Lo and Behold In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Che cos’è Internet oggi? Che ruolo ha nelle nostre vite e come influirà sul nostro futuro? Il genio del cinema Werner Herzog ci guida nell’esplorazione del favoloso mondo digitale contemporaneo, in dieci tappe che analizzano ciascuna una delle numerose facce di questa realtà ricca e onnipotente che è il Web, alla scoperta dei suoi lati più sorprendenti tra robotica e hacking, nuovi fenomeni psicologici e dinamiche sociali, rischi e meraviglie. E, nel delineare un quadro completo di dove siamo, ci permette di intravedere dove stiamo andando: un futuro in cui forse Internet sarà capace di sognare se stessa, gli asceti avranno bisogno del wi-fi e i robot sapranno giocare a calcio meglio di noi.

     

  • Genere: documentaristico
  • Regia: Werner Herzog
  • Titolo Originale: Lo and Behold
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Produzione: Rupert Maconick, Werner Herzog
  • Data di uscita al cinema: 6 ottobre 2016
  • Durata: 98’
  • Direttore della Fotografia: Peter Zeitlinger
  • Montaggio: Marco Capalbo
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA PRODUZIONE

     

    Nel 1969 un modesto laboratorio informatico universitario della UCLA di Los Angeles inviò il primo messaggio trasmesso su Internet a qualche centinaia di chilometri, agli scienziati in trepidante attesa dell’università di Stanford, dando così il via a una strabiliante rivoluzione che ha coinvolto ogni aspetto della vita moderna. Da quel giorno, i confini del cyberspazio si sono ampliati in una rete complessa che collega quasi ogni informazione esistente al mondo. Il maestoso, enigmatico, a volte pericoloso e apparentemente infinito mondo connesso ha ridisegnato la vita dell’umanità, senza farsi quasi notare.

    In Lo and Behold, Internet: il futuro è oggi, il documentarista nominato all’Oscar® Werner Herzog ricostruisce la storia del mondo virtuale dalle origini fino agli estremi traguardi raggiunti, esplorando il panorama digitale con la stessa curiosità e immaginazione allenata precedentemente nelle destinazioni terrene più disparate quali l’Amazzonia, il Sahara, il Polo Sud e l’outback australiano. L’incessante sguardo inquisitore che ha ripercorso il viaggio dello sfortunato amante degli orsi Timothy Treadwell e che ha avuto l’ardire di immaginare la creazione delle splendide antiche pitture rupestri della grotta Chauvet, ora trova la bellezza, il mistero e un potenziale sbalorditivo in quest’ultima terra inesplorata.

    Il progetto è stato concepito come un’introduzione ad argomenti importanti che avrebbe aperto il dialogo a un’esplorazione molto più lunga e approfondita. “Considerale come Nozioni di base sul mondo connesso”, dice JimMcNiel della NetScout, il produttore esecutivo del film. “Volevamo esplorare gli inizi e lo sviluppo del mondo connesso, così come le incredibili cose che sono state fatte e si stanno facendo all’interno di esso. È una sorta di annuncio di servizio pubblico, che mi piace chiamare La scomoda verità di internet. Per realizzarlo, ci serviva un grande narratore di storie e Werner Herzog è uno dei migliori.”

    Herzog è rimasto piuttosto sorpreso quando è stato contattato da McNiel e dalla compagnia per capitanare il progetto e ha risposto: “Non mi occupo di pubblicità, neanche di quella informativa. Tuttavia, quando è diventato evidente che la NetScout non avrebbe in nessun modo interferito, ma che voleva semplicemente fare parte di un mio film, mi sono convinto.”

    Quello che McNiel all’epoca non sapeva è che Herzog era un neofita assoluto in materia di cyberspazio. “Werner è un turista della tecnologia”, dice. “È quasi come se fosse un alieno venuto da un altro pianeta. Non ha neanche il cellulare. Puntare il suo obiettivo immacolato sul mondo connesso si è rivelata una scelta molto interessante.”

