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Il Giovane Karl Marx In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Europa 1844–1848. In Germania viene fortemente repressa un’opposizione intellettuale in pieno fermento. In Francia gli operai del Faubourg Saint-Antoine si sono messi in marcia. Anche in Inghilterra il popolo è sceso in strada, la rivoluzione qui è industriale.
    A 26 anni Karl Marx porta la sua donna sulla strada dell’esilio. Arriva a Parigi dove incontra Friedrich Engels, figlio di un grande industriale, che ha studiato le condizioni di lavoro del proletariato inglese. Questi due figli di buona famiglia, brillanti, insolenti e divertenti riusciranno a creare un movimento rivoluzionario unitario e a forgiare gli strumenti teorici propri a emancipare, oltre I  confini europei, i popoli oppressi di tutto il mondo.
    Diretto da Raoul Peck, regista candidato all’Oscar per l’eccellente documentario I Am Not Your Negro, vincitore di numerosi Premi internazionali e considerato dalla critica  di tutto  il  mondo come uno dei migliori film del 2017.
    RAOUL PECK, il regista
    “Quale Marx? Per alcuni un’utopia mancata, per altri un’opera da dimenticare… Un uomo e un pensiero troppo complessi da decodificare? Una dottrina pericolosa e fuori tempo? In un mondo che affronta continue crisi finanziarie, vi è un rinnovato interesse verso questo personaggio, la cui popolarità è cresciuta moltissimo negli ultimi anni. Le più note riviste di costume e di ambito finanziario gli hanno dedicato le loro copertine: Time, Newsweek, Forbes, Financial Times, e persino Der Spiegel.
    Nel 1999 un sondaggio della BBC lo ha collocato in vetta a una classifica dei pensatori più importanti e influenti del ‘900, con Albert Einstein al secondo posto. Nel 2014, l’economista francese Thomas Piketty ha venduto mezzo milione di copie – nei soli Stati Uniti! – del suo “Il Capitale nel XXI secolo”, analizzando le teorie di Karl Marx sotto una nuova luce.
    Mi sono chiesto allora che tipo di film potessi realizzare. Con Pascal Bonitzer abbiamo deciso di ritrarre il “giovane” Karl Marx, di rappresentare la “sorgente” di tutta la sua opera monumentale. E soprattutto l’amicizia con il giovane Friedrich Engels, un confronto tra diversi contesti sociali e culturali che diede origine al Manifesto del Partito Comunista, cambiando per sempre la coscienza dell’Europa e del mondo. E volevo che il linguaggio filmico fosse dinamico e fresco, come i suoi giovani protagonisti.
    Un ritratto storico, ma anche una serena riflessione, lontana dalle polemiche e le ideologie, del reale contributo politico e scientifico apportato da questo personaggio, le cui straordinarie capacità analitiche, aspirazioni umanistiche, le preoccupazioni per la distribuzione della ricchezza, il lavoro minorile, l’uguaglianza tra uomini e donne, risultano fonte d’ispirazione per affrontare problemi quanto mai attuali per tutti i cittadini dell’Europa e del  mondo.
    Prima di compiere 30 anni, Karl Marx e Friedrich Engels avevano già rivoluzionato il mondo  in  cui  vivevano, e in massima sintesi il film parla di due temi: la giovinezza e il potere rivoluzio nario delle idee”.

  • Genere: Biografico
  • Regia: Raoul Peck
  • Titolo Originale: Le jeune Karl Marx
  • Distribuzione: Wanted
  • Produzione: Agat Films & Cie, Velvet Film, Rohfilm
  • Data di uscita al cinema: 5 aprile 2018
  • Durata: 118’
  • Sceneggiatura: Raul Peck
  • Direttore della Fotografia: Kolja Brandt
  • Montaggio: Frédérique Broos
  • Scenografia: Benoit Barouh
  • Costumi: Paule Mangenot
  • Attori: August Diehl, Vicky Krieps, Stefan Konarske, Olivier Gourmet, Hannah Steele, Alexander Scheer, Hans-Uwe Bauer, Michael Brandner, Ivan Franek
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    KARL HEINRICH MARX di LDF

