I primitivi In evidenza

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  • Sinossi:

     

    All’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata, la vita è perfetta per il primitivo Dag e per la sua adorabile e bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo che costringe tutti ad abbandonare la propria casa. Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui, fino a quel momento, Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo.

    Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio!

    Il risultato è un completo disastro. Quando però Dag recluta Ginna, energica e appassionata tifosa, le cose iniziano a migliorare. Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire la squadra dei primitivi nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

     

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  • Genere: animazione
  • Regia: Nick Park
  • Titolo Originale: Early man
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: Aardman Animation
  • Data di uscita al cinema: 8 febbraio 2018
  • Durata: 100’
  • Sceneggiatura: Mark Burton, James Higginson, John O’Farrel
  • Montaggio: Sim Evan-Jones
  • Attori: Riccardo Scamarcio, Voci italiane: Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Claudio Gregori, Gabriele Rubini, Corrado Guzzanti
  • Approfondimenti:

     

    PERCHE’ VEDERE QUESTO FILM?

    Perché divertendo fa riflettere sull’importanza dell’amicizia e dello spirito di squadra.

    Perché insegna il valore del rispetto sia che si parli di regole di un gioco, sia che si parli di culture diverse.

    Perché è un film che con semplicità educa all’inclusione e alla parità di genere.

    Perché ci ricorda che il coraggio, la speranza e l’entusiasmo tipici dei più giovani dovrebbero caratterizzare la vita di tutti, ad ogni età.

     

    COME E’ NATO IL FILM

    I primitivi è la più grande produzione della Aardman nei suoi oltre 40 anni di storia. Ha avuto inizio nel Maggio del 2016 e si è conclusa nelle ultime settimane del 2017. Tuttavia il lavoro preparatorio era iniziato molto prima che le macchine da presa cominciassero a girare.

    Il regista Nick Park aveva infatti in mente l'idea di una commedia sulla preistoria fin dal 2010.

    Nonostante abbia diretto alcuni cortometraggi, compresi gli episodi di “Wallace & Gromit” trasmessi dalla BBC, e abbia co-diretto Galline in fuga (2000) e Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, questo film segna il debutto di Nick come regista unico di un lungometraggio.

    Nick era deciso a dirigere da solo I primitivi – il che ha implicato cambiamenti significativi nel modo in cui la produzione agli Aztec West Studios della Aardman è organizzata.

    La veterana della produzione alla Aardman Carla Shelley osserva che, mentre Nick normalmente si occupa della gestione del set, supervisionando e verificando a turno il lavoro degli animatori addetti alle diverse scene, stavolta questo compito è stato assegnato ad altri due nomi storici della Aardman, Merlin Crossingham e Will Becher, in passato direttori dell'animazione. Questo ha permesso a Nick di dirigere gli attori del doppiaggio e di continuare a limare la storia mano a mano che le riprese procedevano, insieme agli sceneggiatori Mark Burton e James Higginson.

    Carla considera I primitivi un passo avanti per gli studios: “Pur essendo altrettanto complesso e costoso rispetto ai film del passato, questo presenta un maggior numero di sfide sotto diversi punti di vista. Nick lo definisce un mix tra Il Gladiatore e Dodgeball- Palle al balzo. Voleva sul serio che le sequenze dello stadio e della partita di calcio ricordassero il mondo dei gladiatori. Per cui c'è stato bisogno di un grosso lavoro sugli effetti speciali, compresa la computer grafica, per creare la folla immensa. Se avessimo voluto costruire quello stadio di calcio davvero...beh, non avremmo potuto, sarebbe stato più grande di tutti i nostri studios! Per cui c'è stato bisogno di un grosso lavoro tecnico per far combaciare gli elementi fisici e digitali del film”. Alcune delle cifre inerenti alla realizzazione de I primitivi sono impressionanti. 150 persone circa sono state direttamente coinvolte nella produzione del film, con un picco di 33 animatori impegnati nello stesso momento. 

