Qualcosa di buono In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Kate è una pianista di musica classica di successo, sposata e dai modi garbati, cui è stata diagnostica la SLA (più nota con il nome di malattia di LouGehrig). Bec è un'estroversa studentessa universitaria e aspirante cantante rock che riesce a malapena a destreggiarsi in una vita estremamente caotica e confusionaria, sia sul piano delle relazioni romantiche che in altri ambiti. Eppure quando Bec decide di accettare la disperata proposta di lavoro come assistente di Kate, proprio quando il matrimonio di Kate con Evan comincia a entrare in crisi, le due donne si affidano a ciò che diventerà un legame non convenzionale, a volte conflittuale e ferocemente onesto. Senza una meta chiara nella vita, Bec è decisa a diventare l'ombra di Kate, accompagnandola e traducendo per lei le situazioni più sconcertanti e goffamente comiche. Il risultato è un cameratismo ridotto all'estremo essenziale, fatto di sostentamento quotidiano e confessioni a notte fonda.
    Ma quando la sensuale, meticolosa e ostinata Kate comincia a influire sulla confusa, spontanea e inafferrabile Bec e viceversa, entrambe le donne si trovano faccia a faccia con i rispettivi rimpianti, esplorando nuovi territori ed espandendo la propria idea su chi in realtà vogliono essere.

  • Genere: drammatico
  • Regia: George C. Wolfe
  • Titolo Originale: Yu’re not are
  • Distribuzione: Koch Media Italia
  • Produzione: Daryl Prince Productions, 2S Films, DiNovi Pictures
  • Data di uscita al cinema: 27 agosto 2015
  • Durata: 93’
  • Sceneggiatura: Shana Feste, Jordan Roberts
  • Direttore della Fotografia: Steven Fierberg
  • Montaggio: Jeffrey Wolf
  • Scenografia: Aaron Osborne
  • Costumi: Marie-Sylvie Deveau
  • Attori: Frances Fisher, Hilary Swank, Emmy Rossum, Josh Duhamel
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA PRODUZIONE

    "Non sei tu. Sei me".
    Kate a Bec

    La vincitrice del premio Oscar Hilary Swank (Conviction, MillionDollar Baby) e la star in rapida ascesa EmmyRossum (Shameless) duettano in Qualcosa di buono (You'reNotYou), un ritratto sorprendentemente divertente, provocatoriamente amaro e assolutamente commovente di un'amicizia ad alto rischio tra due donne: una che ha letteralmente bisogno di trovare una voce e l'altra alla scoperta di tutto il suo potere.
    "Il titolo originale You'reNotYou nasce da qualcosa che Kate dice a Bec ma per molti aspetti è una frase che riguarda entrambi i personaggi. Kate non è la vera Kate. Bec non è la vera Bec. Evan non è il vero Evan. Ogni personaggio è prigioniero dell'immagine che dà di sé, fino al momento in cui comincerà a prendere coscienza dell'esistenza di un'immagine più complessa, evoluta e profonda che può essere la propria interiorità. Lungo il percorso del film, ciascun personaggio si avvicinerà sempre più alla propria vera identità".
    Il romanzo di Michelle Wildgen del 2006,You'reNotYou, si è rivelato una sorpresa per la critica. La storia di una giovane donna dalla vita ribelle e frenetica che, seguendo l'impulso del momento, decide di accettare il gravoso compito di assistere una nota musicista affetta da SLA poteva facilmente virare verso i prevedibili toni del melodramma. Al contrario, il romanzo è stato invece lodato per la sua capacità di divertire in modo semplice e rivelare argomenti che vanno dal sesso alle lezioni di cucina fino alla commovente intimità di una amicizia nata da una combinazione di evidente necessità e progressiva fiducia.
    O Magazine ha definito il romanzo un "piatto complesso e soddisfacente: la storia di due intime estranee e dell'influenza sulle esistenze di ognuna", mentre People Magazine ha affermato che "Wildgen scrive con un'onestà mai scontata e accattivante ed è riuscita con maestria a catturare quel momento in cui da giovani siamo come spugne, pronte ad assorbire il carattere, il gusto e il fascino di qualcun altro, elementi presi in prestito dai quali speriamo di poter inventare un nostro io individuale e autentico".

