L'età d'oro In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “L’ETÀ D’ORO” è il nuovo film di Emanuela Piovano (Le rose blu, L’Aria in testa, Le Complici, Amorfù, Le stelle inquiete).

    Protagonista è Laura Morante, affiancata da Dil Gabriele Dell’Aiera, Giulio Scarpati, Eugenia Costantini, Pietro De Silva, Gigio Alberti, Giselda Volodi, Stefano Fresie con l’amichevole partecipazione del critico Adriano Aprà e di Elena Cotta.

    Laura Morante interpreta una pasionaria del cinema che lotta per tenere in piedi un’arena cinematografica che ha restaurato e che da anni programma quotidianamente con i film che più ama. Una passione totalizzante, mal vissuta dal figlio (Dil Gabriele Dell’Aiera), diverso da lei in tutto. Un commosso omaggio al cinema che sa parlare del sé più intimo e delle aspirazioni.

    Prodotto da Kitchen Film in coproduzione con la francese Testukine, in collaborazione con Rai Cinema in associazione con BNL – gruppo Bnl PARIBAS attraverso il tax credit - con il sostegno dell’Apulia Film Commission con il sostegno della Regione Lazio e il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, il film è girato interamente in Puglia, prevalentemente a Monopoli, per cinque settimane. 

    “L’età d’Oro” è liberamente tratto dall’omonimo libro di Francesca Romana Massaro e Silvana Silvestri, anche sceneggiatrici insieme alla stessa Piovano e Gualtiero Rosella. La fotografia è di Marc Van Put, lo scenografo è Sergio Cosulich, i costumi sono di Lia Morandini.

     

    SINOSSI

    Dopo decenni d’incomprensioni e liti con la madre Arabella, dovuti a un modo di vedere e affrontare la vita che da bambino non poteva accettare, Sid è chiamato a tornare alle sue radici.

    Dalla Torino savoiardasarà costretto a spostarsi nell’allegra e naïf comunità pugliese in cui si trova Arabella. Ma il vero viaggio all’interno della vita e dei ricordi della madre e degli amici che hanno colorato le giornate della sua infanzia, faranno capire a Sid che l’amore di una mamma può avere mille sfumature e che la stessa Arabella è stata una, dieci, cento donne differenti. Tutte generose, tutte valorose.

    È stata la regista, la femme fatale, l’amica, la fondatrice dell’arena cinematografica e dei suoi festival, l’anima del paesino nel quale vive da anni.

    Sid, però, ha conosciuto e capito la vera natura di quell’ammaliante e brillante figura troppo tardi. Eppure Arabella neppure in questo caso si comporterà in maniera banale. Anzi, sarà proprio lei a stuzzicare, rimbrottare e guidare suo figlio alla scoperta di quella figura tanto combattuta e poliedrica.

     

  • Approfondimenti:

     

    Note di regia

    In questo film ho cercato ancora una volta di raccontare una persona che non c’è più. Come per Simone Weil, e seguendo un tipico modo di fare della filosofa francese innamorata dell’Italia, il filo conduttore della regia è lasciare che le cose accadano.

    Organizzare un tempo, uno spazio e un racconto che non siano vincoli per gli attori e la rappresentazione ma il contrario: apertura, volo, attesa.

    Se l’estetica di SW era fondata su Giotto, in “L’età d’Oro” ho voluto confrontarmi con l’estetica della caméra stilo di Alexandre Astruc rivisitata dall’underground degli anni settanta. Per questo la macchina da presa lavora su due registri: quello diegetico che racconta il qui ed ora, utilizza una camera rigorosamente fissa, inamovibile. La cosa non è stata facile per gli attori e neppure per la troupe, men che meno per il montatore. Ma alla fine la sfida si è compiuta, i corpi e le luci e le cose passano con un loro interno movimento, forse rivelatore. La mdp attende, non osa addentrarsi.

    Il secondo registro, extradiegetico, sotto forma di filmini super otto di 30 anni fa, si confronta con un linguaggio che all’epoca era stato anticipatore del contemporaneo linguaggio autoriale da Dogma ad arthouse. La mdp qui è mobile, abbraccia i personaggi e danza con loro, il pedinamento zavattiniano è il loro unico referente perché all’epoca non vi era altro, almeno per l’underground italiano. Infine un terzo registro è dato dalla scelta del montaggio. Frammentario anche se all’interno delle singole sequenze realistico, come a cercare anche qui di ricomporre un puzzle cui l’opera aperta degli artisti di quegli anni si era continuamente ispirato.

    Un puzzle che è più un vuoto che un pieno, un’assenza di opere paradossale nella loro proliferazione di piccoli filmini di famiglia, sperimentali, interrotti, in un dialogo con l’avanguardia degli anni venti e il surrealismo forse ancora più stretto che con il neorealismo. O comunque un’aspirazione più che un testamento.

    In ogni caso le morti di quegli artisti sono state spesso vere e proprie operazioni di censura, o di autocensura. Ho conosciuto personalmente Annabella Miscuglio, ho vissuto con lei e suo figlio Piero, sono stata vicino con venti anni di meno a quello che tuttora mi sembra uno di quei risvolti oscuri della Storia. Mi identifico in loro quel tanto che basta a sentire il bisogno di ricostruzione, di ricordo, giusto per ricordare innanzitutto a me stessa che anche quello è stato un germe di quello che siamo diventati o che diventeremo.

    Avevamo messo musiche di repertorio in un primo tempo. Poi il Maestro Piersanti complice il compianto editore Piero Colasanti ha voluto assecondare la mia scelta in punta di piedi creando una colonna sonora che «sta» come la regia in sospensione, affacciata ad un balcone senza balaustra che è quello degli enigmi non risolti di cui si aspetta anche solo un sospiro di rivelazione.

    Anche i costumi, in particolare il vestito di Arabella disegnato da Lia Morandini, tendono ad entrare nel fondo più che ad uscirne. Perché Arabella è un’apparizione oltre ad essere già un’interpretazione. E abbiamo pensato che sarebbe stata più forte se sempre in procinto si sparire, confondersi con la materia e la luce, generata dalla luce.

    Infine la scenografia e la luce: l’idea di fondo era che si dovesse lavorare con il buio, il buio del ricordo, della rimozione, della censura. Sid, il figlio, compone un percorso nel film tutto in discesa, dall’alba alla notte fonda, perché ritrovando sua madre ritrova se stesso.

    Abbiamo allora lavorato su ambienti quasi teatrali, dove le pareti dovevano essere risucchiate dall’ombra, ma i punti luce sono in ogni scena rigorosamente «in scena» e non abbiamo usato quasi luci da set, se non a rinforzo di quelle artificiali naturali. La sala cinematografica al contrario qui è all’aperto, e i film visti in piena luce. Una scelta radicale, perché se il cinema è ricordo, analisi, notte, il cinéma come vita, il cinéma come sogno di un’intera generazione, il cinéma come etica e cultura deve essere un cinéma solare, capace di ascoltare gli abissi e restituirci l’orizzonte.

    Emanuela Piovano

     

    Come nasce “L’età d’Oro”

    La prima persona che ho conosciuto a Roma è stata Annabella Miscuglio (nel film Arabella).

    Lei e suo figlio mi hanno ospitato a casa loro e la loro casa è stata per qualche anno la mia base romana.

    Annabella era una donna molto affascinante e tutto il mondo sembrava ruotare intorno a lei. Erano innamorati di lei tutti, uomini e donne. La sua casa era un via vai di artisti internazionali (Schifano, Godard, Dominique Sanda, Lou Castel, Alberto Grifi, Alvin Curran). Aspettavano di parlare con lei come fosse un Guru in un clima di libertà e scatenata creatività.

    Erano anni di ricerca e tutto accadeva davanti agli occhi del figlio che invece forse avrebbe voluto una mamma tutta per sé.

    La sofferenza del figlio era palpabile: io da che parte stavo?

    Non so. Ognuno aveva la sua ragione. E poi Annabella era avanti nei tempi e nei costumi, ma certamente soffriva. Le era costata cara la condanna per sfruttamento alla prostituzione in seguito ad un programma televisivo commissionato dalla RAI che divenne uno scandalo nazionale invece di un importante documento qual era (AAA. Offresi, 1982 – tutt’ora sotto sequestro).

    Lei faceva finta di niente, fumava molto e si lasciava andare ad una vita forse troppo libertina per i tempi che intanto stavano cambiando. E da quel momento in poi le sue opere divennero sempre più frammentate, e non solo per una questione di poetica.

    Anch’io come altri ad un certo punto mi allontanai da lei, per fare altre esperienze e per trovare la mia strada.

    Dopo tanti anni, ecco una sua telefonata: - Vieni, sto morendo.

    Sono andata, e non l’ho più abbandonata. 

    Perché mi ha chiesto di venire a vedere la sua morte? Me lo sono chiesto tante volte.

    Con questo film ho voluto rappresentare, attraverso gli occhi del figlio, un disagio ma anche un grande affetto per chi ha cercato fino all’ultimo di vivere (e di morire) non dando mai nulla di scontato come si diceva allora, cercando un senso e ricominciando ogni volta da capo.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Rossella Chiovetta

    1) Nel film “L’età d’Oro”, Don Sandro è il prete del paese di Monopoli. In gioventù era stato un cinéphile, amico di Arabella. 

    DON SANDRO -“Questo è vangelo”- Eppure c’è un’altra verità: quella del cuore… -

    Il Vangelo ha subito tante stesure e censure. 

    La verità è una sola o possono essercene diverse ? 

    2) Nel film “L’età d’Oro”, Arabella è stata regista, ma ora vive da Don Sandro. Gestisce un’arena sul mare, proprio di fronte la chiesa. Insieme a Don Sandro, Vera, la sua giovane assistente e Alberto, il proiezionista dell’arena, hanno una missione importantissima da compiere: continuare a far vedere i nuovi e vecchi film come “L’Age d’Or” del regista Luis Bunuèl di cui preparano una rassegna e, nel contempo, riversare tutto l’archivio cinematografico di Arabella. Un archivio cinematografico è un patrimonio. Sei d’accordo sull’importanza che ha il recupero e la conservazione per la nostra memoria?

    3) Nel film“L’età d’Oro”, Sid è il figlio di Arabella, abita al nord ed è tornato a trovare la madre. Durante il viaggio, nel ritrovare i vecchi luoghi, si chiede che bambino sia stato. Nei ricordi sente la voce della madre che gli dice che era stato un bambino magnifico. Ricordi che bambino/a eri tu? E se sei ancora un bambino, secondo te, quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti?

    4) Nel film, Sid incontra i vecchi amici della madre, facevano parte della sua famiglia e lavoravano tutti per la passione del cinema con a capo Arabella. Ora però hanno tutti diverse professioni: Rosaria fa la giornalista, Jean, l’investitore finanziario e Bruno è magistrato. Sid si rende conto che era geloso della madre e che per questo se era andato.

    - Hai mai provato gelosia per tua madre?

    - Ti sei mai chiesto se è felice?  Se ha dei rimpianti?Pensi che ti ami abbastanza?

    - Pensi che sia una buona madre?

    5) Negli anni passati, molti sono i giovani che hanno lottato per la libertà. Cosa ne pensi del ’68 e dei movimenti di contestazione di quel periodo? In “L’età d’Oro”, Arabella credeva nel cinema come trasgressione e protesta non violenta. Secondo te il cinema può essere una forma di protesta?

    6) Nel film “L’età d’Oro”, Arabella faceva parte di un collettivo femminista. Qual è la tua opinione sul femminismo? Le femministe sono state considerate da molti, streghe brutte e cattive. Da altri, donne che hanno avuto il coraggio di cambiare la storia. Qual è la tua opinione?

    7) Arabella, nel film, viveva insieme ai suoi amici, amandoli tutti e tutte come in una comune. Sid ne era gelosissimo e dubita ora persino sulla sua assistente, Vera che ha una venerazione per sua madre. 

    - Ti darebbe fastidio vivere in una famiglia così?

    - Hai mai sentito parlare di coppia aperta? 

    - Pensi sia possibile avere due padri o due madri? 

    - Può essere un arricchimento o sottrazione dell’affetto? Sai cosa sia una comune?

    8) Nel film “L’età d’Oro”, Sid rimprovera la madre che non è riuscita a tenersi con sé il padre, anziché la corte dei miracoli, cioè gli amici che gli hanno fatto da padre. Ma il padre di Sid, un sassofonista che non amava il figlio, ha preferito andare via per seguire il suo sogno di musicista. Allora è giusto che Arabella abbia fatto crescere Sid in mezzo ai suoi amici?

    9) Sid ha sempre rimproverato la madre per il tempo dedicato alla sua passione e non al suo ruolo di genitore. Conosci qualcuno che sia riuscito a coniugare una vita familiare ed essere un artista/regista? Credi che essere un artista/regista possa essere in contrasto nell’avere una famiglia? Pensi che una donna debba fare solo la madre?

    10) Quante registe conosci? Conosci la regista Annabella Miscuglio? Nel film “L’età d’Oro”,  Rosaria e Don Sandro discutono sulla scelta di far proiettare nell’Arena “l’Age d’Or” per la rassegna dedicata al regista Buñuel. 

    ROSARIA - Io lo so bene cosa voleva fare Arabella, “L’Age d’Or” per parlare di censura…Come quella che lei ha subìto per tutti questi anni… cos’è la censura?

    11) I film dal 1961 vengono valutati dalla Commissione ministeriale di revisione delle opere cinematografiche che ne giudica l’adeguatezza alla morale del tempo.

    - Secondo te la morale è un entità assoluta o relativa alla propria epoca?

    - Uno dei più importanti nostri politici, Giulio Andreotti, sosteneva che i “panni sporchi si devono lavare in famiglia”. Secondo te è giusto che un opera metta in luce anche aspetti scabrosi o rappresenti, nelle immagini, la povertà di un paese?

    12) Nel film “L’età d’Oro”, VERA - Che differenza c’è spiare e fare cinema verità?Secondo te?

    13) La generazione precedente alla tua, costata tanta fatica di chi ha lottato per cambiare le cose, la ritieni solo passata? Le sue idee seppur differenti delle tue possono essere costruttive anche per la tua generazione?Nel film “L’età d’Oro” - SID – “Ma abbiamo chi? Ma di chi parli? Tu e i tuoi amici? Tu e la tua generazione? Noi facciamo quello che possiamo, non quello che scegliamo di fare! Perché voi questo privilegio ce lo avete tolto”. Ha ragione Sid? 

    14) Nel film “L’Eta d’oro”, il figlio Sid è un giovane rigido e disilluso, vive solo del suo lavoro perché altrimenti non riesce a fare la spesa per la famiglia. In questa generazione della crisi, molti giovani sono disoccupati e molti non hanno un lavoro sicuro. Cosa ne pensi?

    15) Bruno nel film “L’età d’Oro” si occupava dell’audio, era il cosiddetto “rumorista” del gruppo, ha poi ha lasciato il suo sogno per fare il magistrato. I giovani, oggi, avranno il tempo per sognare o inseguire una passione?Si possono ancora realizzare i desideri?  I sogni dei giovani vanno sostenuti?

    16) Arabella nel film “L’età d’Oro” tiene in piedi, con passione, la vecchia arena cinematografica dedicandole tutta la sua vita. Ispirato a Annabella Miscuglio, fondatrice di Cinema Filmstudio nel 1976. Con l’avvento dei cinema Multisala e dei Multiplex , molte di queste realtà hanno chiuso. Per reggere la concorrenza i gestori dei cinema hanno dovuto inventare di tutto: iniziative culturali, pomeriggi speciali, rassegna serale dei film d’Essay… Qualche sala sta riaprendo ed hanno già un pubblico di affezionati. Non credi che il Ministero dei beni e delle attività culturali debba fare accordi con i gestori di queste piccole sale per la programmazione di grandi film di tutte le epoche anche per la scuola?

    17) Molti ragazzi non conoscono L’”age d’or” di Bunuèl, ma neanche altri registi molto importanti della storia del cinema. Cosa si può fare ? E’ giusto che il cinema venga studiato già nella scuola dell’obbligo?

    18) Nel film, Vera, prendendo esempio da Arabella, sua maestra di cinema, ha fatto tantissime ricerche, restaurato vecchie pellicole e tante, tante, interviste. Ha intervistato persino gli spettatori che andavano a vedere i film nell’arena. Dopo un laborioso montaggio è riuscita a fare un unico video. Che sarà poi il video che verrà  proiettato nell’arena per il funerale di Annabella al posto del film “L’Age d’Or “che non si trova.  Il cinema è presente, è ricordo. E’ giusto fare come Vera per raccoglierne l’eredità? I mezzi e la tecnica per fare cinema sono cambiati, siamo passati dal superotto al 36 mm, al digitale o al cellulare, ma non cambia mai lo scopo: raccontare le lotte, le speranze e i sogni. Secondo te è una forma d’arte che durerà per sempre?

     

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