Michelangelo Infinito In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Tutte le opere che Michelangelo fece sono così angosciosamente oppresse che paiono volersi spezzare da sole. Quando divenne vecchio giunse a spezzarle davvero. L’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito.

    Auguste Rodin

     

    Il film traccia un ritratto avvincente, di forte impatto emotivo e visivo, dell’uomo e dell’artista Michelangelo, schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere le proprie convinzioni e ideologie. Attraverso il racconto cinematografico della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione (4K HDR), punti di vista inediti ed esclusivi e ricostruzioni sorprendenti con evoluti e sofisticati effetti digitali, lo spettatore conoscerà la vita e le opere del genio assoluto dell’arte universale: Michelangelo Buonarroti.

    Un’esperienza visiva ed emotiva unica, innovativa, coinvolgente e umana. Un film di autorevole finzione senza precedenti.

     

  • Genere: documentaristico
  • Regia: Emanuele Imbucci
  • Titolo Originale: Michelangelo Infinito
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: Sky con Magnitudo Film
  • Data di uscita al cinema: 27 settembre
  • Durata: 93’
  • Sceneggiatura: Sara Mosetti, Tommaso Strinati
  • Direttore della Fotografia: Maurizio Calvesi
  • Montaggio: Mirella Ginnoto
  • Scenografia: Francesco Frigeri
  • Costumi: Maurizio Millenotti
  • Attori: Enrico Lo Verso, Ivano Marescotti
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA STRUTTURA DEL FILM

    UNA SVOLTA EPOCALE NELLA REALIZZAZIONE DEI FILM D’ARTE

    Michelangelo – Infinito definisce un nuovo genere cinematografico, compiendo un decisivo passo in avanti nella trasformazione dei film d’arte da documentari cinematografici a film che portano a totale compimento il dialogo tra mondo del cinema e mondo dell’arte.

    La costruzione narrativa è innovativa e strutturata su quattro livelli:

    • un limbo concettuale, quello delle suggestive cave di Marmo di Carrara, in cui Michelangelo Buonarroti rievoca gli snodi principali della sua vita e i suoi tormenti più intimi;

    • un limbo storico, quello di Giorgio Vasari, rinomato storico dell’arte, narratore qualificato e familiare, della vita e delle opere del Buonarroti, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente;

    • le scene di ricostruzione storica della vita di Michelangelo, in cui lo ritroviamo ragazzo presso i Giardini di San Marco, o ammiriamo il catafalco nel quale scolpì il suo David, o a scegliere il marmo alle cave di Carrara o alle prese con i lavori della Volta della Cappella Sistina e del Giudizio Universale;

    • il cuore pulsante del film: il racconto della principale produzione scultorea e pittorica di Michelangelo.

     

    I PERSONAGGI NEL FILM

    MICHELANGELO BUONARROTI

    Ho avuto tutta una vita per capire che la pietra non va piegata al volere dell’uomo. Avevo vinto la mia sfida: con le mie sole mani ed un trapano ad arco avevo estratto dal marmo la vita eterna.

    Michelangelo in ‘Michelangelo – Infinito’

     

    Michelangelo Buonarroti è interpretato da Enrico Lo Verso.

    La sua narrazione si svolge dall’interno di una delle Cave di Marmo di Carrara dove il vero Michelangelo si recò a scegliere i marmi per i suoi capolavori.

    Michelangelo lavorò, infatti, nel litorale versiliano, come dimostra un contratto notarile del 1517, che riporta il nome di uno scalpellino della zona che stava lavorando ad alcuni marmi di Michelangelo in cava Ruggetta, oggi cava Calcata Borghini, la stessa in cui è stato ambientato il limbo michelangiolesco.

    In questo modo, il film ripercorre la storia universale di Michelangelo e dei suoi capolavori nei luoghi dove tutto ebbe inizio, con l’aggiunta di una curiosa coincidenza: il 28 agosto del 1498 Michelangelo firmava il contratto per la Pietà Vaticana per la cui realizzazione si recò alle Cave di Carrara; nello stesso giorno, il 28 agosto 2017, sono iniziate le riprese di Michelangelo – Infinito sul set di quelle stesse cave di Marmo di Carrara.

    In questo ambiente materico il personaggio di Michelangelo ripercorre gli snodi principali della sua vita lunga vivida e inquieta, i suoi tormenti più intimi, le passioni amorose, la ricerca della fede, le sue considerazioni su vita, morte ed arte. Per delineare in modo fedele il suo personaggio, gli sceneggiatori hanno studiato tutti gli scritti che il genio fiorentino ha lasciato di sé, come le centinaia di Lettere e Rime, oltre a tutto quanto gli storici hanno scritto su Michelangelo.

    Tutta la forza e la potenza della personalità di Michelangelo trovano dunque eco nella cruda, spigolosa immensità della natura in cui è inserita, quella delle iridescenti cave in cui Michelangelo stesso lavorava perché quella materia, a detta dello stesso artista, “già conteneva in potenza la figura”.

    Il limbo di Michelangelo è un ambiente squadrato, geometrico nella struttura scenografica, che segue il rigore del pensiero del maestro. Tutto giocato su colori freddi del marmo è un limbo ‘congelato’ nel tempo presente.

     

    GIORGIO VASARI

    “Ci si meraviglia che mano umana abbia potuto fare in così poco tempo cosa così mirabile e divina, […] quell’opera ha tolto il grido a tutte le statue antiche e moderne, greche e latine che fossero.

    Giorgio Vasari in Michelangelo – Infinito,

    tratto da Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti italiani

     

    Narratore qualificato e familiare della vita e delle opere del Buonarroti, che ebbe la fortuna di conoscere personalmente, in Michelangelo Infinito Giorgio Vasari è interpretato da Ivano Marescotti.

    Rinomato storico dell’arte e autore delle Vite de’ più eccellenti Pittori, Scultori ed Architettori, accoglie lo spettatore all’interno di un limbo storico, un grande teatro ellittico costruito per metà a grandezza naturale (nel Teatro 8 degli Studios di Cinecittà) e poi completato in computer grafica (di 18 metri, profonda 6 e alta quasi 5).

    Il modello di questo limbo, che per colori e scenografia fa eco alla tenerezza ed ammirazione con cui Vasari ricorda Michelangelo, ricalca il modello dei teatri anatomici del XVI secolo (in particolare il teatro anatomico di Padova) in uso presso alcune università dove, al centro, veniva posto il tavolo da cui il professore impartiva lezioni pratiche ai suoi studenti, in particolare lo studio dell’anatomia attraverso la vivisezione dei cadaveri. Una scelta che deriva dal desiderio di fornire l’idea di una biblioteca della conoscenza.

