Civiltà perduta In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    1925, il leggendario esploratore britannico Percy Fawcett si avventura in Amazzonia, alla ricerca di un’antica civiltà, lo splendente regno di El Dorado, con lo scopo di fare una delle scoperte più importanti della storia. Dopo aver catturato l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo, Fawcett s’imbarca insieme al figlio, determinato a provare che quest’antica civiltà, da lui rinominata Z, esiste. Ma la spedizione scompare poi nel nulla…

     

  • Genere: avventuroso
  • Regia: James Gray
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione: Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Anthony Gray, Dale Armin Johnson
  • Data di uscita al cinema: 22 giugno 2017
  • Durata: 140’
  • Sceneggiatura: James Gray
  • Direttore della Fotografia: Darius Khondji
  • Montaggio: John Axelrad, Lee Haugen
  • Scenografia: Jean-Vincent Puzos
  • Costumi: Sonia Grande
  • Attori: Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

     

    LA SEQUENZA DEI FATTI

    1905: il maggiore Percy Fawcett staziona con la Royal Garrison Artillery a Cork, in Irlanda, con sua moglie, Nina, e loro figlio, Jack.

    Primi mesi del 1906: la Royal Geographical Society di Londra recluta Fawcett per mappare territori inesplorati in Brasile, Perù e Bolivia.

    Giugno 1906: Fawcett arriva in Bolivia, dove presto riceve notizie sulla nascita del suo secondo figlio, Brian.

    Luglio 1906: Partendo dalla Bolivia, Fawcett e i suoi compagni percorrono la giungla amazzonica in una missione per conciliare alcune controversie di confine tra i paesi limitrofi.

    1908: Fawcett torna in Inghilterra e trascorre l'inverno con la sua famiglia, ma ritorna presto in Amazzonia e traccia il Rio Verde fino alla sua sorgente. Da questo momento inizia a raccogliere indizi, come ceramiche e artefatti, che gli fanno supporre che l'Amazzonia fosse stata una volta la casa di un'antica civiltà, che egli chiama “Z”.

    1910: Mentre aumentano le notizie sulle scoperte di Fawcett, lui tiene una conferenza presso la Royal Geographical Society, descrivendo i suoi sorprendenti risultati. Nel mese di novembre, Nina dà alla luce la figlia Joan.

    1911 - 1912: Fawcett conduce un'altra spedizione attraverso l'Amazzonia. È accompagnato da Henry Costin, da un biologo e da un esploratore polare di nome James Murray. Fawcett e Murray si scontrano tra loro sempre più spesso. Murray  diventa così ammalato e debole che minaccia la sicurezza dell'intero gruppo.

    28 giugno 1914: L'arciduca austriaco Franz Ferdinand viene assassinato, dando inizio alla prima guerra mondiale e richiedendo il ritorno di Fawcett in Inghilterra.

    1915 - 1919: Fawcett viene spedito al fronte occidentale, dove combatte nella battaglia della Somme e  vede perire  migliaia di suoi  connazionali.  Durante la guerra viene promosso a tenente colonnello. Nel 1917 Nina invia una lettera alla Royal Geographical Society, rivelando che Fawcett è stato ferito ed è in fase di recupero.

    28 giugno 1919: poco prima del 52° compleanno di Fawcett, la Germania firma il trattato di Versailles, mettendo fine alla guerra. Di nuovo a casa, soffrendo di depressione, Fawcett diventa ancora più ossessionato di trovare “Z”.

    3 dicembre 1924: Fawcett decide di portare con sé suo figlio Jack in spedizione per scoprire “Z”. Salutano il resto della famiglia e partono per l'America del Sud.

    11 febbraio 1925: Fawcett e Jack partono da Rio de Janeiro per iniziare il loro viaggio nella giungla brasiliana.

    19 maggio 1925: durante la spedizione Jack celebra il suo ventiduesimo compleanno.

    29 maggio 1925: dal profondo nella giungla, Fawcett scrive la sua ultima lettera a casa, dicendo a Nina: "Non devi avere paura dei fallimenti". Poi lui e suo figlio scompaiono.

