Aladdin In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Entusiasmante rivisitazione in chiave live action del Classico d’animazione Disney del 1992, il film racconta la storia dell’affascinante ragazzo di strada Aladdin, della coraggiosa e indipendente Principessa Jasmine e del Genio che potrebbe essere la chiave del loro futuro. Interpretato da Will Smith, Mena Massoud, Naomi Scott, Marwan Kenzari, Navid Negahban, Nasim Pedrad, Billy Magnussen e Numan Acar. Aladdin è diretto da Guy Ritchie a partire da una sceneggiatura scritta da John August e Ritchie, basata a sua volta sulla sceneggiatura del lungometraggio d’animazione Disney Aladdin firmata da Ron Clements & John Musker e Ted Elliott & Terry Rossio.

    Il film è prodotto da Dan Lin, p.g.a., e Jonathan Eirich, p.g.a., mentre Marc Platt e Kevin De La Noy sono i produttori esecutivi. La colonna sonora è firmata dal compositore Alan Menken e include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e dai parolieri Howard Ashman e Tim Rice, oltre a nuove musiche scritte da Menken insieme agli autori di canzoni Benj Pasek e Justin Paul.

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    La magica storia 

    Le strade di Agrabah sono la casa di Aladdin (Mena Massoud), un amabile ragazzo di strada ansioso di abbandonare la propria vita da furfante poiché convinto di essere destinato a qualcosa di più grande. Dall’altra parte della città la figlia del Sultano, la Principessa Jasmine (Naomi Scott), coltiva a sua volta i propri sogni. Desidera una vita fuori dalle mura del palazzo e vorrebbe utilizzare il proprio titolo nobiliare per aiutare gli abitanti di Agrabah ma suo padre è troppo protettivo e la sua dama di Compagnia, Dalia (Nasim Pedrad) non la perde mai di vista. L'obiettivo del Sultano (Navid Negahban) è trovare un marito adeguato alla figlia, mentre il suo leale e fidato consigliere, il potente stregone Jafar (Marwan Kenzari) è frustrato dall’atteggiamento passivo del Sultano nei confronti del futuro di Agrabah ed escogita un piano per impadronirsi del trono.

    Quando Jasmine visita il mercato, travestita da popolana, Aladdin viene in suo soccorso e rimane, subito, colpito dalla sua bellezza e dal suo spirito impetuoso, pur non avendo alcuna idea della sua vera identità. Dopo averla seguita a palazzo, viene coinvolto in un piano malvagio di Jafar ed entra, per caso, in possesso della magica lampada a olio di cui lo stregone voleva impadronirsi. Accidentalmente, poi Aladdin evoca il Genio (Will Smith) che vive all’interno della lampada. Il Genio è un essere pittoresco e straordinario ed esaudisce il desiderio di Aladdin che vuole diventare una persona degna dell’amore di Jasmine e del rispetto del Sultano: il principe Alì. Mentre Aladdin e il Genio diventano amici, anche Jasmine subisce il fascino del ragazzo. Insieme i due si imbarcheranno in una pericolosa ed elettrizzante avventura, che metterà alla prova la loro fiducia in se stessi e l’amore che nutrono l’uno per l’altra.

     

  • Genere: Fiabesco
  • Regia: Guy Ritchie
  • Titolo Originale: Aladdin
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Produzione: The Walt Disney Pictures
  • Data di uscita al cinema: 22 maggio 2019
  • Durata: 128’
  • Sceneggiatura: John August e Guy Ritchie
  • Direttore della Fotografia: Alan Stewart
  • Montaggio: James Herbert
  • Scenografia: Gemma Jackson
  • Costumi: Michael Wilkinson
  • Attori: Will Smith, Gigi Proietti, Mena Massoud, Billy Magnussen, Naomi Scott, Nasim Pedrad, Navid Negahban, Kamil Lemieszewski, Marwan Kenzari, Numan Acar, Bern Collaco
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

    Il mondo è mio 

    Il produttore Jonathan Eirich ama il Classico d’animazione Disney Aladdin fin da quando era bambino e da molti anni accarezzava l’idea di realizzarne una nuova versione in chiave live action per il grande schermo. Eirich ha condiviso l’idea con Dan Lin, il fondatore e amministratore delegato di Rideback, la compagnia di cui Eirich è presidente, che come lui voleva cogliere l’opportunità di dare nuova vita al film originale del 1992.

    “È una grande storia d’amore, ma è anche un grande film sull’amicizia pieno di momenti comici”, afferma Lin. “Quindi da un lato abbiamo una classica storia romantica tra Aladdin e Jasmine, dall’altro l’amicizia che si sviluppa tra il Genio e Aladdin”.