    Dal suo limbo, Vasari ci guida con passione ed autorevolezza, calore e famigliarità, negli snodi del racconto, attraverso monologhi teatrali rivolti allo spettatore, in una lingua alta, raffinata, calda, avvolgente, adattata in italiano moderno dal suo Le Vite.

     

    I NUMERI E LA TECNOLOGIA DEL FILM

    6 luoghi storici, tra quelli che custodiscono le opere dell’artista (Firenze, Roma, Città del Vaticano, Milano), e quelli in cui sono state ambientate le scene di finzione: la Cave di Marmo di Carrara e il Castello Odescalchi di Bracciano (oltre agli Studi di Cinecittà).

    15 set, quasi 2 anni di lavoro, 8 mesi di pre-produzione, 2 mesi di riprese, 10 mesi di post produzione e 200 persone coinvolte, oltre 70 ore di girato.

    Nella sfida tecnologica sono stati coinvolti mezzi di ripresa e macchine dotate di sensori ultra sensibili, raffinati impianti illumino-tecnici, proiettori, tecnologie led e, per la prima volta in un film d’arte, esposizioni multiple (HDR – High Dynamic Range) che consentono di ottenere un’esposizione ottimale per le riprese sia in interno che in esterno.

    Il grande valore aggiunto tecnologico del film è rappresentato dai visual effects, che hanno richiesto oltre 6 mesi di lavoro in postproduzione e 6 artisti specializzati, che hanno lavorato alla realizzazione degli effetti grafici su risoluzioni altissime di immagini spesso in scala 1:1 su file pesantissimi (oltre 100MG, 6 volte le normali risoluzioni in uso) e multilivello, uno per ogni elemento dell’immagine (luci, ombre, trasparenze….). Per un totale di 20 minuti di effetti visivi realizzati, 28.000 fotogrammi e oltre 3.000 ore di calcolo.

    Una metodologia che ha consentito di raggiungere un risultato sorprendentemente realistico e con l’ultra definizione del 4K HDR, che sarà apprezzabile in tutta la sua maestosità in particolare nel lungo piano sequenza tra i più spettacolari del film: la ricostruzione ed evoluzione della Cappella Sistina Michelangiolesca.

     

    I LUOGHI

    Il film è un viaggio nella vita e nei luoghi di Michelangelo. Tra questi, riconosciamo Firenze, Roma, Città del Vaticano, Milano, le Cave di Marmo Carrara ed entriamo in 15 luoghi museali che custodiscono la principale produzione scultorea e pittorica dell’artista, tra cui le opere giovanili, il Bacco, la Pietà Vaticana, il David, il Tondo Doni, i Prigioni e il Mosè, la Volta della Cappella Sistina e il Giudizio Universale, le Cappelle Medicee, la Pietà Rondanini.

    Più nello specifico:

    1. Carrara

    Cave di Marmo Calacata Borghini

    2. Firenze

    Casa Buonarroti

    Museo Nazionale del Bargello Galleria dell’Accademia Gallerie degli Uffizi

    Cappelle Medicee Sagrestia Nuova Basilica di San Lorenzo

    3. Città del Vaticano Cappella Sistina Musei Vaticani Città del Vaticano

    Basilica di San Pietro Città del Vaticano Cappella Paolina Palazzo Apostolico Città del Vaticano

    4. Roma

    Basilica di San Pietro in Vincoli

    5. Bracciano

    Castello Odescalchi

    6. Milano

    Castello Sforzesco

     

    IL GRANDE INEDITO: L’EVOLUZIONE DELLA CAPPELLA SISTINA

    Il film compie un’impresa senza precedenti: ripercorre l’evoluzione della storia della Cappella Sistina dal 1508, anno in cui il giovane Michelangelo viene incaricato da Papa Giulio II di sostituire il preesistente cielo stellato di Pier Matteo D’Amelia della Volta, fino alla conclusione del Giudizio Universale nel 1541 e, tra riprese all’interno della Cappella, immagini in altissima risoluzione, ricostruzioni storiche di scene di fiction ‘compositate’ con evoluti visual effects, riproduce per la prima volta le ‘giornate’ secondo cui Michelangelo eseguì gli affreschi della Volta della Sistina e del Giudizio Universale, seguendo la reale progressione dei lavori, realizzata grazie a preziosi documenti messi a disposizione dai Musei Vaticani.

    La rappresentazione parte dalla prima ricostruzione della Cappella Sistina, quella della Volta, realizzata su un modello 3D 360° (modeling 360). Sulla base di rilievi effettuati con precisione millimetrica all’interno della Cappella Sistina e sulle fotografie ad altissima risoluzione messe a disposizione dai Musei Vaticani dell’intero ambiente (affreschi, pavimenti, pareti, volta), un team grafico specializzato e altamente qualificato ha realizzato in computer grafica il modello completo della Cappella Sistina a 360° e l’ha ‘rivestito’ delle immagini.

    Le immagini partono dalla Sistina pre-michelangiolesca, con l’apposizione sulla volta dell’immagine del cielo stellato di Pier Matteo d’Amelia, disegno oggi custodito alla Galleria degli Uffizi, e la parete d’altare con i dipinti del Perugino e di Michelangelo (andati perduti e ricostruiti attraverso le fonti da un pittore professionista), per poi mostrare le fasi di evoluzione degli affreschi (in particolare della Creazione di Adamo e del Cristo Giudice), seguendo gli schemi delle lavorazioni a ‘giornate’ emersi dalle testimonianze del gruppo di ricercatori durante il restauro della Cappella Sistina (1980- 1994).

    Un unicum restituito alla storia dopo oltre 500 anni.

    Una delle sequenze più spettacolari del film è proprio quella in cui la macchina da presa parte dal basso della Cappella Sistina, si mette in volo alzandosi tanto quanto il ponteggio (20 metri) e arriva a inquadrare Michelangelo sulla Volta alle prese con l’affresco delle dita della Creazione di Adamo. Per realizzare questa sequenza scenica, l’intera scenografia (la volta, l’impalcatura lignea, il movimento di macchina) è stata riprodotta in FULL CGI, cioè completamente in digitale, e in un secondo momento è stata integrata l’immagine dell’attore ripreso in studio su greenback.

    Questa scena, da sola, riassume tre delle principali tecniche impiegate nel film:

     - PAINT  (Pittura  Digitale),  ovvero  il  lavoro  realizzato  sugli   affreschi   della   Cappella   Sistina.  Le immagini in ultra risoluzione messe a disposizione dai Musei Vaticani sono state scontornate e ricostruite, ripercorrendo l’ordine e i vari passaggi di esecuzione impiegati da Michelangelo, nel rispetto delle documentazioni fornite dai Musei Vaticani;

    - COMPUTER GRAFICA (Full CGI – Computer Generated Images) applicata alla generazione delle immagini, come nel caso di quelle di alcune inquadrature della volta della Sistina: le fotografie dei Musei Vaticani sono state mappate, illuminate e hanno generato il modello (rendering);

    - COMPOSITING, ovvero l’unione del girato live con l’attore su green back (Enrico Lo Verso) e la scenografia con quanto prodotto dalla computer grafica.

