Conversazioni Atomiche In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Conversazioni Atomiche è un film di 80 minuti che sperimenta un modello di divulgazione scientifica appassionato e personale: un road  movie in una brillante chiave donchisciottesca dove  lo stesso autore e il suo riluttante scudiero ‐ operatore si intrufolano nella quotidianità di chi non smette mai di farsi domande. Una dichiarazione d’amore alla ricerca italiana che cerca di trasferire alcuni concetti fondanti della fisica di oggi anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno.

     

  • Genere: documentario
  • Regia: Felice Farina
  • Titolo Originale: Conversazioni atomiche
  • Distribuzione: Istituto Luce – Nina Film
  • Produzione: Istituto Luce Cinecittà
  • Data di uscita al cinema: 2018
  • Durata: 84’
  • Sceneggiatura: Nicholas Di Valerio, Felice Farina
  • Montaggio: Fabrizio Campioni
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    Sono da sempre ammalato di scienza, e credo nell’importanza della divulgazione scientifica, perché è importante che si conoscano le domande che la Scienza pone alla Natura. Non amo quei documentari in cui gli scienziati appaiono in fredde interviste dal linguaggio forzatamente semplificato, e dove mirabili apparecchiature rimangono nel mistero del troppo complicato. Allora ho pensato a questo piccolo esperimento, in cui come dice il titolo si conversa, più che teorizzare; e dove si cerca di seguire un metodo per così dire “galileiano”, cioè si osserva e si traggono conclusioni. Ho cercato di fare in modo che chiunque lo finisca di guardare si ritrovi a intuire, almeno nei concetti essenziali, due dei fondamenti della fisica contemporanea che credo oggi debbano essere parte integrante del sapere, non foss’altro  perché  determinano uno sguardo diverso e assai più profondo sulla Natura, e cioè la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica, il cui disaccordo è tuttora irrisolto e centrale. Come guarnizione di un corpo dal contenuto indubbiamente spesso, ho scelto uno stile a me familiare, ma del tutto insolito per un  documentario scientifico. Spero di essere riuscito a dire abbastanza, consapevole che non si può dire tutto.

    Felice Farina

     

    «Conversazioni Atomiche è una dichiarazione d'amore accorata e leggera alla scienza italiana, proposta in un’inusuale forma che fonde la commedia con il documentario». Così il regista Felice Farina descrive il docu‐film con cui esplora le nuove frontiere della fisica attraverso la voce di ricercatori e ricercatrici. «Il film – spiega – è una sorta di road movie nel quale mi affianca riluttante Nicholas Di Valerio nei panni del cine‐operatore‐cavia di una sfida donchisciottesca: rendere comprensibili e affascinanti argomenti come la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno».

    Il film è stato presentato in anteprima al Festival della Scienza di Genova il 1 ottobre e al Trieste Science+Fiction Fest il 4 ottobre. Il lancio in sala è previsto per metà dicembre nelle città di Roma, Firenze e Milano.

    Dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio nazionale del Gran Sasso, dall’interferometro Virgo all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, Farina con la sua telecamera si addentra nei laboratori di ricerca per «raccontare la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita a fare domande». 80 minuti in cui il regista romano compie un viaggio in lungo e in largo per l’Italia e, supportato da un contrappunto inedito di filmati scientifici dell’archivio Luce, ci fa riflettere su quella sfida, tipicamente umana, di andare oltre le colonne d’Ercole «per seguir virtute e canoscenza».

    Le prime conversazioni atomiche si svolgono nell’anello di accumulazione dei Laboratori nazionali di Frascati, dove Catalina Curceanu e Andrea Ghigo illustrano il meticoloso lavoro quotidiano per farlo funzionare e le sfide conoscitive per ampliare e consolidare la nostra conoscenza delle strutture ultime della natura.

    Prosegue sotto il Gran Sasso,nel più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato allo studio delle astroparticelle, dove schermati da 3 chilometri di montagna  vengono  condotti esperimenti  nel silenzio cosmico a caccia della materia oscura.

    Ci si addentra poi nel mondo quantistico con Guglielmo Tino: dal suo laboratorio “MagiaAdvanced” dell’Università di Firenze, dove c’è l’orologio attualmente più preciso al mondo, lo scienziato illustra come con un interferometro atomico e una fontana di atomi si possa testare il principio di equivalenza alla base della teoria della relatività generale di Albert Einstein e misurare la gravità in un sistema quantistico.

