Fury In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Aprile 1945. Gli Anglo-americani sono entrati in Germania, nonostante l'accanita resistenza di ciò che è rimasto dell'esercito tedesco, comandato dal maresciallo Von Rundstedt. Ma non c'è niente da fare: i carri armati Sherman al comando dell'americano generale Patton avanzano nonostante i Tiger, i carri armati tedeschi, continuino nella loro ormai inutile resistenza.
    Da uno scontro tra Sherman e Tiger, con questi ultimi vincitori, si è salvato degli americani un solo Sherman, chiamato Fury, con i cinque carristi che compongono il gruppo cui Fury è affidato e che rientra nelle linee amiche. Il loro capo è il sergente Don Collier, detto da tutti Wardaddy, per il suo coraggio e per la sua abilità di sopravvivenza agli scontri.
    Sotto il comando del capitano di un'altra divisione viene per errore affidato a Collier, come fuciliere di Fury (essendo l'altro, morto nell'ultimo scontro), un ragazzino, Norman Ellison che sarebbe dovuto andare al comando centrale come dattilografo. Intanto, l'azione continua e il capitano con i suoi soldati appiedati e solo 4 carri armati, sopravvissuti allo scontro di cui parliamo all'inizio, occupano un'altra città dove Don che si era affezionato a Norman fa sì che egli abbia il primo incontro d'amore della sua vita.
    Intanto, il sindaco della città occupata, uscito con la bandiera bianca, informa gli alleati che i soldati tedeschi, raggruppati dentro il municipio, vogliono arrendersi.
    Gli anglo-americani accettano la resa e dalla porta del municipio esce una massa di ragazzine e ragazzini, dai 12 ai 15 anni che Hitler, avendo dichiarato la guerra totale, aveva chiamato alle armi!
    Il gruppo alleato, dopo un bombardamento tedesco, in cui muore anche la ragazza di Norman, continua ad avanzare fino a che i quattro carri armati Sherman, al comando di Wardaddy si trovano di fronte a tre Tiger. La lotta è dura ma i Tiger, nonostante siano superiori agli Sherman, vengono distrutti anche se, dei quattro carri americani, rimane solo quello di Collier.
    Rientrando alla base, Wardaddy viene chiamato dal capitano e, nonostante ormai egli sia solo gli chiede di andare avanti fino a una collina per avvisare gli altri, di truppe tedesche che potrebbero avvicinarsi. Collier accetta ma, quando sta quasi prendendo possesso della postazione, un cingolo si rompe. Mentre gli altri tentano di aggiustarlo Don dice a Norman di raggiungere la collina per informarlo di un'eventuale avanzata tedesca. Norman è sulla collina quando vede avanzare un distaccamento di SS, corre allora da Wardaddy per informarlo. Tutti vorrebbero fuggire ma Collier dice loro che deve ubbidire a un ordine e che, quindi, non si muoverà dal suo carro armato. Dopo alcune esitazioni tutti decidono di restare e, quando arriva il nemico, combattono senza esclusione di colpi, impedendogli di avanzare. Ma loro sono cinque e le SS circa duecento, Moriranno uno a uno da eroi, certi della morte che li aspetta e solo uno si salverà. Chi? E come?

  • Genere: storico
  • Regia: David Ayer
  • Titolo Originale: Fury
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: David Ayer, Bill Block, Ethan Smith, John Lesher
  • Data di uscita al cinema: 3 giugno 2015
  • Durata: 134’
  • Sceneggiatura: David Ayer
  • Direttore della Fotografia: Roman Vasyanov
  • Montaggio: Dody Dorn, Jay Cassidy, ACE
  • Scenografia: Andrew Menzies
  • Costumi: Owen Thornton
  • Attori: Brad Pitt, Shia Labeouf, Logan Lerman, Michael Pena
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    Un po' di storia
    A novembre gli alleati iniziarono un'offensiva su tutto il fronte cui i tedeschi, con la forza della disperazione e, pur ritirandosi, resistettero. Comunque buona parte della Francia era ormai liberata.
    Il 16 dicembre, in pieno inverno, Von Rundstedt lanciò nelle Ardenne l'ultima controffensiva tedesca con attacchi congiunti tra la Saar e il Reno. Gli alleati furono costretti a ripiegare e a rischiare di essere travolti, riuscendo, tuttavia, a resistere, alla Wehrmacht grazie soprattutto alla difesa delle zone intorno a Bastogne, piccolo villaggio al centro dell'attacco.
    Nel 1945 gli alleati, ormai sicuri della vittoria, si riunirono a Yalta, (4-11 febbraio) e a Postdam, (17 luglio – 2 agosto), per pianificare l'organizzazione futura dell'Europa e il destino della Germania, argomenti che vennero trattati anche nella conferenza di San Francisco del 25 aprile. Sia quest'ultima conferenza che Postdam si svolsero senza Roosevelt, morto il 12 aprile e sostituito alla presidenza degli Stati Uniti da Harry Truman. Su un solo fatto gli alleati si trovarono d'accordo: separare la carta fondativa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (26 giugno) dai singoli trattati di pace.