    Karl Heinich Marx, uomo politico filosofo ed economista tedesco, nacque a Treviri nel 1818 da una famiglia agiata (suo padre era un avvocato israelita convertito al protestantesimo). Marx fece  le scuole a Treviri poi frequentò l’università di Bonn e di Berlino. Iscritto a giurisprudenza trascurò gli studi di legge per dedicarsi a corsi di filosofia dove subì sull’influenza dei cosiddetti “giovani hegeliani” e dove incontrò Feuerbach. Si laureò nel 1841, in filosofia a Jena con una tesi su Epicuro ma, subito dopo, si dedicò al giornalismo politico, divenendo prima collaboratore e poi redattore capo della rivista di opposizione democratica Die Rheinische Zeitung. Dopo che, nel 1843, il giornale fu soppresso in una lunga lotta con la censura prussiana, Marx, appena sposatosi, andò a Parigi con l’intenzione di creare un giornale in cui si potesse parlare liberamente della politica tedesca. Il giornale venne stampato con la collaborazione di Arnold Ruge ma cessò le sue uscite dopo il primo numero, sia per le difficoltà incontrate per diffonderlo in Germania, sia per disaccordi dottrinari con Ruge. In quel primo e unico fascicolo Marx, però, pubblicò due suoi scritti importanti “La critica della filosofia hegeliana del diritto” e “La questione ebraica” cui collaborò anche Friedrich Engels che Marx aveva conosciuto fuggevolmente due anni prima.
    Nel 1944 nacque così tra Marx ed Engels un’amicizia e una collaborazione che sarebbero durate tutta la vita.
    Nel 1945, per le pressioni della Prussia, il governo francese fu costretto a espellere Marx che andò a Bruxelles dove proseguì i suoi studi e la sua attività politica: fondò i comitati di corrispondenza comunista, aderì insieme a Engels alla lega dei comunisti e scrisse con l’amico, tra il 1847 e il 1848, il “Manifesto del partito comunista” che fu pubblicato a Londra nel 1848.
    Espulso dal Belgio agli inizi del 1848 andò prima a Parigi e poi a Colonia dove pubblicò la “Neue Rheinische Zeitung” (1848-1849). Raggiunse poi Parigi per la vittoria della controrivoluzione in Germania e, nel 1849, si stabilì con la famiglia definitivamente a Londra. Qui rimase fino alla sua morte, tranne brevi viaggi in Francia, Germania e Austria, per la sua attività di dirigente rivoluzionario.
    Assillato dai debiti e aiutato spesso da Engels, colpito duramente negli affetti familiari, Marx, nell’esilio londinese, continuò la sua attività politica, guidando praticamente la prima “Internazionale” dalla Fondazione al Congresso dell’Aia (1864-1872) e scrivendo le sue opere fondamentali tra cui “Il capitale” di cui pubblicò il primo volume nel 1867.
    Il secondo e il terzo uscirono postumi a cura di Engels nel 1895 e nel 1894. Tra le opera principali di Marx, oltre quella già citata, non si possono non ricordare
    “Economia politica e filosofia”, scritto nel 1844 e pubblicato, per la prima volta nel 1928-1929; in collaborazione con Engels, “La sacra famiglia” (1845) e “L’ideologia tedesca” (1845-1846), “La miseria della filosofia” (1846), “Lavoro salariato e capitale” (1849), “Le lotte di classe in Francia” (1848-1849). “Il diritto bruniano di Luigi Bonaparte” (1852) e, nello stesso anno, “Per la critica dell’economia politica” (1859). Nel 1861-1862 scrisse le “Teorie del plusvalore” concepito come quarto volume di “Il capitale” che benne pubblicato, in tre volumi, dopo la sua morte, tra il 1905 e il 1910.
    Marx si spense a Londra nel 1883.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

    1)    Carlo Marx, mentre studiava all’Università di Bonn e di Jena, dove poi si laureò, subì l’influenza della corrente “dei giovani hegeliani”. Quanto il pensiero di Hegel condizionò gli studi del giovane Carlo?


    2)     In effetti Marx all’Università si era iscritto a giurisprudenza ma non erano le leggi e le pondette che interessavano al giovane quanto la filosofia. Si può affermare che tutti i suoi studi di filosofia, prima all’Università di Bonn, poi a Berlino, poi a Jena dove ottenne la laurea, erano condizionati da studi di politica e da approfondimenti sull’economia soprattutto tedesche?

    3)    Appena laureato, Marx entrò in un giornale di opposizione democratico e poi, con la collaborazione di Arnold Ruge, fondò una sua rivista “Die Rheinische Zeitung”. Di questo giornale uscì il primo numero per due motivi: quali furono questi motivi?

