Tutto quello che vuoi In evidenza

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  • Sinossi:

     

    La storia di Giorgio, un carismatico poeta di 85 anni, un intellettuale che non ha mai guadagnato grandi fortune ma che è stato amico di Sandro Pertini e ha vissuto grandi slanci e potenti passioni prima di essere colpito dal morbo di Alzheimer, che, a poco a  poco, lo sta privando della lucidità. E’ ospite di una generosa padrona di casa (Raffaella Lebboroni) che, accortasi, col tempo, della sua crescente vulnerabilità finisce col convincersi che lui abbia bisogno di qualcuno che lo accudisca, una sorta di badante. Gli propone così la compagnia di Alessandro (interpretato dall’esordiente Andrea Carpenzano), un ruspante ventenne trasteverino piuttosto ignorante, testardo e litigioso. Si tratta di due tipi inconciliabili per età, cultura, storie personali e modi di essere e di parlare ma, una volta chiamato ad occuparsi di Giorgio, Alessandro finirà con l'incuriosirsi sempre di più alla vita dell'elegante vegliardo.
    L’incontro tra i due si trasforma in un percorso di conoscenza reciproca, una sorta di romanzo di formazione sul filo del confronto generazionale. Giorgio ha forti vuoti di memoria, dimentica spesso i nomi e non riconosce le persone, ma con l'arrivo di Alessandro e dei suoi amici (che gli si piazzano in casa) migliora e gli si affeziona, così come il ragazzo che cambia e cresce attraverso la sua frequentazione: per Giorgio vedere la tv, giocare a carte e fumare con quei giovani, all'insaputa della attenta padrona di casa, rappresenta qualcosa che gli cambia la vita così come avviene per Alessandro e i suoi amici che si affezionano sempre di più a quell'anziano signore così lontano da loro. Finché questa strana compagnia si metterà in viaggio, sulle tracce di qualcosa di veramente prezioso…

  • Genere: commedia
  • Regia: Francesco Bruni
  • Titolo Originale: Tutto quello che vuoi
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: IBC MOVIE con RAI CINEMA
  • Data di uscita al cinema: 11 maggio 2017
  • Durata: 106’
  • Sceneggiatura: Francesco Bruni
  • Direttore della Fotografia: Arnaldo Catinari
  • Montaggio: Cecilia Zanuso
  • Scenografia: Roberto De Angelis
  • Costumi: Maria Cristina La Parola
  • Attori: Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Emanuele Propizio, Donatella Finocchiaro, Antonio Gerardi, Raffaella Lebboroni, Andrea Lehotska, Riccardo Vitiello, Carolina Pavone
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

     

    NOTE DI REGIA
    Da qualche anno a questa parte, mio padre si è ammalato del morbo di Alzheimer. Gli esordi della malattia – prima che quest’ultima degenerasse e divenisse drammaticamente invalidante – oltre a gettare me e i miei familiari in un prevedibile sconforto, presentavano aspetti anche molto sorprendenti: la tendenza a confondere le persone le une con le altre, a dire cose anche molto sincere e sconvenienti generavano non di rado momenti toccanti, imbarazzanti e – perché no? – anche buffi.
    Ma l’aspetto più interessante era la progressiva regressione verso il passato: nella sua mente prendevano corpo persone e vicende dimenticate, la cui “presenza” dava luogo a rivelazioni impreviste ed anche sconcertanti. L’episodio centrale di questo film – quello relativo alla fuga al seguito dei militari americani, ed al “regalo” da loro ricevuto – è per l'appunto uno di questi, a cui mio padre aveva accennato in passato, ma che non aveva mai raccontato con la dovizia di particolari concessigli dalla malattia.
    Dopo un’iniziale resistenza ad affrontare l’argomento, ho provato ad immaginare una  storia che avesse al centro quell’episodio, ma allontanandola da me, da mio padre, e dal mio contesto familiare. L’immaginazione si è nutrita anche della fascinazione del mio nuovo quartiere, Trastevere, dell’assorbimento dei suoi personaggi e dei suoi ritmi. Il risultato è che “Tutto quello che vuoi” mette insieme, in maniera abbastanza indistinguibile, vissuto personale ed invenzione romanzesca.
    Una volta ultimato il copione, mi sono reso conto che la mia età attuale – 54 anni – si pone alla stessa esatta distanza fra quelle dei due protagonisti, di ventitré ed ottantacinque anni. L’età di mio padre, quella di mio figlio.
    Una coincidenza fortuita, magari: ma che inevitabilmente implica un bilancio fra quello che è stato e quello che potrà essere.

