10 giorni senza mamma In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

     

    Cosa succede se una mamma, sempre presente, decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo (Fabio De Luigi) obbligato a fare il “mammo” a tempo pieno.

    Carlo e Giulia (Valentina Lodovini) hanno tre figli: llui è un papà distratto e assorbito dal lavoro, lei è una mamma che si è dedicata alla famiglia, rinunciando alla sua carriera. I figli sono Camilla, un’adolescente ribelle di 13 anni in pieno sviluppo ormonale e sentimentale, Tito (10 anni), furbo e sempre pronto a fare scherzi  “innocui” e la piccola Bianca di 2 anni che non parla: usa i gesti e si prende ciò che vuole. Giulia, stanca della routine, comunica alla famiglia che sta per partire per dieci giorni di vacanza.

    Trovandosi da solo, Carlo sopravvive a questi dieci interminabili giorni anche grazie al prezioso aiuto di una “Mary Poppins” molto particolare (Diana Del Bufalo). Gli sarà servito questo tempo per conoscere meglio i propri figli e riavvicinare la famiglia? Alla fine fare il mammo è poi una cosa così tremenda? Una cosa importante però è successa: Bianca ha finalmente detto PAPA’!

     

  • Genere: Commedia
  • Regia: Alessandro Genovesi
  • Titolo Originale: 10 giorni senza mamma
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Produzione: Colorado Film in collaborazione con Medusa
  • Data di uscita al cinema: 7 febbraio 2019
  • Durata: 94’
  • Sceneggiatura: Alessandro Genovesi, Giovanni Bognetti
  • Direttore della Fotografia: Federico Masiero
  • Montaggio: Claudio Di Mauro
  • Scenografia: Tonino Zera
  • Costumi: Mariano Tufano
  • Attori: Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Angelina Elli, Bianca Usai, Matteo Castellucci, Diana Del Bufalo, Niccolò Senni, Antonio Catania
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI REGIA

    Per una volta ho voluto provare a girare un film come lo girerebbe un bambino. Con quella libertà che è propria dell’infanzia. In genere quando comincio a scrivere una storia cerco di capire in che modo riuscirò a immedesimarmi con i personaggi. Parto quasi sempre da lì. Non è egocentrismo. E’ che se non la vivo con loro poi la storia non funziona. Scrivere è il primo passaggio ma poi ci sono gli attori, i luoghi, le musiche, i costumi e la macchina da presa. Qui sembrava facile: è una famiglia, un argomento che ormai conosco molto bene. Tutte cose che mi sono capitate a volte in modo tragico, da raccontare facendo ridere. Mentre scrivevo, mi sono reso conto che immedesimarsi con i bambini è difficilissimo. E allora, anzichè controllare ho provaro a lasciar andare. A lasciarmi andare a ciò che succedeva. Guidando certamente, ma senza inibire la creatività di nessuno. Qusto l’ho poi portato anche sul set e nell’uso della macchina da presa. Non doveva sembrare un film, ma pezzi di vita, che per quanto costruiti per essere comici, conservassero la verità. Il film è quasi tutto girato con macchina a mano, quasi fosse girato da un bambino. Tipo me.

    Alessandro Genovesi

     

    FABIO DE LUIGI

    Carlo

    Fabio De Lluigi nasce a Rimini l’11 ottobre 1967. Nel 1992 si laurea all’Accademia di belle arti di Bologna. Dopo una carriera teatrale che inizia nel 1991 con lo spettacolo Un titolo comico, esordisce sul piccolo schermo nel 1998 con il programma di Italia 1 Facciamo cabaret e lo stesso anno arriva anche il debutto cinematografico con Matrimoni di Cristina Comencini.

    Da allora, inizia la sua lunga carriera televisiva e cinematografica costellata da grandi successi televisivi come Love bugs, prima e seconda edizione, Mai dire Gol, Festivalbar e cinematografici collaborando con registi del calibro di Gabriele Salvatores (Happy Family, Come Dio comanda), Pupi Avati (Gli amici del bar Margherita). Fausto Brizzi (Ex, Maschi contro Femmine, Femmine contro Maschi), Alessandro Genovesi (La peggior settimana e Il peggior Natale della mia vita, Soap Opera). Nel 2016 debutta come regista con il film Tiramisù che ha anche interpretato. Nel 2018 è stato protagonista di due film campioni di incassi, Metti la nonna in freezer la black comedy, esordio alla regia dei giovani G. Fontana e G. Stasi, che ha interpretato al fianco di Miriam Leone e Ti presento Sofia, di Guido Chiesa, accanto a Micaela Ramazzotti. Ha inoltre partecipato allo show evento di Roberto Bolle Danza con me, andato in onda l’1 Gennaio 2019 su Rai 1.

    Il prossimo 7 febbraio sarà al cinema con il film 10 giorni senza mamma, di Alessandro Genovesi con Valentina Lodovini.

     

    VALENTINA LODOVINI

    Giulia

    Valentina Lodovini è un’attrice che sfugge alle etichette e fin dagli esordi cerca di coniugare cinema, teatro e televisione. Nel 2001 si diploma presso la scuola di teatro Ottobre diretta da Valeria Ciangottini ed Enzo Aronica, con seminari interni alla scuola con Sergej Lissov (metodo Stanislawsky) e Hal Yamanouchi (mimo-danza-improvvisazione). Nel 2005 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e nel 2006 debutta al cinema con Paolo Sorrentino nel film L’amico di famiglia (in concorso al Festival di Cannes 2006). Sempre nello stesso anno partecipa al film di Francesca Comencini A casa nostra (in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2006). Nel 2007 è la protagonista del film La giusta distanza per la regia di Carlo Mazzacurati (in concorso alla Festa del cinema di Roma 2007). Per la sua interpretazione nel ruolo di Mara ottenne l’anno seguente una candidatura ai David di Donatello 2008 e si aggiudica il Premio Biraghi 2008. Nello stesso anno è la protagonista in Germania del film Pornorama di Marc Routhemund (Orso d’argento con Sophie Scholl nel 2005 e candidato all’Oscar come miglior film straniero 2005). 

    Nel 2008 partecipa al film di Daniele Vicari Il passato è una terra straniera (in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2008) e al film di Anna Negri Riprendimi (selezionato al Sundance 2008); mentre nel 2009 appare sul grande schermo con Fortapàsc, regia di Marco Risi, film su Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso nel 1985 dalla camorra, e con Generazione 1000 euro , regia di Massimo Venier. Grazie a queste due interpretazioni, vince il Ciak d’oro come “rivelazione dell’anno”. 

    Il 2010 è l’anno che consacra al botteghino Valentina Lodovini. E’ la protagonista de La donna della mia vita di Luca Lucini e della commedia campione d’incassi in Italia Benvenuti al Sud di Luca Miniero. Nel 2011 vince il David di Donatello come Migliore Attrice non protagonista per l’interpretazione in Benvenuti al Sud e presenta al Festival di Venezia il film Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno (Controcampo Venezia 2011).

    Nel 2012 partecipa al sequel Benvenuti al Nord sempre per la regia di Luca Miniero e all’opera prima di Fabio Mollo, Il sud è niente. Nel 2013 è al cinema come protagonista del film di Marco Ponti Passione sinistra e sui set in Italia de I milionari  di Alessandro Piva, in Argentina de L’inventore dei giochi di J.P. Buscardini e in teatro col suo primo monologo Quando Nina Simone ha smesso di cantare di Darina Al Joundi per la regia di Giorgio Gaglione. Nel 2014 la ritroviamo sul grande schermo nella commedia di Giovanni Veronesi Una donna per amico e in Buoni a nulla di Gianni di Gregorio e per tutto l’anno a teatro in E’ stato la mafia, spettacolo-inchiesta di e con Marco Travaglio, regia di Stefania de Santis. Per quanto riguarda la serialità televisiva, con ponderazione scegli di girare solo il nuovo Montalbano, raggiungendo 13 milioni su Raiuno, e la nuova serie di Marco Risi dedicata a L’Aquila e al terremoto, in onda nel 2018 sempre su Raiuno.

    Tornando al cinema, nel 2016 esce il  nuovo film di Faenza, La verità sta in cielo, film che la porta a vincere il Premio Kineo al Festival di Venezia 2017, mentre nel 2018 uscirà Si muore tutti democristiani, del Terzo segreto di satira, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017.

    Nel frattempo torna a teatro con lo spettacolo scritto da Franca Rame e Dario Fo Tutta casa, letto e chiesa, raggiungendo subito il sold-out e presta la voce a uno dei personaggi del nuovo dil Disney/Pixar, Coco, continuando a dividersi come giiurata di vari Festival, tra cui anche Venezia, e interprete di nuovi film in arrivo nel 2018 e 2019. E’ protagonista del film di A. Genovesi 10  giorni senza mamma, in sala il 7 febbraio 2019.

     

    DANIELA DEL BUFALO

    Lucia

    Diana Del Bufalo muove i primi passi nel mondo dello spettacolo nel 2010 come concorrente della decima edizione di Amici di Maria De Filippi in qualità di cantante, l’eliminazione dal talent show alla terza puntata della fase serale non è peròper lei un ostacolo al successo, anzi. Viene infatti scelta dalla Gialappa’s Band per affiancarli nella conduzione di Mai dire amici in onda su Canale 5 in seconda serata e nell’estate 2011 debutta al cinema nel film Matrimonio a Parigi di Massimo Boldi. E’ di un anno dopo il suo esordio du Rete 4, nel programma Pianeta Mate, nel quale realizza delle candid camera, mentre in autunno conduce Aspettando Amici su La5. Nell’estate del 2013 è inviata backstage per la prima edizione del Music Summer Festival. Nel 2015 è alla conduzione insieme a Paolo Ruffini di Colorado dove oltre a presentare si esibisce in parodie comiche e presenta il suo brano inedito Houdini.

    A dicembre 2016 è la volta del suo debutto a teatro come protagonista del musical La sposa cadavere, diretto da Riccardo Giannini e accanto all’attore e doppiatore Simone Marzola. Il 2017 la vede tra i protagonisti della quarta stagione della fiction televisiva Che Dio ci aiuti, in onda su Rai Uno e della miniserie sempre per Rai C’era una volta Studio Uno insieme ad Alessandra Mastronardi e Giusy Buscemi, che la porta a salire sul palco del Festival di Sanremo in qualità di ospite. Nello stesso anno al fianco di Giorgio Panariello, conduce lo show prenatalizio in prima serata Panariello sotto l’albero.

    Il 2018 è per Diana Del Bufalo un anno ricchissimo di cinema a partire dalla commedia Puoi baciare lo sposo diretto da Alessandro Genovesi che la vede tra I protagonisti insieme a Salvatore Esposito e Cristiano Caccamo. Partecipa al film La profezia dell’armadillo tratto dal lavoro del fumettista italiano Zerocalcare  e diretto da Emanuele Scaringi, presentato alla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematograafica di Venezia.

    Recita inoltre nei film Attenti al gorilla di Luca Miniero e L’agenzia dei bugiardi diretto da Volfango De Biasi con i quali ha inaugurato la nuova stagione cinematografica del 2019. 

    A febbraio sarà di nuovo nelle sale con la commedia 10 giorni senza mamma per la regia di Alessandro Genovesi.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

    1) Per secoli, l’uomo è stato il capo della famiglia cui tutti dovevano ubbidire, persino la moglie che, per raggiungere un suo scopo, aveva solo la possibilità di ingannarlo e, quasi sempre, di riusciva. Ora quel titpo di padre, almeno nella nostra società, è scomparso, sostituito, spesso, da un papà che non si occupa molto dei figli, se non per giocarci distrattamente quando torna a casa dal lavoro e che sottovalta quanto faccia la moglie (tanto sta a casa, pensa lui!), soprattutto se, come nel film, ha tre figlioli di età diverse con tutti i loro impegni (sport, danza, ecc.) e una casa da mandare avanti. Secondo voi, questa descrizione del tipo di padre moderno corrisponde alla figura di Carlo, il protagonista del film? E voi, conoscete un papà come Carlo?

    2) Giulia è invece una donna che ha fatto una scelta: ha lasciato la possibilità di una brillante carriera per fare la mamma e la donna di casa a tempo pieno. Quanto, spesse volte, il comportamento superficiale ed egoisitico del marito la indispettisce? Proprio per la rinuncia che ella ha fatto? 

    3) E Carlo si rende conto della situazione, oppure pensa che la vita sua, di sua moglie e dei suoi figli debba sempre andare avanti così in quanto a lui che vada avanti così, va benissimo?

    4) Perchè Giulia, non dicendo niente ad alcun membro della famiglia e, solo a cose fatte, comunica che partirà, per dieci giorni e che, quindi la responsabilità della conduzione della casa e delle necessità dei figli cadrà su Carlo? Qual è la reazione di Carlo pur convinto di non poter fare altro che accettare la partenza della moglie? Ma, soprattutto, qual è la reazione dei tre figli di fronte al fatto che, di loro, per dieci giorni, dovrà occuparsi un padre, fino a quel momento, praticamente assente?

    5) I figli:

    A) Camilla: ha 13 anni ed è nell’età dello sviluppo, nel momento in cui una donna, fisicamente, non è nè carne nè pesce ma ha cominciato a avere tutti i suoi problemi sentimentali e, non essendoci la mamma, ne vuole parlare con il padre, sempre più impasticciato in discorsi che per lui, spesso, non hanno nè capo nè coda!

    B) Tito: ha dieci anni, è intelligente e, come si dice a Roma, impunito come tutti i bambini intelligenti. Vede i guai del padre, non fa nulla per aiutarlo anzi, se può, glieli complica (pensate alla scena dell’agguato).

    C) Bianca: ha due anni e non parla ancora ma si e no lo sa dire. E non vi pare che sia il suo no a rimbombare sonoro quando la mamma comunica a tutti che partirà per dieci giorni e che ella, per dieci lunghissimi giorni, rimarrà “nelle mani del padre?”

    6) Carlo vive momenti tremendi fino a quando, come a dargli un pò di tregua, arriva Lucia, definita dagli autori del film, una Mary Poppins, un pò particolare. Perchè?

    Perchè Lucia può essere considerata una sorta di Mary Poppins? E in cosa consistono le particolarità che la distinguono dal personaggio creato da Pamela Travers, sempre secondo gli autori del film?

    7) Alla fine dei dieci giorni, i membri della famiglia, soprattutto Carlo, sono sopravvissuti. Il papà, assente, egoista e superficiale che Carlo era stato, prima della scomparsa della moglie, ha capito qualcosa di più del mestiere di padre? E se sì che cosa secondo voi?

    8) Sempre secondo voi, il viaggio o meglio la fuga di Giulia aveva lo scopo di far comprendere, finalmente a suo marito quanto sia faticoso mandare avanti una famiglia e soprattutto crescere tre figli, molto diversi, e non solo per età, l’uno dall’altro?

    9) Il film termina con un fatto che riguarda Bianca, la piccolina della famiglia, e che rallegra tutti. Forse gli autori del film, servendosi di Bianca che ha cominciato a parlare, hanno voluto farci capire che, probabilmente, Carlo sia  cresciuto e divenuto più responsabile e che, quindi, la vita della famiglia, anche per merito suo, sarà diversa?

     

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