Nato a Casal di Principe In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Amedeo Letizia è un ragazzo di vent’anni che, sul finire degli anni ’80, si è trasferito a Roma da Casal di Principe per inseguire la carriera di attore. Sta appena iniziando a muovere i primi passi, tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo in una delle fiction più famose di quegli anni "I RAGAZZI DEL MURETTO", quando il fratello minore, Paolo, viene rapito da alcuni uomini incappucciati che ne fanno perdere le tracce. Amedeo torna nel suo paese d’origine e sin da subito, questo viaggio si rivela una discesa negli inferi nel suo passato e nelle contraddizioni della sua terra. Poiché l’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace, decide di intraprendere una sua personale ricerca e lo fa armato di un fucile e con l’aiuto del cugino Marco, un ragazzo di diciassette anni. I dettagli della scomparsa affiorano, via via, nel corso della vicenda che vede Amedeo aggirarsi per quel territorio che va dalle campagne al mare, passando per i laghi, all’affannosa ricerca di suo fratello. Insieme a Marco setaccia la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove Paolo è tenuto prigioniero…

    Il film è stato presentato nella sezione “Cinema nel Giardino” alla 74ᵃ Edizione del Festival del Cinema di Venezia.

    Il film è stato proiettato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati in data 3 Ottobre 2017. L’evento è stato promosso dall’On. Luca D’Alessandro, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

    Hanno partecipato l’Onorevole Gennaro Migliore, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia e l’Onorevole Donatella Ferranti, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

    Ha moderato l’incontro Susanna Petruni, Giornalista del TG1.

    Il film è stato liberamente tratto dal libro “Nato a Casal di Principe – Una storia in sospeso” scritto da Amedeo Letizia e Paola Zanuttini ed edito da Minimum Fax.

     

    Un film delicato e umanissimo.

    Avvenire

    «Nato a Casal di Principe» evita tutti i clichè pur evocando la concisione epica di un western revisionista o un noir wellesiano.

    Il Mattino

     

    Un film sugli effetti devastanti dell’assedio criminale subito dalla gente comune.

    Il Mattino

     

    Un copione solido e appassionante che evita i rischi del mafia movie tradizionale.

    La Repubblica

     

    È la storia che molti a Casale vorrebbero raccontare, ma per cui non hanno avuto possibilità.

    La Repubblica Napoli

     

    Un mistero durato troppi anni.

    Corriere della Sera

     

    Un interessante laboratorio umano.

    Corriere del Mezzogiorno

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Bruno Oliviero
  • Titolo Originale: Nato a Casal di Principe
  • Distribuzione: Europictures
  • Produzione: Cinemusa con Rai Cinema
  • Data di uscita al cinema: 25 aprile 2018
  • Durata: 96’
  • Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Massimiliano Virgilio
  • Direttore della Fotografia: Alessandro Abate
  • Montaggio: Carlotta Cristiani
  • Scenografia: Antonio Farina
  • Costumi: Isabella Rizza
  • Attori: Alessio Lapice, Massimiliano Gallo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    “Volevo che questa storia vera incredibile lo spettatore la vivesse con gli occhi del protagonista, un ragazzo di vent’anni. Con il personaggio di Amedeo, attraverso questa storia fin troppo vera mi sono potuto addentrare in territori inesplorati nei film dove c’é la camorra: nello sguardo delle vittime silenziose. Di chi vuole ribellarsi e non sa come fare. Di chi magari pensa anche di diventare come loro, i camorristi, per trovare giustizia. Questo mi interessava in questo film: la possibilità di un racconto diverso sul vivere in terre di Camorra. I personaggi non sono né eroi né criminali, hanno la sola colpa di essere nati in queste terre maledette.  Ho raccontato una famiglia. Una storia di persone normali che si trovano troppo vicine a fatti di camorra gravissimi. La verità di tutti i dettagli e di tutti i personaggi mi ha guidato, la vicinanza della famiglia vera di Amedeo Letizia mi ha ispirato. Nato a Casal di Principe è il loro film, noi che ci abbiamo lavorato siamo loro debitori. Con gli attori abbiamo visto ancora oggi, dopo quasi 30 anni dai fatti, il dolore e lo sconcerto di questa famiglia e dal rispetto per questo dolore siamo partiti. Tutta questa verità ci ha dato la    forza per fare un film dove i grandi nomi della Camorra dei Casalesi degli anni ‘90 ci sono ma sono visti ad altezza uomo, dal punto di vista delle loro vittime innocenti. Ho pensato a tutto questo per fare di Nato a Casal di Principe un racconto in prima persona forte e profondo, in cui il pubblico possa immedesimarsi, vivere e capire cosa significa essere nato in terre dove la criminalità organizzata la fa da padrona”.

