Euforia In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Matteo (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Suo fratello Ettore (Valerio Mastandrea) vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati e insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per non sbagliare si è sempre tenuto un passo indietro, nell’ombra.

    Sono due persone all’apparenza lontanissime. La vita però li obbliga a riavvicinarsi e una situazione difficile diventa per i due fratelli l’occasione per conoscersi e scoprirsi, in un vortice di fragilità ed euforia.

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Valeria Golino
  • Titolo Originale: Euforia
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: HT Film e Indigo Film con Rai Cinema
  • Data di uscita al cinema: 25 ottobre 2018
  • Durata: 115’
  • Sceneggiatura: Francesca Marciano, Valia Santella, Valeria Golino, Walter Siti
  • Direttore della Fotografia: Gergely Poharnok
  • Montaggio: Giogiò Franchini
  • Scenografia: Luca Merlini
  • Costumi: Maria Rita Barbera
  • Attori: Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, Jasmine Trinca, Andrea Germani, Marzia Ubaldi
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    Euforia è quella sensazione bella e pericolosa che coglie i subacquei a grandi profondità: sentirsi pienamente felici e totalmente liberi. È la sensazione a cui deve seguire l’immediata decisione della risalita prima che sia troppo tardi, prima di perdersi per sempre in profondità.

    Matteo ed Ettore, sono due uomini che hanno deciso in qualche modo di perdersi. Matteo guarda il mondo dall’alto del suo attico. È un narcisista che coltiva la distrazione e lo fa con il denaro, la droga, il sesso, il successo e il culto del corpo.

    Ettore, invece, nasconde i propri fallimenti personali, la propria insoddisfazione, la mancanza di coraggio dietro una maschera di disillusione e sarcasmo.

    Le loro reciproche certezze entrano in crisi quando Matteo scopre che il fratello è malato e decide di nascondergli la verità. Mentre Ettore sceglie di lasciarsi andare, di farsi guidare, di credere al fratello e alla sua hybris che lo spinge a pensare di poter controllare, vincere ogni cosa. Ispirandomi a fatti accaduti a persone a me care, mi sono avvicinata, insieme alle sceneggiatrici Francesca Marciano, Valia Santella e con la collaborazione di Walter Siti, a questa storia come ad un oggetto fragile e prezioso, nel tentativo di tratteggiare, insieme ai protagonisti, anche la nostra contemporaneità.    Un presente che sembra negare, rimuovere costantemente la transitorietà e irrazionalità proprie della condizione umana, spingendoci illusoriamente a credere di avere il controllo assoluto sulle nostre vite, sui nostri corpi, di poter vincere il tempo, fuggire il dolore.

    La malattia è, invece, proprio il luogo della fragilità, della caducità, ci mette di fronte ai limiti della nostra esperienza umana ma anche a quanto di più profondo e prezioso essa custodisce. E in questo senso porta i protagonisti a fare i conti con le proprie ipocrisie e a riconoscersi. Ettore e Matteo scelgono di non rimandare più il momento della consapevolezza, scelgono di tornare in superficie.

     

     

    EUFORIA A CANNES

    A Cannes il film EUFORIA è stato accolto in una sezione chiamata "Un certo sguardo" forse perché vuole forgiarsi di opere dotate di una personalissima e originale visione del mondo. E parte da persone incontrate in momenti difficili e dolorosi, e da una parolina - "euforia" - che secondo il Dizionario della Lingua Italiana indica "una sensazione di ottimismo e di contentezza", una specie di "esaltazione, o di ebbrezza, dovuta una buona condizione psicofisica o all’assunzione di farmaci, droghe, alcool".