    Di diversa natura, ma di altrettanto complessa realizzazione, è la riproduzione della seconda ricostruzione della Cappella Sistina, partendo dalla ricostruzione degli affreschi della parete d’altare prima del Giudizio, oggi andati perduti. Tali affreschi sono stati dipinti grazie alle fonti disponibili e collocati virtualmente nella Cappella Sistina. Riproducono la parete d’altare prima dell’intervento michelangiolesco, dominata dagli affreschi del Perugino (tra i quali spicca la Madonna con San Sisto) e le lunette di Michelangelo. Un’operazione complessa e preziosissima, mai tentata prima, che non vuole essere una ricomposizione filologica di un insieme andato perduto per sempre, ma punta a riconsegnare alla storia una suggestione di credibile spettacolarità della Cappella Sistina che non si è più avuta negli ultimi 5 secoli.

    Per la prima volta in assoluto sul grande schermo, il film riporta quindi alla luce la straordinaria sequenza di affresco del Cristo Giudice nel Giudizio Universale, con il ponteggio a muro riprodotto in studio e poi moltiplicato digitalmente con gli effetti digitali, arrivando alle dimensioni monumentali di 14 metri di altezza per 12 di larghezza; dal greenback sul quale si muove Michelangelo-Lo Verso che lavora al Cristo Giudice, seguendo la preparazione ‘a spolvero’ (o bucherellatura) sulla parete d’altare e impiegando in cartoni prodotti dalla Bottega Artigiana Tifernate realizzati in scala 1:1 (3x2 metri), si arriva alla finalizzazione della scena, compositata attraverso gli effetti di computer grafica e l’inserimento di tutti gli elementi (immagini in altissima definizione e riprese dal vero) all’interno del modello tridimensionale della Cappella Sistina.

     

    LE ALTRE IMMAGINI ESCLUSIVE

    Tra le sequenze poetiche e di forte impatto visivo si segnalano inoltre:

    - La Cappella Paolina all’interno del Palazzo Apostolico con gli ultimi affreschi che Michelangelo realizzò all’età di 75 anni: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di Saulo. Uno dei luoghi più riservati nel cuore del Palazzo Apostolico straordinariamente ripresi da Vatican Media, partner del film, da prospettive ravvicinate, che attraversando la Sala Ducale e la Sala Regia, conducono allo svelamento della Cappella Paolina;

    - Timelapse Mosè e Cappelle Medicee, piani sequenza straordinari illuminati con giochi di luce che riproducono l’evolvere della luce da calda a fredda e il passaggio dall’alba, al giorno, al crepuscolo, alla notte;

    - La Pietà Vaticana ripresa oltre la teca di protezione e il ‘faccia a faccia’ con il David di Michelangelo ripreso con un braccio telescopico di 15 metri, con la risoluzione del 4K HDR e la possibilità di accarezzare questi capolavori a distanza ravvicinata e ammirarli nei singoli dettagli;

    - Il nascondiglio segreto al di sotto della Sagrestia Nuova nella Basilica di S. Lorenzo, in cui Michelangelo si nascose nel 1530 per vari mesi. Ritenuto solo un vano per conservare la legna, fu scoperto nel 1975 e contiene disegni autografi attribuiti a Michelangelo, tra cui una Testa del Laocoonte. Un luogo angusto di 7 metri per 2, cui si accede da una botola, e non aperto al pubblico.

     

    CURIOSITÀ: LE RICOSTRUZIONI REALIZZATE AD HOC PER IL FILM

    Libro delle ’Vite’ di Giorgio Vasari

    Ricostruzione de Le Vite di Giorgio Vasari basata su una versione del XVI secolo, attualmente conservata in Casa Buonarroti. Del modello, il libro riproduce l’impaginazione, la brossura e il carattere tipografico impiegato. La variazione del formato è una scelta registica a fini scenografici.

     

    Il limbo del Vasari (legno, 18 metri x 6 metri x 5 metri + VFX)

    Ricostruzione scenografica di una tribuna di legno curva, costruita dal vero – e completata poi in computer grafica – con un’ampiezza di 180 gradi e dalle dimensioni di 18 metri, profonda 6 e alta quasi 5, funzionale ad accogliere Giorgio Vasari. Gli spalti lignei della tribuna sono stati successivamente moltiplicati attraverso accurati effetti digitali che hanno reso l’arco di legno una monumentale struttura ellittica ispirata ai teatri anatomici del XVI secolo (in particolare al teatro anatomico di Padova) in uso presso alcune  università dove, al centro, veniva posto il tavolo del professore da cui impartiva lezioni pratiche ai suoi studenti, in particolare lo studio dell’anatomia attraverso la sezione dei cadaveri. Il modello dei teatri anatomici deriva dal desiderio di fornire l’idea di una biblioteca della conoscenza, la stessa che Vasari nutriva verso la conoscenza di Michelangelo, uomo e artista che aveva conosciuto direttamente.

     

    Giardino di San Marco, oggi perduto.

    Ricostruzione scenografica all’interno del Castello Odescalchi di Bracciano, del famoso Giardino di San Marco, istituito da Lorenzo il Magnifico per formare giovani scultori e pittori di talento. Il giardino è andato perduto ma è stato ricostruito sulla base delle fonti documentali e delle testimonianze scritte dell’epoca (su tutte, la descrizione che ne fa il Vasari nelle sue Vite) cui si aggiunge l’ispirazione tratta dall’unica testimonianza pittorica sul tema, un arazzo conservato presso il Museo Nazionale di San Matteo di Pisa.

     

    Testa di Fauno (marmo di Carrara)

    Riproduzione fedele dell’originale andato perduto e che si tramanda essere la prima opera scultorea di Michelangelo. L’opera è stata realizzata in marmo di Carrara dello scultore Diego Zampolini (Cooperativa Scultori di Carrara), in base alle fonti (tra cui copia dell’opera omologa custodita a Casa Buonarroti) e usando marmi e tecniche scultoree dell’epoca.

    Catafalco di protezione durante i lavori di scultura del David (legno, oltre 5mt di altezza per 2mt di larghezza)

    Ricostruzione scenografica a grandezza naturale della struttura originale in legno dentro cui Michelangelo scolpì per tre anni il David, protetto da sguardi indiscreti. Il catafalco doveva impedire di vedere che cosa contenesse. Il film restituisce questa suggestione attraverso un effetto realistico: i movimenti di macchina girano intorno al modello a grandezza naturale, lascando intravvedere tutta la sua imponenza e svelando a poco a poco la silhouette del David, delineata attraverso i teli di iuta che la coprono.