    1928: George Dyott intraprende una spedizione di ricerca, sperando di salvare Fawcett e Jack, nel caso in cui fossero ancora vivi. Ma la missione non riesce. Seguono altre spedizioni, senza alcun risultato, e negli anni molti ricercatori vengono uccisi o scompaiono.

    1954: Nina Fawcett muore a Brighton, in Inghilterra, all'età di 84 anni. Fino alla sua morte si aggrappa alla speranza che un giorno suo marito e suo figlio possano ritornare.


    IL FILM
    Un racconto epico di coraggio e passione, ritratto con l’inconfondibile stile cinematografico dello scrittore/regista James Gray, Civiltà Perduta è un omaggio allo spirito d’esplorazione e a un tormentato avventuriero spinto fino all'orlo dell'ossessione.
    Civiltà Perduta è scritto e diretto da James Gray (C’era una volta a New York, Two Lovers) e vede come protagonisti Charlie Hunnam (King Arthur, Sons of Anarchy), Robert Pattinson (Twilight, Come acqua per gli elefanti), Sienna Miller (American Sniper, Foxcatcher), Tom Holland (Captain America, Impossibile), Angus Macfadyen (La mia vita è uno zoo, Turn), Edward Ashley (Heart of the sea – Le origini di Moby Dick, Sense8), Clive Francis (Mr. Turner, The Crown) e Ian McDiarmid (Brittania, Star Wars), con una partecipazione straordinaria di Franco Nero (Camelot, Django).
     

    Basato sul romanzo bestseller di David Grann, il film è prodotto da Dede Gardner (Moonlight, La grande scommessa), Jeremy Kleiner (12 anni schiavo, La grande scommessa), Anthony Katagas (12 anni schiavo, Two Lovers), James Gray e Dale Armin Johnson (Oculus – Il riflesso del male, La grande partita). I produttori esecutivi sono Brad Pitt (Moneyball, Fury), Marc Butan (Two Lovers, I padroni della notte), Mark Huffam (The Martian, Salvate il soldato Ryan) e Felipe Aljure (The next three days, L’amore ai tempi del colera). I co-produttori sono Aidan Elliott (American Assassin, Morgan) e Doug Torres (12 anni schiavo, I padroni della notte).
    Il Direttore della Fotografia è Darius Khondji (Se7en, Amour). Le scenografie di Jean- Vincent Puzos (Amour, The childhood of a leader). Il montaggio di John Axelrad (Crazy Heart, C’era una volta a New York) e Lee Haugen (Dope, Papillon). Le musiche di Christopher Spelman (C’era una volta a New York, Two Lovers). I supervisori delle musiche sono George Drakoulias (La vita segreta di Walter Mitty, Zodiac) e Randall Poster (Silence, Grand Budapest Hotel). I costumi sono di Sonia Grande (Julieta, Magic in the Moonlight). I casting di Kate Ringsell (Papillon, Sense8).

    NOTE DI REGIA
    Mentre Civiltà Perduta percorreva il suo lungo e arduo cammino verso il grande schermo, il film è diventato qualcosa di simile a un’ossessione per me – suppongo proprio per il suo tema. Le preoccupazioni di Percy Fawcett nei confronti dell’Amazzonia e le sue popolazioni sono state motivate da molti fattori, e la sua storia è caratterizzata da incredibili colpi di scena e risvolti. Ma quando io ho letto il libro di David Grann, c’è stato un aspetto che mi ha colpito in particolare: quella era la storia di una persona per la quale la ricerca significava tutto. Il suo sogno di trovare un'antica civiltà amazzonica  gli ha permesso di attraversare difficoltà inimmaginabili, superare lo scetticismo della comunità scientifica, tradimenti di ogni tipo e anche gli anni trascorsi lontano dalla sua famiglia.
    Il film tocca anche il tema delle classi sociali, nonché la difficoltà che alcuni individui hanno nell’adattarsi comodamente alla società. Inoltre, ero affascinato dalle lotte interne di Fawcett. Allo stesso tempo si trova a scontrarsi con la comunità scientifica e i militari britannici, ma è anche un uomo in guerra con se stesso: ambizioso ufficiale dell'esercito, inasprito per una ragione apparentemente oscura; un uomo di famiglia e un patriota devoto che diventa un esploratore inquieto; un soldato preciso e pragmatico che ha una fede quasi spirituale nell’esistenza di “Z”. Come spesso accade nei miei film, Civiltà Perduta esamina la dinamica della famiglia. Ero particolarmente attratto dal legame infrangibile tra Percy e la sua fedele moglie Nina, così come quel rapporto complesso tra
     