    Nel periodo in cui, negli USA, si svolgeva la conferenza di San Francisco, fortissimi bombardamenti, su città come Francoforte e Dresda, fiaccavano la resistenza del popolo tedesco ma, nonostante ciò, Hitler non si arrese in quanto sperava nelle "armi segrete" che stavano costruendo gli scienziati tedeschi (Von Braun e altri che alla fine del conflitto, vennero cooptati dagli Stati Uniti) e che avrebbero potuto cambiare il corso della guerra. Ma ciò non avvenne. Il 30 aprile 1945 il dittatore tedesco, chiuso nel suo bunker a Berlino, mentre i soldati sovietici erano già in città, dopo aver sposato la sua compagna Eva Braun, uccise prima lei e poi si suicidò. Grazie alla situazione bellica e al fuoco, il bunker venne distrutto e il corpo di Hitler non fu mai trovato mentre furono ritrovati i corpi di Joseph Goebbels e della moglie Elsie che si erano suicidati non prima che la donna avesse ucciso cinque dei loro figli.
    La resa incondizionata della Germania venne firmata a Reims dal feldmaresciallo Jodl, il 7 maggio 1945 e confermata a Berlino l'8 maggio 1945.
    E' opportuno ricordare a questo proposito che, nei primi mesi del '44, alcuni generali tedeschi si misero in contatto con gli alleati per trattare, segretamente, una resa che non fosse incondizionata, per rispetto del valore dei loro soldati e per non ritrovarsi nella tragica situazione del primo dopoguerra ma Roosevelt e Churchill rifiutarono.
    Allora questi alti ufficiali giunsero alla conclusione che, visto che non si poteva andare avanti nella tragica situazione della Germania, Hitler dovesse essere ucciso e pianificarono non solo di uccidere il dittatore ma di rovesciare il governo nazista. L'attentato si svolse in un rifugio segreto di Hitler detto "la tana del lupo", il 20 luglio 1944, dove il Fuhrer aveva riunito ufficiali a lui fedeli per pianificare la prosecuzione della guerra. La bomba che doveva uccidere Hitler fu affidata al colonnello Claus Von Stauffenberg, eroe di guerra, decorato con la "Croce di Ferro", la massima onorificenza militare nazista.
    Il compito di Von Stauffenberg era quello di entrare nel luogo della riunione, posare la piccola borsa, con dentro la bomba, vicino a Hitler e uscire. Ma si verificarono due fatti imponderabili. La riunione che doveva avvenire in un salone nel sottosuolo, (per proteggere Hitler), dove la detonazione della bomba avrebbe provocato un eccidio in cui il dittatore sarebbe sicuramente morto, fu spostata in un salone al pianterreno con finestre aperte quindi la bomba non implose, come sarebbe avvenuto nel primo caso, ma esplose, salvando molti dei presenti e lo stesso Fuhrer che si era appena spostato dalla parte dove era stata posata la borsa. Von Stauffenberg, allo scoppio, convinto che il Fuhrer fosse morto diede la notizia ai congiurati e tornò a Berlino con l'intento di costituire con loro un nuovo governo. Ma Hitler, parlando alla radio e, quindi, dimostrando di essere ancora vivo, diede ordine a truppe a lui fedeli di arrestare i congiurati. La sera stessa Von Stauffenberg insieme con i generali Von Tresckow, Olbricht e Beck venne messo al muro e fucilato.
    Anche Rommel fece parte del complotto, pur non partecipando attivamente. Quando Hitler lo seppe si comportò diversamente rispetto agli altri. Gli mandò l'ordine di uccidersi ed egli ubbidì.