    Il David all’interno del catafalco (sagoma di legno a grandezza naturale di quasi 5mt di altezza)

    Per proseguire con la suggestione della realizzazione è stata realizzata una sagoma di legno delle dimensioni e forme originali del David, inserita dentro al catafalco e retroilluminata, generando un effetto di grande impatto cinematografico: il gigante nascosto all’interno del catafalco emerge gradualmente alla vista, trasportando lo spettatore dalla scena di fiction sino al David della Galleria dell’Accademia.

    Macchina per il trasporto del David in Piazza della Signoria

    Riproduzioni su carta del disegnatore e artista Marco Romano, secondo le stesse tecniche grafiche e i supporti usati da Michelangelo. Prendendo ispirazione dai quaderni tecnici in uso dagli artisti-scienziati-architetti dell’epoca e con la consulenza del Prof. Vincenzo Farinella, Marco Romano ha riprodotto i disegni che raccontano l’impresa eroica del trasporto del David da Santa Maria del Fiore a Piazza della Signoria, di cui non esistono testimonianze pittoriche.

    Tondo Doni

    Riproduzione fedele all’originale in scala 1:1 ad opere di Bottega Artigiana Tifernate che per questo dipinto su tavola ha scelto un legno del ‘500 preparato con le tecniche di allora (gesso di Bologna e colla di coniglio).

    Cartone della Battaglia di Cascina (disegno a carboncino + VFX)

    Riproduzione in scala 1:1 di una porzione del cartone originale di Michelangelo, oggi perduto e noto attraverso una copia di Antonio da Sangallo. Il cartone, ad opera della Bottega Artigiana Tifernate, riproduce quello creato dall’artista mentre è all’opera su una porzione del cartone (i ritocchi a un piede di una delle figure). L’inquadratura vede anche il maestro che contempla il lavoro per intero, è una ripresa totale girata in green screen e completata in VFX: l’intero cartone è stato riprodotto in scala ridotta, fotografato e inserito in digitale.

    Ponteggi: per la decorazione della Volta e per la decorazione del Giudizio Universale della Cappella Sistina (legno, chiodi, corde + VFX)

    Ricostruzione scenografica nel Teatro 8 di Cinecittà, rispettando materiali e tecniche dell’epoca (legno, chiodi, corde…), della struttura modulare dei ponteggi di legno progettati da Michelangelo per affrescare la Volta della Cappella Sistina e la parete del Giudizio Universale. Le impalcature lignee sono state poi moltiplicate attraverso gli effetti speciali digitali, così da ottenere il risultato imponente visibile nel film: un ponteggio sospeso a oltre 20mt di altezza, lungo oltre 40mt e largo 13mt per la realizzazione di oltre

    1.000 mq di affreschi della Volta; una impalcatura di fronte ad una parte alta 14mt e larga 12mt per la realizzazione del Giudizio Universale.

    Cappella Sistina - dettaglio della Creazione di Adamo - Volta

    Riproduzione fedele in scala 1:1 ad opera degli artigiani di Bottega Artigiana Tifernate che hanno dipinto su un cartone di 3 x 2 metri il dettaglio della Creazione di Adamo nelle varie fasi della sua realizzazione, sulla base dei documenti delle ‘giornate michelangiolesche. L’attore è stato ripreso dal vero nell’atto della riproduzione del gesto pittorico.

    Cappella Sistina - dettaglio del Cristo Giudice – Giudizio Universale

    Per la scena che riprende Michelangelo impegnato nell’esecuzione di questa porzione di affresco, Bottega Artigiana Tifernate ha riprodotto il dettaglio del Cristo Giudice seguendo le cosiddette ‘giornate michelangiolesche’, ovvero l’ordine di esecuzione pittorica emersa dai più recenti studi condotti sugli affreschi del Buonarroti durante il restauro degli anni ‘80.

    In base a questa documentazione fornita dai Musei Vaticani, Bottega Artigiana Tifernate  ha dipinto prima la testa di Cristo e poi il suo braccio destro: questa porzione è stata oggetto di una prima scena di ricostruzione storica. La porzione di affresco della lavorazione del petto di Cristo, dipinta in una seconda fase, è stata oggetto di un’altra scena filmica, quella che riproduce la pittura di questo dettaglio con l’utilizzo della tecnica del cartone a spolvero (o bucherellatura) nel rispetto della tecnica impiegata da Michelangelo: porzioni di cartone precedentemente preparati e che riproducono il disegno in formato 1:1 vengono forati nei contorni secondo la porzione decisa di lavorare nella ‘giornata’. Il cartone viene allora appoggiato al muro e passato con uno straccio impregnato di polvere di carbone. L’azione filmica ricostruisce esattamente questa tecnica e vede impegnato Michelangelo-Lo Verso con il cartone appoggiato al muro, mentre compie l’azione dello spolvero con lo straccio, stacca il cartone e fa emergere la traccia da cui cominciare a dipingere. Per realizzare in modo filologicamente corretto questa scena è stata preziosa la consulenza e la documentazione fornita dai Musei Vaticani, oltre alla consulenza scientifica del Prof. Vincenzo Farinella, la capacità di riproduzione fedele all’originale di Bottega Artigiana Tifernate, la collaborazione degli artigiani che hanno istruito l’attore a seguire i giusti movimenti per la tecnica e il comparto scenografico che ha messo a disposizione strumenti fedeli a quelli che usava il Buonarroti. Successivamente, la stessa scena dedicata a questa porzione di cartone è stata rilavorata in digitale e collocata nella visione totale del Giudizio affrescato per metà. 

    Nascondiglio di Michelangelo sotto le Cappelle Medicee nella Basilica di San Lorenzo, Firenze Ricostruzione di una porzione della stanza sotterranea della superficie di 10mtx2mt, presso il Teatro 8 degli Studi di Cinecittà a Roma.

    Disegni dentro il Nascondiglio di Michelangelo sotto le Cappelle Medicee nella Basilica di San Lorenzo a Firenze

    Il disegnatore Marco Romano ha riprodotto a carboncino i disegni della Testa del Laocoonte e Figura Umana (detta anche Cristo Risorto) nella stanza sotterranea riprodotta dalla scenografia per la scena di finzione.

     

    CURIOSITÀ: LE RICOSTRUZIONI IN VFX

    Il Limbo Vasariano

    La moltiplicazione dei moduli degli spalti della struttura di legno al fine di restituire l’immagine, in digitale, di una struttura ellittica calda, coinvolgente, ‘scuola’ della lezione vasariana su Michelangelo.

