Bangla In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. E' proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l'attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell'Islam: la castità prima del matrimonio.

     

  • Genere: Commedia
  • Regia: Phaym Bhuiyan
  • Titolo Originale: Bangla
  • Distribuzione: Fandango
  • Produzione: Fandango e Timvision
  • Data di uscita al cinema: 16 maggio 2019
  • Durata: 84’
  • Sceneggiatura: Vanessa Piccarelli, Phaym Bhuiyan
  • Direttore della Fotografia: Simone D’Onofrio
  • Montaggio: Roberto Di Tanna
  • Scenografia: Mauro Vanzati
  • Costumi: Patrizia Mazzon
  • Attori: Carlotta Antonelli, Phaim Bhuiyan, Alessia Giuliani, Milena Mancini, Simone Liberati, Pietro Sermonti
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    Note di regia

    L'idea del film nasce un anno fa sull'onda della trasmissione “Nemo- Nessuno escluso” di cui sono stato protagonista per una puntata. Lo spunto alla base del servizio, che è diventato anche lo spunto per il film, attinge da una mia problematica personale: “ le ragazze”.

    Cosa vuol dire per un giovane di vent'anni, italiano di seconda generazione e musulmano, vivere in un mondo spesso così lontano dai precetti dell'Islam, soprattutto per quanto riguarda la sfera relazionale e sessuale? Cosa accade quando il desiderio bussa alla sua porta?

    Partendo da queste domande abbiamo sviluppato la  sceneggiatura, basata essenzialmente sulla mia vita, cercando di raccontarla nei suoi aspetti quotidiani con sguardo comico, affettuoso ma anche pungente. L'urto col mondo occidentale, le differenze generazionali all'interno della mia stessa famiglia e, soprattutto, l'arrivo dell'amore attraverso l'incontro con una ragazza, il confronto col mondo femminile. Un mondo che non risponde alle stesse regole che mi hanno insegnato, ma, anzi, sembra andare nella direzione opposta.

    Abbiamo cercato di portare il conflitto tra religione e desiderio sul piano personale, raccontandolo come una battaglia quotidiana, una gara di volontà e di resistenza, provando a declinarlo sotto i vari aspetti, non solo religioso e affettivo ma anche relazionale, familiare, sociale.

    Ne è venuto fuori una sorta di piccolo affresco in cui i personaggi si muovono continuamente in bilico tra obblighi e desideri, alla ricerca di un'identità necessariamente sfaccettata.

    Dal punto di vista visivo e registico l'idea è quella di provare a restituire la complessità del microcosmo in cui è ambientata la storia, il quartiere multietnico di Torpignattara a Roma attraverso uno stile agile, seguendo i personaggi, e con una fotografia che sappia cogliere la ricchezza visiva del quartiere: palazzi scrostati e murales, facce di mille colori, frutterie aperte ventiquattro ore su ventiquattro e moderni beershop. Moschee e Chiese. Giovani e vecchi. “Tutto questo è Torpignattara”, conclude il regista, “il quartiere dove sono nato e che sarà protagonista del film, al pari degli altri personaggi”.

    Credo sia importante che a raccontare questo mondo sia un ragazzo come me, originario del Bangladesh ma nato e cresciuto qui e che, quindi, ha vissuto dall'interno, direttamente, le vicende di cui è protagonista.

     

    BIO Phaim Bhuiyan

    Phaim Bhuiyan nasce a Roma il 31/10/1995, ragazzo di seconda generazione originario del Bangladesh, è cresciuto nel quartiere di Torpignattara. Frequenta I.P.S Virginia Woolf dove studia grafica pubblicitaria ma scopre la sua vera passione per il filmmaking. Inizia ad approcciarsi al mondo  dell'audiovisivo all'età di 14 anni aprendo un canale su youtube e in parallelo partecipando con la scuola a dei concorsi vincendo vari premi. Inizia a lavorare come videomaker a 17 realizzando svariati videoclip per rapper e band punkrock della scena underground di Roma. Dopo la maturità vince una borsa di studio allo IED e inizia un percorso formativo approfondito sul filmmaking incontrando svariati professionisti del settore, durante il suo triennio continua a lavorare e tra le varie opportunità collabora con la Rai per il programma "Nemo - Nessuno Escluso" in cui realizza un servizio che parla dell'amore di seconda generazione tanto che gli porta una buona visibilità ed essere notato da Emanuele Scaringi, che lo introduce nel mondo del cinema proponendogli di realizzare la sua opera prima per la Fandango insieme a TIMVISION.

