Nelle tue mani In evidenza

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  • Sinossi:

     

    Un pianoforte a disposizione del pubblico nel frastuono e nella confusione della stazione di Parigi. Un famoso pezzo di  Bach risuona in una esecuzione magistrale, appassionata.

    E’ il ventenne Mathieu Malinski (Jules Benchetrit) che dà vita al brano. Il mondo sembra fermarsi, soprattutto per il direttore del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica, Pierre Geithner (Lambert Wilson) che, avendo occasione di ascoltarlo tra la folla, ne riconosce l’eccezionale talento, fino a proporgli di frequentare il Conservatorio: Mathieu rifiuta. La musica è il suo segreto e la sua passione, ma è anche un argomento di cui non osa parlare nel quartiere periferico dove trascorre le sue giornate con gli amici Kevin e Driss, con i quali organizza piccoli furti in appartamento. Il padre di Mathieu è assente, spetta a lui sostenere la mamma e una sorellina. Dopo un colpo andato storto, Mathieu viene arrestato, ma il Direttore interviene e la sua pena viene tramutata in ore di lavoro socialmente utile presso il Conservatorio. In realtà Pierre ha in mente un’idea precisa. Ha intuito che Mathieu possiede le doti di un futuro grande pianista e per questo ne sostiene la candidatura per il Concorso Nazionale di pianoforte, una sfida che non riguarda soltanto lui, ma il futuro stesso del Conservatorio e che toccherà anche la sua vita coniugale, messa alla prova dopo la dolorosa scomparsa di un figlio.

    Mathieu entra in un nuovo mondo di ci ignora i codici, frequenta i corsi dell’intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas) e conosce Anna, una ragazza di colore di cui si innamora. Per vincere questa competizione in cui ciascuno si gioca il proprio destino, Mathieu, Pierre e la Contessa dovranno imparare a superare i propri pregiudizi……

     

  • Genere: Commedia
  • Regia: Ludovic Bernard
  • Titolo Originale: Au bout des doigts
  • Distribuzione: Cinema
  • Produzione: Recifilms
  • Data di uscita al cinema: 27 dicembre 2018
  • Durata: 105’
  • Sceneggiatura: Ludovic Bernard & Johanne Bernard
  • Direttore della Fotografia: Thomas Hardmeier
  • Montaggio: Romain Rioult
  • Scenografia: Philippe Chiffre
  • Costumi: Marylin Fitoussi
  • Attori: Lambert Wilson, Kristin Scott Thomas, Jules Benchetrit, Karidja Tourè, Elsa Lepoivre, Andrè Marcon, Michel Jonasz, Télésphore Teunou
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    “E’ molto importante nella vita trovare qualcuno che ti guidi nella realizzazione dei tuoi sogni e ti mostri la strada”.

    La musica è il segreto del giovane Mathieu Malinski (Jules Benchetrit), un argomento di cui non osa parlare nel quartiere periferico dove trascorre le sue giornate con gli amici. Quando uno dei piccoli furti che commette insieme a questi ultimi lo conduce sulla soglia della prigione, Pierre Geithner (Lambert Wilson), direttore del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica, gli evita la detenzione in cambio dello svolgimento di ore di lavoro socialmente utile. Ma in una realtà Pierre ha in mente un’idea completamente diversa. Ha intuito che Mathieu possiede doti di un futuro grande pianista e per questo lo iscrive al concorso nazionale di pianoforte. Mathieu entra in un nuovo mondo in cui ignora i codici, frequenta i corsi dell’intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas) e conosce Anna (Karidja Tourè), di cui si innamora. Per vincere questa competizione in cui ciascuno si gioca il proprio destino, Mathieu, Pierre e la Contessa dovranno imparare a superare i propri pregiudizi….  

     

    Intervista coil regista Ludovic Bernard

     

    Come è nato questo progetto?

    L'idea mi è venuta in modo molto semplice: mentre mi trovavo alla stazione di Bercy e mi accingevo a prendere un treno, ho sentito un giovane suonare il pianoforte. Era un ragazzo che, a prima vista, non possedeva assolutamente i codici della musica classica, ma che interpretava divinamente bene un valzer di Chopin.

