto il sostegno dell'UNESCO e di AIDE ET ACTION, un'organizzazione internazionale che lavora per l'istruzione. Per trovare un bambino che deve percorrere una lungo cammino per la scuola, è necessario, prima di tutto, trovare la scuola.  UNESCO e AIDE ET ACTION ci hanno aiutato in questa ricerca.  Ci siamo informati su chi erano gli alunni che affrontavano i viaggi più difficili per raggiungere la scuola e abbiamo raccolto circa sessanta storie, provenienti da tutto il mondo.
    La scelta è stata veramente difficile. Abbiamo trovato una meravigliosa storia in Cina per esempio.  Un bambino che percorreva un cammino lungo e pericoloso, perché il ponte che collegava la sua casa alla scuola non c’era più. Ma le autorità cinesi non gradivano che parlassimo delle difficoltà dell’accesso all’istruzione nel loro paese e ci hanno fatto sapere che stavano lavorando alla realizzazione del ponte. Siamo molto soddisfatti del risultato, naturalmente!!
    La sfida più grande è stata trovare un equilibrio tra queste storie. Volevamo evitare l'effetto catalogo: ogni storia doveva avere un suo significato all'interno del racconto complessivo. Abbiamo iniziato con cinque storie. 

    RISCHIARE LA PROPRIA VITA PER IMPARARE
    Abbiamo cominciato le riprese in Kenya. E’ un paese che conosco molto bene, dove ho lavorato per dieci anni, per realizzare il film sulla natura e sui Masai. Mi hanno parlato di una quindicina di bambini che vivevano a 10, 15, anche 20 km di distanza dalla scuola, e tra questi Jackson si è subito distinto. Aveva 11 anni allora e la sua maturità e la sua determinazione mi hanno colpito subito. Era convinto che tutti i suoi sforzi per arrivare a scuola, tutti i giorni, lo avrebbero aiutato nella vita.  La sua lucidità e la sua speranza mi hanno impressionato. Jackson  non aveva mai visto un film o un televisore.  Non sapeva come era fatta una inquadratura.  Sono andato a casa sua per capire meglio la sua storia e per incontrare la sua famiglia.  Jackson vive in una piccola capanna di paglia costruita sul terreno nudo insieme ad altre sei persone.  Si è presto reso conto che la scuola era la sua unica possibilità per conquistare una vita migliore. 
    Questo bambino mi ha commosso - la sua maturità mi ha toccato.  Sono rimasto molto colpito quando l'ho visto lavare i vestiti in buche scavate nella sabbia, come si vede all'inizio del film, "Solo perché sono il più povero – ci ha detto - non vuol dire che devo andare a scuola sporco "
    Ho fatto lo stesso viaggio incredibile che fa lui tutti i giorni, 15 chilometri mattina e sera tra Le montagne e gli elefanti.  Ogni anno, gli elefanti uccidono quattro o cinque bambini nel loro cammino verso la scuola.  L'insegnante conta gli alunni ogni mattina per controllare chi è assente. 
    L'amore che dimostra per la sua sorellina e la responsabilità che sente verso di lei mi hanno toccato profondamente. Lei non può andare a scuola senza di lui, potrebbe essere stuprata o rapita sulla strada. L’unica possibilità per lei di frequentare la scuola è di seguire Jackson.
    Abbiamo pensato anche all'Australia. I bambini nell'entroterra possono vivere lontano 700 km dalla scuola.  L'insegnamento era una volta fatto tramite la radio.  Oggi è via Internet, con compiti di scuola consegnati in aereo.  Quando questi bambini, cresciuti con la propria famiglia in totale isolamento, vanno in città per la prima volta per continuare gli studi, non sanno nulla della società.
