Classe Z In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Primo giorno dell’ultimo anno per gli studenti di un liceo scientifico, ma a scuola c’è una novità: alcuni ragazzi sono stati spostati dalle rispettive classi in una sezione, creata appositamente per loro, la sezione H. Gli studenti della sezione H non sono stati scelti a caso, sono infatti elementi notoriamente problematici, troppo esuberanti e svogliati. Tra loro c’è Ricky che è sveglio e non perde occasione per fare irritanti scherzi che poi condivide sul suo canale Youtube, Stella il cui unico interesse è il suo look e Viola, intelligente ma sempre in guerra con il mondo. Per i ragazzi la vita nella nuova sezione è una pacchia, i professori sembrano aver perso con loro ogni speranza e non provano nemmeno più a farli studiare. L’unico professore che si presenta alla classe con sincero entusiasmo e pronto a vivere il suo ruolo da supplente, come una sfida importante, è Marco Andreoli il prof d’italiano che ha come modello di riferimento il Professor Keating del film “L’Attimo fuggente”. Dopo molti tentativi per cercare di coinvolgere e appassionare i ragazzi, esasperato dal disinteresse e dalle continue umiliazioni a cui lo sottopone la classe, Andreoli abbandona il lavoro a metà anno. Prima di andarsene però, svela ai ragazzi che la creazione della sezione H è stata un’idea del Preside che aveva deciso di isolarli in una classe “ghetto", sicuro di poter dimostrare che il rendimento delle altri classi sarebbe migliorato.
    A cento giorni dall’esame di maturità, i ragazzi si accorgono di essere spacciati, non riusciranno mai a superare l’esame. Il solo modo per salvarsi è farsi aiutare dall’unica persona che credeva in loro, il professor Andreoli. Riusciranno con il suo aiuto a ottenere la tanto attesa maturità?

  • Genere: commedia
  • Regia: Guido Chiesa
  • Titolo Originale: Classe Z
  • Distribuzione: Medusa
  • Produzione: Maurizio Totti e Alessandro Usai
  • Data di uscita al cinema: 30 marzo 2017
  • Durata: 90’
  • Sceneggiatura: Renato Sannio, Alessandro Aronadio e Guido Chiesa
  • Direttore della Fotografia: Emanuele Pasquet
  • Montaggio: Luca Gasparini
  • Scenografia: Tonino Zera
  • Costumi: Patrizia Chericoni
  • Attori: Alessandro Preziosi, Antonio Catania, Andrea Pisani, Greta Menchi, Enrico Oetiker, Alice Pagani, Luca Filippi
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    Intervista a Guido Chiesa - Regista


    Come è nata l'idea di questo film?
    La Colorado Film ci ha chiesto di sviluppare una storia ambientata nel mondo della scuola. In questo processo, abbiamo conosciuto i responsabili del portale Scuola Zoo, nato alla fine dello scorso decennio grazie ad uno studente, Paolo De Nadai, che per denunciare lo scarso impegno di alcuni insegnanti aveva postato su Youtube il filmato di un suo professore che dormiva in classe. Il video ebbe un successo clamoroso. Questo ragazzo è oggi un imprenditore di successo, che con Scuola Zoo si rivolge a una platea di milioni di studenti, muovendosi tra aspetti più goliardici (come i viaggi post maturità) e altri più seri (come quello di realizzare le campagne elettorali di aspiranti rappresentanti di istituto, al fine di migliorare la scuola sia dal punto di vista delle strutture che didattico). I promotori del portale ci hanno raccontato la realtà del mondo scolastico dal punto di vista dei ragazzi, delle loro aspettative e problemi. Su questa base, Alessandro Aronadio, Renato Sannio ed io abbiamo elaborato varie idee. Tra queste, la Colorado ha scelto "Classe Z", decidendo al contempo di continuare la collaborazione con Scuola Zoo, che è co-produttore minoritario del film. La scelta di proporre la sceneggiatura a Medusa, infine, nasceva dal comune desiderio di continuare il felice rapporto nato con il successo di "Belli di papà". Per quanto mi riguarda, avevo un interesse personale molto forte, perché ho due figlie che frequentano il liceo, una delle quali alle prese quest'anno con gli esami di maturità. L’obiettivo era di realizzare una commedia che parlasse del mondo della scuola attraverso il conflitto tra due idee di didattica: una più orientata verso l’efficienza, la meritocrazia e la selezione; un’altra più attenta agli studenti in quanto “persone”, alla loro crescita e creatività. Ovviamente, dovendo dar vita ad una commedia, abbiamo volutamente esasperato i toni ed "estremizzato" le situazioni".

