Martin Eden In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa della famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la  bella sorella di Arturo, e se ne innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un'ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese... 

     

  • Genere: Drammatico
  • Regia: Pietro Marcello
  • Titolo Originale: Martin Eden
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione: Avventurosa, IBC Movie con Rai Cinema in cooproduzione con Shellac Sud Match Factory Productions
  • Data di uscita al cinema: 4 settembre 2019
  • Durata: 129’
  • Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Pietro Marcello
  • Direttore della Fotografia: Francesco Di Giacomo, Alessandro Abate
  • Montaggio: Aline Hervè, Fabrizio Federico
  • Scenografia: Luca Servino, Roberto De Angelis
  • Costumi: Andrea Cavalletto
  • Attori: Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Carlo Cecchi
  • Destinatari: Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    Nota di Pietro Marcello e Maurizio Braucci

    Martin Eden racconta la nostra storia, la storia di chi si è formato con la cultura incontrata non in famiglia, o a scuola, ma lungo la strada; è il romanzo degli autodidatti e di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione, restandone in parte deluso.

    Oltre una prima lettura, però, Martin Eden non racconta solo la storia di un giovane proletario che, per amore di una ragazza altolocata, ambisce a diventare scrittore: è anche il ritratto di un artista di successo – un autoritratto a tinte fosche dello stesso Jack London – che smarrisce fatalmente il senso della propria arte. 

    Ispirandoci liberamente al romanzo di London, abbiamo letto Martin Eden come un affresco capace di anticipare le perversioni e i tormenti del Novecento, e i suoi temi cruciali: il rapporto tra individuo e società, il ruolo della cultura di massa, la lotta di classe. Nel film la parabola dell’eroe negativo creato da London si apre con un filmato di repertorio dell’anarchico Errico Malatesta per poi trovare simmetrie nelle vite e nelle opere di alcuni scrittori dannati del XX secolo, da Vladímir Majakóvskij a Stig Dagerman a Nora May French. Abbiamo immaginato il nostro Martin attraversare il Novecento, o meglio una “crasi”, una trasposizione trasognata del Novecento, libera da coordinate temporali, ambientata non più nella California del romanzo ma in una Napoli che potrebbe essere qualsiasi città, ovunque nel mondo.

     

    Il regista: Pietro Marcello 

    Pietro Marcello nasce a Caserta nel 1976. Frequenta l’Accademia di Belle Arti dove studia pittura. Autodidatta, dal 1998 al 2003 lavora come organizzatore e programmatore della rassegna cinematografica Cinedamm presso il Damm di Montesanto a Napoli, di cui è stato uno dei fondatori. 

    In quegli anni realizza il radiodocumentario Il tempo dei magliari e i suoi primi cortometraggi, Carta e Scampia. Nel 2004 porta a termine il documentario Il Cantiere con cui vince l’XI edizione del Premio Libero Bizzarri. L'anno seguente realizza La Baracca. 

    Nel 2007 con Il passaggio della linea partecipa alla sezione Orizzonti della 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

    Nel 2009 realizza il suo primo lungometraggio, La bocca del lupo, vincitore del 27. Torino Film Festival e – tra gli altri riconoscimenti – del Premio Caligari e del Teddy Bear alla Berlinale, del David di Donatello e del Nastro d’Argento come miglior documentario.  

    Nel 2011 gira Il silenzio di Pelešjan, ritratto del grande regista armeno Artavazd Pelešjan, presentato come evento speciale alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e in numerosi festival internazionali. 

    Nel 2015 realizza il film Bella e perduta, presentato al Festival di Locarno e vincitore – tra gli altri – del Bergman Award al Göteborg Film Festival, del Love&Change Competition Award al festival internazionale di Istanbul, del Nastro d’Argento come miglior Docufilm, e premiato al festival internazionale di La Roche-Sur-Yon.

