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La Prima Linea

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    3 gennaio 1982. Sergio (Riccardo Scamarcio) è a Venezia, dove ha messo insieme un gruppo per attaccare il carcere di Rovigo e far evadere quattro detenute tra le quali Susanna (Giovanna Mezzogiorno), la donna che ama e con cui ha condiviso idee e scelte politiche. Tratto da una storia vera, quella di Rovigo è una delle più audaci evasioni mai messe a punto durante i turbolenti anni di piombo. Mentre il gruppo si avvicina al carcere, Sergio ricorda gli inizi della clandestinità, il passaggio alle armi e l'incontro con Susanna. Intanto la giornata del 3 gennaio volge al culmine: il gruppo è arrivato a Rovigo, all'interno del carcere Susanna e le altre attendono l'ora fissata. Un'esplosione fa saltare in aria il muro di cinta e comincia l'assalto. Susanna e Sergio si ritrovano, l'evasione è riuscita ma non tutto andrà come previsto...

  • Genere: Storico
  • Regia: Renato De Maria
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: Andrea Occhipinti, Jean-Pierre e Luc Dardenne
  • Data di uscita al cinema: 2010
  • Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo, Fidel Signorile
  • Direttore della Fotografia: Gian Filippo Corticelli
  • Montaggio: Marco Spoletini (A.M.C.)
  • Scenografia: Alessandra Mura, Igor Gabriel
  • Costumi: Nicoletta Taranta
  • Attori: Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno, Fabrizio Rongione Dario Aita Michele Alhaique Jacopo Maria Bicocchi Angelo Campolo Piero Cardano Claudia Coli Francesca Cuttica Franco Demaestri Marco Iermanò Anita Kravos Lucia Mascino Cristina Pasino Umberto Petranga Ugo Piva Maurizio Pompella Gilda Postiglione Turco Giorgio Sangati e con la partecipazione di Duccio Camerini e con Lino Guanciale nel ruolo di Piero
  • Approfondimenti:


    Note di Regia

    Nel 1978, esattamente trent'anni fa, il rapimento e l'uccisione dell'onorevole Aldo Moro ha rappresentato il culmine del fenomeno terrorismo, che di lì a pochi anni si sarebbe dissolto, pur lasciando dietro di sé ancora morti, ancora sangue innocente. Un drammatico evento che ha cambiato per sempre la storia di questo Paese. Un trauma collettivo vissuto da tutta la Nazione. E' comprensibile che la nostra cinematografia si sia concentrata proprio sul racconto di quel fatto e sulle Brigate Rosse, l'organizzazione che ne è stata responsabile. Quasi tutti i film italiani dedicati al terrorismo sono incentrati su quei drammatici giorni. Ne cito uno per tutti "Buongiorno Notte" di Marco Bellocchio".

    Il terrorismo italiano è stato però un fenomeno molto vasto, unico in Europa, che ha coinvolto larga parte di un'intera generazione di giovani cresciuti negli anni ‘70.

    Cominciato in sordina all'inizio degli anni '70, il fenomeno terrorismo esplode nella seconda metà del "decennio lungo del secolo breve". Solo nel 1976 si calcolano circa mille terroristi e diecimila fiancheggiatori, poi saranno molti di più. Dal 1976 al 1980 ci furono circa diecimila episodi di violenza politica e attentati, con una media impressionante di 5 al giorno.

    Migliaia di terroristi e decine di migliaia di fiancheggiatori. La maggior parte, oltre il 65%, abbondantemente sotto i trenta, parecchi addirittura sotto i vent'anni. Una cifra enorme di ragazzi e ragazze che scelgono la lotta armata nel nome di una rivoluzione che pensano, è questo che oggi appare più incredibile, imminente. Scelgono di sparare, di ferire e poi uccidere, in una deriva che li travolge inesorabilmente.

    Come è stato possibile tanto dramma, tanto dolore arrecato, e tanta dissoluzione di giovinezza? E come è possibile che nessuno lo abbia ancora compiutamente raccontato?