    Per I primitivi sono stati creati 273 pupazzi, realizzati da 23 diversi artisti in 30 mesi di lavoro. Ogni singolo personaggio ha richiesto più di 10 settimane di lavoro, e la squadra dei modellatori ha realizzato un totale di 18 'Dug', e di 8 pupazzi per ciascun membro della tribù dell'Età della Pietra. Il numero incredibile di 3.000 bocche intercambiabili è stato realizzato a mano per il film.

    Per quanto riguarda i set, il reparto scenografia della Aardman ha realizzato 60 alberi per la foresta della tribù dell'Età della Pietra, ciascuno dei quali ha richiesto una settimana di lavoro.

    Questo ritmo straordinario è stato tenuto in una gigantesca area di lavoro.

    Lo spazio utilizzato alla Aztec West è stato di circa 1,5 chilometri quadrati, più o meno equivalenti all'area coperta da quattro piscine olimpiche.

    “E' stato un lavoro incredibilmente intenso” osserva Carla. “Per questo film avevamo quaranta unità che lavoravano simultaneamente. Normalmente ne usiamo 35, ma in questo caso ci sono stati momenti in cui 40 macchine da presa giravano in contemporanea. La ragione per cui ce l'abbiamo fatta è che avevamo a disposizione una squadra di professionisti formidabili, alcuni dei quali lavorano con Nick da 25 anni. Tutti i modellatori, gli scenografi, i direttori della fotografia e lo staff sul set conoscono il loro mestiere così bene che è solo grazie a loro se siamo riusciti nell'impresa. L'intesa tra loro e Nick si è dimostrata impagabile....

    Con questo tipo di budget si è trattato di una vera sfida, perché le aspettative sulla qualità delle produzioni della Aardman è molto alta e non è possibile fare compromessi al ribasso”.

    Coloro che hanno visitato i set sono rimasti incantati dal complicato lavoro di ricostruzione dell'era preistorica. Com'era da immaginare la ‘principale attrazione’ è la città dell'Età del Bronzo, che comprende anche lo stadio immenso, ridotto in scala ad una miniatura che mantiene però tutti i dettagli architettonici.

    Matt Perry che ha disegnato i set insieme a Richard Edmunds e al loro team, sottolinea: “Volevamo evidenziare il fatto che si tratta di due mondi che si scontrano: quello dell'Età della Pietra e quello dell'Età del Bronzo. I cavernicoli vivono in un mondo grazioso e tranquillo, bucolico e ricco di alberi. L'Età del Bronzo è l'opposto, architettonico e preciso. E' tecnico, industriale, il luogo meno ospitale del pianeta, dove passano il tempo ad estrarre il bronzo, loro fonte di ricchezza”.

    Nick ha stabilito con Matt e Richard che tutto nell'Età del Bronzo dovesse essere ‘caratterizzato da un simbolo’, come si addice ad una società spietata e ideologica. Per cui ci sono disegni di elmi appuntiti e muniti di aculei ovunque, perfino sulle arcate dello stadio. L'altro simbolo visivo che caratterizza la città è il pallone, con il suo rivestimento ad esagoni. Per cui gli esagoni sono anche sugli scudi dei soldati. La squadra locale, il Real Bronzio, è praticamente imbattibile ed è il simbolo del potere della città.

     

    PAROLA AL REGISTA

    Trattandosi di un uomo che non perde mai l'occasione di fare una battuta, Nick Park parla del suo film sui primitivi, ambientato nella preistoria, come di una ‘produzione mastodontica, un vero mammut!’

    E in effetti in termini di proporzioni, tempi di preparazione e di realizzazione, 'mammut' è una definizione giusta. Come racconta Nick, l'idea per I primitivi gli ronzava in mente dal 2010. “E' rimasta in secondo piano per molto tempo – e la sola sceneggiatura ha richiesto oltre tre anni di lavoro. Mark Burton ha iniziato a scriverla con me, ha interrotto per occuparsi di Shaun, vita da pecora, e poi è tornato.