     

    Liberamente ispirato a una fiaba popolare del Medio Oriente contenuta nella raccolta de “Le Mille e Una Notte”, Aladdin è una storia senza tempo e fortunatamente anche Disney desiderava realizzarne una nuova versione. “Era un film strutturato in modo meraviglioso e dotato di musiche incredibili, dunque non c’era nulla che volessimo cambiare”, afferma Eirich. “La sfida era riuscire a realizzare una versione fresca e originale di questa storia, fornendo al pubblico qualcosa di nuovo e riuscendo allo stesso tempo a dare agli spettatori tutti gli elementi che amavano del film originale”.

    Aladdin è la storia di un uomo qualunque, dotata di una struttura narrativa classica e di temi universali capaci di conquistare persone di tutte le età: i produttori volevano guardare al passato e a ciò che era familiare, riuscendo allo stesso tempo a fare un passo in avanti verso il futuro e l’ignoto.

    I produttori hanno trascorso svariati mesi a perfezionare la narrativa e capire quali elementi di questa particolare storia avrebbero attratto gli spettatori: in poco tempo, John August (Dark Shadows, Big Fish – Le Storie di una Vita Incredibile) ha scritto una sceneggiatura che proponeva una rivisitazione più moderna della storia. Dopo aver accettato la regia del film, Guy Ritchie ha aggiunto il suo personalissimo tocco alla sceneggiatura: a quel punto, il progetto era pronto a partire.

    Il regista di film come Sherlock Holmes e Lock & Stock – Pazzi Scatenati ha uno stile unico e possiede una grande abilità nel creare scene d’azione viscerali e dal ritmo veloce, che era proprio ciò di cui il film aveva bisogno. Ritchie sapeva istintivamente come dare vita al personaggio di Aladdin. La maggior parte dei suoi film è incentrata sulla vita di strada e sulle canaglie ed essenzialmente il personaggio di Aladdin è un ladro che lotta per sopravvivere.

    “Dal mio punto di vista è una storia incentrata sullo scontro tra due mondi. È la storia di un ragazzo di strada che deve fare i conti con le proprie insicurezze. L’ambientazione Disney mi ha fornito un nuovo spazio in cui scoprire e raffigurare in modo diverso un mondo che conoscevo bene”, afferma Ritchie. “Mi piace imbarcarmi in sfide creative sempre nuove e questo film rappresentava sicuramente una sfida per me”.

    Oltre a essere una delle storie più rappresentative sulle canaglie che trovano la propria redenzione, Aladdin è anche un musical a tutti gli effetti e questo era molto interessante per Ritchie. “L’idea di girare un musical era molto interessante”, afferma. “Ho cinque figli e questo influenza molte delle mie decisioni: quando ho accettato di dirigere il film, il mondo Disney è sempre stato molto presente a casa mia”.

    Per il personaggio di Aladdin i filmmaker erano alla ricerca di un attore affascinante e autoironico per il quale gli spettatori avrebbero fatto il tifo: questo attore doveva essere anche in grado di cantare, ballare ed eseguire in prima persona la maggior parte delle considerevoli acrobazie richieste dal ruolo. Mena Massoud è stato scelto per interpretare il ruolo del protagonista: l’attore ha scoperto di aver ottenuto la parte tramite una telefonata mentre era sul set della serie TV Jack Ryan, a sole tre settimane dall’inizio delle riprese principali.

    Nato in Egitto e cresciuto a Toronto, l’attore è stato attratto dal ruolo per diverse ragioni. “Guy voleva girare il film in un modo molto reale, grezzo e fantastico, concentrandosi allo stesso tempo sull’amicizia e sulla crescita dei personaggi principali”, afferma Massoud. “Guy possiede una visione molto precisa: sa perfettamente cosa vuole e come riuscire a ottenerlo, ma permette anche agli attori di offrire il proprio contributo. Ho apprezzato molto che si fidasse di noi per dare vita alla sua visione. È fantastico avere questa responsabilità”.

    Il viaggio di scoperta personale di Aladdin rappresenta il cuore del film. Aladdin ha perso i propri genitori quando era molto piccolo e ha vissuto da solo per gran parte della propria vita, dunque vuole trovare il proprio posto nel mondo. “Ha delle grandi aspirazioni”, afferma Massoud. “È convinto che il futuro gli riservi qualcosa di più grande rispetto al presente. Non sa bene cosa sia o come ottenerlo, ma sa che là fuori c’è un’opportunità”.

