La Favorita In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

     

    Primi anni del XVIII secolo. L’Inghilterra è in guerra contro la Francia. Ciò nonostante, le corse delle anatre e il consumo di ananas vanno per la maggiore. Una fragile regina Anna (Olivia Colman) siede sul trono mentre l’amica intima Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz) governa il paese in sua vece e, al tempo stesso, si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l’affascinante Abigail Masham (Emma Stone) arriva a corte, si fa benvolere da Sarah, che la prende sotto la sua ala protettiva. Per Abigail è l’occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende. Mentre gli impegni politici legati alla guerra richiedono a Sarah un maggiore dispendio di tempo, Abigail si insinua nella breccia lasciata aperta, diventando la confidente della sovrana. Grazie all’amicizia sempre più stretta con Anna, Abigail ha la possibilità di realizzare tutte le sue ambizioni e non  permetterà a niente e a nessuno – donna, uomo, politica, coniglio – di intralciarle la strada.

    La Fox Searchlight Pictures, la Film4 e la Waypoint Entertainment presentano una produzione Element Pictures / Scarlet Films: LA FAVORITA di Yorgos Lanthimos. Diretto da Yorgos Lanthimos e basato su una sceneggiatura di Deborah Davis e Tony McNamara, il film è interpretato da Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, oltre a Nicholas Hoult, Joe Alwyn e Mark Gatiss. I produttori sono Ceci Dempsey della Scarlet Films e Ed Guiney della Element Pictures, insieme a Yorgos Lanthimos e Lee Magiday. I produttori esecutivi sono Andrew Lowe per la Element Pictures, Daniel Battsek e Rose Garnett per la Film4, Ken Kao e Josh Rosenbaum per la Waypoint Entertainment, Tony McNamara e Deborah Davis. Il team dei realizzatori comprende il direttore della fotografia Robbie Ryan, l’ideatrice dei costumi Sandy Powell, la scenografa Fiona Crombie, Yorgos Mavropsaridis al montaggio e Nadia Stacey al trucco e acconciature.

     

    “Quando realizzi un film ambientato in un’altra epoca, è sempre interessante vedere come si relaziona con i nostri tempi – e ti rendi conto di quante poche cose siano cambiate, a parte gli abiti e il fatto che oggi abbiamo l’energia elettrica o internet. Sono tantissime le analogie a livello di comportamenti, società e potere”

    Yorgos Lanthimos

     

    Lo scenario de LA FAVORITA prende spunto da una storia vera, ambientata nel mondo velato della regina Anna (Olivia Colman), l’ultima (e storicamente meno nota) discendente della casa regnante britannica degli Stuart. Sebbene Anna soffrisse di gotta, fosse timida e non godesse di particolare considerazione, durante il suo regno la Gran Bretagna si affermò come potenza globale. Attraverso le intricate relazioni della sovrana con due donne scaltre e ambiziose — Lady Sarah (Rachel Weisz), l’amica di tutta una vita e consigliera politica, e Abigail (Emma Stone), la cugina povera di Sarah che si rivela un’arrampicatrice sociale – il film si immerge in un vortice di manipolazioni ed emozioni che definiscono il termine “intrighi di palazzo”.

     

  • Genere: Storico, drammatico
  • Regia: Yorgos Lanthimos
  • Titolo Originale: The favourite
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Produzione: Element Pictures, Film 4 Production
  • Data di uscita al cinema: 24 gennaio 2019
  • Durata: 120’
  • Sceneggiatura: Deborah David e Tony McNamara
  • Direttore della Fotografia: Robbie Ryan Bsc
  • Montaggio: Yorgos Mavropsaridis, ACE
  • Scenografia: Fiona Crombie
  • Costumi: Sandy Powell
  • Attori: Olivia Colmar, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, James Smith
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    LA FAVORITA è il primo film in costume del regista Yorgos Lanthimos ed è ambientato nel XVIII secolo, nel mondo oltraggiosamente aristocratico della casa regnante. È la storia cupa ma anche comica di tre donne dal temperamento dominante che brigano spudoratamente per ottenere amore, favori e potere – una realtà dal sapore molto contemporaneo.