    E' così che lavoriamo alla Aardman. Prima tutti insieme lavoriamo agli storyboard per l'intero film, poi li montiamo e aggiungiamo una colonna sonora e delle voci provvisorie. Abbiamo scritto e riscritto tutto 100 volte, mi pare. Decidiamo se una scena non è abbastanza divertente o se semplicemente non funziona. E tutto questo va avanti per due anni prima di cominciare a girare. Mi sembra di aver fatto due volte lo stesso film! Ma ne è valsa la pena”.

    Le riprese hanno avuto inizio effettivamente nel 2016, ma come Nick fa notare: “Abbiamo   continuato a scrivere anche durante le riprese”.

    I primitivi segna la prima esperienza da regista per Nick dall'epoca del corto di Wallace & Gromit Questione di pane o di morte (2008). Prima aveva co-diretto due lungometraggi: Galline in fuga (2000) con Peter Lord e La maledizione del coniglio mannaro (2005) con Steve Box. Perché ha deciso di fare da solo per I primitivi ?

    “In realtà mi andava di provare” dice. “Sarò sempre grato a Peter e a Steve, ed è stato bello dirigere con loro. Ma volevo provare ad avere un controllo ancora maggiore”.

    Non sempre è stato facile: “E' stato bello farlo, ma ha comportato una riorganizzazione. Se sono solo al vertice ho bisogno di avere sul set altre persone di cui mi fido. Non ho potuto passare tutto il tempo con gli animatori come ero abituato a fare. Merlin e Will l'hanno fatto al posto mio. Sono stato qualche volta sul set, ma non quanto mi sarebbe piaciuto. E' diverso quando sei tu ad essere in contatto diretto con gli animatori”. Ride: “Posso essere davvero ossessionato dal bisogno di controllo! Ovviamente mi fido di Will e Merlin, fanno un lavoro straordinario. Sono stati i miei occhi e le mie orecchie sul set. Ma mi piace mettere becco su tutto”.

    A quelli che non sanno come funziona la produzione nel mondo dell'animazione, può sembrare un processo lentissimo. Per come la vede Nick: “Se otteniamo tre secondi (di girato) alla fine di una giornata, e sono buoni, siamo molto soddisfatti. E se riusciamo ad ottenere più di un minuto in una settimana? Beh allora, nel mondo dell'animazione, è un grande successo”.

    Lavorare ad un lungometraggio, prosegue, “ti dà più da pensare, è una grossa affermazione, è più ambizioso, comporta una troupe più numerosa. Per me significa anche essere coinvolto nella creazione di ciascun personaggio in modo che dal loro aspetto si veda che vengono dalla stessa scuderia”.

    Ritiene che I primitivi sia “una storia dallo stile epico, con un taglio preistorico. Parla di un omino che decide di salvare la sua tribù. Quando la gente dell'Età del Bronzo arriva nella sua valle, la sottrae alla sua gente e esilia tutti nelle terre selvagge, Dug si batte per riprendersela. Guardando i dipinti nelle caverne ha scoperto che la sua tribù un tempo giocava a calcio, un gioco che è diventato quasi una religione per la gente dell'Età del Bronzo; così porta a casa un pallone e allena la sua tribù per battere i nemici”.

    A Nick personalmente il calcio non interessa: “Sono sempre stato un tifoso della squadra della mia città (il Preston North End) per un senso di lealtà, ma questo è tutto. Ma sento che da outsider posso raccontare una storia nella quale altri possono immedesimarsi. Ne I primitivi ci sono riferimenti al fatto che i soldi possono cambiare le regole del gioco. Ma il film non parla di calcio. Parla di una tribù che affronta le cose con lo spirito giusto”.