    “La caratteristica più universale e amabile di Aladdin è il suo buon cuore: ha bisogno dell’approvazione del prossimo e non può farne a meno. Sceglie di diventare un principe ma pensa comunque di non essere abbastanza degno”, afferma Eirich. “Anche se all’inizio del film lo vediamo creare un meraviglioso legame con Jasmine semplicemente essendo se stesso e anche se lo vediamo come una persona divertente, affascinante e capace di fare qualsiasi cosa, lui non se ne rende ancora conto”.

    Massoud ha preso parte ad allenamenti fisici e lezioni di canto, si è allenato come giocoliere e ha praticato danza e immersione nel corso del film, ma i filmmaker hanno deciso che Aladdin non sarebbe dovuto apparire troppo agile e preciso. “Se ogni suo salto fosse perfetto, il pubblico smetterebbe di amarlo perché il personaggio sembrerebbe troppo perfetto per essere un ragazzo di strada”, afferma Ritchie. “Gli spettatori dovevano pensare ‘Okay, questo ragazzo è uno di noi’ e per riuscirci Aladdin doveva inciampare e sbagliare”.

    “Aladdin ha un’anima buona”, aggiunge Massoud. “È molto altruista e aiuta spesso il  prossimo, ma quando si innamora perde di vista la propria natura e inizia a diventare qualcuno che in realtà non è. Ma possiede buone intenzioni ed è circondato da persone che lo aiutano a ritrovare se stesso”.

    Con Jasmine, la bellissima e risoluta figlia del Sultano, i filmmaker speravano di creare una versione più contemporanea di una principessa moderna, rendendo il personaggio più stratificato per aiutare il pubblico a comprendere la sua personalità e i suoi obiettivi. C’erano moltissime attrici di talento ansiose di interpretare il ruolo.

    Naomi Scott (Power Rangers), una cantante e attrice di origini sud-asiatiche cresciuta a Londra, si era sempre identificata nel personaggio di Jasmine ed era entusiasta all’idea di interpretare la Principessa sul grande schermo. Molte persone di culture diverse si identificano nei personaggi del film d’animazione e lo studio voleva mantenere questa caratteristica. In passato i matrimoni combinati avevano l’obiettivo di unire i regnanti di diversi paesi per formare delle alleanze e nel film la compianta madre di Jasmine proveniva dal regno di Shehrabad, in Asia meridionale: dunque, Jasmine è per metà sud- asiatica e per metà araba (e l’influenza della madre è visibile nei suoi abiti, che sono ispirati a quelli dell’Asia meridionale).

    Scott vedeva la Principessa come una persona desiderosa di guidare gli abitanti di Agrabah, dotata di un’opinione e una prospettiva su come governare il proprio paese. “Vedo Jasmine come una persona forte e indipendente. È una leader che vuole sentirsi legata alla gente del suo regno e comportarsi bene nei loro confronti”, afferma Scott. “Non combatte solamente per le proprie decisioni, ma anche per migliorare la vita del prossimo. È più ambiziosa ed è interessata al benessere del proprio regno e dei suoi abitanti”.

    “Naomi è perfetta nei panni di una principessa più contemporanea”, afferma il produttore Dan Lin. “È una pensatrice molto moderna dotata di opinioni molto forti, ma allo stesso tempo ha un atteggiamento naturale e affettuoso e possiede un grande senso dell’umorismo”.

    Lin prosegue: “Jasmine vuole essere se stessa e mantenere la propria indipendenza. Ci piaceva l’idea di creare un personaggio femminile forte che sa cosa vuole, ma che allo stesso tempo è completamente altruista poiché vuole occuparsi degli abitanti di Agrabah”.

    Jasmine e Aladdin provengono da due mondi diversi. Jasmine trascorre tutto il tempo in un magnifico palazzo e Aladdin ha l’opportunità di mostrarle un mondo che lei non ha mai visto prima. E proprio come Aladdin, Jasmine non può fuggire dalla situazione in cui è nata: sono entrambi prigionieri di circostanze in cui non possono essere se stessi. “Il Sultano è troppo protettivo e vuole che Jasmine rimanga all’interno del palazzo, separata da chiunque altro”, spiega Scott. “Jasmine vuole sapere cosa accade nel suo regno e colmare la distanza che si è creata tra lei e gli abitanti e Aladdin le dà il coraggio per riuscirci”.