    (Bruno Oliviero, regista)

  • Spunti di Riflessione:

     

    L.D.F.

     

    1) Amedeo ha lasciato la famiglia a Casal di Principe, città campana, conosciuta anche per le numerose infiltrazioni della camorra. Sappiamo ormai e non solo dai film e dalle fiction televisive ma anche dai numerosi articoli di giornale che parlano di omicidi e violenze che la camorra che c’è sempre stata, ha oggi acquisito più potere, dedicandosi al commercio della droga e rovinando così tante giovani vite. 

    Sapete che, in ogni zona, dove essa prospera, la camorra è divisa in famiglie e le famiglie in clan come i Casalesi a Casal di Principe, città dove è nato Amedeo? Approfondite l’argomento.

    2) Nei secoli scorsi, prevalentemente nell’ottocento, si formarono quattro grandi famiglie delinquenziali, localizzate in zone italiane diverse: la mafia in Sicilia, la sacra corona unita nel sudest del nostro paese, la ‘ndrangheta in Calabria e la camorra nella zona campana. Ora tale suddivisione geografica non esiste più: le quattro famiglie si sono ormai diffuse in tutta Italia, specialmente la mafia e la camorra nel nord e hanno instaurato rapporti internazionali legati a scambi e ad acquisti, a lotte e a vendette con altre mafie, altre camorre, specialmente nel sud America. Non bisogna però dimenticare che, con la nostra immigrazione verso le Americhe, (numerosissima negli Stati Uniti) alla fine dell’ottocento e ai primi anni del secolo scorso, negli USA, con l’arrivo dei nostri emigrati la mafia si affermò divenendo sempre più potente rispetto alle altre “famiglie”. Inizialmente, però, la mafia americana nacque per difesa in una guerra si potrebbe dire “tra poveri”. Infatti nel 1847, in seguito alla carestia delle patate, tantissimi irlandesi emigrarono (soprattutto giovani) e, arrivati negli Stati Uniti, entrarono nella polizia. Quando, nella seconda metà dell’ottocento, gli italiani ebbero un burrascoso ingresso sul territorio a causa dei profughi d’Irlanda che non tolleravano che altre popolazioni venissero  in USA in gruppi numerosi; come avevano fatto loro. E fu lotta. Ma la mafia riuscì ad affermarsi e a diventare sempre più potente e con capi i cui cognomi erano esclusivamente italiani (il famosissimo Al Capone di Chicago, ad esempio). 

    Perché la mafia, poco tempo dopo l’arrivo degli italiani, divenne uno dei gruppi di malaffare più potente in USA?

    3) Ritornando al film, mentre Amedeo è a Roma perché vuol fare l’attore tra fotoromanzi e piccole parti in televisione, riceve una tremenda notizia dalla famiglia. Quale?

    4) Il gruppo camorristico emergente in Casal di Principe è quello dei casalesi. Tutta la famiglia sa che sono stati loro a rapire Paolo il fratello minore di Amedeo ma hanno paura a esporsi. Perché? Perché non sanno quello che Paolo può aver fatto? Perché hanno timore che altri membri della famiglia, a titolo di vendetta, potrebbero essere coinvolti se si mettessero contro al clan?

    5) Teresa, la madre di Paolo e Amedeo tace e si consuma di dolore. Tace perché non può fare niente, come in Campania e ovunque ci sia un clan malavitoso e potente. Tocca a tutte le madri tacere quando sparisce un figlio nella speranza di rivederlo. Poteva fare qualcos’altro Teresa?

    6) Arturo, il padre, sa, senza spiegarsene il motivo che Paolo è stato rapito dai casalesi e forse sa perché o che cosa il clan voglia da lui. Ma tace e aspetta un qualsiasi segnale di speranza perché è questa che gli dà la forza di continuare a vivere.

    E’ giusta, secondo voi, questa osservazione?

    7) Amedeo è l’unico che, tornato a casa, prende in mano la situazione, si arma e, con il cugino Marco, percorre tutta la campagna, le colline e i boschi che circondano il suo paese, nella speranza di trovare il luogo in cui Paolo è prigioniero e salvarlo o di trovare almeno il suo corpo per dargli una dignitosa sepoltura?

    8) Amedeo, alla fine della sua ricerca, ha notizie del fratello oppure Paolo è scomparso per sempre?

    9) In “Il Mattino” si è letto a proposito di “Nato a Casal di Principe”: “un film sugli effetti devastanti dell’assedio criminale, subìto dalla gente comune”. Commentate.

     

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