    Nick era anche convinto che la storia potesse funzionare per un lavoro con la plastilina: “Era un'idea molto legata ai minerali, alla creta. Io stesso amo la plastilina, e sentivo che il mio stile avrebbe funzionato con la clay-animation. E' una tecnica affascinante perché ti permette di trasmettere qualcosa di te stesso. E' molto concreta, letteralmente, e ti consente di dare grande espressività e sfumature ai personaggi: istilli la vita nei pupazzi. Credo che il vero punto di forza dei film della Aardman risieda nella raffinatezza dei personaggi –che deriva dalle potenzialità della plastilina”.

    Un'altra novità è che Nick ha deciso di doppiare uno dei personaggi: il fedele compagno di Dug, un cinghiale chiamato Grugno. “All'inizio volevo farlo per divertimento, ma sono stato votato dagli altri” ammette Nick. “E' un personaggio che ha qualcosa di Gromit, ma è più un animale da compagnia”.

    Per Nick la parte più difficile nella realizzazione de I primitivi è stata quella di “creare dei mondi nuovi – le Badlands, la valle, le foreste -- in model animation, e in modo che non sembrassero dei modellini giocattolo. Dovevamo realizzare un film epico con un budget consistente, ammiccando a King Kong e ai film del grande animatore Ray Harryhausen”.

    E' particolarmente orgoglioso dei risultati ottenuti per la meravigliosa città dell'Età del Bronzo. E' un vero trionfo per il reparto scenografi della Aardman, e Nick ha rivelato che ogni singolo componente del team ha disegnato una casa nella città, e tutte appariranno sullo schermo, una specie di ‘firma’ per ciascuno degli scenografi.

    Gli ambienti del film, aggiunge, “sono tutti ispirati a quanto emerso dalle ricerche sul mondo nell'Età del Bronzo” Poi sorride e aggiunge: “Con qualche licenza artistica!”

    Nick aveva deciso di creare i personaggi membri della tribù in modo che venissero da tutte le regioni della Gran Bretagna – Barbo è chiaramente londinese, Barry (la cui migliore amica è una roccia) è un 'Brummie' (originario di Birmingham), mentre Asbo è del Nord, e l'incomprensibile Eemack è un Geordie (originario del Tyneside nel nord-est dell'Inghilterra).

    “Volevo mostrare l'eterogeneità della Gran Bretagna” spiega Nick. “Quando si parla dell'Età del Bronzo si parla di un'epoca in cui qui dovevano convivere diverse etnie. Volevo anche che ci fosse un mix interrazziale in relazione al calcio. Non volevo che la squadra fosse tutta di bianchi. Il calcio oggi è decisamente multirazziale”.

    Con un approccio analogo, Nick voleva che una donna avesse un ruolo di rilievo nel film, e così ha creato Ginna, la ragazza cresciuta nell'Età del Bronzo interpretata da Maisie Williams che non può giocare a calcio perché è una donna.

    “Non si è trattato di una mossa cinica” dice Nick. “Ma il calcio femminile si è davvero affermato in Gran Bretagna solo di recente, mentre in America sono anni che le ragazzine giocano a pallone. Mi sembrava giusto inserire un personaggio femminile che fosse anche molto brava a giocare a calcio”.

    Uno dei principali punti di forza di Nick come animatore è la sua attenzione maniacale per i dettagli. Per esempio, ha lavorato ore sul taglio di capelli di Dug perché fosse quello giusto. “Facevamo delle registrazioni di prova con Eddie”, ricorda, “poi tornavamo al nostro modello e gli cambiavamo un po' la pettinatura. Non volevamo che apparisse troppo preciso o pulitino. I capelli dovevano essere un po' arruffati. Ma allo stesso tempo si dovevano vedere gli occhi. Se non puoi vedere gli occhi, come illumini la scena? Ogni decisione finisce col condizionare quella successiva”.

