La mia famiglia a soqquadro In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Martino Manetti è un ragazzino di undici anni. Vive con la sua bella famiglia, composta da mamma Anna, papà Carlo e il fratellino Teo. Non gli è mai mancato niente, almeno così ha sempre pensato. Di certo non gli è mai mancato l’amore dei suoi genitori. Ma per un bambino di undici anni è davvero la cosa più importante? Arriva il momento di abbandonare le scuole elementari ed entrare nel mondo delle medie. Quindi nuovi compagni, nuovi insegnanti, nuova scuola! Il primo giorno delle medie, come ci dirà lo stesso Martino sarà il giorno più brutto della sua vita! Suo malgrado si scontra con una realtà inaspettata: è l’unico della classe ad avere ancora i genitori insieme! Tutti i suoi compagni hanno doppie famiglie e quindi doppi regali, doppie vacanze in posti esotici ed entusiasmanti, mentre lui va tutte le estati, da quando è nato, nella casa di campagna, con le mucche, i maiali e le galline! Tutti hanno un cellulare, un computer, un tablet, mentre lui no! Reazione obbligata, invidiare i suoi compagni che ormai lo ritengono uno “sfigato”! Deve trovare una soluzione, per avere un riscatto e per essere uguale agli altri. Da qui scatta in lui l’idea diabolica di far separare i suoi genitori, nell’illusione di poter godere anche lui degli stessi benefici dei compagni e la situazione gli sfuggirà di mano. Gli equilibri saranno ancora più compromessi dall’arrivo inaspettato di nonna Fiore, madre di Anna, famosa attrice di Broadway che ritorna dopo tanti anni.

    Le vite di tutti i componenti della famiglia saranno messe a dura prova e tutti, Martino compreso, saranno costretti ad intraprendere un importante percorso di cambiamento che li condurrà fino alla risoluzione finale.

     

  • Genere: commedia
  • Regia: Max Nardari
  • Titolo Originale: La mia famiglia a soqquadro
  • Distribuzione: Europictures
  • Produzione: Reset Productions srl
  • Data di uscita al cinema: 30 marzo 2017
  • Durata: 90’
  • Sceneggiatura: Max Nardari & Fausto Petronzio
  • Direttore della Fotografia: Beppe Gallo
  • Montaggio: Carlo Balestrieri
  • Scenografia: Fabio Vitale
  • Costumi: Roberto Conforti
  • Attori: Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi, Ninni Bruschetta, Luis Molteni
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:

     

    RELAZIONE DEL REGISTA IN ORDINE ALLE FINALITA’ EDUCATIVE, ARTISTICHE E CULTURALI DEL FILM

    In questo mondo in cui tutto sembra andare al rovescio la normalità diventa un problema. L’originalità de La mia famiglia a soqquadro sta proprio nel fatto che il concetto di diversità, ossia avere i genitori separati, qui viene completa mente ribaltato. Avere una famiglia solida con sani valori, non viene più vissuto come un plus valore ma come un disagio.

    Quello che mi diverte è trattare una vicenda che appartiene ormai alla nostra contemporaneità, spingendo gli spettatori a chiedersi qual è il confine tra ciò che è normale e ciò che non lo è.

    Ho sentito l’esigenza di raccontare una storia a me molto vicina in quanto Martino, il piccolo protagonista, vive delle dinamiche interiori che conosco molto bene. Io stesso, negli anni dell’adolescenza, ho trascorso il periodo scolastico con grandi difficoltà relazionali. Ritenevo che l’unico modo per essere accettato dai miei coetanei fosse uguagliarli il più possibile, seguire i loro interessi, i loro hobby e il loro look, ma tutto questo era davvero uno sforzo inutile e soprattutto illusorio. Crescendo mi sono reso conto dell’importanza di dare valore alla propria identità e che la diversità che tanto mi spaventava era proprio il mio punto di forza.