    Renato De Maria

     

    Cronologia

     

    Il fenomeno del terrorismo italiano, di destra e di sinistra, copre circa un ventennio di vita italiana, dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta. Ventimila persone sono state inquisite per fatti di lotta armata, 4200 sono stati gli incarcerati, centinaia gli ergastoli, oltre 50.000 gli anni di galera ad oggi scontati.

    Dal 1969 al 1973 il 95% degli attentati e degli atti di violenza politica sono stati opera della destra fascista. Poi, tra il 1976 e il 1980 si hanno 2055 attentati riconosciuti da gruppi di sinistra, a fronte di 388 attentati riconosciuti da gruppi di destra.

    Le organizzazioni armate di sinistra sono state 47 e hanno causato 128 vittime. I militanti deceduti sono stati 68.

    Per Prima Linea - la formazione armata più vasta dopo le Brigate Rosse - sono stati processati 923 militanti, di cui 201 donne. Le vittime cadute per mano di Prima Linea sono state 23. In scontri a fuoco sono rimasti uccisi 5 militanti.

     

    1969

    12 dicembre - Nella Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano, una bomba provoca la morte di 17 persone e il ferimento di 88.

     

    1970

    7 dicembre - Junio Valerio Borghese tenta un colpo di Stato, spalleggiato dalla destra eversiva.

     

    1971

    25 gennaio - Inizio "ufficiale" del terrorismo. La stella rossa a cinque punte delle BRIGATE ROSSE  fa la sua comparsa.

     

    1972

    3 marzo - Viene arrestato Piano Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, su mandato del Procuratore di Treviso,

    con l'accusa di ricostituzione del partito fascista - implicato nella strage di Piazza Fontana.

     

    1974

    28 maggio - A Brescia, in Piazza della Loggia, durante una manifestazione sindacale, l'esplosione di una

    bomba provoca la morte di 8 persone. La strage - attribuita all'estrema destra - rimarrà impunita.

    4 agosto - Una bomba esplode sul treno Italicus, l'espresso Roma-Monaco, provocando la morte di 12

    persone. I mandanti e gli esecutori della strage, attribuita alle trame nere, non saranno mai individuati.

     

    1976

    29 aprile -  Un gruppo armato uccide Enrico Pedenovi, Consigliere comunale del Msi.

    10 ottobre - Prima Linea assalta la sede della DC di Torino.

    30 novembre - Alcuni esponenti di prima Linea irrompono nella sede del gruppo dirigenti della Fiata a

    Torino, espropriano i soldi che trovano, e scrivono con una bomboletta spray, il nome: "Prima Linea". E' la

    prima comparsa della sigla.

     

    1977

    12 marzo - Prima Linea colpisce l'agente torinese della Digos, Giuseppe Ciotta. L'azione ha scopo di

    rappresaglia nei confronti della polizia, ritenuta responsabile della morte dello studente Francesco

    Lorusso.

    aprile - Congresso fondatici di Prima Linea.

    2 dicembre - Un nucleo di Prima Linea ferisce alle gambe Giorgio Coda, accusato di torturare i pazienti del

    manicomio di Collegno.

     

    1978

    16 marzo - In via Mario Fani, le Brigate Rosse rapiscono il Presidente della DC Aldo Moro. Nell'agguato

    vengono uccisi i carabinieri Domenico Ricci e Oreste Leonardi e i tre poliziotti dell'auto di scorta Raffaele

    Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

    9 maggio - Alle 13.30, in via Castani a Roma, a metà strada tra le sedi nazionali del Pci e della Dc, in una

    Renault 4 rossa viene trovato il cadavere di Aldo Moro.

    11 ottobre - Viene ucciso a Napoli, Alfredo Paolella, consulente di Ministero di Grazia e Giustizia. E'il primo

    omicidio rivendicato ufficialmente da Prima Linea.

    1979

    19 gennaio - Un nucleo di Prima Linea uccide, a Torino, Giuseppe Lo Russo, agente di custodia del

    carcere.

