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Fantastic Mr. Fox

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:


    FANTASTIC MR. FOX è il primo film d’animazione del regista visionario Wes Anderson, che si avvale della tradizionale tecnica manuale della stop motion per narrare la storia tratta dal bestseller per l’infanzia di Roald Dahl (autore de La fabbrica di cioccolato - Charlie and the Chocolate Factory e di James e la pesca gigante - James and the Giant Peach).

    Nel film FANTASTIC MR. FOX, il Signor Fox, è un ex ladro di galline, ora giornalista di un quotidiano, che, contro il parere del suo avvocato Badger, si trasferisce con la famiglia in un costoso faggio in prossimità di tre fattorie appartenenti agli agricoltori Boggis, Bunce e Bean.

    “L’albero in cui sceglie di vivere rappresenta un colpo di testa, una decisione pretenziosa dovuta alla crisi della mezza età”, spiega uno degli autori del film. La scelta è pericolosa e la casa è al di sopra dei suoi mezzi”.

    Inutile dire che vivere così vicino alle fattorie è una tentazione irresistibile per il Signor Fox, che, presto, torna alle vecchie abitudini. Insieme all’amico opossum Kylie e al nipote Kristofferson, il Signor Fox inizia a intrufolarsi nelle fattorie in cerca di galline, oche, tacchini e sidro, mettendosi in rotta di collisione con gli agricoltori che hanno giurato di liberarsi di questa minaccia in pelliccia a qualunque costo e con qualunque mezzo.

    Nella storia di Dahl, il Signor Fox ha quattro cuccioli senza nome. “Vengono essenzialmente citati”, spiega Wes Anderson il regista che, ha deciso di ridurre il numero a uno, ma di caratterizzarlo con una storia e un ruolo di primo piano.

    E così il Signor Fox ha un figlio di nome Ash, che è introverso, piuttosto impopolare, ossessionato dai libri a fumetti, con poco in comune con il padre.

    “Ash è insicuro e desidera l’amore e l’approvazione del padre”, dichiara Jason Schwartzman, amico e collaboratore di vecchia data di Anderson “Vuole essere un grande atleta come lui, vuole essere in gamba come lui e vuole il suo riconoscimento. Ash deve misurarsi con il carattere e il temperamento del padre. Secondo me, questo è il succo della storia: essere contenti di ciò che si è. Perché ciò che ci rende differenti è ciò che ci fa essere speciali. Alla fine Ash, grazie al fisico minuto e alle sue peculiarità, riesce a salvare alcune vite”.

    “Wes voleva arricchire la storia con un’altra generazione di volpi”, spiega Dawson uno dei produttori introducendo i personaggi di Ash e del cugino Kristofferson, “creando così nuove dinamiche nella famiglia”.

    Un altro elemento importante introdotto da Anderson è un nuovo sport, un miscuglio di cricket e baseball, nel quale si cimentano Ash e il cugino.

    “Alla gente piacciono i personaggi adolescenti”, rivela Dawson parlando della genesi di questo nuovo sport, “così abbiamo pensato di ampliarli, aggiungendo alcune scene in cui i giovani non sono insieme alla famiglia, e Wes ha avuto questa idea. Dopo che ha scritto la scena, abbiamo deciso il tipo di gioco e le sue regole”.

    Le regole del gioco sono illustrate in una sequenza esilarante da Skip, l’allenatore di Ash, un furetto,

    “Ha un’infinità di regole complicate e ridicole ed è caratterizzato da un’attività fisica faticosa ma divertente”, spiega ridendo la Abbate.

    “Simbolicamente, rappresenta il tentativo di Ash di richiamare l’attenzione del padre. Il Signor Fox da giovane è stato un atleta e un campione di questo sport, vincendo tutti i trofei possibili, quindi per Ash il successo o il fallimento in questa disciplina significa veramente molto."

    Tutto andrebbe bene ma, dopo tanti anni, questa esistenza bucolica si dimostra eccessiva per l’istinto selvaggio del Signor Fox, che torna alle vecchie abitudini di spregiudicato ladro di galline. Così facendo, però, mette a rischio non solo la sua amata famiglia, ma l’intera comunità animale.

    Intrappolati sotto terra senza sufficienti scorte di cibo, gli animali si uniscono per combattere contro i contadini cattivi – Boggis, Bunce e Bean – che sono determinati a catturare l’audace e fantastico Signor Fox a qualunque costo. Alla fine, grazie al suo istinto, il protagonista riesce a salvare la famiglia e gli amici.

  • Genere: animazione
  • Regia: WES ANDERSON
  • Titolo Originale: Fantastic Mr. Fox
  • Produzione: LA TWENTIETH CENTURY FOX In associazione con la INDIAN PAINTBRUSH e la REGENCY ENTERPRISES UN FILM DELLA AMERICAN EMPIRICAL PICTURES
  • Durata: 88'
  • Sceneggiatura: WES ANDERSON NOAH BAUMBACH TRATTO DAL LIBRO DI ROALD DAHL
  • Direttore della Fotografia: TRISTAN OLIVER
  • Montaggio: ANDREW WEISBLUM
  • Scenografia: NELSON LOWRY
  • Destinatari: Scuole Primarie, Scuole Secondarie di I grado
  • Approfondimenti:

    Origini

    Pubblicato nel 1970 da Alfred Knopf negli Stati Uniti e da George Allen & Unwin nel Regno Unito, con illustrazioni di Donald Chaffin, l’amato libro di Roald Dahl Fantastic Mr. Fox. Furbo, il signor olpe incanta e rallegra generazioni di bambini e genitori da quasi quarant’anni.

    Ora, grazie alla visione dolce-amara, ironica e divertente dell’acclamato regista Wes Anderson (“Rushmore”, “I Tenenbaum” - The Royal Tenenbaums, “Un treno per il Darjeeling” - The Darjeeling Limited) e alla magia dell’animazione stop motion, la storia cupamente umoristica del nobile, affascinante e fantastico Signor Fox è destinata a incantare e divertire un pubblico perfino più ampio. Anderson ha letto per la prima volta l’avvincente libro di Dahl quando era bambino e viveva a Houston, in Texas.

    “È stato non solo il primo libro di Roald Dahl che ho letto, ma anche il primo libro che ho posseduto”, dichiara il regista. “Mi piaceva tanto il Signor Fox, un personaggio per certi versi eroico e un po’ vanitoso. E mi piaceva scavare. I miei fratelli e io eravamo fissati con i tunnel e i fortini sotterranei. Dahl è un autore straordinario, con una personalità che emerge in modo prorompente dai suoi scritti”.

    Nonostante la morte di Roald Dahl, avvenuta nel 1990, la sua opera continua ad essere molto diffusa e popolare, e numerosi tra i sui celebri libri per bambini sono stati adattati per il grande schermo: La fabbrica di cioccolato (Charlie And The Chocolate Factory), che ha dato origine sia al film del 1972, “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” (Willy Wonka and The Chocolate Factory), sia a quello del 2005, “La fabbrica di cioccolato” (Charlie and The Chocolate Factory), interpretato da Johnny Depp; James e la pesca gigante (James And The Giant Peach); Matilde (Matilda); Le streghe (The Witches).

    Altri suoi libri si trovano in fasi diverse di sviluppo cinematografico. Anderson ha acquistato i diritti cinematografici di Fantastic Mr. Fox. Furbo, il signor Volpe dalla vedova di Dahl, Felicity “Liccy” Dahl, che gestisce ora il patrimonio del defunto marito.

    “Il mio agente a Los Angeles mi ha contattata, dicendomi di essere stato interpellato da un certo Wes Anderson, che voleva trarre un film da Fantastic Mr. Fox. Furbo, il signor Volpe”, ricorda la Signora Dahl. “Nella mia ignoranza, allora non conoscevo Wes Anderson, che aveva appena realizzato ‘Rushmore’ e ‘Un colpo da dilettanti’ (Bottle Rocket). Ho ricevuto i video dei suoi film e, dopo averli guardati, ho pensato che avesse talento. All’epoca Anderson era molto giovane e con lui mi sono incontrata soltanto tre anni più tardi a New York. Mi ha invitata a pranzo in un locale elegante e alla moda. Era lì seduto ad aspettarmi e, quando sono entrata, si è alzato. Mi è sembrato subito simile al Signor Fox, vestito magnificamente, immacolato, e, quando gli ho chiesto: ‘Wes, che cosa ci facciamo qui?’, lui mi ha risposto che il soufflé al formaggio di quel ristorante era fantastico. A quel tempo stava ultimando ‘I Tenenbaum’ (The Royal Tenenbaums). Durante il pranzo abbiamo chiacchierato molto e ho pensato che, sì, Wes era il ragazzo giusto per realizzare il film”.

    Prima di iniziare a dedicarsi alla sceneggiatura, Anderson ha visitato Gipsy House, la dimora della famiglia Dahl a Great Missenden nel Buckinghamshire, in Inghilterra, dove il celebre autore lavorava in un capanno rustico in giardino.

    “Quando è venuto a Gipsy House, era una giornata molto umida e il fango era ovunque; abbiamo ugualmente passeggiato tra le colline, nei boschi, nelle valli, e ci siamo divertiti”, aggiunge Felicity Dahl.

    “Sono andato a Gipsy House nel mese di marzo e tutto era zuppo di fango”, ricorda Anderson. “Liccy mi ha dato un paio di stivali di gomma e un vecchio cappello da pescatore del marito e siamo andati in giro nella proprietà. Alla fine di un sentiero c’è un faggio enorme che ho riconosciuto immediatamente, perché è decritto nel libro. Sotto un albero è stato dipinto un carrozzone di zingari, che avevo visto in alcune fotografie polverose. In cima a un viale c’è un masso semi-sepolto su cui è stata incisa la parola 'gipsy'”.

    “Liccy mi ha condotto nel capanno in cui il marito scriveva”, aggiunge Anderson. “Sul tavolo c’è parte di un osso del bacino, accanto alla prima protesi dell’anca di Dahl. C’è una palla di quattro chili e mezzo fatta con gli involucri di alluminio della cioccolata Cadbury raccolti nel corso degli anni. C’è una piccola valvola chirurgica inventata da Dahl, che ha salvato il figlio affetto da idrocefalo. Quella sera Liccy mi ha lasciato esaminare i manoscritti del marito. Un archivista mi ha fatto lavare le mani due volte con un sapone speciale e mi ha pregato di accostare tutte le tende e chiudere la porta a chiave quando avessi finito. Ero solo con dozzine di bozze scritte a mano con schizzi a margine, e ho avuto davanti agli occhi una visione d’insieme del suo modo di lavorare. In quel momento ho sentito più forte che mai la sua presenza”.

    Durante la visita Anderson ha chiesto alla Signora Dahl se lui e il suo socio sceneggiatore Noah Baumbach (“Le avventure acquatiche di Steve Zissou” - The Life Aquatic With Steve Zissou, “Il calamaro e la balena” - The Squid and The Whale) sarebbero potuti andare a stare a Gipsy House per scrivere il soggetto.

    “Mi ha detto: ‘Penso che sentirei l’atmosfera e tutto il resto molto più intensamente’”, ricorda Felicity Dahl. “Gli ho risposto che ne sarei stata felice. E così alcuni mesi più tardi lui e Noah si sono trasferiti nella dépendance e sono rimasti lì per due settimane a scrivere la sceneggiatura in una delle stanze al piano superiore, mentre noi abbiamo dato un regale contributo enogastronomico. È stato divertentissimo, abbiamo trascorso un periodo indimenticabile. Quando hanno ultimato la sceneggiatura sono partiti e, qualche tempo dopo, me ne hanno inviato una copia. L’ho letta la notte stessa, poi l’ho passata a mio nipote Luke che, finita la lettura, mi ha detto: ‘È fantastica, devono assolutamente fare il film’. E così è andata”.

    “Credo che il soggiorno sul posto sia stato fonte d’ispirazione”, è l’opinione della produttrice Allison Abbate (“Il gigante di ferro” - Iron Giant, “La sposa cadavere” – Corpse Bride) riguardo alla permanenza di Anderson a Gipsy House, “come lo sarebbe per chiunque andasse lì. La presenza di Roald Dahl è palpabile ovunque, nel capanno in cui scriveva, nella campagna circostante... tutto ha contribuito a delineare la visione di Wes. Nel film ci sono molti momenti divertenti in cui la casa e l’area circostante hanno un ruolo centrale”.

    “Gipsy House lo ha influenzato moltissimo”, concorda Felicity Dahl. “Credo che Wes si sia sentito vicino a Roald. Qui abbiamo l’archivio di tutti i libri che ha scritto. Le bozze di ogni libro sono negli archivi del museo e Wes ha potuto esaminarle, insieme a un prezioso taccuino con le illustrazioni di Roald che ritraggono le volpi mentre spingono il carrello del supermercato. Credo che tutte queste testimonianze lo abbiano commosso ed emozionato”.

    “Dahl era un uomo molto interessante e poliedrico”, osserva Anderson. “Abbiamo trascorso un po’ di tempo a Gipsy House mentre scrivevamo e molti dettagli della sua vita hanno trovato posto nella storia e nel personaggio del Signor Fox. Probabilmente Dahl ha immaginato il personaggio come una versione animale di se stesso; perciò, pur senza parlarne apertamente, l’intuito ci ha portati a scrivere la vicenda basandoci su questo presupposto”.

    “Penso che a Roald sarebbe piaciuto immaginarsi nei panni del fantastico Signor Fox”, medita Felicity Dahl. “Gli piaceva aiutare la gente, specialmente i più bisognosi, forse anche a causa dei numerosi gravi problemi di salute che avevano colpito la nostra famiglia. Roald odiava le ingiustizie. Credo che gli sarebbe piaciuto essere il Signor Fox e, in un certo senso, lo era”.

    Inevitabilmente, per trasformare la storia per bambini di Dahl in un film, erano necessari alcuni cambiamenti.

    “Nel libro non ci sono eventi a sufficienza per realizzare un lungometraggio”, spiega Anderson, “perciò sapevamo di dover lasciare molto spazio all’immaginazione. Ciò premesso, volevamo scrivere qualcosa che speravamo Roald Dahl avrebbe trovato appropriato e consono alla storia che lui aveva scritto in prima istanza. Il proposito era di scrivere un film di Roald Dahl. È ovvio che le nostre trovate non possono essere uguali a quelle che avrebbe immaginato lui e che la sceneggiatura rispecchia le nostre personalità, ma l’obiettivo ultimo era di ideare per lo schermo una storia di Roald Dahl”.

    Pur mantenendo la struttura originaria della storia, Anderson e Baumbach hanno ampliato la vicenda non solo con nuove scene, ma anche con nuovi personaggi. “L’adattamento è coerente con la storia”, sottolinea la Abbate, che trova tutte le nuove parti aderenti al tono e allo spirito del materiale originale di Dahl.

    “Anche i nuovi personaggi sono funzionali alla storia”. “Non si tratta di un adattamento pedissequo, dato che nasce dalla mente di un autore diverso”, afferma il produttore Jeremy Dawson. “Ciò premesso, quasi ogni riga del libro, ogni frase di qualunque personaggio, è presente nella nostra storia. Abbiamo perfino usato i titoli dei capitoli del libro, come ad esempio: ‘Il Signor Fox ha un piano’”.

    “Sono stati fatti molti cambiamenti perché il libro è piccino ed era quindi necessario arricchire di fronzoli la storia”, osserva Felicity Dahl. “Penso che Roald avrebbe sostanzialmente approvato ciò che Wes e Noah hanno scritto per avere una storia adatta a un lungometraggio. Mi dispiace che Wes non abbia conosciuto Roald, perché credo che si sarebbero piaciuti molto. Ma forse è meglio così, dal momento che Wes lo ha conosciuto attraverso il libro e la sua passione per il libro”.

    STOP MOTION

    Vista per la prima volta nel 1898 nel film di Albert E. Smith e J. Stuart Blackton “Humpty Dumpty Circus”, l’animazione stop motion è una delle forme più antiche di effetti speciali e il meticoloso processo ad alta intensità di manodopera non è cambiato molto dalla sua introduzione più di un secolo fa.

    La tecnica prevede la manipolazione fotogramma per fotogramma di un oggetto tridimensionale — un pupazzo, un modello o perfino un attore — per portarlo in vita e farlo apparire in movimento.

    Generalmente vi sono 24 fotogrammi di pellicola per secondo di proiezione, quindi il corpo dell’oggetto, la testa, le braccia, le gambe, le mani, le dita, gli occhi, le orecchie e la bocca devono essere mossi con incrementi infinitesimali tra un fotogramma e l’altro e ciò crea l’illusione del movimento quando il film viene proiettato.

    “Mi è sempre piaciuta la stop motion”, dichiara Anderson, che in passato ha incluso numerose sequenze realizzate con questa tecnica nel film del 2004 “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” (The Life Aquatic With Steve Zissou), sequenze dirette dal mago della stop motion Henry Selick (“Coraline e la porta magica”). “Ma la cosa che mi fa letteralmente impazzire sono i pupazzi pelosi”.

    “Una delle cose che Wes apprezza nella stop motion è il senso di magia che sprigiona”, afferma Dawson. “Il fatto che il processo sia manuale e quindi richieda una notevole abilità rappresenta un’attrattiva.

    Wes non è un fan delle immagini realizzate con il computer.

    L’estetica della stop motion permette di usare moltissime texture e piccoli oggetti manufatti, e tutti i suoi film sono ideati e prodotti in questo modo, con ogni dettaglio pensato e valutato. Per lavorare così, la stop motion è il mezzo perfetto”.

    Dall’originale “King Kong” del 1933 fino a “Guerre stellari” (Star Wars) di George Lucas, questa minuziosa tecnica ha prodotto molti momenti classici del cinema, grazie in misura tutt’altro che marginale al lavoro dei primi artisti che vi si sono dedicati: Willis O’Brien (“King Kong”, “Il re dell’Africa” - Mighty Joe Young) e il suo giovane protégé Ray Harryhausen (“Gli argonauti” - Jason And The Argonauts, “Il 7° viaggio di Sinbad” – The Seventh Voyage Of Sinbad), i cui nomi sono diventati sinonimo di stop motion.

    La tecnica dell’animazione stop motion (o passo uno) è stata utilizzata a Hollywood per realizzare gli effetti visivi fino ai primi anni ‘90, dopodiché l’avvento delle immagini generate al computer ne ha sostanzialmente limitato l’utilizzo ai programmi televisivi, agli spot pubblicitari, ai cortometraggi e ai video musicali.

    Poi, nel 1993, “Nightmare Before Christmas” di Tim Burton ha mostrato al pubblico e a Hollywood l’animazione stop motion sotto una luce diversa, aprendo le porte a una nuova serie di film, quali l’adattamento del libro di Roald Dahl “James e la pesca gigante” (James and the Giant Peach) realizzato da Selick, “Galline in fuga” (Chicken Run) e “Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro” (Wallace & Gromit In The Curse Of The Were-Rabbit) di Nick Park, “La sposa cadavere” (Corpse Bride) di Burton e il recente “Coraline e la porta magica” di Selick.

    Mentre la tecnica di base della stop motion è la stessa da oltre un secolo, l’animazione è migliorata diventando più fluida grazie alle nuove tecnologie applicate ai pupazzi, all’uso delle macchine da presa digitali al posto della pellicola, all’introduzione del computer e del video assist, e alla possibilità di eliminare strutture e sostegni che mantenevano in posizione i pupazzi quando in passato non era possibile effettuare riprese durante la post-produzione.

    Per FANTASTIC MR. FOX, invece, Anderson era interessato a una forma di stop motion meno scorrevole e raffinata, meno somigliante alla CGI, che desse la sensazione di un prodotto vecchio stile realizzato a mano.

    “Adoro l’aspetto di King Kong, il vecchio King Kong, con la pelliccia. E secondo me tutta la magia della stop motion è dovuta al fatto che si vede il trucco. Ad esempio, nel film di Cocteau ‘La bella e la bestia’ (La belle et la bête), si capisce che gli effetti visivi sono realizzati con una persona dietro la parete che sporge il braccio tenendo una torcia, e poi il film scorre all’indietro, facendo così apparire la luce. Quegli effetti, dove vedi come sono creati, sono sempre stati magici e ipnotici per me. Con la stop motion, tutto il film mantiene questa impronta suggestiva”, afferma Anderson. La maggiore fonte d’ispirazione per il regista è stato il pioniere russo della stop motion Ladislas Starevich con il suo film del 1941 “Una volpe a corte” (Le roman de renard), in cui i pupazzi erano fatti con pellicce vere, con la qualità dei prodotti fatti a mano, e lo stile di animazione appariva grezzo e non uniforme.

    “Decisamente, Wes non voleva un prodotto super raffinato”, osserva il direttore dell’animazione Mark Gustafson. “Gli piace che i materiali vengano percepiti e che il pubblico capisca come è stato realizzato il film. Non c’è nulla di levigato e nessuno lo confonderà con la CGI”.

  • Spunti di Riflessione:

    Proposte di unità didattiche di L.D.F.

    1) A quale famiglia di animali appartiene la volpe?

    2) La volpe è un animale carnivoro o erbivoro?

    3) La volpe è diffusa in Italia? Se sì in quali zone prevalentemente ? E in Europa?

    4) Dove vive generalmente la volpe. Praticamente dove e come costruisce la sua casa?

    5) La volpe ha una grande capacità di adattamento in relazione alle zone in cui si stanzia?

    6) Una volta la volpe si costituiva socialmente solo in coppia ed era essenzialmente solitaria. E ora?

    7) La volpe si cura dei suoi piccoli?

    8) Quanto è lunga mediamente la vita di una volpe qualora non venga uccisa da un cacciatore?

    9) Le volpi, oggi, in Italia appartengono alla cosiddetta “fascia protetta”? E qual è il significato di queste ultime due parole della domanda?

    10) La volpe fin dai lontanissimi tempi legati alle favole di Esopo (La volpe e l’uva ad esempio) è stata (ed è) considerata un animale intelligente e soprattutto furbo. Secondo voi rispondono a verità queste considerazioni?

    11) Mister Fox, il protagonista del film, è stato, per anni, un bravissimo ladro di galline. Perché e quando ha deciso di smettere?

    12) Fox significa volpe. In quale lingua?

    13) Perché Mr. Fox con tutta la sua famiglia, si trasferisce in campagna?

    14) La casa scelta da Mr. Fox è un albero e, come abitazione, è molto costosa. Di quale albero si tratta e perché il suo costo è così alto?

    15) Perché Badger, l’avvocato di Mr. Fox non è d’accordo sul trasferimento?

    16) Weasel è l’agente immobiliare che vende la casa a Fox, fa fatica a convincerlo oppure…

    17) La famiglia di Mr. Fox è formata da sua moglie, la signora Fox, suo figlio Ash, suo nipote Kristofferson, loro ospite. Qual è, secondo la vostra opinione il carattere di ciascuno di loro?

    18) Ash subisce l’influenza del padre e desidera, in ogni cosa che fa, l sua approvazione. Mr. Fox si rende conto dell’ammirazione sconfinata che il figlio prova per lui?

    19) Ash e Kristofferson si cimentano in un nuovo sport, a metà tra il cricket e il baseball. Sapete qualcosa di questi due giochi che hanno milioni di tifosi in tutto il mondo? Se si descriveteli, se no effettuate ricerche in merito.

    20) Quanto Ash si dedica a questo nuovo gioco affinché il padre si accorga di lui e sia orgoglioso del suo figliolo?

    21) Chi è Skip? Quale ruolo ha nel film? E in quale animale viene rappresentato?

    22) E Rabbit? Quale animale è? E perché viene coinvolto nella storia della famiglia Fox?

    23) Quando e perché in Mr. Fox si riscatena il suo istinto di ladro di galline?

    24) Qual è il comportamento della signora Fox quando si rende conto del nuovo atteggiamento del marito?

    25) Chi sono Boggis Bunce e Bean? E perché danno la caccia a Mr. Fox, coinvolgendo non solo la sua famiglia ma anche tutti gli animali del circondario?

    26) Perché Franklin Bean è considerato dagli autori del film “il più meschino e spietato” dei tre personaggi di cui parliamo nella domanda precedente?

    27) Come, nei momenti conclusivi della storia, Mr. Fox, pur in mezzo a tanti pericoli, riprende in mano la situazione e riesce a salvare tutti?

    28) Secondo voi, alla fine del film, è passato a Mr. Fox il desiderio di continuare a fare il ladro di galline?

    29) Il film è tratto da un libro per bambini di Rold Dahl dal titolo uguale a quello dell’opera filmica. Se avete letto il libro avete notato come siano state effettuate molte modifiche nelle due storie, pur mantenendo intatti i caratteri dei personaggi? Secondo voi perché tali modifiche sono state realizzate nel passaggio tra il linguaggio verbale scritto e l’audiovisivo? E sempre secondo voi, erano necessarie? Esprimete la vostra opinione in merito.

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