Il dolore del mare In evidenza

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  • Sinossi:

     

    SEA SORROW – IL DOLORE DEL MARE segna il debutto alla regia di Vanessa Redgrave in collaborazione con il figlio Carlo Nero, qui in veste di produttore del film. L’opera, ricca di spunti di riflessione e meditazione, è stata girata in Grecia, Libano, Italia, Calais e Londra, e in essa Vanessa Redgrave si mette sulle tracce della storia passata e presente dei rifugiati in Europa.

    Redgrave ripercorre episodi della sua storia personale, in particolare di quando all’età di due anni dovette fuggire da Londra agli albori dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; o ancora del periodo da studentessa in cui si dedicò al volontariato in aiuto dei rifugiati ungheresi; per finire con il viaggio intrapreso in Libano per incontrare un bambino palestinese di tre anni che si trovava in un campo per rifugiati.

    Il laburista Lord Alf Dubs riflette sulla sua fuga dai nazisti e del suo arrivo a Londra come rifugiato dalla Cecoslovacchia grazie all’operazione Kindertransport e spiega la ragione per cui è tanto dedito all’assistenza ai minori rifugiati attraverso il suo continuo impegno affinchè essi ottengano in Inghilterra la protezione che spetta loro di diritto. L’impegno di Alf è stato di ispirazione per molte persone in Inghilterra, spingendole a dare il loro contributo in aiuto dei minori rifugiati.

    Sir Peter Sutherland, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le Migrazioni, ha espresso in modo chiaro e risoluto che i governi europei non devono interrompere le convenzioni stipulate in merito alla possibilità di asilo per i rifugiati.

    Ralph Fiennes, Emma Thompson e Simon Coates hanno contribuito alla realizzazione di alcune scene del film incentrate sui rifugiati; mentre la coraggiosa Juliet Stevenson, che ha passato nove mesi lavorando per i bambini di Calais assieme alle associazioni Help Refugees, Citizens UK e Safe Passage, ha espresso in pubblico il suo pensiero durante un comizio tenutosi a Parliament Square.

    La pellicola include anche scene ispirate all’opera La Tempesta di Shakespeare, in cui Fiennes interpreta il ruolo di Prospero.

    Assieme alle interpretazioni artistiche, il film include testimonianze reali e attuali di rifugiati sopravvissuti ai recenti conflitti moderni e alle persecuzioni che affliggono il Medio Oriente  e l’Africa.

     

  • Genere: documentario
  • Regia: Vanessa Redgrave
  • Titolo Originale: Sea Sorrow
  • Distribuzione: Officine Ubu
  • Produzione: Carlo Nero
  • Data di uscita al cinema: 20 giugno 2018
  • Durata: 74’
  • Direttore della Fotografia: Andrew Dearden
  • Montaggio: Folasade Oyeleye
  • Attori: Emma Thompson, Ralph Fiennes, Simon Coates, Martin Sherman
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

     

    NOTE DI REGIA

    Qualche tempo fa, credo fosse il 1948, ascoltai una trasmissione radiofonica trasmessa dalla BBC in cui venivano recitati gli articoli  che  compongono la   Dichiarazione  Universale dei

    Diritti dell’Uomo. All’epoca ero una ragazzina di undici anni, e per me quel momento segnò un nuovo inizio ricco di convinzioni e speranza. Oggi i governi del mondo intero si stanno impegnando all’unisono per evitare che si ripetano atrocità come l’Olocausto, che mirava all’eliminazione totale degli ebrei in Europa. Uno dei fratelli di mia madre annegò nelle acque poco lontane da Singapore dopo aver combattuto in battaglia dietro le linee del fronte giapponese. Suo fratello e mio padre erano entrambi al servizio della Marina Reale. Nella Dichiarazione dei Diritti Umani si afferma che ogni madre e i suoi figli hanno diritto ad avere una speciale assistenza. Successivamente, fu il turno della Convenzione Europea dei Diritti Umani e ancora dopo è arrivata la Convenzione per i Diritti dei Bambini. A differenza della Dichiarazione, le Convenzioni sono di fatto legislazioni obbligatorie e vincolanti per tutte le nazioni, a meno che una nazione non chieda pubblicamente una revoca ufficiale. 