    Anche Martino capirà tutto questo, ma solo dopo un percorso lungo e travagliato nel quale coinvolgerà tutte le persone che gli vogliono bene. Proprio attraverso di lui, tutti i personaggi del film avranno modo di mettere in discussione la loro vita e le proprie scelte.

    Anna, la madre di Martino si accorge che per dedicarsi alla famiglia ha messo da parte se stessa, probabilmente perché avendo avuto una madre assente, vuole essere il suo opposto. Proprio questa vicenda le darà l’occasione di avere finalmente un confronto con sua madre Fiore, la quale a sua volta capirà i suoi errori ed il suo egoismo.

    Carlo, il  padre  di  Martino,  si  rende  conto  di  aver  sempre  vissuto  prima all’ombra di suo padre e oggi del suo capo. Solo nel momento in cui rischia di perdere sua moglie, tirerà fuori una grinta inaspettata che gli permetterà di ottenere il suo riscatto.

    Anche i personaggi minori vengono coinvolti inevitabilmente in questa vicenda e anche loro saranno costretti a guardarsi allo specchio, facendo un percorso di cambiamento.

    Sono tematiche molto profonde che potrebbero sembrare non adatte ad un film “leggero”, ma il mio obiettivo è proprio quello di toccare temi così importanti, u- tilizzando il linguaggio fresco e immediato della commedia, per arrivare più facilmente a tutti.

    Ritengo che a volte il modo migliore per riflettere è farlo ridendo tra le lacrime, come quei film nei quali si passa da un momento d’ilarità e divertimento ad una commozione inaspettata.

    Il film mira ad essere una commedia sofisticata che si colloca a cavallo tra la commerciabilità dell’americano Mamma ho perso l’aereo (Chris Columbus, 1990) e l’ironia impegnata di film come Little Miss Sunshine ( Jonathan Da-yton e Valerie Faris, 2006) ed il recente La famiglia Bélier (Eric Lartigau, 2014).

    Lo spettatore potrà entrare nella storia non solo attraverso gli occhi ingenui del nostro protagonista e delle sue immaginazioni, ma anche attraverso la reale quotidianità dei personaggi che gravitano attorno a lui.

    La tematica principale dell’omologazione e dell’accettazione si intreccia con il problema sociale molto attuale delle separazioni, sempre più frequenti,  e  delle  ripercussioni che  hanno sui figli.

    Il 2016 fa da perfetta cornice a questa vicenda in quanto Martino, che vive in una famiglia profondamente tradizionale, si trova a doversi confrontare con suoi coetanei, già ad undici anni succubi di una tecnologia sempre più invasiva.

    Il film è girato interamente nel territorio di Terni, e oltre ad avere il Patrocinio dello stesso Comune, ha anche il sostegno di numerose associazioni e Onlus che hanno apprezzato molto il progetto vista la tematica sociale e l’attualità dei temi trattati.

    Il film è mirato ad un pubblico eterogeneo. I ragazzi si divertiranno a partecipare alle vicende dei nostri piccoli protagonisti, mentre gli adulti apprezzeranno la leggerezza con cui la tematica della disgregazione familiare viene affrontata, e si immedesimeranno nei vari personaggi.

     

    Max Nardari

     

    MAX NARDARI

    Max Nardari è regista, sceneggiatore, produttore e autore musicale. Nasce a Treviso e si laurea al DAMS di Bologna con una tesi su Pedro Almodovar. Trasferitosi a Roma si diploma in regia presso la NUCT di Cinecittà e inizia la sua carriera dirigendo videoclip e scrivendo per diversi interpreti italiani fra cui Raf. Frequenta il corso di sceneggiatura presso la RAI e nel 2003 fonda la sua casa di produzione Reset Production con cui produce e dirige vari cortometraggi, documentari, videoclip. In particolare tra il 2010 e il 2013 realizza una trilogia di cortometraggi sociali chiamata La trilogia della diversitàe distribuita da Rai Cinema Channel . Nel 2014 dirige il suo primo lungometraggio Di tutti i colori prodotto dalle società italiane Bell film di Pietro Innocenzi e White Wolf production in coproduzione con le società russe Oda film ltd e Zori Film ltd.  Nel cast: Giancarlo Giannini, Alessandro Borghi, Nino Frassica, Paolo Conticini, Tosca D'Aquino, Andrea Preti. Nel 2016 scrive dirige e produce con la Reset Production il suo secondo lungometraggio dal titolo La mia famiglia a soqquadro. Nel cast: Marco Cocci, Bianca Nappi, Gabriele Caprio, Eleonora Giorgi e Ninni Bruschetta. 