    Francesco Bruni



    Intervista a Giuliano Montaldo (Giorgio)

    Autorevole regista di capolavori come "Sacco e Vanzetti", "Giordano Bruno" e "Marco  Polo" l'87enne vitalissimo Giuliano Montaldo è tornato sul set nei mesi scorsi soltanto  come attore per interpretare come protagonista “Tutto quello che vuoi”, una nuova commedia scritta e diretta da Francesco Bruni, prodotta da Beppe Caschetto  per IBC Movie e Rai Cinema e lanciata nei cinema da 01 Distribution.
    "Che cosa l'ha convinta a recitare in questo nuovo film di Francesco Bruni?"
    "Conoscevo bene da tempo Francesco, che è una persona simpatica, gagliarda e piena di vitalità, idee e proposte. Qualche anno fa siamo stati entrambi docenti al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; lì ho iniziato a capire la sua capacità innata di comunicare e di inventare che si è rivelata tanto preziosa per le sue sceneggiature scritte per i film di Paolo Virzì e per le fiction tv sul Commissario Montalbano. Quando venne da me per propormi di recitare in questo suo film rimasi interdetto, molto di più rispetto alla prima volta in cui, nel lontano 1950, Carlo Lizzani mi chiamò a recitare come protagonista nel suo primo film "Achtung! Banditi!". Francesco iniziò a descrivermi il personaggio che aveva pensato per me e lo vidi molto emozionato, capii che stava vivendo quella storia di un anziano piuttosto segnato dalla vita e alle prese con dei vuoti di memoria attraverso il reale disagio di suo padre che all'epoca aveva problemi analoghi. Mi colpì molto perché si disse convinto che sarei stato capace di rendere al meglio in scena e che avrebbe girato il film soltanto se ad interpretarlo ci fossi stato io. E non solo: ha voluto in scena anche la  mia compagna di una vita, Vera Pescarolo, che compare in un breve ma importantissimo cammeo."
    "Come avete impostato il personaggio di Giorgio?”
    "Bruni ha sempre le idee molto chiare e precise, le sue osservazioni sono sempre pertinenti: è stato molto paziente nel caratterizzare e cesellare il poeta che interpreto, descriverlo con la sua sobria eleganza ed il suo lessico ricercato rappresentava un modo per "alfabetizzare" quel gruppo di giovani piuttosto "coatti" e compiaciuti di esserlo".
    "Ricorda qualche momento della lavorazione particolarmente impegnativo?"
    "Per uno come me che azzarda a riproporsi in questo lavoro ce ne sono stati eccome! Tornavo a recitare dopo tanto tempo e questo all'inizio mi ha fatto una certa impressione. Conservo ricordi molto piacevoli anche per merito del cast e della troupe, penso soprattutto al direttore della fotografia Arnaldo Catinari che aveva girato con me i miei ultimi due film da regista: "I misteri di San Pietroburgo" e "L'industriale". Questa volta sono stato sempre e solo disciplinatamente agli ordini del mio regista, con lui ho finito col dimenticare di esserlo anche io, mi sono messo nelle sue mani fidandomi ciecamente di  lui, e alla fine delle riprese ho capito quanto sia difficile il mestiere dell'attore: mentre si preparano le scene tu sei in una stanzetta o in una roulotte e aspetti in silenzio che arrivi il tuo turno, spesso coccolato dalla simpatia degli amici e delle amiche della troupe e allora  