    Percy e il suo figlio maggiore Jack, che da bambino risente molto dell'assenza di suo padre, ma poi si unisce a lui in quella che risulta essere la sua spedizione finale.
    Infine c'è la relazione tra Percy e la giungla stessa, che diventa un personaggio centrale nel film. Abbiamo girato le scene dell’Amazzonia nella foresta pluviale colombiana. E sebbene le avversità sopportate dal nostro cast e dalla troupe non erano nulla rispetto alle privazioni subite da Fawcett e i suoi uomini, abbiamo comunque dovuto affrontare la nostra buona parte di difficoltà - dai serpenti agli attacchi di febbre tropicale. Io, nato e cresciuto a New York, non potevo essere più lontano dal mio elemento naturale come in quel luogo. Abbiamo scelto di girare il film su pellicola da 35 mm (cosa che ho fatto per tutti i miei film finora), ma ciò si è rivelato particolarmente impegnativo nel bel mezzo della giungla. Le location così lontane hanno richiesto di far volare la pellicola girata per migliaia di chilometri per essere rielaborata e montata, il che significava che non vedevamo il girato quotidiano fino a una settimana dopo. Eppure, alla fine credo che l'autenticità di quei luoghi ne abbia fatto valere la pena.
    Potrebbe essere difficile per noi oggi immaginare un mondo in cui ci siano ancora grosse zone della terra incontaminate, ma alcune cose non sono cambiate dall'alba del XX secolo. Per me, il tema più universale e senza tempo che attraversa Civiltà Perduta è che, come dice Fawcett nel film, "Siamo fatti tutti della stessa pasta".

    James Gray, sceneggiatore e regista

    LA SCOPERTA DI GRANN
    La continua ricerca di Percy Fawcett nel voler scoprire una civiltà perduta ha inizialmente catturato l'attenzione David Grann, quando stava facendo delle ricerche per un libro su Sherlock Holmes. L'autore, che viveva a Brooklyn e scriveva per il New Yorker, ha notato dei riferimenti a Fawcett come l’esploratore che aveva ispirato Sir Arthur Conan Doyle per creare il suo romanzo di fantasia, Il mondo perduto.
    "La storia di Fawcett aveva tutti questi elementi elettrizzanti - mistero, ossessione, morte, follia - così come molti allettanti appigli intellettuali", dice Grann. "Mi sono reso conto di essere stato completamente catturato dalla storia quando ho detto  a  mia moglie che stavo programmando di stipulare una polizza di assicurazione sulla vita e seguire le tracce di Fawcett in Amazzonia".
    La decisione di Grann di ripercorrere il cammino di Fawcett nella giungla è arrivata dopo l’aver scoperto diverse carte private e segrete dell'esploratore in una casa appartenente alla nipote di Fawcett a Cardiff, nel Galles. "Mi ha invitato in una stanza sul retro, ha aperto questa vecchia panca, e dentro c’erano diari coperti di polvere con le rilegature ormai distrutte", ricorda l'autore. "Fawcett scriveva a caratteri minuscoli e in un lingua quasi codificata, perché non voleva che i rivali scoprissero la città perduta prima di lui.
     
    Mi ci è voluto moltissimo per decifrarli, ma questi diari e registri mi hanno dato notevoli indizi sulla sua rotta segreta verso “Z”.
    Durante il suo viaggio in Amazzonia, Grann incontrò un membro della tribù degli Indiani di Bakairi, una donna che adesso ha almeno 100 anni, che ricordava di aver visto Fawcett quando era bambina. "Sono sicuro che sia l'ultima testimone oculare ancora in vita ad averlo visto", dice. "Ha pensato: chi sono queste persone e perché si stanno addentrando nella giungla?".
    Quando si è trattato di analizzare il destino misterioso di Fawcett, Grann si è basato sulle storie orali tramandate da generazione in generazione dagli Indiani di Kalapalo, che ha incontrato nel bacino meridionale dell'Amazzonia. "Secondo i loro racconti, avrebbero detto a Fawcett: "Non andare in Oriente perché lì vivono dei feroci indiani", ma lui insistette per andare in quella direzione. Per diversi giorni poterono vedere il fuoco dell’accampamento di Fawcett che spuntava da sopra gli alberi della giungla, poi un giorno sparì. La tribù andò a indagare e trovò l’accampamento, ma non c'era più nessuna traccia di Fawcett".


    IL VIAGGIO: DALLA PAGINA AL GRANDE SCHERMO
    Nel 2005 le avventure di Grann in Amazzonia vennero raccontate nel The New Yorker. L'articolo, intitolato La città perduta di Z, è stato pubblicata il 19 settembre del 2005. "Ho passato molti mesi su quell’articolo, mi ci sono volute circa 20.000 parole", dice Grann. "Ma poi è accaduto qualcosa di interessante. Ogni volta che avessi mai scritto una storia per il New Yorker, dopo la pubblicazione non volevo più tornare sull’argomento; non volevo pensarci ancora. Questa è stata la prima volta in cui ho finito un pezzo che ha accresciuto la mia ossessione, invece che saziarla. Io avevo ancora delle domande. C'erano posti in cui ancora volevo andare. Le porte continuavano ad aprirsi ed è stato lì che ho pensato: devo scriverci un libro".
    Altri quattro anni di lavoro intenso hanno portato alla realizzazione di La città perduta di Z: il racconto di un ossessione mortale in Amazzonia (Doubleday, 2009). Il romanzo di Grann è diventato un bestseller e nel 2009 il New York Times lo ha definito uno dei dieci migliori libri dell'anno. Dopo che la società di produzione Plan B Entertainment ha opzionato il libro, il co-fondatore Brad Pitt ha invitato lo scrittore/regista James Gray ad adattare il libro per il grande schermo. "Sono rimasto entusiasta di vedere quello che James Gray ha creato dal romanzo", dice Grann. "Credo che il libro e il film  si completino a vicenda meravigliosamente".
    Gray, conosciuto per i suoi film drammatici molto acclamati dalla critica, come Little Odessa, The Yards e Two Lovers, era entusiasta dell’idea di trasformare la narrazione di Grann in un film, ma sapeva che sarebbe stata un’impresa estremamente ambiziosa. "Quando ho letto il libro, mi sembrava quasi impossibile farlo", dice. "La storia coinvolgeva il Regno Unito, la prima guerra mondiale e, naturalmente, la giungla. Ho pensato: qualsiasi film degno di nota deve obbligatoriamente comprendere tutti e tre questi grandi aspetti, e anche se sembra impossibile, mi piacerebbe provarci".
    Dopo il plauso recentemente per C’era una volta a New York, film che allo stesso modo si svolge all'inizio del XX secolo, Gray porta il suo distintivo tocco autoriale in ogni storia che racconta. "Io sono fatto così", dice. "Se le persone mi dicono, „Non sarai mai in grado di fare un film come questo”, io mi sento in dovere di dimostrare che si sbagliano. Ho visto Civiltà Perduta come una grande sfida produttiva, ma anche come una storia molto profonda".
    Affascinato dai rapporti conflittuali di Percy Fawcett con suo figlio e sua moglie, nel film Gray ha voluto affrontare quelle problematiche che ancora oggi stravolgono il mondo. "Civiltà Perduta coinvolge anche la politica in un certo senso", spiega Gray. "I ricchi borghesi britannici non vedevano Fawcett di buon occhio perché suo padre era un alcolista che aveva dilapidato la fortuna familiare. Guardavano dall’alto in basso tutte le popolazioni indigene. Specie quelle che combattevano tra di loro. C'era qualcosa di così potente in questa triste verità sugli esseri umani ... ancora adesso sentiamo la necessità di suddividerci in settori separati, per classe, razza e genere".

    L'UOMO E IL MITO
    Anche se Fawcett svanì nel nulla nel 1925, la sua leggenda perdurò nel tempo, a partire dal personaggio del professor Challenger ne Il mondo perduto. Sir Conan Doyle ha modellato l’intrepido eroe del suo romanzo del 1912 su Fawcett, di cui era molto amico. Il professor Challenger è ritornato nuovamente nel film muto del 1925 che porta lo stesso nome, e nel 1960 l'attore Claude Rains ha messo un po’ di Fawcett nell'esploratore britannico nel film di Irwin Allen Il mondo perduto.
    Il libro di Conan Doyle ha poi ispirato l'autore Michael Crichton nello scrivere il bestseller Jurassic Park, che è diventato un fenomeno culturale grazie all'adattamento cinematografico di Steven Spielberg nel 1993. Crichton ha reso omaggio direttamente al lavoro di Conan Doyle intitolando il suo sequel – adattato da Spielberg nel 1997 – Jurassic ParK: Il Mondo Perduto.
    Inoltre in molti pensano che il personaggio immaginario di Indiana Jones possa somigliare, o forse ne sia stato ispirato, a Fawcett. Anche se la connessione tra i due  non sia mai stata ufficialmente confermata, gli editori della serie di libri per bambini di Indiana Jones hanno sempre sotteso un apparente e referenziale legame tra i due avventurieri. Nel libro del 1991, Indiana Jones: i sette veli, pubblicato dopo il rilascio della trilogia originale di Indiana Jones di Spielberg, l'archeologo va in Amazzonia dopo aver scoperto alcuni manoscritti segreti di Fawcett che raccontavano la sua ricerca di  una città perduta.
    Tuttavia, gran parte del mistero che ruota attorno a Fawcett nasce proprio dai suoi manoscritti risalenti alla sua ultima spedizione del 1925. "Nella sua spedizione finale, quando è andato in cerca della città perduta di „Z”, Fawcett tracciò delle mappe e le consegnò ai nativi americani che incontrò nella giungla", spiega Grann. "Loro avrebbero dovuto conservare le mappe e, infine, raggiunge una città da cui poterle telegrafare".
    I giornali sostengono che la spedizione di Fawcett abbia affascinato milioni di lettori con le sue missioni nella giungla. "Tutti seguirono la spedizione di Fawcett, fino a che improvvisamente si persero le sue tracce", dice Grann. "La gente si chiedeva cosa fosse successo. Era forse troppo concentrato su „Z” per ritornare in patria? Quella curiosità ha generato un folklore enorme. C'erano spettacoli teatrali. C'erano ballate. C'è un episodio di Tin-Tin dove appare il personaggio di Fawcett. Ha prenso le sembianze di una sorta di figura mitologica".
    Forse il fascino di Fawcett potrebbe essere anche attribuito ai tremendi sacrifici che l'esploratore ha dovuto affrontare. Durante la prima guerra mondiale, la sua vista venne danneggiata durante un attacco con gas velenoso, mentre guidava un battaglione di soldati sui campi di battaglia della Francia. Fawcett soffrì molto anche a causa del sistema accademico dell'Inghilterra. "La comunità scientifica accusava Fawcett di essere un po’ pazzo", dice Grann. "A causa dei pregiudizi sulla razza, le persone in Inghilterra ipotizzavano che i nativi americani non sarebbero mai stati in grado di civilizzarsi. In molti modi Fawcett ha dimostrato a quegli scettici che si sbagliavano".
    A livello personale, Fawcett ha pagato un prezzo molto elevato per perseguire il suo sogno, poiché raramente ha trascorso del tempo a casa con la moglie e i suoi figli. "L'ossessione di Fawcett ha richiesto enormi sacrifici", dice l’attore Charlie Hunnam, che interpreta Fawcett nel film. "Andava via per tre o quattro anni alla volta, abbandonando fondamentalmente la sua famiglia". E nella foresta pluviale Fawcett resistette alle difficoltà senza lamentarsi, mentre decine dei suoi seguaci morivano di malaria e per altre malattie tropicali. "Camminava per 18 ore al giorno, con tempo orribile e con niente da mangiare, ma Fawcett non cedette mai", si meraviglia Hunnam. "Lui non ha mai avuto la febbre gialla, non è mai stato attaccato dai serpenti. Possedeva la qualità di essere indistruttibile".

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1)    El Dorado, la città d’oro, è stata la base per tante ricerche di avventurieri che si sono addentrati nella giungla dell’Amazzonia nelle speranza di impadronirsi di enormi quantità di materia aurea. Molti non sono tornati e molti hanno dovuto rinunciare per i pericoli nascosti nella pericolosissima giungla amazzonica. Perché, nonostante tutto, provarono in tanti?
    2)    Anche Percy Fawcett tentò, portando con sè il figlio maggiore Jack, di attraversare la giungla e giungere alla misteriosa El Dorado? Ci riuscì oppure come gli altri esploratori ebbe una serie di problemi che bloccarono la sua ricerca?
    3)    Perché Fawcett, onde giungere a partire per la sua esplorazione, ebbe duri e frequenti litigi con la comunità scientifica e l’alto comando militare britannico?
    4)    Perché Fawcett, da ambizioso ufficiale dell’esercito, da patriota devoto, da sposo legatissimo a sua moglie Nina, divenne un esploratore inquieto, disposto a lasciare per la sua ricerca tutto ciò in cui prima aveva creduto?
    5)    Quali erano i rapporti che legavano Percy e Jack, il suo figliolo maggiore? E perché l’esploratore lo condusse con sè alla ricerca della mitica El Dorado?
    6)    Non bisogna dimenticare che la vera protagonista insieme a Percy, soprattutto nella seconda parte del film, è la giungla che agisce come un personaggio reale, un nemico vivo e vero con la diffusione delle mortali febbri tropicali, con i serpenti che, nascondendosi nei meandri dell’alta erba amazzonica, attaccano gli individui con il loro veleno e con la forza delle loro spire. Eppure Fawcett, sapendo i pericoli cui andava incontro e cosciente che c’erano buone probabilità che non sarebbe tornato nonostante questo viveva in lui lo spirito dell’avventura che lo spingeva a correre incontro alla morte o la speranza di giungere per primo alla mitica El Dorado di cui era convinto dell’esistenza?
    7)    David Grann, l’autore della biografia di Percy Fawcett sostiene che la storia dell’esploratore contiene tutti elementi elettrizzanti della vita di un uomo: ossessione, amore, passione e follia. Siete d’accordo con Grann?
    8)    Grann, grazie a una nipote di Fawcett, trova nella casa della signora un vecchio baule dove c’è una mossa di appunti dell’esploratore sul progetto del suo viaggio verso la città d’oro. Gli appunti sono tutti scritti a caratteri piccolissimi, difficilissimi a leggere. Forse il tipo minuscolo di scrittura, usato da Percy, aveva lo scopo di creare notevoli difficoltà nell’essere letto nel timore che le sue ricerche, puntualmente annotate, avrebbero potuto portare qualcuno a facilitargli la via per l’El Dorado?
    9)    Dalla fine misteriosa di Fawcett sanno qualcosa gli indiani di Kalapalo che si trasmettono, di generazione in generazione, il fatto di averlo incontrato e di avergli raccomandato di non andare in Oriente perché “là vivevano feroci indiani”. Perché Fawcett non diede loro ascolto?
    10)    La leggenda di Fawcett, anche se egli svanì nel nulla nel 1925, perdurò nel tempo attraverso libri e film: Sir Arthur Conan Doyle, amico di Percy, scrisse nel 1912 e nel 1925 due libri su di lui (dal secondo venne poi tratto un film). Fawcett rivisse in Claude Rains nell’esploratore britannico del film “Il mondo perduto” di Irving Allen (1960).
    Michael Crichton, nello scrivere il best seller “Jurassik Park”, da cui Steven Spielberg, nel 1933 trasse un film dallo stesso titolo, si ispirò alle opere di sir Conan Doyle e poi, dando alla sua seconda opera sullo stesso argomento il titolo “Jurassik Park- il mondo perduto” da cui Steven Spielberg, nel 1977, realizzò un altro film, rese onore al grande scrittore britannico e all’esploratore di cui lo scrittore aveva narrato la storia. E’ giusto dire, con tutti questi riferimenti è logico che la leggenda di Percy Fawcett viva ancora?

     

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