Inside Out In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Vi capita mai di guardare qualcuno e di chiedervi a cosa stia pensando?

    Il nuovo originale film Disney•PixarInside Out intende scoprirlo avventurandosi nei meandri della mente umana.


    Il Centro di Controllo della mente di Riley, una ragazzina di 11 anni, è localizzato nel Quartier Generale, dove cinque Emozioni sono al lavoro, guidate dalla simpatica e ottimista Gioia, la cui missione è garantire la felicità di Riley. Paura garantisce alla ragazza la sicurezza necessaria, Rabbia assicura il senso di equità e giustizia e Disgusto impedisce a Riley di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente. Tristezza non sa bene quale sia il suo ruolo, ma del resto non è chiaro neanche agli altri.
    “Le Emozioni sono un po’ come le vocine nella nostra testa”, spiega il regista Pete Docter. “Quando abbiamo iniziato a lavorare per questo film, ci siamo guardati intorno per osservare i nostri figli, amici e colleghi, e ci siamo resi conto che tutti hanno un temperamento che prevale sugli altri. Ognuno di noi attraversa periodi di gioia o tristezza, ma alcune persone sono tendenzialmente più felici o più tristi di altre. Riley è una bambina felice. Perciò Gioia è la prima Emozione a manifestarsi nella sua vita e ha un legame molto speciale con lei”.
    “Per 33 secondi Gioia è la protagonista assoluta della scena”, dice AmyPoehler, che presta la propria voce a questa Emozione nella versione originale del film. “Poi Riley inizia a piangere e a quel punto sopraggiunge Tristezza. Gioia si rende conto che dovrà condividere Riley con tutti gli altri sentimenti ed emozioni”.
    Quando Riley si trasferisce con la sua famiglia in una nuova città, le Emozioni dentro di lei si mettono subito al lavoro, desiderose di guidarla attraverso la difficile transizione. Tuttavia, quando Gioia e Tristezza finiscono inavvertitamente in un angolo remoto della sua mente, portando con sé alcuni dei suoi ricordi più intensi, Paura, Rabbia e Disgusto si trovano a dover prendere il controllo .
    “Pensate a cosa può accadere”, spiega il produttore esecutivo John Lasseter, “quando una ragazzina di 11 anni viene privata di Gioia e Tristezza e resta da sola con Rabbia, Paura e Disgusto. Non vi ricorda qualche ragazzino di vostra conoscenza?”
    Gioia e Tristezza si avventurano in luoghi sconosciuti come la Memoria a Lungo Termine, Immagilandia, il Pensiero Astratto e la Cineproduzione, nel disperato tentativo di tornare al Quartier Generale e da Riley.
    Lungo la strada incontrano vari personaggi, dagli Smemoratori, che sono i Lavoratori della Mente responsabili di selezionare i ricordi di Riley, a BingBong, il suo amico immaginario che non vede l’ora che Riley si accorga nuovamente di lui. “Riley da piccola aveva una fervida immaginazione e lo adorava”, dice Docter. “Ma ora BingBong sembra un attore disoccupato che sta cercando disperatamente di tornare sulle scene”.
    Senza Gioia e senza Tristezza, Riley, in questo anche aiutata da Rabbia, Paura e Disgusto che sono ormai alle leve del comando, perde tutte le sue certezze: l’amica lontana che ha una nuova amica e l’hockey in cui era bravissima e che sembra non sappia più giocare finché risponde male ai genitori, ruba soldi dal borsellino della mamma e decide di fuggire. Rabbia, Paura e Disgusto non sanno più che fare ma ecco che ritornano Gioia e Tristezza e tutto si sistema.

