Stanlio & Ollio In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Stan Laurel e Oliver Hardy, alias Stanlio e Ollio, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

     

  • Genere: Commedia, drammatico
  • Regia: Jon S. Baird
  • Titolo Originale: Stan & Ollie
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: Britich Broadcasting Corporation (BBC)
  • Data di uscita al cinema: 1 maggio 2019
  • Durata: 97’
  • Sceneggiatura: Jeff Pope
  • Direttore della Fotografia: Laurie Rose BSC
  • Montaggio: Una Ni Dhonghaile, Billy Sneddon
  • Scenografia: John Paul Kelly
  • Costumi: Guy Speranza
  • Attori: Steve Coagan, John C. Relly, Nina Arianda, Shirley Henderson, Danny Huston, Rufus Jones
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    NOTE DI PRODUZIONE

    “È una storia d'amore” — LA SCENEGGIATURA DI STANLIO & OLLIO

    Stan Laurel e Oliver Hardy sono ampiamente considerati il più grande duo comico della storia del cinema. Tra il 1927 e il 1950, sono apparsi in oltre 107 film (32 cortometraggi muti, 40 cortometraggi parlati, 23 lungometraggi, 12 cameo), corroborando il concetto di coppia di comici con una chimica contagiosa e numeri esilaranti che appaiono naturali, ma che sono in realtà perfezionati fin nei minimi dettagli. I due rientrano nel contenutissimo novero di star del cinema muto che è sopravvissuto e ha prosperato con l'avvento del sonoro, aggiungendo strampalati giochi di parole alla loro maestria comica.

    La loro influenza va ben oltre le fredde statistiche e le analisi dei cinefili, dal momento che hanno accumulato un numero impressionante di ammiratori devoti, tre musei a loro dedicati e un'associazione internazionale di appassionati della loro arte, Sons Of The Desert (I figli del deserto). Adorati in tutto il mondo - in Germania i loro nomi sono Dick Und Doof, in Polonia Flip I Flap, in Brasile O Gordo e o Magro – sono un cancello di accesso alla commedia, un passaporto per un mondo di sublime stupidità e imperitura amicizia. Che li si conosca grazie alle repliche televisive, agli adattamenti in forma di cartoni animati o a un gif su Twitter, l'ascoltare la loro tipica musichetta, The Cuckoo Song, è non solo la garanzia di una risata, ma significa anche azionare una macchina del tempo che ci trasporta all'istante in un'età di maggiore innocenza. La gente ammira Chaplin, guarda con venerazione Buster Keaton, ma adora Laurel e Hardy. Non esiste attore comico vivente che non sia stato influenzato dai due artisti, il loro raggio d'azione è potentissimo.

    È un'affezione condivisa da Jeff Pope, lo sceneggiatore di Stanlio & Ollio. Svezzato dalla trasmissione del sabato mattina della BBC dei leggendari due-rulli (cortometraggi muti di 20 minuti) della coppia, quindici anni fa Pope riceve in dono il cofanetto completo dei dvd di Laurel e Hardy, guarda I fanciulli del West - allegri vagabondi e inizia a indagare sulla storia che si nasconde dietro alle due icone. La sua ricerca porta alla luce un capitolo poco conosciuto della carriera di Laurel & Hardy: la tournée teatrale della coppia di comici nel Regno Unito all'inizio degli anni '50, documentata nel libro di A.J. Marriot Laurel & Hardy: The British Tours.

    “Il meraviglioso ritratto che emerge di questi due uomini che sono ormai immensi è quello di due tizi che alloggiano in piccole pensioni, si esibiscono in minuscoli teatri e non si rendono conto che il motivo per cui hanno sfondato è che si sono voluti bene”, dichiara Pope. “Questo è il fatto che mi ha ispirato e spinto a scrivere l'intero film. È una storia d'amore tra due uomini”.

    La produttrice Faye Ward concorda con Pope, aggiungendo “Stanlio & Ollio è sostanzialmente la storia di due amici per la pelle e di cosa significa una simile amicizia quando la vita volge al termine e non ti rendi conto che la fine sta arrivando. Ma parla anche di due grandi forze creative e di come si fa a produrre una magia”.

