Paddington 2 In evidenza

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  • Sinossi:

     

    Paddington è ormai un celebre membro di Windsor Gardens, la comunità in cui vive con la famiglia Brown. A caccia del regalo perfetto per il centenario di zia Lucy, il nostro simpatico e buffo amico trova un raro libro pop-up in un negozietto di antiquariato. Dopo avere svolto una serie di lavoretti per tentare di comprarlo, il libro sparisce misteriosamente, scatenando l'orsacchiotto e la mitica famiglia Brown sulle tracce dell'astuto ladro che l’ha trafugato.

    Dopo il grande successo del primo film che in Italia ha incassato più di 5 milioni di euro al botteghino, torna l’orso più famoso del cinema!

    Una produzione Heyday Films e STUDIOCANAL, il ritorno di Paddington sul grande schermo è guidato dal regista nominato ai BAFTA, Paul King (Paddington, Come Fly With Me, The Mighty Boosh), scritto da Paul King e Simon Farnaby (Yonderland e Mindhorn) e prodotto dal pluripremiato David Heyman (produttore di tutti e gli otto i film di Harry Potter, Gravity, Il ragazzo dal pigiama a righe, Animali fantastici e dove trovarli).

     

    Con Hugh Grant e Brendan Gleeson che si uniscono al cast formato da Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Julie Walters, Jim Broadbent, Peter Capaldi, Madeleine Harris e Samuel Joslin, Francesco Mandelli presta ancora una volta la voce all’orsetto Paddington. Paddington 2 uscirà nelle sale italiane il 9 di novembre.

     

  • Genere: commedia
  • Regia: Paul King
  • Titolo Originale: Paddington 2
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione: David Heyman
  • Data di uscita al cinema: 9 novembre 2017
  • Durata: 95’
  • Sceneggiatura: Paul King, Simon Farnaby
  • Direttore della Fotografia: Erik Wilson
  • Montaggio: Jonathan Amos, Mark Everson
  • Scenografia: Gary Williamson
  • Costumi: Lindy Hemming
  • Attori: Brendan Gleeson, Sally Hawkins, Francesco Mandelli (voce), Hugh Grant
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    IL RITORNO DELL’ORSO PADDINGTON

    L'orso Paddington è stato presentato per la prima volta ai bambini nel libro di Michael Bond del 1958, L’orso Paddington. Paddington 2, l'ultimo libro scritto da Bond, scomparso nel giugno di quest'anno all'età di 91 anni, è stato rilasciato nel gennaio 2017. Intervallati tra queste due opere, Bond ha scritto più di venti libri con protagonista l’orsetto con il montgomery e il sandwich di marmellata, che hanno venduto oltre 35 milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in 40 lingue. Le avventure del piccolo orso del Perù, le cui buone maniere e ottime intenzioni spesso sfociano in comiche peripezie e momenti di confusione acuta, hanno catturato i cuori delle persone di tutto il mondo e le sue storie sono adesso riconosciute a livello internazionale come moderni classici per bambini.

    Lo stesso vale per il debutto cinematografico dell’orsetto. C’è voluto un bel po’ di tempo prima che Paddington facesse il suo ingresso sul grande schermo, dopo diverse apparizioni in televisione, tra cui un’amata serie TV britannica di 56 episodi di grande successo, iniziata nel 1975, disegnata e diretta da Ivor Wood per FilmFair e narrata dalla voce di Michael Hordern. Ma quando lo ha fatto, è stato un trionfo universale. Paddington è uscito nelle sale nel 2014 ed è stato subito definito un cult per i bambini, con la sua meravigliosa miscela di sentimenti e capricci, e con gli spettatori di tutte le età letteralmente incantati. È stato nominato per diversi BAFTA, ha vinto come Migliore Commedia ai 2015 Empire Awards e ha incassato più di 250 milioni di dollari in tutto il mondo. Successo che ha sorpreso anche coloro che hanno lavorato al primo film, diventando il film per famiglie, non statunitense, con il più alto incasso di sempre.