    Trovare l’attore più giusto per interpretare il Genio, l’entità mutaforma blu confinata in una lampada a olio, era cruciale. Inoltre, Robin Williams aveva lasciato un’eredità molto difficile da raccogliere. Williams fu la prima vera celebrità a interpretare un personaggio animato e probabilmente anche la migliore in assoluto: il suo lavoro fu acclamato in tutto il mondo, ma i filmmaker non volevano ricreare la sua iconica interpretazione. L’energia dell’interpretazione doveva essere diversa, ma quale attore sarebbe riuscito a mantenersi fedele allo spirito del film originale riuscendo allo stesso tempo a essere radicalmente differente?

    C’era bisogno di un attore estremamente versatile, che fosse in grado di essere divertente e drammatico, comunicare emozioni differenti, cantare e intrattenere il pubblico: qualcuno come Will Smith, che fortunatamente era interessato alla parte. L’attore, produttore, comico e rapper, candidato a cinque Golden Globe® e due Oscar® e vincitore di quattro GRAMMY® e la cui filmografia comprende Alì, Men in Black e Independence Day, ha apprezzato l’idea di reinventare il personaggio e farlo suo. Ma questa idea è diventata realtà soltanto quando l’attore ha incontrato Guy Ritchie.

    “Guy mi ha spiegato che voleva rendere la storia più autentica e ambientarla in un contesto più realistico, con qualche riferimento occasionale alla cultura pop: a quel punto ho deciso di accettare la parte”, afferma Smith. “Lo stile di Guy è in equilibrio tra l’azione e la musica e, in merito ai personaggi, lui voleva concentrarsi su aspetti diversi rispetto ad altri film Disney. Questi aspetti erano davvero unici, intelligenti e divertenti”.

    “Will è un artista estremamente generoso da tutti i punti di vista”, afferma Ritchie. “In larga parte il mio lavoro consisteva nell’incoraggiare Will a essere semplicemente Will, ma lui era molto aperto a nuove idee. Improvvisavamo svariate idee diverse e in breve tempo abbiamo trovato un ritmo tra di noi: riuscivamo subito a capire quali idee avrebbero funzionato e quali invece no”.

    I due condividevano la stessa visione del personaggio del Genio. “Il Genio è un briccone e un mentore al tempo stesso, e sta cercando di aiutare Aladdin a notare la grandezza che è già dentro di lui”, afferma Smith. “Amo questa idea: bisogna essere semplicemente se stessi. In questo periodo della mia vita amo interpretare un personaggio che sta cercando di aiutare un ragazzo a diventare un uomo”.

    Mentre lavora per Aladdin, il Genio inizia a occuparsi di lui. Diventa in un certo senso la sua coscienza: incoraggia Aladdin a essere se stesso, insegnandogli che la ricchezza e i titoli nobiliari non sono necessari in amore.

    “Gli scambi verbali tra il Genio e Aladdin mettono in luce le qualità migliori di Smith: i due personaggi si muovono alla stessa velocità e sono ugualmente divertenti”, afferma Eirich.

    Per dare una maggiore profondità a questa nuova versione più spavalda di Jasmine, gli sceneggiatori hanno creato un nuovo personaggio di nome Dalia. Si tratta di un’altra protagonista femminile, dotata di un arco narrativo tutto suo e una personalità ben distinta. Dama di compagnia, amica e confidente fidata della Principessa, Dalia ha un rapporto molto forte con Jasmine e la sostiene in ogni occasione. Attraverso le conversazioni tra questi due personaggi, il pubblico riuscirà a capire cosa passa per la testa della Principessa.

    Oltre a dare una maggiore profondità alla Principessa, Dalia arricchisce anche il personaggio del Genio. Smith spiega: “Si tratta di un’aggiunta davvero gradevole e delicata, che umanizza il Genio. Inoltre l’interpretazione di Nasim possiede una bellissima ingenuità comica… sarà divertente vedere la reazione del pubblico”.

    L’attore olandese di origini tunisine Marwan Kenzari (Assassinio sull’Orient Express) è Jafar, il fidato consigliere del Sultano nonché uno stregone astuto e potente, che brandisce uno scettro a forma di serpente dotato di misteriosi poteri. “Volevamo dare al pubblico un assaggio del passato di Jafar prima di arrivare a palazzo”, afferma Eirich. “Scopriamo che, proprio come Aladdin, anche lui era un orfano cresciuto nelle strade che è riuscito a fare carriera, diventando il secondo in comando del Sultano”.

    Come risultato di ciò, il pubblico sarà in grado di comprendere meglio Jafar, che rimane comunque un villain. “Marwan è riuscito a rendere questo personaggio estremamente realistico”, afferma Lin. “Scoprirete perché è così cattivo e penso sia un ottimo antagonista proprio per questo motivo. È stato il secondo in comando del Sultano per molto tempo e ormai non ne può più. Jafar vuole soltanto il potere… e non è affatto paziente”.