    Che cosa si racconta in scena?
    Il primo giorno dell’ultimo anno, un gruppo di studenti di un liceo scientifico trova ad attenderli una strana sorpresa: sono stati spostati dalle rispettive classi nella neonata sezione H, creata ex novo per loro. Motivo: il sovraffollamento delle classi. Lo spostamento non turba più di tanto i ragazzi e nessuno sentirà la loro mancanza. Sono infatti elementi altamente individualisti e notoriamente problematici. C’è la ragazza che va bene a scuola ma litiga con tutti; la fashion victim che va avanti grazie alle raccomandazioni della mamma; una coppia di gemelli cinesi che parla con accento romano e non lega con nessuno. E poi lo spaccone pluriripetente, il "casinista" continuamente dedito agli scherzi, l’erotomane apatico, l’introverso cronico spesso assente. Per i ragazzi, la vita nella nuova classe è una pacchia. Nella neonata sezione, infatti, i professori tendono a non essere molto severi o a disinteressarsi completamente della didattica.  L’unico professore apparentemente intenzionato a cavare qualcosa di buono da questo gruppo di “sfigati” e piantagrane è il giovane supplente d’italiano, Marco Andreoli, ossessionato dalla figura del professor Keating di L’attimo fuggente. Ma anche lui deve scontrarsi con il disinteresse e la facinorosità degli studenti, i quali lo bersagliano di scherzi e lo deridono per il suo idealismo. A metà anno, dopo l’ennesima beffa ai suoi danni, Andreoli svela ai ragazzi che la storia del sovraffollamento è una bugia. La verità è che il preside (Alessandro Preziosi) a inizio anno, nel pieno rispetto della legge, ha deciso di fare un esperimento al fine di capire se, togliendo gli alunni “difficili” dalle rispettive classi, il rendimento degli altri studenti sarebbe migliorato. Come minimo, mettendoli in una classe “speciale”, li poteva tenere sotto controllo. Rivelato ciò agli studenti, Andreoli, il quale aveva aderito pieno di entusiasmo al progetto del preside, lascia la scuola riconoscendo il proprio fallimento, pieno di risentimento verso quei ragazzi che non è riuscito ad aiutare. L’abbandono è così radicale che Andreoli non avvisa nessuno, e per questo viene deferito ad una commissione disciplinare per abbandono del posto di lavoro. I ragazzi all’inizio non danno peso alle sue parole, ma poco per volta si rendono conto che ha detto la verità: tutti li considerano dei vuoti a perdere, e neanche i trucchetti per copiare, con cui se la sono cavata negli anni precedenti, riescono a fargli prendere la sufficienza. Non resta che studiare! Il problema è che, individualisti come sono, non riescono a darsi una mano e ormai mancano poco più di 100 giorni all’esame... Pensa che dal racconto, oltre al divertimento, emergano anche riflessioni su temi civili e sociali? "Classe Z" è un film “ad altezza ragazzi” e questa è una grande differenza rispetto a tanti altri titoli sul mondo della scuola, in genere raccontati dal punto di vista dei professori. Agli occhi degli adulti, i giovani che raccontiamo appaiono ribelli senza causa, senza ideologia, casinisti per il gusto di esserlo. Oppure apatici, ossessionati dai social, superficiali. In entrambi i casi, incomprensibili. Sono i protagonisti delle nostre cronache sociologiche o di best seller come "Gli sdraiati" di Michele Serra. Noi abbiamo cercato di metterci dalla loro parte, non per “compiacerli”, ma per provare a capire che cosa c’è dietro questi atteggiamenti. Il mondo della scuola è uno straordinario strumento di lettura dell’universo giovanile: è lì che, fuori dal rapporto con i genitori, i ragazzi fanno esperienza dei loro primi conflitti “sociali”, delle prime relazioni sentimentali, dove mettono alla prova la loro ancora fragile identità. Personalmente ritengo che il nostro sistema scolastico sia decisamente in crisi. Si fonda su un modello ottocentesco nato per eliminare l'analfabetismo e permettere a fasce sempre più vaste della popolazione di emanciparsi tramite l’istruzione. Un modello che aveva come punto di approdo privilegiato il mondo del lavoro industriale, tecnico-scientifico o al massimo accademico. Questo modello oggi non ha più senso. Prima l’Università, adesso la scuola media superiore sono diventati dei grandi parcheggi in cui i ragazzi, in mancanza di posti di lavoro, vengono relegati in attesa di non si più che cosa. Gli unici che possono ancora ambire a un impiego adeguato ai loro studi sono i laureati delle materie tecnico- scientifiche. Soprattutto se di famiglie benestanti o con appoggi. Per tutti gli altri, il destino è segnato: corsi di laurea con poche prospettive, abbandono degli studi o fuga all’estero. Il nostro modello scolastico non favorisce in alcun modo la creatività, l’inventiva, i talenti che non si inquadrano nella logica programma/verifica/voto. Non dico che a scuola si debba insegnare “Youtube”, ma la noiosa processione di interrogazioni e pagelle con professori e studenti demotivati, che senso ha? E’ un sistema che penalizza la persona (sia il ragazzo che il docente) e che si adatta solo a chi si comporta da bravo soldatino. Tutti gli altri rischiano di diventare solo dei vuoti a perdere. Ciò detto, “Classe Z” non è un film di denuncia, ma nemmeno un divertimento fine a se stesso. Abbiamo cercato di realizzare un film per i giovani ma non giovanilistico. Non ho mai pensato di girare un film come se fosse realizzato di uno di loro, ma ho cercato di dar vita ad un’opera in cui i ragazzi si potessero rispecchiare. Ho tentato di mettermi alla loro altezza, cercando di guardarli negli occhi, pur nell’ambito di una commedia.