    AUTENTICITÀ DEL PROGETTO

    Fin dall'inizio George C. Wolfe ha voluto fare dell'autenticità la colonna portante di Qualcosa di buono (You're Not You) incentrando ogni elemento della produzione sull'autenticità delle due donne al centro della storia, l'autenticità della vera amicizia e, soprattutto, l'autenticità delle esperienze vissute dai malati di SLA. Per cercare di far conoscere questa realtà al cast e alla troupe, George C. Wolfe ha chiamato, come consulente, l'infermiera professionale Mary Beth Geise con un'esperienza pluridecennale nell'assistenza ai pazienti di SLA. Mary Beth Geise ha lavorato in stretta collaborazione con Hilary Swank e Loretta Devine per garantire la verosimiglianza, condividendo le sue conoscenze sui movimenti, il linguaggio e i cambiamenti a cui vanno incontro nel tempo le persone affette da SLA. Ha anche collaborato con Emmy Rossum, Josh Duhamel e Ernie Hudson per fornire loro informazioni dettagliate sui pro e i contro del processo di cura e assistenza. Inoltre, George C. Wolfe ha invitato alcuni membri della comunità SLA a partecipare il più possibile alle riprese, compreso l'utilizzo di alcune persone affette dalla malattia come comparse in una scena chiave del film.
    "Sono stati felici di prendere parte al film e sapere che qualcuno raccontasse una storia sulla malattia", racconta Alison Greenspan (Producer). "La loro presenza insieme a Hilary Swank in una scena girata all'interno dell'ospedale ha commosso davvero tutti. Ci siamo anche resi conto di quanto sia stato accurato il ritratto delineato da Hilary Swank in termini di manifestazioni fisiche della malattia. È stato davvero un giorno di grandi emozioni sul set".
    Molly Smith (Producer) ha così riassunto l'esperienza: "Ritengo che ciò che distingue questo film consista nel fatto che non racconti solo una storia sulla fine della vita di una donna meravigliosa. Si tratta di un'amicizia che si scopre divertente, irriverente e molto realistica. George C. Wolfe e l'intero cast hanno colto perfettamente il tono di questo film trasformandolo in un viaggio alla scoperta di una meravigliosa amicizia".

    HILARY SWANK NEL RUOLO DI KATE

    Fin dall'inizio Hilary Swank è stata animata dal desiderio di rendere piena giustizia a Kate. L'attrice ha voluto delineare un ritratto accurato della vita di una persona affetta da SLA sia sul piano pratico che su quello più viscerale andando a indagare tra l'ampio spettro di emozioni ed esperienze inaspettate che Kate scopre man mano che la sua vita vira verso qualcosa di completamente diverso da quanto si fosse immaginata.
    Il processo lungo e intenso ha inizio con una riflessione sulla profonda ambizione personale di Kate nell'ambito della musica, del matrimonio e dell'intera visione della sua vita prima che si verifichino gli eventi della storia. "Kate è sempre stata una perfezionista", osserva Hilary Swank. "Credo che per una lunga serie di ragioni Kate abbia sempre amato avere il controllo totale di ogni aspetto della sua vita ma ora quel controllo viene improvvisamente spazzato via. L'unico aspetto che è ora in grado di controllare è il modo con cui affrontare tutto ciò che le sta accadendo. Personalmente ritengo che la bellezza del personaggio risieda nella sua capacità di comprendere se stessa lungo ogni passo di questo cammino, constatare le conseguenze che implica sui rapporti e avere non solo una visione più chiara delle persone che la circondano ma anche riuscire a mostrarsi in un modo in cui non era mai stata capace di fare. Questa sua capacità ha avuto un effetto particolarmente potente su di me".