    Navid Negahban (Legion) è il Sultano, sovrano del regno di Agrabah in cerca di un marito per sua figlia. È un leader saggio e rispettato e anche un padre affettuoso e devoto, ma questi due ruoli sono spesso in conflitto tra loro. Billy Magnussen (Maniac) è il Principe Anders, un pretendente affascinante e arrogante, ma anche goffo e ottuso, che proviene  da Skånland e spera di sposare la Principessa. L’attore turco-tedesco Numan Acar (Homeland – Caccia alla Spia) interpreta Hakim, braccio destro di Jafar e capitano delle guardie del palazzo.

    Aladdin è ambientato in Arabia e nella città portuale immaginaria di Agrabah, un centro di scambio situato sulla via della seta che rappresenta il punto di collegamento commerciale tra il mondo orientale e quello occidentale. La responsabilità di dare vita ad Agrabah è ricaduta sulle spalle della scenografa Gemma Jackson (Neverland – Un Sogno per la Vita), che è stata premiata con l’Emmy® grazie al lavoro svolto nella serie TV Il Trono di Spade, che dal punto di vista visivo era molto simile a ciò che i filmmaker desideravano per l’affollata città.

    Hanno immaginato Agrabah come una sorta di portale multiculturale verso il mondo orientale, dotato di un’atmosfera internazionale e profondamente influenzato dall’Arabia e dalla cultura araba. “Fin da subito abbiamo preso la decisione di immergere questo mondo in una sorta di espressione della cultura mediorientale, che allo stesso tempo possedesse alcuni elementi dell’universo multiculturale contemporaneo”, afferma Ritchie. “La sfida era riuscire a ottenere l’equilibrio necessario a trasformarlo in un mondo autentico”.

    Il gigantesco set di Agrabah è stato costruito su un’enorme superficie grande come due campi da football all’esterno dei Longcross Studios. Ci sono volute soltanto 15 settimane. Ogni elemento del set – le mura rosa simili a quelle di Marrakech, il cortile, le bancarelle, gli stretti vicoli e gli affollati tetti – sono stati progettati per ospitare le riprese dei numeri musicali “La Mia Vera Storia” e “Il Principe Alì”. Lin afferma: “C’era una logica ben precisa dietro al posizionamento di ogni singolo edificio, alla direzione di ogni strada e all’orientamento di ciascuna casa: il set doveva ospitare numeri musicali intricati e scene d’azione”.

    Le decorazioni presenti sul set di Agrabah comprendevano tessuti, stoffe, legname di vari colori, metalli, frutta e verdura e un ulivo vecchio di 1000 anni. “C’era un intero mercato, un bazar, qualcuno che preparava lokum (dolciumi turchi), qualcun altro che vendeva lampade o realizzava sciarpe… era semplicemente folle”, afferma Mena Massoud.

    Il set di Agrabah ha ospitato anche il numero musicale de “Il Principe Alì”, una gigantesca parata che ha luogo di fronte ai cancelli del palazzo del Sultano. La sequenza è una sontuosa parata influenzata dal carnevale e simile a un circo, in cui il Principe Alì arriva a palazzo. Fa il suo ingresso a bordo di un cammello alto 9 metri fatto di 37.000 teste di  fiori, che è stato costruito da 15 modellisti nel corso di tre settimane.

    La sequenza de “Il Principe Alì” è il numero più grande del film, con 250 ballerini e più di 200 comparse, ed è stata girata nell’arco di cinque giorni. Il direttore della fotografia Alan Stewart (Sherlock Holmes) e la sua squadra hanno utilizzato sette macchine da presa così da poter catturare tutti gli aspetti della parata.

    Il colossale palazzo del Sultano è situato ai confini della città e per Jackson era molto importante che questo luogo fosse in netto contrasto con il resto di Agrabah. Per mettere  in luce le differenze tra questi due mondi, ha impiegato una gamma cromatica e una varietà di tessuti diversa per ciascuna ambientazione. “Non volevo essere costretta a realizzare il classico castello”, afferma Jackson, “e dato che avevo l’opportunità di reinventare questo mondo, ho creato un luogo estremamente opulento che rappresenta le meraviglie dell’Oriente”.

     

    Le amatissime musiche

    Anche se il regista Guy Ritchie non aveva mai diretto un musical, i suoi film sono stati sempre molto influenzati dalla musica. “Questo film è un musical puro”, afferma, “e ho apprezzato la sfida. Non ho cercato di essere troppo ambizioso o reinventare il genere, ma volevo creare un film fresco che mantenesse comunque il tono originale del primo film”.