  • Genere: animazione
  • Regia: Pete Docter
  • Titolo Originale: Inside out
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Produzione: Jonas Rivera
  • Data di uscita al cinema: 16 settembre 2015
  • Durata: 94'
  • Sceneggiatura: Pete Docter, MegLeFauve, JoshCooley
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    LE EMOZIONI
    L’obiettivo di GIOIA è da sempre quello di fare in modo che Riley sia sempre felice. “Nel momento in cui è nata questa bambina, è comparsa Gioia, che è stata la prima ad arrivare”, dice Docter. “Gioia ha un legame speciale con Riley”.
    Docter spiega che è stata scelta Gioia come la maggiore Emozione di Riley, perché Riley è stata da sempre percepita come una persona naturalmente felice, a parte qualche piccolo inconveniente che le capita strada facendo. Inoltre i filmmakerhanno voluto rappresentare l’unico vero desiderio che ogni genitore nutre per i propri figli. “Vogliamo che i nostri figli siano felici, che abbiano una bella vita, che tutto vada bene”, dice. “La vita non va sempre così e dobbiamo adeguarci, e questa è una lezione per tutti noi, anche per Gioia”.
    Gioia ha una tonalità dorata che riflette il suo atteggiamento frizzante, ottimista e determinato a trovare sempre il lato buono di ogni situazione. Considera le difficoltà della vita come un’occasione di crescita e i momenti meno felici come un intoppo prima di ottenere qualcosa di bello. Finché Riley è felice, lo è anche Gioia.
    Secondo il supervisore dell’animazione Shawn Krause “Pete Docter voleva che Gioia avesse buon senso, fosse atletica e vivace come un maschiaccio. Non volevamo che fosse zuccherosa o simile a una ragazza ponpon”.
    Continua Krause: “Gioia è energica, divertente, su di giri. È una burlona ma mai maliziosa.Ispira allegria, è contagiosa, è una grande esplosione di energia”.
    Albert Lozano, direttoreartistico dei personaggi, è stato ispirato dai primi tentativi dello scenografo Ralph Eggleston. “Il modo in cui il gesso schizzava sui pastelli di Ralph, mi ricordava le bollicine. Gioia è effervescente. È come una bottiglia di champagne stappata durante una festa. Lavoro molto con i collage, quindi ho preso l’immagine di una stella filante, vi ho aggiunto una faccia, le gambe e le braccia e quella per me era l’immagine di Gioia. Doveva trasmettere gioia”.
    “Gioia è molto vivace e brilla come una stella”, dice il produttore Jonas Rivera. “È piena di vita e di energia e questo ci ha portato all’aspetto fisico delle Emozioni.Abbiamo deciso che tutte dovevano emanare energia”.
    I filmmakerhanno chiamato il supervisore agli effetti Gary Bruins e la sua squadra per capire come rappresentare quella energia. “Pete voleva che Gioia fosse composta da particelle che vengono irradiate dalla sua pelle”, dice Bruins. “Per questo è stato creato un effetto che è apparso in centinaia e centinaia di riprese.Non era mai stato fatto prima”.
    Essendo la star della storia, Gioia appare in molte scene e non si risparmia, camminando, correndo, gesticolando platealmente e con grande entusiasmo. La squadra effetti ha dovuto sviluppare una soluzione adatta a ogni situazione. “Ero sempre pronto ad alzare la bandierina rossa”, dice Bruins. “Ma ogni ripresa che abbiamo provato, funzionava talmente bene da renderci conto di essere sulla buona strada”.
    L’effetto che hanno sviluppato, con colori cangianti e opachi per rappresentare il movimento delle particelle, ha superato le loro aspettative. “L’idea è che è talmente gioiosa da non riuscire a contenere la propria energia”, dice Bruins. “In seguito abbiamo inserito particelle luminose che lasciano una scia quando cammina o quando si muove velocemente”.
    Gioia, i cui occhi presentano almeno il doppio dei controlli di qualsiasi altro personaggio ideato precedentemente dalla Pixar, sono anche una fonte di luce ed emanano un bagliore blu e giallo che la circonda. Secondo l’esperto di tecnologia globale Bill Reeves, è stato necessario costruire un intero sistema per ottenere il look voluto dai filmmaker. “Abbiamo provato in vari modi a creare il bagliore luminoso di Gioia e alla fine abbiamo optato per una soluzione simmetrica.Ma dato che appare in tante scene, abbiamo dovuto configurare un software apposito”.

