Il grande Gigante Gentile In evidenza

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  • Sinossi:

     

    Nel bel mezzo della notte, quando piccoli e grandi sono profondamente addormentati, tutti gli esseri oscuri escono fuori dai propri nascondigli e tengono il mondo in loro possesso. Questo è ciò che è stato detto a Sophie, una precoce bambina di dieci anni, ed è ciò a cui crede mentre giace, sveglia, nel suo letto dell’orfanotrofio di Londra dove vive. Mentre tutte le altre bambine nel dormitorio già sognano da tempo, Sophie si assume il rischio di infrangere una delle tante regole imposte dalla Signora Clonkers per sgattaiolare fuori dal letto, inforcare gli occhiali, sporgersi dalla finestra e vedere come appare il mondo nel silenzio e alla luce della luna nell’Ora delle Ombre. Fuori, sotto l’argentea e spettrale luce lunare, la strada che conosce così bene le ricorda più un paesino di una fiaba invece di quello che le è familiare, e nell’oscurità vede avanzare qualcosa di grande ed alto… molto, molto alto. Quel qualcosa è un gigante, che afferra Sophie e la porta via nella sua casa in una terra molto, molto lontana. Fortunatamente per Sophie, si tratta del grande gigante gentile, niente che ricordi lontanamente gli altri abitanti del Paese dei Giganti. Alto più di 7 metri, con orecchie enormi ed un acuto senso dell’olfatto, GGG è affettuosamente ingenuo e sta in disparte per la maggior parte del tempo. I suoi fratelli sono due volte più grandi e almeno due volte più spaventosi, e sono noti per cibarsi di esseri umani, ma GGG è vegetariano e si fa bastare un ortaggio disgustoso, chiamato cetrionzolo. 

    Al suo arrivo nel Paese dei Giganti, Sophie inizialmente è spaventata dal misterioso gigante, ma ben presto si rende conto che GGG è in realtà piuttosto dolce ed amichevole, e poiché lei non ha mai incontrato un gigante prima d’ora, ha molte domande da porgli. GGG porta Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni mandandoli di notte ai bambini, e le insegna tutto sulla magia ed il mistero dei sogni. 

    Poiché GGG e Sophie, fino a quel momento sono stati soli al mondo, nasce tra loro una inaspettata amicizia. Tuttavia la presenza della bambina nel Paese dei Giganti ha attirato l’attenzione indesiderata degli altri giganti, che sono diventati sempre più ostili. Sophie e GGG partono ben presto per Londra per incontrare la Regina e avvertirla del rischio rappresentato dai giganti, ma devono prima convincerla che questi ultimi esistono davvero. Insieme, escogiteranno un piano per sbarazzarsi dei giganti una volta per tutte e anche se a fatica, ci riusciranno. 

     

  • Genere: fantastico
  • Regia: Steven Spielberg
  • Titolo Originale: The BFG
  • Distribuzione: Medusa
  • Produzione: Steven Spielberg, Frank Marshall, Sam Mercer
  • Data di uscita al cinema: 31 dicembre 2016
  • Durata: 1h55’
  • Sceneggiatura: Melissa Mathison
  • Direttore della Fotografia: Janusz Kaminski
  • Montaggio: Michael Kahn
  • Scenografia: Rick Carter, Robert Stromberg
  • Costumi: Joanna Johnston
  • Attori: Mark Rylance, Ruby Barnhill, Penelope Wilton
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:

     

     

    DAL LIBRO DI ROALD DAHL ALLA SCENEGGIATURA DI MELISSA MATHISON AL FILM DI STEVEN SPIELBERG

    Da oltre 40 anni Steven Spielberg racconta le sue storie al pubblico di tutto il mondo, introducendo nella cultura collettiva una serie di personaggi straordinari e catapultando generazioni intere in mondi che sono nel contempo meravigliosi, spaventosi, affascinanti e tangibilmente reali. Il famoso racconto di Roald Dahl dedicato all’amicizia tra una ragazzina ed un misterioso gigante sembrava perfettamente in linea con l’opera del regista, e sebbene ci si sarebbe potuti aspettare che Sophie ed il GGG un giorno avrebbero finito per incrociare la strada di Spielberg, ci sono voluti anni dalla pubblicazione del libro perché il viaggio iniziasse davvero. 

