Aeffetto Domino In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    "ÆFFETTO DOMINO" è un film che racconta la vita e la sua trasformazione. Un viaggio dentro e fuori di sé: Lorenzo lavora in un’associazione che si occupa di insegnare ai bambini disagiati. Tra questi c’è Kalid un giovanissimo africano che ben presto gli trasmette il suo amore per il “continente nero”. Quando gli si propone di operare proprio in Africa, Lorenzo non ha nessun dubbio! La sua nuova esperienza però viene ridimensionata quando è costretto a tornare in Italia a causa di un melanoma in fase avanzata. Da qui un effetto domino sulla sua vita: il rapporto con la sua famiglia, l’amore, l’amicizia, le sue scelte…

    Strutturato su un doppio binario: presente/passato, la vita di Lorenzo si alterna tra il suo sogno di donare il proprio supporto ai bambini sfortunati, il suo viaggio in Africa, il suo ritorno, gli incontri/scontri con il suo amore di sempre Fulvio, il rapporto di amore/odio con suo padre, il quale non ha mai accettato le scelte del figlio, la presenza di sua madre sempre e comunque vicina al figlio e la sua amicizia con Teresa, amica ed infermiera che sarà con il protagonista in tutto il suo percorso. Una storia che fa dell’amore il centro di tutto, una storia di sentimenti, di amore in cerca di coscienza …

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Fabio Massa
  • Titolo Originale: Aeffetto Domino
  • Distribuzione: Goccia Film Pragma
  • Produzione: Fabio Massa, Martina Liberti, F.lli Volpe, Nicola D’Auria
  • Data di uscita al cinema: 16 marzo 2017
  • Sceneggiatura: Fabio Massa
  • Direttore della Fotografia: Enzo Criscuolo
  • Montaggio: Davide Franco, Gaetano e Dario Volpe
  • Scenografia: Simona Cisale
  • Attori: Fabio Massa, Ivan Bacchi, Cristina Donadio, Pietro De Silva, Salvatore Cantalupo, Martina Liberti, Mohamed Zouaoui
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA PAROLA  A:

     

    Fabio Massa, regista e attore protagonista:

    “ È un lavoro a cui sono molto legato, mi ha fatto crescere tanto come persona e come professionista: è il mio secondo lungometraggio da regista e dodicesimo da attore. Mi sono messo alla prova sia fisicamente, perdendo 12 chili per girare la seconda fase del film, sia come studio del personaggio, avendo avuto a che fare da vicino con malati di melanoma, cercando di coglierne ogni singolo respiro, ogni movenza, ogni difficoltà. Da autore è probabilmente quello che esprime maggiormente il mio modo di esprimermi in immagine.

    Dopo tanti corti apprezzati in tutto il mondo sentivo l’esigenza di raccontare un tema sociale a modo mio Ci tengo a sottolineare che non è una pellicola sulla malattia, voglio raccontare un cambiamento, un nuovo stadio della vita con tutto ciò che ne deriva, il momento della vita in cui tutto può cambiare. Mi piace definirlo un lavoro svolto sui sentimenti, sull’amore….Ho avuto il privilegio di avere nel cast attori di indubbia qualità del cinema italiano il che mi dà una forte responsabilità ma, nello stesso tempo, mi gratifica.”

     

    Martina Liberti, attrice e co-produttrice:

     “Teresa, il mio personaggio è sinonimo di anima. A furia di "frequentarla" è diventata una mia cara amica..anzi credo sia l'amica che tutti vorrebbero avere. Sempre presente. Che cerca di dare forza agli altri anche nei momenti più bui. È sinonimo anche di donna; di quella forza femminile incrollabile che si sfoga solo nella solitudine della sua camera. È spiritosa, audace con gli occhi pieni di vita. Aeffetto Domino è tutto un lavoro che parla di vita.”

     

    Nicola D’Auria, co-produttore:

    “Il cinema indipendente è difficile insidioso, ma nonostante i tanti problemi abbiamo lavorato sodo per portare al cinema un film che affronta tematiche importanti in maniera delicata. Non sarete attratti solo dalla trama, ma anche dai paesaggi e dalle scene girate in Campania, Egitto e Senegal.”

