Il ghetto di Venezia In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “Il Ghetto di Venezia, 500 Anni di Vita” ricostruisce la storia del ghetto più antico d’Europa grazie ai ricordi e alle testimonianze di “testimoni eccellenti”, custodi della memoria e della complessa evoluzione della comunità ebraica di Venezia. Ciascuno approfondirà un tema: le origini, la relazione tra gli ebrei e il governo della Serenissima, tra ebrei di diverse lingue e culture, i grandi personaggi della storia del ghetto, i mestieri permessi, il denaro, la cabala, il cibo, la lingua giudaico veneziana, le persecuzioni, l’integrazione. Racconteremo la vita quotidiana e alcuni momenti identitari: un Bar Mitzvah e un funerale. Scopriremo le sinagoghe nascoste dietro facciate apparentemente anonime, l’antico cimitero ebraico e molti altri luoghi fortemente evocativi di una cultura antichissima.
    La traccia narrativa segue il percorso di scoperta di Lorenzo Luzzatto, un adolescente ebreo di New York che viene mandato a Venezia per conoscere le origini della sua famiglia materna, origini strettamente legate alla vita del ghetto. Lorenzo affronterà questo percorso di scoperta in compagnia di una zia e di due giovani cugini veneziani che gli offriranno lo stimolo per entrare sempre più all’interno di un mondo a lui sconosciuto. L’iniziale spiazzamento emotivo del ragazzo farà strada ad una curiosità sempre crescente.
    Questa esperienza offrirà a Lorenzo uno spunto unico per riflettere e maturare. Il suo sguardo si farà mano a mano più attento, più percettivo, più indagatore, senza mai perdere la freschezza e la naturale simpatia della sua età. La sua voce fuori campo – talvolta riflessiva, talvolta divertita – ci farà da guida costante, alternata a momenti di “fiction” vera e propria. Abituato ad una città in continuo evolversi, che non lascia dietro di se forti tracce del tempo, Lorenzo resta affascinato dalla stratificazione dei ricordi e delle storie che si dipanano e si susseguono da una calle ad un campo, da una sinagoga ad un’altra. Queste storie di tanto in tanto prendono forma grazie a inserti di ricostruzione storica realizzati in animazione, presentati come frutti della fervida fantasia del protagonista.

  • Genere: documentaristico
  • Regia: Emanuela Giordano
  • Titolo Originale: Il ghetto di Venezia
  • Distribuzione: Cinecittà Istituto Luce
  • Produzione: Roberto Levi, Ilann Girard, Yannis Metzinger
  • Sceneggiatura: Emanuela Giordano, Alessandra Bonavina
  • Direttore della Fotografia: Alberto Marchiori
  • Montaggio: Sara Zavarise
  • Scenografia: Mirko Donati
  • Costumi: Cristina Da Rold
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    IL GHETTO DI VENEZIA, 500 ANNI DI VITA (Italia, Francia /Italy, France, HD, col. 55’)

    Intervistati : Amos Luzzatto, Gadi Luzzatto Voghera, Riccardo Calimani, Donatella Calabi, Aldo Izzo, Tobia Ravà, Simon Levis Sullam.

    in collaborazione con Rai Cinema, film riconosciuto di interesse culturale con contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale per il Cinema, realizzato con il contributo di Assicurazioni Generali, in collaborazione con Regione del Veneto, Venice Film Commission, il Comitato dei 500 Anni del Ghetto di Venezia, con il patrocinio della Città di Venezia-Assessorato alla Attività Culturali, con il sostegno di Centre National Du Cinema Et De L’Image Animee, Region Alsace, Communaute Urbaine De Strasbourg, in collaborazione con Fondation Pour La Memoire De La Shoah, con il contributo di AB Thématiques Pour Tout L’Histoire.

    Nel 2016 il Ghetto di Venezia compie cinquecento anni. Questo antico quartiere ebraico, che gode del poco invidiabile primato di aver visto il suo nome diventare sinonimo di segregazione, fu istituito dalla Serenissima in periodo politico di incertezza : Venezia accoglieva e allo stesso tempo escludeva un nucleo ebraico cosmopolita di cui voleva assicurarsi i servigi, concedendogli in cambio un grado di protezione inusuale in un’Europa sempre pronta alla persecuzione antiebraica.

    Il Ghetto diventò gradualmente nei secoli una zona di contatto tra culture, un “cortile” chiuso e rassicurante, un’area povera e abbandonata, e sta ridiventando oggi, tra molte contraddizioni, una meta di pellegrinaggio turistico e religioso. Questo piccolo luogo racchiude grandi lezioni per il mondo contemporaneo, lezioni che necessitano di un paziente scavo del suo passato e uno sguardo critico sul suo presente.
    Shaul Bassi - Isabella di Lenardo
    (da Fuori Dentro Ghetto, Venezia, Venezia, Corte del Fontego Editore, 2014)