    “Il GGG” di Roald Dahl è stato pubblicato per la prima volta nel 1982, lo stesso anno nel quale la storia raccontata da Spielberg su un’amicizia inusuale e profonda, “E.T. l’extraterrestre”, ha catturato il cuore e l’immaginazione di grandi e piccoli. L’autore britannico è uno dei narratori più creativi, irriverenti e di successo al mondo, in grado di comprendere la vita interiore dei bambini, e dotato del dono di creare personaggi con i quali i bambini si identificano in storie che li tengono con il fiato sospeso fino all’ultimo. 

    La sua capacità di unire il fantastico allo spaventoso ed attribuire ai bambini il ruolo di eroi nelle sue innovative storie e agli adulti quello dei cattivi, è unico nel panorama letterario mondiale. Se le storie di Dahl riconoscono che la vita può essere difficile e a volte spaventosa, che il bene e il male coesistono, egli non tratta mai con condiscendenza i propri lettori. 

    Il produttore cinematografico Frank Marshall (“Jurassic World” e la serie di film “Bourne”) dice: “Le storie di Dahl non sono solo racconti fantastici spensierati. C’è molto humour, ma anche una sorta di lato oscuro. Dahl si muove sempre sul filo del rasoio. Fanno un po’ paura, e credo sia ciò che piace ai lettori”.

    Spielberg concorda, dicendo “È stato molto coraggioso da parte sua introdurre questo mix tra oscurità e luce, già tipico della firma di Walt Disney in molte delle sue prime opere come “Dumbo”, “Fantasia”, “Biancaneve” e “Cenerentola”. Essere in grado, nel contempo, di suscitare paura e di riscattare, insegnare una lezione, che non verrà dimenticata, a chiunque, è una cosa fantastica che Dahl è riuscito a fare, ed è una delle cose che mi ha attratto e fatto desiderare di dirigere un film tratto da questo racconto”.

    “Il GGG” è la storia di due anime solitarie che, nel momento in cui si incontrano, trovano il proprio posto nel mondo, tema che ricorre nell’ampia opera di Spielberg. “Steven è sempre stato attratto da storie che riguardano la famiglia, uno dei motivi per i quali i suoi film hanno avuto tanto seguito”, racconta il Produttore esecutivo Kathleen Kennedy (“Star Wars: il risveglio della forza”, la serie di film “Indiana Jones”). 

    La Kennedy e Marshall conoscevano bene molti altri libri di Dahl, come “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, “James e la pesca gigante” e “Matilde”, che hanno venduto oltre 200 mila copie in tutto il mondo, ma nessuno dei due aveva letto “Il GGG”. Fu in seguito ad un incontro casuale avvenuto, nel 1993, sul set di Lezioni di anatomia (Milk Money) che Kathleen Kennedy lesse il libro rendendosi conto che Spielberg, loro vecchio amico, collega e collaboratore, era la persona più adatta ad apprezzare la portata, l’allegria e l’inventiva del racconto di Dahl. 

    Spielberg era un fan di Dahl da anni, ed infatti aveva letto il libro ai suoi figli quando erano piccoli. “È una storia sull’amicizia, sulla lealtà e sulla capacità di proteggere i propri amici, ed è inoltre una storia che dimostra che anche una bambina piccola può aiutare un grande gigante a risolvere i suoi più grandi problemi”, dice. 

    “Il GGG” è un libro famosissimo in tutto il mondo, e ad oggi è stato tradotto in 41 lingue. Era anche il racconto preferito da Dahl stesso, tra tutti i suoi libri. Dalla morte dell’autore nel 1990 all’età di 74 anni, i produttori hanno stretto amicizia con la sua vedova, e parlato spesso dell’importanza di tale libro per Dahl, e se l’idea di farne un film fosse realistica o meno. “Abbiamo discusso molto se fosse meglio un film di animazione o con attori veri, perché all’epoca le tecnologie che volevamo utilizzare non esistevano”, spiega la Kennedy. 

    Ma per prima cosa i produttori avevano bisogno di uno sceneggiatore in grado di trasporre il libro di Dahl, delizioso nella sua semplicità, in una sceneggiatura completa. Qualcuno con capacità ed istinto speciali per le storie per bambini, ed è per questo che si sono rivolti all’amica e collega Melissa Mathison (“Black Stallion” e “La chiave magica”). “Melissa è stata la prima e l’unica scrittrice alla quale abbiamo pensato”, dice la Kennedy. “La sua capacità come scrittrice e la sua particolare sensibilità erano fondamentali per dar vita al racconto visionario di Dahl”.

