Io, Leonardo In evidenza

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     

    “Scorgeva la bellezza nell’arte come nell’ingegneria e la sua abilità nel combinarle era ciò che ne fece un genio.” Steve Jobs

     

    “IO, LEONARDO” è un affascinante racconto alla scoperta dell’uomo, dell’artista, dello scienziato e dell’inventore; un’esperienza inedita e coinvolgente, con uno sguardo molto lontano dagli stereotipi.

    Protagonista assoluta del film è la mente di Leonardo, uno spazio che lo accompagna nella rievocazione dei momenti più significativi della sua vita, un luogo ampio e astratto dove natura ed interni convivono e il suo genio prende vita.

    All’interno della sua mente Leonardo incontra artisti, uomini di potere, allievi della sua bottega ma soprattutto si confronta con sé stesso. La narrazione aiuta a comprendere lo sviluppo intellettuale ed emotivo di Leonardo, la sua anima e il suo pensiero, la genesi delle sue opere, mostrando gli eventi salienti della sua vita attraverso una ricostruzione di finzione accurata e documentata.

    Grazie all’uso di animazioni, proiezioni ed evolute tecniche digitali, il film racconta le sue visioni, le scintille del suo sapere, le sue opere, le sue teorie scientifiche. Alcune delle sue invenzioni mai realizzate prendono vita e forma e si animano mettendosi in funzione.

    Ma la mente di Leonardo è anche un tramite per l’esterno, per la connessione con la natura e con i luoghi in cui visse, oltre che con le sue opere. Passando per Vinci, Firenze, la campagna Toscana e la Valdarno, Milano, fino alla Francia, conduce lo spettatore alla scoperta delle sue opere più celebri: la Gioconda, l’Ultima Cena, l’Uomo Vitruviano, l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi, il San Girolamo, la Dama con l’ermellino.

     

  • Genere: Biografico
  • Regia: Jesus Garces Lambert
  • Titolo Originale: Inside Leonardo
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Produzione: Sky con Progetto Immagine
  • Data di uscita al cinema: 2 ottobre 2019
  • Durata: 90’
  • Sceneggiatura: Sara Morsetti, Marcello Oliviero
  • Direttore della Fotografia: Daniele Ciprì
  • Montaggio: Valentina Corti
  • Scenografia: Francesco Frigeri
  • Costumi: Maurizio Millenotti
  • Attori: Luca Argentero, Francesco Pannofino, Angela Fontana, Massimo De Lorenzo, Matt De Luise
  • Destinatari: Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado
  • Approfondimenti:

     

    UN FILM INNOVATIVO

    Io, Leonardo si distingue per l’originalità della struttura narrativa e delle scelte visive, allontanandosi dagli stereotipi e dai film - documentari fino ad ora realizzati su Leonardo da Vinci.

    Il film supera il tradizionale racconto della vita di Leonardo, mettendolo in scena dal punto di vista della sua mente che prende vita e forma all’interno della narrazione. Proprio per questo motivo il film è un’opera innovativa, che vuole esplorare Leonardo da un punto di vista inedito e non convenzionale, mostrando l’uomo oltre il genio.

    Tale idea narrativa nasce dalla consapevolezza che per capire Leonardo è indispensabile comprendere i processi creativi che lo hanno portato alla realizzazione di grandiosi opere ed invenzioni. La mente di Leonardo è un intero universo aperto verso il mondo, ma rappresentato come un luogo chiuso: uno studio le cui pareti ruotano e il tetto si apre a infinite possibilità, facendo da tramite verso l’esterno.

    Lo spazio-mente è un luogo senza tempo dove le idee di Leonardo prendono forma e dove si snoda la narrazione. È lo spazio che si apre al ricordo e all’osservazione della natura verso due nuove dimensioni.

    Lo spazio-ricordo cambia e si trasforma in base a ciò che viene evocato, così Leonardo inizia a rivivere un ricordo che si materializza con personaggi, opere, ambientazioni specifiche di quel momento. In questi frangenti non ci troviamo più fisicamente nello suo studio ma nella scena evocata dal ricordo.

    Ma la mente di Leonardo è anche un tramite verso l’esterno, per la connessione con la natura e con i luoghi in cui lui visse. Così si genera lo spazio-natura: la natura così fondamentale per le sue intuizioni e studi, tanto da considerarla “maestra de’ maestri”.

    Nel film Leonardo resta sempre uguale a sé stesso e ha l’aspetto dell’uomo 35enne descritto dai suoi biografi contemporanei: straordinariamente bello e di grande eleganza, con lunghi capelli ondulati ad incorniciarne il volto, affascinante, di indole affabile, brillante e generosa, molto distante dal volto segnato da rughe che tutti conosciamo attraverso il suo più celebre (e presunto) autoritratto1. Il Leonardo messo in scena nel film “vive” nella sua mente e conduce lo spettatore in questo mondo meraviglioso e inafferrabile.

    Leonardo da Vinci è interpretato da Luca Argentero.

    I dialoghi di Leonardo sono ricavati dai suoi scritti autografi, in particolare dal Trattato della Pittura.

    Le scene, le ricostruzioni, gli oggetti, sono ispirati e fedelmente tratti dalle fonti e dai progetti originali di Leonardo.

    A rendere inedito il film sono anche gli effetti visivi e digitali che danno vita e forma ai disegni e alle invenzioni di Leonardo. I suoi progetti, anche quelli che non riuscì mai a realizzare, si animano davanti agli occhi dello spettatore, per un’esperienza di visione esclusiva.

     

    SCENE EVOCATIVE

    In “Io, Leonardo” sono state rappresentate scene iconiche che evocano alcuni dei principali momenti di creazione ed ideazione della sua vita, come quelli relativi all’Ultima Cena, alla Camera degli specchi e all’Uomo Vitruviano.

     

    ULTIMA CENA

    L’Ultima Cena o Cenacolo è l’opera pittorica che Leonardo, su incarico di Ludovico il Moro nel 1494, realizza sulla parete del Refettorio di Santa Maria delle Grazie.

    In Io, Leonardo viene messa in scena e rappresentata la genesi di quest’opera dove Leonardo da Vinci, come un visionario regista cura i dettagli e le posture di tutti gli apostoli riuniti alla tavola. Dalla finzione si passa all’opera attraverso una modalità innovativa. Il Cenacolo è stato ricostruito con un modello 3D che rispetta esattamente le dimensioni reali dell’opera originale. L’altissima risoluzione delle immagini ricevute dal Museo del Cenacolo e gli effetti digitali all’avanguardia consentono un’esperienza visiva dell’Ultima Cena assolutamente inedita e privilegiata, da una distanza ravvicinata ed immersiva per un’esperienza di visione unica.