    Nel caso di Matteo che da Nepi è andato a Roma dove ha comprato una casa con vista sui tetti nella quale vive liberamente la propria scelta omosessuale, è un imprinting, una leggerezza mista a sensibilità, quell'illogica allegria di cui cantava Giorgio Gaber e la convinzione un po’ infantile che la vita sia un eterno compleanno, il compleanno di tutti gli amici e di tutti i parenti, da ricoprire di regali e soffocare di abbracci. Matteo è genio e sregolatezza, e qualche striscia di cocaina e la giusta frivolezza. Matteo, poi, è paura della morte (e della malattia), quella morte che l'attrice dalla voce roca e i profondissimi occhi blu ha già raccontato in Miele sbattendocela in faccia e narrando la consapevole scelta da parte di malati, e perfino individui sani, di abbracciarla con sollievo dopo un'iniezione, una "punturina" che ci stordisce fino a farci "accomodare" in un sonno eterno. In Euforia, invece, il diritto ad accomiatarsi dalla vita non può essere esercitato da chi corre il rischio di abbandonarla, perché la decisione spetta, arbitrariamente, ad altri: a Matteo, appunto, che proteggendo suo fratello Ettore dalla verità prova a salvare anche se stesso, o almeno ci prova, mentre tenta di recuperare un rapporto irrisolto con un uomo schivo e integro che è esattamente il contrario di lui, e che, al contrario di lui che ha chiesto l’anestesia totale per un intervento di estetica ai polpacci, in sala operatoria chissà se ci potrà entrare.

     

    LA REGISTA  E  GLI  INTERPRETI

    Sono come il giorno e la notte Matteo in giacca e cravatta ed Ettore con la faccia appesa e la tuta da ginnastica, e l'aria di chi vuole sempre rimanere un passo indietro, per non uscire dal cono d'ombra dell'anonimato e di una vita di provincia che in qualche modo ha un che di rassicurante. Euforia gioca su questo contrasto, ma, con umiltà e gentilezza, e con i modi di "un dramma dalla superficie buffa" (cit.), lascia che i due personaggi si scambino un po’ la pelle e i ruoli, e che cerchino di capire l'uno il mondo dell'altro, trovandosi uniti e quasi gemelli nel ricordo di un'infanzia trascorsa a imitare Stanlio e Ollio o in quel cameratismo franco e divertente che è prerogativa esclusivamente maschile. Che sia una donna costruirci sopra un film è bellissimo, anche se c’è tanto di Scamarcio-uomo e Mastandrea uomo (e attore) in Euforia. Ci sono il rigore e l’ironia "seriosa" del secondo e la profondità e l'intensità del primo, che in ogni inquadratura restituisce attraverso lo sguardo, o un impercettibile movimento del viso, quel forte sentimento di cui è stato oggetto per lunghi anni. Perché Euforia, diciamocelo, è anche un atto d'amore di un essere umano nei confronti di un altro essere umano, e come Sam Mendes con Kate Winslet per Revolutionary Road, o come hanno fatto Rossellini con la Bergman e Polanskicon la Seigner, qui la Golino regista celebra il talento di un attore che probabilmente considera ancora la persona a cui tiene di più e che non può che toccare il punto più alto della propria carriera. 

    Con Riccardo e con Valerio, Valeria spinge il pedale della delicatezza e dell'attenzione di chi maneggia un oggetto fragile e prezioso, e del rispetto, il rispetto per la fede, e per chi nella fede trova una risposta e una consolazione. I suoi fratelli ci provano a improvvisarsi credenti, e vanno perfino a Medjugorj, dove però la Madonna non si mostra, perché il giorno nel quale normalmente appare è appena passato, e allora Ettore e Matteo tornano complici e ci ridono un po’ su, e ci ridiamo su anche noi, che però ci rendiamo conto che questa parte on the road spezza il ritmo di Euforia, che talvolta inciampa, ma poi sempre si rialza e riprendere a vorticare, per esempio quando fra l'imprenditore e il maestro delle medie è litigio e frizione, o quando Ettore prova a vedere come ci si senta a usare la carta di credito per comprarsi un inutile orologio, o quando Matteo smette di trattare Ettore con eccessiva cautela facendosi aiutare in una questione amorosa. Che sia un pregio o un difetto, il film dimentica anche di spiegarci per benino come mai i due protagonisti si siano tantoì allontanati in passato, però va bene così, perché solo in Dawson’s Creek o dallo psicologo o in certi film italiani che non hanno molto da dire si sviscerano rapporti e personaggi non lasciando nulla all’immaginazione. Euforia, invece, vuole essere spontaneo e imperfetto come la vita stessa, una vita che va vissuta come viene: fischiando a tavola, ballando in terrazza, andando a pranzo al mare.