    Leggendo il libro di Dahl, la sceneggiatrice è stata attratta dal rapporto tra Sophie ed il GGG. “È un rapporto molto tenero,” dice, “Anche se inizialmente è un po’ combattivo e i due sono sospettosi l’una dell’altro, e addirittura si verifica anche qualche piccola lotta di potere. Ma dal momento in cui escogitano un piano e vanno avanti collaborando si sente davvero che si vogliono molto bene. È una fantastica piccola storia d’amore”.

    Un aspetto di fondamentale importanza per i produttori era restare fedeli alla voce di Dahl, mantenersi coerenti con il ritmo, il linguaggio e l’interazione tra i personaggi creati dall’autore, tutti unicamente sue creature. “Ho cercato di utilizzare i dialoghi di Dahl alla lettera, per quanto possibile”, dice la Mathison. “Non volevamo interferire con il tono della storia”.

    Tuttavia, la sceneggiatura presentava una serie di difficoltà per la scrittrice. “Stranamente, nel libro non succede poi molto, perché tutta la storia è incentrata sul rapporto tra i protagonisti”, dice la Mathison. “Non ci sono momenti melodrammatici. La decisione di cercare di sbarazzarsi dei giganti viene presa in modo facile e rapido, ed i capitoli sono caratterizzati da un andamento episodico. Il racconto non era così lineare, quindi avevamo l’esigenza di creare una narrazione”.

    Come previsto dai produttori, la Mathison ha adottato un approccio personale nei confronti del testo, concentrandosi sul rapporto tra la battagliera orfanella e il gigante dall’elocuzione caotica nella loro grande avventura. “Tutta la mia immaginazione era concentrata su loro due”, dice la scrittrice. “Tutto doveva essere incentrato sul loro rapporto”. 

    “Melissa ha preso il libro di Dahl realizzando una trasposizione nel contempo straordinaria e fedele, con la magia che solo lei possiede”, dice Spielberg. 

    Una volta terminata la sceneggiatura, il coinvolgimento della Mathison doveva continuare durante le riprese del film. Spielberg a volte ha la necessità di apportare cambiamenti alla sceneggiatura mentre gira e vuole che sia la voce dello scrittore a riportare in vita i personaggi. “Melissa è stata presente sul set di E.T. ogni giorno, ed ogni giorno su quello de “Il GGG”, racconta Spielberg. “Quindi sono stato molto fortunato che il nostro rapporto si sia fondato e sia stato sostenuto da due storie che vengono dal profondo del suo cuore”.  

    Spielberg racconta di essere cresciuto con le storie dei fratelli Grimm, che erano molto oscure e spaventose, senza nessun valore di riscatto sociale, di nessun genere. “Erano quasi delle lezioni pratiche per bambini, ma Dahl e Disney sottoscrivevano entrambi i principi di un folklore per bambini e comprendevano l’elemento dell’oscurità, perché cosa sarebbe una fiaba senza un centro oscuro?” dice. “Senza quel centro oscuro, dov’è il riscatto, e come faremmo a tirarci tutti fuori dalle viscere di un incubo per entrare nel sogno più bello ed incantevole che abbiamo mai visto?” 

    Il fatto che Dahl abbia scelto una bambina come protagonista de “Il GGG”  è un altro aspetto apprezzato dal regista. Sophie è una bambina forte, che non si accontenta di un no come risposta e non si sente intimidita da qualcuno sei volte più alto di lei, ed il personaggio è simile ai personaggi femminili forti al centro di tanti dei film della Walt Disney. 

    “Biancaneve e i sette nani” è da sempre il film Disney preferito da Spielberg. “L’ho visto in un cinema in occasione della nona replica quando avevo solo sette o otto anni, e mi è rimasto veramente impresso nella mente. Ricordo ancora che ero davvero spaventato e terrorizzato, ma, allo stesso tempo, profondamente soddisfatto di quel finale così sorprendente”.

    Nell’aprile del 1943, Roald Dahl e Walt Disney si incontrarono per parlare di una serie di progetti, tra cui quello de “I Gremlins”, uno dei primi racconti dello scrittore. Il film alla fine fu messo da parte, ma fu successivamente pubblicato sotto forma di libro dalla Disney e da Random House, ed i suoi proventi devoluti al Royal Air Force Benevolent Fund. Il libro tuttavia finì per costituire la fonte di ispirazione del film del 1984 “Gremlins”, che, per inciso, fu prodotto da Spielberg. 

    I produttori sono stati tutti d’accordo nel definire “Il GGG” un ibrido tra un classico Disney ed un film della Amblin Entertainment (la casa di produzione cinematografica fondata da Spielberg, Kennedy e Marshall nel 1981), quindi erano emozionati quando, nella primavera del 2015, la casa di produzione ha accordato il via libera al film, facendo de “Il GGG” il primo film della Walt Disney diretto da Steven Spielberg.  