     

    Steve Coogan, che interpreta Laurel e aveva lavorato con Pope alla sceneggiatura candidata all'Oscar di Philomena, accoglie subito l'idea di Pope di esaminare il loro rapporto di trentacinque anni attraverso il prisma della tournée. “Quella di Jeff è stata una scelta molto intelligente, perché spesso l'errore sta nel cercare di tracciare una biografia raccontando cronologicamente la vita di una persona”, sostiene. “Invece è meglio mettere in luce un aspetto specifico della sua esistenza e scoprire molte cose da quello spaccato. Si può cogliere l'umanità in un solo istante”.

    I realizzatori decidono di intitolare il film Stanlio & Ollio, e non Laurel & Hardy, dal momento che il loro intento è esplorare gli uomini che stanno dietro alle leggende e la sceneggiatura di Pope rivela verità fondamentali che vanno oltre i rispettivi personaggi cinematografici. Se da un lato Hardy spesso assume il controllo sullo schermo, Laurel è la mente creativa che sorveglia ogni aspetto della produzione: una volta ultimate le riprese, Hardy spesso se ne va a giocare a golf. Il film suggerisce anche che, se nei film la coppia è inseparabile, fuori dallo schermo i due interagiscono in modo affabile, ma sono solo colleghi di lavoro. Per usare le parole di Pope ‘Non erano mai stati molto amici fino a quando non decisero di intraprendere quell'ardua tournée e non vissero gomito a gomito una settimana sì e una no. La premessa del film è quella di raccontare come sono arrivati ad essere uniti nella vita reale quanto lo erano nella vita di finzione”.

    La produttrice Faye Ward spiega “Secondo me era di fondamentale importanza tornare all'omaggio e all'essenza di Laurel e Hardy ed è per questa ragione che non abbiamo fatto un biopic convenzionale. Abbiamo voluto creare un'opera che potesse essere apprezzata sia da un pubblico nuovo che da un pubblico consolidato. Laurel e Hardy hanno ammiratori sfegatati in tutto il mondo, come pure fan appassionati di comici, come Ricky Gervais e Paul Merton, John C. Reilly e Steve Coogan. Ce ne sono milioni di altri, migliaia di persone che dichiarano di essere ancora profondamente ispirati dalla coppia di comici. Penso che il film ti metta subito a tuo agio, anche se non li conosci bene percepisci il gigantesco apporto che il duo comico ha dato a un genere di comicità che vediamo ancora oggi”.

    La sceneggiatura di Pope è costellata di particolari significativi e toccanti sul rapporto centrale — Laurel continuò a scrivere sketch per il duo sette anni dopo il suo ritiro dalle scene — e tuttavia Coogan è sempre stato consapevole del fatto che Stanlio & Ollio avessero bisogno di altri colori. “Sapevo che il film sarebbe stato struggente e triste e carico di emozioni e la mia paura era: sarà abbastanza divertente?”, confessa. “Bisogna conquistarsi il diritto di suscitare emozioni intense in persone incantevoli. Puoi estasiare un pubblico con la commedia.”

    Malgrado gran parte della comicità derivi dalle meticolose ricostruzioni degli spettacoli teatrali di Laurel e Hardy, la sceneggiatura di Pope imbastisce anche alcuni dei loro numeri più famosi nel tessuto delle loro vite. Quindi i loro tentativi di issare il baule sulle scale di una stazione ferroviaria rispecchia da vicino la memorabile sequenza del piano sulle scale nel cortometraggio vincitore del premio Oscar La scala musicale. “Via via che la sceneggiatura evolveva, mi sono reso conto che c'erano alcuni punti in cui potevo rendere omaggio al loro glorioso passato”, ricorda Pope. Ma per Coogan, l'inserimento delle loro gag nelle situazioni quotidiane dice anche qualcosa della natura dei due attori.

    “Come spesso accade con i comici, non c'è una distinzione netta tra il personaggio comico che un attore interpreta e quello che egli è nella realtà, in particolare quando è molto coinvolto nel processo creativo”, osserva. “I due piani si sovrappongono e cerchiamo di permettere agli spettatori di notarlo. Soprattutto per i veri appassionati di Laurel e Hardy pensiamo sia importante non generalizzare e anzi entrare nello specifico, rispettando quello che sono stati per onorare la loro memoria. E per il pubblico più generico, la ricreazione di alcuni dei loro momenti iconici risulta godibile perché l'abbiamo fatta in modo che sia divertente e faccia ridere ancora oggi”.

