Made in Italy In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “Made in Italy” è una tormentata dichiarazione di amore verso il nostro Paese, raccontata con le parole e la musica di Luciano Ligabue, attraverso lo sguardo di Riko, un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra essere diventato improvvisamente precario: il lavoro, il futuro, i sentimenti.

    Ma se a volte rialzarsi non è facile, Riko ha scelto di non darla vinta al tempo che corre: c'è un matrimonio da difendere e riconquistare, ci sono amici su cui contare e una casa da non vendere.

    Riko decide di mettersi in gioco e prendere finalmente in mano il suo destino.

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Luciano Ligabue
  • Titolo Originale: Made in Italy
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Produzione: Fandango, Zoo Aperto, Riservarossa, Eventidigitali Films
  • Data di uscita al cinema: 25 gennaio 2018
  • Durata: 104’
  • Sceneggiatura: Luciano Ligabue
  • Direttore della Fotografia: Marco Bassano
  • Montaggio: Giogiò Franchini
  • Scenografia: Mauro Vanzati
  • Costumi: Francesca e Roberta Vecchi
  • Attori: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi, Tobia De Angelis
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LUCIANO LIGABUE

    Biografia

    20 album, 5 libri, 3 film, oltre 700 concerti tra teatri, club, palasport, stadi e grandi spazi all'aperto.

    Cantante, autore, regista, scrittore, padre di due figli. Luciano Ligabue rappresenta la più autorevole e credibile incarnazione del rock in Italia nell’ultimo quarto di secolo. Nato a Correggio nel 1960, ha cominciato a frequentare la musica attraverso l’esperienza giovanile nelle radio locali della provincia emiliana (da Radio Attiva a Mondoradio Rock Station) per approdare alla sua prima band, gli Orazero, nella seconda metà degli anni ’80. Fin dai suoi primi passi nel mondo della musica, Luciano Ligabue ha al suo fianco Claudio Maioli, collega ai tempi della radio e primo manager: è lui il responsabile del primo concerto del gruppo.

    Dopo l’esaltante militanza sui palchi dei piccoli festival ‘di base’, Ligabue vive il suo primo momento di gloria con la pubblicazione, nel 1988, del primo 45 giri in vinile: 1000 copie contenenti i due brani "Anime in plexiglass" e "Bar Mario" pubblicate dall’ARCI di Modena come premio per aver vinto il Terremoto Rock.

    Occorre attendere due anni per il debutto ufficiale che arriva nel 1990 con l’album "Ligabue", registrato con una band completamente nuova (che assumerà la denominazione ClanDestino) e un sound sorprendentemente maturo. L’album, anticipato dal singolo "Balliamo Sul Mondo", diventa uno degli esordi di maggior successo nella storia della discografia italiana, domina l’airplay delle radio italiane e si aggiudica il Disco Verde del Festivalbar come miglior emergente dell’anno.

    Fin dal suo primo lavoro Ligabue mette in luce una formula originale, in grado di unire un’attitudine schiettamente rock a una finezza narrativa di scuola cantautorale.

    Al primo album segue un tour che dura quasi ininterrottamente per tre anni, con 250 concerti in giro per l’Italia nel periodo compreso tra il 1990 e il 1993 per quello che verrà ribattezzato il Neverending Tour. La sua presenza nella scena musicale italiana, con una crescente popolarità che si alimenta nell’esperienza del live, si consolida con altri due album che confermano le premesse e le promesse: "Lambrusco, Coltelli Rose & Popcorn" (1991) e "Sopravvissuti e Sopravviventi" (1993). I brani scritti da Ligabue assomigliano a racconti brevi, d’impronta fortemente descrittiva, animati da personaggi letterari protagonisti di storie di resistenza umana ambientate in una piccola città eterna, tra bar e stazioni ferroviarie, tra il sogno della fuga e il bisogno di rimanere radicati nella propria terra.

    Con la fine del Neverending Tour, giunge la prima pausa di riflessione. Ligabue pubblica un album composto prevalentemente da collaborazioni e brani già editi, "A che ora è la fine del mondo?" (1994), chiudendo l’esperienza con i ClanDestino.

