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Amazzonia

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:
    In seguito a un disastro aereo, la scimmia cappuccino Saï, allevata in cattività, precipita accidentalmente nella natura selvaggia della Foresta Amazzonica. Del tutto impreparata ad affrontare un mondo sconosciuto e pieno di pericoli, la piccola scimmia si ritrova sola e smarrita con la sua improvvisa libertà, priva di qualsiasi aiuto e degli strumenti utili a sopravvivere in un habitat inospitale, dominato da belve selvagge e da una vegetazione  lussureggiante e fittissima. 
    Saï dovrà trovare il modo per aprirsi un varco nel territorio  apparentemente inaccessibile che ora la circonda e per imparare a proteggersi dalle numerose trappole tese dalla Natura che sembra assediarla. Esplorando timidamente i dintorni alla ricerca di cibo e di un riparo, la scimmietta dovrà confrontarsi con specie animali sconosciute e del tutto imprevedibili….
    Presto Saï scoprirà che la sola speranza di sopravvivere è rappresentata dalla capacità di ristabilire il naturale vincolo con Madre Natura, le sue creature e le proprie  leggi, nel cui solo rispetto si può ambire a vivere in piena armonia col Creato.

    La ferita alla Natura ostacola la Pace
    Papa Bergoglio, Persona dell’Anno 2013
  • Genere: documentaristico
  • Regia: Thierry Ragobert
  • Titolo Originale: Amazonia
  • Distribuzione: The Space Movies
  • Produzione: Biloba Films/Gullane
  • Data di uscita al cinema: 23 marzo 2014
  • Durata: 84’
  • Sceneggiatura: Johanne Bernard, Luiz Bolognesi, Louis-Paul Desanges, Luc Marescot, Thierry Ragobert
  • Direttore della Fotografia: Manuel Teran, Gustavo Hadba, Jérome Bouvier
  • Montaggio: Nadine Verdier, Thierry Ragobert
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:

    DICONO DEL FILM

    Ragazzi e adulti rimarranno incantati - Variety
    Un 3D più che spettacolare con accenti da epopea ecologica - Le Figaro

    Thierry Ragobert, Regista:  Il nostro è un film “militante": abbiamoscelto un racconto deliberatamente emotivo, che fosse un potente vettore del nostro obiettivo: stimolare la consapevolezza della minaccia che incombe sull’Amazzonia e dell’ombra del disordine che ciò proietta sul nostro mondo.

    Isabella Pratesi, Direttore Conservazione Internazionale WWF Italia:   Amazzonia aiuta ad avvicinare empaticamente i nostri cuori alle meraviglie dell'Amazzonia. Un patrimonio inestimabile di natura che rischiamo di perdere per sempre e che insieme, governi, cittadini del mondo e comunità locali, dobbiamo proteggere.

    Alberto Barbera, Direttore della Mostra del Cinema di Venezia: Un viaggio spettacolare nell'Amazzonia incontaminata, esaltato da un uso sorprendente del 3D e dalla magia senza parole di un racconto sospeso fra epopea animalista e documentario fiabesco. Per questo lo abbiamo scelto per chiudere in bellezza la 70^ Mostra del Cinema di Venezia.

    AMAZZONIA è un'ode alla bellezza e alla biodiversità ispirata alla Foresta Amazzonica e ai suoi paesaggi indomiti e misteriosi che per la prima volta hanno costituito il solo set di un intero film in 3D.
    AMAZZONIA è un docufilm fuori dal comune, divertente ed educativo, la cui storia ha per protagonisti non un cast di attori ma un ensemble di animali esotici non addestrati, né si basa su un copione supportato da computer grafica ed effetti speciali ma sulla reale imprevedibilità del comportamento animale, determinato da autentiche esigenze fisiologiche e dal proprio habitat naturale.
    Grazie all’implemento delle più moderne tecnologie 3D, il lavoro di anni del regista Thierry Ragobert –e di una vasta troupe franco-brasiliana di veterani della documentaristica wildlife- regala allo spettatore uno straordinario racconto tridimensionale capace di immergerlo nei colori, suoni e odori che animano il Pianeta Verde, offrendo un viaggio di scoperta sensoriale attraverso i paesaggi mozzafiato di questo enorme isotopo, con le sue variopinte creature, le albe e i tramonti, le cascate vertiginose e le nebbie che avvolgono la foresta pluviale. La voce narrante di Alessandro Preziosi punteggia questo eccezionale viaggio al fianco della baby scimmia Saï nel suo percorso attraverso l’ignoto, con la quale si potranno condividere empaticamente la sorpresa e i timori, i pericoli e i successi che le apriranno il varco verso la sopravvivenza e la vera emancipazione.
    La storia di AMAZZONIA è tratta dal libro educativo Amazonia, la vie au coeur de la forêt di Johanne Bernard (co-sceneggiatrice), con le immagini del noto fotografo e fine conoscitore dell’area amazzonica Araquém Alcântara (consulente artistico). Le musiche sono firmate dal compositore Bruno Coulais, già candidato all’Oscar e vincitore di importanti riconoscimenti internazionali.