     

    HT FILM

    HT Film è la nuova avventura produttiva di Viola Prestieri che dopo una carriera di organizzatrice e produttrice esecutiva con la Indigo Film e altre società di rilevanza internazionale (ha lavorato fra gli altri con Paolo Sorrentino, Luca Guadagnino e Gabriele Salvatores) produce nel 2013 il suo primo film con la società Buena Onda. Si tratta di Miele, esordio alla regia di Valeria Golino, presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Nel 2015 produce Per Amor Vostro di Giuseppe Gaudino, selezionato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e premiato con la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile a Valeria Golino.

    Nel 2016 è di nuovo a Cannes, sempre ad Un Certain Regard, con Pericle il nero di Stefano Mordini. Nel 2017 produce il documentario Julian Schnabel: A Private Portrait di Pappi Corsicato presentato al Tribeca Film Festival. Nello stesso anno Viola Prestieri produce con HT FILM, insieme a Indigo Film, Fortunata di Sergio Castellitto. Il film partecipa al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard che premia l’attrice protagonista Jasmine Trinca per la migliore interpretazione.

     

    INDIGO FILM

    La Indigo Film è una società cinematografica fondata da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori.

    Nel 2001 produce il film lungometraggio L’uomo in più, opera prima di Paolo Sorrentino, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra il 2003 e il 2006 realizza Le conseguenze dell’amore e L’amico di famiglia, secondo e terzo film di Paolo Sorrentino, entrambi presentati in concorso al Festival di Cannes. Nel 2004 produce Apnea, opera prima di Roberto Dordit. Il film, distribuito dall’Istituto Luce, con il sostegno della CGIL, esce in sala nel 2007. Nel 2005 realizza La guerra di Mario di Antonio Capuano, in concorso al Festival di Locarno. Nel 2007 la Indigo Film è presente alla Mostra del Cinema di Venezia con tre produzioni: i documentari Il passaggio della linea di Pietro Marcello, Bianciardi! di Massimo Coppola e il film La ragazza del lago, opera prima di Andrea Molaioli, selezionato dalla Settimana Internazionale della Critica. Il film ha conseguito numerosi riconoscimenti tra cui 10 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e 4 Ciak d’oro. Nel 2008 la Indigo Film produce con Lucky Red Il divo di Paolo Sorrentino, presentato al 61° Festival Internazionale di Cannes, dove ottiene il Premio della Giuria e il Prix Vulcain. Il film si aggiudica, tra gli altri premi, 7 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 3 Ciak d’Oro. Nel 2009 viene presentato alla Mostra del Cinema di Venezia La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi. Ksenia Rappoport, protagonista del film insieme a Filippo Timi, ottiene la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile. Sempre nel 2009 viene prodotto La bocca del lupo di Pietro Marcello, premiato al Torino Film Festival come Miglior Film e al Festival di Berlino nella sezione Forum con il Premio Caligari ed il Teddy Award. Il documentario ha successivamente ottenuto il David di Donatello ed il Nastro d’Argento. Nel 2010 la Indigo Film produce Hai paura del buio, opera prima di Massimo Coppola, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, all’interno della Settimana Internazionale della Critica. Nel 2011 realizza il film documentario Questa storia qua, sulla vita di Vasco Rossi, evento speciale alla 68. Mostra del Cinema di Venezia; Ulidi piccola mia, opera prima di Mateo Zoni, in concorso al Festival di Torino e Napoli 24, film collettivo che racconta la città di Napoli attraverso 24 cortometraggi firmati da altrettanti registi partenopei. Nello stesso anno produce Il gioiellino, opera seconda di Andrea Molaioli con Toni Servillo e Remo Girone, e, insieme a Lucky Red, This Must Be The Place di Paolo Sorrentino, con Sean Penn e Frances McDormand. In concorso al 64° Festival di Cannes, il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui 6 David di Donatello, 3 Nastri d’Argento e 4 Ciak d’oro. Sempre nel 2011, la Indigo Film produce l’opera prima di Ivan Cotroneo La kryptonite nella borsa, presentato in concorso al Festival di Roma. Nel 2012 presenta alla Mostra del Cinema di Venezia il documentario di Daniele Vicari, La nave dolce, che ottiene il Premio Pasinetti. Nel 2013 la Indigo Film ha prodotto il documentario Slow food story di Stefano Sardo presentato al Festival di Berlino, il film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente, Una mamma imperfetta, serie web/TV di Ivan Cotroneo seguita dal film Il Natale della mamma imperfetta e La grande bellezza di Paolo Sorrentino. La grande bellezza, presentato in concorso al 66° Festival di Cannes, ha vinto nel 2014 l’Oscar® e il Golden Globe® come Miglior Film Straniero. Ha ottenuto anche 4 European Film Award, tra cui Miglior Film e Miglior Regista, il BAFTA come Miglior Film Straniero, 9 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 8 Ciak d’Oro. Sempre nel 2014 la Indigo Film produce Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores che vince l'European Young Audience Award come Miglior Film Europeo per ragazzi. 