    Il film crea un proprio universo vivido, in cui Lanthimos gioca liberamente con gli eventi esterni per delineare e motivare la vita interiore e le politiche personali dei suoi personaggi. In realtà, a parte le congetture, nessuno sa con certezza che cosa sia stato detto o che cosa sia accaduto dietro le porte chiuse della corte della regina Anna, men che meno nel suo letto.

    Per essere una storia ambientata in un’epoca di grande espansione, LA FAVORITA  ha luogo in un mondo dalla mentalità ristretta, confinato tra le mura del Palazzo Reale, dove ciò che conta sono il potere, la seduzione, il lancio delle arance e le frequenti corse delle anatre e delle aragoste, con un distacco totale dalla realtà del mondo esterno.

    Nonostante il film sia stato girato come una ‘farsa da camera da letto’ dalle conseguenze globali, lo sceneggiatore Tony McNamara, che ha collaborato con Lanthimos su un soggetto originale di Deborah Davis, concorda sul fatto che, in ultima analisi, questa è  una storia d’amore. “Si parla di quanto sia complicato l’amore e di quanto ciò che le persone sono possa essere traviato e deformato da quelle complicazioni”, egli afferma. “L’abbiamo chiamata tragedia comica perché di questo si tratta. Parla di persone che si amano, ma le cui personalità e aspettative nella vita sono di ostacolo al continuare a volersi bene”.

     

    LE RADICI DELL’INTRIGO: L’INSOLITO REGNO DELLA REGINA ANNA

     

    “Come va il Regno?”

    Lady Sarah

     

    Sebbene Lanthimos approfondisca le dinamiche psicologiche e i giochi pirotecnici dei rapporti interpersonali, le fondamenta de LA FAVORITA poggiano già in partenza su un fitto velo di mistero che circonda il regno della vera regina Anna. “Il mio interesse maggiore era osservare questi tre personaggi, il potere e la fragilità nei loro rapporti, e analizzare il modo in cui i comportamenti di così poche persone alterino il corso di una guerra e il destino di un paese. Anche per me si tratta di una storia d’amore piuttosto allegra e vivace, che poi diventa cupa”, dichiara Lanthimos.

    La regina Anna è una delle sovrane meno note d’Inghilterra, non da ultimo perché non ha lasciato eredi che la potessero ricordare, nonostante abbia avuto 17 gravidanze (di fatto, se Anna avesse avuto un erede, è possibile che gli Stati Uniti non esisterebbero, dato che Giorgio III non sarebbe mai diventato re). Ascesa al trono all’inizio del XVIII secolo, essenzialmente perché non vi erano altri successori protestanti nella casata degli Stuart,  Anna diviene regina mentre l’Inghilterra si accinge a cavalcare l’onda del cambiamento. Porta avanti una guerra contro la Francia, che sarebbe stata considerata la prima guerra mondiale dell’epoca moderna, e sovrintende l’unificazione dell’Inghilterra con la Scozia, forgiando il Regno di Gran Bretagna. Affronta un’epoca sconvolta da aspre divisioni nazionali, con i Whig e i Tory in lotta su fronti opposti, mentre in politica si afferma un nuovo sistema bipartitico.

    In un mondo in cui i problemi all’ordine del giorno, sia personali sia politici, sono sempre più numerosi, Anna non è il personaggio più appropriato né come regina né come guida della nazione. Afflitta da una salute precaria, di temperamento mite, tutt’altro che attraente a causa di una miriade di malattie cutanee e articolari, e dotata di un’istruzione limitata, Anna viene percepita come un soggetto facilmente manipolabile.

    Per questa ragione, è assediata da una moltitudine di persone, tutte determinate a influenzarla trovando il modo di conquistarne la fiducia o, forse, il cuore.