    EMMY ROSSUM NEL RUOLO DI BEC

    Il personaggio di Bec, che sull'impulso del momento si propone come badante di Kate senza comprendere a fondo ciò a cui andrà incontro, ha posto un interessante dilemma per quanto riguarda la scelta del casting. Il personaggio di Bec incarna, del resto, un concentrato di contraddizioni: inesperta ma intelligente, priva di autostima ma audace, estremamente confusa e allo stesso più capace di introspezione, forza e devozione di quanto non sembri. Una studentessa universitaria che ha una relazione con un professore sposato mentre tenta senza successo la carriera di cantautrice doveva sembrare la candidata assolutamente meno adatta a prendersi cura della garbata ed esigente Kate.
    Emmy Rossum ha da subito avvertito un'attrazione magnetica nei confronti della sceneggiatura. "La sceneggiatura era emotivamente forte ma anche vera, audace e divertente. Mi è piaciuto molto il personaggio di Bec, che ha in un certo senso smarrito la propria strada, ma poi tutto cambia quando risponde all'annuncio di lavoro come aiuto per Kate", dichiara Emmy Rossum. "Bec si presenta armata di tutte le sue difese, di uno strano senso dell'umorismo e di un particolare atteggiamento audace e aggressivo. Bec considera questo lavoro un'esperienza senza troppa importanza che la porterà tuttavia alla scoperta dell'amicizia, dell'amore e di se stessa".

    LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (SLA)
    La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), conosciuta, anche, come "Morbo di Lou Gehrig","malattia di Charcot" o "malattia del motoneurone", è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.
    Esistono due gruppi di motoneuroni; il primo (primo motoneurone o motoneurone corticale) si trova nella corteccia cerebrale e trasporta il segnale nervoso attraverso prolungamenti che dal cervello arrivano al midollo spinale. Il secondo (2° motoneurone) è invece formato da cellule nervose che trasportano il segnale dal tronco encefalico e dal midollo spinale ai muscoli.
    La SLA è caratterizzata dal fatto che sia il primo che il secondo motoneurone vanno incontro a degenerazione e muoiono. La morte di queste cellule avviene gradualmente nel corso di mesi o anche anni.
    I primi segni della malattia compaiono quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti, fino ad arrivare ad una progressiva perdita di forza muscolare, ma, nella maggior parte dei casi, con risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali).
    La SLA presenta una caratteristica che la rende particolarmente drammatica: pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile ma prigioniera in un corpo che diventa, via via, immobile. Occorre tuttavia precisare che in una minoranza dei casi, si possono avere alterazioni cognitive, per lo più di lieve entità, ma talora tali da configurare un quadro di demenza fronto-temporale. Questa forma di demenza è nettamente distinta dalla più frequente demenza di Alzheimer, in quanto si caratterizza prevalentemente per alterazioni del comportamento, piuttosto che compromissione di memoria o linguaggio.
    Le cause della malattia sono sconosciute, anche se, negli ultimi anni, è stato riconosciuto un ruolo sempre più importante alla genetica, come fattore predisponente, che, unitamente ad altri fattori, (ad esempio ambientali), può contribuire allo sviluppo della malattia.
    L'incidenza si colloca attualmente intorno ai 3 casi ogni 100.000 abitanti/anno, e la prevalenza è pari 10 ogni 100.000 abitanti, nei paesi occidentali. Attualmente sono ca 6.000 i malati in Italia e la malattia colpisce entrambi i sessi, anche se vi è una lieve preponderanza nel sesso maschile.
    Pur essendo presenti aree in cui è stato riportato un eccesso di casi rispetto a quanto mediamente atteso non è associabile il presentarsi della malattia rispetto all'appartenenza ad un'area geografica determinata.

    La malattia e l'età:
    Prevalentemente colpisce persone adulte con una età media di esordio intorno ai 60-65 anni; l'incidenza aumenta all'aumentare dell'età.

    Ipotesi sulle cause della SLA
    Le cause della SLA sono ancora sconosciute, comunque è ormai accertato che la SLA non è dovuta ad una singola causa; si tratta invece di una malattia multifattoriale, determinata cioè dal concorso di più circostanze.
    Le numerose ricerche in corso mirano a chiarire il ruolo di alcuni fattori.
    • Predisposizione genetica: sono stati individuati ormai oltre 20 geni, le cui mutazioni sono coinvolte nello sviluppo della malattia
    • Fattori tossico-ambientali: nell'ipotesi che esistano diversi elementi (ad esempio metalli o pesticidi) in grado di portare a progressiva degenerazione del MN sono stati effettuati moltissimi studi, a tutt'oggi non conclusivi.

