Una Gita a Roma In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Francesco, 9 anni, con una grande passione per l’arte, e la sua sorellina Maria di 5 anni, da una cittadina di provincia arrivano a Roma in gita con la mamma. Quando per un problema sono costretti a tornare a casa prima del tempo, il bambino decide di scappare alla madre e la sorellina lo segue. Ha inizio così la loro avventura, lungo un tragitto che li porterà a scoprire una grande metropoli e un ricco universo di personaggi, luoghi sconosciuti e situazioni inattese. La loro meta, a lungo sognata è uno dei luoghi artistici più stupefacenti del mondo, la Cappella Sistina, ma sul loro percorso troveranno un bel po’ di imprevisti.

     

    Musiche: Nicola Piovani 

  • Genere: avventura
  • Regia: Karin Proia
  • Titolo Originale: Una gita a Roma
  • Distribuzione: C’è
  • Produzione: C’è
  • Data di uscita al cinema: aprile 2017
  • Durata: 105’
  • Direttore della Fotografia: Daniele Nannuzzi
  • Montaggio: Mirco Garrone
  • Attori: Claudia Cardinale, Philippe Leroy, Chiara Conti
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    LE PAROLE DELLA REGISTA

    Fare film per raccontare storie è sempre stata l’aspirazione che ha accompagnato tutte le mie scelte, fin da bambina e nel mio primo film, ho voluto raccontare qualcosa che avesse radici proprio nella mia infanzia: il desiderio di conoscere attraverso la fascinazione del viaggio. Viaggiare a me capitava molto di rado e quindi, quando raramente avveniva, corrispondeva sempre anche a un viaggio interiore, apportatore di cambiamenti nella percezione del mondo, delle persone e delle cose.
    I bambini hanno occhi per guardare, scrutare, senza pregiudizi. Per loro il grande e maestoso ha spesso lo stesso valore del piccolissimo dettaglio raffinato. Non sanno dare un valore alle cose, se non con “mi piace” o “non mi piace”. Per questo ho usato campi larghi ma anche campi strettissimi, alla ricerca delle suggestioni che può subire un bambino, come ad esempio un monumento che si staglia imponente sul cielo azzurro, ma anche i profili “ruvidi e non” del “corpo” di Roma, come i sampietrini, l’asfalto, l’acqua…


    Come Francesco

    Il racconto è autobiografico sotto molti punti di vista. 

    Come il piccolo protagonista Francesco, di 9 anni, nata a Latina e cresciuta in un piccolo borgo nelle campagne pontine, ero molto vicina, ma di fatto ben lontana, dalle bellezze della capitale. Ne sentivo parlare, mio padre ci era nato e cresciuto, la vedevo sui libri o in televisione. Avevo chiesto con insistenza ai miei genitori di portarmi a visitarla, ma per la gente della provincia, nella maggioranza dei casi, partire per far visita a Roma era un viaggio impegnativo, che si affrontava per necessità e solo raramente per svago. Quindi, tra “un giorno ci andiamo” ed un altro, il tempo passava e nella capitale non si andava mai. Non succedeva mai niente di nuovo in quel piccolo “mondo” di campagna, dove spesso il divertimento era deviare i percorsi delle formiche. L'unica prospettiva d’avventura per una bambina, in quel contesto, era rappresentata dalla fuga. Naturalmente fantasticavo soltanto, di fatto non scappai mai, a differenza del piccolo Francesco, che, deluso dall’ennesima promessa non mantenuta e sentendosi messo in secondo piano, decide di prendere in pugno la situazione e di crearsi da solo la sua giornata speciale. Spinto dalla voglia di avventura, di nuovo e di bello, scappa alla madre senza pensare alle conseguenze.
    Come Francesco, da bambina, ero attratta dal bello e dalla ricerca della perfezione e questo mi ha portato in seguito a studiare arte. Successivamente, poco appagata dai perfezionismi, ho cominciato a ricercare il bello nell'imperfezione. Come Francesco, dell'arte, mi colpivano anche gli aneddoti: le chiacchiere su Masolino e Masaccio, le curiosità sul Giudizio Universale, la storia del Mosè e il "perché non parli?!" e così via. Uno degli aspetti fondamentali del film è quindi raccontare il rapporto dei bambini con l'arte e la sua seduzione.