    "Pensavo che il primo film avesse una bella sceneggiatura e che fosse fantastico farne parte", dice Hugh Bonneville. "Ma ero ben consapevole che non ci fosse una totale sicurezza sul successo di questo amato orso sul grande schermo. Avrebbe avuto lo spirito giusto? Sono rimasto completamente affascinato quando ho visto il film. E sinceramente ho anche dimenticato che l'orso non fosse reale! Ne sono molto orgoglioso".

    Paul King ha creato un film che, a sua volta, era divertente ed emozionante, con frequenti esplosioni di magico realismo che facevano sembrare l'orso che gironzolava per Londra come la cosa più naturale del mondo.

    Quando Paddington 2 è stato confermato, dopo il successo dell'originale, Heyman sapeva che una sola persona lo avrebbe potuto dirigere. "Paul è così caloroso, generoso, divertente e sensibile" dice David Heyman. "Lo si può percepire benissimo nel primo film e anche in questo. Ha una visione davvero unica, un talento eccezionale e straordinario, per questo, naturalmente, volevamo che tornasse". Con King così desideroso di continuare a raccontare la storia di Paddington, tutto ciò che era necessario era una storia.

     

    IL SEQUEL DI PADDINGTON

    Alla fine di Paddington, l'omonimo orsetto sembrava piuttosto soddisfatto della sua vita nella mansarda della casa dei Brown, con la sua nuova famiglia a Windsor Gardens. È un gran modo per finire una storia. Non è un ottimo modo per iniziarne una però, come ha scoperto King. "Abbiamo scritto accidentalmente il finale, piuttosto che dire: ci vediamo nel secondo capitolo!", ride il regista.

    Tuttavia, non si doveva proprio ricominciare da zero. "Avevamo avuto molte idee che non erano state approfondite nel primo film, perché sembravano appartenere ad un sequel, piuttosto che a una storia iniziale. Come per esempio osservare Paddington sul suo posto di lavoro", dice King, "E lui è un personaggio così positivo che sarebbe potuto risultare emotivamente soddisfacente vederlo cadere in preda ad un'ingiustizia".

    "La grande ispirazione per questo film è stata Mr. Smith va a Washington, dice David Heyman, riferendosi al grande film di Frank Capra/James Stewart su un giovane idealista di Washington. King si è rifatto anche alla scuola della Pixar, in particolare a Toy Story 2, per vedere come il gigante americano di animazione si era avvicinato a un sequel. Una cosa che King non voleva fare era ripetere le sfide e gli ostacoli che Paddington aveva affrontato nel primo film. "La Pixar ha fatto molto bene nel mantenere la sincerità del primo film. Hanno trovato una situazione veritiera per Woody e sono partiti da lì".

    Per aiutarlo a trovare una storia veritiera per Paddington 2, King ha ingaggiato un vecchio amico e collaboratore. Simon Farnaby ha lavorato con King per più di un decennio, in quello che Farnaby chiama il ‘Battersea Arts Center one man show’, ovvero Bunny and the Bull, in cui Farnaby ha recitato. Già anche scrittore affermato, Farnaby aveva fornito qualche aiuto alla sceneggiatura di Paddington e si era anche esibito in un cammeo memorabile nel ruolo di Barry, una squallida guardia di sicurezza che si innamora inspiegabilmente di Mr. Brown ... quando lui è travestito da signora delle pulizie gallese. Così, portare Farnaby sul progetto a tempo pieno, è stata un’evoluzione naturale per King. "Ho avuto un grande aiuto da tante persone brillanti e in diverse occasioni, quando ho scritto la prima sceneggiatura, e ho pensato che sarebbe stato saggio avere qualcuno con me fin dall'inizio questa volta", dice King. "Simon e io avevamo la speranza di portare questa nostra esperienza anche in Paddington 2".

    La collaborazione è stata un successo immediato. "Abbiamo trovato molte idee abbastanza rapidamente" ammette King. Infatti, già alla fine della prima settimana, avevano la storia in mente. Paddington 2 avrebbe visto l'orsetto dedicarsi all'acquisto di un regalo per il 100° compleanno di sua zia Lucy e, nel caos che ne consegue, finire in prigione, accusato per un crimine che non ha commesso. Sì, Paddington 2 vede l'amato orsetto dietro le sbarre. Ma, come con tutti gli sviluppi della trama tipici di entrambi i film, era importante per King che ciò emergesse in maniera naturale dai personaggi e dai temi che King voleva esplorare.

