Il vizio della speranza In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto.

    Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.

    Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine.

    E’ proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa.

    Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

     

  • Genere: drammatico
  • Regia: Edoardo De Angelis
  • Titolo Originale: Il vizio della speranza
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Produzione: Tramp Limited e O’Groove
  • Data di uscita al cinema: 22 novembre 2018
  • Durata: ‘90
  • Sceneggiatura: Umberto Contarello, Edoardo De Angelis
  • Direttore della Fotografia: Ferran Paredes Rubio
  • Montaggio: Chiara Griziotti
  • Scenografia: Carmine Guarino
  • Costumi: Massimo Cantini Parrini
  • Attori: Pino Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    “A me non mi uccide nessuno”

     

    NOTE DI REGIA

    “ogni anno dal fiume noi rinasciamo”.

    (un tuffatore bosniaco)

     

    Nel fotogramma passato, presente e futuro.

    Nessuna presentazione dei personaggi, nessuna divagazione.

    La storia delle donne e degli uomini è scritta sul corpo: nelle cicatrici il passato, nei gesti il presente, negli occhi il futuro.

    Il corpo è lo strumento principale della narrazione perché la sua materia mobile esprime la trasformazione dei personaggi; è veicolo tematico in quanto mostra la bellezza ferita di essere umani in attesa di qualcosa o qualcuno, disperati attaccati a un’ultima speranza; infine, il corpo esprime la volontà dell’anima di sovvertire l’ordine della disperazione, attraverso la resistenza e, al momento giusto, la ribellione.

    Pensate a un inverno freddo, un tempo in cui tutto attorno a noi sembra morto e accendiamo il fuoco per scaldarci, in attesa che cambi.

    La terra genera, la terra ospita, la terra lascia prosperare e poi sovrasta il corpo morto; il vento soffia sul fuoco e spinge l'acqua del fiume verso la terra, per ravvivarla.

    La vita si ostina a lottare contro la morte: l’arco del mondo si trasforma attraverso la nascita, la morte e la rinascita. Tutto ciò che resta immobile muore. Ciò che si muove vive.

    Per chi ha la forza di resistere, il premio è il miracolo del mondo che nasce.

    Edoardo De Angelis

     

    IL VIZIO DI CASTEL VOLTURNO

    “Castel Volturno, nell'organismo della nazione, è un organo secondario, è la milza d’Italia.

    Un organo secondario, se lo asporti, sopravvivi lo stesso. Eppure, tra i secondari, la milza è l’unico a essere collegato all’organismo attraverso vasi sanguigni, vene e arterie. Inoltre, combatte le infezioni ematiche ed è un buon serbatoio di sangue. Insomma, la puoi pure buttare via se proprio devi ma pensaci bene perché ti serve.

    Castel Volturno è un rifugio di peccatori, donne e uomini in fuga da fame, guerre o semplicemente da fallimenti professionali e personali. Esseri umani in cerca di un luogo dove ricominciare a vivere.

    Vengono qui perché ci sono molte case abbandonate, un controllo blando della legge, un clima buono,  il mare.

    25 mila abitanti regolari, 25 mila irregolari. Due eserciti contrapposti che convivono sull'orlo del conflitto scambiandosi soldi, cose, droga, sesso, figli, qualche tenero abbraccio e antiche malattie.

    Quando non hai i soldi per comprare il pane preghi Dio che ti mandi la manna dal cielo; quando i soldi per il pane ce li hai, preghi per avere da bere, una macchina, una casa e quando hai tutto preghi perché nessuno te lo porti via.

    Il desiderio è un sentimento semplice che genera una faccenda complessa e viziosa come la speranza. Per molti è la resa definitiva, per qualcuno è la pietra miliare della salvezza”.

    Edoardo De Angelis

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

    1) Maria vive con la madre a Castel Volturno vicino al fiume dello stesso nome non dove esso nasce limpido e pulito ma nei luoghi in cui, dopo una lunga strada, è sporco, triste e pieno di rifiuti. Per ordine della madre Maria fa la traghettatrice. Chi traghetta da dove a dove e perché?

