La Fattoria dei nostri Sogni In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    Girato nell’arco di 8 anni e diventato un caso eclatante al box office americano, arriva anche in Italia il film rivelazione LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI di John Chester, in sala con Teodora dal 5 settembre.

    Il film racconta l’incredibile storia vera di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita, quello di costruire dal nulla un’enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale. Tra mille difficoltà, momenti esaltanti e cocenti delusioni, i due protagonisti impareranno a comprendere i ritmi più profondi della natura, fino a riuscire nella loro formidabile impresa.

    Uscito a maggio in America in sole 5 sale, grazie al passaparola e alle critiche eccezionali LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI ha raggiunto ben 285 schermi, scalando la classifica degli incassi e contagiando sempre più spettatori con il suo ottimismo e la sua visione luminosa ma mai banale di Madre Natura.

    Oggi Apricot Lane, questo il nome della fattoria, si estende per oltre 200 acri e raccoglie circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche. Dal dicembre 2015 ospita anche Beauden, il primo figlio di John e Molly.

     

  • Genere: Documentario
  • Regia: John Chester
  • Titolo Originale: The biggest little farm
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Produzione: FarmLore Films
  • Data di uscita al cinema: 5 settembre 2019
  • Durata: 91’
  • Sceneggiatura: John Chester, Mark Monroe
  • Direttore della Fotografia: John Chester, in collaborazione con Mallory Cunningham, Benji Lanpher, Chris Martin, Kyle Romanek
  • Montaggio: Amy Overbeck
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

     

     NOTE DI PRODUZIONE

     di John e Molly Chester

    “Abbiamo girato 365 giorni all’anno per quasi 8 anni”, ricorda il regista John Chester. “In questa avventura c’è stata una tensione costante per me tra i bisogni della fattoria e quelli del film. La cosa bella della natura e di una fattoria, in ogni caso, è che hanno dei ritmi propri e si può prevedere in anticipo cosa sta per succedere. Si tratta di osservare e stare lì ad aspettare che accada qualcosa. Questa è ovviamente la formula perfetta per girare un documentario sulla natura ma è buffo che valga anche per mandare avanti una fattoria: osservare e giocare d’anticipo. Ed entrambi richiedono una certa dose di umiltà. La vera sfida per me è stata poi la decisione di filmare anche tutti i problemi che stavamo vivendo e gli errori che abbiamo commesso… Ho dovuto mettere da parte il mio orgoglio ma sono felice del risultato finale, perché il film è molto più credibile e coinvolgente”.

    “È stata un’esperienza molto dura e piena di imprevisti – afferma Molly Chester, chef, moglie di John e sua compagna d’avventura - ma ha risvegliato in me una connessione con la natura di cui neanche ero a conoscenza. E questo è davvero straordinario. La lezione più importante che ho imparato è che conquistare e sradicare non sono strategie vincenti: collaborazione e comprensione lo sono. C’è sempre qualcosa che causa “problemi” nel rapporto con la natura, ma in realtà non sono problemi. Sono solo un modo in cui la terra ti sta spiegando quali sono le sue necessità, un gradino in più per raggiungere un’armonia più grande”.

    “Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani”, conclude John. “E spero che il pubblico capisca, come abbiamo capito noi, che una collaborazione con la natura offre infinite possibilità, che a volte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le risposte di cui abbiamo bisogno”.

     

    JOHN CHESTER

    Regista e operatore, John Chester inizia la sua carriera girando documentari sulla natura in giro per il mondo per Animal Planet e ITV Wildlife. Nel 2006 firma la serie documentaria Random 1 per il canale A&E, mentre nel 2010 il suo documentario Rock Prophecies, sul leggendario fotografo musicale Robert Knight, viene trasmesso dalla tv pubblica PBS. Nel 2010 inizia l’avventura, insieme umana e cinematografica, de La fattoria dei nostri sogni, che lo assorbirà per otto anni. Prima dell’uscita del film, alcuni suoi corti girati nella fattoria sono stati trasmessi dal popolare programma Super Soul Sunday di Oprah Winfrey, vincendo 5 premi Emmy.

     

    MOLLY CHESTER

    Prima di imbarcarsi con John nell’impresa de La fattoria dei nostri sogni, Molly Chester ha lavorato per anni come chef privato a Los Angeles, dopo il diploma al Natural Gourmet Institute for Health and Culinary Arts. Autrice del seguitissimo blog Organic Spark, dedicato al cibo tradizionale e biologico, ha firmato anche il libro di cucina “Back to Butter Cookbook”.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    di LDF

    1) Il New York Times definisce il film “Una lezione gioiosa e avvincente sulla convivenza ancestrale tra uomo e natura”. Siete d’accordo?

    2)    Screen International scrive che “La fattoria dei nostri sogni “Celebra la vita in ogni forma, con  ardente e gentile idealismo”, idealismo inteso come coraggio di perseguire i propri fini?

    3) Il New York Post ha definito il film: “Un tributo appassionato e pieno di speranza al cerchio della vita” che nasce, cresce e muore in continuazione nella fattoria di John e di Molly. E’ giusta per voi, quest’osservazione?

    4) Per il “The Hollywood Reporter” il film è capace di “coinvolgere e scaldare il cuore in modo sincero” per ciò che narra o per come lo narra o per entrambi i motivi?

    5) Quando e perché John e Molly decidono di abbandonare la grande città per andare a vivere in campagna?

    6) Il sogno, legato all’andare a vivere in campagna non è, però, per John e Molly, avere una villetta con intorno alcune piante, molti fiori e un piccolo orto da coltivare. Allora, qual è il loro sogno? E quali sono stati i fattori che li hanno portati a una decisione tanto difficile?

    7) Perché la decisione di John e Molly è definita nella domanda precedente, “tanto difficile?” 

    a) Perché loro, fino a quel momento, non si erano mai occupati di agricoltura?

    b) Perché la loro intenzione era spaventosamente grande: creare una fattoria, dedita alla coltivazione biologica e attenta alla sostenibilità ambientale. Se è facile comprendere cosa significhi “coltivazione biologica cosa si intende per sostenibilità ambientale? Approfondite l’argomento. 

    8) Quali sono le difficoltà economiche che John e Molly si sono trovati ad affrontare, calcolando che tutto ciò che loro riuscirono e, ora, riescono a produrre nella loro fattoria è legato alle regole e ai ritmi, mai simili, di tempo in tempo e di anno in anno, di Madre Natura?

    9) “La fattoria dei nostri sogni”, nello stesso tempo, non è un documentario e neanche un film anche se ha tre protagonisti, uno diverso dall’altro, come John e le sue preoccupazioni, Molly e il suo entusiasmo e la Natura che, attraverso situazioni diverse in momenti temporali uguali, crea, negli altri due gioia, felicità, ansia nell’attesa di un qualcosa, che entrambi, sanno si realizzerà, comunque, in modo diverso da come essi abbiano immaginato. E quest’attesa come viene vissuta da Molly e come da John?

    10) Oggi la fattoria di John e Molly, “Apricot lane”, si estende per 200 acri, ha 850 animali e 75 coltivazioni biodinamiche diverse.

    Si può dire che John e Molly abbiano vinto la loro battaglia ma non si può non chiedere quale sia stato l’apporto o meglio l’aiuto che il terzo personaggio, la Natura sempre affascinante, sempre diversa, sempre ricca di doni ma sempre pericolosa!

     

     

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