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  • Sinossi:

     

    Nel novembre del 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei nel ghetto di Varsavia. Un gruppo segreto composto da giornalisti, ricercatori e capi della comunità, guidato dallo storico Emanuel Ringelblum e conosciuto con il nome in codice Oyneg Shabes (“La gioia del Sabato” in yiddish), decise di combattere le menzogne e la propaganda dei feroci oppressori con carta e penna anziché con le armi e con la violenza.

    Oyneg Shabes ha raccontato la vita nel ghetto dal punto di vista ebraico. Ha commissionato diari, saggi, storielle, poesie e canzoni e ha documentato le atrocità naziste con testimonianze oculari riuscendo a far arrivare sino a Londra i terribili resoconti sugli stermini realizzati dai tedeschi. Poi, mentre i treni deportavano la popolazione verso le camere a gas di Treblinka e il ghetto veniva distrutto dalle fiamme, i membri di Oyneg Shabes riuscirono a seppellire 60.000 pagine di documenti nella speranza che l'archivio sopravvivesse alla guerra e alla loro stessa fine.

    Ora, per la prima volta, la storia di Emanuel Ringelblum e dell'archivio di Oyneg Shabes è raccontata in un film documentario che intreccia immagini dei testi d’archivio con nuove interviste e rari filmati arricchiti da ricostruzioni storiche che permettono allo spettatore di essere trasportato all'interno del Ghetto e delle vite di quei coraggiosi combattenti della resistenza.

    Attraverso le voci della tre volte nominata agli oscar Joan Allen e del premio Oscar Adrian Brody, il film rende omaggio alla determinazione che ha permesso ai membri di Oyneg Shabes di creare la più grande raccolta di testimonianze oculari in grado di sopravvivere alla guerra. Il documentario segue i loro momenti di speranza, angoscia, disperazione e rabbia sia verso i loro compagni ebrei sia nei confronti degli oppressori nazisti. Cattura il loro umorismo, il desiderio, la fame e la loro determinazione di mantenere la propria umanità di fronte a difficoltà indicibili. E alla fine, attraverso le loro voci, azioni ed esperienze, Who Will Write Our History sconfigge coloro che distorcono e disumanizzano l’"altro" in favore di coloro che si alzano, combattono e, come scrive un membro di Oyneg Shabes, "urlano la verità al mondo".

     

     

  • Genere: documentaristico
  • Regia: Roberta Grossman
  • Titolo Originale: Who will write our history
  • Distribuzione: Wanted
  • Produzione: Roberta Grossman
  • Data di uscita al cinema: 27 gennaio 2019
  • Durata: 95’
  • Sceneggiatura: Roberta Grossman
  • Direttore della Fotografia: Dyanna Taylor
  • Montaggio: Chris Callister, Ondine Rarey
  • Scenografia: Frank Gambpel, Marek Warszewski
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    Quale parte della storia diventa racconto ufficiale? I racconti di chi eleviamo a "verità" e quali invece vengono ignorati o addirittura sepolti? Che cos'è reale e che cos'è falso? Nel 2018, sono queste le domande più importanti. Lo erano anche per un coraggioso gruppo di combattenti della resistenza imprigionati nel ghetto di Varsavia durante la Seconda guerra mondiale. Quando sono venuta a conoscenza di questo gruppo segreto di giornalisti, studiosi e storici, ho capito che avrei dovuto fare un film su di loro. La loro storia, catturata in Who Will Write Our History è, secondo me, la più importante storia sconosciuta dell'Olocausto.

    Creato e guidato dallo storico polacco Emanuel Ringelblum, l'Oyneg Shabes era un'organizzazione di oltre 60 persone impegnate nella resistenza spirituale contro i nazisti, che combatté l'odio, le bugie e la propaganda con carta e penna. Hanno scritto e commissionato diari, saggi, storielle, poesie e canzoni. Hanno anche raccolto qualsiasi oggetto avrebbe potuto aiutare i futuri storici a raccontare quanto accaduto nel Ghetto dal punto di vista ebraico. Alla vigilia dell'insurrezione del ghetto di Varsavia, i membri di Oyneg Shabes hanno sepolto 60.000 pagine di documenti nella speranza che l'archivio sopravvivesse a loro, per "urlare la verità al mondo".

    L'importanza di questa storia ha attirato verso il progetto persone di notevole talento. Innanzitutto, lo storico Samuel D. Kassow, il cui libro Who Will Write Our History? descrive nei dettagli la creazione dell'archivio segreto del Ghetto di Varsavia. Sin dall'inizio, Sam è stato il mio consigliere e partner. Si è quindi aggiunta Nancy Spielberg con cui frequentemente collaboro, che ha nel suo DNA un magistrale istinto per la narrazione. Studiosi di fama mondiale in Polonia, Stati Uniti e Israele hanno fornito consigli sulla sceneggiatura. L'attrice Joan Allen, nominata tre volte agli oscar, e Adrien Brody, vincitore di un oscar, hanno prestato la loro voce ai due protagonisti del film. Il documentario è una co-produzione tra la statunitense Katahdin Productions e la società polacca Match&Spark, che ha coinvolto attori, scenografi e troupe per cinque settimane di riprese in Polonia.