     

    UOMO VITRUVIANO

    L’Uomo Vitruviano è il simbolo del Rinascimento, rappresenta l’unione simbolica tra arte e scienza.

    La scintilla della creazione origina dalla lettura del De Architettura di Vitruvio. Leonardo ha un’illuminazione legata alla proporzione divina e quindi mette in relazione la sezione aurea con le proporzioni perfette del corpo umano.

    Leonardo inizia così a misurare i suoi discepoli con una corda correlando le loro proporzioni a quelle della natura. Studia le forme perfette di un cerchio e di un quadrato da cui nasce la rappresentazione iconica dell’Uomo Vitruviano

     

    CAMERA DEGLI SPECCHI

    Tra le invenzioni di Leonardo realizzate per il film c’è La camera degli specchi, costruita partendo da un suo disegno originale (Manoscritto Francese B_28r_Camera degli Specchi): una sorta di ventaglio ottagonale di specchi, di 2 metri di altezza e oltre 2 metri di larghezza, che si chiude intorno a un soggetto, riflettendone l’immagine a 360 gradi.

    Leonardo l’aveva progettata per avere una visione completa di tutti i lati del soggetto da dipingere, così da immortalare la figura nel preciso istante del moto emotivo, come una sorta di effetto fermo immagine.

    Nel film Leonardo conduce Cecilia Gallerani all’interno della camera degli specchi per fissare in pittura la sua eterna bellezza, tramandata sino a noi nel capolavoro noto come la Dama con l’ermellino.

     

    LE FEDELI RIPRODUZIONI: OGGETTI DI SCENA E COSTUMI

    Per la messa in scena sono state realizzate alcune delle invenzioni di Leonardo, seguendo fedelmente i suoi progetti originali o derivandole dai suoi studi.

    È il caso ad esempio del prospettografo, derivato dal disegno originale del Codice Atlantico (Codice Atlantico_foglio-5r_Prospettografo). Il prospettografo era stato progettato da Leonardo come strumento per la raffigurazione degli oggetti, al fine di restituire nel dipinto la giusta prospettiva. Nel film vediamo Leonardo utilizzare questo strumento per definire le proporzioni e i contorni di un albero dello spazio-natura, lo stesso che egli raffigurerà nel suo celebre dipinto l’Adorazione dei Magi.

    La lira suonata da Leonardo in scena, è stata riprodotta da un maestro liutaio sui disegni originali di Leonardo (Manoscritto Ashburnham I, f Cr). Si tratta di uno strumento musicale molto sofisticato, utilizzato nel quattrocento, che Leonardo progetta e realizza in argento a forma di teschio animale.

    La biblioteca di Leonardo. Leonardo possedeva oltre 100 volumi, un numero enorme per i tempi. Per il film la casa editrice Panini ha riprodotto molti di questi antichi volumi. Nello specifico sono stati riprodotti fedelmente agli originali : De Architectura di Vitruvio, riproduzione su carta con legatura in pergamena e lacci dell’edizione sulpiciana del 1490; il De Re Aedificatoria di Leon Battista Alberti, riproduzione su carta con legatura in pelle con impressioni dell’edizione del 1495; il De Divina Proportione di Luca Pacioli, riproduzione in facsimile pergamena con legatura in pelle con impressioni a secco in oro dell’edizione del 1498; la Divina Commedia di Dante Alighieri con il commento di Cristoforo Landino, riproduzione in facsimile di un manoscritto con legatura in pelle con cantonali e incisioni a secco; il Naturalis Historia di Plinio, riproduzione in facsimile di un manoscritto con legatura in assi di legno e mezza pelle con titolo inciso con il pirografo; Deche di Tito Livio riproduzione in facsimile di un manoscritto con legatura in pelle scura incisa a secco; il De Civitate Dei di Sant’Agostino, riproduzione in facsimile di un manoscritto con legatura in assi, pelle incisa a secco e fermagli.

    Fogli e disegni raffiguranti i progetti e gli esperimenti di Leonardo da Vinci sono stati riprodotti fedelmente e vanno a completare ed arricchire lo studio di Leonardo.

     

    LA FEDELTÀ STORICA: COSTUMI E ACCONCIATURE

    Anche i costumi e le acconciature sono stati ideati e riprodotti fedelmente per il film.

    L’abito che indossa Leonardo da Vinci è stato ideato e realizzato da Maurizio Millenotti, ispirandosi alle descrizioni dell’Anonimo Gaddiano. La foggia è quella che era in voga dal 1495 in avanti. È un costume di un rosso bordeaux molto elegante, ma con un tessuto non eccessivamente prezioso. È di lana tramata, considerato un tessuto di alta qualità già all’epoca di Leonardo. Le scarpe di camoscio, sono quelle tipiche alla fiorentina mentre le calze sono a maglia mista cotone e seta come le filature dell’epoca. Mirella Ginnoto ha realizzato l’acconciatura di Leonardo, restituendoci l’immagine di un uomo giovane, circa 35 anni, con lunghi capelli ondulati che ne incorniciano il volto.

    Per l’abito che indossa Cecilia Gallerani, il costumista Maurizio Millenotti ha ideato e realizzato una veste esattamente uguale, nella fattura e nello stile, all’originale raffigurata nel celebre dipinto La Dama con l’ermellino. Per quanto riguarda il tessuto, non potendo decifrare e ripetere quello del quadro, ha pensato di utilizzare una ciniglia di seta abbastanza simile alla resa pittorica e della stessa gamma cromatica, anche le decorazioni e la biancheria ricordano verosimilmente l’originale. Un mantello di seta a doppio colore, infine, completa il sontuoso abito della nobildonna milanese. Il celebre ritratto, tuttavia, non ci permette di sapere come fossero acconciati i capelli di Cecilia Gallerani nella parte posteriore della testa. Mirella Ginnoto ha quindi immaginato che la donna immortalata da Leonardo, potesse avere lunghi capelli castani raccolti in una treccia, che è stata poi arricchita e impreziosita con spilloni, nastri e forcine dell’epoca.

    L’abito che Ludovico il Moro è ricco e sontuoso così da rimandare al fasto in voga in quel periodo storico ma anche all’importante ruolo ricoperto da Ludovico il Moro. Il costumista ha così pensato ad un Lucco, una particolare tunica usata in quel periodo. Per l’acconciatura si sono compiuto ricerche per poter conferire al personaggio la giusta forza e connotazione propria del grande mecenate.

