L'altro volto della speranza In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Torna dopo Miracolo a le Havre il regista di culto Aki Kaurismaki con L’altro volto della speranza (The Other Side Of Hope), vincitore dell’Orso d’Argento per la Miglior Regia al Festival di Berlino.
    Una commedia surreale e poetica che vede incrociarsi le strade di un rifugiato siriano, appena sbarcato a Helsinki e di un commesso viaggiatore finlandese con l’hobby del gioco d’azzardo; un campionario umano gentile e periferico, descritto dal geniale regista con la consueta ironia e sconfinato affetto.

    Wilkström è un rappresentante di camicie che lascia moglie e lavoro e punta tutto su una partita a poker per cambiare vita. Khaled è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una  carboniera che si ritrova a Helsinki quasi per caso. Anche lui vuole cambiare vita.
    Le autorità però vorrebbero rispedire ad Aleppo Khaled che proviene dalla Siria martoriata e che se la deve vedere anche con un gruppo di picchiatori razzisti. Ma nella sua strada Khaled incontra anche persone come Wilkström che decide di aiutarlo.
    I due tentano di ripartire con la gestione di un ristorante triste e senza clienti, ‘La Pinta Dorata’, magari trasformandolo in un ristorante sushi alla moda...
    Un rifugiato, un rappresentante, un cuoco, una cameriera, un direttore di sala e un cane... insieme,forse, riusciranno a trovare ciò che cercano.

  • Genere: commedia
  • Regia: Aki Kaurismaki
  • Titolo Originale: The other side of hope
  • Distribuzione: Cinema
  • Produzione: Sputnik
  • Data di uscita al cinema: 6 aprile 2017
  • Sceneggiatura: Aki Kaurismaki
  • Direttore della Fotografia: Timo Salminen
  • Montaggio: Samu Heikkila
  • Scenografia: Ville Gronroos, Heikki Hakkinen, Markku Patila
  • Costumi: Tiina Kaukanen
  • Attori: Sherwan Haji
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA
    Con questo film, cerco di fare del mio meglio per mandare in frantumi l'atteggiamento europeo di considerare i profughi o come vittime che meritano compassione o come arroganti immigrati clandestini a scopo economico che invadono le nostre società con il mero intento di rubarci il lavoro, la moglie, la casa e l'automobile.

    Nella storia del continente europeo, la creazione e l'applicazione di pregiudizi stereotipati contiene un eco sinistro. Ammetto serenamente che L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA è, per certi versi, un cosiddetto film di tendenza che tenta, senza alcuno scrupolo, di influenzare le visioni e le opinioni dei suoi spettatori, cercando, al tempo stesso, di manipolare le loro emozioni al fine di raggiungere questo scopo.

    Dal momento che tali sforzi falliranno immancabilmente, quello che ne resterà è, mi auguro, una storia onesta e venata di malinconia, trainata dal senso dell'umorismo ma, per altri aspetti, anche un film quasi realistico sui destini di certi esseri umani qui, oggi, in questo nostro mondo.


    AKI KAURISMÄKI       
    Sceneggiatore, regista, montatore e produttore       
    Nato il 4 aprile 1957           
           
    Filmografia come regista:           
    1981        LA SINDROME DEL LAGO SAIMAA (coregista Mika Kaurismäki)
    1983        DELITTO E CASTIGO
    1985        CALAMARI UNION
    1986        OMBRE NEL PARADISO, ROCKY VI (cortometraggio)
    1987        AMLETO SI METTE IN AFFARI, THRU THE WIRE (cortometraggio), RICH LITTLE BITCH (cortometraggio)
    1988        ARIEL, L.A. WOMAN (cortometraggio)
    1989        LENINGRAD COWBOYS GO AMERICA, LIKAISET KÄDET (tv movie), LA FIAMMIFERAIA
    1990        HO AFFITTATO UN KILLER
    1991        VITA DA BOHÈME, THOSE WERE THE DAYS (cortometraggio)
    1992        THESE BOOTS (cortometraggio)
    1993        TOTAL BALALAIKA SHOW - HELSINKI CONCERT (documentario), TATJANA, LENINGRAD COWBOYS MEET MOSES
    1996        NUVOLE IN VIAGGIO
    1996        ALWAYS BE HUMAN (cortometraggio)
    1999        JUHA       
    2002        DOGS HAVE NO HELL (cortometraggio), L'UOMO SENZA PASSATO
    2004        BICO (cortometraggio)   
    2006        LE LUCI DELLA SERA
    2007        THE FOUNDRY (cortometraggio)
    2011        MIRACOLO A LE HAVRE   
    2012        O TASQUEIRO(cortometraggio)
    2012        THE PIEKSÄMÄKI RAILWAYSTATION BLUES (cortometraggio)
    2017        L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.


    1)    I protagonisti dell’ultimo film di Kaurismaki sono: Khaled, un ragazzo siriano in fuga da Aleppo, riuscito a imbarcarsi, clandestinamente, su una nave che trasporta carbone e che sbarca a Helsinki senza sapere nemmeno dove sia e Wikstrom, un maturo commesso in un negozio di camice che, stanco della moglie, stanco del suo lavoro, abbandona tutto, rischia in una partita a poker (egli ama giocare) e vince un notevole gruzzolo. Sono due personaggi curiosi come lo sono sempre i protagonisti dei film di Kaurismaki. Possiamo affermare che sia Khaled che Wikstrom siano coinvolti in quell’ennesimo dissacrante mondo tipico del regista nel momento in cui descrive l’umanità che lo circonda?