    Possibili meccanismi che causano la morte dei motoneuroni
    · Accumulo di proteine anomale all'interno della cellula: l'accumulo di proteine alterate all'interno del motoneurone contribuisce a portare la cellula a morte. Nella maggior parte dei pazienti la proteina che si accumula è denominata TDP43 (sia nelle forme sporadiche che in alcune forme famigliari).
    · Meccanismi di eliminazione di proteine intracellulari deficitari: attraverso alcuni meccanismi di detersione della cellula, i motoneuroni eliminano i prodotti anomali (autofagia, lisosomi ecc...): nella SLA questi meccanismi potrebbero essere alterati.
    · Neuroinfiammazione: oltre al motoneurone esiste una sofferenza delle cellule gliali che si trovano in uno stato infiammatorio nocivo per le cellule. E' dibattuto se questo stato infiammatorio sia una concausa oppure una conseguenza del danno moto neuronale.
    · Alterazione dei meccanismi di trasporto intraneuronale: alcune mutazioni genetiche rare codificano per proteine che sono implicate nel trasporto assonale (il trasporto di sostanze tra nucelo e periferia della cellula).
    · Stress ossidativo: il danno dovuto ai radicali dell'ossigeno ed ad altre sostanze tossiche che si accumulano fisiologicamente all'interno della cellula, potrebbe portare alla morte di cellule limitate come i motoneuroni, con un processo simile all'invecchiamento fisiologico.
    · Alterazioni mitocondriali: il mitocondrio, organo che è responsabile della produzione energetica all'interno della cellula potrebbe essere clinvolto nei meccanismi che portano a morte il motoneurone.
    · Carenza di fattori di crescita: si tratta di sostanze, prodotte naturalmente dal nostro organismo, che aiutano la crescita dei nervi e che facilitano i contatti tra i motoneuroni e le cellule muscolari.
    · Eccesso di glutammato.

    Diagnosi di SLA
    La SLA è una malattia difficile da diagnosticare. Oggi non esiste alcun test o procedura per confermare senza alcun dubbio la diagnosi di SLA. E' attraverso un attento esame clinico, ripetuto nel tempo da parte di un neurologo esperto e una serie di esami diagnostici per escludere altre patologie che emerge la diagnosi.
    La SLA, in genere, progredisce lentamente e la gravità può variare molto da un paziente all'altro.

    La Cura
    Al momento non esiste una terapia capace di guarire la SLA: l'unico farmaco approvato è il Riluzolo, la cui assunzione può rallentare la progressione della malattia.
    Esistono anche altri farmaci per ridurre i sintomi ed ausili per migliorare l'autonomia personale, il movimento e la comunicazione; è possibile intervenire per evitare la denutrizione e per aiutare il paziente a respirare.
    Negli ultimi anni le ricerche si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio definitivo si è fatta più concreta.
    Inevitabilmente la SLA comporta dei cambiamenti nello stile di vita di tutti i componenti della famiglia, ma attraverso una adeguata e corretta presa in carico, l'utilizzo di alcuni ausili tecnologici ed una completa ed esaustiva informazione, è possibile mantenere, in ognuno, una qualità di vita degna di questo nome.