    Nel 2017 esce in Russia la versione internazionale del film Di tutti i colori dal titolo Love Pret a Portè.

    Attualmente Max è in fase di preparazione del nuovo film Lui & L’altro tratto dal suo omonimo cortometraggio del 2010. 

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Max Nardari

     

    1 – “La mia famiglia a soqquadro” è un film che parla soprattutto delle relazioni a volte complesse che troviamo sia in famiglia che a scuola. Secondo voi nella società attuale è più facile omologarsi o essere se stessi?

     2 – Secondo voi quali sono gli elementi principali che mettono la famiglia di Martino “a soqquadro”? E in generale quali sono i rischi maggiori che possono mettere “a soqquadro” una famiglia?

     3 – Gli studenti raccontati nel film, tranne Martino, hanno tutti qualcosa in comune tra di loro? Se si che cosa?  4 – Il film è ambientato ai giorni nostri in un contesto in cui la tecnologia regna sovrana. Vi riconoscete nella descrizione della scuola e dei suoi studenti? Pensate che sia un film che possa parlare della vostra condizione di oggi?  5 – Qual è il motivo principale per cui Martino, il nostro protagonista, si sente diverso dagli altri avvertendo un disagio?

     6– Secondo la vostra esperienza quali sono i veri studenti “problematici”? Avete mai avuto esperienze di bullismo a scuola? Come vi siete rapportati?  7 – Il regista di questo film afferma: “In questo mondo in cui tutto sembra andare al rovescio la normalità diventa un problema.” Che cosa intende secondo voi?

     8 –La scuola è una piccola società, un’altra famiglia, con le sue regole e i suoi ruoli. Secondo voi che cosa è importante per renderla un ambiente accogliente e più educativo per tutti? 

     

     9– Questo è un film corale dove però ogni personaggio ha una sua storia ben definita. C’è qualcuno dei personaggi con i quali vi siete immedesimati particolarmente e perché? 

    10- C’è un elemento in particolare che cambia le sorti della vita di Martino? 

     

    11- Nel film si parla di disgregazione familiare. Qual è la vostra opinione in merito? 

     

    12– Il film mette in luce sia le vite dei figli che quelle dei genitori. Vi siete immedesimati anche nelle figure degli adulti o solo in quelle dei vostri coetanei?

     

    13- I genitori, raccontati nel film, di fronte alla separazione,  reagiscono in modo diverso: il padre si sente profondamente umiliato e frustrato, la madre, invece, cerca di riprendere in mano la sua vita, ripescando i suoi sogni nel cassetto. Che ne pensate di questo diverso modo di reagire?

     

    14- Il film tocca diverse generazioni. Viene accennata anche la difficile relazione tra madre e figlia. Che esperienza avete in merito? Che rapporti avete con i vostri nonni? Vi piacerebbe avere una nonna come Nonna Fiore?

     

    15- Il film affronta diverse tematiche. Qual è quella che vi ha colpito maggiormente?

    16- Nel film viene raccontata, in maniera lieve, anche una storia di grande dolore, ovvero quella di Paola Baldini che ha abbandonato il figlio per la carriera. Cosa ne pensate del suo ritorno?

     

    17- Nell’ultima scena Martino fa un’azione molto importante che racchiude un po’ tutto il suo percorso. Che cosa avete provato?

     

     

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