    2)    Cosa accade quando Khaled appare, improvvisamente, davanti all’auto del commesso uscendo, tutto nero, da una massa di carbone depositata accanto a un hangar del porto? Qual è la reazione del finlandese?

    3)    L’azione del commesso, all’apparizione di Khaled, sembra che sia una reazione di difesa anzi che i due vogliano reagire, attaccandosi l’uno con l’altro. Quando il finlandese si rende conto che Khaled non è che un povero ragazzo bisognoso di aiuto? Perché allora il comportamento tra i due cambia. Come?

    4)    Kaurismaki, in una intervista, a proposito di “L’altro volto della speranza”, ha detto “con questo film cerco di fare del mio meglio per mandare in frantumi l’atteggiamento europeo di considerare i profughi come vittime che meritano compassione o immigrati arroganti che vogliono arrivare nel nostro continente solo per motivi economici”. Secondo voi, come egli vorrebbe venisse trattata questa gente che fugge dai loro paesi per fame e per guerre?

    5)    Eppure, considerando quanto ha detto Kaurismaki e trascritto nella domanda precedente, nei ventisette paesi della Comunità europea c’è chi questi profughi non li ami e chiuda le frontiere (l’Ungheria), chi non li voglia perché ne abbia già accolti già troppi (l’Austria e non è vero!), chi blocchi le frontiere per controllare quanti nuovi ospiti siano entrati e poi, eventualmente, riaprirle (la Svezia). Comunque, tutti, tranne alcuni, come noi e la Grecia che non possiamo non accoglierli, vista la posizione geografica e alcuni altri come la Germania che anni fa, ha già avuto a che fare con l’ondata di migranti, provenienti dalla Turchia e ora con i Siriani, in Europa non c’è un vero e proprio sentimento di accoglienza, condiviso più o meno da tutti i paesi. Non possiamo non dare ragione a Kaurismaki, quando, di fronte a questa situazione, egli affermi “nella storia del continente europeo, la creazione e l’applicazione di pregiudizi stereotipati contiene un eco sinistro”, legato a pagine di storia non tanto lontana? Ha ragione? Esprimete la vostra opinione in merito.

    6)    “La nostra cultura, oggi, vale un millimetro di polvere sul pianeta”, ha affermato Kaurismaki adiratissimo, in un’altra intervista, perché gli sembra che gli europei non vogliano capire come l’importanza socio-politica dei loro paesi stia, man mano, scomparendo con la mancanza di disponibilità di aiutare gli altri. E da questa sua presa di posizione è nata una nuova trilogia (Kaurismaki ama le trilogie) quella “dei migranti e dei porti”. “Miracolo a Le Havre”, il primo film della trilogia del 2011 ha per protagonisti un uomo bianco e un bimbo nero, il secondo quello di oggi l’anziano commesso e Khaled, in cui come nel precedente, c’è tanta malinconia, venata di un umorismo talvolta solo spiritoso, talvolta spietato (i naziskin, ad esempio). Però Kaurismaki quando narra del vecchio commesso e di Khaled, pur descrivendo situazioni commoventi o divertenti e spiritose è tenero come se volesse difendere i “suoi” personaggi, quelli su cui ha costruito il film, i suoi protagonisti che, quindi, non può non amare. Siete d’accordo?

    7)    Kaurismaki non ama solo la realtà che racconta attraverso i suoi personaggi principali ma, la narra, anche in tutti coloro che li circondano teneri, brutti, talvolta ridicoli quasi tutti profondamente buoni. Wikstrom, come ha fatto per Khaled, li raccoglie per strada e non licenzia quei poveretti che già lavorano nel locale da lui comprato la sua “Pinta dorata”,  vuota, misera negli arredamenti, senza clienti, con il cuoco nella cucina, avvolto nelle ragnatele. Ma era questo ciò che Wikstrom voleva?

    8)    Perché Wikstrom ha deciso di comperare la “Pinta dorata”? In lui non c’è l’ambizione che il suo locale vada bene, anzi sembra non gli importi. Quanto, in effetti, gli piaccia averlo?
    Una volta a un giornalista che gli chiedeva come vivesse, rispose: “Io vivo la vita”. Alla luce di questa sua concezione di vivere, tutto Kaurismaki e tutto il suo cinema, essendo quest’ultimo in lui e con lui, non può che essere la sua vita e non quella che egli vorrebbe perché a lui la sua vita va bene. Siete d’accordo?

    9)      Ma chi è Kaurismaki? E’ bizzarro e stravagante, tenero e disponibile come il vecchio commesso? Senz’altro lo è. Ma non bisogna dimenticare che egli è anche un personaggio “scomodo”. E’ un forte bevitore, non ama le feste e i premi, ha sempre, nel suo comportamento, una sorta di allegria di fondo pur velata di quella autoironia che egli regala ai suoi personaggi in cui, in parte, vuole riconoscersi. E’ forse per questi motivi che egli rispose (domanda n. 8) “Io vivo la vita”?

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