    Il primo film riguardava l'importanza della tolleranza e dell'accettazione, poiché un giovane orso immigrato arriva a Londra e scopre che, nonostante le sue ovvie differenze, può amalgamarsi senza problemi a una società che lo accetta per quello che è. Nonostante questi temi ricorrono anche in Paddington 2, King voleva però anche esaminare nuove sfaccettature del personaggio di Paddington. "Si tratta di riconoscere il valore della gentilezza e della compassione", dice. "Paddington passa dal pensare di essere solo un piccolo orso in un grande mondo al rendersi conto che i suoi molti atti di gentilezza sono contributi incredibilmente utili alla comunità".

    Esplorando questa idea, King e Farnaby presentano al pubblico Paddington, insieme a una serie di nuovi personaggi della comunità di Windsor Gardens. "Si tratta di vedere il bene in luoghi dove gli altri non lo vedono", dice David Heyman. "E a volte, come nel caso di Miss Bird e di Miss Brown, di vedere il male dove gli altri vedono il bene. Questo è un buon messaggio, in un mondo in cui siamo tutti troppo predisposti a giudicare un libro dalla sua copertina".

    In definitiva, la storia ci conduce da Paddington in prigione, dove inizialmente fa a capocciate con l'imponente cuoco, Knuckles McGinty, prima di conquistarlo con un tipico esempio di generosità ‘paddingtoniana’. "Una delle cose che ho fatto per entrambi i film, è stato guardare tutti i film di Chaplin", spiega il meticoloso King. "C'è un tale piacere nel vedere il tuo protagonista in quella che la maggior parte delle persone avrebbe trovato una situazione veramente miserabile. E la prigione mi sembrava un buon modo di fornire a Paddington la sfida del tornare a casa a Windsor Gardens, e anche luogo dove poter incontrare altri personaggi e cambiarli lungo il percorso".

    Ma se anche il cocciuto Knuckles McGinty si arrende al fascino zuccheroso di Paddington, c'è un personaggio del film che non ne rimane soggiogato. E qui subentra il cattivo del film, Phoenix Buchanan.

     

    L’ARRIVO DI PHOENIX

    Nel primo film, Nicole Kidman è stata superba nel ruolo della gelida Millicent Clyde, che voleva catturare Paddington, ucciderlo, imbalsamarlo ed esporlo in una mostra permanente al Museo di Storia Naturale di Londra. "Nicole era così meravigliosamente divertente e minacciosa, e la frustrazione nella sceneggiatura era che la sua storia era separata da quella di Paddington per la prima ora del film – quindi solo nell'atto finale lei trascorre quasi tutto il tempo sullo schermo con l'orso. Questa volta abbiamo deciso che sarebbe stato divertente giocare con un serpente in seno, un membro della comunità che Paddington incontra subito, e che viene irritato dall’orso intensamente".

    King e Farnaby hanno avuto diverse idee su chi potesse essere il cattivo, prima di soffermarsi sull'idea che King aveva esplorato brevemente per il primo film: un attore. "Gli attori sono, per fama, le persone più cattive del pianeta", dice King, citando una delle battute di Miss Bird nel film. "Sentivo di poter fare qualcosa di molto divertente con qualcuno molto pieno di sé ma abbastanza bravo nel proiettare questa immagine da bravo ragazzo, che fondamentalmente però pensa solo a se stesso".

    Così nasce Phoenix Buchanan, un'ex-star del West End che ora si ritrova a inaugurare fiere locali e recitare negli spot di cibo per cani.

    Non è sempre stato Phoenix Buchanan il suo nome, però. A un certo punto era Phoenix Barr, chiamato così dopo il famoso appuntamento in cui Farnaby incontrò effettivamente la moglie. Prima ancora gli era stato dato un nome piuttosto fantasioso ma che, tristemente, si è rivelato già di proprietà di un attore reale. E prima di questo, era semplicemente conosciuto come Hugh. Perché King sapeva esattamente chi voleva come nuova nemesi di Paddington. "Ho scritto a Hugh una lettera dicendo: abbiamo scritto questa parte di un vecchio vanitoso e alla deriva con te in mente. E fortunatamente l’ha presa con grande ironia", dice King. "È un grande attore comico, con un tale splendido senso dell'assurdità nei confronti della sua professione, ed è molto piacevole vederlo ridicolizzare l’intera cosa".