    Ilcompitoprincipale di PAURA è proteggere Riley. È sempre all’erta per individuare potenziali disastri e passa il suo tempo a valutare possibili pericoli, insidie e rischi presenti nelle attività giornaliere di Riley. Sono pochissime le attività e gli eventi che Paura ritiene innocui e privi di eventuali conseguenze fatali.
    Il narratore JoshCooley spiega che i filmmaker si sono subito relazionati a Paura. “È stato uno dei personaggi più facili da concepire, perché capita a tutti di essere soggetti alla Paura in qualche momento della giornata”, dice Cooley. “Non è statodifficileimmaginareilmodo in cui Paura reagisce in una data situazione: le sue reazioni sono sempre esagerate”.
    I filmmakerhanno creato la comicità anche attraverso il fisico di Paura, mingherlino e di colore violetto. L’artista dei personaggi Chris Sasaki ha concepito il suo look partendo da un’idea molto semplice. Racconta Sasaki: “Mi sono chiesto: come sarebbe se fosse
    composto solo da una linea e due occhi? Siamo partiti da questa idea estrema e da è stato sviluppato rapidamente”.
    Alla fine Paura è diventato più articolato, per consentire una maggiore performance, ma la sua forma non è cambiata molto. “È un personaggio frenetico, stressato, sempre sull’orlo di una crisi di nervi”, dice Docter.
    Aggiunge Navone, “Ha una figura lunga e sinuosa che si presta a venire schiacciato, compresso, allungato e piegato come volevamo. La sua personalità riflette una performance particolarmente comica. Viene costantemente appiattito e accartocciato.È pauroso tuttavia può diventare spavaldo.È il personaggio comico del gruppo”.
    “Paura ha un ciuffo di capelli in testa che cambia direzione per abbinarsi al suo comportamento”, continua Navone. “Assomiglia alla coda di un cane: se è triste si affloscia, se prova dolore sembra una saetta”.

    RABBIA agisce con passione per fare in modo che le cose siano sempre giuste per Riley. Ha uno spirito veemente e tende letteralmente a esplodere quando le cose non vanno come dovrebbero. Reagisce subito e impulsivamente e ha poca pazienza per le imperfezioni della vita. “Ho immaginato subito l’aspetto e la personalità di Rabbia”, dice Docter. “Sapevamo come doveva essere e come renderlo spiritoso”.
    “Il rosso era il colore più adatto”, dice il produttore esecutivo John Lasseter. “Non fa altro che esplodere per via della collera quindi abbiamo pensato che sarebbe stato divertente aggiungere delle fiamme che escono dalla sua testa quando perde le staffe”.
    “Rabbia ha funzionato immediatamente”, dice Navone. “Non appena abbiamo trovato la forma rettangolare, le sopracciglia aggrottate e occhi arrabbiati, abbiamo capito che era perfetto. È tozzo, ha gli arti corti, e non riesce a girare la testa del tutto perché non ha collo. Ma lo abbiamo dotato di energia sufficiente per agitarsi e brontolare continuamente.
    L’elemento del fuoco, spiega Bruins, è stato aggiunto dopo vari test in cui sono state scartate le opzioni meno convincenti. “Abbiamo iniziato con un fuoco tradizionale, dal look realistico, che fuoriesce dalla testa di rabbia. Ma il personaggio è stilizzato perché composto di particelle. Vive nel Quartier Generale, anch’esso stilizzato e variopinto, quindi il fuoco realistico era davvero fuori luogo, e così abbiamo deciso di renderlo diversamente”.
    Alludendoalleparticelleche compongono le Emozioni, la squadra effetti speciali ha aggiunto particelle al fuoco di Rabbia, amalgamando il colore del personaggio con quello del fuoco. “Il fuoco stesso è molto stilizzato”, dice Bruins. “Non presenta i dettagli tradizionali di un film live-action”.