    La singolarità della visione di Lanthimos ha interessato i produttori, curiosi di sapere come il regista avrebbe affrontato i molteplici temi delle lotte di potere della regina Anna. “Lo stile di Yorgos è contemporaneamente elegante, semplice e complesso”, osserva il produttore Ceci Dempsey. “È un uomo enigmatico con una straordinaria capacità di comunicare attraverso i suoi film. C’è qualcosa di magico e subliminale nella narrazione, una sorta di alchimia che, anche giorni dopo avere visto un suo film, continua a suscitare degli interrogativi. Può essere incredibilmente provocatorio, nel senso migliore del termine”.

    La sovrana e le due donne che riescono a penetrare nella sua intimità formano un triumvirato di potere tutto al femminile, insolito in qualunque epoca e tanto più nel pre- illuminismo.

    Accanto ad Anna troviamo la leggendaria Lady Sarah Churchill, l’acuta e attraente duchessa di Marlborough, amica del cuore della regina fin dall’infanzia. Non appena Anna sale al trono, ne diventa una delle principali consigliere politiche e forse anche l’amante (stando ai pettegolezzi che hanno attraversato i secoli). L’altra donna è Abigail Masham, cugina di sangue di Sarah, ridotta sul lastrico dalla bancarotta del padre, che entra nella famiglia reale come umile cameriera. Abigail ingaggia una battaglia epica e rabbiosa contro Sarah con l’obiettivo di diventare la nuova favorita di Anna, rendendosi indispensabile alla regina e spingendola a scelte politiche opposte a quelle promosse da Sarah.

    Questa è la vicenda narrata. Ma l’ossatura della storia prende vita con l’elemento psicologico e la connotazione sensuale che non trapelano dai libri di storia. Tutto ha inizio con una sceneggiatura di Deborah Davis, che il produttore Ceci Dempsey e la sua società Scarlet Films hanno iniziato a sviluppare più di un decennio fa. “La prima bozza di sceneggiatura è apparsa sulla mia scrivania di punto in bianco”, ricorda la Dempsey. “Era una fantastica storia di tradimenti, che offriva la rara opportunità di vedere delle donne brillanti comportarsi male. Il fatto che si ispirasse a una storia vera la rendeva ancora più interessante. Da allora, la sceneggiatura ha subito innumerevoli mutazioni, ma il nucleo della storia, vale a dire tre donne in lotta per sopravvivere, ognuna tradendo le altre, è rimasto integro”.

    Nel 2009 Ed Guiney della Element Pictures si è unito alla produzione e, insieme alla Dempsey, ha conosciuto Yorgos Lanthimos, il regista di origine greca che aveva sollevato un polverone con il film candidato all’Oscar “Dogtooth”, storia assurda e devastante, dalle conseguenze drammatiche, di una coppia che costringe i figli a vivere in isolamento. La Film4 si è unita alla produzione nel 2013, sviluppando il progetto al fianco dei realizzatori e co-finanziandolo insieme alla Fox Searchlight e alla Waypoint Entertainment.

     

    RIVISITAZIONE DEL DRAMMA IN COSTUME

     

    “L’uomo ha dentro di sé un po’ di tutto e può arrivare a fare cose impensabili in qualunque epoca. La visione del mondo di Yorgos è che esiste un modo più ampio di osservare la gente e, più la guardi nel profondo, più diventa complicata, perversa e strana. Il pubblico reagisce a queste cose perché le persone sono davvero così”

    Tony McNamara, sceneggiatore

     

    Come dichiara il produttore Ed Guiney: “Sapevamo che, se Yorgos avesse accettato di dirigere questo dramma in costume, lo avrebbe ridefinito fino a creare qualcosa di singolare e unico. L’idea era emozionante. Yorgos è un uomo che non solo ha una visione, ma riesce a mettere ordine in quella visione per dire qualcosa di coraggioso, distintivo e stimolante. Quando incontri persone con questo tipo di visione, le segui, ovunque vadano”.