    E della gravità Felice Farina conversa con Adalberto Giazotto, scienziato tenace, visionario e lungimirante scomparso lo scorso anno, che ha dedicato la vita alla caccia delle onde gravitazionali e alla realizzazione del grande interferometro Virgo che, insieme a Ligo negli Stati Uniti, è stato protagonista della straordinaria scoperta dei segnali di onde gravitazionali. «Il grande rilevatore di onde gravitazionali si trova nella campagna pisana e lo giriamo in lungo e in largo assieme a Franco Frasconi che ci spiega la brillante idea di Giazotto: neutralizzare il rumore sismico, nemico di qualsiasi misura, attraverso un semplice pendolo inverso» racconta Farina. Che con entusiasmo si confronta con Giovanni Amelino Camelia per fare il punto sia su uno dei problemi irrisolti della fisica contemporanea ‐ come rendere conciliabili i due pilastri su cui si fonda, le due grandi teorie, la relatività generale con la meccanica quantistica – sia sulla sfida che lo vede impegnato, insieme  a un pugno di pionieri in tutto il mondo: scoprire e descrivere la “gravità quantistica”, il Graal della fisica.

    Dopo una notte trascorsa a 2200 metri di quota nell’Osservatorio astronomico di  Campo Imperatore (AQ) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, assieme agli astronomi Andrea di Paola e Alessio Giunta, la conclusione del film è affidata alla conversazione con il neuroscienziato  milanese Marcello Massimini sul tema della coscienza e come misurarla grazie  all’approccio basato sulla teoria dell’Informazione Integrata di Giulio Tononi.

     

    FELICE FARINA – REGISTA

    Ha debuttato come regista cinematografico alla Mostra del Cinema di Venezia con Sembra morto... ma è solo svenuto (1986), a cui sono seguiti tra gli altri Condominio (1991), Bidoni (1997), La fisica dell’acqua (2010), Patria (2015). Ha diretto film per la tv e alcune serie Rai, tra cui Felipe ha gli occhi azzurri (1992) e Nebbia in Val Padana (2001). Ha prodotto e realizzato diversi documentari, e si è occupato a lungo di ricerca e realizzazioni in campo multimediale, artistico e degli effetti visivi. Negli ultimi anni è diventato anche produttore indipendente con la Ninafilm. È attivo nel movimento Centoautori, associazione di autori di cinema e audiovisivo.

    Cinema

    Sembra  morto...  ma  è  solo  svenuto  (1986); Affetti speciali (anche soggetto e sceneggiatura, 1987); Sposi (co‐regia, 1988); Condominio (1991) Ultimo respiro (1992); Bidoni (anche soggetto e sceneggiatura, 1995); La fisica dell'acqua (anche soggetto e sceneggiatura, 2010); Patria (anche soggetto, sceneggiatura e produttore, 2014); Conversazioni atomiche (anche soggetto e sceneggiatura, 2018)

    Televisione               

    Stazione di servizio (1989); Felipe ha gli occhi azzurri (1991); Il caso Bozano (1996); Oscar per due (1998); Nebbia in Val Padana (2000)

    Documentari

    Geo Il lago Trasimeno, TV - I sassi di Matera, TV - Il tratturo, TV - La festa dei serpenti di Cocullo, TV - La festa di Santa Gemma, TV - Il Vesuvio, TV

     

    I protagonisti di Conversazioni atomiche:

    Giovanni Amelino Camelia, Prof. associato di Fisica Teorica Università Federico II, Napoli

    Andrea Ghigo, Responsabile visione acceleratori Infn, Frascati

    Catalina Oana Curceanu, Primo ricercatore Infn, Frascati

    Catia Milardi, Responsabile Scientifico del Complesso di Acceleratori DAFNE,  Infn, Frascati

    Marcello Messina, Commissioning Manager of the XENON1T experiment, Labortori del Gran Sasso, Infn

    Antonella De Ninno, Ricercatore Enea, Frascati

    Guglielmo M. Tino Prof. Ordinario di Fisica Atomica, Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Firenze

    Adalberto Giazotto Dirigente della Ricerca Infn, Pisa

    Franco Frasconi Primo Ricercatore Infn, Pisa

    Andrea Di Paola Astronomo ricercatore Inaf, Roma

    Alessio Giunta Astronomo

    Marcello Massimini Medico neurofisiologo Università Statale, Milano

     

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