    DISGUSTO pensa di avere sempre ragione, è onesta e impedisce a Riley di venire avvelenata, sia fisicamente che socialmente. Tiene sotto controllo le persone, i luoghi e le cose con cui Riley entra in contatto, sia che si tratti dei broccoli o di un vestito all’ultima moda. “Vuole essere sicura che la gente non avveleni Riley con il suo comportamento tossico o con abiti scadenti e la tiene alla larga da intrugli alimentari che non siano stati testati”, spiega il co-regista Ronnie Del Carmen.
    Disgusto è sempre spinta dalle migliori intenzioni e si rifiuta di scendere al di sotto dei suoi standard.“Ha le idee chiare e non teme di dire la sua”, aggiunge Del Carmen.
    I filmmakerhanno deciso che il verde sarebbe stato il colore perfetto per Disgusto, e non solo perché allude alle verdure su cui si basa la maggior parte della sua creazione. “La sua forma ricorda quella dei broccoli”, spiega Docter, che ha convocato la squadra di esperti delle emozioni per riuscire a individuare la personalità di Disgusto. “Emana una certa asprezza”, aggiunge. “Quando dai del cibo aspro o amaro ai bebè, fanno sempre una faccia buffa e tirano fuori la lingua per sputare il cibo. Questa è la base da cui siamo partiti per Disgusto”.
    Secondo il supervisore dell’animazione Shawn Krause: “Disgusto è schizzinosa ed è molto misurata nei suoi movimenti. È l’ultima a unirsi al gruppo. È forte e sicura di sé.Se fosse al liceo sarebbe la ragazza ponpon più popolare”.
    Aggiunge Navone: “I suoi movimenti sono aggraziati. Cammina velocemente, ancheggiando.Fra tutti i personaggi, Disgusto è l’unica che ha frequentato la scuola di portamento. Se ne andava in giro con una pila di libri sulla testa per imparare a stare dritta”.

    NessunadellealtreEmozioni capisce a fondo quale sia il ruolo di TRISTEZZA. “Tristezza si interroga sul proprio ruolo”, dice Del Carmen. “A cosa serve? È un personaggio insicuro che vuole dare il suo contributo, ma che deve fare i conti con il fatto di poter essere nociva per Riley”.
    Aggiunge Rivera: “Non vuole vedere Riley infelice, ma Tristezza ha un ottimo istinto. Percepisce quando deve intervenire, anche se è l’unica a rendersene conto”.
    I filmmakerhanno provato una simpatia nei confronti questa Emozione, anche se è spesso triste. “Tristezza è incerta ed esitante, ma è anche dolce e affabile”, dice Docter. “Adora Riley e non vuole altro che il meglio per lei”.
    Tristezza è un po’ infantile e secondo Krause, la squadra dell’animazione ha rallentatoilpasso con lei. “È un personaggio più contenuto, letargico, senza particolari motivazioni.Con Tristezza è meglio mostrare il meno possibile”.
    Il colore bluastro e la forma a goccia le si addicono molto. Tristezza vorrebbe essere più ottimista per rendere Riley felice, ma per lei è difficile essere positiva. Qualche volta la cosa migliore da fare è semplicemente sedersi a terra e farsi un belpianto.