    Nel 2015 Indigo Film presenta in concorso al Festival di Cannes Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda. Vincitore di tre EFA: Miglior Film Europeo, Miglior Regia, Miglior Attore protagonista, il film è stato candidato ai Golden Globes per la Miglior Attrice non protagonista e la Miglior Canzone e agli Oscar per la Miglior Canzone.

    Nello stesso anno Indigo Film presenta al Festival di Locarno il documentario di Massimo Coppola Romeo e Giulietta premiato al Festival Italiano di Madrid come Miglior documentario mentre l'opera prima L'attesa di Piero Messina viene presentata in Concorso al Festival di Venezia. Il film interpretato da Juliette Binoche e Lou de Laâge partecipa a numerosi festival internazionali tra cui il Toronto Intl. Film Fest., il BFI Intl Film Fest, il Busan Intl. Film Fest. Sempre nel 2015 esce Io e lei di Maria Sole Tognazzi con Margherita Buy e Sabrina Ferilli. Nel marzo del 2016 arriva nelle sale Un bacio di Ivan Cotroneo, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Cotroneo che darà vita al progetto Un bacio Experience per la lotta contro il bullismo.

    Nel 2017 Indigo Film presenta al Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard, Fortunata di Sergio Castellitto che riceve il Premio per la Miglior Interpretazione assegnato a Jasmine Trinca, mentre Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, è il film d’apertura della Semaine de la Critique. Nel 2018 Indigo Film porta in sala Il ragazzo invisibile 2 di Gabriele Salvatores, Metti la nonna in freezer di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, l’opera prima Succede di Francesca Mazzoleni. Il 24 aprile è uscito in sala Loro 1 seguito il 10 maggio da Loro 2 di Paolo Sorrentino.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

     

    1) Valeria Golino, nelle sue “Note di Regia”, sostiene che la trama del suo film è legata alla storia di due fratelli che hanno deciso di perdersi, ognuno con la sua vita profondamente diversa da quella dell’altro. Forse … all’inizio del film ma poi ….

    2) Matteo è un industriale che vive di successi; ama il suo corpo, lo cura e, talvolta, si serve della droga per raggiungere sue personali e intime soddisfazioni. Nicola invece è insoddisfatto della vita che vive ed è rimasto nel paese dove entrambi i fratelli sono nati. E’ triste, dolorosamente sarcastico riguardo a tutto quello che lo circonda e al suo sarcasmo non sfugge anche Matteo. 