     

    “Non è un biopic convenzionale” — LA REALIZZAZIONE DI STANLIO & OLLIO

    Jeff Pope manda la sceneggiatura a Jon S. Baird, mentre questi dirige la serie televisiva ideata da Danny Boyle “Babylon”. Baird, che ricorda di aver guardato Laurel e Hardy da bambino in Scozia dove viveva, aveva già esperienza nella reincarnazione delle due leggende della comicità. “Possiedo ancora delle fotografie di me e un amico vestiti da Laurel e Hardy in una recita scolastica”, ride. “Io facevo Stanlio e lui Ollio, con un costume multistrato molto imbottito”.

    Il percorso del film verso il grande schermo subisce un'accelerazione quando la produttrice Faye Ward (Suffragette) di Fable Pictures entra in squadra. Ward incontra Baird durante Inside Pictures, un evento dell'industria cinematografica, e si rende immediatamente conto che la storia ha il potenziale di attrarre un pubblico diverso dai puri fan cinefili. “Anche se il film non fosse su Laurel e

    Hardy, è la storia di due grandi amici che hanno vissuto insieme qualcosa di speciale”, sostiene la Ward. “Hanno attraversato matrimoni, spettacoli, crisi finanziarie, alti e bassi. Stanno arrivando al punto di rendersi conto che sono anziani e forse sono prossimi alla fine della vita. Sarebbe affasciante osservare questa riflessione anche se non si trattasse di Laurel e Hardy. Mi è stato subito lampante quando ho letto la sceneggiatura di Jeff e ho ascoltato la visione di Jon. Ho intuito che aveva le potenzialità per essere un film molto speciale”.

    Avendo la propria famiglia che vive vicino a Ulverston, la città natale di Stan Laurel, la Ward ha trascorso molte vacanze estive al Laurel & Hardy Museum. Grande fan del duo, ha contribuito con zelo appassionato a garantire che Stanlio & Ollio non scivolasse nell'imbeccare i cliché di storie di vita vissuta.

    Il regista ha un'opinione precisa in merito all'avvincente e drammatico quesito sollevato dalla decisione di Ollie di fare un film, Zenobia – Ollio sposo mattacchione, senza Stan. “È come un matrimonio tra due persone che si amano, ma una delle due in passato è stata infedele”, dichiara. “Un giorno l'altra ha l'occasione di rendere la pariglia: la coglie?”

    Poco prima dell'inizio delle riprese, Baird ha un attacco di appendicite e viene operato d'urgenza, ma si riprende in modo quasi miracoloso e nel giro di una settimana è di ritorno sul set! Con il passare dei giorni, la lucidità e la sicurezza che apporta al progetto colpiscono tutti. “Sul set Jon è stato fantastico, estremamente specifico e chiaro nelle sue indicazioni”, osserva Coogan. “Nessun discorso sconclusionato, come ogni tanto fa qualche regista”.

    John C. Reilly, che interpreta Oliver Hardy, è rimasto parimenti impressionato dalla passione di Baird. “Jon è la persona che si è seduta a tavolino con me e mi ha fatto sentire perfettamente in grado di farcela. È uno che crede davvero nelle persone ed è un ottimista che non si scompone mai. Se questo progetto avrà successo, sarà merito della sua dedizione e della fiducia che ha avuto in noi.”

    Ward dice del suo lavoro con Jon “È incredibile, ha una visione completa del film e ho sentito che ha colto l'essenza di Laurel & Hardy e di Stanlio & Ollio”.

    Il dinamismo cinematografico di Baird è presente fin dal principio. Il film si apre con una carrellata di sei minuti che segue Stan e Ollie dal loro camerino fino in un teatro di posa a Hollywood, sul set e in una discussione con il boss dello studio Hal Roach.

    “Mi è sembrato il dispositivo giusto per dare il sapore di Hollywood”, osserva Baird. “È necessario mostrare tutto il processo. Ho pensato che la sceneggiatura lo esigesse veramente. Inoltre volevo sfidare me stesso”. Lo sfoggio di bravura di Baird ha significato grandi sforzi non soltanto della

    troupe ma anche degli attori che hanno dovuto profondere una grande quantità di dialoghi in un colpo solo.