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    BING BONG è l’amico immaginario di Riley.(Bisogna ricordare che quando Riley aveva 3 anni, gli animaletti erano di gran moda). Sfortunatamente non lavora più da quando Riley ha compiuto 4 anni e teme di essere lasciato nel dimenticatoio dato che Riley sta crescendo.
    Richard Kind, che presta la propria voce a BingBong nella versione originale del film. spiega: “Prima che le loro menti siano pienamente sviluppate, molti bambini inventano degli amici con cui parlare quando sono soli o spaventati. Si tratta di personaggi che a loro sembrano reali e che suppliscono i veri amici. Non è un comportamento razionale ma un amico immaginario può essere rassicurante ed è sempre presente quando hai bisogno di lui”.
    BingBong si aggira da tempo nella mente di Riley e a un certo punto incontra Gioia e Tristezza. “È diventato un vagabondo”, spiega Kind.“Quindi è molto felice quando ha l’occasione di rendersi utile”.
    Come tutti i bravi amici immaginari, anche lui è molto creativo. “BingBong è fatto di zucchero filato”, dice Docter, “con un cuore di torroncino, che però non si vede; la sua forma ricorda quella di un gatto, di un elefante e secondo lui anche di un delfino leggermente abbozzato. È un insieme di tutto ciò che piace ai bambini”.
    Gli artisti inizialmente si sono ispirati all’amico immaginario del regista da piccolo, che in parte era un elefante, dice Sasaki. “Quando ero bambino mi piacevano i biscottini a forma di animali. Si potevano mischiare le teste con altri corpi. Era divertente. Giocavamo a mettere a un animale i baffi di un gatto, le orecchie di un cane o la coda di un procione”.
    “Tutti noi volevamo lavorare su BingBong”, dice Navone. “È un personaggio simpatico, esagerato, tipico delle commedie del vaudeville. Tutti vogliono giocare con lui. L’idea era quella di conservare il suo fascino infantile”.
    La squadra dell’animazione si è ispirata a Oliver Hardy, Jackie Gleason e John Candy. Dice Navone: “Il trucco di BingBong riguarda la sua bocca, che doveva diventare grandissima, con le labbra che girano tutte intorno come un pezzo di liquirizia, un po’ come Art in MonstersUniversity. Doveva avere una forma semplice, ma poi quando abbiamo aggiunto il suo corpo è stato un po’ più complicato”.
    Per il tronco, gli animatori hanno preso in prestito una delle prime versioni del polpo che è stato sviluppato per Finding Dory.

    I PERSONAGGI REALI
    RILEY Andersen è una bambina sempre felice fino a quando non compie 11 anni e suo padre non deve trasferirsi per lavoro, insieme a tutta la famiglia, a San Francisco.Mentre cerca di ambientarsi nella nuova casa e nella nuova scuola, Riley sperimenta uno strano insieme di Emozioni.
    “Guardando i nostri figli, amici e familiari, sembra che ognuno di loro abbia una tendenza di base”, dice Docter. “Alcune persone fondamentalmente sono tristi o arrabbiate, mentre Riley è contenta. Ma il cambiamento che dovrà affrontare in un’età così delicata, non sarà facile”.
    Secondo Lozano, il look di Riley si ispira proprio alla sua età. “Si trova in una fase di crescita”, dice.“Non si sente più completamente a suo agio nel suo corpo.È magra e allampanata, e sembra un po’ goffa”.

    La MAMMA farebbe qualsiasi cosa per la sua famiglia, e così quando arriva a San Francisco, si mette in moto per aiutarli ad ambientarsi in questo strano nuovo mondo.
    Lozano dice che gli artisti volevano accendere una piccola scintilla nello sguardo della Mamma. “È il genere di persona che potrebbe innamorarsi sia di un pilota di elicotteri brasiliano che di un uomo tutto d’un pezzo e all’apparenza un po’ imbranato. Volevamo suggerire che, nonostante sia moglie e madre, conserva una scintilla di anticonformismo”.
    Il pubblico ha la possibilità di sbirciare nella mente della Mamma, dove ognuna delle sue Emozioni indossa i suoi stessi occhiali rossi. I film maker hanno anche ideato un set particolare per il Quartier Generale della Mamma.

    Il PAPA’ è un fan della famiglia, dell’hockey e delle nuove avventure. Così, quando si presenta un’opportunità, la coglie al volo, anche se questo comporta un trasferimento dall’altra parte del Paese. In realtà non sa mai bene cosa pensano le donne della sua vita ma le ama con tutto il suo cuore.
    Nella mente del Papà, le Emozioni sono proprio come lui, inclini alla distrazione, in particolare se c’è una partita di hockey alla TV. Anche le sue Emozioni sfoggiano i suoi stessi baffi caratteristici.
    I baffi in realtà all’inizio dovevano essere un pizzetto, ma i filmmaker volevano sottolineare che il Papà non appartiene al tessuto sociale della nuova città. “Doveva sembrare la classica famiglia conservatrice che arriva a San Francisco”, dice l’artista dei personaggi Chris Sasaki, che spiega come infatti i personaggi che popolano la città siano molto più moderni. “La nostra famiglia del Minnesota spicca tra la folla”.