    La colonna sonora e le canzoni scritte dal vincitore di otto Oscar® Alan Menken e dai parolieri premiati con l’Oscar® Howard Ashman e Tim Rice per il film del 1992 erano già perfette, ma Ritchie voleva renderle più contemporanee sia dal punto di vista della musica che da quello dei testi… un’idea che Menken ha abbracciato con tutto il cuore. Le canzoni del film d’animazione erano immerse nella musica del mondo arabo, con alcuni tocchi di jazz sparsi qua e là. I nuovi arrangiamenti di Menken incorporano alcuni elementi pop e mettono in luce i talenti musicali di Will Smith.

    Il testo de “Il Principe Alì”, il numero di canto e ballo più grande del film, è stato modificato per adattarsi meglio alla personalità dell’attore. Smith afferma “Aladdin è una rara combinazione di strumenti cinematografici. Pochissimi film possono vantare canzoni, scene di danza, momenti drammatici, commedia, azione ed effetti speciali… noi abbiamo tutti questi elementi in un singolo film e spesso anche in una singola scena”.

    “Guy voleva correre dei rischi con la musica ma allo stesso tempo era profondamente rispettoso delle canzoni originali”, prosegue Smith. “Conosceva bene il sound e l’atmosfera che voleva dare alle canzoni, ma mi ha dato la libertà di utilizzare il mio background hip- hop per fornire uno stile nuovo al brano”.

    La colonna sonora di questo film live action è molto sinfonica e da svariati punti di vista ricorda l’età d’oro di Hollywood. “Nella maggior parte delle scene Guy voleva che tutto fosse molto sobrio, ma in alcuni momenti la colonna sonora esplode”, afferma Menken. “Ovviamente la colonna sonora orchestrale utilizza quasi esclusivamente i temi delle canzoni, ma possiede un approccio più adatto al live action sia nei toni sia nella struttura”.

    Ora, “Le Notti d’Oriente” è un numero musicale completo che serve a introdurre la storia e l’ambientazione in cui essa si svolge. Menken ha lavorato con gli autori di canzoni premiati con l’Oscar® e il Tony Award® Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen, The Greatest Showman) per creare dei nuovi testi. “Sostanzialmente il nostro lavoro consisteva nel seguire la macchina da presa mentre si librava attraverso Agrabah per presentare questo mondo al pubblico”, afferma Menken. “Abbiamo riscritto alcune parti del testo per accompagnare le scene immaginate da Guy, introdurre il personaggio di Jafar e gettare le basi per il resto del film. È un numero molto più grande e ambizioso rispetto al film originale”.

    Per Pasek e Paul lavorare con il leggendario compositore era l’occasione di una vita. “Alan e Howard erano gli eroi della nostra infanzia… hanno scritto i brani che ci hanno spinto a voler diventare degli autori di canzoni”, afferma Pasek. “Siamo convinti che l’amore della nostra generazione nei confronti dei musical teatrali e la rinascita che sta avvenendo in questo periodo siano tutto merito di Howard e Alan. Siamo cresciuti amando i musical e la narrazione musicale grazie alle canzoni che queste due persone hanno scritto”.

    “Quando abbiamo iniziato a inseguire questo lavoro e la gente ci chiedeva cosa volessimo fare e chi fossero i nostri ispiratori, noi rispondevamo sempre ‘Vogliamo essere come Alan Menken e Howard Ashman. Vogliamo scrivere le canzoni di un musical d’animazione Disney… questo è il nostro sogno’”, afferma Paul.

    E l’ammirazione è reciproca. “In un certo senso Benj e Justin sono i miei discendenti”, afferma Menken. “Sono molto severo con gli autori, ma questi ragazzi sono davvero bravissimi. Volevo dare vita a una vera e propria collaborazione con Justin e Benj. Non volevo che la gente pensasse ‘Ecco Alan Menken e i suoi prossimi collaboratori’ o cose del genere. La canzone nasce da una collaborazione fra i nostri stili, proprio come dovrebbe essere”.

    “La Mia Voce” è una nuova canzone originale scritta da Menken e Pasek e Paul ed eseguita da Jasmine che è finalmente pronta a far sentire la propria voce. “Inizia con un pianoforte solista molto intimo e poi mette in luce tutta l’anima di Jasmine”, spiega Menken. “E poi cresce sempre di più sia nell’arrangiamento che nell’intensità, e alla fine il cerchio si chiude con il ritorno del pianoforte solista che però è dominato dalla sua voce. Ha un arco molto bello ma possiede un sound orchestrale e pianistico”.