    “C'è molta pressione su un set del genere”, ammette Coogan. “Sei quasi costretto a non farci caso. Se stai sulle spine per paura di sbagliare, la disinvoltura risulta compromessa. Quindi devi dimenticare la coreografia e pensare solo che stai chiacchierando con un altro. Sono convinto che diventi normale con l'esperienza, quando ti rendi conto che la cosa migliore che puoi fare è rilassarti e smettere di metterla giù tanto dura per ogni cosa.”

    Pochi giorni dopo l'inizio delle riprese arriva un altro momento iconico e carico di tensione per gli attori: l'intramontabile balletto di Stan e Ollie “At The Ball, That’s All” davanti al fondale del saloon nel classico I fanciulli del West - allegri vagabondi. Coogan e Reilly lavorano con il Direttore dei movimenti e delle coreografie Toby Sedgwick per interpretare la scena alla perfezione. La danza interviene in una serie di momenti nel film visto che Laurel e Hardy la eseguono in tournée, con dei numeri che diventano sempre più scricchiolanti. Per la versione sul set, Sedgwick insegna persino agli attori a incorporare gli errori fatti da Laurel e Hardy durante le riprese.

    “Abbiamo coreografato quel balletto così tante volte che potremmo eseguirlo nel sonno” conferma Coogan. “La cosa fantastica quando li guardi ballare e che lo fanno con nonchalance e non sembrano compiere molti sforzi. Bisogna faticare molto per fare apparire una cosa facile”.

    A proposito della straordinaria dedizione dimostrata da Coogan e Reilly, Ward aggiunge “La mole di lavoro che hanno profuso John e Steve è stata incredibile. Si sono identificati nei minimi dettagli, al punto da ricreare persino gli errori quando i veri Laurel e Hardy sbagliano nel film. Sono stati precisi al millimetro e guardarli è un'esperienza magica”.

    Oltre alla danza, Sedgwick è anche esperto nelle pagliacciate e ha lavorato con gli attori per ricreare le scenette che Laurel e Hardy eseguivano in palcoscenico. Sedgwick, Coogan e Reilly hanno ricostruito da zero i numeri più famosi della coppia di comici, ma hanno anche inventato nuove gag appositamente per il film. Per gli attori queste hanno aggiunto una dimensione in più alle riprese. “Dovevamo plasmare un legame in quei momenti perché non si trattava solo di un film” ricorda Reilly. “A causa della natura teatrale della tournée abbiamo filmato le esecuzioni con delle persone davanti. Quindi non avevamo solo la tensione delle riprese, ad essa si è aggiunta quella di un pubblico che ci guardava. Dovevamo dare il massimo anche per loro e questo impegno ha dato origine a un senso di lealtà cameratesco tra di noi. Vorrò sempre bene a Steve per quello che abbiamo vissuto insieme”.

     

    “Che paura interpretare quei due!” — IMPERSONARE STANLIO & OLLIO

    La chiave della riuscita di Stanlio & Ollio era nel trovare due attori in grado non soltanto di incarnare la coppia, ma anche di mettere in luce la vita interiore della loro cruciale partnership, di illuminare la vera personalità dei due uomini e farci capire che cosa li motivava.

    Steve Coogan è la prima e ultima persona a cui Jon Baird ha proposto di interpretare Stan Laurel. Coogan ha inizialmente scoperto Laurel e Hardy in televisione, guardando le loro disavventure in vestaglia durante le vacanze scolastiche estive. “Erano film molto accessibili per un bambino”, ricorda. “Un tipo di comicità allo stato puro, che ruota attorno a un personaggio e non a una situazione. Non esistono conseguenze concrete. È un mondo felice”. Durante le riunioni in Skype con Baird e Ward, Coogan scivola agevolmente nel manierismo di Laurel, ma la sua interpretazione coglie anche la determinazione e la rispettabilità dell'uomo. Per usare le parole di Ward “Trovo fantastico vedere Steve fare una cosa che non gli avevamo mai visto fare prima d'ora”.

    Aggiunge Baird: “Ho conosciuto Steve un pomeriggio a pranzo e mentre chiacchieravamo di Stan Laurel di punto in bianco è diventato Stan, si è messo a fare Stan. Raddrizzandosi dopo essersi chinato a raccogliere il tovagliolo che aveva lasciato cadere ha picchiato la testa sotto il tavolo e mi sono venuti i brividi lungo la schiena. Mi sono detto ‘wow’: in quei brevi istanti, c'era già tutto. Sapevo che era un tipo molto intelligente e che senz'altro possedeva tutte le qualità necessarie per il ruolo, ma dare vita a Stanlio in modo estemporaneo e tuttavia molto dettagliato nella voce e nell'interpretazione mi ha convinto al 100% dopo neanche cinque minuti che ne stavamo parlando. E per ovvie ragioni, si sono entusiasmati tutti quando Steve si è unito al progetto”.