    Una volta condivisa con il regista la bozza iniziale de LA FAVORITA nel 2010, Lanthimos ha colto “qualcosa di straordinario e molto insolito. Mi incuriosiva l’idea di realizzare un film con tre donne come protagoniste. All’epoca sembrava una cosa molto rara”.

    Prima di impegnarsi con LA FAVORITA, il regista si è dedicato a un altro film in lingua inglese, “The Lobster”, anche questo prodotto dalla Dempsey e da Guiney. Interpretato da Colin Farrell e Rachel Weisz, il film ha vinto il premio della giuria al Festival di Cannes nel 2015 ed è stato candidato per la migliore sceneggiatura originale all’89a edizione degli Academy Award. Un anno più tardi, Guiney ha prodotto il secondo film in lingua inglese di Lanthimos, “Il sacrificio del cervo sacro” (The Killing Of A Sacred Deer), che si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2017. La Film4 ha partecipato allo sviluppo e ha cofinanziato entrambi i film.

    Nel frattempo, Lanthimos ha continuato a riflettere su LA FAVORITA, mentre il team della produzione era alla ricerca di uno sceneggiatore la cui voce potesse armonizzarsi con quella del regista, finché lo ha individuato nell’autore teatrale e sceneggiatore australiano  Tony McNamara, che sembrava condividere con Lanthimos lo stuzzicante modo di esplorare le stranezze e la sregolatezza nei comportamenti umani di tutti i giorni.

    Come spiega Guiney: “Il modo di scrivere di Tony è molto distintivo. Sa definire il tono con particolare abilità, passando con un guizzo dal dramma alla tragedia alla commedia, tutto in una scena. Questa capacità riflette la regia di Yorgos, che riesce a comprimere molte contraddizioni emotive in una battuta. Quando si sono uniti, ci è sembrato un buon matrimonio, che ha permesso di liberare il potenziale di Yorgos, consapevole di avere al fianco uno scrittore in grado di stare al passo con lui lungo tutto il percorso”.

    Aggiunge la Dempsey: “Tony ha in comune con Yorgos lo spirito irriverente, l’imprevedibilità, l’amore per l’assurdo e per l’umorismo dark. Condividono anche la disciplina artistica, che è un aspetto molto importante”.

    McNamara dichiara di essere stato attratto dal film proprio perché Lanthimos era stato chiaro sull’intenzione di non volere realizzare nulla che somigliasse, anche lontanamente, a un dramma in costume tradizionale. Di fatto, voleva allontanarsi dal genere. “Mi è piaciuto avere la possibilità di domandarmi: quali libertà possiamo prenderci veramente? Il film mi ha dato l’opportunità di realizzare qualcosa di diverso da quanto fatto fino ad ora”.

    Preferendo entrambi la complessità delle percezioni alla pedissequa osservanza dei fatti storici, Lanthimos e McNamara hanno discusso le linee guida che hanno caratterizzato la rivisitazione integrale del testo. “Abbiamo parlato di come dare un senso di contemporaneità ai personaggi, rendendoli così complicati da non capire subito le loro intenzioni, o pensare di riuscirci salvo realizzare che è impossibile”, dichiara McNamara. “Volevamo una certa originalità e irriverenza e un senso di divertimento nei dialoghi e nell’azione”.

    Nell’immaginare l’architettura della sceneggiatura, la coppia si è concentrata sulle relazioni convergenti tra le donne. “Abbiamo deciso, fin dall’inizio, che il film non avrebbe narrato la storia di una sola persona”, ricorda McNamara. “L’idea era di seguire questo triangolo e vedere come l’intreccio delle loro vite condiziona gli avvenimenti. Era importante che il punto di vista della storia non appartenesse a nessuna delle tre donne”. 