     

    Le opere di Michelangelo virtualmente ambientate all’interno della Cava di Marmo di Carrara

    La Cava di Marmo di Carrara, in cui è ambientato il limbo michelangiolesco, rappresenta anche una finestra dei pensieri sulla quale il regista sospende le riflessioni di Michelangelo. Si tratta di un espediente narrativo attraverso cui si crea una transizione da ciò che si trova all’interno del limbo, ambiente da cui il protagonista non esce mai, e quello che è fuori, nel tempo e nello spazio, cioè che lui descrive. Così, attraverso evoluti effetti digitali, il monolite si riflette nella la pozza d’acqua assumendo le sembianze del David, lo stesso Michelangelo si riflette nella posa in cui lo ritrasse Raffaello nella Scuola di Atene, mentre nella polvere di marmo si materializzano le figure del Bacco e del Mosè.

     

    Le evoluzioni della Cappella Sistina dal 1508 al 1541

    Ricostruzione in digitale integrale della Cappella Sistina sulla base di un modello 3D 360°, dalla Cappella pre-michelangiolesca con il cielo stellato di Pier Matteo d’Amelia e la parete d’altare con gli affreschi del Perugino e di Michelangelo andati perduti, alla Cappella con la volta michelangiolesca sino alla Cappella attuale con volta e Giudizio Universale di Michelangelo. Una testimonianza restituita alla storia per la prima volta dopo 500 anni.

     

    Cappella Sistina – scene con Michelangelo impegnato alla pittura ad affresco

    Tutte le scene di fiction che riproducono Michelangelo alle prese con il lavoro a fresco della Cappella Sistina sono state girare su green screen e poi completate con le immagini della Cappella Sistina ricostruite attraverso gli effetti digitali. La resa visiva finale è di un realismo impressionante: dà davvero l’impressione che l’attore abbia recitato dentro la Cappella Sistina.

     

    Ponteggi per la decorazione ad affresco della Volta e del Giudizio Universale della Cappella Sistina

    Sia per il ponteggio sospeso per la decorazione della volta, che per il ponteggio a muro usato per la decorazione del Giudizio Universale, gli effetti digitali hanno moltiplicato i moduli delle tavole di legno restituendo la grandiosità delle due strutture. In particolare, i VFX hanno simulato il pavimento sospeso costruito da Michelangelo e che, secondo i più recenti studi, attraversava tutta la lunghezza della volta della Cappella Sistina (pari a oltre 40 mt).

     

    Il cielo stellato di Pier Matteo D’Amelia – Michelangelo lavora alle scene della Genesi della Volta della Cappella Sistina (VFX)

    Il team di visual effects ha riprodotto per intero la Cappella Sistina come uno “scheletro strutturale”, vuoto, su un modello 360 (modelling 360), rispettando le esatte misure e proporzioni dell’originale. Una volta costruito e rivestito il modello usando immagini in altissima definizione, ricevute dai Musei Vaticani, di tutti gli elementi della Cappella, i movimenti di una macchina da presa virtuale hanno riprodotto l’ambiente in 3D e al suo interno sono stati inseriti in VFX elementi “altri’, come la ricostruzione della Volta con la ricollocazione in digitale del cielo stellato di Pier Matteo d’Amelia, partendo dal disegno oggi custodito alla Galleria degli Uffizi, e la ricollocazione della parete d’altare del Perugino, partendo dai dipinti realizzati da Marco Romano, cui sono state aggiunte le campagne di affresco della volta nel rispetto della sequenza di realizzazione (le ‘giornate michelangiolesche’).

     

    Cappella Sistina - Michelangelo lavora al Giudizio Universale

    La seconda ricostruzione della Cappella Sistina riproduce la parete d’altare, prima dell’intervento michelangiolesco, dominata dagli affreschi andati perduti del Perugino (tra i quali spicca la Madonna con San Sisto) e le lunette di Michelangelo, e sono il risultato straordinario di una stratificazione tra riprese dal vero (fiction in studio), dipinti che riproducono quelli del Perugino e di Michelangelo, con la maggiore correttezza filologica possibile sulla base delle fonti pervenute, realizzati appositamente e giustapposizione in digitale delle immagini in altissima definizione della Sistina messe a disposizione dai Musei Vaticani.

     

    CAST ARTISTICO

    ENRICO LO VERSO

    In Michelangelo Infinito interpreta Michelangelo Buonarroti.

    Ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Ha iniziato a lavorare nel cinema all’inizio degli anni ’90 raggiungendo il successo dopo l’incontro con il regista Gianni Amelio che lo ha scelto come protagonista di Il ladro di bambini (1992), Lamerica (1994) e Così ridevano (1998). Nel 1995 recita in Farinelli - voce regina di Gérard Corbiau, film che lo ha reso molto popolare in Francia, candidato agli Oscar come “Miglior film straniero” e vincitore di un Golden Globe come “Miglior film straniero”. Ha partecipato a diverse produzioni televisive tra cui Mosè (1995) di Roger Young, Giuda (2004) regia di Raffaele Mertes e I Miserabili (2000) di Josée Dayan. Divide la sua carriera di attore fra televisione, cinema, teatro dove è attualmente in scena con Uno Nessuno Centomila, per la regia di Alessandra Pizzi. Nel 2017 ha interpretato Giovanni Santi, padre del maestro del pittore urbinate, in Raffaello, il Principe delle Arti, il primo film d'arte realizzato su Raffaello Sanzio, prodotto nel 2017 da Sky, in collaborazione con i Musei Vaticani e Magnitudo Film.

     

    IVANO MARESCOTTI

    In Michelangelo Infinito interpreta Giorgio Vasari.

    Dal 1984 ad oggi ha lavorato su oltre cento produzioni tra tv, cinema e teatro, con registi come Silvio     Soldini, Giorgio Albertazzi, Marco Risi, Roberto Benigni, Pupi Avati, Carlo Mazzacurati, Antonello   Grimaldi, Klaus   Maria   Brandauer   e   i premi    Oscar Anthony  Minghella e Ridley Scott, collaborazioni che gli sono valse 6 nomination ai Nastri d'Argento e una vittoria, nel 2004, per l'interpretazione nel cortometraggio Assicurazione sulla vita di Tommaso Cariboni e Augusto Modigliani. Nel 2018 è al cinema, tra i protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino A Casa Tutti Bene.

     

    CAST TECNICO

    COSETTA LAGANI

    È responsabile, autrice del soggetto e direttore artistico del film. Ha curato la direzione artistica di tutti i precedenti film d’arte cinematografici Sky: Musei Vaticani, Firenze e gli Uffizi (tra i prodotti d’arte più visti nei cinema del mondo e vincitore del Nastro d’Argento), San Pietro e le Basiliche Papali di Roma, Raffaello - il Principe delle Arti, Caravaggio – Anima e Sangue (film d’arte più visto nei cinema in Italia), oltre al docufilm 27 Aprile 2016 – racconto di un evento presentato al Festival del Cinema di Roma e il documentario Viaggio nel Cinema in 3D – una Storia Vintage, presentato nella sezione Classici al Festival del Cinema di Venezia.