    Come ha scelto i suoi attori?
    Tutti attraverso provini. Alcuni li conoscevo già, come Armando Quaranta, che interpreta la parte di Yuri e che aveva avuto un piccolo ruolo in "Belli di papà". Tra gli altri, Greta Menchi, la giovane youtuber star del mondo giovanile, è la candidata che ha sostenuto il maggior numero di provini. Non scelgo mai gli interpreti solo perché sono popolari. L'importante è che siano giusti per i personaggi: quando Maurizio Totti mi propose di valutare Francesco Facchinetti con un provino per “Belli di papà” rimasi perplesso, ma dopo avergli fatto un provino lo trovai perfetto per il ruolo. Per quanto riguarda poi Andrea Pisani posso dire che, dopo averlo diretto in "Belli di papà", vorrei sempre lavorare con lui. E’ un attore che trovo straordinario. Sapevo che sarebbe stato l'interprete giusto per un personaggio complesso come Andreoli. Stessa cosa per Antonio Catania: il suo funzionario della commissione disciplinare genera momenti di comicità irresistibile nel rapporto con gli studenti, ma è altrettanto efficace quando si scontra con il preside Alessandro Preziosi. Quest’ultimo, invece, è arrivato nel cast dopo una ricerca faticosa. Quando Preziosi ha letto il copione mi ha confessato che,
    oltre a recitare, è anche preside onorario di un istituto privato. Era molto stimolato dalla prospettiva di interpretare quel personaggio sebbene fosse il "cattivo" della storia.