     

    I PERSONAGGI

    Nel film Leonardo resta sempre uguale a sé stesso e ha l’aspetto dell’uomo 35enne descritto dai suoi biografi contemporanei: straordinariamente bello e di grande eleganza, con lunghi capelli ondulati ad incorniciarne il volto, affascinante, di indole affabile, brillante e generosa, molto distante dal volto segnato da rughe che tutti conosciamo attraverso il suo più celebre (e presunto) autoritratto. Leonardo da Vinci è interpretato da Luca Argentero.

    Il narratore in Io, Leonardo è un personaggio a tutti gli effetti. Rappresenta la voce della mente e della coscienza di Leonardo. Dialoga con il genio, gioisce e soffre con lui, cerca di entrare nelle pieghe dei suoi moti mentali per comprenderli e rivelarli.

    Nel film la voce del narratore è di Francesco Pannofino.

    Ludovico Maria Sforza detto il Moro (Milano, 3 agosto 1452 – Loches, 27 maggio 1508) è stato duca di Bari dal 1479, reggente del Ducato di Milano dal 1480 al 1494 affiancando il nipote Gian Galeazzo Maria Sforza e infine duca egli stesso dal 1494 al 1499. Ludovico fu un grande mecenate e, con la moglie Beatrice d’Este, fece della sua corte uno dei centri più splendidi dell’arte e della cultura rinascimentali. Illustri sono artisti, architetti e scienziati che popolarono la sua corte, tra cui il matematico Luca Pacioli, Donato Bramante e Leonardo da Vinci, che ricevette da lui importanti commesse, una su tutte l’Ultima Cena.

    Nel film è interpretato da Massimo De Lorenzo.

    Ser Piero d'Antonio di ser Piero di ser Guido da Vinci

    Ser Piero, padre di Leonardo da Vinci, esercitava la professione di notaio a Firenze. Ebbe ben quattro mogli e dodici figli, non sposò mai Caterina, la madre di Leonardo, né riconobbe mai Leonardo, che quindi fu figlio illegittimo.

    Nel film è interpretato da Roberto Andreucci.

    Cecilia Gallerani (Milano, 1473 – San Giovanni in Croce, 1533) era di una nobile e feudataria famiglia di Saronno, legati al potere degli Sforza. Amante di Ludovico il Moro a soli 16 anni, è celebre per aver posato per Leonardo da Vinci per il famoso dipinto La Dama con l'ermellino (1488) commissionato da Ludovico Sforza.

    Nel film è interpretata da Angela Fontana.

    Salài (o Salaino) - Pseudonimo di Gian Giacomo Caprotti (Milano 1480circa - ivi 1524) entrò nella bottega di Leonardo all’età di 10 anni e si conquistò progressivamente la sua fiducia e il suo affetto fino a diventare insostituibile. Tra i pochi discepoli di Leonardo ad essere citato nelle Vite di Vasari, fu garzone, modello e poi allievo e seguì il maestro a Mantova, Venezia, Firenze e Roma; rimase, però, a Milano dopo la partenza del maestro per la Francia.

    Giovanni Francesco Mèlzi - Pittore (Milano 1491 o 1493 - Vaprio d'Adda dopo il 1568). Fu allievo molto caro a Leonardo e l’unico dei suoi discepoli con una cultura e formazione umanistica. Ne nacque un sodalizio che portò Melzi ad essere sin dai primi anni incaricato di raccogliere, riordinare, copiare o scrivere sotto dettatura gli appunti di Leonardo. Seguì il maestro prima a Roma (1513) e poi in Francia (1517), dove lo assistette fino alla fine dei suoi giorni. A lui si deve il cosiddetto Trattato della Pittura.

    Andrea di Michele di Francesco di Cione detto Il Verrocchio (Firenze, 1435 – Venezia, 1488) è stato uno scultore, pittore e orafo italiano, uno fra gli esponenti del Rinascimento fiorentino. Attivo soprattutto alla corte di Lorenzo de' Medici, alla sua bottega si formarono allievi come Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Pietro Perugino e Domenico Ghirlandaio.

    Caterina di Meo Lippi. Caterina, contadina, ebbe a soli 16 anni una relazione con Ser Piero da cui nacque, fuori dal matrimonio, Leonardo da Vinci. Fu data in moglie ad Antonio di Piero Buti del Vacca di Vinci, e allontanata dal figlio subito dopo la sua nascita, che venne affidato alle cure dei nonni paterni.

     

    CAST

    ARTISTICO:

    LUCA ARGENTERO

    In Io, Leonardo interpreta Leonardo da Vinci.

    Nato a Torino, dopo gli studi superiori si laurea nel 2004 in Economia e Commercio.

    Nel 2005 debutta come attore nella serie televisiva Carabinieri in cui interpreta, dalla quarta alla sesta stagione, il ruolo di Marco Tosi. Il debutto sul grande schermo avviene nel 2006 con il film A casa nostra, regia di Francesca Comencini. Nel 2007 ritorna nelle sale cinematografiche con Saturno contro, diretto da Ferzan Ozpetek, e Lezioni di cioccolato, regia di Claudio Cupellini. Nel 2009 la sua interpretazione nel film di Umberto Carteni Diverso da chi? gli vale la sua prima candidatura al David di Donatello come miglior attore protagonista. Nello stesso anno veste i panni di un leader del movimento studentesco del ’68 nel film Il grande sogno, di Michele Placido, con Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio. Nel 2010 recita a fianco di Julia Roberts nel film di Ryan Murphy Mangia prega ama, sempre nel 2010 debutta in teatro con lo spettacolo Shakespeare in Love per la regia di Nicola Scorza. Nel 2012 prende parte alle riprese dell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue. È successivamente diretto da Marco Risi nel film Cha Cha Cha, da Luca Miniero in Un boss in salotto a fianco di Paola Cortellesi e Rocco Papaleo e da Alessio Maria Federici, a fianco di Raoul Bova, in Fratelli Unici nel 2014; è del 2015 la sua partecipazione al film Noi e la Giulia di Edoardo Leo. Sempre nel 2015 recita nel film di Max Croci Poli opposti con Sarah Felberbaum. Nel 2016 prende parte a Sirene, serie fantasy firmata da Ivan Cotroneo e con la regia di Davide Marengo. È del 2017 il suo ruolo nel film noir Il permesso – 48 ore fuori, opera seconda di Claudio Amendola. Nel 2018 è nelle sale cinematografiche con Hotel Gagarin, di Simone Spada, una commedia poetica e divertente sul cinema, sulla rinascita e sulla ricerca della felicità e il suo più recente lavoro Cosa fai a Capodanno?, commedia firmata da Filippo Bologna con Ilenia Pastorelli, Vittoria Puccini e Isabella Ferrari.