    Una delle convenzioni del dramma in costume che McNamara e Lanthimos hanno sicuramente accantonato sono stati i modi compassati. “Questa è una cosa nei film d’epoca che non mi piace – quanto siano affettati”, afferma McNamara. “E anche se sappiamo che all’epoca questa era la società, volevamo mostrare una sorta di crudeltà noncurante che traspare da sotto la facciata. La società era rigida, le persone restavano bloccate al loro posto, perciò si poteva contare solo sulla propria capacità di essere svelti, influenzare gli altri e cambiare le carte in tavola. Ecco perché le persone si comportavano a volte in modo tanto inflessibile e crudele”.

    Mentre scriveva, McNamara ha consultato alcuni resoconti dell’epoca per cogliere il contesto e le idee, ma non ha mai permesso alla narrazione di restare impigliata nella storia. “Essendo io australiano e Yorgos greco, non siamo legati alla storia inglese, quindi forse ci siamo sentiti più liberi di allontanarcene”, medita McNamara. “C’è una verità di fondo nei grandi eventi e nel quadro generale della storia, ma la nostra principale preoccupazione era di seguire queste tre donne. Quindi, là dove la storia risultava utile, l’abbiamo mantenuta, mentre quando non lo era, l’abbiamo accantonata. È stato piuttosto divertente procedere in questo modo”.

    Nel corso del processo, McNamara e Lanthimos hanno trascorso insieme molto tempo viaggiando in Italia, dove hanno alternato lunghe passeggiate e lauti pasti mentre affinavano i dialoghi. “Tutto ciò mi ha aiutato a fondere la scrittura con la visione di Yorgos”, afferma McNamara.

    A conclusione di quattro anni di rimaneggiamenti, la sceneggiatura era tutto ciò che i produttori avevano immaginato all’inizio del percorso, quando avevano scelto Lanthimos. L’ambiguità dei personaggi era intensa, ma ciò che colpiva di più sia la Dempsey sia Guiney era quanto le tre donne della storia apparissero insolitamente proattive e imperiose, e non solo per il fatto di essere alla guida della nazione.

    “Nel film osserviamo tre donne che si comportano come accade nella vita reale, ma che non vediamo spesso nei film”, osserva Guiney. “Sono controllate ma, in altri momenti, appaiono capricciose, gelose, arrabbiate e, come chiunque altro, imperfette. Questo è evidente in tutta la sua gloria, ambiguità, fragilità e forza. Dopodiché, mettendo queste stesse donne al centro del processo decisionale nella pentola a pressione di un paese in guerra, otteniamo un risultato piuttosto originale”.

    “Vi è anche un certo livello di fisicità che, solitamente, non si vede in un film d’epoca, a meno che non si tratti di un duello tra uomini”, aggiunge la Dempsey. “Ne LA FAVORITA

    le donne sparano ai piccioni, vanno a cavallo al galoppo, corrono lungo i corridoi, seducono gli uomini nei boschi e fanno sesso”.

    Per questi personaggi che richiedevano un’interpretazione senza veli, il casting è stato indubbiamente un elemento essenziale.

     

    E ADESSO PARLIAMO DI STORIA DI LDF

    Anna Stuart 1665-1714 sorella di Maria II divenuta regina con Guglielmo d’Orange statolder di Olanda (Guglielmo III), sposò il principer Giorgio di Danimarca (come Guglielmo, protestante). Accolse, favorevolmente, la situazione della salita al trono della sorella e del cognato anche se bandiva dall’Inghilterra suo padre Giacono II, fervente cattolico, ma, presto, i rapporti tra i reali e Anna divenenro tesi. Maria e Guglielmo erano senza figli e così Anna stessa che, dopo ben diciassette tra gravidanze non condotte a termine e morti premature, non aveva avuot eredi. Incombeva, quindi, il problema della successione anche nella famiglia reale. Chi avrebbe sostituito gli Stuart sul trono della Gran Bretagna? Questa discussione di carattere dinastico continuò anche dopo la morte di Guglielmo III, nel 1702, perchè nel 1701 il re, d’accordo con il Parlamento, aveva firmato l’ “Art of settlement” che stabiliva che il trono dovesse passare ai cugini Hannover, in quanto protestanti, mentre Anna avrebbe  preferito, come erede, il fratellastro Giacomo, figlio di suo padre il cattolico Giacomo II e di Maria Beatrice d’Este con il rischio che l’Inghilterra ricadesse in nuove guerre di religione. Come regina, Anna che dovette chinare il capo nei riguardi della successione, e giudicata nel quadro socio-politico-economico, una grande sovrana al punto che il suo regno è ricordato come “Era della regina Anna”.