     

    EMANUELE IMBUCCI

    È il regista (alla sua opera prima) e co-sceneggiatore di Michelangelo Infinito, già regista di seconda unità di Raffaello – il Principe delle Arti.

    È stato regista e co-sceneggiatore della serie Donne di Camilleri, in onda su Rai Uno in prima serata nel settembre 2016. Ha maturato un’esperienza di più di 15 anni come aiuto regista e casting su produzioni cinematografiche e di fiction (Olmi, Pieraccioni, Salemme, Sindoni, Th Torrini e tanti altri).

     

    SARA MOSETTI

    È la sceneggiatrice di Michelangelo Infinito.

    Master in tecniche della narrazione alla Scuola Holden (2000), specializzazione nel corso Rai-Script di sceneggiatura televisiva (2001), presto si dedica alla scrittura per la televisione, collaborando negli anni all’ideazione e alla sceneggiatura di fiction di rilievo (come Elisa di Rivombrosa, Distretto di Polizia, Ris e Il Segreto dell’acqua). In produzione e prossima uscita il film Se ti abbraccio non aver paura, per la regia di Gabriele Salvatores.

     

    TOMMASO STRINATI

    Dottore di ricerca in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università della Tuscia di Viterbo, già docente di Beni Culturali presso l’Accademia di Belle Arti di Roma (2015-2017), è co-sceneggiatore di Michelangelo Infinito.

    Nella sua vita professionale ha sempre alternato la collaborazione con istituzioni museali pubbliche alla libera professione nel campo della storia dell’arte, dell’editoria, del cinema e televisione, del mercato dell’arte. Dal 2006 è docente di Storia dell’arte presso il Centro Sperimentale di Cinematografia; dal 2009 al 2013 è stato Direttore Scientifico della sede di Palermo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni dedicate alla pittura del Duecento e del Trecento e all’arte contemporanea. Tra il 2000 e il 2004 ha scoperto e pubblicato un ciclo di affreschi della fine del Duecento nella chiesa di S. Maria in Aracoeli al Campidoglio, riferibili ai due più grandi maestri della pittura medievale occidentale, Pietro Cavallini e Giotto; la scoperta costituì un passo avanti di grande importanza per la conoscenza di Giotto e del primo Rinascimento, ed ebbe riconoscimento unanime a livello internazionale.

     

    VINCENZO FARINELLA

    Vincenzo Farinella è il consulente scientifico del film.

    Professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Pisa, è già stato consulente per il precedente film d’arte Sky, Raffaello – il Principe delle Arti. Ha compiuto studi archeologici e storico-artistici presso l’Università degli Studi e la Scuola Normale di Pisa, dove ora è

    professore associato di Storia dell’Arte Moderna. I suoi studi hanno come tema l’arte italiana del Rinascimento, nei suoi rapporti con la cultura classica e l’arte europea nel passaggio tra Otto e Novecento.

     

    FRANCESCO FRIGERI

    Illustre nome del cinema italiano pluripremiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, ha curato la scenografia di Michelangelo Infinito, dopo il successo ottenuto sempre con Sky con il film d’arte: Raffaello – il Principe delle Arti.

    Frequenta l’Istituto d’Arte Dal Prato di Guidizzolo e la D.A.M.S. di Bologna, dove partecipa al corso di Cinema e Spettacolo. Si trasferisce successivamente a Roma dove ha l’occasione di lavorare come assistente scenografo di Mario Chiari nella miniserie televisiva La Certosa di Parma (1982). Grazie a queste grandi produzioni di ricostruzioni storiche viene chiamato da Massimo Troisi e Roberto Benigni per il film Non ci resta che piangere, che segna la sua affermazione come scenografo. Da questo momento la sua carriera è costellata di importanti riconoscimenti: nel 1985 la nomination agli Emmy Awards per la scenografia del colossal Cristoforo Colombo e nel 1999 vincitore del David di Donatello, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per il pluripremiato La leggenda del pianista sull’oceano diretto da Giuseppe Tornatore. Tra le grandi collaborazioni c’è La Passione di Cristo, con la regia di Mel Gibson. Nella sua lunga carriera ha vinto altri due David di Donatello, uno per I Viceré di Roberto Faenza e uno per I Demoni di S. Pietroburgo di Giuliano Montalto.

     

    MAURIZIO CALVESI

    Direttore della fotografia in Michelangelo Infinito.

    In oltre trent'anni di carriera ha all'attivo oltre 60 film con registi come Dino Risi, Ugo Tognazzi, Francesco Nuti, Marco Risi, Roberto Faenza, Ferzan Özpetek, in titoli come Volevo i Pantaloni, Famiglia in Giallo, Il Barbiere di Rio, I Giorni dell’Abbandono, Amiche da Morire, Magnifica Presenza, Non essere cattivo e Le Confessioni.

    È stato 4 volte candidato al David di Donatello per Prendimi l'anima (2003), I Vicerè (2008), Mine vaganti (2010), Le confessioni (2017). Su 5 candidature ha vinto 3 Nastri D’Argento per i film Non Essere Cattivo e Le confessioni (2016), Mine Vaganti (2010), Viaggio segreto”(2007); ha vinto un Ciak d’Oro Speciale per La discesa di Aclà a Floristella" al Festival di Venezia 1992. È stato tre volte Globo d’Oro premio Stampa Estera per Mine Vaganti (2009/2010), I Vicerè (2007/2008), IO,L’altro (2006/2007).  Ha lavorato ai film di prossima uscita (2018): Bob & Marys, Hotel Gagarin, Una  Storia Senza Nome.

     

    MAURIZIO MILLENOTTI

    Celebre costumista italiano, ha curato i costumi di Michelangelo Infinito dopo il successo della precedente collaborazione con il film d’arte Sky, Raffaello – il Principe delle Arti, per il quale aveva realizzato una decina di abiti originali tra cui lo splendido abito della Velata. Nel 1999 è vincitore del David di Donatello, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per il pluripremiato film La leggenda del pianista sull’oceano (1998) diretto da Giuseppe Tornatore. È stato nominato all’Oscar in due occasioni per i film Otello (1986) e Amleto (1990), entrambi diretti da Franco Zeffirelli.