    Dal 2012 è vicepresidente dell’organizzazione onlus 1caffe.org che cerca di riproporre la tradizione del “caffè sospeso” a scopo benefico.

     

    ANGELA FONTANA

    In Io, Leonardo interpreta Cecilia Gallerani.

    Il suo debutto sul grande schermo avviene nel 2016 dove è protagonista del film di Edoardo De Angelis Indivisibili, ruolo per il quale ha ottenuto la candidatura ai David di Donatello come miglior attrice protagonista. Sempre per Indivisibili vince il David di Donatello per la miglior canzone originale “Abbi pietà di noi” di Enzo Avitabile. É protagonista di Due soldati, film di Marco Tullio Giordana del 2016. Nel 2017 prende parte a Like me back di Leonardo Guerra Seragnoli; mentre nel 2018 è diretta da Gigi Roccati in Lucania.

     

     

    MASSIMO DE LORENZO

    In Io, Leonardo interpreta Ludovico il Moro.

    Ha studiato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e, successivamente, prende parte ad uno stage di improvvisazione drammaturgica con Dario Fo. La sua carriera di attore si divide fra cinema, teatro e televisione. Il suo debutto sul grande schermo avviene nel 1991 con Il ladro di bambini di Gianni Amelio. Fra gli altri film in cui ha recitato ricordiamo Immaturi (Paolo Genovese, 2010), To Rome with Love (Woody Allen, 2011), Questione di karma (Edoardo Falcone, 2016) e Sono tornato (Luca Miniero, 2018). Il suo esordio teatrale è nel 1992 con un ruolo nella commedia Le Nuvole di Aristofane (regia di Vincenzo Zingaro), nel 2018 prende parte al Cyrano de Bergerac (regia di Nicoletta Robello Bracciforti). Ha preso parte a diverse produzioni televisive come Un medico in famiglia (1999), Boris (2007) e Squadra Antimafia (2012-2015).

     

    FRANCESCO PANNOFINO

    È la voce narrante di Io, Leonardo.

    Durante l’adolescenza scopre il suo talento comico e inizia a calcare i palcoscenici teatrali insieme a piccole compagnie. Appena quattordicenne si trasferisce a Roma e dopo qualche anno si avvicina alla radio e al doppiaggio. Continua la strada della recitazione ed entra a far parte della compagnia di Antonella Steni, dopo aver militato al Teatro Stabile di Trieste. Negli anni ’90 presta la voce a Tom Hanks in Forrest Gump e a Denzel Washington in Philadelphia; questi due film lo lanciano nell’olimpo dei doppiatori. Ha doppiato George Clooney in molti suoi film, fra i più noti ricordiamo Fratello, dove sei?, La tempesta perfetta, Ocean's Eleven, Gravity, Monuments Men, Le idi di marzo e Antonio Banderas in Donne sull'orlo di una crisi di nervi, Spara che ti passa, Promesse e compromessi, Intervista col vampiro, Two Much. Prende parte come attore in alcune serie televisive più seguite come Carabinieri, La squadra, i Cesaroni e Un medico in famiglia. Negli anni 2000 arriva la svolta cinematografica: recita in Liberate i pesci! di Cristina Comencini, Fatti della banda della Magliana di Daniele Costantini, Notturno Bus di Davide Marengo, Questa notte è ancora nostra di Genovese e Miniero, Lezioni di Cioccolato di Claudio Cupellini, Maschi contro femmine di Fausto Brizzi, Ogni maledetto Natale di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Patria, diretto da Felice Farina, Le frise ignoranti, regia di Antonello De Leo e Pietro Loprieno. È protagonista della serie cult di Sky Boris che arriva anche al cinema nel 2011. Nell’ultimo anno, nel ventennale dell’edizione della saga di Harry Potter in Italia, Francesco Pannofino ha prestato la sua voce per l’audiolibro della serie completa di J. K. Rowling, prodotta da Audible.

     

    TECNICO:

    JESUS GARCES LAMBERT

    È il regista di Io, Leonardo. Ha curato la regia di Caravaggio – l'Anima e il Sangue, documentario vincitore del Globo d’Oro come miglior documentario del 2018. Regista italo-messicano di documentari per il cinema e la TV, distribuiti in più di 160 paesi del mondo, per Sky, History Channel, National Geographic, Artè France, BBC, CNS tra cui Dietro l’altare, Viaggio nel cinema in 3D – una storia vintage, Concordia io c’ero, ha vinto svariati premi. La letteratura sul suo lavoro include la recensione su importanti riviste e pubblicazioni internazionali. La rivista Forbes Mexico l’ha inserito nella classifica dedicata alle più creative personalità messicane del 2018.

     

    COSETTA LAGANI

    È responsabile, autrice del soggetto, insieme a Sara Mosetti, e direttore artistico del film. Ha curato la direzione artistica di tutti i precedenti film d’arte cinematografici Sky: Musei Vaticani, Firenze e gli Uffizi (tra i prodotti d’arte più visti nei cinema del mondo e vincitore del Nastro d’Argento), San Pietro e le Basiliche Papali di Roma, Raffaello - il Principe delle Arti, Caravaggio, l’Anima e il Sangue (documentario d’arte più visto nei cinema in Italia e vincitore del Globo d’Oro) e Michelangelo Infinito

     

    SARA MOSETTI

    È la sceneggiatrice di Io, Leonardo e autrice del soggetto insieme a Cosetta Lagani.

    Master in tecniche della narrazione alla Scuola Holden (2000), specializzazione nel corso Rai-Script di sceneggiatura televisiva (2001), presto si dedica alla scrittura per la televisione, collaborando negli anni all’ideazione e alla sceneggiatura di fiction di rilievo (come Elisa di Rivombrosa, Distretto di Polizia, Ris e Il Segreto dell’acqua). In produzione e prossima uscita il film Se ti abbraccio non aver paura, per la regia di Gabriele Salvatores. È stata la sceneggiatrice di Michelangelo Infinito.

     

    MARCELLO OLIVIERI

    È lo sceneggiatore di Io, Leonardo. Si dedica alla scrittura per il cinema firmando le sceneggiature di importanti lungometraggi come Hermano, Falchi e Veleno; diverse sono anche le sue collaborazioni per fiction telvisive: Liberi di giocare, Il commissario Nardone. Tre volte vincitore del Premio Solinas per Hermano, Uno e Milano da Bere.