    “Ho trovato un grande partner in Steve”, dichiara John C. Reilly. “Ci siamo resi conto fin dall'inizio che non ce l'avremmo mai fatta se non avessimo imparato a volerci bene. Eravamo praticamente due estranei, ma siamo diventati veramente amici. È una delle persone più divertenti che io abbia mai incontrato. Mi sono sentito davvero solo ogni volta che Steve non era sul set insieme a me, avevo l'impressione che mi mancasse una parte di me”.

    Faye Ward ricorda cosa ha provato quando Coogan e Reilly sono entrati nel progetto: “È stato entusiasmante scritturare John e Steve, non esistono molti attori al mondo in grado di essere veramente Laurel e Hardy: hanno una sensibilità straordinariamente fine e un perfetto senso del tempismo della comicità fisica. È stato davvero meraviglioso osservare quei due impersonare Laurel e Hardy, la sensazione era di vedere due icone che interpretano due icone”.

    Se la carriera di Coogan era stata caratterizzata da ruoli da solista, fino ad allora Reilly aveva lavorato fianco a fianco con colleghi del calibro di Will Ferrell e tuttavia era spaventato alla prospettiva di 

    vestire i panni di una leggenda della comicità. “Per certi versi ho tentato di dissuadere me stesso dall'accettare il progetto, perché mi sentivo sovrastato e intimidito all'idea di interpretare due leggende”, ammette Reilly. “Viviamo nell'epoca di Google e Wikipedia e tutto quello che uno vuole sapere sui fatti della vita di una persona è subito a disposizione. Ma la cosa bella di questa storia è che entri nel loro rapporto e ti fai un'idea di quello che potrebbe essere per loro lavorare insieme”. Dalle commedie (Fratellastri a 40 anni) ai musical (Chicago) e alle storie drammatiche (The lobster), la gamma di ruoli interpretati da Reilly è stata cruciale nel farlo prediligere per restituire il perfetto equilibrio di risate ed emozioni della sceneggiatura.

    “È un attore fantastico”, dichiara Coogan. “È anche in grado di essere maturo, toccante, sincero e contemporaneamente padroneggiare le tecniche della comicità che vuol dire possedere due capacità molto diverse. Spesso la commedia è un'abilità tecnica, mentre mostrare un'apertura e una sincerità emotiva significa saper stare in contatto con i propri sentimenti. Non sono molti gli attori che riescono a fare entrambe le cose. E lui è uno dei pochi.” La scelta di Reilly è anche stata strumentale nel convincere Coogan. “Chiesi loro chi avessero in mente per il ruolo di Oliver Hardy”, ricorda Coogan a proposito dei primi incontri sul ruolo. “Mi risposero che stavano pensando a John

    C. Reilly al che io ho detto ‘Bene, se convincete lui, ci sto anch'io.’”  

    Baird rievoca il suo incontro con Reilly “John disse ‘è una responsabilità enorme interpretare questo ruolo, è il mio eroe’ e Steve aveva detto la stessa cosa. Ma John aggiunse ‘Non posso lasciare che nessun altro interpreti questa parte, mi terrorizza accettarla ma non permetterò ad altri di averla’. E ho pensato ‘beh, se sei questo tipo di persona, sei il tipo di persona con cui voglio lavorare perché mostri di avere responsabilità e coraggio.”

    Dopo che entrambi gli attori hanno dimostrato il loro interesse, la produzione ha voluto verificare la chimica tra di loro, essenziale nel dare vita al rapporto tra i due personaggi. “Jon e Jeff volarono a New York per metterli insieme e appurare che ci fosse intesa tra loro”, ricorda Ward. “Fu uno stress totale, ma all'improvviso da lontano videro Laurel & Hardy seduti a cena ed ebbero una folgorazione ‘Sono loro’.”