    Il 1995 coincide col più clamoroso exploit della carriera di Ligabue che cambia completamente l’assetto della sua band (il cui nome per tutti sarà La Banda), e dà vita a un album destinato a lasciare una traccia profonda nella cultura popolare: "Buon Compleanno Elvis". Il disco supera il milione di copie, rimane stabilmente nella classifica degli album più venduti per 15 mesi e tutti i suoi brani entrano nella programmazione delle radio italiane. "Certe Notti", primo singolo estratto dall’album, permette a Ligabue di aggiudicarsi la Targa Tenco (canzone dell’anno) e di esibirsi in un singolare duetto con Luciano Pavarotti sul palco del Pavarotti & Friends. L’attività in concerto di Ligabue non conosce pause e viene immortalata nella raccolta "Su e giù da un palco" (1997), che diventa l’album live più venduto di sempre in Italia con oltre un milione di copie. A suggello di questo periodo straordinario vi è un’altra ‘prima volta’ dal vivo, nel tempio del calcio (e del rock) di San Siro, nell’estate del 1997: il concerto nello stadio milanese lo consacra come performer di categoria superiore e stabilisce un primato con i suoi 110.000 spettatori in due date.

    Quasi contemporaneamente Ligabue debutta – con altrettanto successo – nella scrittura: la raccolta di racconti "Fuori e Dentro il Borgo", ambientati nello stesso microcosmo di provincia in cui nascono le ispirazioni di molti dei suoi brani, gli consente di ampliare il suo spettro narrativo e di dare maggiore respiro ai luoghi, ai personaggi, alle descrizioni, secondo la lezione di Pier Vittorio Tondelli, anch’egli correggese. Il libro permette a Ligabue di aggiudicarsi il premio Elsa Morante e apre la strada per un altro sorprendente debutto: nel 1998 i racconti del libro diventano la traccia di base per la sceneggiatura del film "Radiofreccia", scritto e diretto da Luciano Ligabue e prodotto da Domenico Procacci. Il film racconta uno spaccato dell’Emilia e dell’Italia nella seconda metà degli anni ’70 e riscuote consensi unanimi, dal botteghino alla critica, aggiudicandosi 3 David di Donatello e 2 Nastri d’Argento ed entrando, nel 2006, nell’archivio cinematografico permanente del MoMa di New York.

    Intanto, mentre comincia a diffondersi il fenomeno di Internet, Ligabue intuisce con largo anticipo il ruolo che presto assumerà la rete come strumento di aggregazione, promozione e contatto con il pubblico: il barMario, fan club ufficiale dell’artista fondato nel ’91 da Marco Ligabue, sbarca sul web con un forum, denominato "il Borgo", nel quale convergono migliaia di fan dell’artista e una prima web radio, denominata "Radiofreccia", che nascerà nel 2000.

    Nel 2005 verrà inaugurato LigaChannel, un nuovo mezzo di comunicazione che andrà al di là del semplice sito ufficiale: un canale online a cui l’artista affiderà anteprime ed esclusive dedicate ai fedelissimi.

    Poche settimane prima della fine del millennio, dopo quattro anni di attesa (interrotti dagli inediti inseriti in "Su e giù da un palco" e nella colonna sonora di "Radiofreccia" e dal singolo "Il mio nome è mai più", inciso con Jovanotti e Piero Pelù per Emergency), esce "Miss Mondo" (1999). L’album si aggiudica numerosi premi (il PIM, il Festivalbar, il Telegatto) e avvia una nuova esaltante stagione di concerti nei palasport (39 date per 300.000 spettatori) e, per tutta l’estate 2000, negli stadi.

    Il 2001 vede Ligabue dirigere il suo secondo film, "Da zero a dieci", che viene proiettato l'anno successivo durante il Festival du Cinema di Cannes a chiusura del programma della Semaine de la critique. Nella colonna sonora spicca la canzone "Questa è la mia vita" che, inizialmente concepita esclusivamente per il film, entra a far parte del settimo album in studio di Ligabue, "Fuori come va?" (2002), e dà avvio a una nuova serie di concerti che culmina in un tour senza precedenti in Italia: l’artista si esibisce (con line up e scalette differenti) nei palasport e nei teatri con un doppio spettacolo itinerante. Dal tour teatrale avrà origine il live "Giro d’Italia" (2003), che frutta il Premio Ciampi come ‘disco dell’anno’.