     

    PIETRO C. MARANI

    È il consulente scientifico del film.

    Professore ordinario di Storia dell'Arte Moderna e Museologia al Politecnico di Milano nonché Presidente dell’Ente Raccolta Vinciana del Castello Sforzesco di Milano e membro della Commissione Nazionale Vinciana per la pubblicazione delle opere di Leonardo. È autore di oltre venti volumi su Leonardo, Francesco di Giorgio Martini, la pittura dei leonardeschi, e il Cenacolo, del cui restauro è stato condirettore (1992-1999).

     

    DANIELE CIPRÌ

    Direttore della fotografia in Io, Leonardo.

    Tra i più noti e quotati DoP italiani, vincitore di premi prestigiosi come il Golden Globe Italy, il David di Donatello e il Nastro d’Argento. Ha lavorato come direttore della fotografia con registi come Marco Bellocchio, Roberta Torre, Claudio Giovannesi. È anche regista e docente di regia presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma. Fra i lungometraggi per cui ha curato la direzione della fotografia ricordiamo Vincere (2009), Bella addormentata (2012), La Trattativa (2014) Sangue del mio sangue (2015), Fai bei sogni (2016).

     

    FRANCESCO FRIGERI

    Illustre nome del cinema italiano pluripremiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, ha curato la scenografia in Io, Leonardo. Ha collaborato ad altri progetti del Cinema d’Arte Sky lavorando alla scenografia di Michelangelo Infinito e Raffaello - il Principe delle Arti. Frequenta l’Istituto d’Arte Dal Prato di Guidizzolo e la D.A.M.S. di Bologna, dove partecipa al corso di Cinema e Spettacolo. Si trasferisce successivamente a Roma dove ha l’occasione di lavorare come assistente scenografo di Mario Chiari nella miniserie televisiva La Certosa di Parma (1982). Grazie a queste grandi produzioni di ricostruzioni storiche viene chiamato da Massimo Troisi e Roberto Benigni per il film Non ci resta che piangere, che segna la sua affermazione come scenografo. Da questo momento la sua carriera è costellata di importanti riconoscimenti: nel 1985 la nomination agli Emmy Awards per la scenografia del colossal Cristoforo Colombo e nel 1999 vincitore del David di Donatello, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per il pluripremiato La leggenda del pianista sull’oceano diretto da Giuseppe Tornatore. Tra le grandi collaborazioni c’è La Passione di Cristo, con la regia di Mel Gibson. Nella sua lunga carriera ha vinto altri due David di Donatello, uno per I Viceré di Roberto Faenza e uno per I Demoni di S. Pietroburgo di Giuliano Montalto.

     

    MAURIZIO MILLENOTTI

    Celebre costumista italiano, ha curato i costumi di Io, Leonardo dopo il successo della precedente collaborazione con il film d’arte Sky, Michelangelo Infinito e Raffaello – il Principe delle Arti, per il quale aveva realizzato una decina di abiti originali tra cui lo splendido abito della Velata. Nel 1999 è vincitore del David di Donatello, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per il pluripremiato film La leggenda del pianista sull’oceano (1998) diretto da Giuseppe Tornatore. È stato nominato all’Oscar in due occasioni per i film Otello (1986) e Amleto (1990), entrambi diretti da Franco Zeffirelli.

     

    MATTEO CURALLO

    È il compositore delle musiche originali di Io, Leonardo.

    Per Sky dal 2015 ha firmato le musiche originali dei film d’arte quali Caravaggio - l’Anima e il Sangue, Michelangelo Infinito, Raffaello - il Principe delle Arti, Firenze e gli Uffizi, San Pietro e le Basiliche Papali di Roma.

    Compositore, autore e produttore, collabora in esclusiva con la Sugarmusic di Caterina Caselli, dedicandosi alle colonne sonore per teatro, tv e cinema come Donne di Andrea Camilleri e I BabySitter e alle canzoni come Nelle Tue Mani per Andrea Bocelli, tratta dal Gladiatore e Io Confesso per i La Crus al Festival di Sanremo 2011.

    Dal 2013 insegna Sound Design all’Accademia di Brera.

    Nel 2014 ha vinto il premio per la “Miglior Colonna Sonora” al “Roma Web Fest 2014” per l'innovativa web series Under

    - The Series, di Ivan Silvestrini. Nel novembre 2017 ha prodotto e co-firmato il brano The Place, colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Genovese e candidato nel 2018 ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento.

    Dopo quella del 2013 per Evil Things, nel 2018 ottiene la seconda candidatura come miglior colonna sonora al Premio “Chioma di Berenice” per Raffaello - il Principe delle Arti.

     

    VINCENZO CILURZO

    Art Director VFX di Io, Leonardo.

    Da sempre appassionato di lettering e design tipografico finalizza il suo percorso di studi al Bauer di Milano nel 2004 come Graphic Designer. In Sky nel 2005, dal 2014 è graphic supervisor per i canali cinema e intrattenimento. Dal 2016 collabora con il Cinema d’Arte Sky come VFX supervisor per il film d’arte Raffaello – Il Principe delle Arti e come VFX art director per Caravaggio – l’Anima e il Sangue e Io, Leonardo.

     

    GIUSEPPE SQUILLACI

    VFX supervisor e producer con 5 nomination ai Premi David di Donatello e oltre 130 film all’attivo. Per Io, Leonardo ha realizzato parte degli effetti visivi. È inoltre stato il supervisore degli effetti visivi in Michelangelo Infinito.

    La sua formazione artistica e tecnica è iniziata al fianco del maestro Carlo Rambaldi (inventore di E.T. e vincitore di tre premi Oscar per gli effetti speciali) e maturata, tra animatronic ed effetti digitali, con l’esperienza acquisita sul campo cinematografico e televisivo attraverso le collaborazioni con molti importanti registi italiani ed internazionali, tra cui Verdone, Virzì, Anghelopoulos, Martinelli, Parenti, Monicelli, Moretti, Castaneda. Oltre al cinema e alle serie TV arricchiscono la sua esperienza diverse avventure nel mondo del teatro, delle performance espositive e dell'animazione. Nel 2017 è uscito in sala il suo primo film di animazione East End di cui ha curato la produzione e la regia.

     

    VALENTINA CORTI

    Video Editor e Post Production Supervisor di Io, Leonardo.