    Nick ha anche ‘recitato’ in video nei panni dei suoi personaggi, imitando le loro voci per quanto possibile e suggerendo i loro movimenti. Può sembrare ridicolo, ma c'è una ragione in questo: “Per me recitare le parti è stato un modo per far vedere a Will e Merlin cosa avessi in mente”.

    Otto anni sono davvero tanti. Pensa che sia valsa la pena impiegare tutto questo tempo per I primitivi? Riflette: “C'è voluto tanto tempo, è vero. Ma era lo sforzo necessario affinché il risultato fosse buono”.

     

    Ora è consapevole delle attese che ci sono rispetto al film: “Ma non c'è niente che si possa fare adesso. Posso solo dare il massimo e sperare che alla gente piaccia”. Sorride: “A me piace!”.

     

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di Olga Brucciani 

     

    1. Nonostante il film non sia un film storico, svolgendosi la trama in un  periodo preistorico,  e quindi la ricostruzione non sia fedele alla realtà, si possono individuare alcune caratteristiche che differenziano i due periodi:

    2. La Tribù di Dag è costituita da molti membri. Quale dei personaggi ti ha maggiormente colpito e perché?

    3. Con quale dei due ti sei immedesimato maggiormente?

    4. Dag e il capo tribù Barbo sono molto diversi. In cosa differiscono?

    ESERCIZIO: Cercare sul dizionario la definizione delle parole "bambino" e "adulto” e rifletti sulla differenza. Disegna adesso una tabella: nella colonna di sinistra inserisci i termini che hanno a che vedere con il mondo dei bambini e in quella di destra quelli relativi al mondo degli adulti.

    Ecco le parole: lavoro, gioco, scuola, libertà, responsabilità, divertimento, amicizia, fantasia, compiti, 

    appuntamenti, entusiasmo. Nota bene: alcune parole possono essere inserite in entrambe le colonne. Secondo te perché?

    5. Pensando al film, trova almeno due esempi che dimostrino che Dag è un giovane coraggioso ed entusiasta.

    6. Immagina la tua vita nell’età della pietra o nell’età del bronzo, senza smartphone, tv, video giochi. Cosa avresti fatto?

    7. Il film è stato realizzato in stop-motion. Hai visto già altri film creati con questa tecnica. Se sì, quali?

    8. Chi vuole dare la caccia ad un animale più grande di un Mammuth?

    - Dag

    - Barbo

    - Lord Nooth

    9. Quale anQQuale animale, oggi, somiglia al Mammuth preistorico?

    10. In che era vive Lord Nooth:

    - L’età della pietra

    - L’età del bronzo

    - Noi futuro

    11. Perché a Ginna non è concesso di giocare a pallone?

    - Perchè è una femmina

    - Perchè è infortunata

    - Perchè non sa giocare 

    12. Chi è il fedele amico di Dag?

    - Grugno

    - Barbo

    - Ginna

    13. Dag è inamorato della propria valle?

    - Si

    - No

    14. Volendo cacciare Mammuth Dag dimostra di avere…

    - Paura

    - Coraggio

    - Ingenuità

    15. Qual è la triase di aggettivi con cui definiresti la tribù di Dag:

    - Unita-spensierata-felice

    - Disunita-spensierata-aggressiva

    - Felice-unita-violenta

    16. Nel film il valore dell’amicizia è bel esplicitato?

    17. Descrivi l’amicizia tra Dag e Grugno e perché, secondo te, è così speciale.

    18. Racconta chi è il tuo più caro amico e cosa lo rende unico ai tuoi occhi

    Argomenti di discussione in classe:

    • Cosa significa “fare gruppo”?

    • Cosa significa avere un atteggiamento inclusivo ed accogliente, nel rispetto delle diversità degli altri?

    • Nel film, Lord Nooth dice a Dag “tu non hai più una casa”. Purtroppo l’arrivo dell’età del Bronzo può essere visto come una metafora del colonialismo. Sai cos’è? Fai una ricerca.

     

     

     

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