    I PERSONAGGI

    Brad Pitt è WARDADDY
    A guidare la compagnia è Don Collier, meglio conosciuto con il suo nomignolo di guerra, WARDADDY (padre della guerra), interpretato da Brad Pitt.
    "Wardaddy rappresenta la colonna portante dell'esercito in un'epoca in cui sergenti e sottufficiali imbracciavano davvero insieme le armi" dice Ayer. "È un uomo molto pratico e pragmatico e l'unica cosa che gli interessa è portare a termine la propria missione".
    Ma Wardaddy è anche un uomo con un passato nascosto. "Sta cercando di redimersi attraverso questo incredibile atto di penitenza che consiste nel combattere per liberare l'Europa. Ha un suo codice morale, ma si tratta di una moralità molto diversa da quella di un civile qualsiasi. È lo specchio di quell'epoca. È stoico, ma pieno di vita e spiritoso. Un grande affetto lo lega ai suoi uomini e nutre un odio profondo per i nemici".
    "Quando ho letto per la prima volta la sceneggiatura, sono stato molto attratto dalla figura insolita di Wardaddy", afferma il produttore Bill Block. "Quando facciamo la sua conoscenza, dopo tre anni di guerra, è un cecchino esperto e convinto; ciò che gli accade ci viene mostrato sotto una luce diversa, mai vista prima. Per portare a termine la sua missione, si trasforma in un eroe benevolo, un vero leader agli occhi dei suoi uomini.
    "Wardaddy è un personaggio estremamente interessante", aggiunge il produttore John Lesher. "Quei ragazzi sono stati insieme ai suoi ordini sin dall'inizio della guerra. Ha un animo complicato, ferito ed il suo scopo è quello di trasferire tutta la sua saggezza a Norman, l'ultimo arrivato. È uno dei personaggi più particolari che David abbia mai creato e credo anche il più convincente, un personaggio come non ne abbiamo mai visti".

    Shia LaBeouf è BOYD SWAN
    "È l'artigliere e di fatto il comandante in seconda del Fury", dichiara l'attore. "Fa funzionare l'arma principale, il cannone 70 millimetri ad alta velocità. È un gelido killer, ma anche un uomo di fede. È stato molto interessante per me cercare di capire come un uomo che legge scritture sacre e che ha fede, un cristiano, possa combattere con tanta ferocia".
    Per esplorare questo duplice aspetto del personaggio, LaBeouf ha fatto tesoro degli incontri con il personale militare che mostrava queste caratteristiche. Ad esempio, ha passato moltissimo tempo con Don Evans, un veterano della seconda divisione armata che aveva combattuto durante la seconda guerra mondiale. "È un cristiano, un uomo retto che riesce a spiegarti perfettamente qual è la differenza tra uccidere un uomo e assassinarlo, e c'è una grande differenza", dice l'attore. "Vive la sua vita secondo le regole, ma non avrebbe nessun problema ad ucciderti e non avrebbe alcun problema ad addormentarsi la sera. Credo che Dio faccia nascere alcune persone per collezionare anime, una sorta di Cristo mietitore per conto di Dio". LaBeouf ha parlato anche con alcuni veterani più giovani. "Ho incontrato un capitano di nome Shane Yates, capitano, ma anche ministro del culto, predicatore e cappellano militare per il quarantaduesimo (reggimento – n.d.t.)", racconta LaBeouf. "Ho ottenuto il loro permesso e quello di David di andare a visitare insieme a loro una base militare operante proprio per vedere come si comportano tra gli schieramenti. Ho passato quasi un mese e mezzo con la Guardia Nazionale poi mi sono unito agli altri ragazzi e siamo andati in un piccolo campo di addestramento reclute a Fort Irwin".
    LaBeouf è stato molto ispirato anche dal lavoro svolto insieme a David Ayer. "David ha una storia particolare alle spalle e la condivide con te, ti ascolta. È il nostro Patton, una sorta di folle, il che è perfetto", dice.
    "Molto spesso, nei film sulla seconda guerra mondiale, vediamo personaggi archetipici, ma David ha preso quegli archetipi e li ha usati per farli diventare ispiratori di realtà, dei personaggi autentici", sottolinea John Lesher. "Sempre procedendo per archetipi, il personaggio di Shia è quello del bravo ragazzo che ha studiato dai preti, ma, nelle mani di David, diventa l'uomo che crede fermamente in Dio ma che ama uccidere. Shia ha interpretato il suo ruolo con grande espressività, passione e profondità, la sua prova d'attore è stata incredibile e senza pari".