    “I fan e il pubblico dei film della Walt Disney hanno determinate aspettative”, afferma la Kennedy, “e noi siamo orgogliosi che il nostro film sia stato realizzato in collaborazione con la Walt Disney”.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

     

    di L.D.F.

    1) I protagonisti di “Il Grande Gigante Gentile” sono appunto un gigante buono e tranquillo e una bambina Sophie. Il GGG fa parte di una famiglia gigantesca e ha molti fratelli. Questi fratelli hanno lo stesso carattere del GGG o sono diversi?

    2) Sophie è una bambina forte. Non si accontenta di un no e non si sente intimidita da qualcuno alto sei volte più di lei. Come entrano in contatto GGG e Sophie?

    3) Dove viveva Sophie prima di conoscere GGG? Nelle storie che si narravano dove ella abitava ce ne era una che parlava di come, nella notte, venissero fuori dai loro bui anfratti esseri brutti, cattivi e pericolosi per cui era meglio non uscire nelle ore notturne e neanche affacciarsi alle finestre. Ma una notte… cosa fa Sophie e cosa le accade?

    4) Perché GGG rapisce Sophie? Egli non ha cattive intenzioni nei riguardi della bambina. Perché allora la porta via? Forse perché, tanto diverso dai fratelli, vive in solitudine?

    5) GGG era un raccoglitori di sogni. Cioè cosa faceva GGG?

    6) Sophie appena presa dal gigante non può non aver paura di GGG ma dopo poco si rende conto che… di cosa si rende conto la bambina?

    7) La seconda cosa che comprende la bimba rapita è, oltre, alla mole del rapitore, lo strano linguaggio che egli adopera. Perché come parla GGG? Usa la stessa lingua di Sophie oppure un linguaggio diverso. Probabilmente parla inglese come Sophie (rapita da un orfanotrofio di Londra) se no la bambina come lo capirebbe?

    8) L’arrivo di Sophie nel gruppo di giganti genera un po’ di confusione anche perché i fratelli di GGG non solo sono cattivi ma si cibano di… Cosa mangiano gli altri esseri parenti di GGG?

    9) L’unico che non mangia il cibo preferito dai fratelli è solo GGG. Cosa mangia il gigante buono?

    10) Come si chiama la pianta che GGG trova più gustosa?

    11) Come GGG e Sophie scoprono che gli altri giganti hanno deciso di attaccare gli esseri umani soprattutto bambini?

    12) Perché Sophie e GGG decidono di andare a parlarne alla Regina Elisabetta II? E come mai ella li riceve e offre loro un brunch?

    13) Crede la regina a ciò che le raccontano due strani amici…oppure ? 

    14) Come alla fine del film GGG e Sophie riescono a bloccare l’avanzata dei giganti cattivi e a vincerli?

    15) Roald Dahl ha scritto molti libri per bambini, storie emozionanti che tengono i piccoli lettori col fiato sospeso fino all’ultimo. Nei libri di Dahl appaiono sempre personaggi crudeli, invidiosi che, alla fine, vengono vinti dai “buoni” come “Il Grande Gigante Gentile”. Dahl in molti suoi racconti fra cui “James e la pesca gigante” o “Matilda”, nei personaggi soprattutto in quelli negativi fa sentire l’influenza delle raccolte di leggende popolari dei fratelli Grimm dove alla fine di ogni storia il “cattivo” è costretto a pagare. Pensate che in Cenerentola dei Grimm (ce ne è una edizione anche di Perrault) alle due sorellastre vengono tolti gli occhi! Se avete letto qualche racconto dei due fratelli tedeschi evidenziate i punti di contatto tra “Il Grande Gigante Gentile” e il racconto che avete letto.

    16) In effetti, anche in molti, soprattutto nei primi, lungometraggi di Walt Disney si percepisce l’influenza dei fratelli Grimm come in “Biancaneve e i sette nani”  (primo lungometraggio disneyano) nella figura della regina Grimilde divenuta orribile strega per uccidere Biancaneve e nella sua morte.  In tutti i primi lungometraggi di Walt Disney c’è una pagina di crudeltà (“Il libro della giungla”) e di tristezza (“Bambi”). Secondo la vostra opinione anche Disney subì (escludendo gli shorts di topolino e dei suoi) l’influenza delle storie dei fratelli Grimm che quando i bambini leggevano come Spielberg i più amati da loro? 

     

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