    Cristina Donadio, attrice:

    "Sono una madre dolcissima, questo servirà a dimostrare che con Scianel (personaggio da lei interpretato in Gomorra- la serie n.d.r.) si può raccontare l'orrore, ma in questo caso si può anche essere dolcissimi e nella mia anima c'è quello".

     

     

    Recensione a cura di Giancarlo  Zappoli giovedì 16 marzo 2017 Mymovies

    Affrontare sul grande schermo il tema della malattia che porta alla morte (qui si tratta di un melanoma) significa trovarsi dinanzi al rischio della retorica che spesso ha portato film made in Usa a vincere l'Oscar ma che non sempre è vincente nei confronti del pubblico.

    Fabio Massa, che dirige e interpreta da protagonista, è riuscito nell'impresa. Lo ha fatto utilizzando una tecnica narrativa che sposta di continuo i piani temporali rinunciando con successo alla continuità cronologica. Questa scelta impone allo spettatore di rinunciare a sua volta a qualcosa: alla passività. Questo, ed è ciò che più conta, lo spinge a comprendere che più che un film sulla malattia è di fronte a un film sulle varie forme d'amore. C'è l'amore di coppia che per Lorenzo e Fulvio è forte, intenso, ma che sembra non resistere all'impatto di una decisione che lo inserisce in una forma di amore più ampia e generosa. Perché Lorenzo, a partire da quel bambino che gli racconta storie che provengono dalla sua cultura africana, prende coscienza delle sue capacità di docente e vuole metterle a disposizione di chi è in condizioni disagiate. C'è poi l'amore dei genitori, tra di loro e nei suoi confronti. Si tratta di un amore sofferto che include anche un rifiuto a cui la malattia impone una revisione. C'è quello del medico amico che segue, praticamente impotente, il decorso infausto del tumore. C'è infine Teresa che è più di un'amica e si pone disinteressatamente al suo fianco nel momento del bisogno.

    Massa ci pone di fronte a questa molteplicità di aspetti con la naturalezza di chi li va a cogliere nel quotidiano senza forzature grazie anche a un cast di attori noti che si mettono al servizio della storia aderendovi con un'intensità che si unisce alla misura.

     

    Recensione a cura di Fabio Fulfaro 18 marzo 2017  Sentieri Selvaggi

    Al secondo lungometraggio dopo Linea di Konfine (2010), Fabio Massa cerca di alzare il tiro e propone la storia del trentenne Lorenzo, insegnante gay che si trova combattuto tra inseguire il suo sogno di educatore in Africa e l’amore per il fidanzato Fulvio. Un melanoma cutaneo lo costringerà a rivedere le priorità della vita e causerà un effetto domino sulle esistenze di chi gli è accanto.

    Sin dalle prime immagini africane del film, girate in Egitto e in Senegal, si avverte un forte sguardo empatico verso l’ambiente e i personaggi e un tentativo di riportare intatti colori e luci di quei luoghi. L’atmosfera gioiosa e in alcuni tratti sognante è spezzata dal trillo di un telefonino che annuncia a Lorenzo il dramma di una diagnosi infausta.

    Fabio Massa interpreta Lorenzo con grande attenzione nel modificare il tono della voce e nella comunicazione non verbale secondo l’alternanza di speranza e delusione. Nella prima parte la sceneggiatura supporta l’aderenza dei personaggi ai loro ruoli e l’espediente del flashback fa ricomporre il puzzle narrativo con l’ immedesimazione nel protagonista. Intelligente è anche l’uso di registrazioni da camera amatoriale in forma di diario postumo sul modello di My Life (1993) di Brice Joel Rubin che spezzano con armonia il ritmo dell’opera creando continui diversivi. Il casting è appropriato e l’intesa tra gli attori è percepibile ad ogni scena: tra tutti ricordiamo il dottore amico di famiglia interpretato dal bravissimo Salvatore Cantalupo (Gomorra, Corpo Celeste), la madre del protagonista Cristina Donadio che dalla ferocia della serie Tv Gomorra passa alla pietà misericordiosa verso il figlio malato e infine il padre conservatore Pietro De Silva (La vita è Bella, L’Ora di Religione, Non ti Muovere).