    Grant non aveva visto Paddington quando gli fu offerto il ruolo, ma dopo averlo fatto ha detto: "L’ho ammirato immensamente. È piuttosto difficile fare dei film per bambini senza cadere nel sentimentale o nello sciocco, e sono cose da cui Paul King si è intelligentemente tenuto alla larga".

    Intrigato dall’opportunità di interpretare Phoenix, che King descrive come "un mascalzone", Grant ha firmato e si è lanciato nel ruolo. "Ho passato molto tempo della prima parte della mia carriera negli anni '80 facendo spettacoli teatrali con personaggi memorabili", spiega. "Li ho ripresi tutti per questo personaggio, per esaltare quella vanità assolutamente insopportabile e invadente di quell’uomo. Non riesce a vedere oltre la propria bellezza e il proprio talento, e questo gli fa fare cose di cui sono sicuro che si vergogni".

    Paddington e Phoenix si scontrano a causa di un elemento di interesse reciproco: il libro pop-up che Paddington vuole comprare a zia Lucy per il suo centesimo compleanno. Per Paddington è semplicemente un libro pop-up, qualcosa che vuole pagare con i propri soldi guadagnati facendo una serie di lavori per tutta la comunità e che porterà a zia Lucy la gioia della città che lui ama – ma che lei non è mai stata in grado di visitare.

    Per Phoenix, è la chiave della sua ultima ambizione: il suo one-man show. "Sembra la peggior serata possibile", ride King. Grant concorda. "Non sono sicuro che sarebbe stata la mia serata preferita", continua.

    Il libro è fondamentale per i piani di Phoenix, perché solo lui sa che contiene la chiave – 

    letteralmente e metaforicamente – per una grande fortuna, nascosta da Madame Kozlova, la grande capostipite e proprietaria di un circo russo, la cui grande fiera itinerante arriva a Londra all'inizio della storia, e fornisce l’occasione per far incontrare Paddington e Phoenix. Determinato a mettere le mani sul libro, Phoenix lo ruba dal negozio di Mr. Gruber e incolpa Paddington, mandandolo in prigione. "Lui crede che il mondo sarebbe così grato del suo one-man show", spiega Grant, "che è disposto a tutto pur di riuscire a finanziarlo".

    E così il cattivo di Paddington 2 è un uomo vanesio ed egocentrico, ma che non necessariamente "Vuole uccidere Paddington", secondo King. "Pensavamo che un buon antagonista per Paddington – così disinteressato e gentile – fosse una persona completamente auto referenziata".

    Anche la casa di Phoenix a Windsor Gardens svolge un ruolo importante nel film, in particolare in una scena in cui Mr. e Miss Brown, la seconda dei quali è particolarmente sospettosa sul ruolo di Phoenix nella prigionia di Paddington, irrompono di nascosto nella casa per dare una sbirciata intorno. Quello che trovano inizialmente è sconfortante: una casa liberamente infestata di immagini di Phoenix durante la sua carriera. "Avevamo bisogno di cento immagini di Hugh", ricorda King. "Lui ha detto: ne ho qualcuna. E il giorno successivo è arrivato con diversi ritratti e schizzi a matita di se stesso che gli erano stati dati dai suoi fan. Nessuno mi ha mai inviato un disegno a carboncino di me che dormo su un divano, semi-nudo. Ma io non sono un sex symbol internazionale!".

    E poi fanno una scoperta che confina con il terrificante, che fa esclamare al timido Mr. Brown: "Quell’uomo è un tipo strano!". La stanza segreta di Phoenix, dove tiene tutti i suoi vecchi costumi. Phoenix, infatti, è un maestro dei travestimenti, capace di cambiare aspetto, maniere e accento in qualsiasi momento; come si vede quando in prima persona ruba il libro pop-up dal negozio di Mr. Gruber e poi quando ricerca il tesoro di Madame Kozlova. Ciò vuol dire che in Paddington 2 si vede Hugh Grant che assume una serie di forme diverse, tra cui un cavaliere in armatura e una suora. "Quando ho sentito che il cattivo era un maestro di travestimenti, ho pensato: questo sarà divertente". Dice Christine Blundell, vincitrice di un Oscar® per il trucco e le acconciature. "E Hugh è stato davvero così bravo". Lavorando a stretto contatto con un’altra vincitrice di Oscar® - la costumista Lindy Hemming - Blundell ha presentato parecchi look diversi per Phoenix, ricreando la testa di Grant in gesso per mostrarli all'attore.