    Il 2004 è l’anno della pubblicazione del primo romanzo di Luciano Ligabue, "La neve se ne frega", che vende 200.000 copie e riceve importanti riconoscimenti tra i quali si annoverano il Premio Fregene e il Premio Fernanda Pivano.

    I successi extramusicali di Ligabue si rivelano non occasionali e scandiscono una carriera che trova ancora nell’esperienza del ‘live’ e nel contatto diretto col pubblico la sua celebrazione più autentica.

    Nel 2005, in contemporanea con l’uscita dell’ottavo album in studio "Nome e Cognome", si celebra al Campovolo di Reggio Emilia, nella terra in cui la poetica e l’estetica di Ligabue sono profondamente radicate, un evento che entra negli annali: il 10 settembre 165.264 persone partecipano al concerto che segna il ritorno del ‘Liga’ e stabilisce il record europeo per biglietti venduti da un singolo artista.

    Nella stagione successiva Ligabue si consacra come più importante performer italiano elaborando un altro tour senza precedenti che lo porta in 4 diverse location (club, palasport, stadi e teatri) con 4 line up diverse per 4 diversi spettacoli che fanno registrare una serie infinita di sold out. Negli oltre 80 concerti vengono proposti circa 60 brani dell’artista e vengono lette dallo stesso Ligabue, durante le performance teatrali, alcuni componimenti estratti dal suo ultimo libro: "Lettere d’amore nel frigo" (2006), prima raccolta di poesie della sua carriera.

    Il 2006 è anche l’anno del debutto di Ligabue come autore per un’interprete femminile: "Gli ostacoli del cuore", scritta per Elisa, conquista le vette dell’airplay radiofonico italiano. Il videoclip del brano segna anche il debutto di Ligabue alla regia in ambito musicale.

    Il biennio successivo vede l’uscita delle prime due antologie discografiche di Ligabue "Primo Tempo" (2007) e "Secondo  Tempo"  (2008)  accompagnate  dalla  sigla  L7  che  caratterizza  il  mini-­‐tour  dedicato  al  primo  disco tenutosi nei palasport di Roma e Milano con 7 concerti per singola location. Tutti esauriti in prevendita.

    L’attività concertistica del 2008 è caratterizzata da un triplete straordinario: Ligabue, accompagnato per l’occasione da una nuova formazione, apre la stagione con un tour europeo primaverile di 9 date. Tornato in Italia, riconquista gli stadi delle principali città del Paese prima di avviare, in autunno, una nuova esperienza straordinaria. Con Sette Notti In Arena, Ligabue porta nel tempio della lirica mondiale, l’Arena di Verona, uno spettacolo suggestivo: un concerto rock accompagnato dall’Orchestra diretta da Marco Sabiu che si ripeterà, seguendo formule analoghe, in anni successivi.

    Nel 2010 esce "Arrivederci, Mostro!" accompagnato come sempre da una serie di concerti (negli stadi e, nella successiva stagione invernale, prima nei palasport e quindi nei teatri, riproponendo l’album nella versione acustica, pubblicata a fine anno) che gli permettono di conquistare il riconoscimento di Tour dell’Anno. L’album, a sua volta, si aggiudica la Targa Tenco proprio per la versione ‘unplugged’.

    Il 2011 è l’anno di Campovolo 2.0, un nuovo bagno di folla che coinvolge, sul palco allestito per lo show (una struttura colossale, lunga 90 metri), tutti i musicisti che lo hanno accompagnato nella carriera. Dal concerto è tratto il primo film italiano che racconta uno show musicale in 3d e un triplo album "Campovolo 2.011" contenente tutti i 32 brani in scaletta, compresi i tre inediti nella versione studio.

    Le principali novità del 2012 sono sul fronte del live, con un mini-­‐tour che vede l’esordio di Ligabue alla Royal Albert Hall di Londra, e su quello editoriale, con la pubblicazione della seconda raccolta di racconti: 15 anni dopo "Fuori e dentro il borgo" esce "Il Rumore dei Baci a Vuoto".