è meglio che ti identifichi in quello che dovrai dire altrimenti tutto diventa meccanico. La lavorazione è stata tutta molto piacevole, abbiamo rispettato perfettamente i tempi che ci avevano concesso. Vedevo il giovane Andrea Carpenzano crescere come attore giorno dopo giorno e vedevo anche gli altri ragazzi (fra cui il figlio di Bruni, Arturo) sempre più attenti e uniti tra loro, sempre più consapevoli del loro ruolo e del rispetto del set e del loro regista, in un clima di profonda collaborazione. L'unica vera fatica è arrivata quando in occasione di una gita in montagna al Lago Santo di Pievepelago, abbiamo percorso alcuni tratti a piedi un po' faticosi. Durante le riprese, Bruni si preoccupava di me e mi abbracciava con tenerezza come se fossi davvero il suo papà: in quei momenti che ha vissuto davvero sulla sua pelle era davvero commosso. Non è un caso che abbia dedicato questo film da lui così sentito proprio a suo padre, che ora non c'è più".
    "Lei raccontava che prima di diventare il grande regista che è, aveva iniziato a lavorare nel cinema come attore nel lontano 1950…”
    "Sì, a 20 anni, mentre recitavo in teatro con una compagnia filodrammatica in un teatro della mia città, Genova, conobbi quel meraviglioso gentiluomo che era Carlo  Lizzani mentre preparava “Achtung! Banditi!”, il suo primo film da regista dopo un lungo apprendistato con Roberto Rossellini e Giuseppe De Santis. Lizzani aveva difficoltà a trovare i finanziamenti, ricordo che fu necessaria una sottoscrizione popolare per raccogliere i fondi adeguati. Mi ritrovai affascinato, quasi in estasi, in un luogo  magico come un set di cinema che non mi aspettavo mai di poter frequentare. Sono  stato fortunato perché per risparmiare sui costi la produzione cercava gli interpreti a Genova e dintorni, i veri luoghi delle riprese. Da Roma arrivarono solo gli attori principali: Gina Lollobrigida, Andrea Checchi e Lamberto Maggiorani, il protagonista di "Ladri di biciclette", insieme ad alcuni giovani destinati a farsi strada come il direttore della fotografia Gianni Di Venanzo e gli allora suoi assistenti Carlo Di Palma ed Erico Menczer, oltre a Giuliani De Negri, futuro produttore dei fratelli Taviani. Negli anni successivi continuai a recitare brevi ruoli in "Terza Liceo" di Emmer, "La donna del giorno" di Maselli e "La cieca di Sorrento"  di Gentilomo fino a quando quella magnifica persona che è stata Gillo Pontecorvo non mi propose di lavorare come aiuto regista per la sua opera prima, "La lunga strada azzurra". Il mio sogno però era sempre stato quello di dirigere un film, volevo capire e imparare facendo pratica sul campo e allora tornai con Carlo Lizzani sul set di "Esterina" e  collaborai con Elio Petri su quello de "L'assassino" fino a quando non arrivai a dirigere nel 1961 il mio primo film, "Tiro al piccione", con cui è iniziata la mia faticosa avventura da regista. In seguito il mio lavoro è stato sempre quello, ma mi sono sempre divertito a recitare dei brevi ruoli in vari film di qualche amico come ad esempio “Un eroe borghese”  di Michele Placido, "Il lungo silenzio "di Margarethe Von Trotta, “Il caimano” di Nanni Moretti e il recente "L'abbiamo fatto grossa" di Carlo Verdone".
     