    GLI SMEMORATORI si occupano di... far dimenticare. Lavorano all’interno della Memoria a Lungo Termine e il loro compito è selezionare i ricordi di Riley, eliminando quelli che ritengono meno importanti, come per esempio i nomi dei presidenti americani che Riley ha memorizzato alle elementari o la maggior parte dei brani che ha imparato a suonare al pianoforte (fatta eccezione per “Heart and Soul” e “Chopsticks”).

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Elena Mascioli

    1) Qual è il significato delle due parole inglesi che costituiscono il titolo? Secondo voi riescono a riassumere ciò che il film andrà a narrare? Cos’è che è dentro e viene fuori? Dentro dove? E fuori dove?

    2) Nel film ci sono due piani diversi di narrazione, potremmo dire, con il titolo, appunto, uno dentro e uno fuori, Inside e Out. Chi sono i personaggi del racconto sul piano OUT? Chi sono i Cinque protagonisti del racconto sul piano INSIDE? Chi è Bing Bong? Come viene rappresentato? Qual è il meccanismo di comunicazione tra i due mondi? Provate a raccontare alcuni episodi che illustrano il meccanismo per cui ciò che accade dentro si riflette fuori. Provate a ricordare qualche altro personaggio che popola il mondo INSIDE e che ha colpito la vostra immaginazione.

    3) Come per il piano narrativo, anche i mondi in cui i protagonisti si muovono sono due: qual è OUT ? Il mondo in cui si muove Riley, prima il Minnesota e poi San Francisco. Quali sono le caratteristiche dei due luoghi? In cosa differiscono? Con quali colori e forme vengono diversamente rappresentati? Com’è la casa di Riley in Minnesota e come quella di San Francisco? Provate a descrivere i due diversi scenari in cui si muove la protagonista e soprattutto i due stili di vita che i diversi luoghi comportano.

    4) Qual è INSIDE? Il mondo INSIDE, invece, è caratterizzato da tanti luoghi diversi che coesistono:
    a) IMMAGILANDIA : a cosa serve? Che mondo rappresenta? Con quali colori e oggetti viene rappresentata? Vi ricordate qualcuna delle caratteristiche di questo pezzetto di mondo?
    b) ISOLE DELLA PERSONALITA’: sono alimentate da ricordi centrali, e cioè i ricordi estremamente significativi della sua vita di bambina. Ogni Isola definisce un aspetto diverso della personalità di Riley: provate a ricordare ed elencare i nomi di queste isole. Cosa accade ad alcune di esse durante la vicenda? Perché? Voi avete l’Isola del gioco della Stupidera dentro di voi? In quali momenti si manifesta?
    c) SUBCONSCIO: cosa viene rinchiuso in questo luogo? Con quali colori ed oggetti è rappresentato? La discarica dei ricordi, il treno dei pensieri, il magazzino della memoria a lungo termine...abbiamo dimenticato qualcosa? Come si chiama il luogo in cui vivono e agiscono Paura, Gioia e gli altri? Cosa rappresentano le palle che sono quasi sempre in mano a Gioia e che diventano blu quando a toccarle è Tristezza? E perché Gioia cerca di impedirglielo? Cosa accade quando le palle diventano blu?

    5) A cosa starà mai pensando? Questa la domanda che ogni genitore si pone nei confronti dei propri figli adolescenti e la stessa domanda che il regsita, Pete Docter, si è posto rispetto alla figlia Ellie, e da cui è nata l’idea del film. Perché l’adolescenza viene considerata un’età difficile? Cosa passa, appunto, nella testa degli adolescenti? Nel film viene anche rappresentato, brevemente, cosa passa nella testa dei genitori di Riley? Quali differenze potete ravvisare?