     

    BIO Carlotta Antonelli

    Classe 1995. Attrice giovanissima, Carlotta nasce a Roma e nel 2014 e 2015 studia recitazione con la compagnia teatrale "Hurum Teatro". Nel 2015 interpreta il ruolo da protagonista femminile nella serie "Solo" di Michele Alhaique andato in onda a fine 2016 su Canale 5. Nel 2017 l'abbiamo vista in "Suburra-la serie", prima produzione italiana  per Netflix e ad inizio 2018 in "Immaturi" la serie Mediaset diretta da Rolando Ravello. A ottobre 2018 l'abbiamo vista anche in"Solo 2", per la regia di Stefano Mordini. A febbraio 2019 l'abbiamo rivista tra le protagoniste della seconda stagione di "Suburra- la serie" e prossimamente sarà protagonista femminile sul grande schermo nel film "Bangla", per la regia di Phaim Bhuiyan.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

    1) Bangla è un film, diretto e interpretato da un giovane di origini bengalesi, Phaim Bhuiyan, nato e cresciuto a Roma, nel quartiere multietnico di Torpignattara dove ancora abita con la famiglia. Qual è la sua opinione nei riguardi degli italiani, che nella Roma dove egli è nato, vivono, spalla a spalla, con altri gruppi, etnicamente e religiosamente, diversi?

    2) Phaim, riguardo alla domanda precedente, evidenzia che,  secondo lui, le posizioni razzistiche degli italiani, viventi a Torpignattara, non sono rivolte verso i migranti, provenienti, alcuni, come i suoi genitori, dal Bangla Desh che costituiscono una comunità laboriosa e tranquilla ma verso, genericamente, gli “africani” in cui vedono possibili terroristi.

    Perché, considerando anche il fatto che i romani di Torpignattara non sanno spesso nemmeno da quale paese questi uomini di colore provengano né lo chiedono, è sufficiente che siano neri di pelle.

    Secondo voi è giusta questa presa di posizione da parte nostra?

    3) Phaim è musulmano e, secondo i precetti dell’Islam, deve mantenersi casto fino al matrimonio. Cosa gli succede quando incontra una disinibita ragazza italiana che gli fa perdere la testa? Cosa deve fare il povero Phaim? Dimenticare i dettami della sua religione e gettarsi in un rapporto che lo fa peccare, e gravemente secondo l’Islam o sacrificarsi lasciare la ragazza che, oltretutto, lo provoca e mantenersi intatto per la futura sposa?

    4) Noi cattolici sappiamo che, per l’Islam, il matrimonio (anche se gli uomini possono avere più di una moglie) almeno la prima volta, deve trovare due giovani puri. E lo sa bene anche Phaim che, dopo vari tentennamenti e varie sofferenze, è costretto a una decisione. Quale decisione prende il ragazzo?

    5) Sullo sfondo della storia di Phaim, c’è, quasi a livello protagonistico, il quartiere romano di Torpignattara, una volta abitato, essenzialmente, da operai italiani mentre, ora, è una zona multietnica in cui prevalgono alcune comunità tra cui, appunto, quella dei migranti provenienti dal Bangla Desh. Perché gli emigranti, giunti da cari paesi europei ed extraeuropei, tengono a riunirsi in parti della città in cui diventano un gruppo numericamente importante, calcolando il numero totale degli abitanti? E’ una forma di difesa dell’individuo nel gruppo? O sono le comunicazioni che, dalla lettera all’email, si scambiano i migranti stanziati e quelli che vorrebbero venire per consigliare, a quelli che arriveranno, un luogo piuttosto che un altro, in una grande città come Roma?

    6) E’ da notare, inoltre, che Torpignattara non è un quartiere tanto lontano dai rioni storici di Roma (l’Esquilino, ad esempio, e a sei fermate di tram). Da quale fatto è perciò derivato lo stanziamento massiccio di migranti del Bangla Desh in questa zona semicentrale, mentre altri che, dal loro paese o sono giunti a Roma, si sono stanziati, come gruppo, molto più lontani dal Campidoglio?

    7) L’idea del film è nata dopo un reportage della trasmissione “Nemo”, su Rai2, quando, parlando di Torpignattara, il giornalista ha intervistato Phaim, un ragazzo romano con cittadinanza italiana che parla perfettamente l’italiano con tipico accento romanesco che ha raccontato chi fosse, quali fossero le esperienze che aveva vissuto, lui, musulmano, in una zona a prevalenza cattolica, come si fosse trovato, frequentando la scuola e perché la sua religione lo ha posto davanti a una scelta che non avrebbe mai voluto fare? Cosa ha raccontato Phaim all’intervistatore di quanto abbiamo scritto sopra che poi è stata di base al soggetto e alla sceneggiatura del film?

    8) Qual è stata la posizione iniziale dei genitori di Phaim quando hanno saputo che il figlio sarebbe stato regista e protagonista di un film, prodotto e distribuito da società italiane (Fandango e TimVision)? Cosa hanno pensato allora e perché non erano d’accordo? E ora che il film è uscito con buon successo di pubblico nelle sale?

     

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