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Monster Family In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    I Wishbone non sono una famiglia felice. La mamma, Emma, è la proprietaria di una libreria sull’orlo del fallimento; il papà, Frank, è oberato e sfiancato dal lavoro e dal suo tirannico capo, la figlia Fay sta attraversando gli imbarazzanti anni dell’adolescenza e dei brutti voti a scuola e il figlio Max è così intelligente da essere continuamente vittima di bullismo. È ovvio che litighino in continuazione! E come se tutto ciò non bastasse, dopo essere stati trascinati da Emma a una festa in maschera, dove poi si rivelano gli unici ad essere mascherati, la perfida strega Baba Yaga lancia un incantesimo sui Wishbone. Improvvisamente i loro costumi diventano realtà: Emma si trasforma in un vampiro, Frank nel mostro di Frankenstein, Fay in una mummia e Max in un piccolo lupo mannaro. Nonostante il trauma, la famiglia deve ora essere unita per trovare la strega e annullare l’incantesimo. La famiglia di mostri e la loro fidata amica Cheyenne inseguono la strega in capo al mondo, scoprendo che non tutte le loro nuove caratteristiche sono un male. Emma è invincibile e immortale, Frank è più forte di qualsiasi supereroe, Fay riesce ad ipnotizzare chiunque e il timoroso Max è ora quello che spaventa i bulli.

     

    I Wishbone affronteranno questa turbolenta avventura di famiglia, facendo fronte a situazioni difficili e a veri e pericolosi mostri, tra i quali il Conte Dracula in persona che dichiarerà il suo eterno amore a Emma. Del resto, nessuno ha mai detto che sia facile far felice la propria famiglia.

  • Genere: animazione
  • Regia: Holger Tappe
  • Titolo Originale: Monster Family
  • Distribuzione: Adler Entertainment
  • Produzione: Holger Tappe
  • Data di uscita al cinema: 19 ottobre 2017
  • Durata: 95’
  • Sceneggiatura: David Safier, Catharina Junk
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    PRODUZIONE

    DON’T WORRY, BE HAPPY

    Monster Family è l’adattamento cinematografico del fortunato romanzo “Happy Family” scritto dal vincitore dell’Emmy® Award David Safier (Lolle). Il libro è stato tradotto in 18 lingue e distribuito in più di 40 paesi. Inoltre in Italia, Edizioni Piemme pubblicherà il libro per bambini ispirato al film e distribuito nella collana Il Battello a Vapore, proprio con il titolo “Monster Family”, dal 10 ottobre in tutte le librerie.

    Holger Tappe, produttore e regista del film racconta: “Ero in cerca di uno scrittore e sono andato da David Safier che si è fatto un nome scrivendo la sceneggiatura per la serie TV tedesca “Lolle” (diventare autore di bestseller è stato solo il secondo passo della sua carriera). Mi diede da leggere una copia in anticipo del suo romanzo “Happy Family” ed entrambi ci rendemmo conto che la storia forniva la base perfetta per un film d’animazione. Tuttavia, David scrive per un pubblico più adulto (il 70% dei suoi lettori sono donne tra i 14 e i 50 anni). Concordammo entrambi sul re-immaginare la storia per renderla più adatta ai bambini. Per esempio, nel romanzo sono presenti scene erotiche che sarebbero state inopportune nel film. Allo stesso tempo siamo stati molto attenti a non cambiare la storia di fondo per non renderla irriconoscibile ai fan del romanzo. Prima di tutto, il film deve essere divertente; se un adulto, guardandolo, capisce che parla di una famiglia che deve superare i propri problemi per ritrovare l’armonia, allora questo messaggio fa sicuramente parte della sceneggiatura, ma non in modo didattico. Superficialmente è una storia divertente su eroi riluttanti i quali, a causa di un’orribile magia, si ritrovano ad affrontare un’avventura intorno al mondo da far venire la pelle d’oca”.