    "Penso che sia la maggior quantità di costumi diversi che abbia mai dovuto fare per qualcuno", dice Hemming. Un'affermazione importante per qualcuno che ha lavorato su vari film di James Bond e di Batman. "Lo faccio da quarant'anni e non ho mai dovuto preparare così tanti costumi. Phoenix ha qualcosa come undici o dodici look assolutamente diversi, che non hanno alcuna relazione tra loro. Ma Hugh è stato un collaboratore incredibile, davvero brillante".

     

    I PERSONAGGI DI PADDINGTON

    Dopo aver definito le storie di Paddington e Phoenix, King e Farnaby si sono assicurati che il resto del cast dei personaggi di Paddington 2 avesse lo stesso trattamento. Uno dei protagonisti, nel ruolo di Mr. Brown - Henry per gli amici - è un altro Hugh. Bonneville, per la precisione. Il primo film ha visto Mr. Brown crescere, da anima cauta, priva di fiducia verso Paddington, verso uno spirito più spensierato. King è stato attento a non ripetere le stesse sfaccettature questa volta, qui infatti Mr. Brown è in preda a una crisi di mezza età. "Ha avuto una promozione di recente", spiega Bonneville. "Inizia a tingersi i capelli e a fare yoga seriamente. Ma non è molto bravo. Gli uomini di una certa età, o in una situazione simile a Mr. Brown, potrebbero simpatizzare con lui. Ma alla fine si rende conto che la sua vita è abbastanza buona. Soprattutto quando c'è un orsetto tra i piedi".

    In uno sviluppo chiave della storia, l'analista del rischio, Mr. Brown, delinea un profilo di Phoenix Buchanan, uno dei suoi migliori clienti. "Mr. Brown pensa che Phoenix Buchanan sia il meglio del meglio. È un membro del Platinum Club, e anche se Phoenix è molto pieno di sé e profondamente tirannico verso tutta la comunità, il signor Brown è comunque molto felice. La delusione è abbastanza profonda quando d’un tratto Mr. Brown capisce la verità".

    Ritorna nel film anche Sally Hawkins, nel ruolo di Miss Brown - Mary per gli amici - che smaschera quasi subito Buchanan, e cerca di dimostrare alla comunità di Windsor Gardens che è un bugiardo e un ciarlatano. Per Hawkins, ritornare in quel ruolo era una gioia. "Sono una grande squadra e lavorano incredibilmente bene insieme", dice dei Brown. "Penso che sia questa la loro principale qualità. Quando c'è una crisi, trovano questo spirito incredibile per fare qualsiasi cosa. Ed è vero. Quando qualcuno che ami è in pericolo, non c'è limite a quello che puoi fare. Penso che sia questo il film, nella sua essenza".

    Peter Capaldi ritorna nel ruolo del vicino ficcanaso Mr. Curry. L'ultima volta, si era dedicato a liberare Windsor Gardens dall’orsetto appena arrivato, e si era innamorato della Millicent Clyde di Nicole Kidman. Ora, "È il capo auto-elettosi della Forza di Difesa della Comunità", dice Farnaby, che consente a Curry di fomentare l’aria di scontento attorno a Paddington.

    Ci sono dei nuovi arrivati ​​anche nel cast dei residenti di Windsor Gardens. Quando Paddington raccoglie i soldi per pagare il libro pop-up, eseguendo una serie di lavori a Windsor Gardens, incontriamo Sanjeev Bhaskar nel ruolo del vicino smemorato, Ben Miller nel ruolo di un burbero colonnello e Jessica Hynes nel ruolo della solitaria venditrice di giornali, il cui unico amico è un pappagallo. Quando Paddington va in prigione, incontra altri volti nuovi, tra cui Noah Taylor nel ruolo di Phibs, Aaron Neil come Spoon, il comico Tom Davis come T-Bone e Jamie Demetriou nel ruolo del Professore.