    Il titolo

    Il titolo “Una gita a Roma” strizza l'occhio volutamente ad alcuni film degli anni ’50, per ricordare le pellicole che raccontavano Roma, sottolineandola talvolta nel nome, talvolta anche nella locandina. Inoltre i piccoli protagonisti si trovano in una sorta di bolla temporale, intorno a loro tutto gira coi ritmi frenetici e innaturali, ai quali ormai siamo abituati: telefonini, mail, taxi, macchine, comunicazioni radio. Loro invece, una volta soli, vivono in una parentesi di verità, di tempo lasciato al tempo, come sarebbe potuto succedere appunto anni addietro. Una passeggiata, a volte corsa, verso una meta, con tutti gli intoppi del caso.


    Roma coprotagonista e i colori chiari

    Ho cercato di raccontare una Roma luminosa, chiara, estiva; per questo ho chiesto alla costumista Tiziana Mancini di vestire anche tutti i personaggi con colori tenui, prevalentemente bianchi, beige, marroni, senza colori accesi, in modo da non disturbare mai la bellezza della città con qualcosa che potesse catturare bruscamente l’attenzione, fatta eccezione per la bambina bionda, che ammalia il piccolo Francesco, che doveva appunto carpire il suo interesse. Roma è una città che accoglie e protegge, con i suoi vicoli e scorci suggestivi, dove ogni angolo è sorpresa, con la sua umanità varia e brulicante.


    L’avventura
    I nostri protagonisti incontrano un “diavolo”,  un “angelo”, un pinocchio di legno, due gemelle che li mandano fuori strada, così, soltanto per Il gusto di farlo, come fosse un gioco a punti, dei “giocolieri”, il teatro... C’è il pericolo, ma non volevo che fosse un thriller, volevo un racconto poetico, di solidarietà, di cambiamento e di crescita. Il piccolo protagonista, appena fuggito alla madre, si trova da subito col peso della responsabilità, non prevista, della sorellina Maria, che lo ha seguito a sua insaputa e con la quale cercherà di fare il fratello grande fino alla fine.

    Gli Alter Ego

    L’Alter ego è un altro tema dal quale sono sempre stata affascinata e l’ho insinuato in qualche personaggio: Marguerite (C.Cardinale) e Jean (P.Leroy), ad esempio, sono due fratelli anziani e anche loro, francesi a Roma, vengono da un altro luogo e vivono in una piccola realtà, che è il loro quotidiano, racchiuso nelle mura domestiche. Anche i due bambini poveri e sfruttati si confidano e si confrontano con Francesco e Maria come fossero specchi che riflettono però una realtà alternativa.

    Piccola nota tecnica

    Per sottolineare la bellezza concreta di Roma ho usato sempre la macchina fissa e, per creare movimenti precisi e puliti mi sono avvalsa di mezzi stabili come piwi, binari e, quando ho potuto, il dolly. La steadycam dà un effetto di movimento lievemente più impreciso e casuale e quindi l’ho usata raramente, per dare sensazione di precarietà nelle situazioni più incerte e pericolose per i piccoli protagonisti.

    NOTE DI PRODUZIONE

    Una gita a Roma è l’opera prima dell’attrice Karin Proia, che ama definirlo un film “love budget”. Ha beneficiato dell’apporto artistico di grandissimi professionisti che hanno amato il progetto, come ad esempio Claudia Cardinale e Philippe Leroy, che impreziosiscono un ampio cast, il Maestro Premio Oscar Nicola Piovani che ne ha composto le emozionanti musiche, mentre l’elegante fotografia è curata dal già vincitore del Globo d’Oro Daniele Nannuzzi. 

     

    ALCUNE CURIOSITÀ

    - In Una gita a Roma recitano 11 bambini tra i 5 e i 12 anni.

    - Nel film compare anche Phil Palmer, chitarrista britannico che ha collaborato con Bob Dylan, Frank Zappa, Dire Straits e molti altri.

    - La piccola Tea Buranelli, che al momento delle riprese aveva 5 anni e che nel film interpreta Maria, è veramente la figlia della regista del film.

    - Fanno parte del cast anche una cagnolina, Fiona Cherie Omelette, e Gina, una bellissima gallina moroseta.

     

    Approfondimenti:
     
    HANNO DETTO

    - “Uno dei più bei film su Roma” (Antonio Pennacchi - Scrittore, Premio Strega 2010)


    - “Il film da non perdere” (oggiscuola.com)

    - “Il bello della città con gli occhi di due bambini” (Cinecittalucemagazine)

    - “Imperdibile” (fai.informazione.it)

    - “assomiglia a quelle favole sacre che si raccontano ai bambini … meravigliosi Claudia Cardinale e Philippe Leroy … Roma come metafora della nostra immensa e ricca città psicologica” (Angelo Orlando - quasiundiario.com)

    - “una boccata d’aria fresca nel panorama cinematografico italiano” (Sentieri selvaggi)

    - “Sono stato molto orgoglioso di partecipare a questo film, perché segue il viaggio di due bambini alla scoperta dell’arte, quello che oggi non si vede più; si vede soltanto il degrado, la violenza… vista la carenza intellettuale della nostra gioventù, bisognerebbe proiettarlo non soltanto nei cinema, ma nelle scuole. È un bellissimo film” (Philippe Leroy - ANSA)

    - “Alcuni minuti di pura poesia” (Taxidrivers)

    - “un racconto che vi prenderà il cuore incantandovi” (Oltrepensienonews)
    - “dovrebbe essere veicolato nelle scuole per una crescita culturale, civica e relazionale” (lacitta.eu)



    RICONOSCIMENTI:
    Il film ha vinto diversi premi in Italia e all’estero, come “Miglior Film Straniero” al FEFF2016 di Toronto, candidato anche nella cinquina del “Best Show” e della “Miglior Opera Prima”, ha vinto il “Premio del Pubblico” al RIFF2017 di Mosca, il “Premio CineCibo”, “per aver enfatizzato, tramite l’innata compassione e generosità dei bambini, l’importanza della condivisione del cibo, lanciando allo spettatore un chiaro messaggio: chi apprezza veramente il cibo è colui che ne ha più bisogno” e la piccola protagonista Tea Buranelli è stata premiata al Terra di Siena International Film Festival 2017 con il “Premio Speciale della Giuria come Miglior Attrice Esordiente”.
    È  stato il primo lungometraggio a ricevere il Patrocinio della città di Roma, che ha permesso così di girare in alcuni dei luoghi più suggestivi della capitale. 


    BIOGRAFIE

    KARIN PROIA – REGISTA

    Attrice dal 1994, lavora come protagonista sia in Italia che all’estero per cinema, televisione e teatro. E’ stata diretta da registi come, tra gli altri, Joseph Sargent, Michele Placido, Dominique Othenin Girard, Gigi Proietti, Dennis Berry, accanto ad attori come, tra gli altri, Henry Cavill, Emmanuelle Seigner, Sergio Castellitto, Burt Young, Armin Mueller Stahl, Joe Mantegna. In molti la ricordano nella serie cult Boris o in tutte le serie di Le tre rose di Eva.
    Ha scritto e diretto i cortometraggi Farfallina e La so!.
    Una gita a Roma è la sua opera prima di lungometraggio, proiettato e premiato in diversi festival in Italia e all’estero. Attualmente è in lavorazione il suo documentario Mammalia sull’allattamento al seno.

     

    CLAUDIA CARDINALE – ATTRICE

    Protagonista di molti capolavori dei maggiori registi del nostro cinema. In Italia debutta ne I soliti ignoti di Monicelli, lavorando poi, tra gli altri, con Zampa, Germi, Bolognini, Loy, Visconti, Zurlini, Fellini, Comencini, Pietrangeli, Damiani, Leone, Magni, Ferreri, Squitieri, Sordi, Faenza, Cavani, Bellocchio, Zeffirelli. All’estero ha lavorato, tra gli altri, con Abel Gance, Herzog, Blake Edwards, De Oliveira, Lelouch, Paul Haggis. Tra i molti riconoscimenti avuti, il Leone d’Oro alla carriera, l’Orso d’Oro alla carriera, il David speciale alla carriera, il Pardo d’Oro alla carriera e il Nastro d’Argento europeo.


    PHILIPPE LEROY– ATTORE

    Interprete di 195 film in Italia e all’estero, tra cui Nikita di Luc Besson, State buoni se potete di Luigi Magni, Il portiere di notte di Liliana Cavani, Una donna sposata di Jean-Luc Godard. Memorabili il ciclo dei Sette uomini d’oro e Milano calibro 9 di Fernando Di Leo e il suo Yanez de Gomera nello sceneggiato televisivo Sandokan per la regia di Sergio Sollima.


    NICOLA PIOVANI – COMPOSITORE

    Premio Oscar per le musiche de La vita è bella di Benigni vincitore di 3 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e 2 Ciak d’Oro e altri numerosissimi premi. Nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese della Cultura, ha firmato quasi 200 colonne sonore lavorando per registi come Fellini, Bellocchio, Monicelli, i fratelli Taviani.  Moretti, Magni, Bigas Luna, John Irvin, Luis Sepulveda. 

     

    MIRCO GARRONE – MONTATORE

    Ha montato film di registi come Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Carlo Mazzacurati, nonché vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento e del Ciak d’Oro per il miglior montaggio di Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, di cui ha montato altri 4 film.

     

    DANIELE NANNUZZI: DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

    Vincitore di molti premi tra cui il Golden Globe, il David di Donatello, il GrandOursin d’Or e l’Ace Award, è Presidente della storica Associazione Italiana Autori della Fotografia. Ha esordito nel cinema nel 1975 con Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, del quale in seguito ha firmato altri 6 lavori tra cui Il giovane Toscanini e Un tè con Mussolini. Tra i suoi lavori figurano film di Ettore Scola, John Irving, Stephen King, Jerry London, Alejandro Jodorowsky, Enzo Monteleone, Boris Eifman e la serie Empire della Disney.

     

     

    Contatti:

    C’è srl Via Tibullo, 16 - 00193 Roma Tel: +39 335 844 5158
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  • Spunti di Riflessione:

     

    Di Karin Proia

     

    1) Francesco ha il sogno di vedere la Cappella Sistina. La conoscete? Se non ci siete mai stati, vi piacerebbe andare a visitarla? Se ci sei stati, vi è piaciuta? C’è qualche opera d’arte che avete visto di persona, in fotografia o in televisione che vi abbia colpito particolarmente? Se sì, quale? Ce n’è qualcuna di cui vi hanno parlato che vorreste vedere?

     

    2) Avete mai chiesto ai vostri genitori di fare una gita o un viaggio? C’è qualche luogo, città o nazione che vorreste visitare? E perché? Pensate che sia utile viaggiare e conoscere città e culture diverse dalla vostra?

     

    3) Francesco riceve in regalo per il suo compleanno un libro d’arte. A voi farebbe piacere ricevere un libro? Quale potrebbe essere? Secondo voi, leggere è importante? Perché?

     

    4) Il papà non è potuto andare in gita con la mamma e i bambini per impegni di lavoro. Pensate che gli sia dispiaciuto dover rinunciare alla gita per lavorare?

     

    5) Francesco, deluso e offeso, si allontana dalla mamma. Perché il suo comportamento è pericoloso?

     

    6) Francesco avverte la signora sulla metro che le stanno rubando il portafoglio. Lo avreste fatto anche voi?

     

    7) Vi sarà probabilmente capitato di vedere per strada qualcuno chiedere l’elemosina. Vi siete chiesti come può essere che questo accada? 

     

    8) Francesco offre un panino ai bambini che stanno chiedendo l’elemosina. Avete mai provato a immaginare quanta fame possa avere qualcuno che non ha la possibilità di mangiare quando lo desidera? Avete mai condiviso il vostro cibo con qualcuno che non ne aveva? Lo fareste?

     

    9) Maria, prima di fuggire per l’arrivo dei cattivi, lascia la sua bambolina appena comprata alla bambina povera. Avete mai regalato qualcosa a qualcuno meno fortunato di voi? Pensate che sia un gesto che faccia bene anche a chi lo fa, oltre che a chi lo riceve?

     

    10) Francesco, prima di fuggire per l’arrivo dei cattivi, raccoglie una ricevuta, il foglietto giallo caduto dalla tasca di uno di loro, senza sapere cosa sia. Pensate che potrà essere utile a qualcosa? Perché?

     

    11) Davide, il cantante famoso, fugge di fronte alle ammiratrici scatenate. Si interessa però a una ragazza che, pur dimostrando di averlo riconosciuto, si pone con normalità nei suoi confronti. Secondo voi perché con le prime scappava e con la seconda no? Voi come vi sareste posti verso una persona che in voi suscita grande ammirazione? 

     

    12) Davide, il cantante, mentre fugge inseguito dalle ammiratrici, incrocia per caso un proprio idolo, il chitarrista dei Dire Straits, Phil Palmer, che però le ragazze non riconoscono. Anche chi è un idolo per qualcuno ha, a sua volta, i propri idoli? Siamo tutti persone della stessa identica natura, con passioni, fragilità, sogni e insicurezze? 

     

    13) Hai qualche idolo, nell’arte, nello sport o altro? Pensate che sia una persona con pregi e difetti, forze e debolezze, come tutti? Cosa lo differenzia dagli altri? Credete che serva molto impegno per realizzare i propri sogni? 

     

    14) Marguerite e Jean non si parlano da sei anni per un motivo abbastanza sciocco. È mai capitato a voi o a qualcuno che conoscete che, per un motivo futile, si sia arrivati a far durare una lite decisamente troppo? Secondo voi conviene far durare tantissimo un litigio? Cosa si guadagna e cosa si perde?

     

    15) Francesco e Maria entrano per caso in un teatro dove due cantanti stanno provando il brano di Rossini “Duetto buffo di due gatti”. Lo conoscete? Lo avete trovato divertente? Siete mai stati a teatro? Se sì cosa avete visto? Cosa vorreste vedere? Avete mai visto un’opera lirica? Vi piacerebbe?

     

    16) Francesco e Maria, sotto la metro, passano di fronte a un’artista che canta una canzone molto bella suonando un particolare strumento a corda. Conoscete quello strumento? Si chiama Kora. Potreste fare ricerche in merito.

     

    17) Francesco e Maria a piazza Navona si fermano a guardare diversi artisti di strada. Vi piace, quando camminate per strada, incontrare qualcuno che canta, suona o fa qualche esibizione? Pensate che questo renda la città e le persone più allegre? 

     

    18) Le due bambine gemelle dicono a Francesco e Maria una bugia e consigliano loro una strada sbagliata facendo allungare tantissimo il tragitto. Perché pensate che lo abbiano fatto? Perché si mente? Vi capita, a volte, di dire bugie senza un vero motivo?

     

    19) Francesco e Maria entrano in una caratteristica bottega dove due artigiani stanno aggiustando e restaurando delle bambole, degli oggetti di legno e di ceramica. Siete mai entrati in un negozio o laboratorio artigianale? Se sì, cosa creavano? C’è qualcosa di cui non conoscete il procedimento creativo e che vorreste vedere come si fa? E qualcosa che vorreste creare voi?

     

    20) Come vi sareste comportati se vi foste trovati nei panni dei protagonisti del film e come pensate che avrebbero reagito i vostri genitori?

     

    21) Quale momento del film vi ha particolarmente emozionato o preoccupato? Perché?

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