    Mantenne la pace interna e, nel 1707, giunse all’atto di Unione tra Scozia e Inghilterra che, da allora, divenne la Gran Bretagna. 

    Dovette subire, e lo fece con estrema diplomazia, contrasti in Parlamento tra i conservatori progressisti i tories da lei appoggiati e i whigse  non potè impedire che quest’ultimo partito, anche per l’influenza dei giacobiti (si parlava ancora della successione) e del potente duca di Malborough, giungesse al potere (1705-1708). Ma, con grande soddisfazione della regina, fu un Tory Sir John Bolingproke, con il suo partito tornato al governo, che, nel 1713, firmò la pace di Utrecht la quale, alla vigilia della morte della sovrana (1714), sanciva, con gli accordi presi fra gli stati europei che la Gran Bretagna era ormai la potenza marittima più importante del mondo. 

    Anna, dopo il matrimonio con Giorgio e le diciassette gravidanze e i figli persi bambini,  come  donna si avvicinò, sempre di più, all’universo femminile stringendo un rapporto affettivo, profondo con Sarah Churchill Jennings, moglie del duca di Malborough, fino a che, negli ultimi anni, si allontanò dalla duchessa,  legandosi a  una donna dalla vita difficile ed entrata a corte come cameriera, Abigail Hill, nominata da lei Lady Masham. La lotta tra queste due donne, per i favori della regina, è alla base del film “La favorita”.

    Questa lotta fu dura e senza esclusione di colpi. Come poteva sopportare Sarah Churchill Jennings, donna di nobile nascita, vedersi soppiantata nei favori della regina da una donna entrata a corte come domestica? E viene spontaneo porsi un’altra domanda, Malborough, visto che tutti alla corte di San Giacomo sapevano della relazione tra sua moglie e la regina, accettò di buon grado la situazione  che favoriva i suoi giochi politici oppure…?

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

    1) Di Anna, regina di Gran Bretagna, dal 1702 al 1714, come donna, non si riconosce molto, mentre, come regina contribuì a portare il suo paese all’avere grande importanza politica in Europa tanto che nel 1713, con il trattato di Utrecht che mise fine al conflitto europeo, legato alla guerra di successione spagnola, la Gran Bretagna divenne la più forte Potenza militare sui mari di tutto il mondo. Fu lei che giunse a questo successo o il contributo determinante a esso fu dato da Sarah Jennings Churchill, moglie del duca di Malborough, che, come si vede nel film, conduceva gli affari di Stato molto più che la sovrana stessa e molto più che non Lord Godolphin, allora primo ministro inglese?

    2) Anna era l’ultima regina, appartenente alla casata anglo-scozzese degli Stuart. Si poneva quindi il problema della successione. Perchè Guglielmo III d’Orange divenuto sovrano di Inghilterra, grazie al suo matrimonio con Maria, sorella di Anna e di religione protestante, fece approvare dal Parlamento, nel 1701, l’Act of Settlement che stabiliva che solo un re di religione protestante sarebbe potuto salire al trono? Cosa temeva Guglielmo III, dalla cognate, dopo la sua morte, avvenuta un anno dopo l’approvazione dell’atto?

    3) Nel film Anna è descritta come una donna stanca che sa di non essere bella e che ha subito tra gravidanze non andate a buon fine e bambini morti prematuri ben diciassette perdite. Di questa  situazione approfitta Sarah Jennings Churchill, donna bella potente, volitiva e amica d’infanzia della regina per sostituirsi a lei nel compito di occuparsi degli affari di Stato, gestendoli direttamente e surclassando, con il suo potere, lo stesso primo ministro Lord Godolphin?

    4) Anna e Sarah erano amiche d’infanzia. Probabilmente Anna subì il fascino dell’amica che emanava dalla sua bellezza e dalla sua capacità di gestire il potere anche se in sua vece. La sovrana accettò che Sarah acquisisse tanta potenza perchè stanca o perchè si fidava dell’amica d’infanzia?

    5) A lungo si è parlato del rapporto che legò Sarah Jennings Churchill alla regina Anna e al punto che si giunse a ipotizzare a un legame, più fra amanti che fra amiche. E questo fatto viene adombrato anche nel film. Certo è che Sarah, per mezzo della sua capacità sostitutiva, con le sue decisioni tranquillizzzava la regina. Alla sovrana, a Sarah, duchessa di Malborough, si deve la maggioranza delle decisioni, in base alla quale, col trattato di Utrecht del 1713, l’Inghilterra divenne la Potenza militare più fort,e sui mari di tutto il mondo.

    6) E quanto si deve ad Anna e quanto a Sarah se, nel precedente 1707, Inghilterra e Scozia si unirono dando origine al regno di Gran Bretagna?

    7) Quale fu il ruolo giocato dal marito di Sarah, il duca di Malborough, in questo rapporto strettissimo tra la moglie e la regina che dava a Sarah un immense potere? Lo accettò perchè non poteva fare diversamente o perchè l’importanza di Sarah e il suo legame con la sovrana favorivano i suoi giochi politici?

    8) Certo è che Sarah, occupata negli affari di stato, commise un grande errore: accettò, quasi affettuosamente che una sua lontana cugina, Abigail Hill, senza beni di fortuna, distrutti dalla bancarotta del padre, entrasse a corte, al servizio della regina, come domestica. Perchè questo errore? Non si rese conto Sarah della pericolosità della nuova arrivata? Forse perchè ella si presentò a lei umile e bisognosa di aiuto?

    9) Probabilmente Sarah comprese, forse troppo tardi, il gioco di Abigail di insinuarsi nel rapporto tra lei e la regina, occupata com’era negli affari di stato, da notare ciò che, intanto, accadeva nelle camere private della sovrana?

    10) Quando Sarah si accorse del gioco di Abigail fu guerra. Ma la domestica, divenuta Lady per volere di Anna, era forse divenuta troppo potente per la vecchia amica d’infanzia della regina?

    11) Anche nel caso di Abigail si parlò di un rapporto più stretto tra lei e la sovrana e questo “pettegolezzo”, non suffragato da prove ma da comportamenti, fu, forse, più vicino alla realtà che non l’aver ipotizzato un legame fisico tra Anna e Sarah anche perchè la regina, quando Abigail arrivò alla corte e diventò la sua favorita, era già troppo stanca e malata da avere la forza di creare un rapporto più stretto con la giovane donna. Siete d’accordo con questa osservazione?

    12) Comunque, sia che il legame fosse più stretto, sia che, forse, non giunse a un rapporto fisico, Abigail era ormai la dominatrice della corte di San Giacomo. Ma nonostante che ella fosse la favorita della sovrana, Anna rinunciò mai all’amicizia e al legame che l’univa a Sarah?

    13) “La favorita” è la storia di tre donne che, d’accordo o in disaccordo, tennero in mano, nei primi anni del secolo XVIII°, il potere in Gran Bretagna. Non è strano che, nonostante le loro lotte interne, in quel periodo, la Gran Bretagna ebbe grandi successi politico-economici al punto che quegli anni sono, da allora, conosciuti, in maniera estremamente positiva, come “Era della regina Anna”?

     

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