    Logan Lerman è NORMAN ELLISON
    Il fulcro del film, secondo Lesher, è il personaggio di NORMAN ELLISON, interpretato da Logan Lerman.
    "Norman, nel film, rappresenta il pubblico", afferma. "È una nuova recluta e praticamente non è stata addestrato. È attraverso i suoi occhi che possiamo imparare qualcosa sul carro armato, sulla grammatica della guerra e sulla storia del film".
    Ayer ricorda che, durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, era frequente che molti giovani impreparati venissero catapultati nella battaglia in prima linea. "Dopo l'Offensiva delle Ardenne, gli Stati Uniti erano a corto di uomini per cui questi ragazzi venivano addestrati a combattere per tre o quattro settimane e, poi, spediti in guerra. Norman è del tutto impreparato e diventa, in un certo qual modo, un loro ostaggio quando viene lanciato in questa gabbia di ferro e trascinato nei combattimenti tra i campi della Germania. Norman finisce per affrontare situazioni per cui non è assolutamente pronto ed è compito di Wardaddy addestrarlo e fargli superare la sua originaria visione di bene e male".
    Logan Lerman interpreta il giovane soldato, e afferma di essere rimasto affascinato dal ruolo proprio per la sua complessità. "Per attori della mia età ci sono moltissimi ruoli più semplici là fuori", dice. "Invece era molto complicato e stressante pensare a Norman. Aveva il sapore di una sfida. È un grande ruolo, una grande storia e avrei avuto l'opportunità di lavorare con molte persone che stimo".
    Una di queste persone è proprio Ayer. Lerman era ben preparato allo stile di regia intenso tipico di Ayer. "David ti trascina in questo viaggio incredibile e folle", dice. "Ha previsto una enorme quantità di tempo da dedicare alla preparazione di noi attori. Ci ha fatto conoscere un mondo in cui avremmo dovuto vivere. Non era un'impresa facile, ma ero entusiasta e pazzo del film. Adoro le sfide. Mi ci sono buttato a capofitto ed è stato l'esperienza più creativa e soddisfacente cui abbia mai preso parte".
    Il risultato di tutta quella preparazione, afferma Lerman, è stato che Ayer è riuscito a dare ai suoi attori moltissima libertà nell'interpretare i diversi personaggi perché li vedeva completamente calati nella parte. "Abbiamo passato almeno un mese e mezzo e forse anche più, incontrandoci ogni giorno e analizzando la sceneggiatura ogni volta", afferma Lerman. "Siamo arrivati al punto che conoscevamo così bene i materiali in ogni più piccola scena, che tutti ci sentivamo a nostro agio. Potevamo giocare con il testo, andare in direzioni opposte ed essere un po'... sopra le righe".

    Micael Peña è TRINI GARCIA
    Dopo aver collaborato con l'attore Michael Peña per il film End of Watch - Tolleranza Zero, Ayer ha creato il ruolo del conducente del tank, TRINI GARCIA, cucendolo proprio addosso a Peña.
    "Credo che circa 350.000 messicano-statunitensi abbiano combattuto durante la seconda guerra mondiale e molti di loro ricoprivano il ruolo di conducenti nelle forze armate", afferma Ayer. "È un ragazzo sofisticato e con la testa sulle spalle che avrebbe potuto detenere il comando, ma, in quella situazione, stanco, nervoso e stressato, ha cercato di risolvere i suoi problemi con l'alcool.
    A quei tempi, nell'esercito girava moltissimo alcool e lui non sarebbe stato né il primo né l'ultimo conducente ubriaco di tank". "È un figo e, nonostante la sua stravaganza, rende omaggio a tutti quei latini che hanno combattuto durante la seconda guerra mondiale senza che alcun merito gli fosse riconosciuto", afferma Peña. "Tanto di cappello per David Ayer che ha voluto rappresentare tutti quei ragazzi latinoamericani che hanno combattuto per la loro nazione rimanendo feriti sia psicologicamente che fisicamente".

    Jon Bernthal è GRADY TRAVIS
    Jon Bernthal completa l'equipaggio di Fury interpretando GRADY TRAVIS. "È strisciato fuori dalla melma", afferma Ayer. "È il tipo di ragazzo figlio dell'era della depressione, cresciuto senza scarpe ai piedi e lavorando, fin da quando aveva otto anni, nelle fattorie. Non è affatto preparato per affrontare la situazione cui si troverà di fronte".
    "Se Wardaddy è la mente, Grady è il braccio", continua Ayer. Come caricatore ha un rapporto speciale con l'artigliere. "È lui che spala carbone nel forno e che carica di munizioni il cannone".
    È un rapporto che va oltre il lavoro. "Grady vede Boyd come una sorta di 'mamma' del gruppo" afferma Bernthal. "Grady ha un enorme rispetto per Boyd, guida spirituale ed etica per tutti ed è attraverso lui che riesce a sentirsi in contatto con Dio. Il rapporto caricatore/artigliere è incredibilmente interessante perché dipendono totalmente uno dall'altro, anche se sono molto diversi tra loro. Uno è devoto e segue la Bibbia, l'altro pensa solo alle donne e ad uccidere.
    Sono praticamente due personaggi fusi insieme, due facce della stessa persona".