    È stato un momento magico: attorno a me c'erano poche persone. Sono salito sul treno e mi sono messo a immaginare e a scrivere il passato e il futuro di quel giovane, chiedendomi come avesse potuto imparare a suonare così bene. E questo è stato il punto di partenza della mia storia che in seguito ho ambientato nella stazione ferroviaria parigina Gare du Nord.

     

    Questo film contiene un atto di fede e una dichiarazione d'amore nei confronti della musica classica. È un'arte che l'appassiona?

    Sì, tantissimo. Ascolto spesso a ripetizione le opere liriche, in particolare "La Tosca". Amo anche immensamente le sinfonie di Mozart e ascolto frequentemente esecuzioni al pianoforte perché adoro Chopin. Quando lavoro a casa, mi piace mettere in sottofondo della musica classica: mi colma, mi pervade e mi procura delle emozioni che non provo in nessun altro modo e luogo. Se ho bisogno di scrivere delle sceneggiature, cerco i brani musicali giusti e spesso sono strumentali perché ricerco l'emozione più pura, più integra, più intensa. La musica classica mi trascina: del resto può essere definita l’altra protagonista del film, tanto è centrale e presente. 

    Io, credo che oggi la musica classica sia considerata un po’ polverosa, in particolare nei quartieri poveri o negli ambienti popolari ed è questo l’aspetto che mi ha spinto a riflettere ascoltando quel giovane suonatore nella stazione. Con questo film, ho tentato di affinare ai gusti attuali la musica classica e di mostrare che chiunque può conoscere Rachmaninov, Mozart e altri grandi musicisti. La musica classica è considerata troppo elitaria quando in realtà migliaia di canzoni moderne si ispirano a essa. Deve diventare popolare.

     

    È difficile per Mathieu ammettere la sua passione per la musica classica.

    Viene da un quartiere disagiato e ha avuto accesso a un pianoforte, ma per i suoi amici è un argomento di derisione, come capita a tutti i giovani di periferia che non hanno la possibilità di coltivare la musica classica, perché c'è una certa pressione sociale che li spinge a conformarsi alla cultura dominante, cioè ad ascoltare la musica rap per esempio.

    È difficile rivendicare un desiderio del genere. Se Mathieu avesse scelto di suonare la batteria, tutti lo avrebbero incoraggiato, ma suonare Chopin risulta ridicolo, quindi lo ha fatto con discrezione.

    Mathieu è l’incarnazione di quel tipo di ragazzo che non ha mai osato alzare la mano a lezione per recitare una poesia e che è sempre rimasto in fondo alla classe. E bisogna essere seguiti molto bene per imparare a non temere più lo sguardo degli altri, per prendere coscienza del sono che si possiede, per spezzare i pregiudizi.

    Credo molto nell’abnegazione, nella volontà di riuscire in una cosa, nel superamento di se stessi. E’ questo che trascende un individuo. Io sono uno che pensa positivo e sono convinto che si possa raggiungere un obiettivo con la forza di volontà, la perseveranza e l’ambizione.

    Non ho paura dei buoni sentimenti, delle emozioni: volevo che questo film fosse pervaso di benevolenza.

     

    È anche una bellissima storia d'amore…

    Non so immaginare un film senza una storia d'amore. Ma era essenziale mettere in discussione i pregiudizi. È per questo motivo che ho voluto invertire i cliché scegliendo una Anna nera proveniente da una classe agiata. Tra l'altro questa coppia mi ricorda i tasti bianchi e neri del pianoforte. Avevo in mente questo aspetto simbolico e il desiderio di prendere in contropiede il concetto normalmente acquisito di diversità.

     

    Come è avvenuta la selezione del cast?

    Per il ruolo di Mathieu, il processo è stato lungo: all'inizio volevo un ragazzo che fosse un vero pianista.  Abbiamo  incontrato  una  cinquantina  di  giovani  uomini  tra  i  25  e  i  30  anni  capaci  di suonare il piano, ma a mio parere privi di quel supplemento d'anima che cercavo. A quel punto, la  direttrice  del  casting,  Nathalie  Chéron,  e  io  abbiamo  deciso  di  cambiare  fascia  di  età:  mi interessava trovare un ragazzo che non fosse più un bambino e che non fosse ancora un uomo, perché  un  adolescente  grande  è  più  toccante.  Non  abbiamo  trovato  pianisti,  ma  quando  ho incontrato Jules Benchetrit, l'ho subito trovato magnetico.