    Quando il piccolo corpo di Alan Kurdi fu ritrovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum, poco lontano da un esclusivo resort estivo turco, la notizia fu ripresa da tutti i media e l’iconica foto scattata al ritrovamento del piccolo sconvolse milioni di persone - me compresa - diventando l’immagine simbolo della crisi europea dei migranti. La famiglia di Alan, di etnia curda siriana, era scappata dal villaggio di Kobani in cui viveva – dato che già per due volte fu sotto assedio da parte dell’ISIS - sperando di riuscire a percorrere due miglia in mare a bordo di un piccolo gommone e riuscire ad arrivare all’isola greca di Kos e, una volta sbarcati lì, di chiedere asilo al governo. La famiglia aveva dei parenti in Canada e speravano successivamente di poterli raggiungere. 

    Come molte altre persone fui sconcertata dalla notizia della morte del bambino, perito nella fuga insieme alla madre e alla sorella perchè non furono in grado di trovare un passaggio sicuro per attraversare quel pezzo di mare e ottenere il tanto desiderato asilo. Così nel dicembre 2015 organizzai, con l’aiuto di Sands Films, una performance dal vivo per raccogliere fondi. In quell’occasione siamo riusciti a raccogliere 7.000 euro da destinare al British Refugee Council. Sir Peter Sutherland, Consigliere e Referente delle Nazioni Unite per le Migrazioni per l’allora Segretario Nazionale Ban Ki Moon (e successivamente Segretario Generale delle Nazioni Unite) parlò con estrema chiarezza e passione in merito alla  necessità di un’Europa unita nel dare asilo e protezione ai rifugitati. 

    Ho scelto di ispirarmi alle opere di Virgilio e Shakespeare per poter esprimere il bisogno umano di protezione e per farlo in quel modo unico di cui sono capaci solo i grandi scrittori. E’ stato Shakespeare a ispirare il titolo del film: "Our sea sorrow" dice a un certo punto il personaggio di Prospero all’interno dell’opera La Tempesta, mentre racconta alla sorella di come sono scampati all’annegamento a bordo di una barca di fortuna ormai alla deriva. Credo che le parole del Bardo esprimano perfettamente la tragedia vissuta dai rifugiati drammaticamente annegati e inghiottiti dal mare nel disperato tentativo di trovare una via di fuga dalla violenza della guerra e dalla feroce povertà a cui erano destinati se fossero rimasti nei loro paesi di origine. 

    Mi è capitato di leggere una lettera che Sylvia Pankhurst - attivista, scrittrice e giornalista britannica - scrisse al Manchester Guardian subito dopo la realizzazione della sommossa condotta dai nazisti (SS) nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938, episodio noto anche come la “Notte dei cristalli”. Nella lettera Sylvia si rivolgeva al Governo Chamberlain pregandolo di mostrare una maggiore umanità nei confronti degli ebrei e di concedere un numero maggiore di permessi di soggiorno; Sylvia nella lettera fa riferimento in particolare a due ragazze ebree studentesse di musica a cui ha fornito alloggio e assicurato il proprio sostegno.

    Il mio produttore e io abbiamo iniziato a girare il film con l’utilizzo di tre cineprese, ma a un certo punto abbiamo ricominciato da capo a girare il film e abbiamo iniziato proprio con un’intervista a Lord Alf Dubs. La sua schietta e vigorosa campagna per garantire il permesso di soggiorno a 3.000 minori rifugiati non accompagnati ha avuto in breve tempo un enorme riscontro, ottenendo il supporto e la stima della Camera dei Lord, di una parte dei Conservatori e di alcuni ministri laburisti della Camera dei Comuni. Come molte persone già sapranno, Alf Dubs era un bambino di sei anni quando grazie al progetto Kindertransport arrivò in Gran Bretagna nel 1939, e assieme a lui furono salvati più di 10,000 minori di origine ebraica di differenti nazionalità. 