    NOTE DI REGIA / DIRECTOR’S STATEMENT
    Conosco il ghetto di Venezia da sempre, da prima del suo restauro, così come appariva in film preziosi come Senso di Visconti. Da sempre percepivo, istintivamente, la sua unicità...
    Il ghetto è una piccola “isola” ancora misconosciuta dal turismo di massa, il fiume dei turisti la sfiora solo lateralmente, lungo la strada nuova.
    Il ghetto, nella sua apparente semplicità, quasi dimessa, ci racconta una storia unica, ci racconta lo straordinario coabitare di gente da sempre errante, proveniente da tutti i punti cardinali. Francesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi, turchi, per legge e per necessità, ad un certo punto della storia, si sono insediati nel ghetto e lì si sono sposati, hanno fatto figli, imparando a convivere, a stretto contatto, gomito a gomito.
    Non ci interessa quindi spingere la storia sui binari di un’interpretazione agiografica della comunità ebraica di Venezia, ci appassiona invece la speciale relazione “laica” e sostanzialmente “aperta“ che Venezia e gli ebrei seppero costruire sulla base di reciproci interessi e specifiche capacità.
    E’ un viaggio che riguarda tutti noi, perché è parte importante della nostra Storia, è un viaggio che ci stimola a capire quale strada intraprendere perché ogni etnia ed ogni popolo, possano e debbano, nel rispetto degli altri, integrarsi e prendere parte alla vita di un paese.
    Riflettere sulla storia del primo ghetto d’Europa ci stimola a riflessioni che guardano oltre, non risposte, certamente, ma riflessioni importanti, come quelle espresse da Amos Luzzato, che è stato a lungo Presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, uomo d’ indiscussa saggezza e umanità. Amos Luzzatto ci ha ricordato che non c’è pace finché non c’è rispetto dell’identità dell’altro, finché non viene compiuto uno sforzo per comprendere le sue necessità. Lorenzo, ritornando a casa, porterà con se queste riflessioni che forse lo aiuteranno a crescere.

    Emanuela Giordano

    IL REGISTA
    EMANUELA GIORDANO

    Gli studi universitari, con indirizzo cinema e teatro, l’Accademia Nazionale D’arte Drammatica, i numerosi corsi al Centro Sperimentale di Cinematografia e di sceneggiatura americana, il corso universitario di scrittura scenica con Eduardo De Filippo le hanno permesso di sviluppare un doppio percorso professionale indirizzato alla scrittura scenica e alla regia. Il tema dell’olocausto e della storia ebraica ha segnato e ispirato i suoi primi progetti filmici. Il suo primo cortometraggio “Appunti di questi giorni 1943 1944” sul rastrellamento degli ebrei ai tempi dell’occupazione nazista a Roma, ha ottenuto il Premio Sacher diretto da Nanni Moretti e il premio del Cinema della Resistenza diretto dai Fratelli Taviani, è stato invitato al Festival NYCE a New York, a San Francisco, a Locarno e al Festival di Torino. Il medio metraggio “Le ragazze del Ponte”, sempre legato al tema dell’occupazione nazista, è stato presentato e premiato nell’ambito di ‘900 Donna, progetto del Ministero dei Beni Culturali.

    FILMOGRAFIA DEL REGISTA

    “A BOCCA PIENA” (docu, 2013)
    Co-produced by Neraonda, Rai Cinema

    PER LA MIA STRADA (docu, 2011)
    Co-produced by Corrente Rosa, Rai Cinema, Netherlands

    LA LEZIONE (docu, 2009)
    Co-produced by Rai Cinema and GVG

    TEATRO E CARCERE (docu, 2006/2007/2008)
    Produced by The Ministery of Justice

    IL VENTAGLIO (short-fiction, 2007)
    Produced by Rai Cinema

    LE RAGAZZE DEL PONTE (mid lenght-docu, 2001)
    Awarded at the event 900 Donna organised by the Italian Ministry of Culture or MiBACT

    APPUNTI DI QUESTI GIORNI 1943-1944 (short-fiction, 1996)
    Nanni Moretti’s prize “Premio Sacher” - Taviani Brother’s “Cinema della Resistenza” Award

    TANGRAM FILM BIO

    Tangram Film è una società di produzione cinematografica fondata nel 1981 da Roberto Levi il cui obbiettivo è quello di sviluppare, produrre e co-produrre film e documentari di creazione di respiro internazionale. Tangram Film ha acquisito oggi il solido prestigio di una casa di produzione di rilievo internazionale pur mantenendo intatte quelle caratteristiche di artigianalità, ascolto e elasticità che ne hanno permesso lo sviluppo.
    Tra i titoli prodotti da Tangram Film nel corso della sua storia ricordiamo Il Ventre dell'Architetto di Peter Greenaway, Il Gabbiano di Marco Bellocchio, Nelle tue mani di Peter Del Monte e Fuoristrada di Elisa Amoruso.

    PERCHE’ E’ IMPORTANTE CHE LE SCUOLE VEDANO QUESTO FILM:

    Il 2016 segna il cinquecentesimo anniversario dell’istituzione del Ghetto di Venezia, il primo nel mondo. Venezia, Repubblica laica e tollerante, motivava l’istituzione del Ghetto, con ragioni politiche e sociali, salvaguardando il rapporto con la comunità ebraica e rifuggendo comunque da forme di razzismo presenti nei vari stati europei.

    La storia del Ghetto di Venezia diviene così anche dialogo e confronto, non solo esclusione, e come dice lo storico Gadi Luzzatto (uno dei nostri intervistati): "Nel momento in cui le ondate di immigrazione ci hanno costretto a confrontarci con nuove realtà umane, l'andare a ritrovare esempi di questi confronti nella storia, e la storia del Ghetto di Venezia è la storia di questi numerosi confronti, è qualcosa che è assolutamente presente. E' attuale".

    La storia di questo antichissimo Ghetto è raccontata attraverso gli occhi di un adolescente ebreo, di origini veneziane ma nato e cresciuto a New York, e grazie ai ricordi e alle testimonianze di “testimoni eccellenti”, custodi della memoria e della complessa evoluzione della comunità ebraica di Venezia. Di tanto in tanto queste storie prendono forma anche grazie ad inserti di ricostruzione storica realizzati in animazione.

    Siamo convinti che il documentario, ideato con uno scopo principalmente divulgativo, possa essere un ottimo strumento didattico da utilizzare nelle Scuole Medie e Superiori a livello nazionale e che possa fornire un importante spunto di riflessione sulla ricchezza che lo scambio di culture diverse può dare. E' una storia positiva che riguarda l'Italia tutta.

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