    Il regista non ha problemi ad ammettere che il suo utilizzo di internet si limita principalmente alle email, e solo perché semplificano la comunicazione tra gli Stati Uniti, dove vive, e la sua casa di produzione in Germania. Herzog afferma: “A volte uso Google Maps per trovare un posto dove devo andare, ma non sono presente su nessun social network o cose simili. Non è che io sia un nostalgico dei tempi in cui gli smartphone non esistevano e non si era costantemente raggiungibili, si tratta di una decisione culturale. Il mio social network è sostanzialmente il tavolo del mio soggiorno, che è da sei persone: io e mia moglie, più un massimo di quattro ospiti. La nostra “rete sociale” si svolge attorno alla nostra tavola.”

    L’ingenuità di Herzog riguardo al digitale è diventata essenziale per il taglio dato al film. “Mi sono lasciato guidare dalla curiosità,” dice. “Dal momento che la mia esperienza con internet è piuttosto limitata, forse sono riuscito a vedere i contorni più nettamente di quanto avrebbero potuto fare altri.”

    McNiel concorda: “Senza avere alcun preconcetto, Werner è stato in grado di familiarizzare con gli aspetti positivi del Web – “La gloria della Rete”, come ha intitolato un capitolo del film. C’erano molte direzioni possibili da percorrere - la robotica, l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose – e lui le ha esplorate tutte. Ha una mente estremamente curiosa e aperta, nonché una formidabile capacità immaginativa. Vede le cose in un modo diverso dalla maggioranza delle persone e ha anche un senso dell’umorismo splendidamente spontaneo che ti coglie di sorpresa.”

    Herzog ha avuto un assaggio della straordinaria portata del mondo connesso nel mondo reale grazie alla notizia di un enorme blackout della connessione accaduto in Arizona prima delle riprese. “Le conseguenze sono state disastrose”, dice McNiel. “Le emittenti informative locali si sono oscurate, gli sportelli bancomat non funzionavano, l’università statale dell’Arizona si è paralizzata, le pompe di benzina e le carte di credito sono andate fuori servizio. Le operazioni quotidiane da cui dipendiamo si sono interrotte. Immaginate se accadesse a livello nazionale, o globale. La distribuzione di viveri, la consegna di carburante, il commercio dipende da internet. Quando Werner ha considerato cosa sarebbe potuto accadere, ha iniziato a capire.”

    Il piano originale di Herzog era di realizzare una serie di sei brevi racconti, ognuno riguardante un aspetto del mondo connesso, ma una volta ultimati i tre quarti delle riprese, ha suggerito di farne un documentario di 90 minuti. “Mi sono reso conto che il formato era sbagliato”, dice il regista. “Invece di brevi clip per YouTube, avrebbe dovuto essere un lungometraggio documentario. Credo che tutta la produzione ha presto capito che doveva essere un film più lungo, così siamo riusciti a convertirlo nel formato giusto.”

    Herzog inizia il suo viaggio cinematografico nel punto di origine della rivoluzione di Internet, parlando con il professore della UCLA Leonard Kleinrock, uno di creatori di ARPANET, il precursore di quello che è attualmente conosciuto come Internet. In un piccolo ufficio del campus universitario nel distretto di Westwood (Los Angeles), Kleinrock guida la troupe del film attraverso una ricostruzione delle prime comunicazioni tra computer e mostra il computer dalle dimensioni di un armadio che è servito da epicentro dei cambiamenti sismici che erano in arrivo. Mentre porta gli spettatori in un breve tour degli albori della Rete, Herzog cattura la passione e l’orgoglio degli innovatori e dei primi programmatori come Bob Kahn, inventore di alcuni dei protocolli alla base di Internet, e Tim Berners Lee, creatore del World Wide Web.

    “A questo film, ha partecipato un gruppo di persone davvero affascinanti”, dice McNiel. “Gente appassionata, interessante, motivata, che corre rischi e ha una grande immaginazione. Tutte queste persone splendide appartengono a una comunità digitale, ma ciò che più conta è che sono esploratori, quel tipo di persone che realizzano l’impossibile.”

    Altri contributi all’opera di Herzog sono le illuminanti interviste sul presente e il futuro del mondo connesso all’imprenditore e inventore ElonMusk, all’ingegnere robotico Sebastian Thrun, all’astronoma LucianneWalkowicz, ad AdrienneTreuille della Carnegie Mellon University, al fisico e cosmologo Lawrence Krauss, e persino al “semidio” degli hacker Kevin Mitnick.

    “Siamo stati contentissimi di coinvolgere tutte quelle persone nel film”, dice McNiel. “Mettere Leonard e Bob Kahn, i padri del networking, o dovrei dire Internetworking, davanti alle telecamere è stato davvero straordinario. Sebastian Thrun è un eroe per me, così come AdrienneTreuille e LucianneWalkowicz. Ero elettrizzato per la partecipazione di ElonMusk. Lawrence Krauss è un amico di Werner e un consulente di Elon, quindi è stata frutto del destino.”

    Selezionare e riunire un cast convincente è importante tanto in un documentario quanto in un film, secondo Herzog, la cui filmografia di 70 opere include numerosi esempi acclamati di entrambi i generi. “Il casting è il grande mistero della produzione cinematografica. Nessuno sa veramente spiegarne le dinamiche. A mio parere, riguarda il filo conduttore che crei tra i vari personaggi, anche se, come in questo film, non comunicano direttamente tra di loro. Devono creare una sorta di affresco, qualcosa che getti luce sullo scopo del regista. Sono convinto che il cast dei personaggi di questo film è fatto piuttosto bene.” 

    Herzog ha trascorso circa un’ora con ognuno dei soggetti, conducendo quelle che lui definisce conversazioni, piuttosto che interviste. “Non sono un giornalista e non ho un elenco preparato di domande. Faccio conversazione davanti alla telecamera. Quando si guarda il film, si può notare che c’era una certa naturalezza e persino comicità a volte. Non ci sono pre-interviste. Mi piace presentarmi con una telecamera e iniziare immediatamente, cosa che fornisce un certo rigore all’operazione, un’intensità e un senso di urgenza che mi guida in queste conversazioni.”

    Le esplorazioni di Herzog lo conducono al lato oscuro di Internet, dove incontra una famiglia in lutto tormentata da crudeli troll anonimi, oltre a persone le cui vite sono state rovinate dalla dipendenza da Internet o la cui straordinaria sensibilità ai campi elettrici creati dai ripetitori wireless, che stanno proliferando rapidamente, li spinge a vivere isolati. Scava anche nel rovescio della medaglia del raggio universale del mondo connesso, il mondo oscuro degli hacker, e si interroga sul futuro in continua evoluzione di Internet.

    “Volevamo esplorare il modo in cui si può usare il Web per fare del male, oltre a chi potrebbe cercare di distruggerlo”, osserva McNiel. “Cosa potrebbe succedere se il mondo connesso venisse interrotto? Come affrontiamo le implicazioni politiche di una rete di comunicazione globale? Il nostro intento non era spaventare a morte la gente, benché sarebbe molto facile farlo.”

    L’obiettivo più importante del film, afferma McNiel, è educare le persone. “Questa è un’invenzione stupefacente che tutti noi diamo completamente per scontata. È capace di fare così tante cose meravigliose, ma può anche essere usata per compiere atti orribili. Se non ci educhiamo in modo significativo e intelligente, rimarremo tutti molto delusi in futuro, a un certo punto, perché potrebbe smettere di funzionare come vogliamo noi.”

    L’immenso potere del mondo connesso di agire per il bene e per il male è fuori discussione, dice Herzog. “Questa realtà è ormai diffusa ovunque, perciò è naturale che si insinui anche nel lato oscuro dell’esistenza umana. È un fenomeno che sta cambiando veramente il nostro modo di vivere più di qualunque cosa abbiamo mai pensato su come sarebbe stato il futuro.”