    Durante la lavorazione del film ho dovuto ripercorrere la mia storia personale, un percorso a ritroso nella memoria fino ad arrivare a quando il Governo Churchill ordinò che decine di migliaia di minori fossero evacuati dalla città di Londra e portati nelle campagne al riparo dai bombardamenti nazisti. In quel frangente fu dimostrato che avere cura degli sfollati e dei rifugiati era una precisa responsabilità della nazione. Il Ministero della Salute ordinò l’affissione di numerose locandine in tutta la città affinchè il messaggio fosse chiaro a tutti e tutti si adoperassero per la riuscita dell’operazione.

    Mi piace pensare che, fortunatamente, le opere e gli scritti di Alf Dubs sarebbero stati accolti comunque con entusiasmo e compresi, non solamente perchè Dubs è stato in prima persona uno degli oltre 10.000 minori scampati alla follia nazista grazie all’aiuto del popolo e del Governo britannico.

    Credo e spero, inoltre, che la mia storia possa fare chiarezza su quale sia stato il livello di pericolo vissuto da molti in Gran Bretagna a causa delle azioni perpetrate dai Nazisti.

    Voglio ringraziare Ralph Fiennes, Daisy Bevan e Simon Coates per il loro contributo nelle scene riprese dall’opera di Shakespeare; sono estremamente grata a Emma Thompson per aver dato il suo acuto intelletto e la sua intensa passione al personaggio di Sylvia Pankhurst.

    Questo film vuole essere una sorta di poema. SEA SORROW – IL DOLORE DEL MARE può essere letto come un’elegia. Spero che questa mia opera prima possa aiutare i giovani e ispirare il loro impegno e sforzo per garantire supporto e protezione ai rifugiati, non solamente in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo.

    Vanessa Redgrave, 8 Aprile 2017

     

    VANESSA REDGRAVE – REGISTA

    Vanessa Redgrave inizia la sua carriera cinematografica vincendo il Premio come Migliore Attrice a Cannes nel 1966 per la sua interpretazione nel film “Morgan matto da legare” diretto da Karel Reisz. Nel 1969 viene nuovamente premiata a Cannes per il film “Isadora”, sempre diretto da Karel Reisz. Nel maggio del 2016 Vanessa torna al Festival di Cannes con la Merchant Ivory Productions, il regista James Ivory e il produttore Charles Cohen. In quell’occasione Mr. Cohen presenta la pellicola restaurata di “Howards End”, originariamente apparsa in anteprima a Cannes nel 1992. Successivamente vince l’Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista nel film “Julia” (1977) e riceve cinque nomination per i film “Morgan matto da legare” (1966), “Isadora” (1968), “Maria Stuarda regina di Scozia” (1971), “I Bostoniani” (1984) e “Howards End” (1992). Recentemente Vanessa Redgrave è stata diretta da Ralph Fiennes nella pellicola “Coriolanus” (2011); Bennett Miller l’ha diretta in “Foxcatcher – Una storia Americana” (2014) e ha lavorato con Jim Sheridan in “Il segreto” (2016). “Sea Sorrow – Il dolore del mare” è la pellicola che segna il suo debutto alla regia.

    Dal 1990 Vanessa Redgrave è Ambasciatrice dell’UNICEF e negli ultimi trent’anni si è dedicata alla produzione di numerose pellicole tra film, documentari e all’organizzazione di eventi che sposano la causa dei diritti umani e della giustizia sociale, di cui è un notevole esempio “The Plestinians” (1978). Vanessa Redgrave ha dato il suo supporto al governo di Mikhail Gorbaciov – notoriamente basato sul motto “perestrojka” (ristrutturazione economica) e “glasnost” (trasparenza politica) - e ha finiziato il primo viaggio a Londra della compagnia teatrale ebraico-russa Russian Jewish Theatre Shalom nel 1988. Nel novembre del 1989, mentre è in scena a New York con la spettacolo “Orpheus Descending”, finanzia e produce il concerto di beneficienza “The Wall Breaks” che vede protagonisti famosi artisti russi e americani. Nel corso degli anni ‘90 si è dedicata ad aiutare i minori residenti nell’ex Jugoslavia   organizzando  iniziative  come  la  produzione,  assieme  a   Carlo  Nero,  di   una  pellicola sulla guerra dal titolo “Letters from New York to Sarajevo”, che narra di quando l’attrice realizzò in collaborazione con l’UNICEF un concerto a New York a favore dei minori che vivono in una Sarajevo sotto assedio. Redgrave si è recata di persona in Kosovo, sia prima che dopo la Liberazione, in aiuto dei rifugiati. Nel 1998, in collaborazione con la Women’s Commissions for Refugees & Amnesty International, Redgrave ha visitato diverse prigioni degli Stati Uniti in cui erano rinchiusi richiedenti asilo. Nel 2001 Redgrave si è  recata a Mosca e successivamente in Inguscezia al campo rifugiati per ceceni e ingusci.

