Rex. Un cucciolo a palazzo.

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Da quando ha fatto il suo ingresso a Buckingham Palace, Rex conduce una vita immersa nel lusso. Dotato di uno spirito da capobranco, ha rimpiazzato il posto dei tre Corgi nel cuore di Sua Maestà. La sua arroganza può risultare alquanto irritante… Ma suo malgrado si trova a essere la causa di un problema diplomatico durante una cena ufficiale con il presidente degli Stati Uniti, e questo errore gli costerà caro: tradito da uno dei suoi colleghi a quattro zampe, Rex diventa uno dei randagi delle strade di Londra. Come potrà mai redimersi? Attraverso l’amore riesce a trovare le risorse necessarie per superare le sue paure e affrontare un grande pericolo…

     

  • Genere: Animazione
  • Regia: Ben Stassen
  • Titolo Originale: The Queen’s Corgi
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Produzione: Belga Production, Wave Pictures
  • Data di uscita al cinema: 14 febbraio 2019
  • Durata: 85’
  • Sceneggiatura: Robert Sprackling, John R. Smith
  • Attori: Jack Whitehall, Julie Walters, Ray Winstone, Sheridan Smith, Matt Lucas, Tom Couternay
  • Destinatari: Scuole Primarie, Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:

     

    INTERVISTA A BEN STASSEN (regista)

    COME È NATO REX - UN CUCCIOLO A PALAZZO?

    È iniziato tutto nel 2002 con una sceneggiatura che Johnny Smith e Rob Sprackling avevano venduto alla compagnia di produzione Montecito. Il progetto è stato accantonato fino al 2016. Io l’ho comprata dalla Montecito e ho lavorato con gli autori per riscrivere e aggiornare lo script. In effetti abbiamo dovuto aspettare i risultati delle elezioni presidenziali americane per finalizzare il primo atto, dal momento che c’è una scena con il presidente degli Stati Uniti che innesca una serie di eventi alla base dello sviluppo della storia. La vittoria di Trump ha aiutato con la natura comica di certe situazioni. In un certo senso è un uomo… scortese! (ride) È ossessionato dai suoi selfie presidenziali, talvolta è maleducato e irriverente durante la cena organizzata dalla Regina.

    Abbiamo riscritto anche altre sequenze: la lotta tra Rex e Tyson era di una violenza in stile Fight Club, L’abbiamo trasformata in un inseguimento selvaggio con un livello di aggressività fisica ridotto al minimo, in linea con i film per famiglie della nWave. Anche il terzo atto aveva bisogno di qualche ritocco: nella versione originale Rex tornava a Buckingham insieme solamente alla sua ragazza Wanda. Pensavo che sarebbe stato molto più divertente e dinamico aggiungere alla coppia un seguito di cuccioli. Già pregustavo il caos che avrebbero creato all’interno del palazzo!

     

    CI SONO MOLTE SCENEGGIATURE PER FILM D’ANIMAZIONE IN CIRCOLAZIONE?

    Molto poche, in relazione alle centinaia di sceneggiature per i film in live action. Al contrario degli studi americani che fanno tutto “in casa”, io sono sempre alla ricerca di nuovi progetti. Passo un sacco di tempo in America e ho avuto l’opportunità di conoscere molti agenti di bravi sceneggiatori, e questo mi ha permesso di accedere a un gran numero di script, tra i 10 e i 15 all’anno, il che rende il mio compito più semplice! Alcuni autori scrivono senza commissione, senza avere davanti nessuna promessa di acquisto, sperando che saranno poi in grado di trovare un produttore interessato alle loro sceneggiature una volta completate. È così che ho trovato Bigfoot Junior e Rex - Un cucciolo a palazzo.

     

    CON QUALE CRITERIO SCEGLI LE STORIE CHE POI SVILUPPERAI?

    Prima di tutto la storia deve essere coinvolgente. Poi deve avere personaggi interessanti, in grado di generare empatia con il giovane pubblico. Nella prima parte di Un cucciolo a palazzo Rex è un po’ arrogante, sconsiderato. Sfrutta la sua posizione “reale” per vivere come una star, ma è costretto a intraprendere un viaggio in solitaria: una volta tradito e allontanato da Buckingham Palace deve badare a se stesso. Finisci per simpatizzare con lui perché, dopo tutto, impara dai suoi errori e cresce.

    Rex - Un cucciolo a palazzo è destinato al nostro pubblico di sempre: bambini dai 5 ai 10 anni, senza però dimenticare di far sorridere anche i genitori. Mi sono divertito a mettere qui e lì qualche battuta destinata ai più grandicelli come le scene con Trump, i riferimenti a Fight Club o Rocky... Con Rex - Un cucciolo a palazzo abbiamo voluto allargare il nostro pubblico di riferimento più di quanto non avessimo già fatto con gli altri nostri film.

     

    RIESCI A CAPIRE FACILMENTE COME SARÀ UN FILM SOLO LEGGENDO LA SCENEGGIATURA?

    È molto importante capire una cosa del genere come è anche molto importante realizzare da subito come potrebbe essere il film a livello visuale. Nessuno studio americano inizierebbe la produzione di un film senza prima completare le animazioni di base. Siamo uno di quei pochi studi che fa il passo più lungo della gamba (ride). Abbiamo un periodo di preproduzione molto breve. Quindi ho avuto bisogno di immaginarmi lo stile visuale di Rex - Un cucciolo a palazzo molto presto, esattamente come con gli altri nostri film, sia a livello di fondali sia a livello di stile dei personaggi. Due mesi dopo aver comprato la sceneggiatura stavamo già registrando le voci anche se le fasi di modeling e animazione erano ancora allo stato iniziale.

     

    OLTRE AD ALCUNE PARTI DI AZIONE E COMMEDIA, REX - UN CUCCIOLO A PALAZZO È ANCHE PIENO DI TENEREZZA E IL SUO FINALE È PARECCHIO INASPETTATO

    Una parte significativa della fase di riscrittura è stata destinata proprio a questo. Sono particolarmente soddisfatto del finale. Volevo che la conclusione fosse positiva e che potesse mettere sotto una buona luce la Regina Elisabetta e il Principe Filippo: li mostriamo come due complici, con il loro stile old-school, che chiacchierano sulla difficoltà di bilanciare amore e dovere. Ero poi fermamente convinto che Rex non dovesse riguadagnare la sua posizione di capobranco: decide infatti di “abdicare” in favore del “cattivo”, Charlie. Rex è cresciuto, il suo viaggio gli ha insegnato numerose cose sulla vita. Ora tutto quello che gli interessa è stare con la sua amata Wanda e nient’altro.

     

    PERCHÉ LAVORI CON UN CO-REGISTA, CHE IN QUESTO CASO È VINCENT KESTELOOT?

    Ho lavorato per la prima volta con Vincent su Sammy 2 – La grande fuga. Al tempo ero spesso in Africa per seguire un altro progetto, African Safari. È una maniera di lavorare che mi si addice: gestisco sotto ogni aspetto la sceneggiatura, la registrazione delle voci a Los Angeles e seguo con attenzione la creazione delle animazioni. Mi piace inoltre lavorare con le musiche: Ramin Djawadi ha lavorato su quasi tutti i nostri film. Ha un grande talento ed è un collaboratore leale, nonostante la popolarità che lo ha investito dopo essere diventato il compositore di serie come ‘Game of Thrones’ e ‘Westworld’.

    Sotto un punto di vista tecnico Rex - Un cucciolo a palazzo si è dimostrato un progetto non proprio facile a causa del grande numero di personaggi a quattro zampe. Vincent ha gestito il carico quotidiano di lavoro in maniera dettagliata e meticolosa.

    L’animazione è un processo così frammentato che è importante fare un passo indietro ogni tanto per avere uno sguardo d’insieme su tutto il lavoro svolto fino a quel punto. Lavorare con un co-regista mi ha permesso di continuare a concentrarmi su questo sguardo d’insieme mentre lui si occupava dei dettagli portando in vita il progetto giorno dopo giorno. Ho lavorato con Vincent su Sammy 2 – La grande fuga, Robinson Crusoe e Rex - Un cucciolo a palazzo, e con Jérémie Degruson su Il castello magico, Bigfoot Junior e ora su Bigfoot Sperstar.

    Io e Vincent siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Lo spirito di squadra è basilare. Quando ero l’unico regista al timone – ai tempi di Fly Me to the Moon, il mio primo film d’animazione, e Le avventure di Sammy – ero stato spesso criticato per non aver avuto abbastanza attenzione per i piccoli dettagli o per aver voluto il pieno controllo su ogni cosa. Oggi lavoriamo bene insieme, abbiamo trovato il nostro equilibrio.

     

    TI PIACEVANO I FILM D’ANIMAZIONE QUANDO ERI PICCOLO?

    In realtà no! Vedevo i cartoni della Disney come tutti. Ad oggi non mi precipito in sala per vedere cosa stanno realizzando gli studi concorrenti. Mi piace il cinema, ma non mi interessa se i miei film assomigliano agli altri o meno. L’unica cosa che mi interessa è raccontare una storia che possa avvicinarmi al giovane pubblico, insieme alla sfida che questa storia possa rappresentare per il nostro studio.

     

    INTERVISTA A VINCENT KESTELOOT (CO - REGISTA)

    IN QUALI CIRCOSTANZE SEI STATO INGAGGIATO DALLA nWAVE PICTURES?

    Ho iniziato come animatore su un corto d’animazione in 3D prima di entrare a pieno titolo nello studio e unirmi al team che stava lavorando da ormai diversi mesi sul primo lungometraggio, Fly Me to the Moon. Prima avevo lavorato nella pubblicità per diversi anni. Ben ha fatto uso del mio expertise per dirigere intere sequenze del film che non erano state ancora realizzate.

    Per Le avventure di Sammy mi è stato chiesto di creare e gestire un dipartimento di progettazione, simile a quelli che esistono in altri studi. Poi, per Sammy 2 – La grande fuga, mi è stata affidata la direzione del seguito delle avventure di questa tartaruga mentre Ben era impegnato con la direzione di African Safari, un documentario in 3D.

     

    COME VI SIETE DIVISI I COMPITI TU E BEN?

    Ognuno di noi ha le sue responsabilità. Ben sceglie sempre il tema principale del film, o ispirandosi a un’idea di base che sarà poi sviluppata da un autore (come ne Il castello incantato), o basandosi su uno script già esistente, come nel caso di Rex - Un cucciolo a palazzo. Ben poi manda la sceneggiatura ad alcune persone dello studio, tra cui me, così che possano leggerla. Poi io dò la mia opinione personale, e il reparto supervisione dice la sua su quello che riguarda le maggiori difficoltà tecniche da affrontare. La complementarietà che si è sviluppata tra di noi è stimolante: anche se una storia è accattivante non per questo vuol dire che è semplice da realizzare. Dobbiamo essere disposti ad affrontare progetti complessi e impegnativi con un budget limitato.

    La premessa di Rex - Un cucciolo a palazzo si presta a una narrazione creativa: Rex, il personaggio principale, perde i suoi privilegi reali e prova a riaverli indietro, e durante questo processo cresce, anche reinventandosi. Questa è la vera essenza di un racconto di formazione. Il vantaggio di un progetto come questo è che abbiamo la possibilità di oltrepassare, in termini di regia, ostacoli che sono inevitabilmente connessi al budget, al tempo e alla tecnica, perché la scrittura è solida.

     

    QUALI SONO STATE ALCUNE SFIDE TECNICHE SPECIFICHE DI REX - UN CUCCIOLO A PALAZZO?

    Il grande numero di personaggi inclusi nella prima stesura della sceneggiatura è stata la prima  sfida da affrontare: quando Rex si ritrova nelle strade di Londra incontra una miriade di cani, che non erano necessari per il proseguimento del racconto. Seguire lo script alla lettera avrebbe significato spendere metà del budget su queste scene. Abbiamo affrontato lo stesso problema a Buckingham Palace dove centinaia di invitati e un’armata di camerieri erano presenti nella stessa scena. Ci siamo dovuti concentrare sull’essenziale, abbiamo fatto un film più intimo. Ho dovuto unire diversi personaggi e pensare ad alcuni tagli ingegnosi che non alterassero la storia. Alla fine è stato anche più divertente concentrarci solo sui tre maggiordomi della Regina, tutti vittime dei capricci dei quattro Corgi, invece di tenere tutti e sei i cani della versione originale. Siamo stati in grado di dare loro più personalità e profondità.

     

    IL TONO GENERALE DEL FILM È ALLEGRO E AMICHEVOLE

    Il nostro film vuole recapitare un messaggio costruttivo ai bambini, che va al di là del puro intrattenimento. La sceneggiatura è stata modificata con questo pensiero ben chiaro nella nostra testa, mantenendo per esempio inalterata la personalità scontrosa di Principe Filippo, bilanciandola però con alcuni momenti di tenerezza. Tyson, il tirannico cucciolo di pitbull, è fisicamente notevole ma lo sforzo collettivo dei cani trionferà sulla sua violenza. Abbiamo imparato molto dalle nostre esperienze passate. In Fly Me to the Moon due mosche si azzuffavano e una di loro giocava sporco picchiando l’altra sulla testa. Il riscontro del pubblico è stato negativo. Sammy 2 – La grande fuga mostrava due barracuda inseguire le tartarughe. In alcuni paesi questa scena è stata modificata perché considerata troppo violenta per i bambini al di sotto dei sei anni. Questo tipo di cambiamenti dell’ultimo minuto si sono poi ripercossi sull’intera scena. Un altro paese ha censurato un bacio tra due tartarughe: anche quella volta una decisione del genere ha rovinato l’atmosfera dell’intero segmento. Dobbiamo essere in grado di anticipare questo tipo di problemi.

     

    COME POTETE ANTICIPARE QUESTO TIPO DI REAZIONI SENZA DANNEGGIARE IL FILM?

    Senza mai trascurare le diverse sensibilità delle diverse culture, anche quelle presenti all’interno della nWave. Le reazioni possono talvolta essere contraddittorie o incompatibili con la nostra linea editoriale e quello è il momento in cui devo intervenire io. Il mio lavoro infatti consiste anche nel trovare il giusto compromesso, sempre scegliendo una regia pulita ma allo stesso tempo non controversa. Per esempio alcuni animatori volevano un tipo di azione più violenta durante le lotte tra cani nell’arena del Fight Club. Ho spiegato loro il mio punto di vista: perché dovremmo mostrare una lotta persa in partenza tra un cane casalingo e un pitbull in una scena in grado di generare sentimenti di disagio che potrebbe anche essere censurata in alcuni paesi? Ho preferito mostrare Rex in un inseguimento, che è una fonte di suspense, e poi orchestrare la sua vittoria su Tyson che avviene grazie al suo coraggio e alla sua determinazione.

     

    QUALI SONO LE SFIDE CHE AFFRONTI COME REGISTA?

    Le sfide più grandi hanno a che fare con il budget e con la pianificazione. I nostri budget sono modesti rispetto a quelli delle nostre controparti americane. Il nostro approccio non è quello di adattare il budget alla sceneggiatura ma piuttosto il contrario: adattare la sceneggiatura alla quantità di soldi a disposizione. Quindi una delle prime cose che facciamo non appena iniziamo la fase di preproduzione è quella di decidere quali saranno le scene sulle quali spendere di più e in quali scene invece possiamo effettuare qualche taglio per offrire un buon film restando nei tempi e nei costi. Dobbiamo semplificare la produzione e allo stesso tempo mantenere l’essenza dei personaggi e della storia. Questa è la sfida più grande.

     

    COME TI SEI APPROCCIATO A REX, CHE NON È UN EROE NEL SENSO TRADIZIONALE DEL TERMINE?

    Nell’animazione il rischio è di scommettere tutto su un eroe così carino e perfetto che alla fine risulta uniforme e noioso, a tal punto da deviare l’attenzione del pubblico verso personaggi secondari. Una delle particolarità di Rex - Un cucciolo a palazzo è che la storia si apre con le vicende di un protagonista così privilegiato e arrogante che non è facile affezionarcisi immediatamente. Volevamo che Rex assaggiasse un pochino di modestia. Non ho voluto abbassare il livello della sua vivacità, ho anzi rinforzato alcune scene all’inizio del film in cui si mostra il suo arrivo nel palazzo. Allo stesso tempo, però, è stato importante mostrare che Rex non fosse meschino fino al midollo, ma che fosse un personaggio in grado di evolvere: è ingenuo, naïf, troppo viziato e soprattutto scortese. Ma non ha “vissuto abbastanza” per apprezzare i suoi privilegi e costruire una sua personalità nei momenti difficili.

    Il problema era trovare la tempistica giusta così da non far superare a Rex i limiti della pazienza del pubblico. La prima registrazione della voce di Rex dava l’impressione che si lamentasse costantemente. Abbiamo quindi rifatto alcune scene da capo per ottenere qualche sfumatura in più. Lo spettatore tende a ricordare i momenti di azione e le scene più spettacolari ma è l’evoluzione di Rex che rappresenta per noi la sfida più grande nella narrazione. Il successo di un film è spesso misurato dallo sfarzo del cattivo. Rex - Un cucciolo a palazzo ha Charlie, Tyson e la spregevole Mitzy!

    Questo è quello che si dice di molti film: se il cattivo è grandioso, allora anche il film lo è. Che non  è sempre vero! (ride) Mi sono divertito un mondo sviluppando i personaggi dei cattivi. Tyson è un bruto e costringe Rex a imporsi e superarsi per difendere i suoi cari. Il vero avversario di Rex è Charlie, che nel finale della prima stesura sarebbe dovuto morire in un incidente di cattivo gusto. È stato piuttosto appagante vederlo raggiungere il massimo di quello che voleva – il potere – e allo stesso tempo realizzare che, sacrificando il proprio spirito e i propri amici finisce per diventare solo. O  peggio  in  cattiva  compagnia,  ovvero  con Mitzy.  Mitzy,  il cane della famiglia presidenziale, è incontrollabile e maleducata e obbedisce solo alle sue pulsioni. Accordarsi su come dovesse apparire è stato difficile: è così facile da odiare che tutti avevano in mente un cane brutto. Sarebbe stato divertente ma non molto credibile, dato che si tratta comunque della cagnetta della famiglia Trump. È stato divertente giocare con lo scarto tra i cani con pedigree della Regina e il lato kitsch  di Mitzy.

    Mi sono poi divertito con i personaggi secondari, con il loro andare oltre le apparenze: Jack è molto ambiguo come mentore. Wanda fa il suo ingresso nella storia presentando tutti gli  stereotipi della “femme fatale” associati a quelli della “tipa tosta”, ma più avanti mostrerà un lato coraggioso e libero, oltre a capacità ben superiori a quelle di Rex. Il fatto che non ci sia amore a prima vista da parte sua è notevole: l’amore di Wanda si evolve insieme alla personalità di Rex.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

    1) Rex, un cane di razza corgi, con la sua simpatia, è riuscito a vivere come dono del principe Filippo alla regina Elisabetta, a Buckingham Palace a ottenere la simpatia della regina e del principe, sostituendo, nel loro affetto, i vecchi corgi della sovrana.

    Shakespeare fa dire a Mackbeth: “La sicurezza è il peggior pericolo” e così per Rex, certo dell’affetto dei due sovrani e arrogante al punto che non si accorge che i cani, da lui messi all’angolo, stanno premeditando una sottile vendetta nei suoi riguardi. Gli animali attendono, sicuri che il momento della vendetta arriverà mentre il borioso Rex non si accorge di nulla. Possibile? Eppure il nostro Rex è un cane intelligente!!!

    2) L’occasione si presenta con l’organizzazione di una cena privata che Elisabetta e Filippo offrono a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e a sua moglie Melania. Trump non è una persona educata, anzi, spesso, si mostra scortese e irriverente di fronte ai reali inglesi che ne rimangono sconcertati.

    Tyson il pittbull, altro cane dei re, approfitta della situazione in modo tale che Rex, il quale per far ridere imitava nei comportamenti il presidente americano, crea una situazione talmente difficile tra Elisabetta, Filippo e i suoi ospiti al punto che viene cacciato con grande soddisfazione di Tyson e degli altri. Il povero Rex è costretto a fare il randagio per le vie di Londra. Cosa ha combinato Rex a tal punto di essere scacciato dal palazzo reale?

    3) Come, sicuramente vi dava un po’ fastidio Rex quando faceva il “signore di Buckingham Palace, non vi fa un po’ pena ora che cammina da solo, tremante di freddo, per le strade londinesi?

    4) Rex ha tanta nostalgia della regina Elisabetta e del principe Filippo, rappresentati nel film come due vecchi coniugi che parlano di tante cose ma, soprattutto, della difficoltà di bilanciare amore e dovere. Ed è nel rispetto di questa bilancia in cui amore e dovere debbono essere alla pari che allontanarono Rex nel momento in cui esso dimenticò quanto conti il dovere?

    5) Certo Rex non dimenticherà mai la cena a quattro che videro, seduti allo stesso tavolo, Elisabetta e suo marito, Donald Trump e sua moglie. Perché invece di una cena di stato con tanti ospiti importanti, i reali inglesi optarono per una cena privata?

    6) E’ durante questa cena che Rex, perdendo l’equilibrio, rotola giù per le scale davanti ai quattro illustri personaggi? Ed è per questo motivo che viene scacciato?

    7) Tyson, il pittbull, più forte del gruppo, nonostante sia ancora un cucciolo, ormai che Rex è stato scacciato dal palazzo si sente ora il capo degli altri cani che fanno finta di assecondarlo (nessuno di loro lo ama) ma poi….. cosa accade?

    8) Tyson è stato descritto dagli autori del film come un bruto che, trovandosi a dover lottare con Rex lo affronta in una lotta senza esclusione di colpi. Quando avviene questo scontro? Prima o dopo che Rex si riaffacci di nuovo a Buckingham Palace?

    9) Chi è Charlie e come mai proprio lui diventa il capo dei corgi, accettato da tutti?

    10) E Mitzi? E’ la cagnetta dei coniugi Trump. Non ha pedigree come i corgi della regina e se ne infischia. E’ più o meno simpatica dei cani della regina? E’ più o meno simpatica a voi?

    11) Cosa accade tra tutti i nostri cani quando arriva Wanda con la sua aria di “femme fatale”? A quale famiglia di cani appartiene a Wanda?

    12) I personaggi:

    Rex Come è entrato da cucciolo, Rex a Buckingham palace?

    Jack Jack è un Jack Russell simpatico, affettuoso amico di Rex al punto da rischiare la sua vita…. Quando?

    Wanda E’ la regina delle notti di Londra. Tyson, innamorato di lei, la difende e la controlla. Cosa accade quando, all’arrivo di Rex, percepisce un nemico anche nell’interesse che Wanda provava per lui?

    Charlie E’ un corgi della regina e non ama Rex, coccolato da tutti. Come, durante la cena dei reali con i Trump riesce a sbarazzarsi di Rex?

    Mitzi Sicuramente non può non riuscirvi antipatica come i padroni (i Trump). Truccatissima e ridicola, appena si accorge di Rex gli salta addosso perché, da subito, ha una cotta per lui. Come Rex riesce a sfuggirgli?

    Tyson Tyson è un pittbull che partecipa alle lotte tra i cani organizzate da Wanda, vincendo sempre. Ma quando si trova di fronte Rex… la lotta per lui diventa dura e difficile. Come mai? Tyson non riesce a lottare come sempre, perché vede l’interesse di Wanda per Rex ed è geloso, oppure perché, pur essendo forte, è molto meno intelligente di Rex cui alla fine arride la vittoria e ….. l’amore di  Wanda?

     

     

Letto 455 volte

Video

Altro in questa categoria: « Remi Il ritorno di Mary Poppins »

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi

A un metro da te (23 Apr 2019)
Il primo Re (23 Apr 2019)
Aladdin (11 Giu 2019)