    Lo sguardo di Massa verso il mondo omosessuale è privo di luoghi comuni e di clichè e ricorda molto il cinema di Ferzan Ozpetek; non è un caso che nella parte di Fulvio ci sia un attore come Ivan Bacchi che abbiamo notato in molte opere del regista turco naturalizzato italiano (Le Fate Ignoranti, La Finestra di Fronte, Un Giorno Perfetto). Altro punto a favore dell’opera è la rappresentazione del mondo infantile, sia il piccolo Khalid che gli altri bambini sono diretti in maniera naturale, senza forzature e regalando momenti di spontanea ironia.

    Nella seconda parte il film sembra sfuggire di mano al suo autore che al tocco di matita preferisce l’evidenziatore: certi litigi urlati sembrano un po’ troppo sopra le righe e anche i dialoghi lasciano trasparire più di un imbarazzo, rendendo ampio il confine tra lingua scritta e quella parlata. La deriva melodrammatica nel finale è caratterizzata da insistiti primi piani, spesso accompagnati di abbondante musica extradiegetica in maniera tale da colpire lo spettatore sotto la cintura. E’ un peccato perché prolungare l’inquadratura oltre il dovuto e insistere in un montaggio che svela a turno, attorno al letto di dolore, la reazione emotiva di ogni singolo personaggio, porta l’opera troppo vicina al modello televisivo.

    Resta però intatto il messaggio di Fabio Massa che non vuole approfondire gli aspetti della malattia o inserirli in un contesto sociopolitico ma verificare attraverso frammenti esistenziali l’impatto emotivo di un evento improvviso e imprevedibile.

    Alla fine rimangono i momenti felici, le condivisioni, le lotte per la sopravvivenza; al contrario il risentimento, la mancanza di perdono e la solitudine non fanno che moltiplicare i problemi. Anche se i tasselli del domino crollano ad uno ad uno e l’Africa diventa un sogno lontano, alla fine della vita quel che conta è avere amato.

     

    Recensione a cura di  Caterina Luisa per Cinematographe

    Lorenzo (Fabio Massa) ha trent’anni, un sorriso rassicurante e tante ambizioni. Lavora in un’associazione di primo soccorso culturale, un polo didattico piccolo ma funzionale, dove insegna a bambini disagiati, per lo più provenienti per diverse ragioni dall’estero. Tra questi c’è il piccolo Kalid: un bimbo africano che tramite racconti pieni di infantile e, dunque, pura spiritualità gli trasmette l’amore per il continente nero.

    Quando si presenta l’occasione di andare a lavorare proprio in Africa, Lorenzo non ha alcun dubbio ed è intenzionato a partire, desideroso di nuovi luoghi e travolgenti esperienze.

    Una telefonata dal medico amico di famiglia (Salvatore Cantalupo) che lo aveva visitato dopo un lieve malore prima della partenza lo riporta in Italia per una brutta notizia: il quadro clinico evidenza un melanoma in fase avanzata.

    Dalla comunicazione della diagnosi in poi si viene catapultati, tramite continui flashback, nella vita di Lorenzo prima della partenza, prima di Kalid, prima di quell’Africa tanto sentita ma in fondo solo sfiorata, un sogno – in conclusione – purtroppo inesaudito e inesaudibile.

    Ciò che si mette in moto è un effetto domino sulla sua vita: passaggi narrativamente lineari e, pertanto, consequenziali che il film esprime con la durezza di un ritmo di regia che alterna la vita di Lorenzo quando era ancora spensierato e rigogliosamente vitale all’uomo barbuto che affronta il viaggio più brutto, il calvario della malattia che consuma e toglie tutto.

    Aeffetto domino è essenzialmente un film che parla di un viaggio, non quello in Africa, ma quello interiore di un giovane uomo che poteva avere tutto, che stava per ottenere tutto e che purtroppo deve rinunciarvi. In questo viaggio di Lorenzo figurano gli affetti centrali della sua esistenza: la mamma Roberta (Cristina Donadio), il padre Giulio (Pietro De Silva) e l’amica Teresa (Martina Liberti) e Fulvio (Ivan Bacchi).

    Una storia d’amore, di promesse non più  mantenute, di delusioni e di desideri condivisi che condiziona – in modo particolarmente delicato – tutta la vita di Lorenzo.

    Aeffetto domino è, quindi, un film che racconta l’amore. È una storia in cui agli sfasci conseguenti agli eventi drammatici della vita corrispondono riconciliazioni, prese di coscienza e, inevitabilmente, il dolore.