    Vanessa Redgrave e Carlo Nero hanno realizzato insieme il loro primo documentario con la casa di produzione DISSENT PROJECTS dal titolo “Russia/Chechnya: Voices of Dissent” con la collaborazione di registi russi e il supporto di colleghi che lavorano nell’ambito dei diritti umani. Nel 2005 Redgrave e Nero hanno raccolto fondi per realizzare il film “Wake Up World”, opera che vuole essere un tributo all’impegno e all’operato dell’UNICEF. Il film è stato proiettato in anteprima nel dicembre 2006 presso la UNICEF HOUSE di New York.

    Nel 2007 HBO Films ha trasmesso per un mese intero “The Fever”, pellicola diretta da Carlo Nero e basata sull’opera cult di Wallace Shawn. Il film è stato co-prodotto da Vanessa Redgrave, la quale all’interno del film interpreta anche il ruolo principale e per il quale è stata premiata con una nomination al Screen Actors Guild Award come Migliore Attrice. Nel 2009 Redgrave ha prodotto e interpretato uno spettacolo di beneficienza per UNICEF & UNRWA all’interno della Cattedrale di Saint John the Divine a New York.

    Nel 2010/11, assieme a Carlo Nero, ha co-prodotto il documentario ecologista intitolato “The Killing Fields”. Alla fine del 2014 Redgrave ha fatto ritorno a Sarajevo assieme a Carlo Nero per partecipare alla proiezione del loro documentario “Bosnia Rising”. Nel 2015 ha co- prodotto “Eyes of St. John” sempre con Carlo Nero, un documentario dedicato al St John of Jerusalem Eye Hospital Group nella zona a est di Gerusalemme, il cosidetto West Bank, e vincitore del ‘Best International Documentary’ al London International Short Film Festival, e anche vincitore del ‘Best Shorts – Award of Excellence’ e del premio ‘Humanitarian Award – Outstanding Achievement’ al Global Film Awards.

     

    CARLO NERO - PRODUTTORE

    Carlo Nero, figlio della Redgrave e di Franco Nero, è sceneggiatore, regista e produttore di numerosi film e documentari premiati dalla critica, tra cui: “Roma Intorno a Roma”, terzo classificato nella sezione documentari del Karlovy Vary Film Festival del 1991; “A Kid From Bensonhurst”, passato nella sezione First Look al Tribeca Film Center di New York nel 1994 e premiato con la Honorable Mention al Columbus International Film and Video Festival del 1995; “Larry’s Visit”, vincitore del Bronze Plaque al Columbus International Film & Video Festival del 1995.

    Nero ha scritto la sceneggiatura del film “Il Tocco: La sfida” (2001) e ha scritto e diretto il lungometraggio “Uninvited” (in collaborazione con Mediaset nel 2002), basato sul noto romanzo di James Gabriel Berman e vincitore del “Young Artists Award” al Tbilisi Int’l Film Festival. Il film è stato presentato in altri sedici festival internazionali tra cui Cannes, San Sebastian, Hollywood, Moscow, Karlovy Vari e Taormina.

    “The Fever”(in collaborazione con HBO Films) è il suo secondo lungometraggio di cui è co- sceneggiatore e regista, prodotto con Jason Blum e basato sull’acclamata opera di Wallace Shawn, la pellicola vede tra i protagonisti Vanessa Redgrave, Angelina Jolie, Joely Richardson e Michael Moore. Il film è stato premiato con una nomination al Screen Actors Guild nel 2007.

    Nel 2005 Nero ha creato la casa di produzione Dissent Projects con Vanessa Redgrave e ha diretto e prodotto numerosi documentari riguardanti temi sociali e ambientali dell’attualità tra i più rilevanti, tra cui, “Russia/Chechnya: Voices of Dissent” (2005) che narra il conflitto russo-ceceno e gli abusi ai diritti umani perpetrati in Russia; il documentario “Wake Up World” (2006) che narra la storia dell’UNICEF e che vede protagonista Liam Neeson, Ralph Fiennes e Vanessa Redgrave (premiato con un Ischia Global Social Documentary Award nel 2008); il cortometraggio “Bounce” (2008) un progetto di raccolta fondi per aiutare gli abitanti in difficoltà che vivono nelle baraccopoli e nei sobborghi di molte zone dell’Africa realizzato in associazione Bill Kenwright Ltd.; “The Killing Fields”(2010/11), pellicola commissionata dal Wildwood Trust; “Bosnia Rising” (2014), che parla delle possibili soluzioni al collasso economico e ai disordini sociali della Bosnia Herzegovina e realizzato con il supporto della The Robert Schalkenbach Foundation degli Stati Uniti.

    Nel 2013 Nero ha scritto e diretto il drammatico cortometraggio “The Call Out”per la serie ‘Playhouse Presents’ del canale Sky Arts e che vede protagonisti Stephen Graham, Vanessa Redgrave e Samantha Bond. “The Call Out” è stata definita dal London Times la migliore serie di sempre. Nel 2015 Nero ha scritto, diretto e co-prodotto il documentario “Eyes Of St. John”, vincitore del ‘Best International Documentary’ al London International Short Film Festival, e premiato con un ‘Best Shorts – Award of Excellence’ e un ‘Humanitarian Award – Outstanding Achievement’ al Global Film Awards.

     

    LORD ALF DUBS – COLLABORATORE

    Lord Alfred (“Alf”) Dubs è un politico laburista inglese precedentemente Membro del Parlamento, di nazionalità ceco ebraica e salvato da bambino dalla persecuzione nazista grazie al progetto Kindertransport e trasferito negli anni Trenta in Gran Bretagna all’età di sei anni.

    Attivista di lungo corso e sostenitore di numerose campagne per i diritti dei rifugiati, nel 2016 ha patrocinato un emendamento alla Camera dei Lord all’interno dell’Immigration Act 2016 affinché venisse offerto un passaggio sicuro a tutti i minori rifugiati non accompagnati fino alla Gran Bretagna durante la crisi europea dei migranti. Inizialmente respinto dalla Camera dei Comuni, l’emendamento fu poi sottoposto a una seconda votazione che ottenne il favore della Camera del Lord e venne quindi accettato per iscritto dal Governo.

    Nel febbraio 2017, il British Home Office ha abbandonato tale prassi dopo aver accettato 350 dei 3.000 minori rifugiati previsti dall’accordo.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

    1) Vanessa Redgrave che ha diretto il film, ha detto di essersi ispirata a Virgilio e a Shakespeare, entrambi capaci di narrare la disperazione, la paura e la speranza. La Redgrave ha aggiunto che ha “sentito” le urla e i pianti di chi moriva nelle onde in tempesta nella parole di Prospero in “La tempesta” del drammaturgo inglese mentre egli narra come sia riuscito a sopravvivere in un cielo buio, con onde altissime e paurose che facevano salire la nave in cielo e sprofondarla, subito dopo, verso gli abissi. 

    Con la grande migrazione che sta avvenendo ormai, da anni, dall’Africa e dall’Asia minore verso l’Europa, chissà (il numero esatto ancora non è in possesso dell’Onu) quanti migranti morirono e muoiono, travolti dal mare in tempesta, uomini, donne e soprattutto bambini. E’ una tragedia che riempie il mare di corpi di esseri umani che vorrebbero solo essere salvati! 

    Ricordate la foto di qualche anno fa, in cui si vede un soccorritore turco che cammina, avendo tra le braccia un corpicino, quello di Alan Kurdi che non era riuscito ad attraversare il tratto di mare tra la Turchia e l’Isola di Schio ed era morto: era piccolo e non sapeva nuotare. Ora di quella foto sembra ci si sia tutti dimenticati se su Aleppo cadono bombe chimiche. Ci sarà un limite alla crudeltà dell’uomo?