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1) La sclerosi laterale amiotrofica detta anche SLA colpisce i motoneuroni del cervello e del midollo spinale. Quale compito hanno i motoneuroni nel corpo umano?
    2) La SLA si verifica quando i motoneuroni, anche in parte, entrano in fase degenerativa e bloccano il legame che c'è tra il cervello, il midollo spinale e i muscoli volontari del corpo umano. Quali effetti provoca questa degenerazione?
    3) Mentre la degenerazione di cui parliamo nella domanda precedente si verifica, un malato di SLA (e questo è il dramma maggiore) non perde mai alcune sue capacità per cui egli "sa" e non può fare niente. Quali sono le capacità che la SLA non intacca?
    4) Sapete perché la sclerosi laterale amiotrofica è chiamata anche morbo di Lou Gehrig? Chi era Lou Gehrig?
    5) In genere la SLA inizia a colpire adulti che stanno tra i 60 e i 65 anni d'età e, visto che la malattia può diffondersi nel corpo umano molto lentamente, l'età media di coloro che sono maggiormente colpiti dalla sclerosi dà loro la speranza di poter continuare a vivere decentemente per molti anni. Ma quando colpisce un giovane e una persona, nel pieno della maturità come accade a Kate nel film, è molto difficile cercare di vivere o di sopravvivere di fronte a una simile situazione. Qual è la vostra opinione in merito?
    6) Una delle grandi tragedie dalla SLA è che, ancora oggi, non si è riusciti a stabilirne quale sia la causa e quindi ogni malato sa solo che, a poco a poco, capendo tutto che la sua mente sta attendendo lucidamente, si paralizzerà in attesa della morte. Sappiamo tutti che dobbiamo morire ma ringraziando il cielo, non sappiamo dove e quando e se sarà veloce il passaggio (tutti lo speriamo). Il malato di SLA non ha questa speranza: per lui arriverà prima la morte del corpo e dopo (quanto dopo?) quella del cervello. Ma è vita questa?
    7) Ci sono molti casi (molti di più di quanto non si pensi perché in Italia l'eutanasia è proibita) in cui malati di SLA, all'ultimo stadio, pregano qualcuno di farli morire (e c'è chi lo fa!). Oppure se segretamente le condizioni economiche glielo permettono, talvolta, anche prima dell'ultimo stadio di SLA, questi malati vanno in una clinica all'estero (in Svizzera o in Olanda), dove l'eutanasia non è proibita per chiudere la loro vita. Ricordate la poesia "la livella" di Totò in cui due morti, uno ricco e uno povero, discutono perché il ricco, anche al cimitero, non vuole mischiarsi con un poveraccio? Ma loro sono morti! Pensate, invece, alla grande ingiustizia del ricco, malato di SLA che può decidere di morire quando vuole, mentre il povero, a poco a poco, si spegne in una bara che è il suo corpo pregando che qualcuno gli faccia chiudere gli occhi per sempre. Severino Boezio diceva: "Il diritto è degli uomini e la giustizia è di Dio". Ma secondo voi, è giustizia questa? E di quale diritto parliamo?
    8) Sapete cosa sia l'eutanasia? Dopo aver risposto alla prima domanda chiedetevi perché in Italia sia proibita per legge, mentre in altri paesi, sia giuridicamente praticabile? E voi, di fronte a una situazione che vi potrebbe coinvolgere personalmente, quale decisione prendereste? Se non volete pensarci, non rispondete.
    9) Quando, Kate la protagonista del film, scopre di essere malata di SLA? Vista l'arte cui si è dedicata non significa per lei morire prima ancora di chiudere gli occhi per sempre?
    10) Perché Bec entra nella vita di Kate? In effetti è Kate che, cercando un assistente, dimostra come ella voglia disperatamente continuare a vivere. Siete d'accordo? Esprimete la vostra opinione in merito.
    11) Kate, all'inizio della malattia vorrebbe che la sua vita continuasse come prima e vorrebbe ancora, l'amore di suo marito Evan. Ma Evan, a poco a poco, si allontana da lei. Perché? - Perché amandola, non sopporta, egoisticamente di vederla soffrire?
    - Perché (e questa è una caratteristica di molti uomini) fugge davanti al male?
    12) Hilary Swank la protagonista del film dice che Kate "è una perfezionista che ha sempre avuto il controllo totale della sua vita e che ora, con la malattia, ha solo la possibilità di affrontare tutto quanto le stia accadendo". Ed è per lei questo l'unico modo per continuare a vivere. Secondo voi abbiamo ragione?
    13) Bec è completamente diversa da Kate: dove questa è ordinata e pianificatrice, Bec è confusionaria e pasticciona e non ha alcunché in comune con Kate. E' per disperazione che Bec accetta la proposta di Kate, tartassata com'è anche da problemi economici o, stranamente, viste le caratteristiche peculiari così diverse fra le due donne, "sente" di doverlo fare?
    14) Perché Bec, quando accetta la proposta di Kate, decide di diventare la sua ombra, cercando di aiutarla in ogni momento e, spesso, creando situazioni buffe e talvolta ridicole?
    15) Si può dire che, per Kate, Bec con i suoi pasticci e i conflitti che riesce a creare con lei le dia, in effetti, il desiderio di continuare a vivere?
    16) Quando Bec e Kate cominciano a comprendersi? Quando parlano dei loro rimpianti, in confessioni lunghe intere notti .... Oppure?
    17) Bec quando ha accettato la proposta di Kate sottovaluta l'impegno. Eppure questo impegno la porterà alla scoperta dell'amicizia dell'amore e del rispetto di sé stessa. Come?

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