    4)    Tuttavia nell’unico  numero di “Die Rheinische Zeitung” comparvero due articoli molto importanti in cui non si poteva non percepire il suo allontanamento dalla filosofia hegeliana e il suo avvicinarsi, sempre più, a un discorso politico-economico. A questo proposito sono sufficienti i titoli dei due saggi pubblicati:  “La critica della filosofia hegeliana del diritto” che sancisce, definitivamente, l’allontanamento di Marx dal pensiero di Hegel e la “Questione ebraica” in cui egli esamina la situazione degli ebrei in Europa, il perchè della loro ricchezza, i motivi storico-sociali dello loro chiusura nei ghetti. Eppure Marx era figlio di un ebreo seppur convertito. Perchè allora scrisse “La questione ebraica”? Era una questione anche per lui?

    5)    La “questione ebraica” avvicinò Carlo Marx a Friedrich Engels, figlio di un grande industriale che aveva già scritto un volume sul proletariato, riferendosi però al proletariato di un solo Paese. Quale?

    6)    Era indubbio che, per il Governo prussiano, desse enorme fastidio  Marx, con i suoi scritti anche se egli si era trasferito a Parigi. Quale fu la pressione che, nel 1845, la Prussia esercitò per far espellere dalla Francia Carlo Marx?

    7)    E’ indubbio che al Governo francese non dispiacque la pressione della Germania affinchè Marx fosse mandato via da Parigi perchè egli occupandosi, in moltissimi suoi saggi, come economia politica e filosofia (1844) e “La sacra famiglia” (1945 - scritto con Engels) non si occupava del rapporto  tra potere economico gestito dai cosiddetti padroni e il proletariato, solo nel suo paese, ma faceva discorsi di carattere generale che toccavano tutti gli Stati europei generando morti e ribellioni dei lavoratori e per competizione negli industriali che avevano, già da tempo, preso una posizione negativa nei riguardi di Marx e di riflesso anche di Engels. Approfondite l’argomento.

    8)    Nonostante questa presa di posizione del potere economico-politico a livello dei maggiori paesi europei, sia per Marx che per Engels, essi, all’inizio del loro rapporto si professarono socialisti.
    Quando e perchè avvenne il loro avvicinamento al pensiero comunista?

    9)    Nel suo peregrinare Marx, giunto a Colonia nel 1848 al tempo della rivoluzione in Europa, provò a ripubblicare il suo Die Rheinische Zeitung. Cosa accadde quando Marx dovette smettere quasi subito la pubblicazione della sua rivista? Poteva pensare, in effetti, che il governo prussiano accettasse, nel suo territorio, qualcuno che criticasse così apertamente, la gestione del potere del governo prussiano?

    10)    Marx, tornato a Bruxelles, dove si era rifugiato, fondò “I Comitati di corrispondenza comunista”, dopo aver aderito insieme a Engels alla “Lega dei comunisti” e tra il 1947 e il 1848 scrisse con l’amico “Il  manifesto del partito comunista” che determinò la sua espulsione dal Belgio e il suo trasferimento, con tutta la famiglia, a Londra.
    Perchè ancora oggi, dopo oltre 150 anni, i principi fondamentali espressi dal Manifesto sono considerati validi dai partiti comunisti di tutto il mondo.

    11)    Marx guidò dal 1864 al 1872, la prima Internazionale dall’inizio fino al Congresso dell’Aia. Cos’era e cos’è, ancora adesso, un Internazionale del partito comunista (e non solo)?

    12)    Nel 1867 Marx, a Londra, pubblicò una delle sue opera fondamentali “Il capitale” di cui diede alla stampa solo il primo volume. Grazie a chi ebbero la pubblicazione il secondo e il terzo volume di quest’opera che è ancora alla base degli studi politico-economici?

    13)    “La teoria del plusvalore” che avrebbe dovuto essere la quarta parte di “Il capitale” venne data alla stampa ben dopo la morte del suo  autore, tra il 1905 e il 1910. Perchè “Il capitale”, basato per Marx sui rapporti tra politica e grande industria, tra governi e grandi industriali, metteva questi poteri in crisi? Forse perchè Marx parlava di diritti e di doveri di tutti e, tra questi, non poteva non esserci il proletariato, la forza lavoro che permetteva agli altri due di vivere e di prosperare?

    14)    Marx fu definito, alternativamente, filosofo, scrittore, politico. Se, allora, nelle Università ci fosse stato il corso di laurea in sociologia, Carlo Marx non sarebbe stato un grande docente di sociologia politica?
     

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