    E quella magica combinazione è stata percepita durante tutte le riprese, come ricorda Ward “Fecero per la prima volta un numero teatrale dal vivo la prima settimana di riprese davanti all'intera troupe. Le troupe cinematografiche possono essere piuttosto ciniche perché vedono centinaia di star del cinema fare milioni di cose. Invece sull'intero set calò un silenzio pieno di ammirazione seguito da risate isteriche. Anzi Harriet, la seconda aiuto regista, piangeva. È stato straordinario”.

    Una delle scene più difficili che gli attori hanno dovuto perfezionare è stata quella del balletto di I fanciulli del West - allegri vagabondi. Ricorda Steve Coogan “Abbiamo dovuto studiare quello che Laurel e Hardy avevano fatto nel film e poi provarlo e coreografarlo, ma il fatto particolare è che abbiamo dovuto imparare non solo i passi della danza ma anche il loro modo di eseguirla, vagamente casuale, che ha una specie di fascino amatoriale per via di piccoli errori commessi apposta nel loro modo di ballare. Quindi abbiamo dovuto imparare il ballo e i loro errori. Abbiamo emulato ogni passo sbagliato e ogni gesto buttato lì. È stato piuttosto complicato perché abbiamo dovuto imparare a imitare il film originale e poi fare lo stesso numero di ballo sul palco, ma senza errori. Quindi abbiamo imparato il ballo in due modi: uno con qualche lieve imperfezione e un altro più raffinato. Insomma, piuttosto spiazzante, ma lo abbiamo fatto così tante volte che lo abbiamo assimilato alla perfezione. Potrei ripeterlo persino adesso!”

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

    1) Stan Laurel e Oliver Hardy, agli inizi della loro carriera, non avrebbero dovuto essere una coppia. Anzi Hardy era stato scelto, per la sua mole, a fare da spella a un attore, allora notissimo, magro, sparuto e che appariva (come poi Stan) sempre poco intelligente. Chi era quest’attore? E perché questo cambio cinematografico non avvenne e al posto del noto attore venne scelto Laurel? Effettuate ricerche in merito.

    2) Oliver Hardy e Stan Laurel costituirono, per più di quaranta anni, non solo per il pubblico statunitense ma per tutto il pubblico mondiale, vuoi per come avevano costruito i loro personaggi, vuoi per le caratteristiche fisiognomiche che li rendevano così diversi, i comici più famosi del mondo. Quali erano, secondo voi, le caratteristiche che rendevano buffo Oliver Hardy poi conosciuto internazionalmente come Ollio?

    A) La sua stazza accompagnata, soprattutto nei primi anni, da una notevole agilità?  

    B) La sua sicurezza che lo portava a combinare sempre pasticci?

    C) La buffa tracotanza con cui trattava Laurel, conosciuto poi come Stanlio?

    D) Il fatto che, alla fine di ogni scena, era lui, Ollio, quello che, comandando, finiva sempre ad avere la peggio sul compagno? E poi? Aggiungete voi tutto quello che vi viene in mente e che ha reso Ollio uno degli attori più comici del mondo del cinema. 

    Siete nelle condizioni di scrivere quando vi chiediamo perché, a tutt’oggi, una nota televisione italiana, trasmette, ancora, le comiche della coppia e, talvolta, anche i film.

    3) E Stanlio? Quali erano gli elementi principali della sua comicità? 

    A) La sua mimica facciale, sempre stralunata, sempre verso le lacrime, soprattutto se Ollio lo rimporverava?

    B)   Il suo fisico magrolino e smunto in rapporto a quello di Ollio?

    C)   Il suo incedere sempre un po’ incerto e insicuro sul fatto di dove un passo avrebbe seguito l’altro?

    D) La sua voce, come del resto quella di Ollio, anche merito dei doppiatori di altri paesi al di fuori degli Stati Uniti, tra cui il nostro Alberto Sordi che, per un certo periodo e agli inizi della sua carriera, doppiò, insieme tutti e due i comici. 

    La voce di Stanlio che era buffa, sottile e perché tremolante, soprattutto in rapporto alla voce roboante del suo compagno? 

    4) Stanlio e Ollio iniziarono interpretando le “comiche”. Cosa si intendeva per “comiche” del cinema, soprattutto muto?

    5) Quanto e quando un regista hollywoodiano, Hal Roach, comprese le loro grandi possibilità, determinando il fatto che venissero conosciuti da un pubblico, via via, sempre più vasto?