     
    FRANCESCO BRUNI (Regista e sceneggiatore)

    1996-2009 Docente di sceneggiatura presso la Scuola Nazionale di Cinema (ex-Centro Sperimentale di Cinematografia)

    Televisione:
    1997    LA FARINA DEL DIAVOLO di Franco Bernini,  film TV sceneggiatura
    98-2017 IL COMMISSARIO MONTALBANO, di A. Sironi, sceneggiatura di tutti gli episodi
    2005    IL TUNNEL DELLA LIBERTÀ di Enzo Monteleone, film TV (Mediaset); co- sceneggiatura
    2008    IL COMMISSARIO DE LUCA di A. Frazzi, 4  film TV sceneggiatura
    2012    IL GIOVANE MONTALBANO di G. Tavarelli, 12 film TV soggetto e scen. di tutti gli episodi
    2013    I DELITTI DEL BAR LUME di E. Cappuccio, 2 film TV (SKY), sceneggiatura

    Cinema
    1989    LA GIOSTRA cortometraggio di G. Pannone, sceneggiatura
    1990    CONDOMINIO  di F. Farina; sceneggiatura
    1991      BONUS MALUS di V. Zagarrio; soggetto e scenegg.
    1992    PICCOLA AMERICA film-documentario di G. sceneggiatura
    1993    LA BELLA VITA di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    1994    LA SECONDA VOLTA  di M. Calopresti; soggetto e sceneggiatura
    1995    FERIE D’AGOSTO di P. Virzì; sceneggiatura
    1996    CUBA LIBRE di D. Riondino; sceneggiatura
    1997    OVOSODO di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    LA PAROLA AMORE ESISTE di M. Calopresti; sceneggiatura
      1998    BACI E ABBRACCI di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    1999    PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE di M. Calopresti; soggetto e sceneggiatura 2000    LE PAROLE DI MIO PADRE di F. Comencini; sceneggiatura
    2001      MY NAME IS TANINO di P. Virzì; sceneggiatura
    LA FELICITÀ NON COSTA NIENTE di M. Calopresti; soggetto e sceneggiatura NATI STANCHI di D.  Tambasco; sceneggiatura
    2004        CATERINA VA IN CITTÀ di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    2005     L’ESTATE DEL MIO PRIMO BACIO di C. Virzì; sceneggiatore
    2006      N-IO E NAPOLEONE di Paolo Virzì;  soggetto e sceneggiatura
    4-4-2 IL GIOCO PIÙ BELLO DEL MONDO di Carrillo, Cupellini, Lagi, Johnson, soggetti e sceneggiature
    NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE di E. Barresi soggetto e sceneggiatura
    2007    Il 7 e l’8 di Avellino, Ficarra e Picone; soggetto e sceneggiatura
    2008      TUTTA LA VITA DAVANTI di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    LA MATASSA di Avellino, Ficarra e Picone; soggetto e sceneggiatura
    2009    LA PRIMA COSA BELLA di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    MATRIMONI ED ALTRI DISASTRI di Nina Di Maio; soggetto e sceneggiatura


    2011    SCIALLA! soggetto, sceneggiatura e regia
    ANCHE SE È AMORE, NON SI VEDE”, di Ficarra e Picone; soggetto e sceneggiatura
    2012    TUTTI I SANTI GIORNI di P. Virzì; soggetto e sceneggiatura
    2013    STUDIO ILLEGALE di U. Carteni, soggetto e sceneggiatura
    2014    IL CAPITALE UMANO di P. Virzì, soggetto e sceneggiatura
    NOI 4 soggetto, sceneggiatura e regia
    2016      LASCIATI ANDARE di F. Amato, soggetto e sceneggiatura
    SLAM - TUTTO PER UNA RAGAZZA di A. Molaioli, sceneggiatura


    GIULIANO MONTALDO (GIORGIO)
    Regista, sceneggiatore e attore. E’ presidente dell’Ente David di Donatello dell’Accademia del Cinema Italiano (ad interim)

    Televisive
    1978    CIRCUITO CHIUSO (1978)
    1982    MARCO POLO (1982) per il quale vince il prestigioso Emmy Award

    Come attore
    1952    ACHTUNG! BANDITI! di C. Lizzani
    1953    AI MARGINI DELLA METROPOLI di C. Lizzani e M. Mida
    1954    CRONACHE DI POVERI AMANTI di C. Lizzani
    TERZA LICEO di L. Emmer
    1955    GLI SBANDATI di C. Maselli
    1957    LA DONNA DEL GIORNO di C. Maselli IL MOMENTO PIÙ BELLO di L. Emmer
    1961    L'ASSASSINO, NON ACCREDITATO di E. Petri
    1964    EXTRACONIUGALE, episodio LA DOCCIA di M. Franciosa 1993    IL LUNGO SILENZIO, regia di M. Von Trotta
    1995    UN EROE BORGHESE di M. Placido
    2006    IL CAIMANO di N. Moretti
    2012    THE HAUNTING OF HELENA, regia di C. Bisceglia e A. Malgarini 2016    L'ABBIAMO FATTA GROSSA di C. Verdone

    Come regista
    1961    TIRO AL PICCIONE
    1965    UNA BELLA GRINTA
    1967    AD OGNI COSTO
    1969    GLI INTOCCABILI
    1970    GOTTMITUNS
    1971    SACCO E VANZETTI
    1973    GIORDANO BRUNO
    1976    L'AGNESE VA A MORIRE
    1987    GLI OCCHIALI D'ORO IL GIORNO PRIMA
    1989    TEMPO DI UCCIDERE
    2008    I DEMONI DI SAN PIETROBURGO
    2011    L'INDUSTRIALE

     

  • Spunti di Riflessione:

     


    di L.D.F.

    1)    Giorgio è un vecchio raffinato signore, affetto da una leggera forma del morbo di Alzheimer che ama passeggiare nel giardino nei pressi della casa dove abita. Perché la sua padrona di casa, affezionata a lui, si preoccupa che egli vada in giro da solo?
    2)    Giorgio è un poeta dimenticato da tutti e, forse, anche da lui che, a causa della malattia, non ricorda le sue poesie. Vive così, da solo, senza amici, senza ricordi. Si può dire che Giorgio sopravvive pur senza rendersene conto?
    3)    L’Alzheimer è un male che ti spinge a dimenticare il presente (chi sei, dove sei, dove abiti, ecc.) e che poi improvvisamente ti fa ricordare cose del passato che, forse, nessuno conosce tra quelli che lo circondano. Ma con chi parla Giorgio? Egli è solo.
    4)    La padrona di casa preoccupata che Giorgio possa perdere la strada per tornare nella sua abirazione convince Alessandro, un ventiduenne trasteverino ignorante e pronto ad attaccare briga con tutti, ad accompagnarlo nelle sue passeggiate. All’inizio sembra che I due parlino, pur tutti e due l’italiano, due lingue diverse. Perché?
    5)    Giorgio è un signore e usa la lingua italiana come un raffinato signore di quaranta, cinquant’anni fa; Alessandro, invece, usa il linguaggio che adoperano oggi i ragazzi soprattutto quelli che Pasolini definiva “di vita” che, con l’italiano soprattutto quello dell’amico, ha poco a che fare. Giorgio non se ne rende molto conto (tranne qualche momento di lucidità) e continua, continua a parlare fino a che racconta di un tesoro nascoso lasciatogli dagli alleati durante la II Guerra Mondiale. Alessandro che, capendo e non capendo, aveva cominciato a seguirlo, cosa fa quando sente parlare di un ricco bottino sepolto in qualche parte d’Italia?
    6)    Come mai Alessandro riempie la casa di Giorgio dei suoi amici e, di nascosto della padrona di casa?
    7)    La reazione di Girogio è però estremamente positiva. Egli è contento di non essere più solo anzi gioca a carte con i giovani, beve e mangia con loro e parla, parla…
    8)    Cosa accade quando gli amici di Alessandro sentono Giorgio parlare di un vecchio tesoro nascosto?
    9)    L’elemento più bello della sceneggiatura del film non è però legata al gruppo di amici di Alessandro ma al rapporto che si instaura tra il ragazzo e il vecchio signore che, alla fine, pur parlando in italiano linguaggi diversi si “sentono” e si capiscono. E’ giusto dire che, alla fine giungono anche a volersi bene?
    10)    Si può parlare per Alessandro di romanzo di formazione sul filo di un confronto generazionale in cui i due riescono a incontrarsi?

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