    Il regista osserva che neanche i più fantasiosi futuristi della metà del XX secolo avevano il vago sospetto della rivoluzione delle comunicazioni che stava per accadere. “Gli scrittori di fantascienza dagli anni ‘50 in avanti non avevano neanche lontanamente immaginato l’avvento di Internet. Parlavano di macchine volanti, colonie interplanetarie e quel genere di cose, ma nessuno aveva davvero previsto il cambiamento radicale che la società avrebbe vissuto. Persino alcuni degli scienziati che hanno stabilito i primissimi contatti tra la UCLA e Stanford non avevano la più pallida idea dell’importanza che ciò avrebbe avuto. Ci sono voluti decenni per rendersene conto.”

    Herzog e McNiel hanno in programma di continuare a indagare su quella che è diventata un’ossessione per entrambi, e c’è una marea di argomenti ancora da esplorare. “Speriamo di arrivare ad affrontare approfonditamente il Dark Web perché siamo interessati al cyberterrorismo e al cybercrimine.”, dice il produttore esecutivo. “Il crimine organizzato sta usando il Web come strumento, e credo che sia un tema da dover esplorare. Gli attacchi dei ransomware (i “malware del riscatto”) accadono ogni giorno, e il Dark Web è coinvolto nella faccenda, così come il Bitcoin e gli hacker dell’Europa orientale. Si tratta di temi che andrebbero discussi.”

    Herzog dichiara che non vede l’ora di approfondire ulteriormente la realtà del mondo connesso. “Tutto quello che ho imparato mentre realizzavo questo film è stata una sorpresa per me. Sono partito pieno di curiosità, timore reverenziale ed eccitazione, e più scavavo a fondo, più diventava enigmatico ed esaltante. Penso che questo si percepisca guardando il film. Ci sono ancora molte aree di Internet che mi affascinano. Credo che questo potrebbe essere il primo tour coerente dei suoi orizzonti, ma c’è ancora molto altro là fuori.”

     

     

    IL REGISTA

     

    WERNERHERZOG (Regista, Sceneggiatore, Produttore)

    Ha scritto, prodotto e diretto una settantina di film, ha recitato in diversi film, ha pubblicato libri di prosa, ha messo in scena circa una dozzina di opere teatrali e ha fondato un suo centro formativo, la Rogue Film School.

    Nato a Monaco nel 1942, Herzog è cresciuto in una vallata remota tra le montagne bavaresi e fino all’età di 11 anni non sapeva nemmeno dell’esistenza del cinema. 

    Ha iniziato a sviluppare progetti di film all’età di 15 anni e dal momento che nessuno voleva finanziarli, durante le scuole superiori lavorava di notte come saldatore in un’acciaieria.

    Herzog ha anche iniziato a viaggiare a piedi. Ha fatto la sua prima chiamata telefonica a 17 anni e il primo film a 19. Ha studiato storia e letteratura all’università, ma l’ha abbandonata per dedicarsi al cinema.

     

    I WONDERPICTURES

    I Wonder Pictures distribuisce nelle sale italiane il meglio del cinema biografico e documentario. Forte della stretta collaborazione con Biografilm Festival | International Celebration of Lives e del sostegno di Unipol Gruppo Finanziario, promotore della Unipol Biografilm Collection, ha nella sua line-up film vincitori dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui i premi Oscar® SUGAR MAN e CITIZENFOUR, il Gran Premio della Giuria a Venezia THE LOOK OF SILENCE e il film candidato ai Golden Globe e pluripremiato ai Magritte DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES, campione d’incassi in Italia per il cinema d’essai.

    Con un’accurata selezione di titoli, I Wonder Pictures porta al cinema piccole e grandi storie di vita che non solo appassionano e intrattengono, ma soprattutto offrono un punto di vista nuovo sulla cultura e sull’attualità.

     

     

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