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Andrea Papale

    1 – CLASSE Z è un film che parla di scuola, studenti e professori. Secondo la Vostra opinione di chi è il punto di vista adottato nel film?

    2 – Secondo la Vostra esperienza come studenti di un liceo, quali sono le cose che non possono mancare in un film a tema scolastico/studentesco?

    3 – Gli studenti di questa sezione particolare di cui parla il film, nonostante delle diversità evidenti, hanno tutti qualcosa in comune tra di loro? Se si che cosa?

    4 – Marco Andreoli è un professore atipico perché cerca di utilizzare un metodo di insegnamento diverso rispetto alla norma. Credi che, nella vita reale, possano esistere professori del genere? E possono, secondo voi, avere un effetto benefico verso i loro studenti?

    5 – Il professore Andreoli cita in continuazione il film “L’Attimo fuggente”. Secondo voi (se l’avete visto) perché è così legato a questa pellicola?

    6 – Il film è ambientato ai giorni nostri, tra una tecnologia sempre presente e un’interazione che non può non passare attraverso un “social”. Vi riconoscete nella descrizione che viene fatta dei ragazzi nel film? Pensate che sia un film che sia direttamente che indirettamente, possa parlare della vostra condizione di oggi?

    7 – In che modo il sistema scolastico italiano viene rappresentato in questo film? Credete che sia una descrizione veritiera? O pensi che manchino alcuni elementi? Motiva la tua risposta.

    8 – Il film nasce anche grazie alla collaborazione di SCUOLA ZOO e il suo fondatore, studente qualsiasi che, sia per gogliardia che per satira, ha creato una piattaforma in cui poter far sfogare gli studenti di tutta Italia sulla condizione odierna della scuola e di tante piccole realtà che non sarebbero arrivate alla conoscenza di tutti, riscuotendo un successo mediatico strepitoso. Conosci questa realtà? La seguite? Vi interessa o no? Motivate la vostra risposta.

    9 – Questa commedia cerca di mettere in scena due due idee di didattica differenti: quella basata sulla  meritocrazia e quella basata sul caso personale specifico di studente per studente. Secondo voi ne esiste una più giusta? Se si, quale?

    10 – Secondo la vostra esperienza di studente quali sono i veri studenti “problematici”? Quale è il vero significato di questa categoria?

    11 – Pensate che il sistema didattico odierno italiano debba avere modifiche strutturali? Se si, quali?

    12 – Il regista di questo film afferma “Abbiamo cercato di realizzare un film per i giovani ma non giovanilistico”. Che cosa voleva dire secondo voi?

    13 – Essendo un film che vede come protagonisti dei ragazzi, importanti sono anche le figure dei “grandi”. In che modo ne escono fuori? Che rappresentazione ne viene data?

    14 – La risoluzione del film, comunque, fa capire di come, alcune volte, non seguire, proprio alla lettera, regole e andare “fuori dai binari” possa anche dare dei risultati positivi. Siete d’accordo con questa visione?

    15 – All’arrivo del professore Andreoli i ragazzi reagiscono facendogli una serie di scherzi sempre più cattivi, “bullizzandolo” nel vero senso della parola. Credete che sia una realtà così distante da quella che si vive oggi in molte scuole?

    16 – Tanti anni fa in Italia esistevano davvero le così dette “classi differenziali” per alunni con problemi dell’apprendimento o particolari caratteristiche sociali. Secondo voi ha senso questo tipo di metodo scolastico? Come la prenderesti se oggi nella tua scuola venissero introdotte?

    17 – La scuola è una piccola società in miniatura, con le sue regole e i suoi ruoli. Secondo voi che cosa è importante per renderla un ambiente includente per tutti?

    18 – Questo è un film corale dove però ogni personaggio ha una sua storia ben definita. Con quale dei protagonisti ti siete immedesimato di più? Perché?

    19 – Vorreste avere o avere avuto, negli anni di scuola, un professore come Marco Andreoli? Se sì perché?

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