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1) Perché Don Collier, il protagonista del film è conosciuto da tutti con il nome di Wardaddy?

    2) Se Collier già combatteva durante la campagna d'Africa (è Garcia, uno dei suoi, che lo dice) egli sta in guerra da ben cinque anni ('41-'42-'43-'44-'45). E' forse per questo motivo che egli considera il suo Sherman come la sua casa?

    3) Di ritorno da uno scontro sfortunato con i Tiger tedeschi, Wardaddy ha perso il suo fuciliere. Come mai gli mandano, in sostituzione, un ragazzino, Norman Ellison, persino incapace di sparare?

    4) Durante un'avanzata dei carri americani, Norman vede (e li vede anche Collier) tre ragazzini, in divisa da soldati tedeschi che lanciano una bomba a mano contro uno Sherman che prende fuoco. Perché Norman non ha sparato? E qual è la reazione di Wardaddy?

    5) Norman non ha sparato perché erano ragazzini i tre soldati tedeschi che distruggono lo Sherman?

    6) Ma dallo Sherman, ormai a fuoco, esce un carrista, avvolto dalle fiamme che, consapevole di non poter sopravvivere, riesce a prendere la sua pistola e a spararsi un colpo alla testa. Quanto Norman si sente responsabile della sua morte?

    7) Quando la truppa e i carri si fermano per la notte, viene catturato un soldato tedesco che indossa un cappotto americano. Egli, ormai è prigioniero di guerra e, in base alla Convenzione di Ginevra, si è arreso e quindi non può essere ucciso. Eppure Collier costringe Norman a sparargli uccidendolo, in effetti, lui. Perché Wardaddy si comporta così?
    - vuole insegnare a Norman che, come dicevano i latini, "Mors tua, vita mea"?
    - E' al corrente del fatto che Hitler, già dal 1942, aveva dato ordine ai sommergibili dei suoi U-Boat di non fare prigionieri, ordine ripetuto durante la campagna di Russia e oltre. Gli anni di una guerra dura, crudele e spaventosa hanno cambiato tanto Collier per cui una vita può valere un insegnamento?

    8) Anche quando gli alleati entrano nella città conquistata, tra chi si arrende c'è un ufficiale delle SS, responsabile delle impiccagioni dei tedeschi che non volevano più combattere o dare i propri figli da immolare a Hitler. Gli anglo-americani capiscono che questa SS è responsabile degli eccidi e nanche mettendolo al muro lo uccidono. Eppure anche egli si era arreso e quindi avrebbe avuto diritto a un processo e non a un'esecuzione sommaria. Qual è la vostra opinione in merito?

    9) Durante un breve periodo di riposo, nella città di cui parliamo nella domanda precedente, vedendo una tenda di merletto muoversi, Don, conducendo Norman con sé, va nella casa di due giovani donne, portando anche qualcosa da mangiare. E' un Don diverso, educato, gentile quando spinge Norman a fare l'amore con la ragazza più giovane. Ed è un Don di nuovo diverso quando arrivano gli altri tre del suo gruppo sperando (Garcia e Grady non Boyd) in una specie di orgia con le due ragazze. Riconoscete in questi Don Collier diverso da quello che avete visto fin dall'inizio del film?

    10) E' però il trucido Grady che fa prendere coscienza a Norman di quanto sia dolorosa e dura la guerra! Come e perché?

    11) Prosegue l'avanzata (pensare che siamo nell'aprile del '45 e il 30 Hitler si suiciderà) e avviene uno scontro tra tre Tiger, carri armati tedeschi e i quattro Sherman al cui comando è Wardaddy. La lotta è dura per gli alleati in quanto i Tiger sono più forti sia per gli armamenti sia per la loro costituzione. Chi è come riesce a vincere?

    12) Quando l'ultimo Tiger sta ormai prendendo fuoco, due dell'equipaggio cercano di fuggire ma vengono freddati dagli uomini di Don. E' giusto, per le leggi della guerra, ucciderli perché fuggivano senza arrendersi?