    “Questa è la canzone in cui il personaggio di Jasmine raggiunge il proprio apice, decidendo di combattere per ciò in cui crede”, afferma il produttore esecutivo Marc Platt (Il Ritorno di Mary Poppins) che aveva già lavorato con Pasek e Paul in La La Land. “La canzone rispecchia il suo arco narrativo: viene cantata timidamente da Jasmine all’inizio del film ed eseguita nuovamente nel momento in cui il personaggio trova la propria forza. Jafar si è impossessato del regno e il padre di Jasmine non può fare nulla per fermarlo. Finalmente, Jasmine trova la propria forza e gli parla del futuro che vorrebbe”.

    “Man mano che la sceneggiatura si sviluppava, diventava sempre più chiaro che il personaggio di Jasmine sarebbe stato più forte e schietto che mai. Dunque dovevamo darle un grande numero musicale”, afferma Paul. “Il suo personaggio era diventato una persona che aveva bisogno di un momento per esprimersi, come a dire ‘Anch’io una voce e non continuerò a stare in silenzio’”.

    “Si tratta di una donna a cui viene detto continuamente come dovrebbe essere e come dovrebbe vivere, e che quindi è priva di una voce”, afferma Pasek. “Dunque per noi aveva molto senso che questa donna così forte, amata da tantissimi bambine e ragazze nel corso degli anni, cantasse una canzone incentrata sull’idea di riappropriarsi del proprio potere”.

    Anche le coreografie ideate da Jamal Sims (Hairspray – Grasso È Bello, Step Up) sono state rese più contemporanee. Sia “Il Principe Alì” che “Un Amico Come Me” contengono mosse di break-dance, che forniscono alle canzoni un’atmosfera moderna e un senso di autenticità. “Si tratta di due grandi numeri musicali”, afferma Dan Lin. “In entrambe le canzoni il Genio è sotto ai riflettori: era l’opportunità perfetta per mettere in luce i molteplici talenti di Will, che doveva recitare, cantare e ballare in un numero musicale iconico”.

    Nella canzone “La Mia Vera Storia”, eseguita da Aladdin mentre lui e Jasmine vengono inseguiti per le strade di Agrabah, le coreografie sono rapide, atletiche e più adatte a un film di Guy Ritchie. “Abbiamo deciso subito che Aladdin non avrebbe ballato in quella canzone”, afferma Sims. “È più che altro una sequenza d’azione stilizzata. Ci sono moltissimi movimenti, ma le mosse sono più simili a degli stunt”.

     

    Gli effetti visivi

    Nel film vengono utilizzati diversi tipi di effetti visivi, tra cui animazione dei personaggi, performance capture, estensioni scenografiche, ambientazioni digitali e simulazioni visive. Guy Ritchie ha dato una sola indicazione: ogni cosa doveva apparire estremamente realistica. “Guy è stato chiaro fin dall’inizio: il film doveva essere ambientato in un mondo reale dall’aspetto tangibile e autentico”, afferma Jarrett. “Anche se la storia possiede un lato fantasy molto pronunciato, il mondo del film doveva essere basato sulla realtà e i personaggi dovevano apparire plausibili: per questo, le nostre ambientazioni erano ispirate a luoghi reali e i personaggi tendevano alla naturalezza piuttosto che alla caricatura”.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

     

    1) Aladdin è una fiaba che fa parte della grande raccolta arabo-persiana ed egiziana di “Le mille e una notte”. Avete letto qualche storia, tratta da questo libro che ha fatto comprendere ai popoli occidentali la religione, la cultura, i costumi e le abitudini della gente del mondo del Medio Oriente?

    2) Nell’introduzione di “Le mille e una notte”, si narra che sia Sheherazade, la figlia del Primo Ministro del grande Scià di Persia, deve narrare a lui, ogni notte, una fiaba che, però, deve piacere al Signore altrimenti… cosa potrebbe accadere? 

    3) Le fiabe di “Le mille e una notte” sono divise in tre grandi gruppi: quello persiano, legato soprattutto a storie d’amore, quello, più specificatamente arabo che si conosce con il nome di Harun el Rascid, sultano di Bagdad, effettivamente esistito, nelle cui storie, pur essendoci sempre l’amore, prevale l’avventura (da “Alì Babà e i 40 ladroni” a “I viaggi di Sinbad il marinaio”) e il terzo, l’egiziano, in cui troviamo uno stile più forbito nella scrittura ma molto meno interessanre degli altri due, nelle storie narrate. Secondo voi a quale di questi gruppi appartiene Aladdin?