    E poi c'è Knuckles McGinty, lo chef irascibile che gestisce la prigione con il pugno di ferro. Finché Paddington non gli si mette davanti. Per interpretare questo personaggio, descritto da David Heyman come "Babbo Natale ma dalla scorza più dura", King si è rivolo al brillante attore irlandese Brendan Gleeson. "Mi è piaciuto molto il primo film", dice Gleeson. "È molto divertente. E poi Knuckles... È uno di quei cuori d'oro bloccati in un’esteriorità da pazzo".

    Knuckles, che svolge un ruolo fondamentale nella partenza di Paddington dal carcere e il ritorno nel mondo reale, è l'incarnazione del tema centrale del film: non giudicare un libro dalla sua copertina. "O il cappello dal suo chef", ride Gleeson. "Brendan è stato incredibile", dice King. "Ha reso il tutto in maniera così reale. Ci ha messo delle sfumature a cui avrei voluto pensare io, ma molte sono venute da lui. Ha portato a Knuckles una tale sensibilità e profondità, ha davvero scavato nel personaggio e lo ha reso molto meglio di quanto avessimo mai immaginato".

     

    PADDINGTON SALE SU UN TRENO

    La maggior parte dei sequel segue un modello: sono più grandi dei loro predecessori, in quasi tutti gli aspetti della produzione. In un certo modo, questo è vero anche per Paddington 2, ma David Heyman spiega perché non fosse quello l'obiettivo generale. "Penso che questo film sia leggermente più grande", dice. "Ma non ci siamo concentrati sull’avere più azione, piuttosto sul catturare lo spirito di Paddington: la sua generosità, gentilezza, ottimismo e bontà. Questo è ciò che è stato importante per noi".

    King conosceva benissimo le insidie ​​e i pericoli che lo attendevano, mentre creava questo sequel. Più grande non sempre equivale a migliore. Ma quando è fatto bene, può esserlo. Quindi, incoraggiato dal successo del primo film e armato di un budget leggermente maggiore, King ha voluto dare a Paddington 2 una portata più ampia. Non che l'orsetto dovesse destreggiarsi tra esplosioni e bombardamenti, o improvvisamente avere la voce di The Rock ("Questo sarà Paddington 7, probabilmente", ride King). Ma la maggiore fiducia di King si è concentrata su un certo numero di momenti chiave del film, dalle sequenze in carcere al set della fiera, che è stato costruito nei giardini di Knebworth House. E poi c'è l’inseguimento sul treno.

    Senza rivelare troppo, l’epilogo di Paddington 2 coinvolge Phoenix Buchanan, una fuga disperata, un orso determinato, i resoluti Brown e Miss Bird, e non uno ma due treni a vapore coinvolti in un inseguimento spettacolare. E gran parte è stata fatta realmente, con la squadra di produzione, guidata dallo scenografo Gary Williamson, che ha costruito le rotaie dei treni negli studi di Leavesden, lungo le quali potevano spostare dei veri e propri treni. "Paul ha voluto questa grande sequenza di inseguimento", dice Williamson. "E abbiamo dovuto capire come girarla. Questo è stato molto divertente. Il mio lavoro con Paul è che lui vuole che io progetti qualcosa di meglio di quello che riesce a pensare lui".

    King era deciso a girare un'altra sequenza fondamentale – che era stata presa in considerazione per il primo film, ma in ultima analisi era stata tagliata per motivi di budget e di programmazione. Quella in cui Paddington immagina di aprire il libro pop-up e si ritrova all'interno delle sue pagine tridimensionali, portando zia Lucy in un tour dei maggiori punti di attrazione di Londra. Inizialmente, la scena era stata destinata ad aprire il primo film. "Era molto costosa e complicata da eseguire", ammette King. "E finì per essere bocciata. Ma questa volta mi sono assicurato che quella sequenza del libro pop-up fosse così profondamente incorporata nel tessuto del film che non potesse essere tagliata!". E ciò per la gioia di Gary Williamson. "Il libro pop-up è incredibile. Abbiamo dovuto lavorarci in anticipo, perché è parte integrante della storia, e Framestore aveva bisogno di sapere che aspetto avesse e quali punti di riferimento di Londra Paddington visitasse", spiega. "Abbiamo dovuto trovare qualcuno che facesse un reale libro pop-up che funzionasse e che sembrasse come quello del film, come se lo avessero fatto in Russia negli anni '30".