     

    Che tipo di preparazione ha dovuto fare?

    Ha lavorato con accanimento al pianoforte tre ore al giorno tutti i brani insieme a Jennifer Fichet, virtuosa e professoressa di piano. Per lui si trattava di acquisire la gestualità corretta, la posizione corretta delle mani sulla tastiera. Doveva assimilare tutto questo e ci è riuscito a meraviglia. Quando lo ha visto sul grande schermo, Jennifer ha pianto dall'inizio alla fine del film. È totalmente credibile.

     

    LA PAROLA AGLI ATTORI

    Il soggetto di “Nelle tue mani” possiede un valore intrinseco in quanto generatore di speranza e di umanità: rendere accessibili a tutti i luoghi della cultura e dimostrare che anche i sogni più assurdi possono realizzarsi. Il film racconta il percorso di un giovane delle periferie condannato dalle sue origini sociali. Ma dal momento che è incredibilmente dotato, riesce a riconciliarsi con il mondo dei privilegiati – da cui si sente escluso – perché incontra sul suo cammino le persone giuste. Quei musicisti, commossi dal suo talento, vogliono fargli capire che il successo è alla sua portata. Questa storia e il suo messaggio positivo mi hanno profondamente toccato. La proposta del regista è straordinaria e di per sé si unisce a quella di numerosi musicisti che hanno scoprire la musica classica a un pubblico giovane. Perché, anche se hanno prezzi abbordabili, i teatri stabili, le case della cultura o i teatri dell’opera restano dei luoghi che intimidiscono i giovani.

    Jules Benchetrit, che ha interpretato Mathieu, è meraviglioso: è molto pudico nel manifestare le sue emozioni e ha una dolcezza incredibile, ma è un ragazzo complesso di cui si percepisce il travaglio interiore e la forza dei sentimenti. E’ giovane e si è mostrato sempre disponibile ad ascoltare i nostri consigli e i nostri suggerimenti. E il suo lavoro al pianoforte è stato sconvolgente: la sua energia, il suo impegno personale e la qualità del suo apprendimento sono stati davvero impressionanti. Ho visto il film in compagnia di un giovane pianista che lo ha trovato totalmente credibile nel dare l’impressione di essere un pianista di grande livello. E poi è straordinariamente fotogenico, ha il volto degli attori americani degli anni ’50, alla James Dean e Marlon Brando: riguardando le immagini dopo un ciak si percepisce un’alchimia particolare e che la macchina da presa lo ha amato. E’ una creatura cinematografica.

    (Lambert Wilson)

     

    Al tempo, ho trovato la sceneggiatura toccante e palpitante, con tutte le qualità per diventare un buon film. Ho amato il percorso del ragazzo, che ha un talento straordinario, ma non ha accesso a un’educazione musicale. E’ un racconto, una storia fantastica, come quello dei film americani dell’epoca d’oro in cui un giovane riesce ad affrancarsi dal suo ghetto e ad avere successo nella vita. Ho trovato che facesse eco con alcuni dei sogni che ciascuno di noi nutre in sé.

    (Kristin Scott Thomas)

     

    Il personaggio di Mathieu mi ha affascinato e commosso. E’ un ragazzo che si è costruito un’identità in assenza del padre, di cui ha dovuto prendere il posto come uomo della casa. Mathieu vuole perdersi in quello che ama, porta un carapace che nasconde un bambino che ha bisogno di lasciarsi andare penetrando la musica. Con la morte del suo professore di musica, il Signor Jacques, ha perso tutti i suoi riferimenti. Quell’insegnante era per lui una sorta di padre surrogato che gli ha dato tantissimo, in particolare il gusto per la musica. Non è detto in modo esplicito nel film, ma Mathieu è di origine polacca. E’ un teppistello di periferia, che ne combina di cotte e di crude, è molto influenzabile e si lascia convincere dagli amici a fare una grande sciocchezza: un furto con scasso in una casa signorile dove si trova un bellissimo pianoforte. Senza suonarlo, si siede al piano e si lascia invadere dalla musica che vibra nella sua testa fino all’arrivo della polizia. Mi h molto toccato il ruolo salvifico della musica nella sua vita.

     

    Non ha ricevuto un’educazione musicale e non ha né i codici né la gestualità, ma è dotato dell’orecchio che hanno i veri musicisti e di una grande sensibilità. Possiede un dono. Quello che gli manca lo imparerà con la Contessa, pur restando convinto di non avere possibilità di successo in quel mondo in sui sente di non appartenere.

    Fa molta fatica perché gli manca la disciplina e si lascia sopraffare dalle emozioni, cedendo all’impulsività e alla collera. Fugge davanti a un numero eccessivo di esigenze, ma la sua confusione emotiva si placa non appena inizia a suonare il pianoforte.

    (Jules Benchetrit)

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    a cura di Recifilms

     

    1) Tutti incontrano situazioni difficili nella nostra vita. Mathieu fa parlare la sua anima grazie al pianoforte. Tu hai un modo per esprimerti se sei confuso o soffri?

    2) Mathieu incontra nella sua vita delle grandi guide: il maestro di pianoforte della sua infanzia, il Direttore del Conservatorio, la Contessa. Tu hai degli adulti che senti vicini e che ti sostengono?

    3) Non riuscendo a dire di no agli amici che lo convincono ai furti, Mathieu si rivela molto influenzabile. Il giudizio degli altri può determinare alcune nostre azioni? Hai mai avvertito il pericolo di compiere scelte sbagliate solo per farti accettare e non rimanere escluso?

    4) Cosa accade agli amici del quartiere di periferia di Mathieu dall’inizio alla fine del film? Rimangono gli stessi o cambiano? Tu cosa ti aspetti da un buon amico?

    5) E’ diverso, secondo te, essere un adolescente vivendo nelle periferie di grandi città? Ci sono comunque realtà, sentimenti che prescindono da dove si nasce o vive quando si è giovani?

    6) Quale vicenda dolorosa ha vissuto il Direttore del Conservatorio? Il suo modo di affrontarla è diverso da quello di sua moglie? Come possiamo reagire se siamo colpiti da un grande dolore? Cosa possiamo fare perché esso non prenda il sopravvento su di noi, portandosi magari a chiuderci o a diventare ostili nei confronti degli altri?

    7) All’inizio si può avere l’impressione che la Contessa sia un personaggio piuttosto freddo e distante, ma poi si capisce che è dotata di una profonda empatia e sensibilità. Concordi con questa affermazione del regista?

    8) La storia d’amore di Mathieu non è ostacolata dal colore della pelle della ragazza di cui si innamora. Cosa pensi al riguardo? E’ possibile che due persone di etnie, religioni, culture diverse possano amarsi?

    9) Il vero ostacolo tra Mathieu e la sua fidanzata sembra, a un certo punto, legato piuttosto alla diversità delle rispettive condizioni economiche e sociali. Qual è la tua opinione anche su questo tema? Due persone di ceto diverso possono costruire una storia d’amore?

    10) C’è una scena o una sequenza del film che ti ha emozionato o interessato particolarmente? Quale? Perché?

    11) L’ascolto dei brani musicali, eseguiti nel film, ti ha emozionato? Quali sentimenti hai provato? Suoni uno strumento? Se si, cosa significa per te questa esperienza? Se no, ti piacerebbe provare a suonare uno strumento? Quale? Perché? 

    12) Il regista ha citato i film “Billy Elliot” e “Will Hunting – Genio ribelle” tra le sue fonti di ispirazione. Tu li hai visti? Se li hai visti secondo te è giusta l’affermazione del regista?

    13) Pensi che il destino di ognuno di voi, come diventeremo, cosa faremo, sia “nelle nostre mani”?

    14) Quali sono i tuoi sogni? Quanto contano per te la volontà, l’impegno, lo studio per arrivare a realizzarli?

    15) Qual è il messaggio che questo film ti lascia?

     

     

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