    Dopo aver conseguito il Diploma di laurea in Digital Design allo IED di Milano (2003) inizia la sua collaborazione con varie case di post produzione come editor freelance di contenuti per la TV. In Sky dal 2010, dal 2011 inizia la collaborazione il Cinema d’Arte Sky. A partire dal 2015 è video editor e supervisore della post produzione dei film d'Arte prodotti da Sky quali Firenze e gli Uffizi, San Pietro e le Basiliche Papali di Roma, Raffaello – Il Principe delle Arti, Caravaggio – l’Anima e il Sangue; per Michelangelo Infinito è supervisore della post produzione.

     

    MIRELLA GINNOTO

    È l’acconciatrice di Io, Leonardo. Per Sky ha già curato le acconciature dei personaggi delle scene di ricostruzione storica in Raffaello – il Principe delle Arti e per Michelangelo Infinito. Ha lavorato con la compagnia di Vittorio Gassman. Di particolare rilievo il sodalizio artistico con Marcello Mastroianni e con Ettore Scola nei film La Famiglia, Che Ora é, Il Viaggio di Capitan Fracassa, Passione d’Amore. Disegna e realizza poi le acconciature per il colossal Kundun diretto da Scorsese.

     

    MAURIZIO TRANI

    Truccatore e artista degli effetti speciali con oltre 300 film all’attivo, ha curato il trucco degli attori di Io, Leonardo. Ha già collaborato con Sky curando il trucco degli attori di Michelangelo Infinito e delle scene di ricostruzione storica di Raffaello – il Principe delle Arti. Ha lavorato con registi quali Lucio Fulci, Federico Fellini (Roma, Casanova), Bernardo Bertolucci (900), Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, Camorrista, Stanno Tutti Bene, Il Cane Blu, Una pura formalità), Franco Zeffirelli (Cavalleria Rusticana, Pagliacci), Renzo Martinelli (Vajont, Piazza delle 5 Lune, Mercante di Pietre, Barbarossa) James Cameron (Piranha Part Two), creando i trucchi per film divenuti cult come Emanuelle in America, Zombi 2 e Quella villa accanto al cimitero. Nel 1991 è stato nominato ai BAFTA per il miglior trucco realizzato per Nuovo Cinema Paradiso.

     

    I PARTNER

    BOSCH

    Io, Leonardo è stato realizzato con la collaborazione di Robert Bosch S.p.A., azienda italiana parte del Gruppo fondato nel 1886 a Stoccarda da Robert Bosch (1861-1942) come "Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica". Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi, grazie a oltre 400 mila collaboratori impiegati nei quattro settori di business: Mobility Solutions, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology. In qualità di azienda leader nel settore IoT (Internet of Things) Bosch offre soluzioni innovative per smart home, smart city, mobilità connessa e Industry 4.0. Inoltre, utilizza la propria competenza nella tecnologia dei sensori, dei software e dei servizi, oltre che nel proprio cloud IoT per offrire ai clienti soluzioni connesse, cross-domain da un'unica fonte. L'obiettivo strategico del Gruppo è quello di fornire soluzioni innovative per una vita connessa. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita" Bosch, grazie ai suoi prodotti e servizi, migliora la qualità della vita offrendo soluzioni innovative in tutto il mondo. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 440 tra consociate e filiali in oltre 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete di produzione e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, 64.500 sono i collaboratori Bosch impegnati nella ricerca e sviluppo in circa 125 sedi in tutto il mondo.

     

    BOTTEGA ARTIGIANA TIFERNATE

    È la bottega artigiana di Città di Castello che per Io, Leonardo ha riprodotto capolavori di come un particolare dell’Ultima Cena, Paesaggio con fiume (Paesaggio del Valdarno), il disegno e parziale dipinto dei capelli e del volto della Gioconda, Tobiolo e l’Angelo e Il Battesimo di Cristo. Queste ultime due opere sono state riprodotte secondo la tecnica della pictografia, una tecnica di lavorazione che, attraverso l'uso di una tecnologia proprietaria (insignita di brevetto rilasciato alla Bottega Tifernate nel 2000), abbinata all'uso di materiali e metodi delle antiche botteghe artigiane, permette di riprodurre perfettamente qualsiasi opera d'arte.

    Guidata dai fratelli Stefano e Francesca Lazzari, insieme al padre Romolo, la Bottega Artigiana Tifernate nasce nel 1995 con l'ambizione di "ricreare esattamente un dipinto che possa comunicare l'essenza dell'originale”, avendone le stesse caratteristiche. Una scelta dettata dalla passione condivisa per l'Arte con l'intenzione di riscoprire le antiche tradizioni pittoriche e dal progetto “Recupero della Memoria": dare nuova vita a capolavori destinati a scomparire, ricreare opere d'arte da ricollocare nella loro ubicazione originale.

    Il “lavoro di bottega" della Bottega Artigiana Tifernate è valso numerosi riconoscimenti, come l’encomio di "Eccellenza Italiana" nel 2009, e commissioni prestigiose. Si ricordano quella del Principe Ranieri III di Monaco (1998), il ritratto ufficiale dello Sceicco Al Makhtoum, principe di Dubai (2009), la realizzazione dei dipinti per la "Porziuncola Nuova" di San Francisco, esatta replica della cappella costruita da San Francesco ad Assisi (2009) sotto la diretta supervisione di Papa Ratzinger.

    I lavori di Bottega Tifernate si trovano nei più importanti musei del mondo, quali i Musei Vaticani, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Louvre, il British Museum e la Galleria degli Uffizi.

    Ha realizzato e donato, insieme a Sky, a Papa Francesco una riproduzione del dipinto di Caravaggio, la Vocazione di Matteo.

     

    LEONARDO DA VINCI EXPERIENCE

    Il Leonardo Da Vinci Experience di Roma, che ha collaborato a Io, Leonardo mettendo a disposizione delle scene di finzione del film i dipinti di Leonardo, riprodotti da Bottega Artigiana Tifernate, che sono esposti in modo permanente nella sede museale. Il Leonardo Da Vinci Experience è un museo unico al mondo dedicato al grande genio del Rinascimento. La mostra, allestita nel 2017 in Via della Conciliazione 19, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, si estende su due livelli con un percorso espositivo di 500 metri quadrati ed è suddivisa in 5 aree tematiche (Sala delle macchine del volo e L’Ultima Cena, Sala delle macchine da guerra, Sala della Prospettiva, Sala dei Princìpi, Sala della Pittura), con una collezione di 50 macchine interattive e le riproduzioni pittoriche dei 23 dipinti più celebri di Leonardo da Vinci, opere certificate e conformi agli standard del Ministero dei Beni Culturali.