    Il tour del libro pop-up è stato per Framestore, che già porta Paddington in vita, una delle sue sfide più grandi. "Lavorare con Paul vuol dire che lui viene da te e ti dice: ecco l'idea, come la realizziamo?". Dice Glen Pratt, supervisore degli effetti visivi del film. "Mi piace molto. È uno dei motivi per cui faccio questo lavoro".

    Pratt ha lavorato a stretto contatto con Dale Newton, supervisore delle animazioni per Framestore, Gary Williamson e il Direttore della Fotografia del film, Erik Wilson (Tyrannosaur, Submarine), per affrontare l'animazione del libro pop-up, in modo che mantenesse l'integrità del design originale. "Ha una qualità così artigianale", spiega Pratt. "C’è una qualità pittorica delle illustrazioni e aggiunto a questa anche un aspetto scultorio. È davvero unica. C'è una vera arte dietro, che utilizza gli effetti visivi in ​​modo veramente intelligente".

    Il libro pop-up è anche un modo intelligente per reintrodurre un personaggio importante nel mondo di Paddington: Londra. La capitale inglese ha giocato parte integrante del primo film, con percorsi che vanno da Portobello Road al Museo di Storia Naturale. Per i produttori, Londra era ancora il posto adatto per Paddington 2. "Questo film rappresenta ancora una lettera d'amore per Londra in molti modi", dice Hugh Bonneville. "E ancora più esplicita questa volta, perché la trama ci porta in molti di questi grandi punti di riferimento della città". Infatti – quando Phoenix Buchanan mette insieme i segni del libro pop-up che, infine, lo porterà alla posizione del tesoro di Madame Kozlova, ci imbarchiamo in un vorticoso tour di Londra, con sequenze ambientate nel Tower Bridge, nella cattedrale di St. Paul e nel Serpentine di Hyde Park. Nel frattempo, i luoghi che ritornano nel sequel includono Chalcot Crescent, che serve come Windsor Gardens e Portobello Road, dove si trova il negozio di antiquariato di Mr. Gruber. E non ci può essere un film dell’orso Paddington senza la stazione con il suo stesso nome. "Saremmo potuti andare in un'altra stazione", ride Gary Williamson sul breve cammeo alla stazione di Paddington. "Ma non avrebbe funzionato, davvero".

    Parte della grande tradizione di Paddington è che il piccolo orso si mette in situazioni che rapidamente sfociano in spirali fuori controllo. Come la scena del bagno nel primo film, ad esempio, dove il serio tentativo di Paddington di lavarsi i denti finisce con lui che scende giù per le scale di casa Brown su una vasca da bagno. Paddington 2 presenta parecchie sequenze simili, ma la loro creazione non è sempre stata facile. "Tutto deve essere naturale", dice Farnaby. "Ed è sempre la cosa più difficile. Anche se sembra la più semplice, tutto deve succedere per una ragione. "Due sequenze simili in Paddington 2 vedono Paddington avere dei problemi con la scala quando lavora come pulitore di finestre per raccogliere i soldi, oppure quando per errore sbaglia a fare il taglio a un cliente dal barbiere. Per mettere insieme le sequenze, King le interrompe in varie fasi e si avvale dell’aiuto di Javier Marzan, un esecutore fisico che entra nelle scene ed esegue alcune delle mosse. Questo aiuta anche Framestore quando deve animare Paddington in un secondo momento. "Ci siamo divertiti moltissimo in alcune sequenze", dice Farnaby. "La sequenza del barbiere è stata una delle più dure che abbiamo dovuto fare".

     

    L'ORSO PRENDE VITA

    E poi, per molti mesi dopo la fine delle riprese, il direttore delle animazioni Pablo Grillo e il suo team di animatori di Framestore hanno dato vita all’orsetto.

    La creazione del personaggio principale del film si evolve attraverso molte iterazioni, con Ben Whishaw che registra la voce dell'orso e Grillo che lavora quotidianamente con King per riesaminare ogni minima calibrazione di ogni espressione e gesto. "Quando siamo arrivati al punto di animare il volto di Paddington, molte cose sono state prese da Ben Whishaw stesso. Ci sono così tante cose che possono essere trasmesse dal viso, ogni espressione o piccola regolazione degli occhi può dare un tale cambiamento allo stato d’animo di un personaggio", afferma Liam Russell, animatore principale del film e parte del team di esperti di Grillo in Framestore. "Abbiamo usato molto di Ben. Serve molto di più della voce per animare il dialogo. Ed essere in grado di includere le espressioni tipiche di Ben alla nostra animazione, ha davvero aiutato a portare Paddington in vita".

    Dopo l’esperienza fatta con il primo film, Grillo e il suo team avevano naturalmente una buona base per animare Paddington e portare la sua personalità sullo schermo. "Avere il primo film come punto di riferimento è stato grandioso, perché non solo sapevamo già cosa stavamo cercando, ma eravamo in grado di imparare e migliorare da ciò che avevamo creato in precedenza", dice Russell.

    Tuttavia, con le ambizioni di costruire delle avventure del tutto nuove per Paddington in questo sequel, il team ha naturalmente dovuto affrontare nuove sfide. La sequenza d'azione alla fine del film è stata uno degli ostacoli che la squadra ha dovuto superare. "Questa scena ci ha fornito diverse sfide", dice Russell, "Perché Paddington interagisce con un treno in movimento, con tutto ciò che ne consegue".

    I movimenti fisici di Paddington e la sua interazione con gli oggetti del mondo reale sono sicuramente uno degli ostacoli più grandi da superare quando si anima l'orso. "Sia che cammini tra i tavoli o che scivoli lungo un bancone, doveva sembrare realistico e appartenente al mondo reale, pur mantenendo il suo comportamento", dice Russell. "Alcune delle scene più divertenti sono quelle in cui si comporta semplicemente come umano. La sequenza della pulizia delle finestre è l’esempio di come siamo riusciti a trovare un modo divertente in cui Paddington possa pulire le finestre. Questo ci ha dato la possibilità di creare non solo qualcosa di originale, ma anche divertirci mentre lo facevamo".

    "Pablo è un genio, è stato fondamentale per portare Paddington in vita", afferma Paul King del direttore dell'animazione e collaboratore chiave del film. "L'orso è una creazione davvero realistica, si dimentica quasi il contrario, ogni solco nella sua fronte, anche il suo respiro, è stato creato da Pablo e dalla sua meravigliosa squadra di animatori. È un processo incredibilmente dettagliato e minuzioso, un lavoro fatto di amore. Un'enorme quantità dell’anima di Paddington proviene da Pablo, e in qualche modo risplende in ogni scena del film".

     

    SIETE PREGATI DI PRENDERVI CURA DELL’ORSO

    C'è un'altra area di ispirazione per King e Farnaby: Michael Bond e i suoi libri. Anche se Paddington 2 non è un adattamento di nessuna delle storie di Bond, i suoi libri erano sempre a portata di mano. "Abbiamo guardato ai libri", dice King. "La scena del barbiere è molto alla Michael Bond, mentre quella in cui lava le finestre è più o meno la stessa del libro. È sempre una gioia rileggerli".

     

    La morte di Bond nel mese di luglio, all'età di 91 anni, è stata accolta con molto amore e altrettanto dolore sui social media. È stata celebrata con una GIF del cameo di Bond nel primo film, dove solleva un bicchiere di vino verso Paddington, mentre l'orso si allontana su un taxi per la città di Londra. All'epoca era solo un bel gesto, un cenno del creatore alla sua creazione. Ora, sembra ancora più affascinante. "È molto triste", dice King, che ha conosciuto Bond durante la produzione del primo film. "Penso che gli sia piaciuto molto il primo film, e la cosa ha fatto a me, di conseguenza, un grande piacere. Era un uomo che aveva davvero molto da dare". In molti modi, però, Bond e la sua eredità continueranno a vivere, nella forma della sua straordinaria creazione: un orso dal cuore grande chiamato Paddington.

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