Dickens In evidenza

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  • Sinossi:

     

    L’autore di maggior successo della Londra Vittoriana vuole dare una svolta alla sua carriera e si reinventa le festività natalizie in Dickens - L’uomo che inventò il Natale, una divertente ed incantevole incursione nella vita e nella mente del grande scrittore Charles Dickens al momento della creazione della favola natalizia per eccellenza, Canto di Natale. Dopo aver pubblicato una serie di racconti di successo, il rinomato scrittore Dickens (Dan Stevens) sta facendo i conti con i suoi primi insuccessi. A causa delle richieste della sua numerosa famiglia e delle sue abitudini stravaganti, il suo portafoglio si è svuotato molto rapidamente, rendendolo smanioso di scrivere un altro best seller.

    Tormentato dal blocco dello scrittore e alle strette con il suo editore, inizia a coltivare un’idea a prova di bomba: una storia natalizia che sia in grado di catturare l’immaginazione dei suoi fan e al contempo riesca a risolvere i suoi problemi economici. Ma dovrà lavorare senza sosta: mancano sole sei settimane per scrivere e pubblicare il libro prima che inizino le festività.

    Dickens si isola dal mondo per mettersi all’opera, ma nella sua abitazione di famiglia – nella quale abita anche quel dissoluto del padre (l’attore premiato ai Tony® Jonathan Pryce) – concentrarsi è impossibile. Lavorando fino a tarda notte lo scrittore mette insieme i suoi ricordi per dare forma ai fantasmi del Natale del presente, del passato e del futuro, posizionandoli in rotta di collisione con il tirchio misantropo Ebenezer Scrooge (interpretato dal premio Oscar® Christopher Plummer).

    Basato sul libro del 2008 di Les Standiford The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens’s A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits, il film dà vita all’immaginazione di uno degli autori più amati del mondo nel momento della creazione di uno dei capolavori che hanno dato forma alle celebrazioni natalizie degli ultimi 150 anni.

     

    Dickens - L’uomo che inventò il Natale è diretto da Bhaart Nalluri (Miss Pettigrew). La sceneggiatura è firmata da Susan Coyne (“Mozart in the Jungle,” “Slings and Arrows”) e basata sul libro di Les Standiford. I protagonisti sono Dan Stevens (“Legion,”  La bella e la bestia), Christopher Plummer (Beginners, A Beautiful Mind), Jonathan Pryce (The Man Who Killed Don Quixote, Pirati dei Caraibi: la maledizione della Perla Nera), Justin Edwards (Amore e inganni, The Thick of It), Morfydd Clark (Amore e inganni, The Falling), Donald Sumpter (“Il trono di spade”, Uomini che odiano le donne), Miles Jupp (Journey’s End, Monuments Men) e Simon Callow (The Rebel, Victoria e Abdul), con Miriam Margolyes (L’età dell’innocenza, Romeo+Juliet), Ian McNeice (Ace Ventura: Missione Africa, White Noise) e Bill Paterson (“Fleabag,” “Churchill’s Secret”).

  • Genere: biografico
  • Regia: Bharat Nalluri
  • Titolo Originale: The man who invented Christmas
  • Distribuzione: Notorious Pictures
  • Data di uscita al cinema: 21 dicembre 2017
  • Durata: 104’
  • Sceneggiatura: Susan Coyne
  • Direttore della Fotografia: Ben Smithard, BSC
  • Montaggio: Jamie Person, Stephen O’Connel
  • Scenografia: Paki Smith
  • Costumi: Leonie Prendergast
  • Attori: Dan Stevens, Christopher Plummer, Jonathan Pryce, Justin Edwards, Morfydd Clark, Donald Sumpter
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    LA PRODUZIONE

    Il volumetto di Charls Dickens Canto di Natale ha conquistato e divertito lettori, artisti, autori e film-makers per quasi due secoli attraverso i suoi temi incentrati sui concetti di famiglia, benevolenza, buone intenzioni e festività. In effetti il racconto ha settato nuovi standard per quello che riguarda il festeggiamento del natale, usando come base lo spirito tradizionale del Natale Vittoriano e aggiungendoci una serie di usanze ancora popolari ai giorni nostri. Ma se in molti lettori conoscono la famosa favola, in pochi sanno la storia che c’è dietro.

    Les Standiford, autore del libro che ha ispirato il film nonché prolifico scrittore di romanzi e saggi, ha scoperto che Canto di Natale stava quasi per non essere mai pubblicato. “Non avevo idea che Dickens in persona dovette pagare per la sua stessa pubblicazione” – racconta – “Anche se nessun editore era interessato, il libro ha decisamente cambiato la direzione della sua carriera. Volevo trovare un libro che parlasse di questa storia, ma con mia grande sorpresa non esisteva nulla del genere.”

    Così Standiford ha deciso di scriverne uno lui stesso. Questa interessante panoramica sul processo creativo di uno dei più grandi narratori del mondo è stata subito opzionata dai produttori Robert Mickelson, Paula Mazur e Mitchell Kaplan. Tutti appassionati delle opere di Dickens, come molti altri coinvolti nella creazione di Dickens - L’uomo che inventò il Natale, questo gruppo di produttori scoprì la meticolosa ricerca svolta da Standiford su quel preciso periodo della vita di Dickens più o meno otto anni fa. “Paula e Mitch mi diedero questo libro” – ricorda Mickelson – “All’epoca non conoscevo quella storia, e l’idea di esplorare i processi creativi e la vita di Dickens mi affascinava.” Kaplan racconta: “In quanto venditore di libri nonché caro amico di Les, sapevo che il suo geniale resoconto di come Dickens fece arrivare alla stampa il suo racconto più famoso avrebbe conquistato i lettori, e che se avessimo messo insieme i pezzi giusti di questa storia avremmo creato qualcosa di molto speciale anche per gli amanti del cinema”.

    Per Mazur il libro offre una nuova prospettiva su Canto di Natale. “Nel 1843, all’età di 31 anni, Dickens era una rock star della narrativa e questo rende la storia molto contemporanea.” – racconta – “era enormemente famoso e tormentato dalle conseguenze di questo suo status”.

    Pubblicato nel 1843, Canto di Natale fu un ultimo tentativo di Dickens di guadagnare qualche soldo per supportare il dispendioso stile di vita al quale si erano abituati lui e la sua famiglia. Ma il libro – finemente illustrato – finì per essere qualcosa in più di una semplice macchina per fare soldi. Riuscì infatti a rinnovare e a far crescere l’entusiasmo per una festività alla quale nessuno era più interessato.

    Ci sono stati negli anni diversi film biografici su Dickens, ma Dickens - L’uomo che inventò il Natale descrive nel dettaglio le sei intense settimane durante le quali l’autore scrisse e auto-pubblicò Canto di Natale. Gli autori del film volevano una sceneggiatura nella quale Dickens sembrasse un uomo moderno: imperfetto, impetuoso e divertente allo stesso tempo. La scrittrice Susan Coyne, co-creatrice di “Slings and Arrows”, è stata apprezzata da Mickelson grazie alla sensibilità fuori dagli schemi che riesce a trasmettere. “La sua scrittura è affascinante e ricercata, ma anche capace di far ridere” - dice Mickelson – “sono un grande fan”

    Coyne ha confezionato una narrazione divertente nella quale Dickens, durante la creazione della storia di Ebenezer Scrooge, ha a che fare con i suoi stessi personaggi. Nella sceneggiatura della Coyne, Dickens ha lunghe discussioni con le sue creazioni man mano che le loro storie prendono forma davanti ai suoi occhi. “I personaggi diventano reali” – dice la Coyne – “Sapevamo già che Dickens parlava davvero con i suoi personaggi, quindi questa parte è basata su fatti reali, noi abbiamo aggiunto le sue impressioni personali. Parlava spesso dei personaggi delle sue opere come se fossero più veri delle persone presenti nella sua vita reale.”

    La Coyne si è riconosciuta nell’ansia che provano le persone creative quando si sentono alle strette. “Dickens era povero in canna in quel periodo” – racconta – “Veniva da successi folgoranti come Il circolo Pickwick, Nicholas Nickleby e Oliver Twist, ai quali sono seguiti una serie di flop. Più leggevo di lui, più la sua persona mi affascinava. Era un mix incredibile di ambizione, umanità, frivolezza, e grandezza di spirito – una persona complessa e straordinaria”.

    Colpito dal blocco dello scrittore, Dickens sviluppa una relazione antagonistica con i suoi personaggi, in particolare con Scrooge. “Scrooge era diventato la sua nemesi” – racconta Mickelson – “e Dickens stesso diventò un personaggio della storia che stava cercando di scrivere. È come se fosse entrato nel suo stesso racconto. Ci sono diversi piani che si intrecciano in questo racconto.”

    La sceneggiatura ha attirato istantaneamente l’attenzione del produttore Ian Sharples della Mob Film Company. “Per me conta molto la prima impressione che ho di quello che leggo” – afferma – “Dickens - L’uomo che inventò il Natale include un elemento di modernità. Anche se tratta di una persona reale vissuta più di un secolo fa, Dickens sembra un nostro conoscente e, per me come per gli autori, il suo percorso ci è molto familiare. La fatica che serviva ai suoi tempi per far arrivare un racconto sugli scaffali di una libreria è la stessa che serve oggi per far arrivare un film sul grande schermo.”

    Il regista Bharat Nalluri, conosciuto ai più per la sua commedia Miss Pettigrew, è stato scelto per dirigere il film. “Bharat ha un tocco leggero” – afferma Mickelson – “riesce ad ottenere il meglio dal cast. Abbiamo pensato che avrebbe portato un equilibrio perfetto al film, riuscendo a riproporre sul set sia lo humor che l’energia di Dickens.”

    Nalluri è rimasto colpito dalla quantità di strati di significato che Coyne è riuscita ad apportare alla sceneggiatura. “È raro lavorare con una sceneggiatura così ben composta” – racconta – “è divertente, godibile, con personaggi grandiosi e visivamente notevole. E nel sotto testo troviamo anche qualcosa che ci parla del mondo nel quale viviamo. In un certo senso ci mostra Dickens, che ha creato questi personaggi magnifici e spesso molto comici, mentre li usa per raccontarci storie che hanno avuto un impatto importante sulla società. E per di più sono anche divertenti da leggere.

    Con molto poco tempo per girare e una storia complessa da raccontare, Nalluri si è dimostrato un ottimo leader. “È semplicemente fantastico” – afferma Mazur, produttore esecutivo del film – “Avevamo diversi elementi visivi da mettere insieme. Lui è uno di quei rari registi che sa essere al comando sia della storia che del suo aspetto visivo. Bharat è stato in grado di cimentarsi in tutto questo e farlo rientrare in una schedule serrata e complessa. Ha fatto un lavoro splendido con gli attori”.

    Standiford, presente alle riprese realizzate a Dublino, era elettrizzato dalla possibilità di vedere la storia portata sul grande schermo. “Gli autori sono stati in grado di riportare l’essenza del libro su pellicola e questo è stato particolarmente gratificante” – ha detto – “penso che chi andrà a vederlo ne rimarrà rapito!” 

    “Ma anche divertito e coinvolto!” – aggiunge Susan Mullen, produttrice – “è divertente e sincero. Penso che Dickens volesse portarci a diventare più generosi, ad aiutarci, ad avere cura l’uno per l’altro – e questo è un messaggio stupendo. Ed è riuscito a cambiare la maniera in cui viviamo il Natale”

     

     

    LA CREAZIONE DI PERSONAGGI INDIMENTICABILI

    Alcuni degli attori più rinomati d’Inghilterra hanno accettato di prendere ruoli piccoli e grandi all’interno di Dickens - L’uomo che inventò il Natale. “La scelta del cast” – racconta Mickelson – “si fa sempre partendo dalla sceneggiatura, e quando si ha una sceneggiatura buona gli attori fanno la fila per parteciparvi. Con nostro grande piacere molti grandi attori di Londra l’hanno letta e non vedevano l’ora di prendere parte alle riprese anche solo per un giorno. È stato qualcosa di incredibile. E ogni volta che qualcuno di nuovo arrivava sul set, apportava al film qualcosa di stupendo.”

    Quando scrisse Canto di Natale, Dickens era un rampante trentunenne di città. Avendo questo ben chiaro in mente, gli autori del film hanno offerto il ruolo a Dan Stevens, conosciuto a milioni di telespettatori grazie alla sua interpretazione di Matthew Crawley in “Downtown Abbey”. Invece di affrontare il ruolo con la solennità spesso associata alla persona di Dickens, Stevens ha ricoperto il ruolo con energia giovanile, carisma e curiosità.

    “È una sceneggiatura davvero piacevole” – riporta l’attore – “non è una biografia reverenziale. È la storia della passione creativa di un artista dotato e della pressione posta su sé stesso nel momento della creazione. A quel tempo Dickens aveva quattro figli e uno in arrivo. Anche io ne avevo uno in arrivo mentre leggevo la sceneggiatura, mi sentivo coinvolto. In più la storia esplora la relazione complicata con suo padre e la storia di come è stato scritto uno dei libri più importanti della storia. Canto di Natale permea la nostra cultura in una maniera mai eguagliata da altre storie a tema natalizio, se non forse la natività stessa.”

    Nalluri descrive la performance di Steven come “Gioiosa, esaltante e dinamica – esattamente come era Dickens. Era un uomo in perenne movimento. Dan è riuscito a cogliere la sua essenza e a proporla in una maniera bella e moderna, e questo riesce a dare una direzione a tutto il film. Penso sia nato per un ruolo del genere.”

    “Per tutti quelli che lo conoscono solo per “Downtown Abbey” – afferma Sharples – “La performance di Stevens Sarà una rivelazione. Sta in quasi tutte le scene, è un bel fardello da caricare sulle spalle di una sola persona. Ma lui è incredibile. Ha sempre portato energia e entusiasmo sul set.”

    Per prepararsi al ruolo, Stevens ha fatto riferimento a diversi rinomati studi sull’autore, tra cui Becoming Dickens, scritto da Robert Douglas-Fairhurst. “È uscito appena prima del film. Su questo libro si trova meno sul venerabile Dickens che tutti conoscono e rispettano, e più sullo scrittore acuto e ambizioso che sarebbe diventato. Ho poi letto la versione annotata da Michael Patrick Hearn di Canto di Natale. Alcuni dei dettagli riportati nel film – tra cui la maniera in cui si metteva di fronte allo specchio a fare facce e versi di ogni tipo – viene dalle lettere che scriveva ai suoi amici e alla sua famiglia.”

    In opposizione a Stevens nel ruolo della sua nemesi, Ebenezer Scrooge, troviamo il premio Oscar® Christopher Plummer. Personaggio il cui nome è divenuto sinonimo di acredine e avarizia, Scrooge è stato raramente impersonato con tanto stile. “Non potrei immaginare nessuno migliore per questa parte” – afferma Coyne – “Christopher è riuscito a proporre sia il lato minaccioso di Scrooge, sia l’eccezionale calore umano e l’humor ruvido che caratterizzano l’umanità del personaggio.”

    L’approccio di Plummer al ruolo è unico, afferma Mazur. “È uno Scrooge calmo e teso, con alcuni picchi di grande comicità. Chris ha trovato il modo di renderlo l’alter ego perfetto di Dickens, la parte di se stesso che lo scrittore amava meno”

    Stevens concorda: “Christopher ha scoperto qualcosa di molto diverso e interessante a proposito del personaggio. È un particolare mix agrodolce.”

    Plummer è stato coinvolto nel progetto dalla fase iniziale. “Susan Coyne ha creato una storia magica e straordinaria per un film” – racconta – “Quando mi hanno chiesto se volessi lavorarci, ho risposto ‘Diamine, si!’. Sono stato davvero fortunato. Ho impersonato molti ruoli importanti, ma mai Scrooge. Mi è sembrato il giusto seguito alla parte di King Lear…”

    In qualità di grande fan di “Downtown Abbey”, Plummer ha solo lodi per Stevens. “Era affascinante in quel ruolo, che a tratti era anche parecchio complesso. È perfetto per Dickens – sia fisicamente sia nella maniera in cui si è calato nel ruolo. Charles Dickens non era sempre una persona piacevole e Dan è riuscito a ridonargli tutte le sue sfumature”

    Plummer ha la stessa considerazione anche per il regista Nalluri, che ha saputo gestire con destrezza lo spirito del film. “I registi non hanno sempre quel senso dell’umorismo tipico del teatro. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. È un ragazzo davvero simpatico e amabile, dotato di un gran talento.”

    La presenza sul set dell’attore-leggenda Christopher Plummer ha elettrizzato anche i film-maker più navigati. Nalluri ha affermato di aver aspettato di lavorare con Christopher Plummer da quando, a 12 anni, vide L’uomo che volle farsi re. “È stato qualcosa di speciale” ha affermato il regista a proposito del lavoro svolto con il suo idolo. “Non ho dovuto fare un gran che. Stavamo tutti seduti in adorazione aspettando che dicesse le sue battute, prima di lasciare il set. Ha fatto centro ogni volta.”

    Stando al produttore Mazur, la relazione tra Dickens e suo padre, John Dickens, è il pilastro che sostiene l’intera narrazione. Probabile fonte di ispirazione per il personaggio spendaccione Mr.Micawber di David Copperfield, John Dickens era un individuo appariscente che sopravviveva grazie al suo umorismo – oltre ad essere una grande delusione per suo figlio. Il padre finì infatti per vivere alle spalle del figlio, vivendo del suo nome, arrivando a vendere i suoi appunti e le bozze ripescate dall’immondizia.

    “Per quanto Dickens adorasse il padre, spesso si sentiva tradito da lui” – dice Mazur – “Ogni volta che il padre rimaneva senza soldi, forzava il giovane Dickens a lavorare in un’orrenda fabbrica di lucido da scarpe. Dickens era Oliver Twist. Abbiamo per questo creato un triangolo tra Dickens, suo padre e Scrooge nel quale Scrooge forza Dickens a scendere a patti con il padre per terminare la scrittura di Canto di Natale.”

    Nei panni di John Dickens, Jonathan Pryce trasuda disinvolta confidenza e bonarietà, rendendo difficile disprezzare totalmente il suo personaggio o giudicarne le azioni. “Jonathan bordeggia l’orlo che separa il giusto dallo sbagliato” – dice Mickelson.

    Pryce ha svolto qualche ricerca preliminare sulla vita di Dickens Senior, ma la sua esperienza sull’interpretare personalità realmente esistite gli ha insegnato a utilizzare la sceneggiatura come fonte principale. “Di solito si preferisce sempre attenersi al copione” – spiega – “il personaggio deve stare in piedi da solo e non sostenersi sull’idea che lil pubblico sappia già qualcosa su di lui. Se la sceneggiatura è buona, allora l’autore ha già fatto tutte le ricerche necessarie.”

    All’inizio del lavoro gli autori si sono incontrati con Simon Callow, un rinomato esperto su Dickens, mentre facevano ricerche per il copione. Gli hanno in seguito chiesto di interpretare John Leech, il brillante illustratore che ha creato le indimenticabili raffigurazioni di Scrooge e dei fantasmi che lo perseguitano.

    Callow conobbe Dickens all’età di 13 anni, mentre era a letto con la varicella. “La varicella è una malattia odiosa durante la quale non puoi fare a meno di grattarti tutto il giorno.” – ricorda – “La mia ammirabile nonna mi diede una copia de Il circolo Pickwick per distrarmi. Fui rapito, ho letto d’un sol fiato tutto il libro. Il genio di Dickens sta nel creare personaggi che rimangono subito impressi e in un istante diventano anche degli archetipi.” 

    Callow ha da subito apprezzato come il copione usi la creazione di Canto di Natale per fare luce sulla personalità di Dickens, sia come scrittore che come uomo. “È ingegnoso a livello narrativo e cinematografico, nella stessa maniera in cui Canto di natale è approfondito a livello narrativo. È un continuo entrare e uscire tra il regno della fantasia e quello della realtà.”

    Callow spera che osservare Dickens da ragazzo possa in qualche modo cambiare la sua reputazione di scrittore vittoriano imbalsamato. “Abbiamo tutti questa immagine di Dickens con la sua barba e i suoi occhi puntati verso il futuro.” – osserva – “Ma un tempo fu un ragazzo incredibilmente bello e affascinante, brillantemente divertente e di ottima compagnia. Questa prospettiva presenterà il vero Dickens a un’intera nuova generazione di persone.”

    Miriam Margolyes, che interpreta la governenate di casa Dickens, Miss Fiske, ha dimostrato lo stesso entusiasmo per il copione. “Ne sono rimasta stregata non appena lo ho iniziato a leggere.” – racconta – “Dickens ci mostra il mondo del XIX secolo, che sembra molto lontano nel tempo – ma che in realtà già si poneva come base per quello che è il mondo dei giorni nostri.”

    Anche la Margoyles ha scoperto Dickens da giovane, a 11 anni, con Oliver Twist. Ha poi letto tutti i racconti, i saggi e anche le lettere – tutte le 14.000 che sono arrivate a noi. “È una mia passione personale” – confessa – “è stato il più grande scrittore in prosa di sempre. Ha creato più personaggi – oltre 2000 – che chiunque altro nella storia. Era un arrampicatore sociale sfacciato, non sempre moralmente retto, ma sempre profondamente interessato al costante viaggio che è la vita”

    Stevens, secondo lei, è l’attore perfetto per impersonare Charles Dickens. “Prima di tutto, è molto simile a lui fisicamente. Quando era un ragazzo Dickens era molto magro, quasi etereo, esattamente come Dan. Ha un tipo di dolcezza tutta sua, come Dickens, ma essendo un attore formidabile era in grado di tirare fuori dalla sua personalità quel lato oscuro che faceva senza dubbio parte di Dickens.”

    La celebrità di Dickens faceva sì che spesso fosse circondato da discutibili scalatori sociali, ma uno dei suoi soci più fidati era John Foster, impersonato da Justin Edwards. L’attore descrive il suo personaggio come uno degli agenti letterati non ufficiali di Dickens. “È una specie di partner, un grande sostenitore di Dickens.” – racconta Edwards – “In verità anche lui era uno scrittore nonché uomo di lettere. Pubblicò infatti una notevole biografia del suo amico. Foster cercò disperatamente di aiutarlo a trovare i soldi che gli servivano e lo supportò quando stava per impazzire cercando di scrivere il libro.”

    Al di là degli aspetti storici del film, Edwards trova che il copione sia qualcosa che si fa leggere tutta d’un fiato. “La trama va avanti a un ritmo incredibile, mentre i due cercano di far pubblicare il libro in tempo per le vacanze natalizie.” – racconta – “Anche se sappiamo già come va a finire, arrivare a quel punto è trascinante. È assurdo quanto tutta la faccenda si sia risolta all’ultimo minuto”

     

     

    LA VITA DI DICKENS

    7 febbraio 1812: Nasce Charles Dickens, figlio di John e Elizabeth Dickens. 

    1824: John Dickens viene arrestato a causa dei suoi debiti e spedito nella prigione Marshalea. Il dodicenne Charles Dickens viene obbligato a lavorare alla Warren’s Blacking Factory (incolla le etichette sui barattoli di lucido di scarpe) per aiutare con il mantenimento della famiglia.

    1833: Dickens pubblica la sua prima storia breve, A Dinner at Poplar Walk sul “The Monthly Magazine”

    1836: Dickens inizia a pubblicare mensilmente le puntate della sua prima novella, Il Circolo Pickwick. Il racconto diventa un fenomeno editoriale, andando dalle 500 copie della prima puntata alle oltre 40.000 dell’ultima, nel 1847. 

    1837: Nasce il primogenito di Dickens, Charles Culliford Boz Dickens – il primo di 10 figli. Inizia a pubblicare mensilmente le prime puntate di Oliver Twist. Il libro, adorato dagli operai e dalla stessa Regina Vittoria, rese Dickens uno degli scrittori più famosi del suo tempo. 

    1840: Dickens inizia la pubblicazione degli episodi de La bottega dell’antiquario, che diventa subito uno dei romanzi più letti del suo tempo, con oltre 100.000 lettori a puntata.

    1841: Pubblica Barnaby Rudge che, nonostante la popolarità, segna l’inizio del declino dell’egemonia letteraria dello scrittore, facendo scendere il numero lettori dell’ultima puntata a 30.000. 

    1842: Dickens viaggia in America insieme a sua moglie per un tour di reading. Il suo ultimo lavoro, Martin Chuzzlewit, è letto da un deludente numero di lettori.

    5 ottobre 1843: Durante una passeggiata serale dopo un evento di raccolta fondi per il Manchester Athenaeum, Dickens inizia a elaborare l’idea per una nuova novella: raccontare qualcosa che potesse indagare sugli effetti negativi dell’industrializzazione e osservare il destino di un ragazzo all’interno di questo mondo.

    Da ottobre a dicembre 1843: Dickens lavora incessantemente su Canto di Natale. Racconta a un amico che molto di quello che ha composto è frutto di camminate “nelle nere strade di Londra …specialmente quando tutte le persone rimaste sobrie sono ormai sotto le coperte”

    Novembre 1843: Assume John Leech per la creazione delle illustrazioni del suo libro e lavora con lui per realizzare la sua visione della storia. 

    17 dicembre 1843: La versione finale del libro va in stampa. Due giorni dopo Dickens ha 6.000 copie pronte per le librerie.

    19 dicembre 1843: Nella sua recensione di Canto di Natale, Charles Mackay apprezza il senso di gioia trasmesso dal libro scrivendo: “Se un’emozione del genere potesse divenire più grande, così come il numero di copie di questo libro – come siamo sicuri avverrà –che Natale felice che avremmo in questo 1843!”

    24 dicembre 1843: La prima ristampa di 6000 copie viene interamente venduta. 

    3 gennaio 1844: Vengono ristampate la seconda e poi la terza edizione.

    24 gennaio 1844: La casa editrice Harper and Brothers di New York ottiene i diritti per la prima edizione americana autorizzata di Canto di Natale – alla quale seguiranno diverse altre non autorizzate

    5 febbraio 1844: Viene rappresentato il primo adattamento teatrale non autorizzato di Canto di Natale. Nel giro di qualche settimana gli adattamenti teatrali non autorizzati saliranno a sette, in vari teatri di Londra.

    1849: Dickens pubblica David Copperfield.

    1851: Muore John Dickens, padre di Charles Dickens.  

    1852: Dickens pubblica Casa desolata.

    1854: Dickens inizia una serie molto seguita di reading del suo Canto di Natale 

    1859: Dickens pubblica Racconto di due città

    1861: Dickens pubblica Grandi speranze.

    1870: Dickens inizia la pubblicazione del suo ultimo (e incompleto) racconto, Il mistero di Edwin Drood.  

    9 giugno 1870: Charles Dickens muore per un’emorragia cerebrale.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

     

    1) Charles Dickens, da bambino, nato in una famiglia della piccola borghesia ebbe una vita difficile quando suo padre fu messo in carcere a Marshalea. Marshalea era un istituto penitenziario londinese dove le domeniche, le famiglie potevano incontrare coloro che vi erano rinchiusi. Immaginate la pena di questo bambino. Forse è per questa sua sofferenza che alcuni dei suoi libri più belli come “Oliver Twist” e “David Copperfield” sono dedicati a bambini che hanno avuto una vita difficile? 

    2) Quando andando e uscendo dal carcere il piccolo Charles, incontra per strada i vari “Oliver” che girano per le strade per chiedere l’elemosina e per rubare e per non essere battuti, come dal cattivissimo Fagin, la sera quando rientrano nelle spelonche in cui sono costretti a vivere, sente dentro di sé quanto egli somigliasse loro?

    3) Quando Dickens scoprì di essere capace a scrivere non solo per sé ma anche per eventuali lettori?

    4) Dickens riuscì, ancora giovanissimo, a diventare giornalista ma, nonostante la sua collaborazione al giornale per cui lavorava non smise mai di scrivere racconti e piccole storie che furono le basi delle sue opere di successo. Avete letto qualche romanzo di Dickens? Se non l’avete ancora fatto è opportuno lo facciate perché in ogni pagina dickensiana c’è la storia dell’Inghilterra del XIX secolo, paese allora e oggi uno dei più importanti dell’Europa.

    5) Alcuni romanzi tra i più noti del nostro autore:

    a) “Nicolas Nickleby” che narrava dei maestri che avrebbero dovuto insegnare a leggere e a scrivere ai bambini poveri e non limitarsi a punire talvolta per il solo gusto di farlo.

    b) “La bottega dell’antiquario” (1941) – Questo testo ha iniziato a essere pubblicato a puntate sul giornale (come nel 1936 “Il circolo Pickwick”) ottenendo un grandissimo successo. La protagonista è la piccola Nell che non chiede niente e ha bisogno di tutto e che ricorda, in molti atteggiamenti, “La piccola fiammiferaia” di Hans Christian Andersen che la precede di poco nel mondo della letteratura. 

    c) “David Copperfield” (edizione del 1849) - La storia di un bambino che morta la mamma di salute cagionevole e che si è appena risposata, si trova tra le mani di un patrigno che lo tratta malissimo fino a che David, ricordando una vecchia zia del papà cui non era andato bene il matrimonio del nipote, fugge per raggiungerla e ritrova la pace e di nuovo la vita cui era abituato.

    d) “Oliver Twist” – Anche Oliver Twist era stato pubblicato a puntate nel 1837 e poi è divenuto un libro tra i più diffusi scritti da Dickens. E’ la storia di Oliver, un bambino di buona famiglia, rapito ancora piccolo e dato al malvagio Fagin che gli insegna a rubare vestito di stracci insieme ad altri bimbi come lui, finché un giorno incontra un vecchio signore che è poi suo nonno. E la vita per Oliver, ricomincia.

    6) Alla fine del 1949, Dickens inizia a lavorare a “Canto di Natale” di cui il protagonista non è un bambino ma un vecchio arido e cattivo Ebenezer Scrooge che la sera di Natale (Ebenezer è un usuraio, ricchissimo) scaccia il suo collaboratore senza dargli un soldo pur sapendo che il giovane ha una moglie e due bambini a casa al freddo e che attendono di poter scaldarsi e di poter mangiare. Poi Ebenezer cambia. Diventa buono, disponibile, augura il buon Natale a tutti con un sorriso. Qual è la ragione di questo cambiamento?

     

    7) “Canto di Natale” ha avuto come libro moltissime edizioni e vari adattamenti teatrali dal momento in cui Dickens lo ha creato. Secondo voi perché “Canto di Natale” ha avuto e ha ancora grande successo?

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