    Allo scopo di rendere la sceneggiatura storicamente precisa, il team addetto alle scenografie ha lavorato sei mesi con gli studiosi prima di iniziare le riprese. Questo processo ha fatto sì che ogni penna, laccio da scarpe e colore delle pareti fosse perfetto per l'epoca. Le parole pronunciate nel film dagli attori provengono direttamente dalla trascrizione dell'archivio Oyneg Shabes e/o, nel caso della narratrice del film, Rachel Auerbach, dai suoi scritti del dopoguerra. Come succedeva alle persone reali dell’epoca, nel film gli attori passano liberamente dalla lingua yiddish a quella polacca.

    Nel tentativo di evitare qualsiasi elemento che avrebbe potuto ingannare il pubblico, nel film in talune circostanze gli attori vengono ripresi su un fondale green screen con filmati d'archivio. Qui, l'obiettivo è quello di far rivivere il passato, contemperandolo con gli elevati standard di veridicità di un documentario. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo unito riprese d'archivio e teatrali, attingendo dagli strumenti della narrazione drammatica. Pur essendo pienamente consapevole della complessità di queste tecniche, ho optato per questi strumenti visivi perché Who Will Write Our History racconta la storia di un luogo che non esiste più (il ghetto di Varsavia), di persone morte da tempo e di un periodo storico registrato soprattutto su pellicola in bianco e nero e principalmente da fotografi e cameraman della propaganda nazista. Voglio che la gente non soltanto impari qualcosa dal film, ma anche che sia coinvolta e resti profondamente commossa.

    Nel 1999, tre collezioni di documenti provenienti dalla Polonia sono state inserite nel Registro della Memoria del Mondo dell'UNESCO: i capolavori di Chopin, le opere scientifiche di Copernico e l'Archivio di Oyneg Shabes. Gli storici concordano sul fatto che quest’ultimo è la più ricca fonte di racconti di testimoni oculari sopravvissuti all'Olocausto. Nonostante la sua importanza, l'archivio rimane per lo più sconosciuto al di fuori degli ambienti accademici. La mia speranza è che Who Will Write Our History cambierà tutto ciò nel modo in cui solo un film può fare, rendendo la storia accessibile a milioni di persone in tutto il mondo.

     

    BIOGRAFIE

     

    ROBERTA GROSSMAN (sceneggiatrice, regista e produttrice)

    Regista pluripremiata con la passione per la storia e la giustizia sociale, Roberta Grossman ha scritto, diretto e prodotto più di 40 ore di cinema e televisione. I suoi lavori sono legati da un unico filo rosso: raccontano storie di persone comuni che realizzano gesti straordinari in nome della giustizia.

    Nella sua ultraventennale carriera come regista ha diretto numerosi film per la televisione e il cinema. Nel 2008 ha firmato la regia di Blessed Is the Match: The Life and Death of Hannah Senesh, la storia di una poetessa ungherese catturata dai Nazisti mentre cercava di salvare gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Il film è stato selezionato per gli Academy Award e ha vinto numerosi festival. Nel 2012 ha girato Hava Nagila (The Movie), la storia musicale di come la canzone ebrea Hava Nagila divenne la colonna sonora della vita ebraica. Nel 2014 ha diretto il pluripremiato Above and Beyond per la produttrice Nancy Spielberg, sull'avventurosa ed eroica storia della nascita dell'aviazione con la stella di David allorquando, nel 1948, numerosi piloti volontari giunsero in Palestina per aiutare e proteggere il neonato Stato di Israele.

    Nel 2018, Grossman ha anche co-diretto e prodotto il documentario originale di Netflix, Seeing Allred, sull'avvocato per i diritti delle donne Gloria Allred, in concorso al Sundance Film Festival 2018 e descritto come “il compagno perfetto del movimento #MeToo” (Variety).

    A partire dalla metà degli anni Novanta, numerosissime sono le produzioni di Roberta Grossman sia per la televisione, sia per il cinema. Tra le prime esperienze si ricorda quella della importante serie televisiva per la CBS sui nativi americani, 500 Nations, di cui fu anche co-sceneggiatrice, sino ad arrivare ai più recenti progetti Dorothea Lange: Grab a Hunk of Lightning (2014) e On the Map (2016).

     

    NANCY SPIELBERG (Produttore Esecutivo)

    Cresciuta nel mondo del cinema lavorando ai primi film del fratello, ha frequentato l'Arizona State University e la UCLA e, dopo essersi trasferita a New York nel 1978, ha studiato cinema al Sarah Lawrence College e alla New School. Imprenditrice e filantropa di successo, ha rivolto le sue energie e i suoi talenti alla produzione di documentari e lungometraggi. Una delle sue priorità è aiutare a conservare le storie e a trasformarle in strumenti educativi a beneficio delle giovani generazioni.

    È stata consulente per il documentario vincitore di un premio Oscar, Chernobyl Heart, e ha prodotto Above and Beyond, vincitore del premio del pubblico in più di venti festival cinematografici. Produttore esecutivo del documentario On the Map, per la regia di Dani Menkin, pluripremiato in tutto il mondo.

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