    Il 2012 sarà ricordato anche per un altro grande evento che vede ancora una volta Ligabue impegnato per un’iniziativa di solidarietà: il concerto ‘Italia Loves Emilia’, un raduno che si svolge al Campovolo di Reggio Emilia, a pochi chilometri dall’epicentro del sisma del 20 maggio. Al concerto partecipano tutti i più importanti artisti della scena musicale italiana: con Ligabue sono coinvolti Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Jovanotti, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero, Zucchero. L’evento benefico vede la partecipazione di oltre 150.000 spettatori.

    A settembre 2013 Ligabue torna all'Arena di Verona per sei spettacoli sold out con l'orchestra.

    "Mondovisione" è l'album di inediti che diventa disco più venduto dell'anno impegnando Ligabue in due anni di tour in Italia e per la prima volta anche in alcuni club e teatri di Stati Uniti, Canada, Sudamerica, Australia, Giappone e Cina. Il quinto disco live della carriera, intitolato "Giro del mondo” sarà la testimonianza di questa straordinaria esperienza internazionale.

    Il 19 settembre 2015, 150.000 persone partecipano alla speciale Festa per i 25 anni di carriera nel terzo concerto a Campovolo.

    È del 2016 la pubblicazione del libro "Scusate il disordine", 16 racconti contraddistinti dalla presenza della musica in molte sue declinazioni e da elementi o situazioni surreali.

    A settembre Ligabue è protagonista di un altro grande evento live nella splendida cornice del Parco di Monza: l'evento Liga Rock Park raduna oltre 130.000 persone.

    “Made In Italy”, ventesimo disco di Ligabue, undicesimo di inediti e primo concept album della sua carriera esce a novembre balzando immediatamente al primo posto delle classifiche e ricevendo la certificazione triplo platino.

    Trattandosi di un concept album, Ligabue sceglie volutamente di suonare il disco in una dimensione live più raccolta rispetto agli abituali stadi e grandi arene all'aperto, per avere un contatto più ravvicinato col pubblico.

    Nel 2017 parte quindi “Made In Italy – Palasport 2017” (oltre 320.000 biglietti venduti in prevendita) che tuttavia, a causa di un inconveniente alle corde vocali Ligabue è costretto ad interrompere rimandando le restanti date a dopo l'estate, mantenendo così la promessa ai fan di andarli a trovare "casa per casa" nei palasport di tutta Italia con più di 50 concerti in calendario che si riveleranno trionfali.

    I mesi estivi di forzato stop dai concerti non fermano Ligabue che torna dietro la macchina da presa, a distanza di 15 anni dal suo ultimo lungometraggio "Da zero a dieci" e a 20 dall'esordio cinematografico di "Radiofreccia", per girare la sua terza pellicola da regista e sceneggiatore:

    "Made In Italy" diventa anche un film con protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak. Uscirà nelle sale il 25 gennaio 2018.

    Il giovane rocker che muoveva i suoi primi passi in una piccola radio di provincia si lancia dunque in altre nuove sfide, forte di un’esperienza che, in 27 anni, lo ha portato ad affrontare platee sempre più vaste, a infrangere record ritenuti impossibili, ad affermarsi come artista completo su più fronti con un comune denominatore: la capacità innata di raccontare con un suono, un’immagine, un verso, ciò che è contemporaneamente singolare e universale. E la fedeltà a un valore raro, nel mondo dello show business: l’onestà nei confronti del suo pubblico e una certezza per tutti: il meglio deve ancora venire.

     

    Filmografia

    2018 -­‐ MADE IN ITALY di Luciano Ligabue 

    2002 -­‐ DA ZERO A DIECI di Luciano Ligabue 

    1998 -­‐ RADIOFRECCIA di Luciano Ligabue

     

    Premi

    1999 -­‐ David di Donatello, miglior regista esordiente per Radiofreccia 

    1999 -­‐ Nastro D’argento miglior regista esordiente per Radiofreccia 

    1999 -­‐ Nastro D’argento, migliore canzone per Radiofreccia

    1999 -­‐ Ciak d’oro, migliore opera prima per Radiofreccia 

    1999 -­‐ Ciak d’oro, migliore colonna sonora per Radiofreccia

    2003 -­‐ Ciak d’oro, migliore colonna sonora Luciano Ligabue per Da Zero a Dieci

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

     

    1) Riko è il protagonista del film, lavora in un salumificio ed è di fronte a tre grandi problemi nella sua vita: la crisi con la moglie Sara, il lavoro che adesso, come per molti, non è più sicuro e il timore di dover lasciare la sua casa.