    In un percorso immersivo e coinvolgente tra macchine ingegnose, codici e manoscritti, il museo Leonardo Da Vinci Experience offre l’opportunità di ammirare dal vivo, riunito in un’unica galleria, il meglio della produzione pittorica di Leonardo con le riproduzioni più fedeli al mondo dei suoi capolavori: tutti i suoi più celebri dipinti sono vere e proprie “opere” ricreate a grandezza naturale, dipinte a mano e lavorate con le procedure tipiche delle botteghe rinascimentali e l’uso degli stessi materiali dell’epoca.

     

    ARTECH DIGITAL CINEMA

    Artech Digital Cinema è una società di professionisti totalmente dedicata al cinema con sede a Milano. È unico laboratorio in Italia con le tecnologie più avanzate ed uno sguardo sempre volto al futuro, al servizio del cinema in ogni sua forma, dall’ideazione alla progettazione esecutiva, dal set alla finalizzazione degli effetti, dalla color grading al mix audio e alla creazione di vfx, dalla prima copia master fino alla consegna della singola copia di distribuzione in tutto il mondo. Ha collaborato a numerosi e importanti progetti fra cui ricordiamo i film del Cinema d’Arte Sky Caravaggio - l’Anima e il Sangue, Raffaello - il Principe delle Arti, Firenze e gli Uffizi, San Pietro e le Basiliche Papali e altre produzioni come Van Gogh - Tra il grano e il cielo, The man who stole Bansky, Vasco Modena Park, Hitler contro Picasso e gli altri, Alex & Co, Segantini, J-Ax e Fedez concerto, The life and death of Marina Abramovic, Viaggio nel cinema in 3D, Accademia Carrara, The new American Cinema, Cento anni.

     

    ARTE.it

    ARTE.it è il primo editore digitale italiano dedicato all’arte, alla cultura e ai viaggi.

    Il sito www.arte.it offre una visuale di ampio respiro sul patrimonio artistico presente nel Paese con un database di oltre 12.000 punti di interesse mappati, un calendario degli eventi e delle mostre d’arte ricco di più di 4.000 manifestazioni ogni anno e un notiziario con aggiornamenti quotidiani sul mondo dell’arte italiana e articoli sui grandi eventi che si svolgono a livello internazionale.

    Con il proprio sito web e i canali attivi sui social, ARTE.it raggiunge oltre 300.000 lettori ogni mese, con un marcato

    posizionamento in ambito urbano, femminile e con un profilo socio-culturale medio alto.

    In ambito editoriale il team di giornalisti e autori di ARTE.it è stato scelto da numerosi enti, istituzioni e importanti partner per sviluppare progetti di content providing, di comunicazione e di infotainment (La Reggia di Caserta, Fondazione Aquileia, la Città di Venezia - VELA Spa, La Stampa, Ente Morale Dante Alighieri, Bulgari Hotels, Expedia). In campo pubblicitario hanno scelto ARTE.it alcuni dei più prestigiosi brand internazionali (SKY, Nexo Digital, Artainment, BIM Distribuzione, Chanel, Chiostro del Bramante, Cinecittà, la Città di Monaco di Baviera, Istituto Luce, Visit Flanders, Svizzera Turismo, Malta Tourism Authority).

    La società fondata da due veterani del digital in Italia Piero Muscarà ed Eleonora Zamparutti nel 2012, ha recentemente inaugurato la divisione ARTE.it Originals attiva in ambito televisivo e cinematografico per l’ideazione di nuovi format per la tv, il cinema e le produzioni d’arte.

     

    PANINI

    La casa editrice Franco Cosimo Panini in Io, Leonardo ha contribuito a ricreare quella che doveva essere la biblioteca di Leonardo da Vinci, riproducendo sette tra i volumi posseduti dal genio toscano nelle corrette edizioni dell’epoca. L’azienda oggi, fra le altre attività di cui si occupa, è specializzata nella fedele riproduzione di libri antichi, grazie ad un lavoro congiunto di artigianalità e alta tecnologia. Franco Panini, fondatore della casa editrice ed appassionato di libri e tecniche di stampa, inizia a collezionare volumi e testi antichi. Una passione che, alimentata anche dalla vendita delle famose figurine, ha potuto nutrire e tramandare ai suoi figli, permettendo così di consolidare un’impresa familiare fatta di storia e ingegno.

     

  • Spunti di Riflessione:

     

    LEONARDO DA VINCI

    LA VITA – DI LDF

     

    Leonardo, pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell’arte, scienziato e ingegnere, nacque a Vinci, in Toscana, nel 1452.

    Figlio naturale di ser Piero e di Caterina, definita “donna di buon sangue”, crebbe e fu educato a Vinci nella casa del nonno paterno, fino al sedicesimo anno di vita, per poi trasferirsi con la famiglia a Firenze. Nel 1469 entrò, apprendista, nella bottega di Andrea del Verrocchio che frequentò, come discepolo e collaboratore, per circa otto anni. Ma già dal 1472 era iscritto nella Compagnia dei Pittori Fiorentina e visse nella città del Giglio fino al 1482 quando si trasferì a Milano.

    Non si sa bene perché Leonardo, in quell’anno, andò in Lombardia, alla corte di Ludovico il Moro ma è certo che, proprio nella città lombarda, egli acquistò la personalità con tutte le sue virtù e contraddizioni che noi, ora, gli conosciamo. Rimase a Milano fino alla caduta del Duca Ludovico, nel 1499. Di quel momento di intensa attività pittorica si possono ricordare “La vergine delle rocce”, “Il cenacolo”, “La dama dell’ermellino”, “La belle Ferronnière”, “La dama”, con la reticella di perle e “Il musicista”. In quel periodo Leonardo gettò anche le basi per costruire, per la prima volta, come scultore, la statua equestre in metallo di Francesco Sforza che non fu mai fusa.

    Nello stesso periodo, Leonardo progettò, tra le altre sue invenzioni, lavori di idraulica e di bonifica del terreno e gettò le basi di un’intensa attività teorica sull’uso di motori e macchine che durò tutta la vita.

    Caduto Ludovico, Leonardo, già famosissimo, peregrinò da Milano a Vaprio, da Vaprio a Mantova, alla corte dei Gonzaga e poi a Venezia dove dipinse un ritratto della duchessa di Ferrara, Isabella d’Este.

