Loveless In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Stanchi l’uno dell’altro dopo tanti anni di matrimonio, un uomo e una donna decidono di divorziare. Una situazione come tante altre … Solo che entrambi hanno già nuovi progetti di vita. Desiderano voltare pagina. Iniziare un nuovo capitolo della loro vita, con un nuovo partner e nuove emozioni che li possano far sentire finalmente completi e pieni di buoni propositi per il futuro.

    L’esperienza passata ha minato un po’ la loro fiducia ma sono ancora carichi di aspettative per il futuro. Quello che rimane da fare è liberarsi del fardello che si frappone tra loro e la felicità: il figlio Alyosha, un estraneo per entrambi, che diventa uno straccio che si lanciano con rancore uno in faccia all’altro.

    “Voglio che sia diverso: non voglio ripetere gli errori che mi hanno portato a questa delusione; voglio un nuovo inizio” – è quello che pensano tutti quelli che si vergognano dei propri fallimenti. Alla fine, l’unica cosa che puoi realmente cambiare è te stesso. Solo dopo averlo fatto il mondo che ti circonda tornerà a splendere di nuovo.

    E  in attesa di questo mondo futuro vivono insieme, scannandosi a vicenda con incomprensioni e litigi spesso davanti al piccolo Alyosha che ha compreso quanto i genitori non lo sopportino e non vorrebbero nemmeno accorgersi della sua esistenza. Il ragazzino è disperato e la sua vita è fatta solo di lacrime.

    Un giorno Alyosha andando a scuola con lo zaino sulle spalle e, attraversando come fa ogni giorno, il solito parco, raccoglie un nastro bianco e rosso e comincia a giocare fino a che lo lancia su un ramo di un albero, poi si dirige verso la scuola e…. scompare. Tutti lo cercano anche i genitori però Alyosha non si trova. Dove è andato o che fine ha fatto?

    Zhenya e Boris fanno presto a consolarsi con i rispettivi amanti. D’altronde a loro di Alyosha non è mai importato nulla.

    Il bambino è scomparso e basta.

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Andrey Zvyagintsev
  • Titolo Originale: Loveless
  • Distribuzione: Academy two
  • Produzione: Alexandre Rodnyansky, Serguey Melkumov
  • Data di uscita al cinema: 6 dicembre 2017
  • Durata: 126’
  • Sceneggiatura: Oleg Negin, Andrey Zvyagintsev
  • Direttore della Fotografia: Mikhail Krichman
  • Montaggio: Anna Mass
  • Scenografia: Andrey Ponkratov
  • Costumi: Anna Bartuli
  • Attori: Maryana Spivak, Aleksey Rozin, Matvey Novikov
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    Mi piacerebbe riuscire a tracciare delle linee di collegamento tra Loveless e il film di Ingmar Bergman Scene da un matrimonio, trasposto in un epoca diversa e recitato da altri personaggi: cittadini contemporanei, privi di qualsiasi forma di autocoscienza o dubbio, una coppia della classe media della Russia di oggi.

    Questa era postmoderna è una società post-industriale inondata da un continuo flusso di informazioni ricevute da individui che si interessano alle altre persone sporadicamente e solo per ottenere qualcosa in cambio. Ogni individuo pensa solo a se stesso.

    L’unico modo per potersi sottrarre a questa indifferenza è quello di sacrificare se stesso per gli altri, anche per persone estranee, come il coordinatore dei volontari che perlustra il paese per cercare il bambino scomparso, senza ricevere nessuna ricompensa, come se questo fosse l’unico scopo della sua vita. Uno scopo che dà senso ad ogni sua azione. Questo è l’unico modo per combattere la brutalità e il caos del mondo.

     

     

    ANDREY ZVYAGINTSEV - Biografia

    Nato a Novosibirsk. Nel 1990 Zvyagintsev si è laureato al corso di recitazione all’Università di Arti Teatrali sotto la supervisione di Evgeny Lazarev. Subito dopo entrò a far parte di una produzione di teatro indipendente e ricoprì una serie di piccoli ruoli in diversi programmi per la tv e per il cinema. Nel 2000 debuttò come regista. Nel 2003 il suo primo lungometraggio IL RITORNO è stato uno dei film rivelazione dell’anno. Un debutto non solo per il regista ma anche per la maggior parte della sua troupe, il film fu accettato in Concorso al Festival di Venezia dove conquistò il Leone D’oro. Nella stessa edizione vinse anche il Premio Luigi De Laurentiis come miglior opera prima, con la motivazione “un film sublime sull’amore, sulla perdita e sullo scorrere del tempo”.

    Il suo secondo film, THE BANISHMENT, è stato presentato nel 2007 in Concorso al 60esimo Festival di Cannes. Il protagonista, l’attore Konstantin Lavronenko, fu il primo russo a vincere il Premio come miglior attore.

    ELENA nel 2011, terzo lungometraggio di Zvyagintsev, fu selezionato dal Festival di Cannes in Concorso nella sezione Un Certain Regard dove vinse il Premio speciale della Giuria.

     

    Il suo film più recente LEVIATHAN, è stato presentato nel 2014 in Concorso al 67esimo Festival di Cannes dove ha vinto il Premio per la migliore sceneggiatura. LEVIATHAN ha anche vinto il Golden Globe, primo film russo a vincerlo dal 1969 , ed è stato candidato agli Oscar come Miglior film straniero.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1) Ogni scena del film si svolge in un ambiente triste, tristi sono le stanze dove vive, la famiglia, la protagonista della storia, tristi le ambientazioni al di fuori della corsa: il sole non c’è, ci sono solo neve grigia, terreni simili a paludi e fumi. Basta questa descrizione a dare l’idea di quanto tutti vivono male in una sofferenza e (molti) in un egoismo continui?

    2) Zhenya e Boris sono una coppia che è arrivata a odiarsi e che vive insieme, scambiandosi cattiverie, veleni e silenzi peggiori delle parole. Perché se si odiano a tal punto stanno ancora insieme?

    3) Zhenya e Boris cercano la serenità che non hanno insieme, forse, si odiano per questa loro incapacità di separarsi e provano a vivere come le altre persone: un uomo e una donna che sono i loro amanti di cui, ormai, neanche sono più gelosi. Non c’è più niente tra loro, se non il piacere di farsi male reciprocamente a parole e a fatti. Secondo voi è vita questa?

    4) La coppia ha un bambino Alyosha di cui nessuno dei due si interessa. Eppure è il loro figlio! Perché neanche si accorgono del male che gli fanno?

    5) Alyosha è disperato di fronte ai continui litigi dei genitori e comprende quanto la madre non lo ami sentendo dentro di lui che ella non l’avrebbe voluto e quanto l’apatico padre si disinteressi di tutto ciò che lo riguardi. E’ inutile la sua disperazione, sono inutili le sue lacrime: loro neanche lo vedono. Il piccolo è protagonista, non volendo, di una distruzione familiare che non può impedire eppure si dispera affinché i genitori almeno una volta si accorgano di lui e gli diano un po’ di speranza; la speranza di una vita migliore. C’è un mento in cui Alyosha si renda conto che tutto è inutile e niente potrà mai cambiare in quella che egli chiama “la sua famiglia”?

    6) Un giorno come tanti, tra litigi, incomprensioni e cattiverie a casa, Alyosha, andando a scuola, sparisce. Zaino in spalla si avvia nella solita via che attraversa il parco, trova in terra un nastro bianco e rosso, ci gioca gettandolo su un albero e continuando a camminare, scompare dalla vista del regista (grande Zvyagintsev) della stessa macchina da presa e dei suoi genitori. Alyosha non c’è più! Secondo la vostra opinione cos’è accaduto al bambino?

    7) Il regista quando Alyosha scompare ci lascia la visione del nastro con cui egli giocava rimasto nell’albero a svolazzare al vento. E’ una scena dolorosa che forse non dà speranza.  Dove è Alyosha? E’ sparito ed è sparito per sempre? Siete d’accordo su questa nostra opinione?

    8) Il seguito della vita di Alyosha sarà vita oppure sarà morte? Il bambino, secondo voi, voleva morire? Perché l’autore del film ci lascia con questa angoscia?

     

     

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