Loro di Napoli In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Film riconosciuto di interesse culturale con il contributo del MIBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo – Direzione generale Cinema

    Opera realizzata con il sostegno della REGIONE LAZIO – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo

    I protagonisti di questa storia sono Adam, Lello e Maxime, tutti giocatori dell’Afro-Napoli United. Adam, originario della Costa d’Avorio, napoletano da sempre, vive a Secondigliano e passa le sue giornate inseguendo il sogno di trovare un lavoro, talvolta anche illecito o dal guadagno facile. Nell’Afro-Napoli gioca in porta. Lello è nato a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, da padre napoletano e madre marocchina. I suoi genitori non l’hanno mai dichiarato all’anagrafe, così Lello, all’età di 23 anni, è uno dei pochissimi apolidi italiani. Maxime, ivoriano, ex under 17 della nazionale del suo Paese, vive in una baracca alla periferia di Pianura e spera un giorno di poter giocare in una squadra di serie A. Attraverso le vite di questi quattro personaggi, Loro di Napoli racconta lo scontro quotidiano tra un’integrazione ormai inarrestabile e le lungaggini e l’ostilità della legge italiana in un contesto difficile e problematico come quello di Napoli. Grazie alla tenacia e agli sforzi di Antonio, il presidente e fondatore dell’Afro-Napoli, i ragazzi ce la faranno e la squadra riescirà ad iscriversi ai campionati riservati agli italiani “regolari”.

     

  • Genere: documentaristico
  • Regia: Pierfrancesco Li Donni e Giacomo Bendotti
  • Titolo Originale: Loro di Napoli
  • Distribuzione: Own Air, Rai
  • Produzione: Own Air
  • Durata: 74’
  • Sceneggiatura: Pierfrancesco Li Donnie Giacomo Bendotti
  • Attori: Adam, Lello e Maxime
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

     

    CAST ARTISTICO 

    Adam, Lello e Maxime

     

    FINALITÀ PEDAGOGICHE

    Loro di Napoli affronta il tema dell’integrazione sociale dei giovani attraverso la pratica dello sport più popolare, raccontando vite, relazioni, affetti di personaggi reali, veri e, quindi, di facile comprensione e immedesimazione da parte degli studenti italiani.

    Si tratta di un film che esalta il concetto di accoglienza, in un contesto sociale complicato come il territorio urbano di Napoli. Lo fa attraverso un linguaggio visivo innovativo e universale, tale da farlo assumere come materiale didattico per un progetto educativo e formativo condotto in Francia da Aide et Action, organizzazione che si occupa dell’accesso all’educazione nelle periferie. Il film è stato acquistato da Rai Cinema e proiettato in oltre 120 occasioni in tutto il mondo.

     

    PIERFRANCESCO LI DONNI

    Nasce a Palermo il 5 luglio 1984 dove consegue il diploma di maturità classica.

    Negli anni dell’Università a Bologna sviluppa la passione per il mondo dell’audiovisivo. Frequenta presso la cineteca di Bologna il corso “Officinema – La bottega dei mestieri” presieduto dal maestro Giuseppe Bertolucci, orientando la sua attenzione verso il cinema d’essai e il mondo del documentario. Dal 2009 collabora con Paolo Pisanelli, filmaker e documentarista per il film Ju tarramutu e per Radiouèb (ancora in produzione). Dal 2010 confeziona prodotti video per la CGIL e lavora come operatore freelance per Sky e per Teatro Garibaldi aperto di Palermo. “Il secondo tempo” (2012) é il suo primo lungometraggio, nel 2013 realizza il corto “Sempre vivi”.

     

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