    4) Aladdin è un ragazzo orfano che, nella città araba di Agrabah sopravvive di espedienti. E’ difficile, per lui, andare avanti ma, nonostante tutto, egli ama la vita. Perchè Aladdin che è solo un piccolo ladruncolo pensa di essere destinato, crescendo, a “qualcosa di grande”?

    5) In un’altra parte di Agrabah, anzi in un meraviglioso palazzo, vive Jasmine. E’ la principessa reale figlia del sultano della città. Perchè Aladdin allora la scopre nel gran Bazar, vestita da popolana, lei la principessa? Cosa faceva Jasmine al mercato?

    6) Come Aladdin riesce a conoscere Jasmine, ignorando che sia la principessa ma intervenendo in sua difesa? Cosa è accaduto alla giovane da determinare l’intervento di Aladdin che aspettava solo un motive per conoscerla?

    7) Aladdin, dopo l’incontro, segue Jasmine a palazzo pensando che ella vi lavori e da esperto ladruncolo come egli è, riesce a entrare. Lì vede, per la prima volta, Jafar, un mago crudele e ambizioso che il Sultano (non si sa perchè!) fidandosi di lui, ha nominato Grand Visir (Primo Ministro). Cosa ha in mano Jafar nel momento in cui Aladdin lo vede, restando nascosto?

    8) L’oggetto che Jafar ha in mano è una normale lampada cui sembra tenere molto. Perchè, prima di fuggire dal palazzo in cui si sono accorti di lui. Aladdin si impadronisce di quella lampada?

    9) Ritornato nella zona in cui vive, Aladdin prende la lampada che, per fuggire, aveva nascosto sotto le vesti. Ma, mentre la tocca, forse per togliere la polvere che vi si era depositata durante la fuga, cosa, o meglio, chi appare?

    E’ il Genio della lampada buono, divertente e spiritoso che prende subito in simpatia Aladdin che, possedendo la lampada, diventa il suo padrone, perchè, toccandola, ha la possibilità di farlo apparire e scomparire. Quali sono le prime parole che il Genio dice ad Aladdin come per presentarsi?

    10) Quando Aladdin che ha molta simpatia per il Genio (e il genio per lui) scopre i poteri dell’enorme simpatico jinn (parola che ha molti significati, (tra le quali in arabo vuol dire genio) cosa chiede al suo nuovo amico?

    11) Si realizza quanto Aladdin desiderava quando il genio accetta di trasformarlo in un ………?

    12) Intanto, nel palazzo reale, il buon sultano, mite, saggio e rispettato, sta cercando un marito per sua figlia (egli non ha figli maschi e quindi, siccome il trono deve passare per linea maschile) Yasmine che non potrà mai essere sultana, deve sposarsi. Ma tutto ciò va bene alla giovane principessa o ella ha altre aspirazioni? Se si, quali?

    13) Nel mondo medio-orientale, intanto, si era sparsa la voce che il sultano di Agrabah volesse dare sua figlia in moglie a un principe che avrebbe potuto così ereditare anche il trono. Si presentano:

    - Il principe Auders di origine persiana;

    - Il principe Hakim che proviene dalla Turchia;

    - Il misterioso principe arabo Alì.

    Quali sono le caratteristiche comportamentali e fisiche dei tre pretendenti e poi chi è, in realtà, il principe Alì?

    14) Nel frattempo, Jafar studia la maniera per uccidere il buon sultano e impadronirsi del trono ma ….. se riuscisse a sposare Jasmine non verrebbe considerate un usurpatore. Sta pensando il crudele Gran Visir a questa soluzione? E tra I tre pretendenti chi è che gli mette di più “i bastoni fra le ruote”?

    15) Tra Yasmine e Alì intanto nasce una simpatia che si trasforma in amore anche con l’aiuto del Genio (basti pensare al romantic viaggio sopra Agrabah su un tappet volante in una notte piena di stelle) ma entrambi sanno di avere in Jafar un nemico implacabile. Come si comportano e cosa fanno davanti al Gran Visir e come il Gran Visir davanti a loro quando si incontrano a Palazzo? Fingono tutti e tre per raggiungere il loro scopo? E fino a quando?

    16) Accanto a Jasmine, in tutto il corso della storia, c’è Dalia, governante, amica e confidente della principessa. Dalia appoggia Jasmine in tutto e la giovane sa di potersi fidare di lei. Sono le confidenze che ella fa all’amica che ci fanno comprendere quali siano le intenzioni di Jasmine riguardo al trono e al suo amore per Alì-Aladdin?

    17) Come e quando Jafar viene sconfitto dai due giovani e quanto, alla loro vittoria, contribuisce il Genio della lampada?

     

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