    2) Nel lavoro che Maria compie per la madre sono coinvolte, soprattutto, prostitute perché il compito dell’anziana donna è farle abortire di un figlio non voluto o convincerle di tenerlo fino alla nascita per venderlo?

    3) Il titolo del film “Il vizio della speranza (vizio della speranza, quasi un ossimoro) ci narra di Maria che, in questo sordido lavoro, mantiene in sé, forse non comprendendo bene all’inizio della storia, un cuore che vorrebbe essere pulito o che ella sente pulito almeno in parte e nonostante tutto?

    4) Maria da piccola ha subito violenza e dopo è stata abbandonata nell’acqua del fiume. Sarebbe morta se un pescatore non l’avesse salvata. La figura di questo pescatore riappare nella vita di Lucia in un altro momento tragico per la ragazza. Quando?

    5) Maria lavora anche per un’altra donna che è a capo di un gruppo di miserabili che delinquono, a livello infimo, secondo i suoi ordini. Questa donna-capo brutta, stanca di mezz’età, non è forse l’archetipo del matriarcato tipicamente meridionale che, a poco a poco, si è diffuso in Italia partendo dal sud del nostro paese?

    6) Maria, afferma De Angelis in un’intervista, conserva il suo margine di purezza in quel mondo abbrutito dal male e dalla disperazione perché vive “con l’animo scisso tra dolore e sogno”. E questo sogno che dà alla ragazza la forza di guardare al di là dell’universo in cui vive?

    7) Maria come è stato già scritto nella domanda 3 conserva in sé una certa purezza nonostante i traffici malavitosi in cui è coinvolta. Quando questa purezza per tanto tempo dentro di lei, le dà la consapevolezza della possibilità di una reazione?

    8) Nel film in cui protagoniste sono donne (Maria, la madre, la “capo”) mancano gli uomini o come compagni o come sostegno. In effetti, essi non sono, in “Il vizio della speranza”, protagonisti ma il mondo maschile si muove accanto alle figure femminili solamente in maniera inutile o schiavizzate e dannose per sé e per gli altri. E’ stata questa una scelta del regista che con Umberto Contarello ne ha scritto anche la sceneggiatura per farne risaltare le protagoniste oppure Edoardo De Angelis e Contarello hanno voluto conoscere bene la zona da cui il regista stesso proviene in cui è ambientato il film per evidenziare una realtà vivente e vissuta?

    9) Quando anche Alba la mamma di Maria comincia a guardare dentro se stesso per trovare un qualcosa chel e faccia comprendere quanto sia ingiusto e malsano quel suo lavoro di “procacciatrice” di angeli e di bimbi da vendere?

    10) E’ zi’ Marì che organizza le vendite dei fanciulli (come, del resto tutto ciò che si muove intorno a lei ma stranamente, nel suo egoismo, ha pena di Lucia accusandone la madre di essere troppo debole con la figlia e di adoperarla senza mostrarle affetto. Allora anche zi’ Marì ha un cuore?

    11) Edoardo De Angelis sempre in un’intervista dice che “il suo film parte in senso realistico per sfociare in un’epifania magica in una sintesi non disordinata di cuore e corpo, più profonda della realtà: la verità. Siete d’accordo con lui?

    12) La verità, nel film, è esclusivamente una verità femminile, narrando di donne che riescono a sopravvivere in un universo strano, misero, doloroso e crudele al punto che una di loro riesce a venirne fuori grazia a un vizio, come afferma il regista, quello della speranza. E’ giusta, secondo voi, questa osservazione?

    13) Ma se una si salva in nome di una speranza che pensava di non avere nel cuore se non come sogno, quel mondo da cui “riesce a sbocciare” afferma De Angelis c’è e rimane con il suo dolore la sua disperazione e la sua regola che debbono essere rispettate per una sopravvivenza malata e sofferta. Dopo aver visto il film siete d’accordo con questa osservazione del suo autore?

    14) Il film termina con Lucia che culla un bambino fra le braccia, è il suo bimbo e lei sembra serena. Eppure, ancora una volta, ha dovuto subire una violenza. Chi l’ha salvata?

    15) E ora dove vive Lucia?

     

     

     

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