     

    MATTEO CURALLO

    È il compositore delle musiche originali di Michelangelo Infinito. Per Sky dal 2015 ha firmato le musiche originali di Caravaggio l’Anima e il Sangue, Raffaello il Principe delle Arti, Firenze e gli Uffizi, San Pietro e le Basiliche Papali di Roma. Polistrumentista, autore (tra gli altri di Nelle Tue Mani per Andrea Bocelli, tratto dal “Gladiatore”), produttore, compositore anche per il teatro, docente e sound designer, collabora in esclusiva con la Sugarmusic di Caterina Caselli, dedicandosi a colonne sonore (come per Donne di Andrea Camilleri e I  BabySitter),  canzoni  e  spot  pubblicitari (Italotreno, Heineken, Natuzzi e Ferrero tra gli altri). Nel 2014 ha vinto il premio di “Miglior Colonna Sonora” al “Roma Web Fest 2014” per l'innovativa web series Under-The Series, di Ivan Silvestrini. Nel novembre 2017 ha prodotto e co-firmato il brano The Place, colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Genovese e candidato ai David di Donatello 2018.

     

    GIUSEPPE SQUILLACI

    VFX supervisor e producer con 4 nomination al David di Donatello e oltre 130 film all'attivo, è il supervisore degli effetti visivi in Michelangelo Infinito.

    La sua formazione artistica e tecnica è iniziata al fianco del maestro Carlo Rambaldi (inventore di

    E.T. e vincitore di tre premi Oscar per gli effetti speciali) e maturata, tra animatronic ed effetti digitali, con l’esperienza acquisita sul campo cinematografico e televisivo attraverso le collaborazioni con molti importanti registi italiani ed internazionali, tra cui Verdone, Virzì, Anghelopoulos, Martinelli, Parenti, Monicelli, Moretti, Castaneda. Oltre al cinema e alle serie TV arricchiscono la sua esperienza diverse avventure nel mondo del teatro, delle performance espositive e dell'animazione. Nel 2017 è uscito in sala il suo primo film di animazione East End di cui ha curato la produzione e la regia.

     

    SARA ZAVARISE

    Ha curato il montaggio di Michelangelo Infinito.

    Filmmaker e film editor con all’attivo dodici anni di esperienza, ha collaborato con numerose case di produzione per il cinema e la televisione.

    Ha curato il montaggio dei film Il più grande sogno di Michele Vannucci (Kino Produzioni, Venezia73 – Orizzonti), La prima neve (Venezia70 – Orizzonti) e Io sono Li (candidato a 4 David di Donatello, premio Lux Parlamento Europeo) di Andrea Segre (Jolefilm Srl); della serie TV Non Uccidere 2 (prodotta da Fremantle Media e Rai Fiction, in onda su Rai2), Recuiem di Valentina Carnelutti (miglior cortometraggio 31° TFF, Nastri d’Argento 2013, vincitore 21° Sguardi Altrove Film Fest, Premio Studio Universal); Indebito di Vinicio Capossela e Andrea Segre; e di numerosi documentari ZaLab (fuoriClasse, Limbo, Mare chiuso, Il Sangue Verde).

    Presidente dell'associazione culturale ZaLab, ha realizzato documentari e laboratori di video partecipativo in Italia, Palestina e Australia.

     

    MIRELLA GINNOTO

    È l’acconciatrice di Michelangelo Infinito. Per Sky ha già curato le acconciature dei personaggi delle scene di ricostruzione storica in Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D. Ha lavorato con la compagnia di Vittorio Gassman. Di particolare rilievo il sodalizio artistico con Marcello Mastroianni e con Ettore Scola nei film La Famiglia, Che Ora é, Il Viaggio di Capitan Fracassa,  Passione d’Amore. Disegna e realizza poi le acconciature per il colossal Kundun diretto da Scorsese.

     

    MAURIZIO TRANI

    Truccatore e artista degli effetti speciali con oltre 300 film all’attivo, ha curato il trucco degli attori di Michelangelo Infinito. Ha già collaborato con Sky alle scene di ricostruzione storica di Raffaello – il Principe delle Arti. Ha lavorato con registi quali Lucio Fulci, Federico Fellini (Roma, Casanova), Bernardo Bertolucci (900), Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, Camorrista, Stanno Tutti Bene, Il Cane Blu, Una pura formalità), Franco Zeffirelli (Cavalleria Rusticana, Pagliacci), Renzo Martinelli (Vajont, Piazza delle 5 Lune, Mercante di Pietre, Barbarossa) James Cameron (Piranha Part Two), creando i trucchi per film divenuti cult come Emanuelle in America, Zombi 2 e Quella villa accanto al cimitero. Nel 1991 è stato nominato ai BAFTA per il miglior trucco realizzato per Nuovo Cinema Paradiso.

     

    MARCO VICTOR ROMANO

    È l’artista che in Michelangelo Infinito ha realizzato tre disegni raffiguranti il trasporto del David e alcuni particolari della gru che si presume sia stata utilizzata per collocare la statua in Piazza della Signoria oltre che i disegni a parete del “Laocoonte” e lo “studio del Cristo Risorto” (ricostruzione a grandezza naturale presso gli studi di Cinecittà degli originali del nascondiglio sotto la Sagrestia Nuova a Firenze). Ha già collaborato con Sky in Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D , dove ha ricostruito nove dipinti perduti della Cappella Sistina, secondo il modo in cui poteva apparire nel 1519.

    Artista visivo campano: dopo la laurea in Pittura conseguita con lode presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli si è dedicato alla ricerca dell’interazione con lo spazio e lo spettatore e nel campo dell'olografia.

    Tra le molte mostre personali, residenze e collettive:"Micromacrocosmi a cura di Gerardo de Simone”, BocsArt Cosenza”; “Strive for perfection” promosso da Rolls-Royce enthusiast’club, Saatchi Gallery, Londra, Inghilterra; “Show_ Yourself@Madre”, Museo Madre, Napoli; “The Visual Event”, a cura di Oliver Klimpel, nel programma OFF della 26th International Biennial of Graphic Design Brno 2014, Governor’s Place MG, Brno, Repubblica Ceca.

     

    BOTTEGA ARTIGIANA TIFERNATE

    È la bottega artigiana di Città di Castello che per Michelangelo Infinito ha riprodotto capolavori come il Tondo Doni, i cartoni della Battaglia di Cascina, alcuni dettagli degli affreschi della Sistina, secondo la tecnica della PICTOGRAFIA, una tecnica di lavorazione che, attraverso l'uso una tecnologia proprietaria (insignita di brevetto rilasciato alla Bottega Tifernate nel 2000), abbinata all'uso di materiali e metodi delle antiche botteghe artigiane, permette di riprodurre perfettamente qualsiasi opera d'arte.