    Riko vorrebbe la tranquillità di una volta ma si rende conto che non è più possibile. E’ per questo che si rifugia sempre di più nel gruppo dei suoi vecchi amici?

    2) Questo ricercare altrove una certa sicurezza degli affetti è uno dei motivi che mette in crisi Sara e il suo legame con il marito. Ma Sara, esempio tipico del carattere delle donne emiliane, (il film si svolge nella zona di Reggio Emilia), non vuole che il suo  matrimonio si ditrugga anche se le “defaillances” dell’unione le trovi nel comportamento di Riko. Gliela fa alla fine Sara, con la sua forza, a tenere in piedi il suo matrimonio e a ritrovare, in Riko, il ragazzo che aveva sposato? 

    3) Tra Riko e Sara, nel film, si muove un grupo di amici di lui, più o meno nella sua stessa situazione: Max, Matteo, Patrizio, Pietro e tanti altri che si conoscono, fin dalla fanciullezza, e vivono, alcuni di un lavoro preciso ed altri arrangiandosi, con tante preoccupazioni ma cercando di vedere, sempre con allegria, il meglio di una vita difficile. Ligabue, il cantante regista del film sembra, per come egli li descriva e li faccia agire, sia convinto che, se non avesse avuto successo, lui sarebbe stato uno di loro. E’ per questo motivo che, quando, cinematograficamente, racconta le loro storie e, soprattutto, la storia della loro amicizia si coglie, nelle parole e nelle immagini del film, tanta tenerezza? 

    4) Riko, con due suoi amici, decide, improvvisamente, di fare un viaggio a Roma. Perchè? Cosa vuole trovare nella capitale? E cosa capita ai tre per le strade romane?

    5) Ligabue, nel film, come nei suoi precedenti, (“Radio freccia” del 1998 e “Da zero a dieci” del 2002) narra, con i suoi personaggi e le loro vicende, la storia del nostro paese e tutte e tre le sue opere filmiche sono, a detta di molti, una dichiarazione d’amore per l’Italia. Siete d’accordo? 

    6) E’ evidente che Ligabue, nelle sue canzoni e nei suoi film, sia legato al paese dove è nato, all’Emilia, regione da sempre considerata di donne e uomini forti. Ma, dal 1998 a oggi, (da “Radio freccia” e “Made in Italy”) la situazione sociale è cambiata. Come in “Radio freccia” si coglieva l’entusiasmo, da parte di tutti, di realizzare un’impresa, in “Da zero a dieci” sembrava che ciò che contasse fosse una giuista sopravvivenza, legata  a  una moglie fedele, a una casa propria, a un lavoro sicuro e all’affetto degli amici oggi, il minimo di un vivere dignitoso, oggi si potrebbe dire, (e “Made in Italy” lo descrive bene) sia legato a una grande insicurezza di fondo che Riko senta sulla propria pelle come vede in tutti coloro che lo circondano. E Ligabue ha ragione quando racconta, nella sue pagine filmiche, (e anche in molte sue canzoni) questa situazione corale ma, sia nei suoi personaggi che in se stesso, continua a lottare perchè sono tutti, sia i personaggi del film che il regista, legati al loro paese nonostante le difficoltà che incontrano. E’ questo legame con la propria terra che fa di noi italiani un popolo?

    7) Secondo la vosra opinione si può affermare, come dicono, molti critici e molti spettatori, che “Made in Italy” è per Ligabue una dichiarazione d’amore per l’Italia? E se avete visto “Radio freccia”, ovvero l’entusiasmo e “Da zero a dieci” ovvero l’affrontare con coraggio la vita, siete d’accordo nell’affermare che anche questi due precedent film sono stati una dichiarazione d’amore per il nostro Paese come del resto, da sempre, si ode nelle canzoni di Ligabue?

     

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