    AMAZZONIA 3D IN NUMERI 


    • Un set che misura oltre 6.000.000 di kilometri quadrati.
    • Un cast senza precedenti che include 40 scimmie cappuccine, giaguari, delfini rosa, coccodrilli, ragni trapdoor e una famiglia di bradipi; inoltre: un anaconda,  un orso, una lontra, un’aquila, un armadillo, un coati, un boa constrictor.
    • Comparse su scala hollywoodiana: 5.000 specie animali e 40.000 specie di piante.
    • 2 anni di sviluppo, ricerca scientifica e stesura. 
    • 9 mesi di ambientamento per i principali animali utilizzati. 
    • 18 mesi di riprese nel cuore della Foresta Amazzonica.
    • Una crew di 80 elementi di straordinaria esperienza professionale con progetti su oceani, uccelli migratori, foreste pluviali, in opere come La Volpe e la Bambina, Oceani, Il Popolo Migratore, ecc.
    • 6 mesi di sperimentazione e sviluppo tecnico su macchine da presa, lenti, equipaggiamenti 3D necessari per filmare l’Amazzonia direttamente in 3D. 

    LOCATION

    • San Gabriel De Cachoeira 
    • Pico De Neblina 
    • Iracema 
    • Belem 
    • Maraba 
    • Manaus 
    • Archipelago di Rio Negro) 
    • Carajas 
    • Alta Fioresta 
    • Rio Cristalino 
     

    ALCUNI PROTAGONSITI

    (ANIMALI NON ADDESTRATI)

    Anaconda
    Armadillo gigante
    Avvoltoio Reale
    Boa Costrittore
    Coati
    Colibrì
    Cormorano gigante
    Farfalla blu morpho
    Formichiere gigante
    Giaguaro
    Grillo
    Gufo dagli occhiali
    Insetto foglia
    Lemure
    Pappagallo scarlatto
    Ragno botola
    Rana dorata dal dardo velenoso
    Scarabeo rinoceronte
    Scimmia cappuccino
    Scimmia dal pelo lungo
    Scimmia urlatrice
    Tapiro
    Tucano
    Tucano a gola bianca
    …e milioni di moscerini.
     

    NOTE DI PRODUZIONE 

    Stéphane Millière - Autore, Produttore, Francia

    “Il progetto alla base di AMAZZONIA è venuto alla luce nel 2006 con l’uscita del film The White Planet, la grande saga che documenta un anno di vita nell’Artico. L’incontro con Jean Labadie, co-produttore e distributore del film, fece emergere allora l’opportunità di far seguito a quel primo film con un progetto dello stesso genere ma che si riferisse a un’altra importantissima area terrestre essenziale per l’equilibrio del nostro ecosistema: l’Amazzonia, l’enorme biotopo identificato come Pianeta Verde. 

    Come l’Artico, l’Amazzonia ricopre un’immensa porzione della superficie mondiale, un’area potenzialmente ostile a chi vi mette piede, ma primaria nella difesa della salute del nostro pianeta. E come l’Artico, il bacino amazzonico è regolato dalle grandi manifestazioni della Natura nella sua ciclicità annuale. In questo caso, non si tratta però dell’habitat climatico della regione artica e dei suoi ghiacci, ma del ciclo idrologico della foresta pluviale e di tutto ciò che da esso scaturisce. 
    L’Amazzonia respira, e la fauna e la flora che vivono in essa si armonizzano perfettamente con il suo respiro.

    Questa volta, non volevamo realizzare semplicemente un documentario che mostrasse le più belle sequenze del comportamento animale osservato, come fatto da altre produzioni simili. Per mostrare i meccanismi di questo incredibile ecosistema, che ospita oltre il 10% delle specie animali al mondo, era necessario trovare una modalità narrativa che immergesse lo spettatore  in un’esperienza pressoché fisica, tuffandolo nei suoni, colori e odori della foresta, nella sua umidità, regalandogli quella sensazione di essere sovrastato dalla sua possenza  -inevitabile al primo impatto-, quel particolare timore che incute una fauna che più che vedere si percepisce, tutt’intorno, continuamente. 

    A tale scopo, era fondamentale ricorrere all’ausilio di un personaggio capace di suscitare l’empatia necessaria per condividere al massimo un’esperienza da vivere attraverso di esso. C’era bisogno di un animale naïf, impreparato e spontaneo, che affrontasse per noi la grande avventura di uno straordinario “apprendistato” nella foresta inesplorata.

    All’inizio abbiamo pensato a un cucciolo di marsupiale strappato alla madre dalla violenza delle acque e alla mercé dei pericoli della foresta, ma il mio socio Luc Marescot ebbe l’idea della scimmia cappuccino, una specie nota per la sua particolare velocità di apprendimento dalle sollecitazioni del proprio habitat di origine. Tale ipotesi è stata immediatamente adottata da tutti noi e, visto che la narrazione richiedeva l’assenza di familiarità con l’ambiente ostile con cui confrontarsi, Luc suggerì che la scimmietta della storia dovesse essere  allevata in cattività per poi essere  gettata, a causa di un rovinoso incidente aereo, nel bel mezzo della foresta, questo universo sconosciuto da scandagliare alla ricerca forzata di un modo per sopravvivere. 