    Ma i piccoli australiani non sono particolarmente motivati, per loro lo studio è un obbligo e sia la famiglia che lo stato cercano di supportarli nel miglior modo possibile.
    Non condividono l'estrema motivazione di Samuel, Zahira, Jackson o Carlito e così abbiamo deciso di non includere quella storia.
    AIDE ET ACTION ha trovato Zahira in un villaggio berbero nelle montagne dell'Atlante. Zahira vuole diventare un poliziotto.  Sono andato a incontrarla sulle montagne, e ho scoperto una giovane ragazza assolutamente brillante, estremamente lucida, i suoi parenti - il padre berbero in particolare - capisce che la scuola è di fondamentale importanza per lei.  Zahira beneficia di una vera solidarietà familiare, e ci siamo resi conto che il bambino è impotente senza la famiglia.  Il suo accesso alla conoscenza è un'avventura per tutta la famiglia.  Se suo padre avesse voluto tenerla a lavorare a casa, se avesse previsto un matrimonio per lei, tutto questo sarebbe stato impossibile. Zahira incontra, durante il suo accidentato percorso le sue due amiche, anche il loro cammino è stato lungo e pieno di insidie. Il loro tragitto per la scuola è molto insidioso soprattutto in inverno e poi devono trovare qualcuno che gli dia un passaggio e non molti sono disposti a dare loro una mano...Partono ogni lunedì mattina per arrivare ai loro alloggi e ritornano il venerdì sera.  Zahira è molto aperta al mondo e agli altri. Vorrebbe convincere i padri che tengono i loro bambini a casa a mandarli a scuola.
    La storia di Samuel in India ci ha raggiunto attraverso un produttore indiano di Pondicherry.  Ci ha inviato un articolo su Samuel apparso su un giornale locale. Abbiamo esitato, non volevamo incappare in tutti i luoghi comuni connessi all’immagine di un bambino disabile.
    Ma la storia di Samuele e dei suoi due fratelli è stata più forte di tutto ciò! Sono andato a scuola con loro per dieci giorni e nonostante la stanchezza, Samuel si illuminava appena era insieme ai suoi fratelli. Quando ho visto la sedia a rotelle, la madre, il luogo dove hanno vissuto e  il viaggio che deve compiere ogni giorno per andare a scuola, il suo rapporto con i suoi amici, ho pensato che fosse una storia eccezionale.
    Mi hanno fatto piangere, la loro solidarietà irrompe attraverso lo schermo.  E 'un inno alla vita.
    Abbiamo incontrato Carlito in Patagonia, nel cuore delle Ande. Lui e la sua famiglia vivono in mezzo alla natura, in una casa modesta ma non sono poveri.  L'Argentina ha sempre educato i suoi figli, ci sono scuole ovunque.  Ciò che è interessante è il rapporto di Carlito con la sua sorella più giovane, lei cavalca dietro di lui sullo stesso cavallo. Carlito studia per diventare veterinario e la sua famiglia lo appoggia. Siamo andati a visitare la sua scuola, abbiamo spiegato il progetto e che è piaciuto subito. L’unica condizione che Carlito ci ha posto, era di non perdere ore di lezione e questo ci ha convinto, ancora di più, che fosse il candidato ideale. Come per ogni storia, siamo partiti dallo stesso principio fondamentale: il bambino non è un attore. Stiamo filmando la sua vita reale ma non possiamo pagarlo, dobbiamo trovare il modo di aiutare lui e la sua scuola.
    Ho pensato di trasformare le riprese in un progetto educativo per insegnare a Carlito e ai suoi compagni di classe come si realizza un film. Abbiamo spiegato l’utilizzo di tutte le nostre attrezzature e li abbiamo coinvolti nella realizzazione del film.

    VITE CATTURATE
    Questi bambini non sono attori, volevo che continuassero a vivere la loro vita come al solito. Era importante che rimanessero se stessi nonostante la nostra presenza. Ho speso una grande quantità di tempo per ottenere la loro fiducia, li ho incontrati e ho parlato con loro, da solo, senza la mia macchina fotografica, mi hanno parlato dei loro sogni e dei loro desideri ... ho avuto un approccio molto diretto, ho subito stabilito un forte legame emotivo.
    Ho anche fatto il viaggio a scuola con ciascuno di loro diverse volte, così ho potuto veramente capire com'era, cosa succedeva durante il cammino. Siamo stati dodici giorni con ogni bambino, cercando di interferire il meno possibile con la loro vita.
    Ho vissuto con loro. I bambini mi hanno dato quello che volevano darmi. Hanno dato secondo il rapporto che ho avuto con loro. Il film poggia su questo, sul loro carisma e sulla loro voglia di comunicare. 
    I bambini non avevano mai visto una macchina fotografica o una troupe cinematografica. L'unica cosa che ho chiesto loro è stata di non guardare in macchina.  Ho voluto che si comportassero normalmente, ho diretto il film senza dirigere gli attori. Conoscevo il loro percorso, lo avevo già fatto con loro molte volte, sapevo dove avrebbero svoltato e la strada che avrebbero percorso.
    Li lasciavo percorrere il loro cammino verso la scuola liberamente e mi posizionavo sulla strada per filmarli, ogni giorno un tratto del percorso.  Ero lì quando gli elefanti hanno attaccato Jackson e la sorella, ho potuto sentire la loro preoccupazione, alcuni elefanti si sono avvicinati e loro sono fuggiti, li abbiamo seguiti. Abbiamo semplicemente dovuto rifare il momento in cui si rifugiano nel canyon.  Non volevo mettere i bambini in pericolo portandoli vicino agli elefanti.
    Può sembrare sorprendente, ma il fatto che ho fatto, per anni, riprese sugli animali mi ha aiutato.  E' un genere che richiede spesso una lunga attesa. Devi essere in grado di aspettare il momento giusto. Quando vedo un leopardo, dalla sua camminata, dalla forma del suo stomaco e dal suo sguardo, posso dirvi se ci sono gazzelle nelle vicinanze.  Il mio lavoro è quello di posizionarmi in modo da non interferire con la sua caccia. E’ stata la stessa cosa con i bambini. 
    Un sacco di fattori imprevisti hanno contribuito alla riuscita del film. Per esempio, io non sapevo che quando Samuel arrivava a scuola, il fratello minore gli sistemava la camicia, gli pettinava i capelli e lo baciava. Ci è capitato di essere nel posto giusto al momento giusto per catturare questi attimi. O non avevamo previsto la rottura della carrozzina e per caso, il negozio a cui chiedono aiuto era proprio dietro l'angolo.

    LE VOCI
    In un primo momento abbiamo voluto una voce fuori campo per tutto il film.  Ma una volta che ci siamo resi conto che ciò che i bambini aveva detto era incredibile, che il film avrebbe funzionato anche solo con le loro parole e le loro voci, ho chiesto di eliminare la voce fuori campo.
     
    OGGI
    Non è possibile immergersi in questo tipo di progetto e poi lasciare le persone che hai incontrato dove le hai trovate, una volta che è finita, come se niente fosse. Sono ancora in contatto con i bambini. Ho un rapporto molto forte con loro. Questi bambini investono su di te perché si fidano di te. Abbiamo trovato un aiuto per Samuel, sto seguendo il suo progresso medico e abbiamo acquistato  una sedia a rotelle più adatta alle sue esigenze
    I bisogni di Carlito e Zahira sono diversi e abbiamo lavorato con le scuole o con le organizzazioni che li supportano.  
    Per quasi tutte le famiglie che ho incontrato, questi bambini sono la prima generazione ad andare a scuola: i genitori di Jackson non sono andati a scuola, né quelli di Samuel o di Zahira. Appena quindici anni fa, era ancora considerato ridicolo mandare i bambini a scuola perché significava allontanarli dalla loro cultura. Le cose sono cambiate.  Anche negli angoli più remoti della terra, la gente ora si rende conto che l'accesso alla conoscenza è una reale opportunità. Invece di tenere i figli chiusi in casa, li mandano a scuola. I giovani vogliono sapere, vogliono viaggiare, scoprire il mondo, provare qualcosa di diverso.  Vogliono aiutare le loro famiglie, dal momento che essi sono gli unici che possono farlo. 
    Non dimenticherò mai tutta questa avventura. Spero di mostrare al pubblico che ci sono altre realtà, che l'accesso alla conoscenza è di fondamentale importanza per tutti i bambini del mondo. In Francia abbiamo la fortuna di avere una scuola proprio dietro ogni angolo, ma nel resto del mondo non è così. Ogni bambino deve essere aiutato a sviluppare il proprio potenziale, sia che viva in un angolo sperduto del pianeta, o tra le montagne più remote, o nelle nostre città. Più impegnativo è l'ambiente, più motivati  sono i bambini. Se gli diamo questa possibilità saremo tutti più ricchi.