    2) Sembra, afferma la Redgrave, che gli uomini non si vogliano ricordare del passato, ripetendo gli stessi errori, la stessa distruzione di gente definita “diversa” da chi può sparare e uccidere.

    Tornando indietro nel tempo e nella storia, cosa scrisse Silvia Pankhurst, scrittrice e giornalista all’allora Primo Ministro inglese Neville Chamberlain, subito dopo che, nella Germania nazista, ci fu una sommossa contro gli ebrei, condotta dalle famigerate SS in una notte tra il 9-10 novembre 1939 che venne da allora conosciuta come “la notte dei cristalli”? Cosa chiedeva la Pankhurst a Chamberlain e perché la sommossa nazista di cui abbiamo appena scritto venne, da allora, conosciuta e ricordata, sempre, come “La notte dei cristalli”? Un nome che evoca solo danze e gente felice e non distruzione, paura e morte?

    3) Vanessa ricorda, nel suo film e narra di quando dovette, bambina, abbandonare Londra, bombardata dagli Stukas nazisti. Hitler, che, in quel momento storico era a Dunquerque, dall’altra parte della Manica, pensava fosse ormai facile entrare in Gran Bretagna. Eppure non ci riuscì. Quanto merito ebbe la Raf, la regia aviazione inglese nell’impedire ai nazisti di arrivare sul suolo anglosassone?

    4) Chi è Lord Alf Dubs che riuscì a salvarsi, fuggendo dal suo paese, la Cecoslovacchia e. giunto in Inghilterra, si dedicò all’assistenza dei minori rifugiati? Dubs lottò e lotta perché questi piccoli avessero e abbiano la protezione che spetta a loro come esseri umani. Si può non aiutare un bambino solo perché viene da un altro paese o ha un altro colore della pelle?

    5) Dalla Cecoslovacchia alla Gran Bretagna, Dubs riuscì ad arrivare grazie a quei gruppi che, in tutta Europa, si erano creati per salvare gli ebrei dai nazisti e il “Kindertransport” che diede la salvezza a Dubs, era uno di questi. Corsi e ricorsi vichiani. Ricordate quando i neri del sud, durante la guerra di secessione (1861-1866), venivano aiutati a fuggire da gruppi di bianchi che, dal nord, organizzavano le loro fughe? L’uomo non imparerà mai! Siete d’accordo?

    6) Mentre Dubs lottava per i diritti dei bambini rifugiati, Vanessa lavorava. Allora. come volontaria in aiuto dei rifugiati ungheresi e, ancora oggi, continua a lottare per salvare tante povere creature come fa anche Sir Peter Sutherland. Chi è Sir Sutherland e qual è l’incarico che ha già accettato di agire nell’interesse dei minori da qualsiasi parte del mondo essi arrivino?

    7) Perché ci sono, nel film, alcune scene, interpretate da grandi attori come Ralph Fiennes, Emma Thompson e Simon Coates? Il film di Vanessa è un documentario o un docu-film?

    8) Perché, in alcuni momenti de “Il dolore del mare”, vi sono scene prettamente teatrali, tratte da “La tempesta” di William Shakespeare in cui Fiennes interpreta la parte di Prospero?

    9) Il film si conclude con un viaggio della speranza. E’ Vanessa che parte, andando in Libano per trovare in un campo di rifugiati palestinesi, un bimbo di soli tre anni. Qual è lo scopo di questo viaggio? Il talmud dice “se salvi un uomo, salvi il mondo intero”. E’ questo che vuole fare Vanessa con il piccolo palestinese? 

    Ricordate che salvare non vuol dire solo non far morire ma anche far sopravvivere, curare, aiutare a amare.

    10) Il titolo del film è “Il dolore del mare” e mai titolo fu più giusto. Perché il mare non dovrebbe piangere vedendo i corpi di tanti poveri innocenti scendere, per la crudeltà dell’uomo, nella profondità dei suoi abissi? Siete d’accordo? Esprimete il vostro pensiero.

     

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