    Guidata dai fratelli Stefano e Francesca Lazzari, insieme al padre Romolo, la Bottega Artigiana Tifernate nasce nel 1995 con l'ambizione di "ricreare esattamente un dipinto che possa comunicare l'essenza dell'originale”, avendone le stesse caratteristiche. Una scelta dettata dalla passione condivisa per l'Arte con l'intenzione di riscoprire le antiche tradizioni pittoriche e dal progetto “Recupero della Memoria": dare nuova vita a capolavori destinati a scomparire, ricreare opere d'arte da ricollocare nella loro ubicazione originale.

    Il “lavoro di bottega" della Bottega Artigiana Tifernate è valso numerosi riconoscimenti, come l’ encomio di "Eccellenza Italiana" nel 2009, e commissioni prestigiose. Si ricordano quella del Principe Ranieri III di Monaco (1998), il ritratto ufficiale dello Sceicco Al Makhtoum, principe di Dubai (2009), la realizzazione dei dipinti per la "Porziuncola Nuova" di San Francisco, esatta replica della cappella costruita da San Francesco ad Assisi (2009) sotto la diretta supervisione di Papa Ratzinger.

    I lavori di Bottega Tifernate si trovano nei più importanti musei del mondo, quali i Musei Vaticani, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Louvre, il British Museum e la Galleria degli Uffizi.

    In questo momento, sta realizzando un dipinto richiesto dal Santo Padre Papa Francesco, per la sua residenza di Santa Marta.

     

    ELENCO OPERE PRESENTI NEL FILM

    (in ordine di apparizione)

     

    1 Testa Fauno (marmo 1489 circa), riproduzione

    2 Madonna della Scala (bassorilievo marmoreo 1491 circa) Casa Buonarroti, Firenze

    3 Centauromachia (altorilievo marmoreo – 1492 circa) Casa Buonarroti, Firenze

    4 Bacco (marmo – 1496-1497), Museo Nazionale del Bargello, Firenze

    5 Pietà (marmo di Carrara, 1497-1499), Basilica di San Pietro, Città del Vaticano

    6 David (marmo - 1501-inizio 1504), Galleria dell’Accademia, Firenze

    7 Tondo Doni con cornice (tempera grassa su tavola – 1506 circa), Gallerie degli Uffizi, Firenz

    8 Tondo  Pitti (bassorilievo marmoreo – 1503-1504 circa), Museo Nazionale del Bargello, Firenze

    9 Battaglia di Cascina (cartone per affresco –1504-1506 circa), destinato al Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze. Copia di Aristotile da Sangallo (1542 circa) oggi a Holkham Hall, Norfolk

    10 Prigioni (marmo – anni venti del Cinquecento),Galleria dell’Accademia, Firenze

    11 Mosè (marmo – 1513-1515 circa), San Pietro in Vincoli, Roma

    12 Cappella Sistina (affresco – 1508-1512), Musei Vaticani, Città del Vaticano

    13Geremia (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    14 Giona (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano 

    15 Sibilla Delphica (affresco - 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    16 Separazione della Luce dalle Tenebre (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    17 Creazione degli Astri (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    18 Separazione delle Acque (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    19 Creazione di Eva (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    20 Peccato Originale (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    21 Cacciata dal Paradiso Terrestre (affresco –1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    22 Diluvio Universale (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano 

    23 Creazione di Adamo (dettaglio delle dita) (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    24 Creazione di Adamo (visione complessiva) (affresco – 1508-1512), dettaglio della volta della Cappella Sistina, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    25 Tomba di Lorenzo dÈ Medici (marmo di Carrara – 1520-1521; 1523-1534), Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze

    26 Giorno – Allegoria del Tempo (marmo di Carrara – 1520-1521; 1523-1534), dettaglio della tomba di Giuliano dÈ Medici duca di Nemours, Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze

    27 Notte - Allegoria del Tempo (marmo di Carrara – 1520-1521; 1523-1534), dettagli della tomba di Giuliano dÈ Medici duca di Nemours Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze

    28 Crepuscolo  -  Allegoria  del  Tempo  (marmo di Carrara – 1520-1521; 1523-1534), dettaglio della tomba di Lorenzo dÈ Medici duca di Urbino, Cappelle   Medicee,   Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze

    29 Aurora - Allegoria del Tempo (marmo di Carrara – 1520-1521; 1523-1534), dettaglio della tomba di Lorenzo dÈ Medici duca di Urbino, Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze

    30 Testa del Laocoonte e Figura Umana o Cristo Risorto (carboncino su intonaco – 1529-1530 circa), nascondiglio di Michelangelo sotto le Cappelle Medicee, Sagrestia Nuova, Basilica di San Lorenzo, Firenze 

    31 Cleopatra (matita nera – 1535 circa), Casa Buonarroti – Firenze

    32 Caduta di Fetonte (disegno a carboncino su carta - 1533), British Museum, Londra

    33Rapimento di Ganimede (disegno a carboncino su carta - 1532), Fogg Art Museum di Cambridge, Massachusetts

    34 Punizione di Tizio (disegno a carboncino su carta – 1532) Windsor Castle, Royal Library, Londra

    35 Pietà per Vittoria Colonna (disegno a gessetto su carta - 1546), Isabella Stewart Gardner Museum, Bosto

    36 Crocifisso per Vittoria Colonna (disegno a gessetto su carta – 1545 circa),  British Museum, Londra

    37Cristo Giudice (affresco – 1535-1541), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    38 Giudizio Universale (visione complessiva) (affresco – 1535-1541), parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    39 Caronte e i Dannati (affresco – 1535-1541), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano 40 Minosse,  ovvero  ritratto  del  Cerimoniere del Papa (affresco – 1535-1541), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    41 Dannati (affresco – 1535-1541), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    42 Vergine Maria (affresco – 1535-1541) dettaglio dal Giudizio Universale parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    43 Beati (affresco   –   1535-1541), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    44 San Pietro riconsegna le chiavi (affresco – 1545-1550), dettaglio dal Giudizio Universale parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    45 Autoritratto Michelangelo nella pelle del San Bartolomeo scuoiato (affresco – 1545-1550), dettaglio dal Giudizio Universale, parete d’altare della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

    46 Crocefissione di San Pietro (affresco – 1545- 1550), Cappella Paolina, Palazzo Apostolico Vaticano, Città del Vaticano

    47 Conversione di Saulo (affresco – 1545-1550), Cappella Paolina, Palazzo Apostolico Vaticano, Città del Vaticano

    48 Cupola di San Pietro, esterno (direttore dei lavori: 1546 - 1564), Basilica di San Pietro, Città del Vaticano

    49 Cupola di San Pietro, interno (direttore dei lavori: 1546 - 1564), Basilica di San Pietro, Città del Vaticano

    50 Pietà Rondanini (marmo, prima versione 1552- 1553; seconda versione 1555-1564), Museo Pietà Rondanini, Castello Sforzesco, Milano

Letto 1048 volte

Video

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi