Una storia senza nome In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann).

    Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film. Ma quel plot è pericoloso, “la storia senza nome” racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco.

     

  • Genere: Commedia
  • Regia: Roberto Andò
  • Titolo Originale: Una storia senza nome
  • Distribuzione: 01 distribution
  • Produzione: Bibi Film con Rai Cinema
  • Data di uscita al cinema: 20 settembre 2018
  • Durata: 110’
  • Sceneggiatura: Roberto Andò, Angelo Pasquini
  • Direttore della Fotografia: Maurizio Calvesi
  • Montaggio: Esmeralda Calabria
  • Scenografia: Giovanni Carluccio
  • Costumi: Lina Nerli Taviani
  • Attori: Michela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Jerzy Skolimowski, Antonio Catania, Gaetano Bruno, Alessandro Gassman
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    CRITICA

    “Della ‘Natività’ (1609) di Caravaggio, rubata a Palermo 50 anni fa, si dice addirittura che sia finita in pasto ai maiali, e l’immagine è buona metafora sul destino di un’opera inestimabile in un intrigo assurdo dominato dalla mafia. Per ricostruire, e nello stesso tempo porre la domanda: come si racconta una storia come questa? Il palermitano Andò di “Viva la libertà” sceglie il film e un’affettuosa solidarietà citazionista col cinema (…) 

    La combinazione dei piani è un po’ schematica, la Ramazzotti poco in parte, ma la difesa della cultura si fa sentire, anche nella scelta della parodia come specchio del contemporaneo.” (Silvio Danese, ‘Nazione-Carlino-Giorno2. 20 settembre 2018).

    “Da un fatto di cronaca (…) fino a un film (realizzato dopo mille traversie) dentro un film, quello di Roberto Andò. Trama (…) complicata. Ma alla fine la commedia vince sul giallo.  Parlando di arte, non è un film capolavoro, ma di raffinata fattura.” (LM, ‘Il Giornale’, 21 settembre 2018).

    “(…) ‘Una storia di senza nome’ di Roberto Andò intreccia realtà e finzione, noie e commedia, e torna ad affrontare un tema caro al regista, quello dell’impostura e dell’inganno, come se, sulla scia di Pirandello, l’identità fosse qualcosa da costruire e proteggere. Perché, come spesso nella vita, nessuno è quello che dice di essere nel film dove il cinema rivendica il suolo di strumento investigativo per arrivare alla verità (…). “ (Alessandra De Luca, ‘Avvenire’, 21 settembre 2018).

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di L.D.F.

     

    1) Valeria, la protagonista del film, scrive come “ghost writer” per un noto sceneggiatore: Alessandro Pes.

    Qual è il significato del termine anglosassone Ghost writer?

    2) Perché Alessandro Per non è più da tempo in fase creativa al punto che ha necessità che qualcuno, in segreto, scriva per lui?

    3) Cosa accade alla società di produzione che spinge Pes a creare un soggetto e una sceneggiatura che siano all’altezza di ciò che scriveva quando era al massimo del successso?

    4) Perché un misterioso signore, un giorno, ferma per la strada Valeria e le narra una interessante storia, relativa a un quadro del Caravaggio rubato e a un omicidio?

    5) Il vecchio signore si chiama Alberto Reck. Perché ha tanto interesse a raccontare alla ragazza quella strana storia, raccomandandole di non parlarne con nessuno?

    6) Valeria scrive il soggetto e la sceneggiatura del racconto di Reck e Pes che se la sta godendo in vacanza con una bella donna, (tanto chi scrive è sempre Valeria!), viene rapito e torturato dalla mafia. Perché? Cosa vogliono sapere i mafiosi da lui che egli non sa?

    7) Tutta la storia gira intorno a un misterioso quadro di Caravaggio che pezzi da novanta, come Totò Riina, hanno adoperato da tappeto e altri, come base per una piscina asciutta. Capiscono i mafiosi il valore non solo economico dell’opera, indipendentemente dal fatto che sia stata creata da Caravaggio?

    8) I fatti che coinvolgono Valeria si complicano, perché lei, nonostante Pes stia ancora in coma, continua a scrivere la sceneggiatura, firmandola misteriosamente, Mister X, suscitando l’attenzione della Mafia o, per meglio dire, di una parte di mafia, legata al quadro e comandata da una persona, decisa senza scrupoli. Chi è questa persona?

    9) Quasi alla fine del film, si scopre chi sia questa persona e quali siano le sue motivazioni e da dove derivi la sua autorità. Siete in grado di descrivere la sua personalità da cui ella ricava tanta forza? Alla fine però perde. Perché?

    10) Reck è preoccupatissimo. Vorrebbe che Valeria smettesse di scrivere per salvarla forse da un possibile omicidio. Da quale fatto lontano deriva la preoccupazione di Reck nei confronti della ragazza?

    11) Valeria ha una madre ancora bella e affascinante. La donna sa o non sa dei possibili pericoli cui va incontro la figlia?

    12) Reck e la mamma di Valeria in tempi lontani, si erano conosciuti. Quando si erano conosciuti? E conosciuti tanto che, fra loro, nascesse un amore e, da quell’amore, una figlia cui entrambi sono legati? E’ Valeria questa loro figlia?

    13) Che significato date al finale del film? Lo trovate giusto per la conclusione della trama o particolare, indipendentemente dalla trama filmica?

     

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