    L’autore satirico tedesco Oliver Kalkofe (che presta la voce al maggiordomo Renfield nella versione originale del film) afferma: “La cosa interessante di “Happy Family” è che, da un lato, la storia è facile da riconoscere. Chiunque sia cresciuto in una famiglia, o conosce una famiglia, o ne ha una propria capirà immediatamente cosa sta succedendo. Una famiglia, che dovrebbe essere felice, si crea da sé gli ostacoli e inoltre deve affrontare problemi esterni. Non è una famiglia così felice come suggerisce il titolo del romanzo. Occorre quindi capire cosa è davvero importante e perché in realtà non c’è mai stata una ragione per non essere felici. C’è poi un secondo livello, quello dell’utilizzare mostri che tutti conoscono da centinaia di film e di cui, nonostante conservino un tocco di brivido, si può ridere, i bambini non devono avere paura di loro. Io credo che sia fantastico come posso rendere divertenti queste creature, le stesse che mi facevano nascondere dietro al divano quando ero piccolo e che, a volte, mostravano la loro parte più buona”.

    “Il target che vogliamo raggiungere con questo film sono i bambini” aggiunge Holger Tappe, “ma siamo accompagnati dall’animazione americana, la quale offre un ottimo intrattenimento non solo per i bambini ma anche per i loro genitori, i quali potranno, per esempio, riconoscere cliché e doppi sensi di cento anni di film horror e riderne. Lo stesso è stato con il mio film precedente, “Animals United”, nel quale abbiamo affrontato i concetti di ecologia e ambientalismo, senza mai perdere di vista i valori dell’intrattenimento. Quindi, l’intrattenimento è di primaria importanza per noi, ma ciò non significa che “Monster Family” non possa far anche riflettere. Viviamo in un mondo esigente nel quale dominano la propria carriera e l’egocentrismo. Quando non riusciamo a realizzare i nostri sogni, li imponiamo ai nostri figli e se loro non prendono quella direzione scoppiano inevitabilmente conflitti prevedibili che portano a serie liti, soprattutto durante la pubertà, perché i nostri figli non si adattano alle nostre aspettative del mondo ideale”.

     

    PER TUTTE LE FAMIGLIE

    Parlando del romanzo, Tappe dice: “Il libro di David Safier pone l’attenzione anche sull’aspetto umoristico della storia, ed è questo che lo rende particolarmente adatto all’intrattenimento delle famiglie. Sicuramente il nostro film non cambierà il mondo, ma se qualcuno tra gli spettatori, all’uscita dal cinema, penserà che il fine settimana seguente potrebbe essere un buon giorno per fare qualcosa tutti insieme, come famiglia, quello sarà già aver ottenuto qualcosa”.

    Riguardo all’evoluzione del progetto, il regista afferma: “David Safier ha proposto una collaborazione con Catharina Junk. Dal momento che lui si considerava troppo vicino alla storia, questo gruppo di lavoro si è rivelato essere l’approccio ideale. Catharina ha presentato due bozze alle quali ha contribuito anche David, il quale ha partecipato anche ai nostri meeting tenendo sempre una mentalità aperta a nuovi input e idee. David ha speso molto tempo ed energie, più di quanto ci si aspetti normalmente da uno scrittore, per mandare avanti il progetto in modo decisivo”.

    Per quanto riguarda i personaggi e la trama, Tappe aggiunge: “Tutti i personaggi del film sono presi dal romanzo, a eccezione del divertente gruppetto di pipistrelli di Dracula, i BatBoys, che sono stati pensati apposta per il film. Anche nel film ci si concentra molto sui personaggi di Emma e Dracula, tralasciando però alcuni aspetti del tormento interiore di Emma in modo da permettere agli altri membri della famiglia di svilupparsi. Mentre l’intesa tra Dracula ed Emma rimane la stessa del romanzo, l’unico residuo della sottotrama erotica nel film è un focoso tango tra i due. In ogni caso, c’è un momento mentre si ragiona sui materiali in cui noi registi dobbiamo smettere di affidarci solo ai dialoghi e scavare invece nell’azione e della comicità che la trama ispira e in cui dobbiamo dare carta bianca ai nostri animatori e alla loro fertile immaginazione. Tutte le loro idee sono state discusse di continuo con David Safier durante i meeting e lui è stato parte integrante del team di produzione.

    La nostra collaborazione ha funzionato così bene che Safier ha già nuove idee e vuole continuare a lavorare con Holger Tappe e la sua truppa”. Il primo risultato di questo lavoro congiunto può essere già visto nel parco a tema “Europa Park” a Rust, nel sud della Germania, in cui dal 2016 si può assistere alla proiezione di un cortometraggio in “4D” per il quale David Safier ha sviluppato una specie di prequel di “Monster Family”.

    Dal momento che i film di animazione sono tendenzialmente più costosi dei film con attori in carne ed ossa, il team ha programmato fin dall’inizio una versione in inglese del film per la distribuzione internazionale. In base a ciò, la città dei Wishbone è stata modificata da Berlino a New York. Come dice Holger Tappe: “È buffo, per noi tedeschi può essere difficile identificarci in una famiglia francese o inglese, e viceversa. Ma sembra che a nessuno dispiaccia identificarsi in una famiglia americana. Di conseguenza, la gita in Europa del romanzo diventa un viaggio transatlantico di una famiglia newyorkese”.

    Dopo un test del film in tedesco, i dialoghi sono stati totalmente cambiati in inglese e quindi sono stati ingaggiati rinomati attori inglesi come Emily Watson, Jason Isaacs e Nick Frost, i quali in sede di doppiaggio sono stati incoraggiati a interpretare i loro ruoli in modo libero e l’animazione è stata poi basata sulle loro voci. Ciò significa che l’inglese è diventata la lingua originale del film.

     

    L’AUTORE

     

    DIFFERENZE TRA LA SCRITTURA DI UN ROMANZO E DI UNA SCNEGGIATURA

     

    Ho sempre voluto scrivere romanzi. Quanto a 17 anni mi sono imbattuto nella “Guida galattica per gli autostoppisti” ho capito, dopo dieci pagine “questo è quello che voglio scrivere un giorno”. Prima sono diventato giornalista, poi sceneggiatore e fortunatamente ho avuto un discreto successo in questi campi. Dopo aver vinto il premio Emmy® per la serie tv “Lolle”, un editore mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere un romanzo. Risposi: “Sono contento che me l’abbia chiesto… è quello che voglio fare da quando avevo 17 anni”.

    Da scrittore, una volta che i miei libri furono adattati per lo schermo, sono tornato a scrivere sceneggiature. Per esempio, dopo “Monster Family”, ci sarà un film di “Lolle”.

    Le caratteristiche di una sceneggiatura sono molto diverse da quelle di un romanzo. Innanzitutto, in un romanzo posso prendermi più libertà, perché le pagine di un libro hanno tutte lo stesso prezzo. In una sceneggiatura è diverso, molto dipende da come descrivo una scena, se  ci sono due personaggi che bevono una tazza di caffè o se aggiungo un dinosauro che in quel momento entra in scena e c’è la fine del mondo. Una cosa del genere potrebbe aumentare giusto un po’ il costo del film…

    In secondo luogo, la libertà di scrivere un romanzo riguarda anche il fatto che non c’è una collaborazione ma solo la relazione tra autore e lettore. La mia immaginazione si collega a quella del lettore e il prodotto finale appare nella sua mente. Invece, molte più persone sono coinvolte nella realizzazione di un film: gli attori, il regista e il committente. Anche quest’ultimo ha comprensibilmente voce in capitolo dal momento che investe milioni in questo progetto. Nel caso di “Monster Family” abbiamo avuto un team meraviglioso perché abbiamo capito di condividere le stesse idee.

    Infine, i rischi che si corrono nello scrivere una sceneggiatura derivano dal fatto che molti progetti finiscono a prendere polvere in un angolino perché i finanziamenti non permettono di realizzarli. È per questo che preferisco scrivere romanzi, perché alla fine vengono pubblicati e raggiungono il loro pubblico. A ripensarci, ho passato tre anni della mia vita a scrivere per progetti che non sono mai andati in porto. È per questo che sono molto prudente nei riguardi di nuove potenziali sceneggiature.

     

    GLI ELEMENTI FANTASTICI IN “HAPPY FAMILY”

    Mi piacciono le storie fantasy, ma i miei libri trattano sempre di temi che parlano direttamente ai miei lettori. Per questo, di solito inizio con un elemento soprannaturale ma poi lavoro più sulle emozioni.

    Con “Happy Family” è stato il contrario: ho iniziato da una famiglia con diversi problemi. Io stesso sono padre di due bambini, tutti i conflitti nella famiglia, la pubertà e cose così mi erano molto familiari, ma ovviamente non volevo scrivere un docudrama e quindi ho iniziato a chiedermi cosa sarebbe potuto accadere a questa famiglia. Idee di questo tipo possono essere covate per mesi e alla fine mi ha colpito l’idea di far trasformare i Wishbone in qualcos’altro. Ho avuto l’illuminazione di farli diventare dei mostri, più adatti dei supereroi (che adoro comunque), perché i supereroi di solito alla fine vincono ma io volevo innanzitutto far vivere un’avventura emozionante ai Wishbone. I mostri offrono un bel mix, hanno anche loro superpoteri ma sono creature spaventose e i Wishbone vogliono superare questa involontaria condizione e tornare alla normalità. Tuttavia non possono vincere senza un’evoluzione emotiva che sarà loro necessaria per affrontare il futuro.

    Da piccolo adoravo guardare i film horror classici: i film di Frankenstein, il Dracula di Bela Lugosi, “La Mummia” con Boris Karloff. In seguito scoprii altre versioni: mi innamorai del Frankenstein e della “Tomba di Dracula” della Marvel grazie ai quali interiorizzai ancora di più questi horror. Solo da adulto scoprii chi aveva scritto i romanzi originali e mi appassionai ancora di più. Questo amore per i classici originali è una condizione necessaria nei miei romanzi, senza di loro sarei solo un cinico.

     

    IL LAVORO CON IL TEAM DI “MONSTER FAMILY”

    Quando incontrai per la prima volta il produttore e regista Holger Tappe, abbiamo discusso sulla storia di “Happy Family”. Quali tensioni ci sono nelle famiglie? Come si fa ad ottenere una vita con una famiglia felice? Holger ha capito tutto questo, si è concentrato sulle stesse cose sulle quali mi sono concentrato io (avventure, divertimento, ma anche emozioni). Eravamo d’accordo su tutto, ma non volevo scrivere da solo la sceneggiatura perché sentivo di non poter prendere le necessarie distanze dal romanzo. Conosco l’autrice Catharina Junk da più di 20 anni, le ho chiesto di occuparsi dell’adattamento perché pensavo fosse importante guardare la storia originale da un’angolazione diversa. Ovviamente, nel romanzo mi sono soffermato su aspetti molto importanti per me, ma questo non significa necessariamente che sono davvero importanti. Come secondo autore, Catharina ha attuato diverse misure di controllo. Lessi tutti i diversi elementi della sua sceneggiatura e una scena in particolare mi ha fatto ridere tantissimo. L’ho chiamata subito e le ho fatto i complimenti. La sua risposta è stata “E pensa che l’ho presa direttamente dal tuo romanzo”. Il che mi ha mostrato quanto non ricordassi perfettamente tutto il mio libro e che l’attenzione poteva essere posta su diverse scene.

    Dopo di che c’è stata l’esperienza pratica con il team di Holger Tappe, un team fantastico e un’azienda che produce film di animazione di altissima qualità. Per me, da scrittore tedesco, è stato un grande onore poter partecipare a questo progetto, perché da questa azienda c’è un continuo flusso di idee piene di fantasia sfrenata che a me non sarebbero mai venute: personaggi, caratterizzazione, aspetto, movimenti. Ero totalmente meravigliato dalle idee di designer e animatori per la realizzazione, è stato come vincere alla lotteria! E un altro aspetto importantissimo di questa collaborazione è stato quello umano: Holger Tappe è stato un partner piacevole e imparziale in questa collaborazione. Un motivo in più per il quale è uno dei migliori produttori nell’industria cinematografica.

     

    MEDIA PARTNERSHIP

     

    Radio Dimensione Suono, main media partner del film, realizzerà un’attività di Voice contest per la ricerca della voce del bambino protagonista attraverso il sito www.rds.it e in radio. Il contest sarà lanciato il week-end del 26 e 27 agosto presso il parco divertimenti di Roma Zoomarine dove i bambini potranno cimentarsi nel provare ad interpretare il piccolo “Max” alias “lupo mannaro”.

     

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    della Adler Entertainment

    1. I PERSONAGGI

     

    a) Emma: è la proprietaria di una libreria, ma gli affari non vanno bene ed è sull’orlo del fallimento. Emma attraversa una fase di crisi a causa del lavoro che non le dà soddisfazioni e cerca continuamente appoggio nella sua famiglia, che però inizialmente la respinge in quanto ciascuno degli altri membri è sommerso da diverse questioni e problemi. 

     

    ¬ È giusto condividere con i familiari le nostre preoccupazioni? Può aiutare a sentirci meno deboli e a trovare la forza per reagire alle difficoltà?

     

    b) Frank: lavora in continuazione ed è sottoposto ogni giorno ad enormi pressioni dal suo tirannico capo. Frank inizialmente si lascia sovrastare da questa situazione soffocante, senza capire che ciò che gli serve è proprio una valvola di sfogo e di evasione per allentare la pressione e staccare la spina. 

     

    ¬ Credi che sia importante che i genitori riescano a ritagliarsi momenti per passare del tempo con la propria famiglia ed evadere dai problemi di tutti i giorni? Vivere esperienze ed avventure, tutti insieme, aiuta a rimanere uniti anche nei momenti di difficoltà?

     

    c) Fay: è una giovane ragazza che sta attraversando i difficili e imbarazzanti anni dell’adolescenza, tra una cotta per il bello della scuola e brutti voti. Fay reagisce alle sue preoccupazioni adolescenziali, chiudendosi in sé stessa e scontrandosi continuamente con la sua famiglia, soprattutto con il fratellino Max e la mamma Emma.

     

    ¬ È tipico e normale per un adolescente attraversare una fase in cui non si sente compreso da nessuno che non abbia la sua età? Non credi che, però, Fay farebbe meglio ad aprirsi con mamma Emma e papà Frank? D’altronde, non sono stati adolescenti anche loro? 

     

    d) Max: è un bambino molto brillante e con ottimi voti a scuola, tanto da essere continuamente vittima di bullismo. 

     

    ¬ Non è sbagliato che i ragazzini che lo escludono e lo prendono in giro non provino a essergli amici solo perché è molto intelligente? Durante il film si scopre che Max è davvero simpatico e divertente. È giusto, quindi, fermarsi alla prima impressione che si ha di una persona e non provare nemmeno a conoscerla? Trovi corretto giudicare qualcuno solo da come appare?

     

    e) Dracula: è un vampiro affascinante innamorato di Emma. Tenta in ogni modo di conquistarla, facendo leva soprattutto su tutto ciò che possiede e che potrà poi condividere con lei una volta che vivranno insieme. 

     

    ¬ Come valuti l’atteggiamento che Dracula assume per riuscire a conquistare Emma? È giusto essere capaci di qualsiasi cosa pur di ottenere quello che si vuole? 

    Nel film Dracula è anche un maniaco della tecnologia. La sua casa è piena di aggeggi super tecnologici e all’ultima moda. Ormai anche noi possiamo avere uno strumento tecnologico per fare praticamente qualsiasi cosa. 

     

    ¬ Cosa pensi a riguardo? E dei social network? Credi che ci avvicinino o ci allontanino?

     

    Dracula è un vampiro che notoriamente vive in Transilvania. 

     

    ¬ Sapresti dire dove si trovi questa località? Conosci altri film o libri ambientati in quel luogo?

     

    2. La famiglia Wishbone visita diversi posti durante il film, alcuni di questi sono città molto famose come, ad esempio, Londra. Max ci racconta un aneddoto su un luogo particolare di questa città. 

     

    ¬ Ricordi di che luogo si tratta e quale leggenda viene raccontata? 

     

    3. Max, ad un certo punto, dice questa frase di Isaac Asimov: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”. 

     

    ¬ Sei d’accordo? Condividi che la violenza non sia mai la strada giusta per risolvere le situazioni o per dimostrare qualcosa agli altri?

     

    4. I vampiri hanno diverse caratteristiche specifiche. 

     

    ¬ Sapresti elencarne alcune? Quale di queste sarà usata dai Wishbone per sconfiggere Dracula?

     

    5. I Wishbone, una volta trasformati in mostri orripilanti, sono diversi da qualsiasi altra famiglia. Questo però non risulta un problema, anzi è proprio il punto di partenza che permette ad ognuno dei personaggi di migliorarsi, di vedere i propri problemi sotto una prospettiva diversa e di capire che ciò che conta davvero è l’unione familiare e tutti i valori che ne conseguono.

     

     

    ¬ Cosa pensi della diversità? La vedi come un problema o un’occasione di aprire la mente e confrontarsi con più punti di vista?

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