    A mio avviso, il film si propone di raccontare come il naturale vincolo con Madre Natura fosse ormai totalmente smarrito e dovesse essere ristabilito con urgenza, e come quest’ultima -apparentemente ostile e inaffidabile per chi non sia in grado di decodificarla- diventi bella ed ospitale verso chi si sforzi di interpretarla, nel pieno rispetto delle sue leggi,

    All’interno della foresta, per coloro che la abitano, la piccola scimmia cappuccino non è che un essere estraneo. Ma il cammino che Saï sarà costretta a intraprendere attraverso la sua natura impervia la porterà ad individuarne i codici e a padroneggiarli, fino a sapere come muoversi nella complessità del nuovo habitat in cui è stata scaraventata. 

    In Amazzonia, abbiamo scelto di girare esclusivamente con gli animali del posto, ovvero a circa 120km da Manaus, senza CGI ovvero senza effetti speciali digitali ottenuti da computer grafica 3D, né sequenze filmate in studio. Volevamo che il film fosse vero ed autentico. Per ottenere il risultato ambito abbiamo utilizzato gli animali protetti dall’IBAMA, l’agenzia di protezione ambientale del Brasile, che restituisce la libertà agli animali custoditi dagli abitanti dell’Amazzonia. L’IMABA ci ha affidato per circa due anni gli animali utilizzati per il film all’interno della foresta, della cui esistenza erano totalmente ignari – proprio come la protagonista della nostra storia.

    La realizzazione del film ci ha impegnati per oltre due anni e mezzo, dopo circa sei mesi trascorsi ad attendere che i vari animali si abituassero alla presenza degli umani edelle attrezzature tecniche sul loro territorio. Ogni aspetto di questa particolare produzione è stato costruitio giorno per giorno, con l’infinita pazienza che lavorare con scimmie e altri animali e cuccioli, tutti rigorosamente non addestrati, richiede. E’ stato necessario reinventare continuamente la sceneggiatura in base all’imprevedibilità del comportamento animale. E poi c’erano le giornate piovose, i danneggiamenti dei delicatissimi strumenti di lavoro, i giorni in cui gli animali non cooperavano, e così via…
    A lavori ultimati, dopo oltre quattro mesi di shooting, il regista ha cominciato a concentrarsi sul montaggio, solo per costatare che una serie di scene risultavano mancanti e andavano realizzati. Le due crew si sono quindi rimesse al lavoro. 
    Erano attive due crew: una dedicata alle scimmiette, tenute in salvo dai pericoli della foresta in una speciale area, l’altra continuamente in movimento, alla ricerca di materiale da filmare per le scene più complesse e con specie animali più rare. 
    Questa seconda fase di regia è durata circa due mesi ed è stata poi seguita da diverse settimane di montaggio a Parigi per comporre il film. Ma a questo punto è venuto fuori che mancavano ancora scene fondamentali per la storia, dunque le due crew sono dovute tornare ancora una volta nella foresta e filmare nuovamente. 
    Dopo quell’ultima spedizione, il montaggio ha richiesto ancora circa un anno di lavoro. E’ stata una fase di grande importanza poiché, non avendo il film alcun dialogo né forma di narrazione, tutte le emozioni e la progressione narrativa doveva essere resa dalla selezione e dalla sequenza delle immagini filmate. 
    Ogni cosa, ogni minimo dettaglio, è stato costruito di volta in volta, per giorni, scegliendo meticolosamente le immagini tra centinaia di ore di girato, per assemblare, scena dopo scena, quanto dava corpo al racconto: lo scambio di sguardi, gli incontri, le lotte, le fughe, ossia tutto quanto è necessario a tenere lo spettatore n uno stato di suspense per 85 minuti.

    AMAZZONIA fluttua abilmente tra il documentario e la finzione narrativa, ricorrendo esclusivamente ad animali non ammaestrati né spinti alla recitazione ma colti in reazioni spontanee e veridiche, filmati non su un set ma nel cuore della reale foresta amazzonica, raccogliendo le immagini sorprendenti che hanno dato vita ad una storia esemplare con l’artificio della narrazione.
    Il 3D conferisce il valore aggiunto della possibilità di sentirsi immersi in prima persona e a livello sensoriale nell’essenza della foresta amazzonica. Ciò consente allo spettatore di percepire in maniera immediata il mondo vegetale che circonda la piccola scimmia cappuccino e tutto quello che le trasmette: la paura, la sorpresa, l’ignoto - ma anche il successo, i momenti di gioia e di grande tenerezza.
    AMAZZONIA è un viaggio di scoperta sensoriale, un film intenso, divertente e a tratti commovente, capace di cambiare il nostro modo di guardare all’ultimo grande polmone del mondo, la Foresta Amazzonica, per sempre.”
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