    Complice una buona resa del messaggio concepito dall’autore già in fase di stesura del soggetto, Aeffetto domino riesce a raccontare un percorso di fine vita nel modo più vivace possibile: un controsenso e un compromesso che con piglio realistico e fondato su una buona e mai patetica recitazione di tutti gli interpreti regge bene in tutta la narrazione.

    Aeffetto domino è certamente un film indipendente – ma non per questo piccolo – che Fabio Massa, qui alla sua seconda regia di un lungometraggio di cui è anche sceneggiatore, propone con tutti elementi di buona qualità: fotografia e recitazione – la sua, in primis – su tutto. Una storia che, al di là di tutti gli aspetti tecnici, utilizza un motore narrativo equilibrato e potente: la delicatezza.

     

     

    COSA CHIEDIAMO ALLE CLASSI

     

    Dopo aver visionato il film proponiamo, agli studenti e agli insegnanti che aderiranno al progetto, un dibattito con il regista e altri membri del cast e infine la produzione di un elaborato, individuale o di gruppo, utilizzando la tecnica ritenuta più congeniale tra la scrittura, la fotografia, la produzione audiovisiva e i manifesti grafici.

    Sarà possibile approfondire così un tema nello specifico tra quelli proposti dalla pellicola: differenza razziale, omosessualità e patologie oncologiche, nello specifico il melanoma.

    I materiali prodotti, per consentire uno scambio continuo di informazioni e considerazioni, dovranno poi essere pubblicati sulla pagina Facebook del film:

    https://www.facebook.com/aeffettodomino/

    Individualmente da ciascuno studente o gruppo di studenti, oppure da un referente del corpo docenti che abbia intenzione di occuparsi della raccolta e selezione degli elaborati migliori.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Fabio Massa

    1) Partiamo con il titolo: cosa significa “Effetto domino”? 

    2) Quale l’effetto domino più importante della vostra vita ad oggi?

    3) Quale l’elemento che cambia le sorti della vita di Lorenzo? 

    4) La storia di Lorenzo viene costantemente raccontata tra passato e presente: riuscireste a darne una lettura cronologica?

    5) “Non è importante trovare la persona giusta, ma innamorarsi” Questa frase che Roberta dice a suo figlio Lorenzo è un po’ la chiave di questo film: amore come motore di tutto! Siete d’accordo? Non lo siete? Perché? 

    6) Il film è ambientato nel mondo contemporaneo e la storia di Lorenzo e Fulvio viene raccontata in un momento in cui si parla spesso delle coppie di fatto tra uomo/ uomo e uomo/donna e donna/donna. Cosa ne pensate?

    7) In una scena del film, Lorenzo e Fulvio parlano di adozione. Qual è la vostra opinione in merito?  Siete contrari? A favore? Perché?

    8) I genitori reagiscono alla confessione del figlio in modo diverso, in particolare il padre reagisce molto male e solo alla fine, quando viene a conoscenza della malattia del ragazzo, decide di abbracciarlo ancora una volta. Cosa pensate di questo cambiamento?

    9) Le azioni dei singoli personaggi ruotano intorno a un solo elemento: l’amore! Amore per la vita, amore per la famiglia, amore come sentimento, amore per sé stessi e per gli altri. Quali credete sia la forma più reale e vera di amore nella vita di ogni giorno, fuori dagli schermi cinematografici?

    10) Lorenzo è un ragazzo che aiuta bambini disagiati, sognando e giocando insieme a loro. In particolare c’è Khalid che gli parla del suo continente, l’Africa, così pieno di mistero e bellezza. Cosa ne pensate? Quali storie associate a questo continente?

    11) Come pensate che un attore, sano e per fortuna senza malattie, si prepari alle scene più delicate e complicate per cercare di essere più vero è possibile?

    12) Questo secondo voi è un film sulla vita o sulla morte? Perchè?

    13) “Non ho paura della morte ma di morire” è una frase di Indro Montanelli ed è l’ultimo cartello di questo film: cosa ne pensate?

    14) Secondo voi qual è il senso globale del film?

     

Letto 1005 volte

Video

Altro in questa categoria: « Arrival L'altro volto della speranza »

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi