Wonder In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    L'omonimo libro bestseller di R.J. Palacio, in poco tempo, è diventato un caso letterario in tutto il mondo, un esempio concreto e cartaceo dell'assunto "mai giudicare un libro dalla copertina", né un bambino dal suo aspetto. L'adattamento cinematografico di Wonder vede il giovanissimo Jacob Tremblay (Room) nel ruolo del protagonista August "Auggie" Pullman, bambino affetto dalla Sindrome di Treacher Collins (malattia congenita dello sviluppo craniofacciale) in procinto di frequentare la quinta elementare in una scuola pubblica locale. Costretto precedentemente a studiare a casa a causa dei numerosi interventi chirurgici al viso, è la prima volta che August si unisce a una classe di coetanei, mangia alla mensa della scuola o parte in campeggio coi compagni. Nonostante le preoccupazioni di mamma Isabel e papà Nate sostiene gli sguardi curiosi e diffidenti degli studenti con fierezza e dignità, facendo il suo ingresso nella scuola pubblica come un supereroe o piuttosto come un astronauta deciso a piantare la sua bandiera in un mondo distante e inesplorato. Mentre la famiglia, i nuovi compagni di classe e tutti quelli intorno a lui si sforzano per accettarlo, lo straordinario viaggio di Auggie li unirà tutti, dimostrando che non puoi omologarti quando sei nato per distinguerti.

    Dopo un anno, fatto di momenti difficili, divertenti e bellissimi, Auggie e tutti quelli intorno a lui, si ritrovano cambiati dalle cose che più contano: l'amicizia, il coraggio e la scelta quotidiana di essere gentili verso chiunque incontri sul tuo cammino. La storia di un bambino di 10 anni nato con una deformazione facciale, diventa uno sguardo allargato su cosa significa essere umani.

    Wonder, che in italiano significa "meraviglia", è l'adattamento dell'omonimo romanzo per ragazzi pubblicato nel 2012 e scritto da Raquel Jaramillo con lo pseudonimo di R.J. Palacio. Vincitore di diversi premi, ha venduto finora oltre due milioni di copie, è stato inserito nella lista dei best-seller del New York Times e ha dato luogo a uno spin-off e a una sorta di "libro compagno" contenente tre storie che raccontano "Auggie" e la sua famiglia da tre diversi punti di vista. A ispirare all'autrice la vicenda di un ragazzino con la sindrome di Treacher Collins che comincia a frequentare la scuola dopo quattro anni di istruzione a casa è stato un fatto realmente accaduto. Un giorno, mentre era in una gelateria, la Jaramillo ha notato una bambina con una deformità facciale, che ha spaventato senza volerlo suo figlio di tre anni, costringendola a fuggire a gambe levate per la vergogna. Quella stessa sera, pentendosi di non aver conversato con la bimba, la scrittrice si è messa all'opera, inventando, in quattro e quattr’otto, il personaggio di August Pullman, che ha conquistato a tal punto lettori di ogni età da spingerli a scrivere canzoni e poesie per lui e perfino a celebrare il suo compleanno. Di lì a poco, la Lionsgate ha deciso di portare il romanzo al cinema, affidando la regia, prima a John Krokidas e poi a Stephen Chbosky, autore di quel “Noi siamo infinito” che nel 2012 è diventato l'omonimo film da lui stesso sceneggiato e diretto.

    Il primo interprete, scelto per Wonder, è stato Jacob Tremblay che qualcuno ricorderà come il figlio di Brie Larson in Room. Anche se giovanissimo, l'attore ha fatto la sua buona "ricerca sul campo", andando a trovare e stringendo amicizia con alcuni bambini con la Sindrome di Treacher Collins. Per lui la sfida più difficile è stata però sottoporsi a interminabili sedute di trucco, mentre sembra che non abbia avuto la minima difficoltà a rendere credibile la passione di "Auggie" per Star Wars, saga che lui stesso venera da tempo. Dopo Tremblay sono arrivati Julia Roberts e Owen Wilson, che non avevano mai recitato insieme. Profondamente toccata dal film, la prima è scoppiata in lacrime durante una scena ad alto tasso emotivo e, puntualmente, è stata immortalata dai fotografi. Gli scatti hanno poi fatto il giro del mondo. Della Roberts e di Tremblay, Chbosky ha detto: "Julia e Jacob non sono solamente attori fantastici, sono persone fantastiche, normalissime eppure davvero speciali. Una delle cose più belle di Wonder è che abbiamo scelto gli attori, sia in base al loro talento che per la loro umanità". 

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Stephen Chbosky
  • Titolo Originale: I Wonder
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: Lionsgate e Mandeville Films, Partecipant Media, Walden Media
  • Data di uscita al cinema: 21 dicembre 2017
  • Sceneggiatura: Stephen Chbosky
  • Direttore della Fotografia: Don Burgess
  • Montaggio: Mark Livolsi
  • Scenografia: Kendelle Elliott
  • Costumi: Monique Prudhomme
  • Attori: Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    WONDER

     

    Per i Professori

    Wonder è un film per tutti, porta avanti, con compatta sceneggiatura e attori all’altezza del plot (*), il tema del DIVERSO e della difficoltà dei bambini, in generale, ad inserirsi in un nuovo contesto, altro dalla famiglia che li ha protetti nei primi anni di vita; svolgendo questo argomento dai diversi punti di vista degli interpreti, dà un quadro sfaccettato e poliedrico della situazione. Questa particolarità è già nell'omonimo bestseller di R.J. Palacio da cui è tratta la sceneggiatura; il film è diretto da Stephen Chbosky che nel precedente “Noi siamo infinito” aveva dato prova di saper lavorare sulle difficoltà dei giovani alla ricerca della propria identità.

    Auggie, bambino di dieci anni, è nato con una malformazione particolare che lo ha costretto a subire numerosissime operazioni per poter respirare e alimentarsi, ma ancora non ha un viso considerato normale dagli altri.

    La storia di August Pullman, questo il suo nome per esteso, coinvolge non solo perché racconta una vita molto particolare, ma anche perché rappresenta le difficoltà di chiunque abbia paura di non essere accettato dagli altri e, in particolare, dal gruppo di riferimento, in questo caso quello scolastico dei compagni delle medie.

    Come molti bambini anche il nostro protagonista sogna di diventare un astronauta, ma ha un motivo in più per farlo: il casco della tuta spaziale è perfetto per nascondere il suo viso.

    Gli spunti e le trovate si susseguono in maniera originale e coinvolgente: chi può essere il suo alter ego se non il peloso Chewbacca di Star Wars ?

    La particolarità e il punto di forza del film è affrontare con ottimismo e delicatezza temi come l'amicizia, la crescita personale, la solitudine e le problematiche relative al bullismo senza soffermarsi unicamente sul personaggio di Auggie ma allargando lo sguardo alle persone che gli stanno intorno e alle dinamiche che li coinvolgono.

    Così, come per il fratellino è difficoltoso non solo essere accettato dal gruppo, ma addirittura mostrarsi agli altri, per la sorella più grande, che pur lo ama molto, è stato difficile, e lo è ancora, mettersi sempre da parte davanti all’importanza data dai genitori a lui. Le sentiremo dire:

    “Auggie è il sole. Io, mamma e papà siamo i pianeti che ruotano attorno al sole"

    Una storia di formazione di grande forza emotiva, perché, vista dall’angolazione di tutti quelli che vi partecipano, anche i coetanei del piccolo, i suoi compagni di scuola media, che NON SANNO ACCETTARLO, ma a loro volta hanno e soffrono problemi di accettazione della propria realtà interiore.

     

    * Ricordiamo che il canadese Jacob Tremblay, nato nel 2006, è il più giovane a essere stato nominato ai SAGA Award come miglior attore non protagonista per il film Room.

     

    Ruolo dei genitori:

     

    "Io adoro la tua faccia, è la faccia di mio figlio!" pronuncerà, invece, la Roberts che interpreta con grande sensibilità le giuste ansie della madre di questo bimbo speciale. Dopo aver rinunciato a studi e ambizioni per occuparsi a tempo pieno del figlio, ora deve reinventarsi e sbloccare la propria vita, costretta da questa pausa forzata. Il padre – Owen Wilson – è pronto con ogni mezzo gentile ad aiutare il figlio e la figlia, con umorismo e profondo affetto a sdrammatizzare. E’ il personaggio che sottolinea uno degli argomenti fondamentali del film: invita alla gentilezza verso il prossimo.

     

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Fabio Amadei 

    1) Quali sono i rapporti di Auggie a casa con i suoi familiari?

    2) Quali sono i rapporti di Auggie a scuola ?

    3) Come fa a conquistarsi un amico ?

    4) Chi va oltre le apparenze, diventando suo amico?

    5) Perché il suo migliore amico lo tradisce?

    6) Quali sono i rapporti del bullo della classe con i propri genitori?

    7) Pensi che lavorare sull’autostima e sulla capacità di relazionarsi con gli altri possa far diminuire il fenomeno del bullismo?

    8) Chi se la prende con chi è in difficoltà non lo fa, forse, per accattivarsi la condiscendenza del gruppo e attirare l’attenzione su di sé?

    9) Un’educazione basata sul rispetto degli altri, può giovare anche al rispetto di sé stessi?

    10) Il rispetto della diversità non è il simbolo di una crescita collettiva ?

     

    Spunti di riflessione di LDF

     

    11) Auggie (August) è un bambino di dieci anni affetto, dalla nascita, dalla Sindrome di Treacher Collins che dà al suo volto una grave deformità che lo rende diverso dagli altri. Sapreste descrivere, dopo aver visto il film, quali siano le condizioni del viso di Auggie?

    12) Perché Auggie frequenta una classe con altri bambini solo dalla V elementare? Cosa gli è successo prima?

    13) Qual è la reazione dei compagni, quando vedono Auggie per la prima volta?

    14) Auggie, nonostante le reazioni degli altri, e pur accorgendosene, è invece felice di star in mezzo a loro e vuol fare tutto quello che loro fanno: mangia alla mensa della scuola, parte in campeggio con la classe che, alla fine, lo accetta. Perché lo accetta?

    A) Perché il bambino entra nella scuola con dignità e fierezza pur sapendo ciò che dovrà affrontare?

    B) Perché si sente di fronte ai compagni come fosse una sorta di super-eroe o di un’astronauta che è riuscito finalmente a piantare la sua bandiera nel pianeta inesplorato in cui ha deciso di scendere?

    C) Perché agisce nei rapporti con gli altri bambini come lui, con naturalezza cercando anche di dare loro consigli e di aiutare dove sia necessario?

     

    15) Auggie è molto intelligente e, inoltre, è buono, profondamente buono e gli altri bambini, col passare del tempo insieme, non possono non accorgersene. 

    Nel nascere del legame di amicizia con i compagni tra cui Jack il primo a diventare amico suo è valsa più l’intelligenza che porta a una normale accettazione o il cuore? 

    16) Riferendoci alla domanda precedente come se ne è accorto anche il bulletto della classe che, all’entrata di Auggie, lo ha preso in giro con cattiveria? E dopo, conoscendo meglio  Auggie, come si è comportato questo bulletto? Avvicinandosi a lui? Cercando di diventare suo amico o lasciandolo semplicemente tranquillo?

    17) Tra i compagni, Auggie trova subito due amici una bambina e un bambino (il già citato Jack). Come mai loro due si sono sentiti subito vicini ad Auggie?

    18) Isabel e Nate, la mamma e il papa di Auggie, erano molto preoccupati dell’entrata in una scuola del loro figliolo. Fino a quel momento la loro famiglia, nonostante il volto del bambino aveva vissuto una vita che avevano cercato di fare essere, il più possibile, normale. Ma ora hanno timore; il loro bambino in mezzo agli altri, inserito in un gruppo in cui nessuno lo conosce. Come reagiranno i compagni? Ce la farà Auggie?

    19) Ed è proprio Auggie con il suo comportamento che risolve il problema dei genitori. Il bambino dal volto deforme, dopo un anno di scuola, con la sua bontà, la sua disponibilità e il suo coraggio è riuscito a farsi accettare da tutti, bambini e adulti che si trovano cambiati perché è Auggie che, con il suo comportamento, li ha cambiati in quanto ha insegnato loro il senso profondo dell’accettazione verso l’altro, verso chiunque si incontra nel proprio cammino. Siete d’accordo? Esprimete la vostra opinione in merito.

    20) Wonder ha più storie: in una Auggie ne è il protagonista e, attraverso lui, noi comprendiamo come la voglia di vivere, nonostante la diversità sia importante. Poi vediamo la storia di Auggie attraverso i suoi genitori, Isabel e Nate e attraverso sua sorella. Ed è proprio lui ad insegnare loro che la vita valga la pena di essere vissuta perché (e sono parole di Auggie) tutti nel mondo, almeno una volta nella vita, “dovrebbero ricevere una standing ovation”. Commentate.

    21) E infine i rapporti con i suoi compagni: perché proprio loro alla fine si sentiranno cambiati: non sono più loro che debbono accettare il bambino col viso deforme ma è questo bambino che riuscirà a farli sentire uniti tra loro e con lui. Secondo voi come c’è riuscito?

    22) Nel corso della storia del cinema ci sono stati altri due film che hanno avuto per protagonisti due personaggi, affetti nel volto, dalla Sindrome di Treacher Collins: “The Elephant Man“(1980) di David Linch e “Dietro la maschera” (1985) di Peter Bogdamovie. Due film diversissimi tra loro e Wonder. Però, mentre nel film di Bogdamovie, il protagonista, un sedicenne dal volto mostruoso, riesce a vivere (non ad accettarsi) per l’affetto della madre e di un gruppo di persone che li circondano, in “The Elefant Man” l’uomo, affetto dalla stessa sindrome, divenuto adulto un fenomeno da baraccone che tutti vogliono vedere, decide di morire, sdraiandosi in maniera da non poter più respirare date le caratteristiche del suo volto. Auggie invece è diverso da loro e, anche se bambino, dimostra molta più intelligenza. Non è solo l’affetto degli altri come accade al protagonista di “Dietro la maschera” che gli dà la forza di vivere é Auggie che ama la vita, ama la sua famiglia, i suoi compagni divenuti amici ed è per loro e per se stesso che vuole vivere, accettando ed accettandosi.

    23) Un’altra particolarità del film di Stephen Chbosky di cui abbiamo già accennato nella domanda n.  9, non approfondendo, è la narrazione della vita di Auggie attraverso i punti di vista di tutti coloro che sono in contatto con lui. E così Chbosky racconta le preoccupazioni dei genitori e della sorella, l’amicizia dei due primi bambini che si avvicinano ad Auggie, l’incontro col bulletto che, alla fine, si chiede se non abbia ragione quel bambino con la faccia deforme e poi la reazione di tutti gli altri. Praticamente tante storie narrate, inserendole in una sola storia che le comprende tutte: quella di Auggie che, nonostante il suo aspetto, riesce a conquistare chiunque e ad essere felice.

     

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