    Martin Eden è il suo nuovo film, in concorso alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

     

    Filmografia 

    2019 Martin Eden

    2015 Bella e perduta

    2014 L’umile Italia (cm)

    2011 Il silenzio di Pelešjan

    2009 La bocca del lupo

    2007 Il passaggio della linea

    2005 La baracca (cm)

    2004 Il cantiere (cm)

    2003 Scampia (cm)

    Carta (cm)

     

    Lo scrittore: Jack London

    John Griffith London, detto Jack, nacque a San Francisco nel 1876 e morì, sempre in California, a Glin Ellen, nel 1916.

    Jack era figlio di un avventuriero che abbandonò lui e la madre e fu legittimato dal droghiere, John London dopo che ne aveva sposato la mamma.

    Costretto dalle ristrettezze economiche, Jack abbandonò gli studi molto presto e si dedicò alle più svariate attività; strillone di giornali, pescatore, marinaio, operaio in una lavanderia e, nel 1897, cercatore d’oro nel Klondike. Nel frattempo, aveva continuato a coltivare la sua passione per la letteratura, con particolare interesse per le opere di Marx, di Spencer di Mietzsche e di Darwin quest’ultimo soprattutto per la sua teoria di “evoluzione delle specie”.

    Nel 1898, scrisse un resoconto che venne pubblicato dall’ “Overland Monthly” e, incoraggiato dal successo ne scrisse altri che, nel 1900, vennero riuniti in un volume dal titolo “Il figlio del lupo”.

    Nel 1903, pubblicò “Il richiamo della foresta”, considerato da tutti il suo romanzo migliore. Ormai celebre, si dedicò alla sua opera di scrittore alla quale alternò quella di corrispondente di guerra e, in veste di invito speciale, nel 1904, andò in Manciuria, durante il conflitto russo-giapponese. Sempre nel 1904, pubblicò “Il lupo del mare” e, nel 1907, “Zanna bianca” che, come il suo primo romanzo ha per tema la vita primitiva e violenta dei pionieri e dei cercatori d’oro di cui egli aveva fatto diretta esperienza.

    Allo stesso gruppo di romanzi di avventura, pur con ambientazioni diverse, appartengono “Radiosa aurora” (1910), “La crociera dello Snarck” (1911), “La valle della luna” (1913), “L’ammutinamento dell’Elsinore” (1914) e, postumi, “Jerry delle isole” e “Michael cane da circo”, pubblicati nel 1917.

    In quasi tutti i suoi libri, London descrisse le miserie sociali in cui si muoveva la popolazione del Nuovo Mondo e oltre che nei romanzi già citati, scrisse anche “Il popolo dell’abisso” (1903), “Il tallone di ferro (1907) e “Il vagabondo delle stelle” (1915) mentre “Martin Eden” (1909) è John Barleycorn”, conosciuto quest’ultimo pure con il titolo di “L’osteria dell’ultima fortuna” (1913) sono, eminentemente, biografici.

    L’ideale, teorizzato da Nietzsche, proprio del superuomo e un’ideologia sociale prettamente di stampo marxista e sono gli elementi fondamentali sui quali si fondò, insieme al fascino dell’avventura, tutta l’opera di London che, tra il 1910 e il 1920, fu lo scrittore americano più letto all’estero e dalle cui opere, fino a oggi, sono stati tratti numerosissimi film.

    Oberato dai debiti, nonostante il suo grande successo e devastato dall’alcool, Jack London, nel 1916, si tolse la vita.

     

    Il romanzo: “Martin Eden”

    “Martin Eden” è un romanzo chiaramente autobiografico che riflette le esperienze di vita del suo autore. Narra le vicende di un rozzo marinaio, Martin, che, innamorato di Ruth, una ricca fanciulla, decide di elevarsi culturalmente e socialmente, impegnandosi, con dura volontà, nello studio. 

    Scrive poi racconti e romanzi che gli editori rifiutano.

    Senza soldi e, preso in giro di tutti, viene abbandonato anche da Ruth sulla quale più che l’amore, giocano le convenzioni sociali e le regole di una società cui ella, al contrario di Martin, appartiene.

    Poi, arriva per lui il successo che gli porta la fama (e l’invidia) di tutti e anche l’amore di Ruth.

    Ma ormai Martin che ha vissuto l’inganno e la disillusione, non riesce più a tornare indietro, a rivivere l’entusiasmo e la fiducia negli altri che, prima, lo avevano aiutato a vivere. 