    6) “I genitori vivono tanti momenti perfetti che vorrebbero, per sempre, cristallizzare nel tempo. Ma non è giusto. Il nostro compito di genitori è quello di guidare i figli”. “Quando i figli crescono, ci mancano i giorni in cui erano piccoli, si sedevano con noi e ci abbracciavano”, aggiunge Docter. “Tutti i genitori vogliono che i propri figli facciano il loro ingresso nel mondo ma, quando l’infanzia finisce, si prova una sensazione dolce e amara al tempo stesso. È questo l’elemento chiave del film”. Dal vostro punto di vista di figli, commentate la dichiarazione del regista.

    7) Per Riley, e quindi anche per le sue Emozioni, SAN FRANCISCO rappresenta l’ignoto che scatena grandi reazioni in Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza, mentre Gioia cerca di far stare bene tutti. Vi spaventa il cambiamento, l’ignoto, ciò che non conoscete? O rappresenta anche qualcosa che vi incuriosisce, vi attira?

    8) Avete vissuto dei cambiamenti nella vostra vita, un cambio di casa, di città, di abitudini di vita? Come avete reagito? Perché il cambiamento spaventa e le abitudini sono rassicuranti, in genere? Quali delle emozioni elencate avete provato di fronte a cambiamenti nella vostra vita?

    9) Il viaggio che Gioia e Tristezza compiono, finite inavvertitamente in un angolo remoto della mente di Riley, porterà ad una rivelazione, perché Gioia si renderà conto del fatto che anche Tristezza, in fondo, ha uno scopo nella vita di Riley. La chiave della felicità, sia nel film che nella vita, dipende da cosa significa essere felici. E soprattutto, nel corso del film e della vita, cambia l’idea che abbiamo della felicità. E quanto Tristezza contribuisce a cambiare questa idea?

    10) Qual è la vostra idea di felicità? Quali riflessioni e considerazioni vi ha suscitato la visione del film? Siete d’accordo sul fatto che anche Tristezza ha uno scopo nella vita di Riley e, in generale, nella vita, o la pensate diversamente? Come convivete con la vostra Tristezza? La rappresentazione del film corrisponde alla vostra idea o la rappresentereste in modo diverso? Come?

    11) Provate a dare la vostra definizione di emozione: cos’è un emozione?

    12) Qual è, secondo voi, l’emozione che manca nel film e che, magari, ha un ruolo importante nella vostra vita?

    13) Riley vive l’esperienza della perdita, che è un concetto che fa parte dell’adolescenza, della crescita. Perdere alcuni amici, perdere l’infanzia, sono circostanze funzionali allo sviluppo umano. Il film racconta l’esperienza in tal senso di Riley e di come la famiglia infine la aiuta a superare questa esperienza?

    14) Quali perdite, piccole o grandi, avete sperimentato nella vostra vita e come le avete vissute ed affrontate? Siete riusciti a superare l’esperienza? Quali emozioni vi ha suscitato, quale delle emozioni ha prevalso? Cosa pensate sul fatto che le perdite facciano parte del percorso di crescita? Esprimete le vostre riflessioni in merito.

    15) Nel film i sogni vengono prodotti negli studios di una Cineproduzione. Se i vostri sogni fossero un film, che cosa racconterebbero? Che genere di film sarebbero? Provate a scrivere il film dei vostri sogni.

    16) In un film di animazione il segno particolare è rappresentato proprio dalle scelte di rappresentazione, “Uno degli aspetti preferiti dell’animazione è la sua espressività”, dice Docter, il regista del film. “Si può fare in modo che un personaggio si muova in maniera che sarebbe impossibile nella realtà, ma che riflette esattamente come si sente. In questo film abbiamo spinto il movimento oltre i soliti confini, come non avevamo ancora mai fatto negli altri film”. Cosa ne pensate? Sono riusciti nel loro intento di raccontare le Emozioni attraverso l’espressività?

    17) I realizzatori del film si sono avvalsi di esperti, ricercatori, scienziati, neurologi e psicologi, che però hanno idee diverse, rispetto alla quantità di emozioni umane che infatti variano da 4 a 27. Alla fine hanno scelto le 5 Emozioni presenti in tutti gli studi dei vari ricercatori. Quali sono per voi (se ci sono) le emozioni che mancano? Elencatele, citandone almeno due.

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