  • Spunti di Riflessione:


    Estrapolati da una conversazione con il regista PASCAL LISSON

    L’IDEA
    Vado a scuola nasce da un incontro straordinario che mi ha commosso profondamente. Ero nel Nord del Kenya alla ricerca di luoghi per un film sulla natura. Ho intravisto alcune strane forme in lontananza. Camminavano dritti verso di noi e quando si sono avvicinati mi sono accorto che erano tre giovani guerrieri Masai. Mi hanno spiegato che avevano lasciato la casa prima dell’alba e che avevano corso due ore per raggiungere la scuola. Questi giovani Masai hanno rinunciato ad esser guerrieri pur di studiare. Volevo fare un film su questi bambini.

    LA RICERCA
    Abbiamo ottenuto il sostegno dell’UNESCO e di AIDE ET ACTION, un’organizzazione internazionale che lavora per l’istruzione. Ci siamo informati su chi erano gli alunni che affrontavano i viaggi più difficili per raggiungere la scuola e abbiamo raccolto circa 60 storie provenienti da tutto il mondo.

    VITE CATTURATE
    Questi bambini non sono attori, volevo che continuassero a vivere la loro vita come al solito. Era importante che rimanessero se stessi nonostante la nostra presenza. Ho anche fatto il viaggio a scuola con ciascuno di loro diverse volte, così ho potuto veramente capire com’era, cosa succedeva durante il cammino. I bambini non avevano mai visto una macchina fotografica o una troupe cinematografica. L’unica cosa che ho chiesto loro è stata di non guardare nella fotocamera. Ho voluto che si comportassero con naturalezza, li lasciavo percorrere il loro cammino verso la scuola liberamente e mi posizionavo sulla strada per filmarli.

    OGGI
    Non è possibile immergersi in questo tipo di progetto e poi lasciare le persone che hai incontrato dove le hai trovate come se niente fosse. Sono ancora in contatto con i bambini. Abbiamo acquistato una sedia a rotelle per Samuel più adatta alle sue esigenze. I bisogni di Carlito e Zahira sono diversi e abbiamo lavorato con le scuole e con le organizzazioni che li supportano.
    Ogni bambino deve essere aiutato a sviluppare il proprio potenziale, sia che viva in un angolo sperduto del pianeta, sia nelle nostre città.

    E poi:

    1. Provate a descrivere le caratteristiche che accomunano i quattro protagonisti del film.
    2. Cosa significa per voi andare a scuola?
    3. Quali sono le aspettative e le speranze dei protagonisti del film?
    4. Cosa vi piacerebbe fare da grande?
    5. Come raggiungete la vostra scuola? Andate a piedi o in auto? Quali pensate possano essere gli ostacoli nel tragitto che percorrete ogni mattina?
    6. Cosa pensate di avere in più o in meno rispetto a Jackson, Zahira, Samuel e Carlito?
    7. Un elemento importante del film è il rapporto speciale tra fratelli. Provate a elencare le situazioni in cui si manifesta questo straordinario legame.
    8. Cosa pensate si possa migliorare nella vostra scuola?
    9. In che modo i genitori sostengono e aiutano Jackson, Zahira, Samuel e Carlito ad andare a scuola?
    10. Quali sono stati per voi i momenti più emozionanti del film?
    11. Provate a elencare i momenti in cui Jackson, Samuel, Zahira e Carlito mostrano la loro determinazione e consapevolezza nel portare avanti il loro obiettivo.
    12. Provate a elencare gli ostacoli che i protagonisti del film incontrano sulla strada della scuola.
    13. Quali pensate siano i problemi più rilevanti dell’accesso alla scuola in Italia?
    14. Provate con l’aiuto del vostro insegnante a svolgere una ricerca sul tema dell’istruzione in Italia e nei quattro paesi di provenienza dei protagonisti del film.
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