    13) Ed ora parliamo di carri armati. Le forze naziste potevano contare sui Tiger più forti e meglio equipaggiati degli Sherman ma, dal 1943, avevano un nuovo tipo di carro, il Panther ancora più forte del Tiger. Perché non l'adoperarono mentre gli alleati dilagavano in Germania?
    - Perché erano tutti contro la Russia sul fronte orientale?
    - Perché sempre di più i tedeschi soffrivano per la mancanza di carburante, uno dei motivi essenziali per cui persero la guerra?

    14) Continuando a parlare di carri armati, gli anglo-americani avevano invece dei tipi diversi di carri, gli inglesi i Mathilda che diedero filo da torcere alle nostre truppe in Africa e, nell'avanzata attraverso l'Europa, gli Sherman americani, comandati dal generale Patton. A cosa e a chi si deve il nome di Sherman?

    15) Al ritorno dallo scontro con i Tiger e, ormai, con un solo carro armato, Wardaddy riceve l'ordine di raggiungere una postazione su una collina per avvisare dell'eventuale arrivo di truppe nemiche. Perché Fury non riesce a raggiungere la collina? Che ordine dà allora Collier a Norman?

    16) Mentre Grady e Garcia cercano di aggiustare il cingolo che si è rotto, Norman che era stato inviato in collina come osservatore arriva di corsa comunicando a Collier...

    17) Bisogna decidere e decidere in fretta, Wardaddy decide di rimanere con il suo carro armato (la sua casa egli dice) e lascia liberi gli altri di andarsene. Chi è il primo che rifiuta e perché gli altri lo seguono, pur sapendo di aver scelto di morire?

    18)I tedeschi (SS) circa duecento, attaccano Fury: la lotta è dura ma cinque contro duecento non possono che soccombere, trascinando con loro tanti altri. Solo uno si salva grazia a un muto messaggio che si scambia con un nemico che l'ha scoperto. Chi si salva? Quanti morti, sia dall'una che dall'altra parte! Siamo ad aprile del 1945 e il 7 maggio la Germania avrebbe firmato la sua resa incondizionata! Per meno di un mese si moriva mentre gli alti comandi trattavano se la resa fosse condizionata o no!!! Quanto è diversa la guerra combattuta dai soldati e dai generali!!!
    I personaggi

    19) Don Collier detto Wardaddy (padre della guerra), è un veterano della campagna d'Africa in poi. E' duro con Norman perché vuole che egli sopravviva ma sa essere anche tenero e delicato come, a casa delle due giovani donne tedesche. Secondo voi c'è un po' di nostalgia in quella scena? Eppure è sempre Collier che costringe Norman ad uccidere un prigioniero. Chi è allora Collier?

    20) Boyd Bible Swan non si capisce bene se sia un sacerdote che ha abbandonato l'abito talare: certo è un predicatore che cita in continuazione la Bibbia e si commuove quando si rende conto (entrambi sanno di dover morire) che Collier conosce l'Antico Testamento quanto lui. Può un uomo che, quando parla cita sempre il Signore, saper diventare, in necessità un gelido killer come succede a Boyd?

    21) Norman Ellison il ragazzino. E' tremendo vedere il suo cambiamento: da quando non spara a tre ragazzini tedeschi facendo morire bruciato un commilitone di Collier, da quando Wardaddy, con la forza lo costringe a sparare, fino a che, come e più degli altri, spara e uccide nelle ultime scene i tedeschi che attaccano Fury. E' triste vedere in Norman quanto la guerra possa cambiare chiunque anche un ragazzo buono e bravo come lui. Siete d'accordo? Commentate.

    22)Trini Gordo Garcia, il messicano del gruppo, schiavo della guerra che non ha mai fine e dell'alcool. E' legatissimo ai suoi compagni e al suo capo. Perché il dolore per la morte di Grady sembra superare, in lui, anche se solo per un attimo, l'odio per il nemico?

    23) Grady Coon-Ass Travis è il classico ragazzo, vissuto durante la grande depressione. Potrà sembrare inverosimile ma la guerra gli ha dato possibilità che egli, in pace, non avrebbe avuto mai. Forse ve ne siete resi conto quando egli, Garcia e Boyd entrano nella casa delle due ragazze tedesche in cui già sono Don e Norman. E' il timore di Don che blocca Grady nella violenza che starebbe per compiere mentre Boyd comprende subito la situazione e si adegua e Garcia, pur non avendo capito bene, ritiene opportuno adeguarsi e subito?

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