    Il successo ritrovato, ormai a Marin non dà più nulla ed egli, disilluso e stanco di tutto e di tutti, si imbarca su un bastimento diretto verso i mari del Sud, dove, ormai senza più speranza di una vita degna di essere vissuta, cercherà solo la morte.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LdF

    1) Come Martin Eden, giovane marinaio, quasi analfabeta, alla ricerca di avventure e proveniente da una modestissima famiglia, riesce a entrare nella casa di un alto esponente della borghesia industriale?

    2) Nella famiglia alto-borghese di cui scriviamo nella domanda precedente, ci sono due figli, più o meno della stessa età di Martin: Arturo ed Elena. Martin rimane subito colpito dalla grazia e dall’intelligenza della giovane al punto che la fanciulla diventa per lui come un’ossessione amorosa. Ed Elena, accortasi dell’interesse del giovane per lei, dimostra di volerlo ricambiare?

    3) Martin sa che le differenze sociali e culturali tra lui ed Elena sono enormi ed ella diventa il punto di riferimento dello status sociale cui il giovane intende elevarsi. Qual è l’atteggiamento della giovane quando comprende l’aspirazione di Martin condizionata anche dal suo iniziale interesse per lui?

    4) Martin comincia a studiare: è un autodidatta che si avvicina al “sapere” con enorme fatica e con il sogno di diventare uno scrittore di successo. C’è in lui, in questo improbo lavoro. la voglia di riscatto da un destino modesto o anche la speranza di poter costruire, insieme a Elena, un futuro insieme?

    5) Qual è l’atteggiamento della famiglia di Elena quando viene a sapere il desiderio di quel giovane, da ammirare perché, studiando indefessamente, dimostra non solo il desiderio amoroso nei riguardi della figliola ma, anche, la capacità di essere e divenire diverso?

    6) Martin studia e studia, perché crede nella cultura e nell’educazione in quanto strumenti di emancipazione e di crescita. E’ come se questo suo punto di arrivo, per lui, eliminasse gli scontri ci classe (il libro di London da cui è tratto il film è stato scritto nel 1909!) permettendogli di vivere la sua vita con Elena. Ma Elena? Come si comporta la giovane riguardo a Martin nell’evolversi dei loro rapporti? 

    7) Martin inizia a scrivere: le sue poesie, i suoi racconti e i suoi romanzi hanno, inizialmente, successo: egli crede in se stesso a tal punto che, quando i rischi di una fama veloce cominciano a mostrare cedimenti e, nel mondo degli affetti, Elena che, forse non l’ha mai amato, si allontana, egli che pensa di essere arrivato in cima e di aver raggiungo il suo scopo, viene travolto. Pensava di avere tutto e ora sente di non avere né amore né successo. Qual è la sua reazione?

    8) E quando la situazione di Martin, come scrittore, cambia ed egli ritorna a incontrare il successo con le sue opere è lui che non è più lo stesso, è stanco, disilluso, e, nell’ultima scena del film, si allontana da una riva di un mare buio e misterioso. Cosa vuol dire, secondo voi, questo nuotare verso il mare?

    9) Si può affermare che, in Martin Eden, come del resto in Jack London autore del libro su Martin, vivano tutti i tormenti dell’inizio del novecento, nel rapporto tra individuo e società, nella lotta di classe, nel diffondersi di una cultura di massa di cui Martin e anche Jack sono parte ma in cui, alla fine, non riescono a riconoscersi?

    10) E’ giusto, secondo voi, affermare che Martin, nelle sue poesie, nei suoi racconti e nei suoi libri, sviluppi una soggettività sociale che si lega al pensiero di Karl Marx e a quello di Herbert Spencer e che lo pone, quindi, tra un socialismo critico e un individualismo anarchico, ispirato da Nietzsche, come allegoria della condizione di “artista alienato”, tanto sentita da Jack London?

    11) Quanto ha contato nella formazione culturale letteraria e sociale di Martin la figura di Russ Brissenden, il suo amico-mentore?

     

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