    29 gennaio - Prima Linea uccide, a Milano, Emilio Alessandrini, Sostituto Procuratore della Repubblica. In

    passato aveva contribuito a indirizzare le indagini sulla strage di Piazza Fontana verso le responsabilità dei

    fascisti e le coperture dell'intelligence. Poi si era occupato di crimini finanziari e dell'inchiesta sulle

    organizzazioni armate della sinistra.

    28 febbraio - A Torino la polizia uccide, in uno scontro a fuoco, due militanti di Prima Linea: Barbara

    Azzaroni e Matteo Caggegi.

    6 marzo - A Bologna duemila persone seguono i funerali di Barbara Azzaroni.

    11 dicembre - Due nuclei di Prima Linea irrompono nella Scuola do amministrazione aziendale di Torino,

    feriscono alle gambe 5 docenti e 5 studenti.

     

    1980

    5 febbraio - A Monza un commando di Prima Linea uccide l'ingegner Paolo Paletti, considerato tra i

    responsabili del disastro ambientale di Seveso del 10 luglio 1976.

    7 febbraio - Un nucleo di Prima Linea uccide William Waccher, militante dell'organizzazione, accusato di

    aver collaborato con i magistrati.

    Nel 1980 vengono arrestati numerosi militanti di Prima Linea e di altre organizzazioni armate.

    agosto - Sergio Segio e altri militanti escono dall'organizzazione, ritenendo la lotta armata finita.

    3 dicembre - Susanna Ronconi viene arrestata.

     

    1981

    17 dicembre - Il generale americano Lee Dozier viene rapito dalle Brigate Rosse a Verona.

    1982

    3 gennaio - Un nucleo armato guidato da Sergio Segio assalta il carcere di Rovigo e libera 4 detenute, tra

    cui Susanna Ronconi.

    28 ottobre - Nuovo arresto di Susanna Ronconi.

    1983

    15 gennaio - Viene arrestato Sergio Segio.

    giugno - Scioglimento ufficiale di Prima Linea.

  • Spunti di Riflessione:


    di Annamaria Bellucci

    1. Il fenomeno del terrorismo italiano, di destra e di sinistra, copre circa un ventennio di vita italiana, dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta. Ventimila persone sono state inquisite per fatti di lotta armata, 4200 sono stati gli incarcerati, centinaia gli ergastoli, oltre 50.000 gli anni di galera a oggi scontati. Le organizzazioni armate di sinistra sono state 47 ed hanno causato 128 vittime; i militanti deceduti sono stati 68. Per Prima Linea, la formazione armata più vasta dopo le Brigate Rosse, sono stati processati 923 militanti, di cui 201 donne. Le vittime cadute per mano di Prima Linea sono state 23; in scontri a fuoco sono stati uccisi 5 militanti.
    2. Nel 1978 il rapimento e l’uccisione dell’onorevole Aldo Moro ha rappresentato il culmine del fenomeno terrorismo, che di lì a pochi anni si sarebbe dissolto, pur lasciando dietro di sé ancora morti, ancora sangue innocente. Il terrorismo italiano è stato un fenomeno molto vasto, unico in Europa, che ha coinvolto larga parte di un’intera generazione di giovani cresciuti negli anni ’70. La maggior parte, oltre il 65%, abbondantemente sotto i trenta anni, parecchi addirittura sotto i venti. Un numero enorme di ragazzi e ragazze che scelgono la lotta armata nel nome di una rivoluzione che pensano imminente; scelgono di sparare, di ferire e poi uccidere in una deriva che li travolge inesorabilmente. Dal 1976 al 1980 ci sono stati circa diecimila episodi di violenza politica ed attentati, con una media impressionante di 5 al giorno.
    3. Molti sono i film dedicati al terrorismo: non si può dimenticare “Buongiorno Notte” di Marco Bellocchio ed ora “La Prima Linea”. C’è una scena fortemente simbolica: il corteo di macchine che si avvicina alla prigione per liberare Susanna. E’ un corteo funebre che trasporta il cadavere di un amore impossibile, il cadavere di tutti coloro che sono stati uccisi prima e che uccideranno per liberare la donna, il cadavere di chi va a liberare la sua donna ed infine il cadavere del progetto, della loro avventura terroristica.
    4. Parlare degli anni di piombo è sempre molto complicato: E’ difficile per chi li ha vissuti riuscire ad avere una visione oggettiva di quegli eventi ed è ancora più difficile riuscire ad entrare nel senso di ciò che accadeva per coloro che non li hanno vissuti. La scelta della lotta armata è stata di coloro che avevano perso di vista i desideri e le aspirazioni di chi pretendevano di rappresentare. Un film può far rivivere quegli anni di forti ideali che portarono a fare scelte radicali e sbagliate?
    5. Il film si apre con una sintetica ricostruzione degli eventi di quegli anni e durante tutto il dipanarsi della vicenda non mancano richiami a fatti di cronaca presentati attraverso le immagini dell’epoca . Osserva attentamente!
    6. Il film prende una posizione chiara: da una parte si racconta il valore assoluto dei presupposti ideologici sul quale era nato il movimento, dall’altra si condanna, senza mezzi termini, la scelta di passare alla lotta armata. Non ti sembra che i terroristi si fossero chiusi in un mondo inventato da loro, cui solo loro credevano e che gli altri non condividevano? Non ti sembra follia dell’ideologia spinta fino al delirio?
    7. Il regista ha scelto un’impostazione rigorosa e tendente, a livello narrativo, a compiere un percorso in profondità nell’animo controverso del protagonista. Proprio mentre ci si avvicina all’atto conclusivo, il protagonista rivive con la forza del ricordo tutto il suo percorso, dalle lotte proletarie fino alla clandestinità e al terrorismo. E’ una fuga indietro nel tempo, attraverso un flashback nel flashback?
    8. La voce narrante di Sergio Segio vuole spiegare le motivazioni che portarono molti giovani alla lotta armata, ma i terrorismi sono tutti uguali?
    9. Il film ha l’andamento di una angosciata confessione in pubblico sull’immensa inutilità di tutte quelle vite spezzate, di tutta quella crudeltà, in nome di un sogno di pace e di felicità, che doveva essere la mitica “rivoluzione”. Sempre più isolati ed odiati, trasformarono questa sconfitta politica in una dimensione di pura follia, mentendo a sé stessi?
    10. Viene citato Dostoevskkij: è lo scrittore in grado di rendere questo abisso di tragedia individuale e collettiva che è stato il terrorismo. Che cosa sai del romanziere russo?
    11. Prima Linea, come efferatezza criminale, superava di tanto Le Brigate Rosse, ma è stata sempre considerata di secondo piano forse perché le Brigate Rosse hanno avuto risalto con il rapimento Moro. Riesci a trovare principi politici ed intellettuali in Prima Linea?
    12. Credi che la potenza di penetrazione di temi molto forti nell’ immaginario sociale sia tale che alcuni potrebbero trarre da questi personaggi un esempio negativo da imitare?
    13. Film scomodo, annunciato con polemiche inclementi. I parenti delle vittime l’hanno visto non come un aiuto alla comprensione storica, ma un cedimento verso gli assassini. Invece scorrono sullo schermo immagini vere dell’Italia del tempo: quella delle stragi di Piazza Fontana, di Brescia, dell’ambiente operaio di Sesto San Giovanni…Il regista racconta una storia di integralisti, distaccati dalla realtà, uomini che rinunciano alla loro umanità e scelgono le armi. Qual è la tua opinione?
    14. L’intento del film è raccontare un capitolo importante e doloroso della storia recente del nostro paese. Credi che siano state rispettate la verità storica, la memoria e la sensibilità delle persone che da quella stagione di sangue sono rimaste colpite?
    15. Ci sono state molte polemiche sull’opportunità che lo Stato finanziasse un’opera su un tema così delicato; è intervenuto nella discussione anche il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, il quale ha rilevato che il film non fa l’apologia del terrorismo, ma che, per il rispetto della sensibilità delle vittime del terrorismo, sarebbe stato bene che non fosse sovvenzionato. Che cosa pensi in proposito?

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