    Nel 1502, in Romagna e in Umbria, divenne architetto e ingegnere di Cesare Borgia, il duca Valentino, figlio di papa Alessandro VI. Nel 1503 tornò a Firenze dove iniziò “La Gioconda” e ricevette la commissione di dipingere, su una parete della sala dei ‘500 al palazzo della Signoria, un episodio della storia fiorentina: “La battaglia di Anghiari” di cui, a tutt’oggi, non si sa più nulla.

    Chiamato a Parigi da Luigi XII, nel 1506 tornò a Milano, come consigliere del luogotenente, Carlo d’Amboise, dove progettò una statua equestre a Gian Giacomo Trivulzio, il palazzo per il governatore la chiesetta di Santa Maria ma soprattutto dove si immerse in studi biologici e fisici, ricerche anatomiche, idrologiche, geofisiche e matematiche i cui documenti e disegni sono ora sparsi in tutti i musei del mondo.

    Si trasferì, ormai sessantenne, a Roma sotto la protezione del cardinale Giuliano De Medici, il futuro papa Clemente VII e in quel periodo dipinse un “San Giovanni Battista”, vicino e nello stesso tempo lontano dalle altre sue opere pittoriche precedenti.

    Su invito di Francesco I, primo re di Francia della casata dei Valois-Valentinais, nel 1517 tornò a Parigi, dove terminò “La Gioconda” che donò al sovrano e dove visse sempre immerso nelle sue ricerche e nei suoi studi (di quel periodo sono i suoi disegni sulla “Fine del mondo”) fino che si spense nel 1519 a Cloux nel piccolo castello che Francesco I gli aveva messo a disposizione. 

    Fu sepolto a Saint Florentin in Amboise e le sue ceneri vennero disperse durante le cinquecentesche guerre ugonotte mentre la sua tomba venne distrutta nel 1789, agli inizi della Rivoluzione francese.

     

    Spunti di riflessione su brevi annotazioni storiche di LDF

     

     

    1) Leonardo quando si trasferì da Vinci a Firenze, appena sedicenne, iniziò a frequentare la bottega del pittore Andrea del Verrocchio. Il Verrocchio non fu solo il maestro di Leonardo ma anche di altri famosi pittori del periodo. Effettuate ricerche in merito.

    2) Leonardo nel 1472, a soli 17 anni, venne iscritto alla “Compagnia dei pittori” fiorentina. Questa compagnia equivaleva a una “gilda” o corporazione come quelle degli artigiani o vi potevano essere iscritti solo coloro che erano definiti “maestri di pennello”? 

    3) Quando Leonardo da Firenze si trasferì a Milano? Fu una sua decisione o accettò l’invito di Ludovico Sforza, signore della città e del ducato?

    4) Ludovico Sforza, detto il Moro, nel momento storico in cui era uno dei signori più importanti di Italia, si circondò di scrittori, scultori, pittori, dando origine a una corte considerata tra le più brillanti e colte d’Europa. Fu per questo motivo che volle accanto a se anche Leonardo appena trentenne ma già famoso?

    5) Quanto si debbe al nascere della corte illuminata del duca Ludovico la presenza della moglie, Beatrice D’Este, della famiglia degli Estensi, duchi di Ferrara?

    6) Una delle opere più note di Leonardo, durante il periodo milanese, fu il ritratto di Cecilia Gallerani, “La signora dell’ermellino”. Chi era Cecilia Gallerani? E perché, in quel ritratto o meglio nelle mani di cecilia, si nota un qualcosa di stonato, rispetto alla totale armonia nella figura?

    7) Nel 1499 Ludovico il Moro, fu costretto a lasciare Milano a causa di una sua politica che si rivelò perdente. Quanto fu determinante, nell’abbandono del ducato da parte dello Sforza, il fatto che egli, nel 1494, aveva brigato perché scendesse in Italia, con il suo esercito, Carlo VIII, re di Francia?

    8) Anche Leonardo, dopo che Ludovico aveva lasciato la città, si allontanò da Milano e cominciò a girare per l’Italia. Aveva 47 anni ed era, ormai, famosissimo. Stette, per un certo tempo, alla corte dei Gonzaga a Mantova e poi continuò il suo peregrinare e a Venezia si fermò solo per ritrarre Isabella d’Este, duchessa di Ferrara. Perché Leonardo in questo lungo periodo della sua vita non si fermò, stabilmente, in alcun logo? 

    Forse perché i signori che lo volevano alle loro corti vedevano, in lui, solo il grandissimo pittore e non lo studioso che voleva dedicarsi ai suoi studi e alle sue ricerche non solo biologici e fisico-anatomici (l’uomo di Vitruvio) ma anche ingegneristici, idrologici, fisici e matematici?

    9) Quando Leonardo fu al servizio di Cesare Borgia? Che voleva da lui il duca Valentino che in Leonardo, non vedeva il grande pittore ma l’ingegnere cioè colui che poteva costruire macchine d’offesa e di difesa per i suoi piani di guerra? Qual era il progetto del Valentino?

    10) Ormai sessantenne, Leonardo si trasferì a Roma sotto la protezione del Cardinale Giuliano De Medici, il futuro papa Clemente VII dove poté, finalmente, continuare in pace i suoi innumerevoli studi. In quel periodo dipinse anche un quadro, il “San Giovanni Battista”. Perché molti studiosi trovano questo “San Giovanni”, diverso da tutta l’altra opera pittorica del Maestro?

    11) Nel 1517, su invito di Francesco I, re di Francia, Leonardo si trasferì a Parigi (in cui per un breve viaggio, anni prima, era già stato) e dove costruì varie opere architettoniche (anche per grandi feste di corte tenute dal sovrano) al quale egli, in risposta alla munifica ospitalità di Francesco, donò “La Gioconda”, opera iniziata tanti anni prima e che terminò mentre era sul suo suolo francese.

    E’ errato quindi come talvolta accade, dire che “La Gioconda” sia un’opera appartenente allo Stato italiano, visto che fu lo stesso autore a donare il dipinto a Francesco I e quindi alla Francia!

    12) Leonardo si spense sul suolo francese nel castello di Saint Cloud nel 1519, a 66 anni. La sua immensa fama è ancora viva oggi a 500 anni dalla sua morte. Eppure durante le guerre ugonotte che si combatterono in Francia nel 1500, le sue ceneri vennero sparse al vento e, nel 1789 all’inizio della rivoluzione francese, la sua tomba venne distrutta. Secondo la vostra opinione è giusto dire che le guerre o meglio “la guerra”, riesce a distruggere tutto, tranne i ricordi? 

     

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