    Però, pur se in mezzo a questi comportamenti e a queste vite tanto diverse, i due fratelli, anche non accettandosi così come sono e vivono, si vogliono bene?

    3) Matteo ascolta, ridendo, tutto quello che gli dice Ettore: su come viva, su quello che scelga di fare, sui suoi rapporti con gli altri. Ma, secondo voi, c’è invidia e c’è una sottile crudeltà nelle parole con cui Nicola, quando si incontrano, attacca, dolorosamente ridendo, Matteo?

    4) Matteo non sopporta ma accetta le parole di Nicola, perché egli, essendo contento della sua vita, vorrebbe che tutti, soprattutto il fratello, imparassero a non essere infelici. Matteo è più buono o più superficiale, perché nella sua mente, se tutti stessero bene starebbe bene anche lui?

    5) Ma è Matteo, il superficialone cui tocca il più duro momento nella vita, quando viene a sapere un qualcosa che riguarda una malattia di Nicola. Qual è l’atteggiamento che Matteo prende nei confronti del fratello?

    6) Cosa fa Matteo, quando ha notizia della grave malattia di Ettore? Affronta il fratello con quanta più delicatezza possibile e glielo dice o tace?

    7) E se Matteo tace lo fa per non dare un dolore a Nicola o per non aumentare altro dolore al suo?

    8) Matteo, nella sua sofferenza interiore, si avvicina, sempre di più, a Nicola e Nicola, cosciente che, nel suo corpo, ci sia qualcosa che non vada, si avvicina, anzi si appoggia, a quel fratello che aveva sempre giudicato incapace di aiutare alcuno. E’ per loro un ritrovarsi pur nel dolore?

    9) I due fratelli così si avvicinano e, avendo poca differenza di età fra loro, riscoprono la loro fanciullezza, scherzano, ridono, come quando erano bambini ma l’ombra nera che li avvolge è sempre accanto a loro, soprattutto a Matteo che ha nel cuore un segreto che pensa che Nicola non abbia compreso?

    10) Ma è lo stesso male di Nicola che porta i due fratelli, l’uno di fronte all’altro e di fronte a una verità che forse Nicola ha già accettato ma che Matteo rifiuta, pur facendo per il fratello tutto quello che è possibile fare. 

    Valeria Golino, l’autrice del film, dice che, nelle sue “Note di regia” che è proprio la malattia che pone tutti, l’uno di fronte all’altro, senza ipocrisie, riconoscendosi per ciò che sono, per l’affetto che li può unire, per il dolore di una separazione che va, comunque, accettata pur nel dolore. 

    Siete d’accordo su ciò che dice la Signora Golino oppure vi sentireste capaci ad accettare l’inaccettabile?

    11) Il titolo del film “Euforia” si riferisce a quel momento particolare in cui scesi nella profondità del mare, ci si rende conto che calandosi ancora di pochissimo, si può correre il rischio di morire. Il rischio, il piacere del rischio, vissuto nelle profondità marine è per chi l’ha vissuto un momento bellissimo: vuol dire che abbiamo in mano la nostra vita e in un battito di secondo possiamo perderla.

    E’ un momento pericoloso e meraviglioso che ci rende euforici perché padroni, mai come mai, di noi stessi e quando risaliamo, l’euforia dell’essere quello che, per un attimo, siamo stati, ci lascia, ci abbandona e ritorniamo ciò che siamo.

    E’ giusto secondo voi il titolo del film legato alla esperienza vissuta di chi scrive e di cui parla Valeria Golino?

    12) Quando Matteo e Nicola che sanno di essere in procinto di separarsi per sempre, vivono un momento di euforia simile a quello che, pur per motivi diversissimi, vi abbiamo narrato nella domanda precedente?

     

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