    6) Perché, per entrambi, anche se la voce divenne poi un elemento importante nella loro comicità, continuarono, per anni, a essere determinanti soprattutto la mimica e l’azione?

    Nel 1993, anche per merito del regista Hal Roach, già citato nella domanda n.5, Stan Laurel e Oliver Hardy girarono un film “Fra Diavolo” che ebbe un grandissimo successo e poi dal ’33 al ’41 continuarono a essere protagonisti di molti film tra cui citiamo, proprio del ’41, il delizioso “Noi siamo le colonne” di Alfred J. Goulding, che prendeva in giro, addirittura, la storica università di Oxford. Ogni tanto questi due film (e non solo) vengono trasmessi da qualche televisione italiana. Cercate di vederli per capire meglio questi due grandi comici.

    7) Nei due decenni, 1930-1940, 1940-1950, Stanlio e Ollio interpretarono anche molti film con produzioni cinematografiche di una lunghezza temporale di un’ora e venti, un’ora e cinquanta minuti. Tra questi ne abbiamo citato due nella domanda precedente (“Fra Diavolo” e “Noi siamo le colonne”) che ebbero grandissimo successo e che segneranno, anche se lentamente, l’inizio e la fine della loro carriera.

    Nello stesso periodo, però, cominciava ad affermarsi, nel cinema hollywoodiano, una nuova comicità di tipo demenziale di cui antesignano negli anni ’30 fu Harold Lloyd, ma, nonostante ciò, loro continuarono ad avere successo. La crisi per Laurel e Hardy cominciò veramente negli anni ’50, quando apparve la coppia di Jerry Lewis e Dean Martin. Perché? Cosa avevano di diverso Lewis e Martin rispetto a loro? Effettuate ricerche in merito.

    8) La crisi degli anni ’50 fu talmente notevole al punto che Hollywood cominciò a disinteressarsi di loro. E’ per questo motivo che i due comici, nel 1953, decisero di venire in Europa, come racconta il film, decidendo di essere i protagonisti di uno spettacolo teatrale che ebbe, pur girando di città in città, scarso successo? In quale nazione europea, Stanlio e Ollio, anche se teatralmente, decisero di far rivivere la loro notorietà? 

    9) Il film di John Baird pone in luce un momento particolare della vita di Stanlio e Ollio. Sono a Londra all’Hotel Savoy e delusi dall’insuccesso della loro pièce teatrale, cominciano forse, per la prima volta, veramente, a parlare. E parlano dei loro problemi economici, dei loro matrimoni falliti (in quest’ultimo caso, soprattutto di Stanlio) che hanno eroso buona parte dei loro patrimoni, ma il problema più grande è la salute di uno dei due che inizia a declinare. Per chi? Per Stanlio o per Ollio?

    10) Il film si conclude dimostrando che, con le loro confidenze in quell’albergo, Stan Laurel e Oliver Hardy si sentono, dopo più di quarant’anni di una carriera comune, per la prima volta, veramente amici. Possibile? Siete d’accordo sul fatto, narrato dal film, che, tra loro, per tanto tempo vissuto in comune, non ci sia mai stata una vera amicizia?

    11) Ollio è mancato prima di Stanlio, per gravi problemi cardiaci e, da quel momento, il compagno che morì circa una quindicina di anni dopo, cominciò a rimpiangerlo. A questo proposito, siete d’accordo sull’affermazione di Rostand, l’autore di “Cirano de Bergerac” che “Solo il rimpianto dà la consapevolezza di quanto hai perduto”?

    12) Oggi, a anche negli anni precedenti, Stanlio e Ollio hanno cominciato a rivivere, soprattutto nelle vecchie comiche, per generazioni che, quando loro erano all’apice del successo, non erano nemmeno nate. Secondo voi, perché piace tanto ancora e fra generazioni che non erano nemmeno nate quando Oliver e Laurel erano all’apice del successo, il loro particolare tipo di comicità così innocente?

    13) Nei primi anni ’50 Stanlio e Ollio che, vennero in Europa, per un giro nei paesi europei ed ebbero una grandissima e affettuosissima accoglienza al punto che, in Italia, venne perfino offerto loro di girare un film. Il progetto, poi, non si realizzò per il decadimento della salute di Ollio. Così finì definitivamente la storia della coppia tanto amata, e per tanto tempo, da adulti e piccini, in tutto il mondo.

     

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